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Alberobello

Alberobello, (Bari) Tempo di lettura: meno di 1 minuto

Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate "trulli" che, dal 1996, sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO, Alberobello è in provincia di Bari e fa parte della Valle d'Itria. Una prima antropizzazione dell'area prese avvio solo nei primi anni del XVI secolo su impulso del conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona. La storia dei trulli è legata a un editto del Regno di Napoli che, nel XV secolo, sottoponeva a tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano imposero allora ai contadini di edificare a secco, senza utilizzare malta, in modo che le abitazioni potessero configurarsi come precarie, di facile demolizione. I contadini trovarono nella forma rotonda, con tetto a cupola autoportante in cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi. Realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo, ne identificavano l'artigiano. I simboli dipinti sui tetti assumono spesso un significato religioso; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco. Il trullo più grande del paese è chiamato Trullo Sovrano. Fatto costruire dalla famiglia Perta nella metà del Settecento, questo edificio a due piani è adibito a museo ed è possibile visitarne l'interno, arredato secondo il gusto d'epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi. Durante il periodo estivo il Trullo Sovrano ospita manifestazioni teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni Jazz, serate di cultura e poesia. In una zona centrale dell'abitato, compresa fra il quartiere Aia Piccola e piazza del Popolo, sorge il più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo. Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico. 

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