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Comune

Salerno

Salerno Tempo di lettura: circa 38 minuti
Salerno (IPA: [saˈlɛrno], Salierno nel dialetto locale, IPA: [sɑˈljərnə]) è un comune italiano di 133.679 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Campania, secondo comune della regione per numero di abitanti e trentesimo a livello nazionale. Secondo uno studio dell'Istituto di Studi Regionali e Metropolitani di Barcellona, l'area urbana e i suoi dintorni contano circa 334.038 abitanti distribuiti in 18 comuni. Durante il medioevo la città è stata capitale dell'omonimo principato Longobardo e quindi del ducato normanno di Puglia e Calabria che comprendeva gran parte del Mezzogiorno continentale e fu il nucleo originario del futuro Regno di Napoli e delle Due Sicilie. A Salerno ha avuto sede la Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d'Europa all'inizio del Medioevo e come tale è considerata da molti un'antesignana delle moderne università. Ideale erede della celebre scuola medica è l'Università degli studi di Salerno, dislocata dal 1988, sotto forma di campus, nei limitrofi comuni di Fisciano e Baronissi. Dal febbraio all'agosto del 1944 Salerno fu sede del governo italiano, ospitando i governi Badoglio I, Badoglio II e Bonomi II che portarono alla Svolta di Salerno. A partire dalla seconda metà degli anni novanta, la città ha iniziato una serie di politiche volte a migliorare la vivibilità, il decoro urbano e proiettare, soprattutto per quanto concerne il turismo, Salerno a livello nazionale e internazionale. La città si candida, quindi, a diventare uno dei poli del turismo crocieristico e dell'architettura contemporanea, ospitando opere dei maggiori architetti del XXI secolo, quali Fuksas, Zaha Hadid, Bohigas, Chipperfield, Calatrava e Bofill. Etimologia del nome Con molta probabilità il nome della città è collegato al fiume Irno che la attraversa. Un'ipotesi accreditata dice Salernum (da salum e Irnum, ossia "il luogo situato tra il mare e l'Irno"). Geografia fisica Territorio La città sorge sull'omonimo golfo del mar Tirreno, tra la costiera Amalfitana (a ovest) e la piana del Sele ed il Cilento (a sud), nel punto in cui la valle dell'Irno si apre verso il mare. Dal punto di vista orografico il territorio comunale è molto variegato, infatti si va dal livello del mare fino ad arrivare ai 953 metri del monte Stella. L'abitato si sviluppa lungo la costa e si estende verso l'interno fino alle colline retrostanti. La città è attraversata dal fiume Irno, che fino alla metà del secolo scorso ne segnava il confine orientale e da cui, probabilmente, deriva il suo nome. Altro corso d'acqua che scorre nel territorio comunale è il fiume Picentino, che ad oriente di Salerno separa la città stessa dalla confinante Pontecagnano Faiano. Classificazione sismica: zona 2 (rischio medio) Clima Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati moderatamente calde. La conformazione orografica del territorio fa sì che la città sia spesso interessata dai venti. Le correnti provenienti da sud sud-ovest si scontrano con la barriera naturale dei monti Lattari che le convoglia nella valle dell'Irno; viceversa le correnti provenienti da nord si incanalano nella valle dell'Irno che funge da imbuto facendo convergere i venti sulla città. Il primo fenomeno genera venti di una certa intensità, soprattutto nel periodo tra estate e inverno; il secondo fenomeno è frequente durante l'inverno in coincidenza delle irruzioni d'aria fredda provenienti dai Balcani. Nella seguente tabella sono riportate le medie delle temperature su dati climatici di Salerno Centro e delle precipitazioni su dati climatici di Salerno Aeroporto. Classificazione climatica: zona C, 994 GR/G Storia Periodo pre-romano e romano Il primo insediamento documentato sul territorio di Salerno risale al VI secolo a.C., si tratta di un centro osco-etrusco che sorgeva sul fiume Irno poco lontano dalla costa in un punto strategico per le vie di comunicazione dell'epoca. Nel V secolo a.C., con la ritirata degli Etruschi dall'Italia meridionale, lo stesso insediamento venne occupato dai Sanniti. In circostanze non note tale insediamento venne abbandonato attorno al 280 a.C. Nel 197 a.C. viene fondata sulla costa la colonia romana di Salernum. La città si espanse e durante l'impero di Diocleziano divenne il centro amministrativo della provincia della Lucania e del Bruzio. Dal Medioevo al XIX secolo Nel 646 Salerno cadde in mano longobarda e divenne parte del ducato di Benevento. Nel 774 il principe Arechi II vi trasferì la corte e nell'839 il principato di Salerno divenne autonomo da Benevento acquisendo i territori del Principato di Capua, la Calabria e la Puglia fino a Taranto. La realtà della città era caratterizzata da un ambiente multiculturale; il principato era difatti uno Stato cuscinetto tra il papato e l'impero, da una parte, e l'oriente bizantino e il mondo islamico dall'altra. Questo quadro politico contribuiva tuttavia anche ad una certa instabilità. Dal punto di vista commerciale, anche per tramite della vicinissima e potente Amalfi, la città era collegata alle più remote coste del mediterraneo. In questo contesto sorse intorno al IX secolo la Scuola Medica Salernitana che la tradizione vuole fondata da quattro maestri: un arabo, un ebreo, un latino ed un greco. La scuola fu la prima istituzione per l'insegnamento della medicina nel mondo occidentale e godette di enorme prestigio per tutto il Medioevo. La città era una meta obbligata per chi volesse apprendere l'arte medica o farsi curare dai suoi celebri dottori. Questa fama valse a Salerno il titolo di Hippocratica civitas, titolo di cui ancora la città si fregia nel suo stemma. Tra il X e il XII secolo la città visse il periodo più florido della sua storia, Opulenta Salernum fu la dizione coniata sulle monete per testimoniarne lo splendore. Nel 1076 Roberto il Guiscardo conquistò Salerno che divenne capitale dei domini normanni ovvero del ducato di Puglia e Calabria (titolo in precedenza assegnato a Melfi), che comprendeva tutta l'Italia meridionale. In questo periodo fu fatto costruire il duomo in stile arabo-normanno. Nel 1127 Salerno perse la sua indipendenza ma rimase una delle città più importanti del Regno di Sicilia. Con l'avvento degli Svevi, ed in seguito degli Angioini e degli Aragonesi, la città cominciò a perdere importanza: soprattutto a causa della sempre più crescente egemonia della vicina Napoli. Storia moderna e contemporanea Salerno diede appoggio a Garibaldi nel 1860 con nove salernitani che erano nei "Mille" e furono numerose le affiliazioni alle sette tipo Carboneria. Nella prima metà dell'Ottocento nacquero a Salerno le prime industrie, per lo più a capitale straniero (svizzero in particolare). Nel 1861, anno dell'unificazione, Salerno era la terza provincia italiana per valore aggiunto pro capite. Nel 1877 risultavano sul territorio 21 fabbriche tessili con circa 10.000 operai: Salerno venne soprannominata "la Manchester delle Due Sicilie". Per dare un termine di paragone, si pensi che nello stesso periodo a Torino, lavoravano in questo settore solo 4.000 operai. Dopo l'unità avvenne il tracollo di numerose industrie, tra le quali le cartiere un tempo fiorenti. Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, la città (e la costa del suo golfo, fino ad Agropoli) fu teatro del cosiddetto sbarco di Salerno ovvero dell'operazione Avalanche: con questa operazione gli alleati accedevano alla costa tirrenica della penisola italiana ed aprivano la strada per avanzare verso Roma. Nel periodo che seguì lo sbarco (dal febbraio 1944) la città ospitò i primi governi dell'Italia post-fascista e la famiglia reale divenendo di fatto Capitale d'Italia fino alla liberazione di Roma (inizio giugno 1944). In questo frangente si ebbe la cosiddetta Svolta di Salerno, con cui gli antifascisti, la monarchia e Badoglio trovarono un compromesso per un governo di unità nazionale. In Afghanistan esiste una base militare denominata Camp Salerno, per ricordare lo sbarco avvenuto durante la seconda guerra mondiale. Il 7 gennaio 2012, nel consueto appuntamento della Festa del Tricolore a Reggio nell'Emilia, la città di Salerno ha ricevuto, durante le manifestazioni conclusive del centocinquantenario dell'unità nazionale, una copia del primo tricolore a ricordo del ruolo di capitale svolto dalla città al termine dell'ultimo conflitto mondiale. Simboli Lo stemma ed il gonfalone del comune di Salerno sono costituiti da uno scudo sannita troncato. Nella parte alta è presente San Matteo in campo azzurro, sormontato da una corona murata; l'evangelista regge con la mano destra una penna d'oca e con la sinistra il vangelo. Nella parte bassa lo stemma è fasciato d'oro e di rosso. