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Teatro Eleonora Duse

Via XX Settembre, Cortemaggiore, (Piacenza) Tempo di lettura: meno di 1 minuto
Probabilmente la decisione di erigere un teatro, espressa dal Consiglio comunale fin dal 1822, rappresenta il desiderio della cittadinanza di continuare l'antica tradizione esemplata dal noto teatrino della Rocca dei Farnese che nel secolo precedente aveva più volte accolto lo stesso Carlo Goldoni. Per ospitare il nuovo teatro si decise di adattare gli interni della chiesa del convento delle terziare francescane, divenuto nel frattempo proprietà comunale. La realizzazione del progetto e la costruzione dell'edificio avvennero all'insegna dell'economia tanto che per le parti in muratura si decretò" l'utilizzo dei materiali di demolizione dell'edificio religioso e l'abbassamento del muro di cinta del convento. Inoltre venne preferito all'architetto Fausto Canali, l'architetto Faustino Colombi che acconsentì di offrire gratuitamente il proprio progetto (e la direzione dei lavori) nel quale la scuola di Architettura dell'Accademia di Parma aveva riconosciuto "accorgimenti e industria grande benché stretto da limitati confini e da pochi mezzi pubblici." La stessa parsimonia dovette guidare la scelta di murare alcuni palchi. Dopo soli dieci mesi di lavori il teatro fu inaugurato il 23 giugno 1827 con l'opera Eluardo e Cristina di Gioacchino Rossini. L'anno di apertura è pure ricordato con un'iscrizione posta a fronte dell'entrata che recita "Ludis scenicis publice a MDCCCXXVII." La facciata è di gusto neoclassico con tre semplici porte sormontate da tre finestre separate da lesene doriche e coronate da un timpano con lo stemma della città. L'atrio come pure la scala che porta al secondo ordine di palchi sono ispirati a motivi decorativi neorinascimentali. La pianta della platea è a ferro di cavallo con dodici palchi nel primo e tredici palchi nel secondo ordine. Due palchi in ogni ordine sono rimasti ancora oggi murati. Il pittore Gaetano Tagliaferri decorò anche il finto loggione e le balconate, con fiori e ghirlande. Cento anni più tardi, in occasione della nuova apertura dopo l'importante restauro dei geometri Luigi e Francesco Crotti, il teatro fu dedicato a Eleonora Duse. Nel 1975, ottenuti i finanziamenti regionali, il comune realizzò dei cambiamenti che falsarono i rapporti spaziali tra cavea e palcoscenico. Per aumentare la capienza della platea infatti venne arretrato il boccascena annullando la funzione dai palchi laterali. Con l'attivazione nel 1990 delle leggi sulla sicurezza nei luoghi pubblici, le attività teatrali sono state sospese in quanto gli arredi interni e il rivestimento non presentavano le dovute caratteristiche. Saltuariamente la platea viene utilizzata per convegni e riunioni. Nel 1992 si è provveduto al rifacimento del tetto. Nel bilancio comunale di previsione per l'anno 1995 è stata stanziata una somma per riattivare lo stato di agibilità. (Caterina Spada)

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