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Marino

Marino, (Roma) Tempo di lettura: circa 38 minuti
Marino (IPA: /maˈrino/, conosciuta impropriamente come Marino Laziale, Marini in dialetto marinese) è un comune italiano di 40.431 abitanti della provincia di Roma nel Lazio.Situata a sud del capoluogo, sui Colli Albani nell'area dei Castelli Romani, la città è stata per tutto il Medioevo un importante avamposto militare sull'Agro Romano, un frequentato luogo di villeggiatura ed un importante centro commerciale grazie alla sua posizione strategica sulla via corriera tra Roma e Napoli frequentata fino alla riapertura della più rapida via Appia Nuova attorno al 1780.Centro legato soprattutto alla viticoltura, è la patria dell'omonimo vino bianco a denominazione di origine controllata ed il suo nome è legato alla celebre Sagra dell'Uva, la manifestazione più antica in Italia nel suo genere.Geografia fisicaTerritorioAttualmente il territorio comunale di Marino, con i suoi 26.10 km² di estensione, è il sesto comune dei Castelli Romani per vastità dopo Velletri (113.21 km²), Lanuvio (43.91 km²), Rocca di Papa (40.18 km²), Rocca Priora (28.07 km²) e Lariano (27 km²).Alcune modificazioni del territorio marinese furono apportate già sotto il dominio della famiglia Colonna: nel 1453 infatti insorse una controversia per i confini con i territori dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, risolta definitivamente solo nel Seicento con la rinuncia di ogni pretesa marinese sulla località Castel de' Paolis, che fin dall'XI secolo apparteneva all'abbazia criptense benché fosse situata in territorio marinese. Nel 1399, durante un breve periodo di dominio diretto ecclesiastico su Marino sotto il pontificato di papa Bonifacio IX, alla castellanìa marinese fu aggregata anche la castellanìa di Genzano di Roma, che all'epoca includeva anche il desolato territorio di Ariccia: un'altra effimera espansione territoriale del territorio marinese si registrò nel periodo dell'occupazione napoleonica (1807-1814), quando Grottaferrata fu aggregata al cantone di Marino.Nel 1833 invece il territorio marinese ammontava a 1932 rubbia, cioè 35.71 km² (calcolando 1.848438 ettari come superficie corrispondente ad 1 rubbio), dato che includeva anche l'attuale territorio di Ciampino, resosi autonomo nel 1974. Un ulteriore diminuzione del territorio comunale ci fu tra il 1993 ed il 1994 nel periodo di esistenza dell'effimero comune autonomo di Boville: il riaccorpamento di questo comune, composto dalle frazioni di Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole, fu stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza n° 433 del 6 settembre 1995, poiché:Il territorio marinese, come quello dell'intera area dei Colli Albani, è stato soggetto tra i 600.000 ed i 20.000 anni fa circa all'attività del Vulcano Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte di materiale vulcanico, ed abbondano minerali caratteristici come il peperino, la cui estrazione è stata fino agli anni sessanta caratteristica di Marino, ed in misura minore la pietra sperone del Tuscolo ed il tufo, localizzati con più frequenza dell'area tuscolano-artemisia.Secondo la Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia la maggior parte del territorio di Marino è geologicamente composta da "brecce piroclastiche d'esplosione, con lapilli, proiettili leucocrati, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, xenoliti di lave leucitiche e del substrato (argille pliocalabriane, marne e arenarie paleogeniche, calcari mesozoici marmorei per metamorfismo), facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi più o meno consolidati, rapidamente assottigliati allontanandosi dai centri d'emissione", ovvero in una parola da peperino formato dalle lave consolidate emesse dal cratere vulcanico del lago Albano.Santa Maria delle Mole, Fontana Sala e la località Tor Messer Paoli si trovano invece su banchi di lave in grande colata, in questo caso soprastante a leucite tefritica e nefelinica. Il rione Coste nel centro di Marino e la località Santa Fumia, posta ai confini meridionali del comune con Castel Gandolfo e Roma, si trovano invece su un suolo fatto di lava in ammassi. Monte Crescenzo, infine, si presenta caratteristicamente composto da "saldame lavico, scorie, agglomerati e lapilli stratificati", materiale caratteristico di una bocca eruttiva eccentrica. La località Pantanelle, ai confini settentrionali con Grottaferrata e Ciampino, è invece composta da materiale alluvionale, probabilmente trasportato dal fosso della Patatona.Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta).IdrografiaSebbene il comune di Marino non sia attraversato da corsi d'acqua di grande entità, all'interno dei suoi confini scorrono numerosi piccoli corsi d'acqua a carattere torrentizio, denominati "marane" o "fossi". Il più importante dal punto di vista storico è il fosso della Patatona, anche chiamato "marana delle Pietrare" o "di San Bonaventura". Questo corso d'acqua nasce in territorio di Rocca di Papa ed entra nel territorio marinese attraverso il Barco Colonna per poi lambire il quartiere Cave di Peperino e proseguire verso Ciampino, nel cui territorio incontra la marana dell'Acqua Marciana proveniente da Grottaferrata, assieme alla quale continua a scorrere nella zona urbanistica di Morena originariamente per raggiungere il Tevere irrorando la Cloaca Massima, ma dal secondo dopoguerra è stata deviata più a sud, presso la Magliana: le sue acque sarebbero state alimentate dal leggendario Caput Aquae Ferentinum, la sorgente d'acqua sacra alla dea indigex Ferentina presso cui era collocato il Locus Ferentinum, e nella quale Tarquinio il Superbo fece affogare il delegato aricino Turno Erdonio in margine ad una drammatica riunione della Lega Latina svoltasi nel 651 a.C.Altri corsi d'acqua, interessanti per la conoscenza idrogeologica di un territorio in denso sviluppo urbanistico, sono il fosso di Fiorano, che nasce dalla frazione di Cava dei Selci e scorre in direzione NO, il fosso delle Scopette, che si origina dalla località di Boscare presso la frazione di Santa Maria delle Mole e prosegue in direzione E con il nome di fosso di Fioranello, il fosso della Giostra, che da Colle Granato presso la frazione di Frattocchie si inoltra in direzione E ed infine il fosso di Montelungo, che dalla località di Mezzamagna presso la frazione di Castelluccia scorre verso E per immettersi nel fosso della Torre o "dei Preti" proveniente dalla frazione di Pavona in comune di Castel Gandolfo.OrografiaNon esistono vere e proprie cime montuose nel territorio marinese, ovvero l'altitudine massima non raggiunge mai i 600 m s.l.m. Le quote più elevate si registrano nella parte orientale del comune, ai confini con Rocca di Papa presso le pendici di Monte Cavo (949 m s.l.m.), antico cratere vulcanico attivo nella "seconda fase" dell'esistenza del Vulcano Laziale, all'incirca tra i 270.000 ed i 100.000 anni fa: le località di Costa Caselle e Prato della Corte raggiungono rispettivamente i 438 ed i 427 m s.l.m.Il centro di Marino, posizionato "sopra 'na collinetta de peperino" dalla vaga forma di una "L", tocca la sua altitudine massima in località San Rocco con 389 m s.l.m., altitudine che progressivamente declina per toccare quota 376 m s.l.m. presso il quartiere Villa Desideri, 373 m s.l.m. in piazza Giacomo Matteotti, 335 m s.l.m. a Palazzo Colonna ed infine 319 m s.l.m. in località Paolina.ALtre quote notevoli si trovano nella parte meridionale del comune, ai confini con Castel Gandolfo, lungo il bordo del cratere vulcanico allagato rappresentato dal lago Albano (attivo anch'esso nella "seconda fase" del Vulcano Laziale): la località dei Villini infatti è a quota 368 m s.l.m., mentre il vicino Monte Crescenzio, probabile bocca vulcanica secondaria, è alto 379 m s.l.m.Il resto del territorio è disegnato dal dolce declivio dei terreni vulcanici dei Colli Albani verso la vasta pianura dell'Agro Romano: per quanto riguarda l'altitudine delle frazioni del territorio comunale, Santa Maria delle Mole è a 147 m s.l.m., Cava dei Selci a 151 m s.l.m., Frattocchie