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: La descrizione del gonfalone è la seguente: La scelta di utilizzare San Matteo nel simbolo della città probabilmente risale al 1544: il 27 giugno di quell'anno il pirata Khair-ad-Din, detto il Barbarossa, cercò di attaccare Salerno che chiese protezione al santo patrono. Una tempesta ricacciò la flotta del Barbarossa e distrusse le sue navi, da allora la cittadinanza decise di inserire il santo nello stemma. La corona murata sulla testa di San Matteo è segno del titolo di Città di cui Salerno si può fregiare per antico diritto. I colori rosso e oro sono verosimilmente i colori della Corona d'Aragona. In realtà in principio le fasce erano rosso e argento e si riferivano alle insegne di Ungheria che furono donate dal re Carlo II d'Angiò, principe di Salerno, alla città. Il re infatti aveva sposato Maria, figlia del re Stefano V d'Ungheria. Nel 1996 si decise di aggiungere allo stemma la scritta HIPPOCRATICA CIVITAS, ovvero "Città di Ippocrate", antico attributo della città in riferimento alla Scuola Medica Salernitana, per secoli vanto della cittadinanza. Nel novembre 2011 lo stemma istituzionale della città viene ritoccato dal designer Massimo Vignelli: è stata mantenuta inalterata la forma grafica del 1996 ma, nell'attuale versione, l'insegna viena cinta dai due rami di quercia e di ulivo e dalla dicitura del comune formando, così, una figura circolare. Nello stesso periodo Vignelli disegna anche il brand Salerno: un logo per la promozione turistica della città, per la pubblicizzazione dei servizi, dei prodotti e degli eventi non strettamente istituzionali. Onorificenze Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose La maggior parte delle chiese di valore artistico-architettonico sono situate nel centro storico. Molte di esse hanno origine alto-medioevale e sono sorte come parte degli antichi monasteri a cui erano annesse. Lo stile predominante è il barocco che si è sovrapposto alle antiche architetture medioevali, comunque visibili e ben documentate in molti edifici. Il più importante edificio religioso cristiano cattolico della città è la Cattedrale di Salerno, edificata nell'XI secolo per volere di Roberto il Guiscardo e del vescovo Alfano I probabilmente sul sito di un precedente edificio religioso pagano. Più volte rimaneggiata, come sul finire del XVII secolo ad opera del Sanfelice e del Guglielmelli, nella pianta ricalca l'Abbazia di Montecassino, di cui Alfano era assiduo frequentatore, e l'antica basilica di San Pietro in Vaticano. Molto interessante, dal punto di vista architettonico ed artistico, è il campanile in stile arabo normanno, alto 52 metri e commissionato nel XII secolo dall'arcivescovo Guglielmo da Ravenna. Di epoca longobarda sono, invece, le chiese di Sant'Andrea de Lavina, edificata in onore del proprio patrono dagli amalfitani deportati in città da Sicardo, e di Santa Maria de Lama, riaperta al pubblico nel 1996 e costruita su una precedente costruzione di epoca romana e che conserva le uniche tracce di pittura longobarda ancora esistenti in città. Molto importante dal punto di vista storico e archeologico, per via delle numerosissime stratificazioni, è la Chiesa di S.Pietro a Corte connessa, nell'impianto longobardo, al palazzo di Arechi II. Da ricordare è anche la Chiesa del Santissimo Crocifisso del XIII secolo, ad impianto basilicale, e un tempo collegata al monastero di San Benedetto, di epoca longobarda e in stile romanico. La Chiesa del Monte dei Morti e la Chiesa di San Filippo Neri, entrambe cinquecentesche, sono caratterizzate dalla pianta ottagonale, insolita in città. Importante dal punto di vista artistico è la Chiesa di San Giorgio, degli inizi del '700 comunemente definita "la più bella chiesa barocca" della città, custodente le reliquie delle sante martiri salernitane Santa Tecla, Archelaa e Susanna e con quadri di Andrea Sabatini. La Chiesa dell'Annunziata fu, invece, costruita nel 1627 a sostituzione di un precedente edificio di culto quattrocentesco andato distrutto per un terremoto. Attualmente (2013) in corso di restauro, spicca per il pregevole campanile progettato da Ferdinando Sanfelice. Tra le chiese di più recente costruzione, sono da ricordare la Chiesa del Sacro Cuore, costruita ad inizio '900 in piazza Vittorio Veneto e la Chiesa della Sacra Famiglia costruita nel rione Fratte nel 1971, su progetto di Paolo Portoghesi, e che fu il primo edificio di culto realizzato interamente in cemento armato all'indomani della riforma liturgica del Concilio Vaticano II. La parte alta del centro storico cittadino, inoltre, è ricca di numerosi conventi dismessi, per lo più di epoca longobarda o medievale, rimaneggiati nel corso dei secoli, costruiti lungo pendii riccamente irrigati per la presenza di numerosi ruscelli. Tra questi vanno ricordati, anche per la funzione pubblica che ora rivestono, il Convento di San Nicola della Palma, finito di restaurare nel 2013 e ospitante l’EBRI (Istituto Europeo di Ricerche Biomediche), costruito su un precedente impianto termale ad ipocausto di epoca bizantina, e il Convento di San Lorenzo, risalente al X secolo e sito in via De Renzi, che ospita la sede dell'Archivio Storico Comunale. Architetture civili Il centro storico della città è costituito in gran parte dagli antichi edifici, rimaneggiati ed ampliati più volte nel corso dei secoli, della città longobarda e normanna con il suo dedalo di vicoli, le chiese ed i palazzi nobiliari. La parte alta del centro storico è caratterizzata dalla presenza di numerosi conventi, risalenti soprattutto al X e XI secolo, e da imponenti palazzi gentilizi come Palazzo San Massimo del principe Guaiferio. L'intero centro storico è stato gradualmente recuperato a partire dagli anni novanta ed è fulcro della vivace vita cittadina grazie anche alle caratteristiche botteghe ed i locali che lo animano fino a tarda notte. Interessante, in quanto testimonia il più antico utilizzo dell'arco ogivale nel medioevo, è l'acquedotto longobardo, eretto nel IX secolo per rifornire i monasteri di San Benedetto e Piantanova. Come detto, nel centro storico sono numerosi i palazzi gentilizi di origine normanna, come Palazzo Fruscione, o fortemente rimaneggiati o innalzati nel '500 e '600, come Palazzo Pinto, dai bei cortili interni e dalle stanze affrescate. Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi è il principale teatro della città, inaugurato nel 1872 e restaurato nel 1994. Fu costruito su progetto dell'ingegnere Antonino D'Amora e dell'architetto Giuseppe Menichini basandosi sulle proporzioni del Teatro San Carlo di Napoli. Notevole è il sipario realizzato da Domenico Morelli e definito, all'epoca, "il più bello esistente in Italia". Sotto la direzione artistica di Daniel Oren, dal 2007, si è affermato nel panorama lirico nazionale come teatro d'eccellenza, rendendosi protagonista di lusinghiere critiche ed importanti eventi. In città sono presenti notevoli palazzi pubblici e residenziali edificati nel primo quarto del Novecento in stile Liberty e caratterizzati da un forte eclettismo storicistico. Gli esempi più interessanti si possono ammirare nella stecca di edifici che costeggia il Lungomare Trieste (Palazzo Edilizia, Palazzo Natella, Palazzo della Camera di Commercio) e nella zona del porto (Palazzo Barone, i palazzi di via Sabatini e di via Benedetto Croce). Molto importanti e imponenti, dal punto di vista architettonico, sono anche i palazzi pubblici realizzati durante il ventennio fascista e che costituiscono esempi interessanti della cosiddetta architettura di stato del regime, quali il Palazzo di Giustizia, il Palazzo delle Poste, il Liceo ginnasio Torquato Tasso, la Prefettura e il Palazzo di Città e l'annesso cinema teatro Augusteo progettati dall'architetto Camillo Guerra, con il notevole salone detto dei marmi. Architetture militari Simbolo della città è il castello di Arechi, costruito in età tardo romana o bizantina, che divenne il cardine del sistema difensivo triangolare della città con il principe longobardo Arechi II, da cui prende il nome, che trasferì la corte del Principato di Benevento a Salerno. Successivamente ampliato e fortificato, il maniero non fu mai espugnato. Attualmente ospita un museo, delle attività ricettive e congressuali ed è punto di snodo per percorsi naturalistici e sentieri attrezzati. Poco distante dal castello, inoltre, è visitabile la Bastiglia, torre di avvistamento a pianta circolare fatta erigere da Gisulfo II per difendersi dall'imminente assedio della città da parte di Roberto il Guiscardo. L'altro forte simbolo della città è la Carnale, torre cavallaria realizzata nel 1569 su un promontorio (da cui il forte prende il nome) originariamente collegato al colle Bellara. La Carnale fungeva anche da torre di avvistamento, in relazione con le altre torri di vedetta della costiera amalfitana e cilentana, contro le incursioni saracene. Sotto i Borbone fu utilizzata come deposito di armi e, durante la seconda guerra mondiale, fu rinforzata e presieduta per la vicinanza con lo snodo ferroviario. Tra le torri di avvistamento di quel periodo presenti in città, va ricordata la Torre Angellara, lungo il litorale orientale della città. Nel rione Madonna delle Grazie, è presente la Torre dei Ladri di epoca longobarda e originariamente inglobata all'interno del muro di cinta occidentale. L'origine del nome, secondo la tradizione popolare, sarebbe da ricercare o nell'usanza di esporre sulla torre, a difesa della Porta Nocerina, i corpi dei ladri condannati a morte o nell'utilizzo dei suoi sotterranei da parte dei ladri come nascondiglio. Altra torre longobarda della città, nel rione Municipio, è la Torre di Guaiferio. Lungo le pendici del monte Bonadies, poi, sono ancora visibili lunghi tratti delle mura che, partendo dal vertice costituito dal castello, cingevano la città da ambo i lati. Altre sezioni delle mura longobarde della città, inoltre, sono ancora presenti in alcune parti del centro storico. Altro Statue e obelischi Le statue si ritrovano per lo più lungo Corso Giuseppe Garibaldi e sono dedicate ad eroi salernitani. Nella villa comunale si trova quella dedicata al patriota Giovanni Nicotera, membro della spedizione dei trecento a Sapri e in seguito Deputato e Ministro del Regno d'Italia. L'opera fu realizzata nel 1897 dallo scultore Alfonso Balzico per richiesta del comitato per le onoranze agli eroi di Sapri. Durante la guerra mondiale la statua fu fusa per realizzare proiettili ma, negli anni sessanta, ne fu ricollocata un'altra realizzata da Corrado Patroni. La nuova statua rappresenta Giovanni Nicotera colto nell'atto di strappare la propria condanna a morte. Sempre nella villa comunale si trova la statua di Carlo Pisacane, opera in marmo raffigurante il patriota italiano, protagonista della spedizione dei trecento. Il monumento fu realizzato dallo scultore Gennaro Calì nel 1864. All'altezza di Palazzo Santoro invece si trova Il Monumento ai Martiri Politici della Regione Salernitana MCMXI, conosciuto anche con il nome di Statua della Libertà. L'opera è di Gaetano Chiaromonte e fu inaugurata nel 1912 nello spazio in cui vennero innalzati alla forca i patrioti salernitani. Il monumento è costituito da una colonna posta su un piedistallo di pietra davanti alla quale si trova una donna seminuda colta nell'atto di liberarsi dalle catene. Da organi di stampa diocesani la statua fu duramente criticata in quanto considerata troppo scandalosa e ne fu richiesta la rimozione. Nel 2012 è stato festeggiato il centenario della statua con una serie di incontri e manifestazioni. Sempre di Chiaromonte sono tre altorilievi in bronzo raffiguranti: Roberto il Guiscardo, L'entrata a Salerno di Papa Gregorio VII e la Fertilità della terra, destinati alla facciata del Palazzo di Città e attualmente posti all'ingresso del Salone dei Marmi. Sempre di Chiaromonte, nella villa comunale, il busto in bronzo di Giovanni Cuomo, Ministro dell'Istruzione nel 1944 e la statua raffigurante Giovanni Amendola posto davanti al tribunale cittadino. In piazza Vittorio Veneto invece si trova il Monumento ai Caduti in Provincia di Salerno nella Grande Guerra, costituito da un blocco di pietra ai cui lati si trovano due figure maschili e dei bassorilievi realizzati nel marmo bianco del basamento. Sulla sommità fu posta la statua della Vittoria Alata, ovvero una donna brandente una spada ricurva colta in un movimento plastico. La statua fu inaugurata nel 1923 da Vittorio Emanuele III ma solo due anni dopo la Vittoria Alata fu fusa da Benito Mussolini per la fabbricazione di proiettili. Un altro monumento ai caduti è quello posto sul Lungomare Trieste, realizzato dall'ingegnere Arnaldo Prete ed inaugurato nel 1977. Alla fine del Lungomare Trieste è posta la statua di Errico De Marinis, politico socialista italiano. In Piazza della Concordia si trova il Monumento al Marinaio progettato da Antonio Berti e inaugurato nel 1963. È costituito da un obelisco di quasi venti metri che poggia su un piedistallo di marmo a forma di stella, sormontato dalla statua della Madonna in bronzo dorato. In piazza Flavio Gioia invece si trova, sulla Porta Nova, la statua di San Matteo. Fontane A Salerno sono presenti anche diverse fontane, alcune contemporanee e altre più antiche situate nelle corti dei palazzi del centro storico o nei vari rioni. Nel quadriportico del Conservatorio Ave Gratia Plena Minor ritroviamo una fontana caratterizzata d una vasca ottagonale che fu creata in sostituzione dell'antico pozzo a servizio della struttura mentre all'esterno la fontana dell'Annunziatella caratterizzata da un loggiato con tetto a cupola. Di grande importanza è la Fontana del Nettuno, che si trova nel cortile del Palazzo Ruggi d'Aragona, posta in una nicchia semicircolare in stile Rococò e caratterizzata dalle rappresentazioni scenografiche di Nettuno, un cavallo, un fanciullo ed una sirena avvolti dalle onde marine e scolpiti in pietra ed arenaria. Nelle piazze dei rioni ritroviamo la Fontana dei pesci (conosciuta anche con il nome di Fontana del Campo poiché si trova in Piazza Sedile del Campo) disegnata da Luigi Vanvitelli, la Fontana del Tenna in piazza Abate Conforti, poggiata su tre gradini e costituita da una vasca ottagonale su cui sono disposti in modo simmetrico quattro pesci dalla cui bocca fuoriesce l'acqua. Di autori ignoti sono invece la fontana delle Fornelle, situata in piazza Matteo d'Aiello, che si presenta come una vasca di forma ovale posta su un gradino e caratterizzata da due zampilli che fuoriescono da due brocche di ferro poste su blocchi di pietra, la saliera di don Peppino Bellotti, costituita da una vasca circolare con al centro una coppa marmorea con inciso il simbolo del Comune e la fontana di largo Montone, dalla grande monumentalità, posta a ridosso di una parete rivestita di mattoncini rossi e abbellita con sei lesene. La più importante è senza dubbio la Fontana del Tullio, realizzata nel 1790 lungo la strada che collegava Salerno a Napoli, attualmente posizionata nella villa comunale. Tra le fontane contemporanee ritroviamo quella con pianta ottagonale disegnata da Riccardo Dalisi, posta in piazza Flavio Gioia e chiamata dei delfini per via dei due delfini posti al centro della stessa che sorreggono un piatto di metallo da cui zampilla l'acqua. Acquedotti A Salerno è presente un acquedotto medievale, eretto dai Longobardi nel IX secolo, per approvvigionare il monastero di San Benedetto e, tramite un passaggio sotterraneo, il convento della Piantanova. È costituito da due rami, uno proveniente da nord e uno da est, che si congiungono in via Arce e proseguono a sud