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Comune

San Giovanni Valdarno

San Giovanni Valdarno, (Arezzo) Tempo di lettura: circa 9 minuti
San Giovanni Valdarno è un comune italiano di 17.141 abitanti della provincia di Arezzo in Toscana. Come indica il suo nome, si trova nella valle del fiume Arno. All'origine (1296) si chiamava Castel San Giovanni. Venne edificato per conto di Firenze sui progetti che Arnolfo di Cambio elaborava per realizzare gli avamposti del governo centrale, le "terre nuove fiorentine" (non vi è la certezza della diretta partecipazione dell'urbanista ai lavori). La struttura urbanistica del centro storico richiama l'organizzazione della città romana, con grande piazza centrale dalla quale partono i due assi principali perpendicolari tra loro, dai quali nascono le strade secondarie. Storia La fondazione e il controllo fiorentino Tra la fine del XIII ed il XIV l'area del comune ancora oggi denominata Valdarno Superiore non era ancora inserita in modo stabile nell'ambito del contado di Firenze; a questo scopo il capoluogo fiorentino decise di consolidare il controllo dell'intera area dell'Arno attraverso un complesso sistema di presidi militari. I centri abitati già esistenti vengono difesi con la creazione di cinte murarie come nella località di Montevarchi, mentre al tempo stesso vengono fondate tre nuove città, prontamente munite di difese murarie. La fondazione dei comuni di San Giovanni e Castelfranco risale infatti, secondo lo storico Giovanni Villani, al 1296, mentre una provvisione del 26 gennaio 1299 prevedeva la costruzione della terza città, Terranuova Bracciolini, che viene popolata soprattutto grazie alla vicina città di Castello San Giovanni. I coloni venivano incentivati attraverso notevoli sgravi fiscali, ma sebbene Firenze stessa si fosse accollata la parte economica di queste nuove costruzioni, a loro spettava sempre la manodopera manuale e l'edificazione delle nuove abitazioni. I tre paesi dovevano essere prevalentemente agricoli, e come tale venne stabilito che nessun nobile potesse risiedervi stabilmente, ma potesse mantenervi dei possedimenti terrieri o edilizi. La costruzione delle nuove mura Firenze lamentò in quest'epoca una certa lentezza nell'esecuzione di questi lavori di edificazione e fortificazione che esponeva l'intera area ad attacchi sempre più frequenti, soprattutto ad opera dei pisani e della vicina Arezzo. Già nel 1352, un rapporto locale indica che le mura risultano in pessime condizioni e come tale, tra il 1356 ed il 1363 la cinta muraria viene ristrutturata e rafforzata, portando a ventiquattro il numero delle torri difensive. Dopo la conquista di Arezzo, lo stato fiorentino deve ora scontrarsi con la politica espansionistica dei Visconti di Milano che mirano ad impadronirsi delle terre dell'Emilia e della Toscana. Questo fa sì che il paese di San Giovanni mantenga la propria funzione di presidio militare di rilievo. Il Vicariato del Valdarno Dopo secoli di lotte interne, la Valle dell'Arno vive tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV secolo un periodo di relativa pace che consente al paese di San Giovanni Valdarno di svilupparsi internamente. A ques'epoca risale il Palazzo Pretorio che fino al 1401 fu sede del Podestà di San Giovanni e che invece, dagli inizi del XV secolo, accolse anche i Vicari del Valdarno Superiore. Questi vicari avevano una giurisdizione sui territori dei comuni di Greve, Pontassieve, Incisa, Figline, Cascia di Reggello, Castelfranco di Sopra, Terranuova, Montevarchi, Bucine, Laterina. Dai Visconti alla peste Nel 1431 diversi centri della Valle dell'Arno vengono colti impreparati per l'ennesima volta dai temuti attacchi dei Visconti, a cui ben presto, nel 1478, si sostituiscono quelli dell'esercito papale di Sisto IV che invadono la Valle dell'Arno e conquistano i paesi di San Giovanni e Montevarchi. Come se non bastasse, l'anno successivo a San Giovanni si sviluppò una grande epidemia di peste che sterminò i due terzi della popolazione cittadina. La cittadinanza, ripresasi dagli sconvolgimenti, eresse l'Oratorio della Madonna delle Grazie. La decadenza del ruolo strategico Nel XVI secolo ormai l'area compresa nel contado Fiorentino è ormai consolidata nei suoi possedimenti e gran parte dell'area di Arezzo è al sicuro. Questo fatto fa perdere ovviamente d'importanza tutti quei comuni che avevano svolto funzioni strategiche rilevanti nell'area e lungo tutto il corso del fiume Arno. Il paese di San Giovanni si ridimensiona anche sotto l'aspetto economico, in quanto la politica immobiliare portata avanti dalla borghesia fiorentina, fece passare in secondo piano