a 173 m s.l.m., Fontana Sala a 186 m s.l.m., Due Santi a 222 m s.l.m. e Castelluccia a 200 m s.l.m.ClimaIl clima dei Castelli Romani è considerato salubre fin dall'antichità, in virtù della loro posizione in collina a quote generalmente non troppo alte. L'escursione termica del centro di Marino con Roma Urbe ad esempio è praticamente nulla, anche se a Marino si avverte in misura minore l'umidità.Nell'area castellana le temperature minime oscillano tra i 9 °C ed i 12 °C, mentre le massima sono tra i 15 °C ed i 22 °C: le escursioni termiche più sensibili si registrano in autunno ed in primavera, mentre per quanto riguarda la piovosità i Castelli Romani si collocano nell'area meso-mediterranea, con un picco nel mese di novembre ed un netto calo tra luglio ed agosto, per un totale medio di 942 millimetri. Tuttavia la precipitosità più alta si registra nell'area prossima al litorale laziale in direzione S-SO e procede man mano calando verso l'interno, a causa dell'ostacolo rappresentato dai Colli Albani, in osservanza di un fenomeno chiamato stau.Normalmente, i Castelli sono battuti dai venti di scirocco e libeccio, provenienti dal mar Tirreno rispettivamente da S e SO, ma talvolta compare anche il "ponentino", vento dell'O caratteristico di Roma e delle zone costiere dell'Italia centrale. Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, provenienti da N e NE attraverso la vasta pianura dell'Agro Romano. È in questo periodo che si può talvolta assistere a qualche nevicata, sebbene si tratti generalmente di rovesci brevi e senza accumuli degni di nota.Classificazione climatica: zona D, 1966 GR/G (12 ore di accensione giornaliera dal 1º novembre al 15 aprile).StoriaOrigini del nomeNon è chiara l'origine del toponimo "Marino": nel Quattrocento e nel Cinquecento era convinzione diffusa negli eruditi che fosse legato ad un'ipotetica villa romana appartenuta a Gaio Mario che sarebbe sorta nel sito dell'attuale centro storico (ed in effetti rinvenimenti archeologici compatibili con una villa di età romana furono fatti nell'Ottocento nel quartiere Borgo Garibaldi): tra gli altri anche papa Pio II, in un passo dei "Commentarii" riguardante il suo "tour" dei Colli Albani del 1462, avvalorò questa tesi. Altre ipotesi sono una derivazione da "Marianum" nel senso di luogo consacrato alla Madonna (ed il santuario di Santa Maria dell'Acquasanta ha origini piuttosto antiche, databili attorno al VI secolo) o ad un "Maranum", collegato con la "marana" o fosso della Patatona, o ancora al nome di un antichissimo feudatario Marino o Marina di cui si è perso ad oggi il ricordo.Non è chiaro neppure quando questa denominazione sia apparsa per la prima volta nella storia, poiché si tende ad escludere le menzioni sospette di interpolazione del "Liber Pontificalis", datata all'epoca dell'impero di Costantino I (306-337) coincidente con il pontificato di papa Silvestro I (314-335), e del "Chronicon Sublacense", datata al 1090. Il primo documento certo in cui viene menzionato Marino diventerebbe così un atto notarile del 1114, rogato da un certo "Tedemarius abitatoris in castri qui vocatur Mareni" ("Tedemario abitante nel castello che [è] chiamato Marino").Età antica (900 a.C.-476)Nel territorio marinese i primi insediamenti umani attestati risalgono al I millennio a.C., nel periodo laziale II A (900 a.C. - 830 a.C.). Risalgono invece al periodo laziale III (770 a.C. - 730 a.C.) i primi reperti rinvenuti nella necropoli di Riserva Del Truglio, che ha però il suo massimo sviluppo durante il periodo laziale IV A (730 a.C. - 640 a.C.): a questo periodo risalgono circa una trentina di tombe rinvenute nel territorio marinese, che compongono una delle più importanti concentramenti di tombe dei Colli Albani. È stato anche rinvenuto, presso la stazione ferroviaria di Marino in località Cave di Peperino, il fondale di una capanna risalente a questo periodo, che rappresenta uno dei rari esempi di questo genere nel Lazio.In età storica pre-romana, diversi abitati sorsero nel territorio marinese:Mugillae, abitato latino ubicato in prossimità della frazione di Santa Maria delle Mole, fu rasa al suolo nel 490 a.C. dai Volsci guidati da Gneo Marcio Coriolano.Bovillae, città latina la cui ubicazione è collocata discutibilmente tra la località Colle Licia e la frazione di Frattocchie; fu rifugio degli abitanti sfollati da Alba Longa dopo la sua distruzione nel 658 a.C., e luogo di origine della Gens Iulia, tanto che l'imperatore Tiberio Claudio Nerone nel 14 istituì i Sodales Augustales in città facendo erigere il grande circo ed il teatro.Locus Ferentinus, foro della città latina di Alba Longa, capitale della Lega Latina, era anche il luogo delle adunate periodiche dei rappresentanti delle trentasei città confederate; l'ipotesi più accreditata è che questo luogo sorgesse in località Prato della Corte, ovvero fuori dall'ipotetica area urbana di Alba Longa e in prossimità del leggendario Caput Aquae Ferentinum: tuttavia di recente si è optato per ipotizzare l'ubicazione del Locus presso la frazione Cecchina di Albano Laziale.In età romana, probabilmente con scopi militari, venne fondato l'insediamento fortificato di Castrimoenium, ubicato molto probabilmente nell'attuale sito del centro storico, precisamente nel rione Castelletto. Da Castrimoenium partiva l'Aqua Taepula, un acquedotto che assicurava alcune migliaia di metri cubi di rifornimento d'acqua alla città di Roma. Nel 1962 è stato rinvenuto, presso la stazione ferroviaria di Marino, il mitreo di Marino, uno dei mitrei meglio conservati del mondo, nonché uno dei due dipinti a muro presenti in Italia.MedioevoL'alto MedioevoGià prima della caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) Bovillae era in avanzato stato di decadenza, come dimostra l'assenza di fonti scritte o documentarie riguardanti il municipium posteriori al I secolo: benché la zona sia stata teatro di alcuni rinvenimenti paleocristiani (un oratorio i cui resti frammentarii furono rinvenuti nel Settecento presso Frattocchie ed una catacomba rinvenuta a Due Santi sempre nel Settecento, di cui oggi si è persa l'ubicazione), il progressivo abbandono della via Appia Antica seguito al VI secolo e le frequenti incursioni piratesche dei Saraceni del IX e X secolo favorirono la nascita di nuovi insediamenti più a monte, come appunto Marino.Comunque a partire dall'VIII secolo la Chiesa cattolica decise di prendere in mano il governo temporale del Lazio e, al fine di garantire l'approvvigionamento agricolo ed il controllo del territorio, istituì diversi patrimonia e domuscultae formati da massae e fundi agricoli più o meno sparsi. Nel territorio marinese si trovavano alcuni fondi distaccati appartenenti al patrimonium Appiae ed alle massae Marulis, il cui centro era situato probabilmente a Grottaferrata presso il XII miglio della via Latina, e Sulpiciana, che si estendeva lungo la via Nettunense da Frattocchie a Castel Savello presso Albano Laziale e che fu fondata da papa Adriano I.Il basso MedioevoSi ipotizza che il territorio marinese nell'XI secolo fosse entrato nell'orbita dei Conti di Tuscolo, la potente famiglia baronale romana che aveva la propria roccaforte presso la vicina Tusculum e che esercitò il proprio strapotere su Roma tra il 999 ed il 1179 attraverso il "papato di famiglia". Furono probabilmente i Conti di Tuscolo a fortificare per primi l'altura del centro di Marino, così come fecero in altri centri dei Colli Albani. La prima citazione del castello comunque risalirebbe al 1090, a proposito della sua concessione fatta da Agapito dei Conti di Tuscolo in dote alla figlia sposa di Oddone Frangipane, assieme ai castelli di Rocca di Papa e Monte Compatri: tuttavia questa informazione potrebbe essere un'interpolazione successiva, fatta aggiungere per dare un fondamento legale ad una probabile usurpazione del feudo esercitata dalla famiglia di nuova nobiltà dei Frangipane, che ad ogni modo nel XIII secolo esercitava pienamente il governo di Marino.Nel 1237 la feudataria Giacoma de Settesoli, vedova di Graziano Frangipane nonché amica di san Francesco d'Assisi ed ispiratrice del Terzo Ordine Regolare