verso il monastero. Poggia su delle arcate ogivali, probabile uno dei primi utilizzi di questo tipo di arco. Un tratto dell'acquedotto è stato popolarmente battezzato "Ponte del Diavolo", in quanto una leggenda popolare narra che il ponte sia stato costruito "con aiuto di demoni", da Pietro Barliario; la superstizione riteneva anche che avventurarsi sotto le arcate all'alba o al tramonto avrebbe portato all'incontro con costoro. Ancora un'altra leggenda narra che sotto l'acquedotto, in una notte di tempesta, si siano incontrati i quattro fondatori della Scuola Medica Salernitana. Al 2009 invece risale la scoperta di un acquedotto nel vallone del Cernicchiara: si tratta di tre strutture ad archi, che probabilmente portavano l'acqua dalle pendici del Monte Bonadies a conventi, siti nei rioni alti della città. Piazze e strade Siti archeologici Sul territorio cittadino sono presenti alcuni interessanti siti archeologici. Uno dei più importanti, perché affonda le radici nelle origini dei primi insediamenti abitativi del territorio, è l'area archeologica etrusco-sannitica del rione Fratte. Consisteva, con tutta probabilità, in un piccolo e fiorente centro commerciale fondato attorno al VI secolo a.C. da gruppi di Etruschi provenienti dalla vicina Amina (odierna Pontecagnano Faiano). L'insediamento, probabilmente da identificarsi con Irna, fu distrutto dai romani nell'ambito delle guerre sannitiche. I reperti rinvenuti nelle campagne di scavo e nella necropoli sono esposti al museo archeologico provinciale. L'altro importantissimo sito archeologico della città, perché pluristratificato e strettamente connesso al periodo di maggiore fioritura della città di Salerno, è il complesso archeologico di San Pietro a Corte. L'edificato ha origine intorno al I secolo d.C., in età medio imperiale, come impianto termale. L'area del frigidarium fu poi utilizzata in età paleocristiana, intorno al V secolo come cimitero con annessa ecclesia. Quando Arechi II spostò la corte del principato di Benevento a Salerno, su quel sito costruì la sua reggia e la cappella palatina. È per questo che il sito di S.Pietro a Corte è una testimonianza importantissima della storia longobarda, in quanto costituisce l'unica testimonianza di architettura palaziale longobarda. Nel corso dei secoli fu, poi, utilizzato per altri scopi. In epoca normanna e sveva ospitò riunioni dell'assemblea cittadina e del Collegio della scuola medica salernitana. Nel XVI e XVIII secolo furono fatti importanti interventi di ristrutturazione della chiesa superiore e del suo accesso. In località San Leonardo, nel periodo 1985-1989 sono iniziate campagne di scavo (poi proseguite in anni più recenti) per portare alla luce una villa romana il cui impianto originario risale alla fine del II secolo a.C. e l'inizio del I secolo. Anche nel centro storico, in occasione di scavi mirati o in seguito a rinvenimenti fortuiti sono state rinvenute stratificazioni romane, al di sotto del livello medievale longobardo o normanno. È il caso della domus romana di Vicolo della Neve, o dei recenti ritrovamenti, connessi al vicinissimo sito di S.Pietro a Corte, nell'ambito del restauro di Palazzo Fruscione o, ancora, della Chiesa dell'Annunziata o del Convento di San Nicola della Palma. Anche il palazzo arcivescovile presenta, al pian terreno, evidenti tracce di un preesistente tempio pagano, probabilmente dedicato a Pomona. Aree naturali In città sono presenti parchi urbani, aree verdi e numerosi giardini che adornano i vari quartieri. Senza dubbio è il Lungomare Trieste la passeggiata verde più cara ai salernitani: progettato nel 1948, fu definito dagli Inglesi negli anni cinquanta il più bel lungomare del Mediterraneo. Si sviluppa lungo 1,3 km e ospita diverse specie arboree tra cui platani, palme ed oleandri. La villa comunale fu, invece, progettata nel 1874 e realizzata intorno all'antica fontana di Don Tullio. Restaurata nel 1997 conserva alberi secolari, palme e essenze rare, oltre a numerosi monumenti storici. Il Giardino della Minerva, risalente al XII secolo e restaurato e recuperato nel 2001, è l'orto botanico più antico d'Europa, creato da Matteo Silvatico come luogo di insegnamento e coltivazione delle essenze medicinali utili alla Scuola Medica Salernitana. Era inserito, anticamente, nel più ampio complesso degli orti cinti che dominavano la parte alta della città alle pendici del monte Bonadies. Altro parco storico è quello che sorge intorno la villa dei Conti Carrara, restaurata nel 1996 con la salvaguardia degli alberi secolari e il riutilizzo, per fini sociali e culturali, della villa gentilizia di fine Ottocento. Tra i parchi di più recente concezione, spicca per dimensione (circa 10 ettari) il Parco del Mercatello, realizzato nel 1998 e inaugurato da Oscar Luigi Scalfaro, all'interno sono presenti numerose fontane scenografiche e una serra. Di buone dimensioni anche il Parco Pinocchio, frutto di una riqualificazione delle abbandonate Terme Campione, e il connesso Parco dell'Irno, inaugurato nel 2010, che ospita due pregevoli esempi di archeologia industriale: gli ottocenteschi mulino e fornace per la produzione di mattoni della SALID, all'interno dei quali ora sorgono un teatro stabile e si tengono mostre e attività culturali. Nella zona orientale della città, i parchi di maggiore rilievo sono la Villa Ciro Bracciante, i Giardini Mariele Ventre, i Giardini della Carnale, riqualificati nel 2010 con suggestivi giochi di luce sulla parete rocciosa e sostituzione totale delle palme ivi presenti con essenze caducifoglie, e il Parco del Galiziano, caratterizzato da percorsi in pendenza. Da ricordare, invece, nei quartieri alti della città il Parco del Seminario. Oltre i numerosi parchi di vario tipo e le aree verdi, in città sono presenti alcune aree naturali frequentate per passeggiate naturalistiche. Il colle Bellara o Masso della Signora è una collina situata nella zona orientale della città con vaste aree boschive, da cui si può godere di un'eccezionale vista sulla città; sulla sua sommità si trovano alcune antenne radiotelevisive. Il Monte San Liberatore, invece, al confine con i comuni di Vietri sul Mare e Cava de' Tirreni, è sito dal lato opposto della città. Sulla cima, da cui si domina Salerno, è presente un antico eremo del X secolo, ampliato più volte nel corso del tempo. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Comuni italiani per popolazione Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2012 a Salerno risultano residenti 3.512 cittadini stranieri. Le nazionalità più numerose sono: Ucraina, 1 040 Romania, 512 Filippine, 495 Georgia, 212 Bangladesh, 170 Polonia, 143 Federazione Russa, 125 Sri Lanka, 123 Marocco, 75 Bulgaria, 60 Lingue e dialetti L'idioma della città è il vernacolo salernitano. Tale idioma non è un dialetto, in quanto rappresenta una semplice variazione diatopica del napoletano standard e da quest'ultimo si differenzia solo per piccole peculiarità. Religione La maggioranza della popolazione è di religione cristiana, principalmente cattolica; il comune comprende le foranie Salerno ovest e Salerno est dell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, divisa in trentanove parrocchie. Esistono inoltre dieci confraternite e sei chiese protestanti. Per quanto riguarda gli altri culti in città vi è la presenza di una Sala del Regno dei Testimoni di Geova e l'assemblea spirituale locale Bahá'í. Istituzioni, enti e associazioni Diverse sono le associazioni e le fondazioni operanti in città, oltre gli enti e le istituzioni pubbliche che rivestono, indubbiamente, una notevole importanza culturale e sociale. Spicca ovviamente l'Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona che affonda le proprie radici nel XII secolo, nel periodo di massimo splendore della scuola medica salernitana. L'ospedale, come rivela il nome completo, nasce dall'aggregazione dell'antico Ospedale di San Biagio e San Giovanni di Dio, fondato da Matteo d'Aiello nel 1183 a seguito di una donazione al figlio Niccolò, vescovo della città, e dell'ospedale fondato nel 1870 dal marchese Ruggi d'Aragona. L'Archivio di Stato di Salerno, invece, fu