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Viaggio a Chiavenna, alla scoperta dei Crotti

Chiavenna, (Sondrio) 1 mese fa Tempo di lettura: circa 3 minuti

Immersa in una valle, Chiavenna è una cittadina dalla forte vocazione turistica, nota soprattutto per la Sagra dei Crotti che ogni anno attira migliaia di visitatori

Il “sorèl”, una misteriosa corrente d’aria fredda proveniente dalle viscere dei monti, si insinua ininterrottamente attraverso spazi angusti tra le rocce e contribuisce alla creazione d’un ambiente ideale per la maturazione del vino e la stagionatura di insaccati e formaggi.

Questo è un po’ quello che accade a Chiavenna e, nello specifico, all’interno dei Crotti: anfratti naturali nati da arcaiche frane, staccatesi dai versanti delle vallate che caratterizzano l’intera zona. Cedimenti che in un passato remoto hanno dato vita a cavità dalle peculiarità uniche. Incavi dapprima “sfruttati” per la realizzazione di ambienti in cui conservare viveri di prima necessità e, successivamente, per l’apertura di locali in cui accogliere i turisti.

Oggi i Crotti sono più che semplici cantine: sono una realtà consolidata, motore di un’economia che abbraccia un territorio vasto e florido, un piccolo universo che comprende le regioni montuose delle Alpi, la Svizzera italiana e, in particolare, la zona del Lago di Como.

Il Grotto Morchino, di Pazzallo (Lugano) è stato meta dello scrittore Hermann Hesse
[Paebi/Wikipedia]

 

La Sagra dei Crotti

Siamo a nord del Lario, nella Valchiavenna, una regione alpina attraversata dai fiumi Liro e Mera, in una terra fatta di spazi aperti e rupi scoscese. In provincia di Sondrio.

È qui che sorge Chiavenna, un centro abitato con poco più di settemila anime, in passato, importante nucleo strategico, cuore dell’antica Rezia. Un posto dove oggi l’arte culinaria e i prodotti tipici – come la bresaola, i formaggi, i vini, i pizzoccheri (gnocchetti preparati con farina di frumento e pane secco ammollato nel latte), la polenta e i salumi – sono al centro di un’animazione turistica importante.

Un’attrazione che, unita al patrimonio storico e culturale del luogo, ha trasformato Chiavenna in un centro turistico d’eccellenza.

Non a caso, attorno ai “sorèl”, gli abitanti del posto hanno edificato piccole costruzioni da adibire a locanda, a ristorante o a un semplice luogo di ristoro. Attività aperte tutto l’anno o solo in occasione della tradizionale Sagra dei Crotti, un appuntamento nato nel 1956, che si tiene generalmente a Chiavenna nella seconda settimana di settembre, e richiama migliaia di turisti. Visitatori che assaggiano le specialità locali e godono della fresca brezza del “sorèl”, che mantiene una temperatura pressoché costante di circa 8 gradi.

Percorsi enogastronomici nei Crotti

Durante la Sagra è possibile gustare i piatti tipici della tradizione, carne e verdure alla pioda, i biscottini di Prosto e la deliziosa “torta fioretto”. Oppure, partecipare a uno dei percorsi enogastronomici organizzati dal Comitato e riportati sul sito www.sagradeicrotti.it.

Il più famoso dei Crotti è molto probabilmente la cavità della Caurga

La Caurga, antica cava di pietra ollare, si trova nel Parco Paradiso

 

Il termine “Crotti” (molto probabilmente da “grotta”) è diventato negli anni anche un cognome tipico della zona, soprattutto a Bergamo. Nacque, secondo gli studiosi, dai nobili arimanni Longobardi che, durante il Medioevo, si erano stabiliti dapprima nella campagna circostante la città antica, e in seguito nei pressi di grotte e caverne. Guerrieri a cavallo che, nel dialetto celtico-bergamasco, presero il nome – appunto – di Crotti.

Oggi, il cognome “Crotta” o “Crotti” lo si trova molto in Lombardia e un po’ in Emilia. Ma ha la sua massima concentrazione a Bergamo.


La Pace di Chiavenna

Un viaggio a Chiavenna non è solo sinonimo di degustazione di prodotti tipici nei Crotti, è anche storia e sapere, sotto forma di vari monumenti e luoghi di interesse culturale. Tra questi, merita di essere citata la maestosa Collegiata di San Lorenzo, al cui interno si trova il Museo del Tesoro.

Il Museo raccoglie un vasto corredo di arredi sacri e paramenti e un rarissimo codice musicale. Anche se il pezzo principale è certamente la Pace di Chiavenna, uno dei maggiori capolavori dell’oreficeria medievale.
Copertina di un evangeliario risalente all’undicesimo secolo, la Pace è composta da 25 lamine d’oro, cesellate su una tavola di noce e ornate da gemme, perle e smalti. Un’opera che deve il suo nome all’impiego liturgico durante la Messa: veniva porta al pubblico per il “bacio dei fedeli” al momento dello scambio della pace.

Sulla Pace sono sbalzati i simboli di quattro evangelisti e la scritta in latino: “Vivano in Cristo e ottengano per mezzo suo il regno coloro che hanno fatto o fatto fare un’opera così”.

Come raggiungere Chiavenna

Raggiungere Chiavenna non è difficile, visto che è percorsa dal tracciato della SS36, importante strada di collegamento, nonché dalla SS37. In treno, Chiavenna è capolinea della linea Colico-Chiavenna.

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