di San Francesco, concesse alla Comnunità marinese i suoi primi statuti. I Frangipane rimasero a Marino fino alla morte del figlio di lei Giovanni Frangipane, che per disposizione testamentarie nel 1253 ordinò una spartizione dei suoi beni tra l'abbazia di San Saba all'Aventino a Roma e l'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata: una quota spettò anche ai poveri di Marino. Dopo una breve usurpazione del feudo ad opera dei Conti di Poli, nel 1266 il cardinale Matteo Rubeo Orsini acquistò Marino "et turrim cum ipsius tenimento suo" per 13.000 provisini.Sotto il dominio degli Orsini il castello fu assediato nel 1267 dal "senator" ghibellino Arrigo di Castiglia e nel 1347 dal "tribuno del popolo" Cola di Rienzo, entrambe le volte senza successo. Con l'inizio dello Scisma d'Occidente (1378-1417) papa Urbano VI e l'antipapa Clemente VII misero in campo due eserciti formati da mercenari, che si affrontarono in uno scontro decisivo nella battaglia di Marino (30 aprile 1379), al termine della quale la vittoria arrise ai mercenari papalini comandati da Alberico da Barbiano.In seguito alla battaglia di Marino il feudatario del castello, Giordano Orsini, seguace dell'antipapa, ne fu scacciato da suo figlio Giacomo, che mantenne il controllo del feudo fino al 1385, quando fu a sua volta scacciato dal legittimo erede del castello, il cugino Onorato Caetani. Durante tutto il periodo dello Scisma d'Occidente Marino fu oggetto di repentine conquiste e riconquiste da parte di vari personaggi: in particolare tra il 1399 ed il 1405 appartenne direttamente alla Camera Apostolica, dal 1408 al 1414 fu occupata da Ladislao I di Napoli che la concesse a Giordano e Niccolò Colonna, quindi tornò ai Caetani che infine nel 1419 la vendettero ai Colonna per 12.000 fiorini.I Colonna utilizzarono il castello di Marino molto frequentemente come base militare, coinvolgendolo in numerosi eventi bellici: tra il 1433 ed il 1436 nella guerra tra papa Eugenio IV ed alcune famiglie baronali romane, terminata con la traumatica distruzione di Palestrina e l'esilio dei Colonna nel Regno di Napoli; nel 1482 e nel 1484-1486 nella guerra tra papa Sisto IV, e poi papa Innocenzo VIII, e Ferdinando I di Napoli, condotta in maniera feroce ma risoltasi nello status quo ante bellum; nel 1494-1495 nelle tensioni legate alla discesa in Italia di Carlo VIII di Francia, in cui i Colonna si schierarono contro i francesi, appoggiati invece da papa Alessandro VI: la tensione con questo papa si risolse con la distruzione di Marino decretata con l'assenso del papa l'8 luglio 1501. Questo evento luttuoso chiude, secondo lo storico ed archeologo novecentesco Giuseppe Tomassetti, la storia medioevale di Marino.Dal Cinquecento al SettecentoPapa Alessandro VI, con il Breve apostolico "Coelestis altitudinis potentiae" del 1º ottobre 1501 donò il feudo di Marino assieme ad altri trentasei feudi laziali sequestrati ai Colonna ed ai Savelli al nipote Giovanni, probabilmente figlio illegittimo della figlia del papa Lucrezia Borgia e di uno dei suoi amanti, tale Pedro Calderon: tuttavia a causa della minore età del soggetto la cura dei suoi feudi venne affidata al cardinale arcivescovo di Cosenza Francesco Borgia. Tuttavia alla morte di Alessandro VI, già nel 1503, Fabrizio I Colonna poté rientrare in possesso del castello.Marino subì nuovi eventi bellici nel 1526, quando fu rasa al suolo per ordine di papa Clemente VII assieme ai feudi colonnesi di Zagarolo, Gallicano, Artena, Subiaco e Cave, evento in seguito al quale i Colonna pensarono bene di ricambiare il papa appoggiando l'esercito di Carlo V d'Asburgo nel terribile sacco di Roma del 1527. Successivamente, i Colonna combatterono ancora nel 1539 (la "guerra del sale") contro papa Paolo III e nel 1556-1559 contro papa Paolo IV, prima che Marcantonio II Colonna avesse siglato un solenne giuramento di fedeltà a papa Giulio III nel 1550, dopo il quale cessarono le piccole guerre intestine tra papato e baroni romani.Sotto il dominio di Marcantonio II Colonna, che fu ammiraglio pontificio vittorioso nella battaglia di Lepanto del 1571, ci furono importanti rinnovamenti sociali ed urbanistici a Marino: nel 1564 comparve per la prima volta il sigillo della Comunità marinese, raffigurante un cavaliere portatore di un vessillo (che sostanzialmente è rimasto inalterato nei secoli); molto simile all'attuale stemma di Marino, nel 1566 vennero emanati i nuovi statuti, e nel 1572 i "Bandi, provisioni et ordinationi" sul gioco d'azzardo, sulla bestemmia e sulla rissa; venne completato per un quarto palazzo Colonna, il cui progetto era stato commissionato già dal padre di Marcantonio Ascanio I Colonna ad Antonio da Sangallo il Giovane.A Marcantonio II Colonna successe il cardinale Ascanio II Colonna, che di distinse per un governo non particolarmente popolare tanto che nel 1599 i marinesi si ribellarono al suo governo: nel 1606 tuttavia papa Paolo V elevò il feudo di Marino a Ducato in suo favore, con diritto di trasmissione ai suoi eredi.La tradizione vuole che nel 1618 i marinesi radunati in un'assemblea pubblica elessero come nuovo santo patrono del paese san Barnaba apostolo, iniziando così a celebrare la festa patronale di San Barnaba l'11 giugno. Il Seicento fu anche un periodo di grande attività urbanistica: attorno al 1636 venne costruita la chiesa della Santissima Trinità, nel 1640-1662 la basilica di San Barnaba, in seguito alla consacrazione della quale furono sconsacrate le due vecchie parrocchiali di Santa Lucia e di San Giovanni, fu aperto Corso Trieste (all'epoca chiamato "Strada Larga") e nel 1632 Pompeo Castiglia, su progetto dell'architetto Sergio Venturi, realizzò la fontana dei Quattro Mori.Nel 1656 Marino fu colpita duramente dalla peste, che decimò più della meta della popolazione. Gli ultimi statuti marinesi furono redatti nel 1675 ed approvati nel 1677 da Lorenzo Onofrio I Colonna: lo stesso fece costruire il convento del Santissimo Rosario, completato nel 1712 in rococò.L'evento più importante del Settecento per Marino fu, in negativo, la riapertura della via Appia Nuova promossa da papa Pio VI tra il 1777 ed il 1780: il ripristino di questa rapida alternativa alla più lunga via corriera per Napoli passante per Marino, il convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo e Velletri fece decadere Marino come luogo di scambi commerciali e di sosta e d'altra parte fece la fortuna dei centri posti sulla direttrice Appia come Albano Laziale e Genzano di Roma.Dopo la proclamazione della Repubblica Romana (1798-1799) (15 febbraio 1798) varie località dei Colli Albani si auto-proclamarono "repubbliche sorelle": il 18 febbraio Albano, Frascati e Velletri, Marino solo ai primi di marzo. Tuttavia quando già il 20 febbraio gli abitanti di Trastevere insorsero contro i francesi, gli albanensi ed i velletrani si schierarono prontamente con la reazione, inviando un esercito di qualche migliaio di individui contro Roma: d'altra parte, marinesi e frascatani rimasero fedeli alla rivoluzione. La battaglia tra francesi e reazionari si svolse presso Frattocchie il 28 febbraio 1798, vinsero i francesi comandati da Gioacchino Murat che saccheggiarono Castel Gandolfo ed Albano. Jean Étienne Championnet, comandante francese a Roma, si complimentò con i marinesi per la fedeltà dimostrata: però fu proprio questa la causa del saccheggio dell'esercito "di liberazione" sanfedista napoletano che scacciò i francesi già nel 1799.L'OttocentoCon il ritorno dei francesi di Napoleone Bonaparte nello Stato Pontificio e l'annessione del Lazio al primo Impero francese nel 1807 Marino fu dichiarata sede di cantone e le fu aggregato il territorio di Grottaferrata: tale situazione durò fino al ritorno di papa Pio VII a Roma nel 1814. Per riorganizzare la divisione dei territori pontifici e l'amministrazione pubblica, Pio VII nel 1816 emanò il motu proprio "Quando per ammirabile disposizione", in forza del quale i feudatari che avessero voluto mantenere i diritti feudali furono scoraggiati a tal punto che la maggior parte di essi rinunciò, come nel caso di Filippo III Colonna. Si concluse dunque il dominio