Comune

Crespino

Crespino, (Rovigo)
Crespino (Crespìn in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 2.031 abitanti della provincia di Rovigo, in Veneto, situato a circa 30 km da Ferrara e 17 km da Rovigo.StoriaDi antica origine, Crespino fino al 1815 e' rimasto parte del territorio ferrarese d'oltre Po' (Vedi Transpadana Ferrarese). Dopo la seconda guerra mondiale l'Italia aveva ricominciato la sua ripresa economica e la ricostruzione. Crespino nel 1951 fu colpita da un grave disastro, un'alluvione che coinvolse tutta l'area del Polesine e la popolazione si vide costretta ad emigrare nelle zone più settentrionali del paese. Le città che furono meta per la maggior parte di questa migrazione furono Milano, Torino e Bolzano. Il dimezzamento della popolazione locale a causa dell'alluvione ha sicuramente influenzato il futuro del piccolo comune emiliano-romagnolo d'oltrepo'.Attualmente la sua popolazione supera di poco le due migliaia di abitanti ed è in costante flessione. Nella sua grande piazza Fetonte e nella sua ampia Chiesa, Crespino mostra i tratti di un comune che nella storia ha sempre avuto un ruolo importante nella cultura Ferrarese e Polesana e di commercio con le città emiliane adiacenti alla riva del Po.Monumenti e luoghi di interesseLuoghi di cultoChiesa di SS. Martino e SeveroLa costruzione della chiesa, che rimarrà sotto la giurisdizione di Ravenna fino al 1818, venne iniziata nel 1754, su disegno di Angelo Santini ed ultimata nel 1777. Il nuovo edificio andava a sostituirsi al precedente ormai troppo piccolo per far fronte all'aumento della popolazione. La maestosa facciata, tipica del barocco romano, presenta al centro fasci di colonne divisi da un cornicione che accentuano l'effetto prospettico. La parte alta, più stretta, affiancata da due obelischi, ha sulla sommità ricurva acroteri con fiamma. Tra le colonne quattro nicchie ospitano statue di santi. Tre sono le entrate, il portale centrale è sormontato da un frontone ricurvo. L'interno è suddiviso in tre navate e transetto, la cupola centrale è sostenuta da quattro pilastri a capitello con stucchi floreali e trabeazione. Una scalea di marmo dà accesso al presbiterio e un'altra arcata racchiude l'abside dove è collocata la pala di S. Apollinare e dei Santi Martino e Severo di Jacopo Alessandro Calvi detto il Sordino; (1740-1815) ai lati due vetrate.Gli altari sono sette.Entrando sulla destra l'altare della Madonna del Carmine in stile barocco, conserva la pala della Vergine (1779), segue l'altare di Sant'Antonio dove è posto un altro quadro di Alberto Mucchiati (1744-1828); di fianco una lapide e tre nicchie con le statue di S.Rocco, S. Giovani Nepomuceno e un busto dell'arciprete Piero Colla. La terza ara dedicata alla Vergine ospita il prezioso quadro Madonna con Bambino ed i Santi Francesco e Maria Maddalena di Benvenuto Tisi da Garofolo (1481-1559). Il tabernacolo dell'altare maggiore è a forma di tempietto, degne di nota le cantorie di legno dove era posto un organo di Gaetano Callido; il coro dell'abside del 1792 fu eseguito da Pietro Bongiovanni. L'altare del Crocifisso, ultimo a sinistra, accoglie Cristo morto in croce, fiancheggiato dalla Vergine, da S. Rocco, dal soldato Longino e dalla Maddalena di Gandolfi. Il penultimo dallo stesso lato è dedicato alla Madonna con Bambino e ospita un quadro la Madonna del Buon Consiglio di Gennazzaro; la vetrata è del 1965. L'altare della fonte battesimale, primo a sinistra, detto anche della Madonna del Rosaio, è arricchito dall'omonima pala di Ippolito Scarsella detto Scarsellino. La cappella delle reliquie dei martiri, situata all'entrata della navata laterale, conserva anche i resti sacri di Santa Saturnina.La sacrestia è arredata con bellissimi armadi intarsiati di radica e panche con schienali e fregi, eseguiti da Pietro Bongiovanni nel 1792. Da segnalare un prezioso crocifisso conservato in archivio.Del campanile, alto 47 metri ed inclinato a nord-est, non è certa la data di costruzione. L'unico dato certo riguarda il rifacimento della cella, nel 1743, perché abbattuta da un fulmine.La canonica risale al Duecento-Trecento ma ha subito numerosi rifacimenti. Interessanti due tele: Maddalena al sepolcro