fondato nel 1934 ed è ospitato in un antico palazzo medievale appartenuto ai della Porta e ai Guarna e precedentemente sede della Regia Udienza. Custodisce un patrimonio di oltre 100.000 volumi di documentazione cartacea, più di mille pergamene (tra cui alcuni rarissimi diplomi di laurea della scuola medica) e una biblioteca di circa ventriquattromila volumi, nonché un'importante collezione numismatica, con esemplari della locale zecca. La Società salernitana di storia patria, fondata da Paolo Emilio Bilotti nel 1920 si occupa di tramandare, approfondire, divulgare e studiare il patrimonio storico artistico locale, preoccupandosi della pubblicazione periodica della Rassegna storica salernitana. Tra le fondazioni cittadine di maggiore importanza, per la propria attività culturale, vanno ricordate la Fondazione Scuola Medica Salernitana, che si occupa della gestione del giardino della Minerva e del Museo Roberto Papi, la Fondazione Salerno Contemporanea, che gestisce il teatro Antonio Ghirelli, la Fondazione Filiberto Menna e l'Associazione Parco della Memoria della Campania, che ha contribuito all'apertura del Museo dello sbarco e Salerno Capitale. Di grande rilievo sono anche le associazioni legate agli sport acquatici, in modo particolare la vela ed il canottaggio. Da ricordare il Circo Canottieri Irno, con oltre 100 anni di attività, la Lega Navale, il Club Velico Salernitano e la Compagnia della Vela, nata nel 2013, che svolge le sue attività nel porto Marina d'Arechi. Qualità della vita e riconoscimenti Negli ultimi decenni Salerno è stata toccata solo parzialmente dalla crisi dei rifiuti in Campania, attestando un buon ciclo integrato nello smaltimento dei rifiuti sia nel capoluogo che in molte realtà della provincia. La città inoltre ha ricevuto diversi riconoscimenti per i grandi risultati ottenuti per la raccolta differenziata, la qualità della vita, il rispetto per l'ambiente e le energie rinnovabili. Anche il professor Paul Connett, ideatore della strategia Rifiuti Zero, in visita a Salerno ed ai suoi impianti nel dicembre 2011, ha riconosciuto la città come un modello nella gestione dei rifiuti. Nel marzo 2010, viene reso noto che Salerno è stata scelta dal Ministero dell'Ambiente per partecipare all'Expo 2010 di Shanghai per i grandi interventi in tema ambientale, di clima e di energia rinnovabile, all'interno del progetto Italian Urban Best Practices. Partecipa all'Expo anche nell'ambito de L'Italia degli Innovatori, grazie al suo sistema informatico multicanale SIMEL. Nel dicembre 2010 il comune è stato premiato dal Consorzio Italiano Compostatori nell'ambito della VI edizione dei Comuni Ricicloni di Legambiente, per la costruzione dell'impianto di compostaggio. L'11 maggio 2011 il comune di Salerno riceve dal Dipartimento della Funzione Pubblica il "Diploma di Eccellenza" nel campo del rating generale nella categoria comuni medio-grandi. L'amministrazione comunale ha ricevuto anche il riconoscimento settoriale dedicato alla sezione "Albo Pretorio e policy" sempre nella categoria dei Comuni di dimensioni medio-grandi, per trasparenza, valutazione e merito del sito internet del comune. Inoltre, secondo il Centro Studi Sintesi, Salerno presenta uno dei più bassi indici di povertà tra i capoluoghi italiani (solo il 9,7% dei contribuenti dichiara un reddito inferiore alla soglia di povertà). Nel 2013 la città riceve il Green Award del CoReVe (Consorzio Recupero Vetro) per la raccolta differenziata del vetro di qualità. Nel 2011 Salerno è premiata con il Google eTowns Award 2011, premio istituito dal noto motore di ricerca per premiare le città nelle quali si è registrato il maggior incremento nel numero di aziende che promuovono online il proprio business. Cultura Istruzione Biblioteche Numerose sono le biblioteche pubbliche della città di Salerno e gli archivi, importanti per la propria funzione culturale e documentaria. Su tutte spiccano, per la quantità e l'importanza dei volumi conservati, la Biblioteca dell'Archivio di Stato di Salerno e la Biblioteca Diocesana di Salerno. La biblioteca Provinciale fu, invece, la prima del genere in Italia, istituita nel 1843 con deliberazione del Consiglio Provinciale di Salerno, ratificata nel 1844 da Ferdinando II. Dal punto di vista della documentazione storica e archeologica spiccano la Biblioteca della Soprintendenza per i beni archeologici per le provincie di Salerno, Avellino e Benevento e la Biblioteca della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico per le province di Salerno e Avellino e l'Archivio storico comunale. Specializzata nella documentaristica musicale è, invece, la Biblioteca del Conservatorio statale di musica "Giuseppe Martucci". Di più recente istituzione sono la Biblioteca di educazione alla pace e all'intercultura "Teresa Barra", la Biblioteca Filiberto Menna, la Biblioteca Multiculturale e l'Archivio storico della botanica Salernitana, collegato alla storia della scuola medica e al Giardino della Minerva. Università L'Ateneo salernitano, situato nel territorio comunale di Fisciano, Lancusi e Baronissi è organizzato sotto forma di campus. L'Università assicura ai suoi circa 40.000 studenti, provenienti prevalentemente da Campania, Basilicata e Calabria, una formazione avanzata grazie alla presenza degli impianti sportivi, del teatro e delle numerose altre attività e strutture (Biblioteche, il centro linguistico, il centro Erasmus ed il Centro Information & Comunication Tecnology) ed ovviamente grazie alle dieci facoltà (Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature Straniere, Medicina e Chirurgia, Scienze della Formazione, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze Politiche). Dopo la laurea è possibile proseguire gli studi iscrivendosi a corsi di perfezionamento, a Master di primo o secondo livello, ad una scuola di specializzazione o ad un corso di Dottorato di ricerca. Il campus è collegato al capoluogo tramite il raccordo Salerno-Avellino e diverse linee CSTP e dal 2012 è attivo un servizio di bike sharing interno. Dall'anno accademico 2001/02 il convento di Santa Maria della Porta e S.Domenico, situato nel centro storico di Salerno, è sede del corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale istituito dall'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Tradizione medica Salerno ha alle proprie spalle una forte tradizione medica che affonda le proprie radici nella scuola medica salernitana, la più antica istituzione di questo genere fondata tra il IX e X secolo se non in un periodo precedente (si pensa vi possano essere legami più antichi con la scuola eleatica di Parmenide e Zenone della vicina Elea-Velia). La dottrina della scuola si basa sulla tradizione medica greco-latina ed in modo particolare sulla teoria dei quattro umori elaborata da Ippocrate, non senza subire influenze dalla tradizione araba (a cui, tra l'altro, si deve gran parte delle traduzioni dei testi greci) ed ebrea, come testimoniato dalla leggenda sulla fondazione della Schola salernitana. In breve tempo Salerno divenne tappa obbligatoria tanto degli aspiranti medici che dovevano completare i propri studi quanto di pazienti illustri, come Adalberone di Laon, o dei reduci dalle Crociate. Nacque così il Regimen Sanitatis Salernitanum poema didattico di circa 300 versi in latino, raccolti e commentati nel XIII secolo dal Maestro di Montpellier Arnaldo da Villanova, che assunsero la forma di aforismi e vennero tradotti in tutte le lingue del mondo. La scuola salernitana, considerata l'antesignana delle moderne università in quanto vi si insegnavano anche la teologia, la filosofia e la legge, assume un'importanza epocale nella storia dell'insegnamento in quanto, per la prima volta dopo secoli, la cultura e la sua trasmissione usciva dai monasteri e apriva le porte anche a numerose donne, le cosiddette mulieres salernitanae quali Trotula de Ruggero o Abella Salernitana che iniziarono a trattare di argomenti medici riguardanti la sfera della femminilità. L'importanza della scuola continuò a crescere fino alla nascita dell'Università di Napoli quando nel 1231 Federico II, con le Costituzioni