colonnese sul paese, anche se la famiglia Colonna rimase proprietaria di tutti i suoi immobili marinesi, che svendette lentamente nel corso di un secolo: solo nel 1916 infatti Isabella e Vittoria Colonna concessero in enfiteusi perpetua al Comune di Marino le ultime proprietà di famiglia nel territorio marinese, il palazzo ed il Barco Colonna.Papa Gregorio XVI (1831-1846) fu molto legato a Marino, che beneficò particolarmente con il ripristino del locale Governo nel 1831, l'elevazione a Città nel 1835, l'apertura del collegio dei padri dottrinari e la realizzazione del cosiddetto "ponte Gregoriano", ovvero l'accesso alla città da Castel Gandolfo lungo la strada statale 216 via Maremmana III. Dopo la presa di Porta Pia (20 settembre 1870) e l'annessione del Lazio al Regno d'Italia, a Marino si contraddistinse subito un consiglio comunale a maggioranza repubblicana ed anticlericale. Venne costruita la nuova residenza municipale, oggi chiamata palazzo Matteotti, e nel 1880 si iniziarono i lavori per un collegamento ferroviaria con l'allora frazione di Ciampino, già collegata con Roma dal 1856 tramite la ferrovia Roma-Frascati: la ferrovia Roma-Albano fu completata nel 1889.Dal Novecento al DuemilaDall'inizio del secolo al fascismoNegli ultimi anni dell'Ottocento iniziò anche ai Castelli Romani la lotta dei contadini contro lo sfruttamento semi-feudali dei proprietari terrieri, meno intensa rispetto a quanto avveniva nell'Italia settentrionale ma sicuramente più forte rispetto all'accettazione passiva dello sfruttamento presente nell'Italia meridionale. La prima occupazione di terre svoltasi a Marino fu nel 1898, e nel 1902 si costituì una lega di resistenza contadina marinese. La protesta nel 1910 si estese dal mondo contadino fino agli scalpellini delle cave di peperino, realtà peculiare del territorio marinese. Nuove occupazioni di terre si svolsero nel 1917 a danno delle proprietà delle famiglie Colonna e Grazioli affittate al sindaco popolare Luigi Capri Cruciani, dando origini ad un'annosa questione giuridica. Il "biennio rosso" si aprì per Marino nel segno di una forte inimicizia tra contadini e grandi proprietari: ci furono invasioni dei reduci della prima guerra mondiale nelle località Casa Bianca, Sant'Antonio e Castelluccia, mentre la cooperativa "Colli Parioli" iniziò la costruzione di una "città giardino" a Ciampino per ospitare 221 famiglie di ex-combattenti. Le contrapposizioni politiche sempre più turbinose crearono anche incidenti di ordine pubbliche e morti.Il fascismo ebbe difficoltà ad insediarsi ai Castelli Romani, e spesso dovette valersi di personaggi "riciclati" dai partiti socialista, popolare o repubblicano: i primi squadristi fecero capolino ai Castelli il 27 aprile 1921 con un "tour" di propaganda squadrista che toccò Frascati, Marino ed Albano Laziale, trovando inizialmente un ambiente fortemente ostile. Dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922) i fascisti presero baldanza ed iniziarono progressivamente ad assaltare municipi, università agrarie e singoli inidividui anti-fascisti nel tentativo di controllare le amministrazioni locali. Nel caso di Marino non occorse la violenza, perché la maggioranza repubblicana confluì nel gagliardetto fascista già nel 1923 (come successe anche ad Ariccia e con i popolari a Monte Porzio Catone e Castel Gandolfo ed i nazionalisti a Rocca Priora). Il regime fascista si presentò a Marino con personaggi meno violenti che altrove ma non per questo più presentabili: generalmente provenienti da altre formazioni politiche (come Luigi Capri Cruciani, che diventò deputatoe poi senatore) o addirittura da altre ideologie (come Ugo Colizza, ex-anarchico ed ex-repubblicano, iscritto fra i sovversivi al casellario politico centrale fino al 1929 e poi podestà). La credibilità del regime andò progressivamente scemando ed entrò in crisi alla vigilia della seconda guerra mondiale, nel 1939-1940, quando le segnalazioni degli informatori della polizia riferivano di diffusi discorsi anti-fascisti, scarsa partecipazione alle iniziative dei fasci locali e disaffezione verso il regime.Se a partire dal 1904 si iniziarono a celebrare le "feste Castromenie" (dedicate al municipium romano di Castrimoenium), fu nel 1925 che il poeta di origini marinesi Leone Ciprelli pensò di inventare la Sagra dell'Uva, primo evento del genere in Italia, caratterizzato soprattutto dal "miracolo" delle fontane che danno vino. Nel 1909 l'abate parroco della basilica di San Barnaba, Guglielmo Grassi, promosse la fondazione della Banca di Credito Cooperativo San Barnaba: negli anni successivi fino alla sua morte, avvenuta nel 1954, monsignor Grassi promosse anche la fondazione dell'Oratorio Parrocchiale San Barnaba e l'avvio di una proficua attività teatrale.La seconda guerra mondialeDurante la seconda guerra mondiale, il territorio marinese venne colpito per la prima volta dai bombardamenti aerei anglo-americani il 19 luglio 1943, con il bombardamento della frazione di Ciampino, importante obiettivo militare per la presenza dello snodo ferroviario e dell'aeroporto di Roma-Ciampino. L'8 settembre, poche ore prima che il maresciallo Pietro Badoglio annunciasse la firma dell'armistizio di Cassibile, alcuni aerei anglo-americani impegnati nel tragico bombardamento di Frascati colpirono la località di Squarciarelli in comune di Grottaferrata tagliando un ramo dell'acquedotto che riforniva il centro di Marino, oltre alla comunicazioni tranviarie intercastellari. Dopo lo sbarco di ingenti forze anglo-americane sul litorale laziale ad Anzio nella notte tra il 22 ed il 23 gennaio 1944, si intensificarono gli episodi bellici ai Castelli Romani: mercoledì 2 febbraio 1944 alle ore 12.30 circa alcuni bombardieri North American B-25 Mitchell della quindicesima United States Army Air Forces dal tonnellaggio di 1360 chilogrammi di bombe ciascuno, bombardarono il centro di Marino:I bombardamenti si susseguirono nei giorni successivi: con l'avvicinarsi della linea di fronte a Marino, il prefetto di Roma consegnò al commissario prefettizio l'ordine di sgombero della città: questi a sua volta rimise ogni decisione in mano a Zaccaria Negroni, in quel periodo a capo del locale Comitato di Liberazione Nazionale, il quale per evitare la deportazione degli abitanti in qualche campo profughi e il saccheggio delle case abbandonate (come avvenuto ad esempio nella vicina Lanuvio) si rifiutò di far eseguire l'ordine di sfollamento. La città fu occupata dagli anglo-americani nella notte tra il 3 ed il 4 giugno 1944, difesa solo da piccoli manipoli di soldati tedeschi.Dal secondo dopoguerra al nuovo millennioAl sindaco pro tempore Zaccaria Negroni, nominato dagli anglo-americani, si presentava un panorama desolante: il 10% degli edifici del territorio era crollato, l'acquedotto estremamente ridotto, la frazione di Ciampino praticamente rasa al suolo, la residenza municipale di palazzo Colonna quasi completamente distrutta assieme a quello che era diventato un po' simbolo cittadino, la fontana dei Quattro Mori, la basilica di San Barnaba distrutta, o collegamento ferroviario e tranviario tagliati. L'opera per la ricostruzione fu immediatamente portata avanti, anche se il piano per la ricostruzione venne approvato tra il 1953 ed il 1954, con diversi interventi importanti: la classificazione come strada comunale di viale della Repubblica a Santa Maria delle Mole, che spianò la strada allo sviluppo urbanistico della frazione, la realizzazione dell'illuminazione pubblica a Ciampino, la fondazione del quartiere Vascarelle, il potenziamento dell'acquedotto.SimboliLa descrizione dello stemma comunale, concesso con D.P.R. del 2 ottobre 2006 insieme al gonfalone, è la seguente:mentre quella relativa al gonfalone è:I colori cittadini sono il blu ed il bianco, ripresi anche dal comune di Ciampino, fino al dicembre 1974 unito a Marino. In variante al blu, viene a volte usato il celeste.Il motto cittadino è SPQM, Senatus Populusque Marinensis, coniato nel 1835, dopo l'elevazione a città, sulla falsa-riga del celebre SPQR.OnorificenzeTitolo di Città; conferito con motu proprio nel 1835 da papa Gregorio