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Putignano

Putignano, (Bari)

Noto per l'antico Carnevale, per le aziende manifatturiere e per le grotte carsiche, Putignano avrebbe tratto origine da un antico centro peuceta, come testimoniano numerosi reperti archeologici e sepolture. Attorno all'anno Mille il territorio di Putignano divenne proprietà dei monaci benedettini e proprio in quel periodo la costiera adriatica fu vittima delle scorrerie dei turchi. Si decise allora di trasferire un'icona bizantina con l'effigie della Vergine e delle reliquie di Santo Stefano dall'Abbazia di Santo Stefano da Monopoli a Putignano, dove venne appositamente costruita un chiesa. Si narra, inoltre, che proprio in occasione della processione per il trasferimento delle reliquie ebbero origine i festeggiamenti delle "Propaggini", manifestazione di apertura del Carnevale di Putignano. Il periodo di maggior splendore si ebbe sotto il dominio dei Gerosolimitani (o Cavalieri di Malta), nel corso del quale Putignano si sviluppò notevolmente, divenendo un importante centro agricolo e accumulando grandi ricchezze e opere d'arte custodite nelle numerose chiese della città e nei tanti conventi istituiti. Nel 1806 i francesi piantarono a Putignano tre olmi in memoria delle idee di democrazia e libertà. Di questi, uno è tutt'oggi esistente.

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