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Cetara

Cetara, (Salerno) Tempo di lettura: meno di 1 minuto

La strada che da Vietri continua tortuosa lungo la Costiera Amalfitana fino alla Punta di Fuenti, attraversa il vallone dell'Albore ed è dominata per breve tratto dai paesi di Raito e Albori, continua fino all'antica conca di Cetara, avvolta dal Monte Falerio, in parte verdeggiante e rigoglioso di agrumi e in parte rado e selvaggio. Ultimo possedimento dell'antico Ducato di Amalfi, Cetara è sempre stato un paese di pescatori, non a caso il suo nome deriva da "cetari", venditori di pesci grossi, ovvero i tonni. Tradizione antica, che si è prolungata nel tempo, è quella della partenza dei pescatori locali per l'Algeria e il Marocco nei mesi di marzo e aprile, per dedicarsi anche alla pesca delle acciughe, che qui vengono conservate sotto sale, all'uso mediterraneo già noto agli antichi romani della celebre "colatura". La Colatura di Alici di Cetara è uno dei principali attrattori gastronomici del territorio, oltre alle bellezze naturali e artistiche, che hanno reso il piccolo borgo un set cinematografico a cielo aperto. Complice la splendida posizione geografica, Cetara rientra infatti tra i siti UNESCO della Costiera Amalfitana. Da visitare: la Torre di Cetara (XVI secolo), la Chiesa e il Convento di San Francesco del XVII secolo, con la cupola affrescata dal pittore Marco Benincasa, la chiesa barocca di San Pietro Apostolo e la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (XIX secolo). Durante l'estate, è particolarmente suggestiva la Festa Patronale di San Pietro (29 giugno); altro evento importante è la Sagra del Tonno.

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