XVI.Ricorrenze2 febbraio: ricorre l'anniversario del primo bombardamento alleato su Marino.7 ottobre: festa della Madonna del Rosario, celebrata fin dal 1571 in tutto lo Stato Pontificio come ringraziamento per la vittoria cristiana alla battaglia di Lepanto. In genere però a Marino la festa religiosa viene spostata alla prima domenica di ottobre, insieme alla Sagra dell'Uva.Monumenti e luoghi d'interesseArchitetture religioseBasilica collegiata di San Barnaba apostoloOratorio del GonfaloneChiesa della Santissima TrinitàChiesa di Santa Maria delle GrazieChiesa e convento del Santissimo RosarioSantuario di Santa Maria dell'AcquasantaEx-Chiesa di Santa LuciaEx-Chiesa di San GiovanniChiesa della Natività di Maria Vergine (Santa Maria delle Mole)Chiesa di San Giuseppe (Frattocchie)Chiesa e convento dei padri Trappisti (Frattocchie)Chiesa di Santa Rita da Cascia (Cava dei Selci)Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice (Fontana Sala)Architetture civiliPalazzo ColonnaPalazzo Matteotti (già Palazzo Comunale)Villa Desideri (già Colonna di Belpoggio)Giardini ColonnaPalazzo Bandinelli; il palazzo sorge a Borgo Garibaldi, fuori dall'antica cerchia muraria. Voluto da Bartolomeo Bandinelli nel XV secolo, passò poi in proprietà della Confraternita di San Giovanni Decollato di cui il Bandinelli era membro.Palazzo Castagna; il palazzo, eretto dal Cardinal Giovan Battista Castagna, amico di Marcantonio Colonna, poi divenuto papa Urbano VII, attorno al 1580 è anche detto dai marinesi "u'palazzu pentu" per via degli ormai cancellati fregi dipinti che ne adornavano la facciata su corso Trieste.Palazzo CapriBarco ColonnaVilla Colizza (già Colonna di Bevilacqua)Villa della SirenaVilla Gabrielli, anche nota come Villa Sara o Villa Capri; La villa è situata sul tracciato dell'odierna Strada statale 217 Via dei Laghi. La proprietà, già tenuta agricola, fu rimessa a villa alla metà del Settecento da Angelo Gabrielli Principe di Prossedi. Notevoli sono gli affreschi di gusto rococò: eseguiti intorno al 1765 e comprendenti - tra gli altri - ritratti familiari, scene di caccia e giochi di bambini, costituiscono uno dei più importanti lavori di decorazione d'interni settecentesca nei Castelli Romani. All'inizio del Novecento la villa passò di proprietà dai Gabrielli alla famiglia Capri e nel secondo dopoguerra fu acquistata e restaurata da Carlo Ponti, che vi risiedette con Sophia Loren e che curò l'ampliamento del parco ottocentesco; in questo periodo la villa ospitò numerose celebrità.Architetture militariNelle campagne marinesi fin dall'XI secolo sono attestate piccole fortificazioni e torrioni posizionati lungo strade importanti o in prossimità di punti strategici per il controllo del territorio. Nel 1388 viene menzionata per la prima volta Tor Leonardo, collocata lungo la via Appia su un antico sepolcro romano presso l'attuale Santa Maria delle Mole: appartenne al capitolo della basilica di San Pietro in Vaticano, poi all'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata e quindi ai Colonna.Il castello di Palaverta, sull'omonima via presso la frazione di Castelluccia, posto di guardia sulla via Nettunense, che sorse nel XII secolo ma assunse l'attuale denominazione nel 1509 quando venne affittato dai Colonna a Paolo Averta: poco distante, sorgono la torre Pecoreccia Lanza, la torre Castellazza ed i resti del "castrum Castelluccie", già menzionato alla meetà del X secolo e, diventato proprietà degli Orsini, raso al suolo da Cola di Rienzo nel 1347.Lungo la via Pedemontana dei Castelli, arteria che collega la via Tuscolana alla via Appia tagliando la via Anagnina, sorsero Tor Messer Paoli, probabile sede di una massa medioevale già dall'VIII secolo prima di essere proprietà di Orsini, monaci basiliani criptensi e Colonna; una torre a Sassone, menzionata nel 1212; un torraccio della Marana (o dell'Acqua Sotterra) presso la marana delle Pietrare a Pantanelle, già esistente nel 1216.AltroFontane e fontaniliFontana dei Quattro Mori. La fontana, diventata simbolo della città, venne realizzata nel 1632 su commissione della Comunità per celebrare la vittoria di Marcantonio II Colonna nella battaglia di Lepanto del 1571: il progetto, realizzato dall'architetto Sergio Venturi, venne stravolto per desiderio del duca Filippo I Colonna e per gusto dello scultore Pompeo Castiglia. Ala fine si presentò come una colonna di marmo bianco a cui erano legati quattro mori, il tutto sorretto da otto sirene in una vasca di peperino. La fontana, collocata nell'attuale piazza Lepanto, venne gravemente danneggiata dal crollo di Palazzo Colonna in seguito al bombardamento aereo anglo-americano del 2 febbraio 1944, ed è stata ricostruita nel 1969 da un gruppo di scultori marinesi nell'attuale collocazione di piazza Giacomo Matteotti. La fama della fontana è indissolubilmente legata al "miracolo delle fontane che danno vino" che si svolge durante la Sagra dell'Uva: infatti fu la prima fontana a dare vino il 4 ottobre 1925.Fontanile d'Ammonte. Lavatoio situato fuori dall'abitato nel quartiere Acquasanta presso l'omonima torre, utilizzato fino agli anni trenta del Novecento come lavatoio pubblico per l'abbondanza di acque sorgive e la presenza nelle vicinanze della marana delle Pietrare.Fontana del Nettuno. La fontana, collocata in piazza San Barnaba, venne commissionata dal Comune allo scultore siciliano Michele Tripisciano nel 1889. Al centro della vasca ellittica, dotata di due beverini laterali, è posizionato il gruppo scultoreo in marmo bianco di Nettuno e Tritone che denomina la fontana stessa.Fontanile Comunale. Fontanile edificato dal Comune nel 1896 nel quartiere Borgo Garibaldi come abbeveratoio pubblico poco fuori dall'abitato, lungo la strada più trafficata verso Roma, la Strada Provinciale 73/a Via Castrimeniense.Fontana "di Gaudenzio". Abbeveratoio pubblico situato sotto le "mura bramantesche" sul fronte occidentale di Palazzo Colonna, denominato così per ignote ragioni e demolito negli anni cinquanta per far posto ad alcuni posti macchina. Una piccola fontana in stile è stata ricostruita sul posto nel 2012.Altre fontane più recenti sono la fontana di via Giuseppe Garibaldi, inserita nel complesso della scalinata che sale dalla via alla soprastante piazza San Barnaba, edificata negli anni sessanta; la fontana di piazza Giuseppe Garibaldi, situata al centro del giardino pubblico dell'omonima piazza, costruita in occasione del campionato mondiale di calcio 1990, quando Marino ospitò il ritiro ufficiale della nazionale di calcio dell'Italia: per la stessa occasione venne realizzata la fontana di corso Vittoria Colonna presso l'ingresso del parco pubblico di Villa Desideri. Una fontana in stile berniniano era stata collocata al centro di piazza Giacomo Matteotti dopo il trasferimento della residenza comunale presso l'attuale Palazzo Matteotti nel 1884, ma venne smantellata nel 1903 per fare spazio alle rotaie delle Tramvie dei Castelli Romani.MonumentiMonumento ai Caduti. Il primo monumento ai Caduti posto in opera a Marino fu realizzato dallo scultore Ettore Ferrari dopo la prima guerra mondiale e collocato nell'attuale largo Giacoma de Settesoli: raffigurava un eroe di bronzo vestito solo di un elmo greco con la mano destra protesta verso l'alto e la fiaccola della vita nella mano sinistra. Questo monumento venne distrutto dai bombardamenti aerei anglo-americani del 1944, ed un nuovo monumento venne progettato solo nel 1969 e collocato in piazzale degli Eroi: era formato da un'ara in peperino, circondata da lunghe lastre di acciaio innalzate verso l'alto. Con l'inizio dei lavori per la realizzazione di un parcheggio multipiano nel piazzale, alla fine degli anni ottanta, il monumento venne distrutto e ne venne ricostruito uno nuovo, nello stesso sito, solo nel 1998, ad opera dello scultore Alberto Piras.Il Guerriero. Opera di grandi dimensioni realizzata in bronzo dallo scultore Umberto Mastroianni, residente presso il Casino Colonna fino alla morte avvenuta nel 1998, donata dall'autore al Comune e collocata nei primi anni novanta in largo Guglielmo Oberdan, ai piedi di Palazzo Colonna.Monumento all'Uomo