di Melfi, arrogava allo studio salernitano l'esclusivo diritto di concedere i diplomi di medicina; tuttavia la scuola iniziò progressivamente a decadere dal XV secolo fino a quando, nel 1811 la scuola fu soppressa da Gioacchino Murat. Di fondamentale importanza fu l'opera di Salvatore De Renzi che nel XIX secolo pubblicò la Collectio Salernitana, una serie di documenti inediti e trattati di medicina appartenenti alla scuola medica salernitana, monumento di gloria alla celebre scuola di Salerno sottratta, così, all'indegno anonimato delle biblioteche e degli archivi della dotta Europa. La medicina ritorna in auge a Salerno con la nascita della Facoltà di Medicina nel 2006 e con la trasformazione dell'ospedale San Leonardo in azienda universitaria-ospedaliera. Nel 2012, invece, viene aggiunto un altro importante tassello in memoria dell'antica scuola: è infatti fondato l'EBRI (Istituto Europeo per le Ricerche Biomediche), volto allo scopo di trovare nuove cure per i disturbi alimentari e per la celiachia, i cui laboratori, finanziati dall'Università del Maryland, hanno sede nel maestoso convento di San Nicola luogo dove probabilmente la scuola mosse i suoi primi passi. Musei Il più antico museo della città è il Museo archeologico provinciale, istituito nel 1927 e restaurato nel 2013, dal 1964 ospitato a Palazzo Durazzo, anche detto Castelnovo Reale, dimora storica della regina Margherita. Nel museo sono raccolti numerosi reperti di epoca sannitica, etrusca e romana ritrovati in provincia o nella stessa città di Salerno, in particolare nell'area archeologica di Fratte. Tra i pezzi più belli è esposta una testa di Apollo, attribuita a Pasiteles, rinvenuta nel 1930 dopo essersi impigliata nelle reti di alcuni pescatori nelle acque antistanti la città. Il museo più interessante e ricco della città è il Museo diocesano, sito nell'ex seminario arcivescovile, che espone opere che vanno dal XII al XVIII secolo. Particolarmente importante è la sezione di arte sacra del Medioevo tra cui si segnalano gli avori Salernitani, il più completo ciclo eburneo del mondo, e l’exultet (codice miniato). Tra i dipinti sono presenti opere di Francesco Solimena, Andrea Sabatini, Luca Giordano e Cesare da Sesto. La Pinacoteca provinciale, che ha sede in un palazzo gentilizio del '600, a sua volta raccoglie opere che vanno dal Rinascimento al Futurismo: sono presenti quadri di Andrea Sabatini, Francesco Solimena, Giovanni Battista Caracciolo, Carlo Rosa, Luca Giordano. Nella pinacoteca trova anche spazio una sezione dedicata agli artisti stranieri che sono stati attratti dai colori e dai paesaggi della provincia di Salerno. Collegato all'illustre storia e tradizione della scuola medica salernitana è il Museo virtuale della scuola medica salernitana, situato nella Chiesa di San Gregorio dell'XI secolo, e completamente ristrutturato e riorganizzato nel 2009. Costituisce una notevole esposizione di antichi strumenti medici e di riproduzioni interattive dei famosi codici medievali della città, dei suoi trattati medici conservati in biblioteche di tutto il mondo e moderne esposizioni multimediali della storia della medicina e della Scuola Salernitana. Il Museo Roberto Papi, invece, sito nello storico Palazzo Galdieri, espone una collezione di attrezzi e strumenti medico-chirurgici databili tra il XVII e il XX secolo donati alla città di Salerno dalla famiglia del collezionista Roberto Papi, prematuramente scomparso. Nel castello di Arechi sono presenti un Museo archeologico che custodisce maioliche e ceramiche risalenti ad un periodo compreso tra il XII e XV secolo rivenute all'interno del maniero, oltre ad oggetti vitrei, monete ed armi, ed un Museo multimediale, attivo dal 2009 che offre, con percorsi video, ricostruzioni storiche e sociali. Il Museo dello sbarco e Salerno Capitale ha sede nei locali dell'Istituto Gallotta in via Generale Clark. I reperti esposti, provenienti dalla collezione dell'associazione Parco della memoria della Campania, sono circa 200, tra video inediti dello sbarco, fotografie, medaglie, divise dell'esercito nazista ed americano, oggettistica, armi, un carro armato M4 Sherman, una Jeep willys ed un vagone ferroviario piombato proveniente dal campo di concentramento di Auschwitz. Il Museo Città Creativa sorge in magazzini terranei ora convertiti in luogo di esposizione per mostre ed eventi ad Ogliara. Sono visitabili nei dintorni anche le antiche fornaci dell'Ottocento, fra cui alcune ancora attive. Il Museo della Ceramica "Alfonso Tafuri", invece, nato per iniziativa privata di un collezionista, contiene una ricca raccolta di "riggiole" (mattonelle) del Settecento napoletano e dell'Ottocento vietrese, oltre a vari utensili da lavoro del XIII secolo. Il Centro espositivo e complesso monumentale di Santa Sofia è un ex convento del X secolo dedicato a Santa Sofia. Restaurato, è diventato uno spazio multimediale per mostre ed eventi. Ha ospitato mostre di Mirò, Picasso, Caravaggio, Warhol e Pierluigi Nervi. Mentre l’Archivio di architettura contemporanea, inaugurato nel 2010 nella sede provvisoria di via Port'Elina (verrà poi ospitato nel costruendo Crescent), raccoglie una rassegna fotografica, di plastici e rendering delle grandi opere di architettura contemporanea in costruzione o ultimate nella città ed ospita numerose mostre e manifestazioni. Letteratura Salerno, seppur in maniera minore rispetto ad altre realtà italiane, ha dato i natali a diversi letterati che, nel corso dei secoli, si sono affermati in tutto il mondo. In realtà già Orazio nella quindicesima epistola del primo libro della raccolta, chiedeva informazioni per un soggiorno a Salerno e a Velia. I primi autori salernitani tuttavia sono quelli appartenenti alla scuola medica salernitana, tra cui sono da ricordare Trotula de Ruggero, Matteo Plateario, Ruggero Frugardi e Matteo Silvatico con le proprie opere a carattere medico ed informativo. Tra il '500 e il '600, invece, spiccano le figure di Vincenzo Braca, il cui nome è associato al genere letterario della cosiddetta farsa cavaiola, di cui egli è praticamente l'unico esponente, e di Masuccio Salernitano, esponente della cosiddetta novella spicciolata ed autore del Novellino, e Niccola Maria Salerno autore di una raccolta di Rime. Senza dubbio però, il nome più importante della produzione letteraria salernitana è stato Alfonso Gatto, uno dei maggiori esponenti dell'ermetismo in Italia. La città di Salerno e la sua storia, soprattutto nel periodo di massimo splendore longobardo e normanno, hanno ispirato ed incuriosito molti scrittori italiani e non, che hanno ambientato alcune opere proprio nella città campana. Ad esempio il primo e il decimo racconto della quarta giornata del Decameron di Boccaccio (Tancredi e Ghismunda e Mazzeo della Montagna), sono ambientati a Salerno. Anche una tragedia di Ugo Foscolo, la Ricciarda, è ambientata in città, nel castello di Arechi. E ancora, il poeta Umberto Saba, compì la leva a Salerno tra l'aprile 1907 e il settembre 1908: da questa esperienza nascerà l'opera Versi militari. Gabriele D'Annunzio, poi, in Merope, quarto libro delle Laudi, parla approfonditamente di diversi momenti della storia di Salerno e della vicina Amalfi, nel periodo della grandezza longobarda e normanna. Nel racconto La pesca miracolosa del 5 maggio 1932, Ungaretti narra del ritrovamento della testa di Apollo, conservata nel museo archeologico provinciale della città, e della sua visita al museo stesso. Esule dalla propria patria occupata dal regime comunista, lo scrittore ungherese Sándor Márai visse a Salerno dal 1968 al 1980. A lui è stato dedicato nel 2006 sul lungomare un busto bronzeo (trafugato alla fine del 2008). Inoltre la famosa tragedia di William Shakespeare Romeo e Giulietta è stata ispirata in maniera indiretta dalla novella Mariotto e Ganozza di Masuccio Salernitano. Bernardo Tasso, padre del più famoso Torquato, fu segretario e letterato alla corte del Principe di Salerno Ferrante Sanseverino dal 1532. Per questo motivo si è a lungo creduto che il figlio Torquato fosse nato in città e sono a lui intitolati i due più antichi e importanti licei