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San Bellino

Luogo: San Bellino (Rovigo)
San Bellino (San Belin in veneto) è un comune italiano di 1.168 abitanti della provincia di Rovigo, in Veneto, situato ad ovest del capoluogo. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Basilica di San Bellino Il complesso urbanistico - architettonico composto dalla chiesa, dal campanile e dalla piazza attigua sorge al centro del paese. L’attuale chiesa, risalente al 1649, fu ricostruita dall’arciprete don Cesare Graziadei con il contributo economico della popolazione. La facciata, dai richiami gotici, è distinta in due parti: quella inferiore è caratterizzata da sei colonne tuscaniche a lesene, dai quattro finestroni e dal portale d’ingresso, mentre quella superiore, che riprende lo stesso motivo decorativo della parte sottostante, è ingentilita al centro dal rosone, di stile romanico, e dalla presenza di due statue raffiguranti due angeli posti sui lati. Fino all’inizio del 1997 era possibile ammirare nelle due nicchie superiori le statue settecentesche di S. Martino e di S. Bellino, patroni del paese, ora poste all’interno della chiesa nelle nicchie laterali dell’altare maggiore per disposizione della Soprintendenza ai Beni Artistici - Culturali di Verona. Il timpano è ornato da tre pinnacoli terminanti con la croce. La pianta della chiesa è cruciforme, suddivisa in tre navate. All’interno della chiesa sono presenti molte opere settecentesche del pittore veneziano Angelo Trevisani tra le quali vi è la Pala della natività collocata nella navata destra e la Pala della crocifissione posta nella navata sinistra. Inoltre, nell'ultima parte dell'abside si trova l’urna marmorea che custodisce le spoglie di S. Bellino e una pala dipinta nel 1736 da Mattia Bortoloni raffigurante il vescovo Bellino con il pastorale e le chiavi che protegge un ragazzo dall’attacco di un cane rabbioso. Il campanile, realizzato in stile tardo romanico, fu costruito in pietra a vista all’inizio del Cinquecento. È costituito da quattro ripiani, l’ultimo dei quali è la cella campanaria, suddivisi da cornicioni. Nel 1843 le campane sono quattro e tutte benedette, ma durante la seconda guerra mondiale, e precisamente il 27 febbraio 1943, ne vengono asportate tre e solo quella più grande rimane all’interno del campanile, forse perché, a causa delle sue dimensioni, non passava attraverso le bifore che ornano la cella campanaria. Le campane requisite ritornano alla loro originaria collocazione nel 1947 in occasione del VIII centenario della morte di San Bellino. Chiesa di Santa Margherita Nella piccola frazione di Presciane sorge una chiesa dedicata a Santa Margherita Vergine e Martire. Una prima cappella, in onore della santa, fu fatta costruire il 1º marzo 1078 e superò indenne il periodo burrascoso delle rotte del Po. Il 4 maggio 1371 si trovò al centro di una disputa, a contendersela erano l’Abate della Vangadizza Antonio del Ferro e il comune di Ferrara. La sentenza proclamata dal giudice Lanfranco dichiarò che l’edificio sacro si trovava nel territorio ferrarese. Nel Quattrocento un altro evento alluvionale provocato dalle disastrose rotte del Castagnaro e del Malopera compromise i lavori di bonifica. Prisciano Prisciani, fattore di Borso d'Este e poi consigliere del duca Ercole, risanò queste zone e come dono per il suo operato ricevette una masseria che fu chiamata in suo onore Le Prisciane, dando così il nome all’attuale frazione Presciane. La chiesetta in evidente stato di abbandono fu riedificata nel Quattrocento proprio da questa famiglia che ne ottenne il giuspatronato. Poiché fu dichiarata giuridicamente dipendente da Castelguglielmo, si aprì una nuova disputa tra l’Arciprete di Castelgugliemo e quello di San Bellino, risoltasi due secoli dopo con l’intervento del doge di Venezia che diede ragione alla chiesa di San Bellino. Il complesso parrocchiale che comprende la chiesa, la canonica e il campanile vede un continuo alternarsi di proprietari, tra i quali la famiglia Tassoni di Ferrara, la famiglia Sgarzi di Rovigo e il conte Nani Mocenigo di Venezia, che si fecero carico della manutenzione della chiesa. Col passare del tempo gli ultimi proprietari vennero meno a questo dovere e furono i parrocchiani a sostenere le spese per gli interventi necessari. Oggi la chiesa, recentemente restaurata, si presenta con una semplice facciata intonacata a cemento e vi si accede dall’unica porta d’ingresso. È a pianta rettangolare, ad unica navata; le volte del presbiterio e il catino absidale sono decorati con dipinti murali e stucchi baroccheggianti. Sopra l’entrata, posto su di un ballatoio ligneo decorato a tempere, si trova l’organo a canne, opera pregevole del Settecento realizzata da Gaetano Callido. Il campanile fu forse edificato nel 1520. Nel 1841 vennero fuse e poste nel campanile le tre campane. Le due più piccole furono sottratte il 27 febbraio 1943 per trasformarle in strumento di guerra; la terza venne lasciata sul campanile poiché troppo grande per passare attraverso le bifore della cella campanaria. Nel 1948 le due nuove campane furono riposizionate sul campanile e benedette in onore di Santa Margherita Vergine e Martire e di San Biagio Vergine e Martire. Come la chiesa, anche il campanile è stato oggetto di molti restauri nel corso degli anni. Nel 1985, grazie al contributo della comunità di Presciane, la torre campanaria fu sistemata, le campane automatizzate e fu realizzato l’orologio a tutt’oggi funzionante. Evoluzione demografica Abitanti censiti Note ^ Dati ISTAT - Popolazione residente al 31 dicembre 2011 ^ In camin par San Belin, Comune di San Bellino. URL consultato il 25 novembre 2011. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Bibliografia Don Pier Antonio Castello, Presciane 1994 STORIA DI UN PAESE VITA DI UNA COMUNITA' , Presciane 1994 Franco Romeo Milani, San Bellino la storia ricordata: cronache e memorie, Tipografia Checchinato V. & Figli s.n.c. ,Badia Polesine 1997 Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su San Bellino Collegamenti esterni San Bellino in Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo, http://www.polesineterratraduefiumi.it/pagine/home.php. URL consultato il 6 settembre 2013.
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