di Boville. Opera in peperino di grandi dimensioni dello scultore marinese Paolo Marazzi, collocata al bivio della strada statale 7 via Appia Nuova con la strada statale 207 via Nettunense, a Frattocchie.Altre opere d'arte monumentali in peperino sono ricordi di varie edizioni della "Biennale della Pietra Albana", una manifestazione nata nel 1978 e cessata all'inizio degli anni novanta che vedeva la partecipazione di scultori di tutto il mondo: tra le altre vanno menzionati il "monumento alla Fratellanza dei Popoli", opera dello scultore marinese Paolo Marazzi, realizzata per la prima edizione della Biennale del 1978 e collocata nell'attuale largo Giacoma de Settesoli; "La Famiglia", opera dello scultore giapponese Kazuto Kuetani realizzata per la seconda Biennale del 1980 e collocata presso la biblioteca comunale "Vittoria Colonna" nel parco pubblico di Villa Desideri; "Opera dedicata alla mitologia spagnola", dello scultore spagnolo Luis Ramos, realizzata per la settima Biennale del 1990 e collocata nel giardino pubblico di piazza Giuseppe Garibaldi, "Uomo con Angelo" della scultrice francese Sylvie Kleine, collocata in via Giuseppe Garibaldi davanti alla sede centrale della Banca di Credito Cooperativo San Barnaba.Siti archeologiciIl territorio di Marino "innumeris antiquitatum vestigiis refertissimus est" ("è ricchissimo di innumerevoli vestigia dell'antichità"), come ebbe a dire Athanasius Kircher nella sua opera sul Lazio. La più antica testimonianza archeologica disponibile è rappresentata da un fondale di capanna dell'età del ferro rinvenuto nel quartiere Cave di Peperino negli anni settanta dall'attuale direttore del museo civico di Albano Laziale Pino Chiarucci. Altri rinvenimenti pre-romani erano già stati portati in luce fin dall'Ottocento e per tutti gli anni dieci del secolo successivo durante lo scavo delle necropoli individuate nelle località Riserva Del Truglio, Pascolari di Castel Gandolfo, Campofattore ed in altri luoghi lungo la corona del Lago Albano.L'individuazione dell'antica città latina di Mugillae presso Santa Maria delle Mole, seppur a lungo discussa, attualmente sembra essere veritiera, e Legambiente assieme ad alcuni cittadini cercano di salvare il probabile sito della città (mai esplorato da archeologi) dall'espansione edilizia dilagante. Per quanto riguarda il sito di Bovillae, scavi archeologici furono effettuati tra il 1823 ed il 1825 e poi nel 1910 e nel 1930, portando alla luce numerosi interessanti reperti tra cui il famoso circo, ed individuando il sito del teatro e della "scola actorum", del tempio di Veiove e del sacrario della gens Iulia.Al centro di Marino, il ritrovamento più sensazionale è stato, nel 1962, quello del mitreo di Marino, uno dei tre mitrei dipinti in Italia e tra i migliori al mondo per stato di conservazione e qualità artistica. Un altro importante rinvenimento è stato fatto sotto l'ex-chiesa di Santa Lucia, alla fine degli anni novanta, con il ritrovamento di una cisterna romana adattata in seguito a luogo di culto cristiano: proprio negli spazi dell'ex-chiesa è stato collocato nel 2000 il museo civico "Umberto Mastroianni", che raccoglie alcuni resti archeologici già conservati nell'antico antiquarium comunale costituito nel 1904 a Palazzo Colonna e disperso dai bombardamenti aerei anglo-americani del 1944.Aree naturaliAree di verde pubblico nel comune di MarinoParco pubblico di Villa Desideri (Marino centro)Barco Colonna (Marino centro)Bosco Ferentano (Marino centro)Giardino pubblico di piazza Giuseppe Garibaldi (Marino centro)Parco pubblico del quartiere Acquasanta (Marino centro)Parco pubblico del quartiere Cave di Peperino (Marino centro)Parco della Pace (Cava dei Selci)Parco Sassone (Cava dei Selci)Parco "Giovanni Falcone" (Santa Maria delle Mole)Parco Spigarelli (Santa Maria delle Mole)Una parte relativamente piccola del territorio comunale di Marino (ridotta al Bosco Ferentano, al Barco Colonna ed a piccole aree limitrofe) è inclusa all'interno del perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani, ente di tutela ambientale istituito nel 1984 dalla Regione Lazio nell'area dei Colli Albani. In origine, l'intero territorio comunale era stato incluso all'interno dell'area protetta del parco (legge regionale n° 2 del 13 gennaio 1984), ma già il 28 settembre 1984 le aree assegnate al parco furono drasticamente ridotte, per ovvi motivi legati all'espansione edilizia ed industriale dei centri abitati inclusi. Gli attuali confini del parco sono più vasti dei confini precedenti, ed includono buona parte del territorio della prima circoscrizione di decentramento comunale (Marino centro), mentre l'area contigua si estende fino ai margini delle frazioni abitate di Cava dei Selci e Due Santi.Una porzione del territorio della seconda circoscrizione di decentramento comunale (Santa Maria delle Mole-Cava dei Selci) è inclusa all'interno del Parco Regionale dell'Appia Antica, altro ente di tutela ambientale regionale istituito nel 1988 sui comuni di Marino, Ciampino e Roma per un'estensione totale di 3500 ettari.Tra i luoghi di particolare interesse naturalistico, il Bosco Ferentano, dell'estensione di 22 ettari accoglie una delle poche zone boschive dei Colli Albani in cui il bosco misto (il cosiddetto bosco Q.T.A., querce, tigli ed aceri) abbia resistito di fronte all'avanzata del castagno introdotto dall'uomo tra Seicento e Settecento, e che copre circa l'80% della superficie boschiva del Parco dei Castelli Romani.Anche fuori dal centro storico, nelle frazioni di Marino, sono presenti numerose aree di verde pubblico curate da comitati di cittadini: la prima area verde fu il parco Sassone di Cava dei Selci, recintato nel 1977: in seguito sorsero il parco Spigarelli (1980) ed il parco di via Pietro Maroncelli a Santa Maria delle Mole, quest'ultimo intitolato al magistrato Giovanni Falcone nel 1993. Il parco della Pace di Cava dei Selci è stato ricavato nell'area occupata dalle rotaie delle Tranvie dei Castelli Romani (in funzione su questa tratta fino al 1965) negli anni novanta, ed accoglie una cavea per 800 spettatori: nel 2009 è stato sottoposto a nuovi lavori di sistemazione.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Etnie e minoranze straniereI cittadini stranieri residenti a Marino sono 3.235, così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 50 unità):Romania, 1.514Albania, 458Ucraina, 511Polonia, 95Moldavia, 86Tunisia, 53Lingua e dialettiOltre alla lingua italiana, a Marino non sono ufficialmente riconosciute altre lingue. Il dialetto locale è il dialetto marinese, incluso nella famiglia dei dialetti dei Castelli Romani.Nelle frazioni di Marino la situazione è più complicata: al dialetto marinese si sono sovrapposti altri dialetti castellani e le parlate dialettali dei tanti immigrati da varie parti d'Italia nel secondo dopoguerra, soprattutto dialetti abruzzesi, marchigiani, veneti ed altri dialetti meridionali. Oggi, la tendenza è alla generale espansione del dialetto romanesco un po' in tutta l'area metropolitana di Roma e soprattutto nel quadrante meridionale della provincia di Roma.ReligioneLa religione più diffusa a Marino è il Cristianesimo nella confessione cattolica. Sono otto le parrocchie del territorio comunale. La parrocchia della Basilica di San Barnaba comprende anche una parte del territorio di Rocca di Papa fino a Palazzolo.Tradizioni e folcloreA Marino durante la Sagra dell'Uva si svolge uno dei cortei storici in costume più antichi d'Italia: la prima edizione si tenne nel 1929, e fu saltuariamente ripresa negli anni successivi finché non si riprese a celebrarla con continuità a partire dal 1969 per iniziativa del gruppo culturale "Storia ed Arte": dagli anni novanta il corteo viene curato da due associazioni culturali che realizzano i costumi e reperiscono i figuranti, "Arti e Costumi Marinesi" (nata nel 1995) e "Lo Storico Cantiere" (nata nel 1991).Il corteo storico ricorda il ritorno del feudatario Marcantonio II Colonna in patria dopo la vittoria ottenuta come ammiraglio della flotta pontificia nella battaglia di Lepanto del 1571 contro l'impero ottomano: tuttavia non si