classici della città. Media A Salerno hanno sede diverse emittenti radiofoniche locali tra cui ricordiamo Radio Bussola 24, Radio MPA, Bellissima FM, Radio Salerno City, Radio Onda Libera, Salerno FM Radio. In città si trovano anche diverse redazioni giornalistiche tra cui la Città, Il Roma Cronache, Il Corriere del Mezzogiorno (edizione di Salerno), il Mattino (edizione di Salerno), Metropolis e il Guiscardo. Diversi sono anche i quotidiani on-line; i principali sono salernotoday.it, salernonotizie.it, irno.it, dentrosalerno.it, ilquotidianodisalerno.it, salernocity.it, 12mesi.it, salernoeconomy.it e ilgiornalista.unisa.it. Per quanto riguarda la televisione, Telecolore è una delle più vecchie emittenti televisive locali ancora in attività in Italia. Nacque, infatti, nel dicembre 1976, a pochi mesi dalla prima storica tv del capoluogo, Telesalerno Uno. Altre emittenti televisive, sono LiraTv, Telediocesi Salerno, TV Oggi Salerno, TELELASER e Quarta Rete. Cinema Dal 1946 si tiene a Salerno annualmente il Festival del Cinema di Salerno, il primo del dopoguerra e caratterizzato dalla proiezione in concorso di film a "Passo Ridotto". Nel 2007 e nel 2008 la città ha anche ospitato il festival di animazione televisiva Cartoons on the Bay organizzato dal 1995 da RAI, Rai Fiction e Rai Cinema e nelle edizioni precedenti con sede ad Amalfi e Positano, prima di essere spostato a Rapallo. In città sono presenti diversi cinema tra cui i più importanti e frequentati sono il Cinema Apollo, il Cinema Teatro San Demetrio, il Cinema Teatro Augusteo, il Cinema Teatro delle Arti e il Cinema multisala The Space. Salerno è stata la location di vari film tra cui: Due imbroglioni e... mezzo! con Claudio Bisio e Sabrina Ferilli Sulla mia pelle di Valerio Jalongo Ars Diaboli di Gianluca Dell'Osso Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy 18 anni tra una settimana con Kim Rossi Stuart 11 metri di Francesco del Grosso Teatro Nel 1700 il teatro a Salerno era considerato un luogo di corruzione e di scandalo, quindi non favorito dalla Chiesa. Tuttavia, nel 1807, grazie ad un decreto promulgato da Giuseppe Bonaparte che prevedeva una riduzione dei conventi del suo regno, diverse chiese e monasteri divennero proprietà della corona. Così in alcuni di questi luoghi iniziarono a nascere dei teatri come ad esempio il Teatro di Sant'Agostino, nei pressi dell'omonimo palazzo, il Teatro di San Matteo, stabilitosi nel convento di San Benedetto che fu chiuso nel 1845 e il Teatro La Flora, nei pressi di Porta Catena, che ebbe una produzione piuttosto copiosa. Attualmente il principale teatro cittadino è il Teatro Municipale Giuseppe Verdi. Altri teatri stabili sono il Teatro delle Arti, il Cinema Teatro Augusteo, il Cinema Teatro San Demetrio, il Teatro Genovesi, il Teatro Bis, il Nuovo Teatro Diana, il Teatro del Giullare, il Teatro La Mennola, il Teatro Nuovo, il Teatro Il Ridotto, il Teatro San Genesio, il Teatro Arbostella e il Teatro Ghirelli. Cucina La gastronomia salernitana rispecchia la cucina campana, differenziandosi tuttavia da quella napoletana per la spiccata semplicità dei piatti: si può dire che la cucina salernitana sia rimasta praticamente immune dalle ricercatezze introdotte dalla corte francese a Napoli. I piatti tradizionali sono quindi molto semplici e si basano sulla genuinità e sui sapori dei prodotti di mare e di terra che fanno da ingredienti. In particolare il territorio salernitano annovera numerosi e rinomati prodotti tipici. Pietanze tipicamente salernitane sono la milza imbottita di prezzemolo, menta e peperoncino, cotta in olio e aceto (tradizionalmente servita il giorno di San Matteo e vigilia), oppure il soffritto di frattaglie di bue. Altra tradizione culinaria è la parmigiana di melanzane: a Salerno si prepara n'dorata e fritta, ovvero passando le fettine di melanzana nella farina e nell'uovo sbattuto prima di friggerle. Per quanto riguarda la pasticceria il dolce salernitano per eccellenza è la "scazzetta": un pasticcino di pan di Spagna farcito di crema pasticcera e fragoline di bosco, ricoperto da una rossa glassa alla fragola che lo fa assomigliare al berretto di un cardinale, chiamato popolarmente con lo stesso nome. Dolce tipicamente natalizio della tradizione salernitana è "o cazunciell di castagnaccio" (calzoncello), formato da due dischetti di pasta frolla con al centro crema di cioccolata e castagne aromatizzata con canditi, liquore e polvere di cacao. Dolci tipici del periodo natalizio sono la pasta reale, i mustaccioli, il divin amore, susamielli (sono dei dolci a forma di S) e il roccocò, un dolce preparato con mandorle, farina, zucchero, canditi e cannella. Prodotti tipici Olio extravergine di oliva (Colline Salernitane DOP) Mozzarella di bufala campana (DOP) Ricotta di bufala campana (DOP) Sfogliatella Santa Rosa (la tipica sfogliatella riccia, originaria di Conca dei Marini) Pesce azzurro del Golfo di Salerno Eventi Vari sono gli eventi che animano, o hanno animato, la città di Salerno nel corso dell'anno. Dal 1953 al 1961 in città è stato allestito il Circuito automobilistico di Salerno. Il già citato Festival del Cinema di Salerno è giunto nel 2013 alla 67ª edizione. Il Linea D'Ombra Film Festival-Festival Culture Giovani è una manifestazione che si svolge con cadenza annuale dal 1995, nato come una costola del Giffoni Film Festival, presenta eventi legati alla creatività contemporanea. Nel corso del tempo ha perso la struttura iniziale di semplice rassegna cinematografica e si presenta diviso in quattro macro sezioni: cinema, musica, arti performative e scrittura. Salerno Creativa, collegato anche al Linea d'Ombra, è un evento che ospita nella città di Salerno manifestazioni di vario genere, come concerti, mostre, esposizioni ed eventi, per mostrare la creatività cittadina ed internazionale. Dal 2010 si tiene in città anche il Salerno Festival-Festival nazionale corale, primo festival nazionale corale in Italia. SalernoInVita è, invece, una manifestazione iniziata nel 2006 che permette a giovani artisti di tutta Italia di esibire le proprie opere e mostrare le proprie capacità artistiche, nelle piazze o nei cortili dei palazzi storici della città. Incontri internazionali della musica è un festival sulla musica internazionale nato nel 2000, che si pone come obiettivo la diffusione delle varie identità musicali del mondo. Le nazioni-tema nel corso degli anni sono state, ad esempio, Tunisia, Portogallo, Cuba, Brasile, Argentina, Inghilterra e Germania. La Fiera del crocifisso riprende in chiave moderna la "Fiera di San Matteo" che fu istituita nel Medioevo da Manfredi di Svevia e richiamava mercanti da tutto il centro-sud. La manifestazione prevede spettacoli, rievocazioni storiche e costituisce una vetrina per l'artigianato locale e non. La Mostra della Minerva è una mostra mercato, organizzata nella Villa comunale, dedicata al giardinaggio ed in particolare alle piante rare. Il nome fa riferimento al Giardino della Minerva di Salerno, probabilmente il primo orto botanico d'Europa. La Notte del fuoco si tiene ogni anno, dal 2001, il 17 gennaio, festa di Sant'Antonio abate, patrono del fuoco e dei ceramisti. Una volta era uso accendere falò attorno a cui festeggiare ("Sant'Antuon mascher' e suon"). Nella sua rivisitazione moderna la festa chiama a raccolta ceramisti da tutta la Campania che effettuano in piazza la cottura delle loro opere con la tecnica detta raku. Luci d'artista si svolge in collaborazione con il comune di Torino dal 2006 ed è probabilmente l'evento che attrae il maggior numero di turisti e visitatori, circa due milioni nel 2010. Diverse sono le installazioni luminose di artisti contemporanei su tutto il territorio cittadino, per addobbare la città durante il periodo di Natale e oltre. Dal 2011 si tiene in città l'edizione salernitana del Comicon e dal 2013 il Festival della Letteratura. Nel maggio del 2013 la città è stata sede, per una settimana, del 61º Raduno Nazionale dei Bersaglieri. Dal 24 al 27 ottobre 2013 la città ha ospitato l'operazione TWIST (Tidal Wave In Southern Tyrrhenian sea), un'esercitazione internazionale organizzata dalla