il ruolo commerciale del centro. Da segnalare, per il periodo, è la ristrutturazione delle mura cittadine, seriamente danneggiate nei primi anni del XVI secolo da una delle frequenti e devastanti piene dell'Arno. Il governo degli Asburgo-Lorena La rinascita (anche demografica) del paese si registrò invece a partire dal periodo di amministrazione austriaca. Le riforme del Granduca Pietro Leopoldo che tendevano a consentire una certa autonomia alle identità locali segnano, tra il 1772 e il 1774, la fine dei vicariati e delle podesterie dei paesi del corso dell'Arno. La politica del Granduca, fortemente favorevole all'agricoltura, promosse grandi opere di canalizzazione e bonifica delle terre della valle, il che permise un maggiore sfruttamento dell'area. A San Giovanni la ripresa è documentata dall'intensa opera di ristrutturazione e di ammodernamento di importanti palazzi del centro cittadino. Dai primi dell'Ottocento all'unità d'Italia Sotto il governo napoleonico, San Giovanni Valdarno è compresa nel Dipartimento dell'Arno. Nel 1848, per decreto del granduca, vengono definitivamente soppressi i vicariati e le podesterie e il paese perde anche il controllo della frazione di Cavriglia, divenuta così comune autonomo, entrando nello stesso anno a far parte della provincia di Arezzo. Questo passaggio viene poi confermato nel 1862 dopo l'unità d'Italia e dopo l'annessione della Toscana ai domini piemontesi con il plebiscito del 1859. Il comune di San Giovanni Valdarno, però, da sempre fedele a Firenze e legato al capoluogo da profonda devozione storica, chiese inutilmente di essere reintegrato in quella provincia con una raccolta di 484 firme dei personaggi più in vista del paese. Il Novecento San Giovanni Valdarno, già dalla fine dell'Ottocento, conosce un periodo di forte crescita e riqualificazione. Notevole è l'impegno sindacale e operaio dell'area, che si distingue anche in ambito fiorentino ed aretino per impegno sociale. La Seconda guerra mondiale, però, spezza l'illusione di benessere della cittadinanza danneggiando seriamente le principali strutture produttive agricole e industriali della città. Il dopoguerra, di conseguenza, è incentrato sulla ripresa economica del centro e da un consequenziale aumento demografico. Sul finire degli anni settanta iniziò anche il recupero del centro storico, fortemente degradato dagli eventi bellici e dalla scarsa manutenzione operata già dai primi del Novecento. Il fatto comportò uno studio completo per la riqualifica delle case più antiche. Lo stemma Lo stemma del comune di San Giovanni Valdarno ha origini molto antiche. Esso venne probabilmente realizzato alla fondazione della città e rappresenta la figura di San Giovanni Battista, patrono della città e patrono di Firenze (a cui la città è sempre stata indissolubilmente legata), stante e benedicente, al naturale, posto su un prato verde, il tutto su uno scudo d'azzurro. Un simbolo molto importante è il Marzocco, posto davanti alla porta del Palazzo di Arnolfo. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Convento di San Francesco a Montecarlo Basilica di Santa Maria delle Grazie Chiesa della Santissima Annunziata Chiesa di San Lorenzo Chiesa di Santa Lucia Pieve di San Giovanni Battista Architetture civili Palazzo d'Arnolfo Il Palazzo Pretorio, noto soprattutto con il nome di Palazzo d'Arnolfo (dal nome di Arnolfo di Cambio), è un palazzo duecentesco che costituì per secoli il centro di potere del paese di San Giovanni Valdarno. Il Palazzaccio Detto anche Palazzo Salviati, è di origine trecentesca, ma presenta anche modifiche successive. La facciata si propone singolare, ricordando i modelli dell'architettura toscana del tardo Rinascimento, col tipico utilizzo della sovrapposizione di logge ad archi ribassati nei primi due ordini e architravati a terrazza sul terzo. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.794 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Albania 694 4,05% Romania 389 2,27% Rep. Dominicana 12 0,04% Religione Il miracolo di Monna Tancia Nel 1478 la peste uccise la maggior parte della popolazione di Castel San Giovanni. Tra i superstiti c'era un bambino di tre mesi di nome Lorenzo che, morta la madre Santa e il padre Francesco, rimase con la nonna paterna Monna Tancia di 75 anni. A causa della paura del contagio e della povertà la donna non trovò una nutrice e allora si rivolse supplichevole alla Madonna raffigurata all'esterno della porta (porta di S.Lorenzo) del castello. La notte miracolsamente l'anziana donna sentì uscire dai suoi seni il latte con cui nutrì il nipote. La notizia del miracolo si diffuse in tutta la Toscana richiamando