mentre parla con Gesù, e Gesù sulla via di Emmaus tra due discepoli. Altre importanti opere appartenenti alla chiesa sono custodite altrove: Nascita di S. Giovanni Battista di Cesare Gennai, Decapitazione di S. Giovanni Battista, una Pietà di Antoon van Dyck (1599-1641), San Martino a cavallo (1600) scuola del Guercino, S. Severo in vesti pontificali (1600). Paramenti sacri e calici del 1500 e 1600.Oratorio di Santa Maria Madre della MisericordiaSi tratta di un piccola chiesa costruita sulle rovine di un'antica cappella paleocristiana verso la metà del 1700.Per secoli la chiesa venne utilizzata come luogo di culto finché nella Seconda guerra mondiale i tedeschi la usarono come deposito d'armi.La chiesa sopravvisse ai bombardamenti ma l'alluvione del Polesine del 1951 danneggiò la struttura in modo molto serio, con il rischio di essere demolita. Gli abitanti del paese organizzarono una serie di iniziative per raccogliere i fondi sufficienti per eseguire i lavori di ristrutturazioni, ricordati all'interno della chiesa con le foto dei contributori.PalazziPalazzo MunicipaleVilla P.Pio FalcòVilla Sarti SavonarolaVilla TisiVilla MarzollaCasa CarravieriAltri monumentiMuseiMuseo delle Acque - dedicato alla vita sociale e lavorativa del centro legato alle attività commerciali, ora scomparse, legate alla vicinanza del fiume Po.TeatriSocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti CulturaIl mito di FetonteUna delle grandi leggende, riguardanti il paese di Crespino, è quella legata a Fetonte, una figura della mitologia greca, raffigurato nel gonfalone del Comune.La leggenda vuole che il giovane Fetonte sia caduto proprio nelle vicinanze di Crespino, a pochi chilometri dall'inizio del delta del Po.Fetonte, figlio di Elio e della ninfa Climene, venne offeso da Epafo, il quale sosteneva che il giovane non fosse figlio del Sole. Fetonte, in lacrime per l'insulto subito, supplicò la madre Climene di dar prova della sua paternità e del suo valore, permettendogli di guidare per una volta il carro solare.La madre chiese al Sole se il giovane figlio potesse guidare il carro solo per una volta, ed il padre lo accontentò avvertendolo della grande difficoltà nel portare i maestosi cavalli. Fetonte, bramoso di dar prova del suo valore, balzò sul carro e senza ascoltare il padre cominciò il suo volo.I cavalli s'imbizzarrirono e si avvicinarono alla sfera terrestre, provocando disastri, incendi e siccità.Per evitare la distruzione della terra, il giovane Fetonte andava fermato e per fare ciò Zeus, padre degli Dei, scagliò una saetta, catapultando il giovane dio nel Po.Subito accorsero le sorelle Eliadi che disperate per l'incidente si misero a piangere. Zeus, dispiaciuto, decise di fermare il loro dolore tramutandole in pioppi, e le loro lacrime in ambra.Ancora oggi, Crespino porta con sé questa leggenda, dando il nome del piccolo dio alla piazza principale, di fronte alla Chiesa dei SS. Martino e Severo.MediaTelevisioneCrespino fece da sfondo storico-cinematografico allo sceneggiato RAI in cinque puntate Il mulino del Po del 1963 (poi replicato in quattro puntate nel 1972), diretto dal regista televisivo Sandro Bolchi, tratto dall'omonimo romanzo di Riccardo Bacchelli. A Crespino vennero girate anche alcune scene del film Baciami piccina.Persone legate a CrespinoLauro Bordin, ciclista.Vincenzo Carravieri, patriota.AmministrazioneNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 settembre 2011.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.BibliografiaIl Veneto paese per paese, Casa Editrice Bonechi, Firenze - 1997M.Qualdi. Crespino - Pagine di storia. Ed.Maseratense, Maserà di Padova, Italia, 1981 (2ª Edizione riveduta, ampliata e aggiornata)V.Balzan e G.Ronconi. Crespinesi in fotografia. Ed.Soc.Coop.Tipografica, Padova, Italia, 1988Galleria fotograficaAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su CrespinoCollegamenti esterniCrespino in Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo, http://www.polesineterratraduefiumi.it/pagine/home.php. URL consultato il 13 marzo 2011.Costa di Rovigo in RovigoBox.it, http://www.rovigobox.it. URL consultato il 23 settembre 2010.

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