ricorda l'ingresso a Marino, avvenuto probabilmente in forma privata il 4 novembre 1571, bensì l'ingresso trionfale a Roma, concesso all'ammiraglio vittorioso da papa Pio V il 4 dicembre dello stesso anno.Festa patronale di san Barnaba.Festa compatronale di santa Lucia.Festa della Madonna dell'Acquasanta.Festa della Madonna delle Grazie.Festa della "Mater Misericordiae".Festa della "Madonna de 'u Sassu".Festa della Natività della Beata Vergine Maria.Festa di sant'Antonio di Padova.Festa di san Giuseppe.Festa di san Giuseppe artigiano.Festa di santa Rita da Cascia.Qualità della vitaSecondo alcune statistiche, il reddito pro capite medio di un cittadino di Marino è pari a 13.600 euro (dati 2003), inferiore alla media provinciale (16.976) e regionale (17.590).Sempre secondo queste statistiche, al 2003 i marinesi hanno speso 8900 euro medi pro capite in acquisti, contro i 9900 della media regionale e i 10.600 della media provinciale.CulturaIstruzioneBibliotecheLa principale biblioteca del territorio è la biblioteca comunale "Vittoria Colonna", situata nella palazzina del parco pubblico di Villa Desideri. Questa istituzione è stata fondata nel 1984 ed oggi raccoglie circa 24.000 volumi ed oltre 1700 documenti datati tra il 1835 ed il 1957 provenienti dall'archivio comunale. La biblioteca è stata fra i soci fondatori del Sistema bibliotecario dei Castelli Romani nel 1997, piazzandosi al terzo posto per patrimonio librario fra le biblioteche castellane.Dall'aprile 2004 a biblioteca comunale "Vittoria Colonna", d'accordo con il Sistema Bibliotecario Castelli Romani, mantiene un punto lettura e prestito per ragazzi presso la frazione di Santa Maria delle Mole.Al piano terra di Palazzo Colonna, presso la sede dell'associazione pro loco, è situata da diversi anni la biblioteca di interesse locale "Girolamo Torquati", specializzata nella raccolta di materiale riguardante la storia e le tradizioni locali.ScuolaPer l'istruzione primaria e secondaria di primo grado Marino conta su cinque istituti statali e tre private cattoliche, oltre all'Istituto delle Maestre Pie Venerini.UniversitàPresso la frazione di Due Santi, al chilometro 21.5 della strada statale 7 via Appia Nuova, è situato il "campus" romano della University of Dallas, inaugurato nel giugno 1994 ed utilizzato dall'università cattolica statunitense come base per i viaggi degli studenti in Europa.MuseiMuseo civico "Umberto Mastroianni".Il museo civico "Umberto Mastroianni" è il principale museo della città, ed è collocato nella ex-chiesa di Santa Lucia. In seguito al ritrovamento massiccio di reperti archeologici durante scavi casuali nel territorio marinese alla fine dell'Ottocento, nel 1904 il Comune pensò di allestire un antiquarium comunale al piano nobile di Palazzo Colonna: l'antiquarium venne disperso dal bombardamento aereo anglo-americano del palazzo il 2 febbraio 1944 ed i pochi reperti sopravvissuti, assieme a nuovi ritrovamenti, furono accumulati nei magazzini dell'istituto statale d'arte "Paolo Mercuri" dove sono rimasti fino all'istituzione del museo civico nel 2000. Fra le opere più notevoli, un rilievo con volto di Medusa in marmo bianco diventato simbolo del museo, due sostegni da tavola in marmo bianco a grana grossa, ed alcuni componenti dell'antica chiesa gotica come l'affresco di un santo.Museo del bottaio.Questo piccolo spazio museale è stato allestito all'inizio degli anni duemila in una cantina di via Costa Caselle che presenta una caratteristica bombatura degli stipiti in peperino, praticata per far passare le botti. All'interno, strumenti tradizionali della viticoltura e della produzione vinicola, ed altri ricordi del mondo contadino: vi si svolgono eventi culturali soprattutto nel mese di ottobre, in corrispondenza con la Sagra dell'Uva.Percorsi nel sottosuolo.Le grotte sotterranee di Palazzo Colonna, probabilmente la più vasta rete di grotte tra le tante scavate nel sottosuolo del centro storico di Marino, sono state aperte al pubblico nel 1999: vi si accede dalla sede dell'associazione pro loco in largo Palazzo Colonna. All'interno, il percorso espositivo si articola in due tronchi:Memorie di guerra: in questa parte dell'esposizione si vuole ricordare che durante la seconda guerra mondiale le grotte furono, tra il febbraio e il giugno 1944, luogo di rifugio per molti marinesi sfollati dalle proprie case a causa delle incursioni aeree anglo-americane. Qui sono rimasti ancora resti della presenza di queste persone, come scarpe, coperte ed altri oggetti della vita quotidiana, ed inoltre sono collocati dei pannelli esplicativi con materiale d'epoca.In vita vitis: percorso che ricorda la funzione originale degli ambienti, con esposizione di strumenti agricoli ed altro materiale per la produzione vinicola.In questi spazi suggestivi si svolge, durante il periodo natalizio, un'esposizione di presepi chiamata "presepi in grotta".Infine, il Comune ha intenzione di realizzare un polo museale cinematografico, in considerazione della grande quantità di film girati ai Castelli Romani nel corso della seconda metà del Novecento. Il progetto, che doveva essere portato a termine entro il 2008 grazie ad un finanziamento comunale di 500.000 euro, sembrerebbe tuttavia ancora in cantiere.MediaStampaLa stampa nazionale a pagamento che si occupa delle notizie più importanti provenienti dalla provincia è rappresentata dalle edizioni locali dei quotidiani romani "La Repubblica" ed "Il Messaggero", mentre le notizie sportive possono apparire nell'edizione locale del "Corriere dello Sport-Stadio".Il principale organo locale a pagamento è "Nuovo Oggi Castelli". L'organo locale a pagamento per le notizie sportive è "Il Corriere Laziale", fondato a Roma nel 1973.Più agevole diffusione ha il quotidiano gratuito "Cinque Giorni", con sede operativa a Colleferro e diffusione in tutto il quadrante meridionale della provincia di Roma.Altri periodici locali gratuiti sono "Controluce", mensile dei Castelli Romani e dei Monti Prenestini con sede a Monte Compatri, "La Voce dei Castelli", mensile con sede a Santa Maria delle Mole, "Il Tuscolo", mensile dell'area tuscolana con sede a Frascati,, "La Città Tuscolana", altro mensile dell'area tuscolana con sede a Frascati, "Punto a Capo", mensile ora non più in edicola gestito dall'omonima associazione culturale di Marino.Il Comune ha un proprio organo di informazione mensile gratuito, "Comune Informa": la stessa redazione, con sede in territorio marinese, si occupa anche dei mensili istituzionali dei comuni di Ciampino e Rocca di Papa. A Marino viene dato alle stampe il periodico ufficiale gratuito della diocesi suburbicaria di Albano "Millestrade".Dal 1952 al 1956 una redazione di giovani marinese diede vita al mensile "Il Marinese", completamente dedicato alla cronaca ed alle problematiche comunali: l'esperienza si concluse per mancanza di fondi e venne più volte ripresa in seguito (negli anni sessanta, negli anni ottanta e nel 2006), senza riscontrare lo stesso successo.In tutto il territorio comunale sono presenti numerose tipografie, tra le quali spicca per antichità la tipografia "Santa Lucia", fondata negli anni venti dall'abate parroco Guglielmo Grassi e da Zaccaria Negroni come dipendenza dell'oratorio parrocchiale "San Barnaba": qui hanno imparato un mestiere e trovato un lavoro molti marinesi, che poi si sono messi in proprio fondando delle loro aziende.CinemaLa prima sala cinematografica aprì a Marino intorno agli anni dieci del Novecento presso l'ex-chiesa di Santa Lucia: il cinema era muto, ed i suoni ottenuti in sala ed amplificati dalla buona acustica dell'ex-chiesa gotica. In seguito l'abate parroco della basilica di San Barnaba Guglielmo Grassi si curò di aprire un cinema parrocchiale nei locali sotterranei alla basilica, nella sala "Vittoria Colonna" (ribattezzata dai marinesi "cinema dei preti") adiacente alla sala teatrale oggi a lui intitolata: questa sala rimase aperta fino agli anni settanta quando chiuse per motivi di sicurezza, e nel febbraio 1955 vi fu proiettato il primo film in cinemascope, La tunica (1953).Nello stesso periodo precedente alla seconda guerra mondiale sorse