protezione civile e finanziata dall'Unione Europea, nel caso si verificasse un'onda anomala dovuta al distaccamento di un costone roccioso del vulcano sottomarino Palinuro. All'esercitazione ha preso parte anche la portaerei Cavour. Eventi dedicati all'architettura Salerno negli ultimi anni ha visto crescere in modo esponenziale gli eventi e le manifestazione dedicate all'architettura. Ogni anno, infatti, sono organizzati eventi e mostre internazionali completamente dedicate con lectio magistralis dei più famosi architetti e designer (Santiago Calatrava, Massimo Vignelli, Manuel Ruisanchez, Nuno Almeida di UNStudio) del XXI secolo. Tra il 2012 ed il 2013 ha ospitato la mostra internazionale Pier Luigi Nervi. Architettura come sfida dedicata a Pierluigi Nervi. Dal 15 maggio al 30 giugno 2013 la città è stata "Capitale dell'Architettura" grazie ad una serie di workshop, mostre, concorsi e conferenze organizzati dal portale internet newitalianblood. Tra i vari architetti presenti agli incontri si ricordano Mario Cucinella, Odile Decq, lo studio Hadid e João Ferreira Nunes. Nell'ottobre 2013 è stata sede del XXVIII Congresso INU (Istituto Nazionale di Urbanistica). Festa di San Matteo Tra le festività la più importante è il 21 settembre, ricorrenza di San Matteo apostolo ed evangelista, patrono della città. In quest'occasione la statua d'argento del santo viene portata in giro per il centro cittadino in una processione molto sentita dalla popolazione. La statua del patrono è preceduta da quelle dei martiri salernitani Caio, Ante e Fortunato, di san Gregorio VII, e dalla pesantissima statua in legno di San Giuseppe. La processione parte dal Duomo e percorre via Dei Mercanti, piazza Portanova, corso Vittorio Emanuele, via Cilento, via Roma dove attua due deviazioni, prima verso piazza Cavour sul Lungomare Trieste per benedire il mare e poi verso Palazzo di Città, toccando infine la chiesa della SS. Annunziata e percorrendo tutto il centro storico per fare ritorno in Cattedrale. Il programma delle tradizionali celebrazioni religiose in onore di san Matteo è affiancato da festeggiamenti civili articolati in tre giorni. Questi festeggiamenti prevedono nei giorni che precedono la ricorrenza concerti di musica leggera e nel giorno conclusivo, a mezzanotte, fuochi pirotecnici sul mare. Persone legate a Salerno Sono numerose e varie le personalità celebri che a Salerno sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città. Geografia antropica Urbanistica La crescita nel dopoguerra Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1944, Salerno aveva uno sviluppo urbanistico limitato ad 80.000 abitanti: la città era compresa tra l'area del suo vecchio porto e la foce del fiume Irno ed era corollata dai numerosi borghi collinari delle zone di Fratte, Ogliara e Giovi. Alla fine del periodo del boom economico, nel 1980, il capoluogo contava 161.000 abitanti: in pratica aveva raddoppiato la sua popolazione. Vista la conformazione del territorio, principalmente collinare, questo sviluppo così repentino non poteva non segnare definitivamente la connotazione dei luoghi: da piccolo ed ameno centro costiero Salerno diventava una tipica città del boom economico in versione obliqua. Causa principale dell'inizio del boom edilizio fu la grave alluvione del 1954; dopo il conseguente abbattimento degli edifici pericolanti e anche dopo una serie di smembramenti incontrollati, iniziarono ad essere costruiti quegli edifici che hanno irrimediabilmente cambiato l'immagine della città che diventa città nel senso moderno del termine. La mancanza di un vero piano regolatore e le speculazioni edilizie fecero il resto: i pochi spazi fruibili nelle zone centrali furono letteralmente tappezzati da palazzi dai 6 agli 8 piani, mentre la città continuava ad espandersi a nord e a sud-est senza nessuna pianificazione degli schemi viari. Sorsero in questo modo i quartieri del Carmine, verso la valle dell'Irno, e di Torrione, Pastena e Mercatello, verso la piana del Sele. Fu soltanto con il Piano Marconi, nel 1965, che la città poté regolare il proprio sviluppo. Il nuovo piano regolatore A partire dalla fine degli anni ' 80 si è cercato di dare alla città un'identità urbanistica, di porre rimedio all'assenza di una programmazione architettonica ed anche al problema della viabilità. Con questo intento si diede l'incarico all'urbanista catalano Oriol Bohigas di redigere un nuovo piano regolatore. Dopo un lunghissimo iter burocratico ed infinite discussioni e polemiche degli ambientalisti, il nuovo piano fu consegnato nel 2003 ed approvato nel 2006. Nell'ottica del nuovo piano regolatore il mare è la principale risorsa della città nonché il cardine su cui ruota la sua identità. Sotto questo aspetto si è lavorato nel corso degli anni per liberare la costa da manufatti inutilizzati e fatiscenti e arricchendo il litorale con nuovi approdi turistici, nuove piazze e nuove strutture ricettive. Tuttavia, questo risulta piuttosto un insieme di varianti al precedente piano regolatore, che hanno consentito di edificare nuove volumetrie nelle aree ancora libere dell'abitato, lasciando invece la periferia ed i rioni collinari abbandonati, prevedendo un aumento dei vani abitabili nonostante il decremento demografico della città. Tuttavia, durante la lunga redazione del piano regolatore, l'amministrazione comunale ha dato il via ad una serie di opere il cui fondamento ideologico alla base è lo stesso del citato piano; ad esempio in quest'ottica sono stati creati alcuni parchi urbani (il parco del Mercatello, il parco Pinocchio, il Parco urbano dell'Irno, il Parco del Seminario) e nuovi edifici polifunzionali al posto di impianti industriali abbandonati posti in pieno centro. È stato inoltre parzialmente recuperato il centro storico e sono state riconvertite e restituite alla città alcune importanti strutture, tra cui il complesso di Santa Sofia, Palazzo Fruscione, il Convento di San Lorenzo, il Convento di San Nicola della Palma, l'ostello della gioventù e l'ex seminario. Infine la metropolitana e l'arteria stradale detta Lungoirno, entrambi progetti volti a migliorare la mobilità cittadina. A partire dagli anni novanta si posero le basi per un profondo rinnovamento dal punto di vista architettonico e urbano, con la realizzazione di numerosi progetti di architetti locali ma soprattutto di fama internazionale che hanno reso Salerno, insieme a Milano, una delle città con il maggior numero di opere di architettura contemporanea d'Italia. Tra i vari architetti ricordiamo David Chipperfield (cittadella giudiziaria), Zaha Hadid (Stazione Marittima), Tobia Scarpa (PalaSalerno), Santiago Calatrava (porto Marina d'Arechi), Maria Abouck (Parco Sonoro), Dominique Perrault (riqualificazione delle cave ex-Rainone), Massimo Pica Ciamarra (Porta Ovest), Manuel Ruisanchez (ripascimento e la riqualificazione del litorale cittadino), Ricardo Bofill (Piazza della Libertà), Massimiliano Fuksas (Eden Park), lo studio inglese Arup (Trincerone Est) e Matteo Thun (termovalorizzatore). Tra i progetti futuribili, e tuttora oggetto di discussioni, c'è la delocalizzazione del porto commerciale con riconversione in porto turistico e la creazione di una stazione ferroviaria per la TAV nella valle dell'Irno. Suddivisioni amministrative Circoscrizioni Il territorio del Comune di Salerno è articolato in quattro circoscrizioni: Centro (Centro Storico, Carmine, Carmine Alto, Canalone); Irno (Fratte, Rione Petrosino,Calcedonia,Torrione, Torrione Alto, Sala Abbagnano, Brignano Inferiore, Brignano Superiore, Matierno, Pastorano, Cappelle); Rioni Collinari (Croce, Ogliara, Rufoli, Sordina, Giovi,Casa Manzo,Casa Roma,S.Angelo di Ogliara); Oriente (Pastena, Santa Margherita, Quartiere Italia, Quartiere Europa, Mercatello, Mariconda, Sant'Eustachio, Parco Arbostella, San Leonardo, Fuorni, Ostaglio). Economia L'economia della città si basa fondamentalmente su commercio e terziario. Il settore industriale è presente con aziende di medie e piccole dimensioni nei settori alimentare, della meccanica, della chimica e grafico-cartario. Indust

Consigli di viaggio

Cosa vedere

Cosa fare