un cinema privato, il cinema "Colizza", chiuso negli anni ottanta come tante altre sale italiane nell'ambito di una crisi fortissima dovuta soprattutto all'avvento della tv commerciale con un'offerta di film mai vista prima. Attualmente Marino non dispone di una sala cinematografica: solo presso il teatro "San Giuseppe" della parrocchia omonima di Frattocchie vengono proiettati periodicamente film.Federico Fellini ha girato a Marino scene di numerosi film:Il bidone (1955) con Broderick Crawford, girato in primavera a Marino e poi a Roma, tra Cinecittà e i Parioli: il film peraltro non ebbe una grande accoglienza da pubblico e critica.Le notti di Cabiria (1957; celebre la scena girata tra la Via dei Laghi ed il ristorante Pagnanelli di Castel Gandolfo, nei dintorni di Marino);Toby Dammit, terzo episodio di Tre passi nel delirio (1967), con una lunga scena di Terence Stamp che corre su un bolide all'impazzata per le vie del centro storico addobbate per la Sagra dell'Uva e poi in autostrada (si riconosce il non lontano svincolo di Monte Porzio Catone sulla A1);infine I clowns (1970), con una ripresa panoramica verticale della facciata barocca della basilica di San Barnaba e riprese di personaggi di paese nelle cosiddette "Camere Nuove" (via Giacomo Carissimi).A Marino sono state anche girate scene di Un maledetto imbroglio (1958) di Pietro Germi, ispirato al romanzo di Carlo Emilio Gadda "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana", che in alcune parti è appunto ambientato a Marino e nel suo territorio.MusicaCome già accennato, fino al Settecento l'unica istruzione che ricevette una qualche attenzione fu a Marino quella musicale: nelle "Constituzioni dell'Illustre Comunità di Marino" del 1677 compariva l'obbligo per la comunità di tenere un fondo pubblico per stipendiare un maestro di cappella presso la basilica di San Barnaba perché insegnasse gratuitamente l'arte di suonare l'organo a quattro ragazzi talentuosi: usanza che già doveva esistere all'inizio del Seicento, se a Marino nacquero apprezzati musicisti come Bonifacio Graziani, compositore e maestro di cappella presso la Chiesa del Gesù a Roma, Giacomo Carissimi, compositore maestro di cappella presso la basilica di Sant'Apollinare a Roma, Giuseppe Ercole, maestro di cappella presso corte asburgica di Vienna, i due fratelli Falconi, maestri di cappella uno presso la famiglia reale spagnola a Madrid, l'altro presso la famiglia reale portoghese a Lisbona.Una banda musicale doveva esistere già nell'Ottocento, se già Massimo d'Azeglio ne "I miei ricordi" ne menziona un'all'epoca della sua permanenza a Marino nel 1824, ed all'arrivo dei primi bersaglieri provenienti da Frosinone nel settembre 1870, all'indomani della presa di Roma, la banda comunale salutò musicalmente i nuovi arrivati. Il primo concerto filarmonico di cui si hanno notizie certe nacque nel 1873, venne sciolto nel 1886 e ricomposto nel 1909, nuovamente sciolto alla morte dello storico direttore Enrico Ugolini nel 1961, infine ricostituito nel 1975 dall'associazione pro loco. Nel 1976 la banda si divise nel concerto filarmonico "Enrico Ugolini", tuttora esistente in seno alla pro loco, e nel concerto bandistico "Città di Marino", che in seguito si sciolse.La musica popolare si espresse invece, a partire dai primi anni del Novecento, attraverso le "società di divertimento", ritrovi di amici con velleità musicali che utilizzavano per suonare gli strumenti più strambi (cesoie, sedie pieghevoli, martelli e botti), accanto a strumenti tradizionali come la tromba o il flauto. La più antica società di divertimento marinese fu la "Marino brinda", oggi sciolta: sopravvivono ancora, con grande successo, i gruppi bandistici "Volemose bene" e "Ferentum".I complessi musicali filarmonici attualmente operanti a Marino e nel suo territorio sono:Concerto filarmonico "Enrico Ugolini";Società di divertimento "Volemose bene";Gruppo Bandistico "Ferentum".In città inoltre operano almeno tre complessi corali:Gruppo Polifonico "Città di Marino";Corale "Castrimoenium";Coro "Giacomo Carissimi".Al Palaghiaccio di Marino, struttura polivalente realizzata negli anni novanta presso la frazione di Cava dei Selci, si tengono di frequente concerti di grandi personalità musicali nazionali ed internazionali: ad esempio nel 1991 vi si esibì Frank Sinatra, il 22 febbraio 1994 il complesso sportivo fu il teatro dell'ultimo concerto italiano della band grunge dei Nirvana, il 2 febbraio 2003 di una tappa delle esibizioni dei Red Hot Chili Peppers, il 10 marzo 2003 di un'esibizione di Francesco Guccini, il 1º marzo 2006 di un concerto dei Deep Purple.Tra gli altri concerti importanti svoltisi a Marino, vanno menzionate le esibizioni dei Ricchi e Poveri per la quarantanovesima Sagra dell'Uva nel 1973, di Anna Oxa in piazza San Barnaba il 6 ottobre 1986 in occasione della sessantaduesima Sagra dell'Uva e di Gigi d'Alessio il 7 ottobre 2007 nella stessa piazza (ma fu montato un maxi-schermo in piazzale degli Eroi) in occasione della ottantatreesima Sagra dell'Uva. Marino è inoltre la patria di tre dei sette componenti del gruppo rock del Banco del Mutuo Soccorso, cioè il fondatore e tastierista Vittorio Nocenzi, il fratello di questi e pianista Gianni Nocenzi e il secondo chitarrista Filippo Marcheggiani. Il "Banco" è tornato di nuovo a suonare in concerto a Marino in occasione delle Sagre dell'Uva del 1970, del 1992 e del 2006.TeatroIl teatro nasce a Marino già negli anni della prima guerra mondiale, con l'adattamento a sala teatrale e cinematografica degli spazi dell'oratorio della Coroncina, sottostante la basilica di San Barnaba, voluto su iniziativa dell'abate parroco monsignor Guglielmo Grassi. A partire dagli anni venti nasce la Filodrammatica "Vittoria Colonna", e dopo la seconda guerra mondiale la produzione di nuovi testi teatrali in dialetto marinese prende nuovo slancio, grazie al lavoro di tanti autori locali, primo tra tutti Franco Negroni. Negli anni ottanta tra quelli più profilici c'è Roberto Di Sante con alcuni lavori in dialetto fra i quali Cariolacciu e Bonu 'spidale.Il teatro più grande e prestigioso è appunto l'auditorium "monsignor Guglielmo Grassi", situato nei summenzionati locali dell'ex-oratorio della Coroncina in via Giuseppe Garibaldi sotto la basilica di San Barnaba: restaurato l'ultima volta nel 2002 per iniziativa dell'abate parroco Aldo Anfuso dopo un lungo periodo di abbandono, conta circa 150 posti. Questo teatro viene utilizzato anche per conferenze, concerti ed iniziative parrocchiali di vario genere.Un'altra sala teatrale situata nel centro storico di Marino è il "teatro delle Ore", inaugurato nel 2004 presso la sede dell'associazione pro loco al piano terra di Palazzo Colonna, utilizzato per spettacoli ma soprattutto eventi culturali.Una terza sala teatrale è il teatro parrocchiale "San Giuseppe" della parrocchia omonima della frazione di Frattocchie, utilizzata frequentemente come cinema ma anche come luogo per spettacoli e conferenze.Con la riapertura dell'auditorium "monsignor Grassi" nel 2002 sono sorte nel centro storico diverse compagnie di recitazione:Gli Angeli della Pace (2002).Nuova Filodrammatica "Vittoria Colonna" (2006).Piccola Accademia di Recitazione (2008).Compagnia teatrale dell'Oratorio Parrocchiale San Barnaba (2009).Anche presso la parrocchia San Giuseppe di Frattocchie è attiva una scuola di recitazione.LetteraturaLa vicinanza di Marino e del suo territorio a Roma e la loro collocazione su una strada di grande percorrenza verso Napoli, altra meta obbligata del "Grand Tour" intrapreso dai viaggiatori italiani ed europei nel Settecento, hanno fatto sì che diversi autori di passaggio si soffermassero a scrivere sulla realtà marinese: tra essi ricordiamo Giacomo Casanova, che nell'"Histoire de ma vie" riferisce di aver dormito presso la "vecchia locanda" nell'attuale piazza Giacomo Matteotti, non smentendo anche qui la propria fama di seduttore, Ellis Cornelia Knight nella "Description of Latium" (1809) e Massimo d'Azeglio, che ne "I miei ricordi" lascia un dettagliato resoconto sul suo so

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