un grande numero di fedeli e anche Lorenzo de' Medici accorse per essere testimone oculare. Attorno all'immagine sacra, per il grande affluire di fedeli, fu eretta una cappella (nel 1484) che poi diventerà la Basilica dove a sinistra dell'altare si trova ancora una rappresentazione del miracolo. Cultura Istruzione Università Dal 2001 è sede di un distaccamento dell'università di Siena grazie alla costruzione del Centro di Geotecnologie. La sede universitaria ha un corso di laurea triennale in Geotecnologie e un corso di laurea specialistica in Geologia Applicata. È sede anche di un distaccamento dell'università di Firenze con un Corso di Laurea in Infermieristica. Musei Museo della basilica di Santa Maria delle Grazie Annunciazione di San Giovanni Valdarno, Beato Angelico, 1432 circa Cucina Stufato alla Sangiovannese, ricetta segreta legata alla tradizione degli Uffizi nei saloni della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Tarese, uno speciale tipo di pancetta "stesa" locale, molto saporita, di grandi dimensioni, talvolta di cm. 50 per cm.80. Eventi e tradizioni popolari Uffizi di Carnevale Carnevale Sangiovannese Festa della Salacca Valdarno Cinema Fedic Premio Marco Melani Giugno Sangiovannese Europlà, Festa Internazionale del Teatro comico di Strada Giugno Sport Fierucola Festa della Rificolona Festa del Perdono Notte Bianca Notte del Tucano La Corrida (La Perla) Cibo in strada show Anteprima cibo in strada show #showme! Persone legate a San Giovanni Valdarno San Giovanni Valdarno vanta numerosi personaggi di fama nazionale ed internazionale che qui sono nati, morti o hanno vissuto per gran parte della propria vita: Tommaso di Cristoforo Fini, noto come Masolino da Panicale (n. 1383), pittore, maestro di Masaccio. Mariotto di Cristofano (n. 1395), iscritto nel 1419 all'Arte dei Legnaioli come "chofanaio" (decoratore di coperchi dei cassoni nuziali, detti cofani). Tommaso di ser Giovanni, in arte Masaccio (n. 1401), pittore, allievo di Masolino da Panicale. Giovanni di ser Giovanni, in arte lo Scheggia (n. 1406), pittore, fratello di Masaccio. Originaria di San Giovanni Valdarno fu la ricca famiglia dei Benci, valenti mercanti fiorentini della fine del XV secolo. Giovanni Mannozzi, in arte Giovanni da San Giovanni (n. 1592), pittore. Francesco Feroci (n. 1673), musicista, primo organista del Duomo di Firenze. Niccolò Nasoni (n. 1691), pittore, progettista di apparati effimeri e architetto, attivo principalmente a Malta ed Oporto. Vilfredo Pareto (Parigi, 15 luglio 1848 – Céligny, 19 agosto 1923), economista, sociologo. A San Giovanni Valdarno ha diretto la Ferriera del Valdarno. Pulvio Zocchi (San Giovanni Valdarno, 18 novembre 1878 – ...) attivista e sindacalista. Secondo Giorni, (n. 1885), pubblicista e divulgatore neo-malthusiana. Mario Salmi (San Giovanni Valdarno, 14 giugno 1889 – Roma, 16 novembre 1980), storico dell'arte e critico d'arte. Uwel Pierallini (San Giovanni Valdarno, 19 marzo 1896 – Bologna, 19 novembre 1972), arbitro di calcio. Otello Gaggi, (n. 1896 m. 1945), antifascista anarchico deceduto nel gulag sovietico. Martino Martini, (n.1897 m.1958), Senatore della Repubblica nella II e III Legislatura. Giancarlo Masini, (n. 1928 m. 2003), giornalista e scrittore scientifico. Antonio Seveso (Bollate, 24 novembre 1933 – San Giovanni Valdarno, 18 giugno 2001), calciatore di ruolo portiere. Giampiero Bartoli (San Giovanni Valdarno, 1º aprile 1934), ex calciatore, di ruolo difensore. Marco Vannini, (n. 1943), biologo e professore universitario. Franco Vannini (San Giovanni Valdarno, 7 ottobre 1947), ex calciatore. Marco Melani, (San Giovanni Valdarno, 12 aprile 1948 – Roma, 13 aprile 1996), regista, sceneggiatore, organizzatore di rassegna e festival, critico cinematografico, ideatore e curatore trasmissioni televisive quali "Blob (programma televisivo)" e "Fuori orario. Cose (mai) viste". A San Giovanni Valdarno si svolge dal 2006 ogni anno il Premio Marco Melani. Fausto Landini (San Giovanni Valdarno, 29 luglio 1951), allenatore di calcio ed ex calciatore di ruolo attaccante. Sauro Massi (San Giovanni Valdarno, 27 maggio 1958), ex calciatore. Francesco Mannella, detto "Ciccio" (San Giovanni Valdarno, 15 aprile 1960), ex cestista. Massimo Rossi (San Giovanni Valdarno, 19 gennaio 1963), ex cestista. Alessio Brogi (San Giovanni Valdarno, 3 gennaio 1966), ex calciatore Daniele Carnasciali, (San Giovanni Valdarno, 6 settembre 1966), dirigente sportivo ed ex calciatore di ruolo difensore. Beatrice Bocci, (n. 1970), showgirl e conduttrice televisiva. Alfredo Aglietti (San Giovanni Valdarno, 16 settembre 1970), allenatore di calcio ed ex calciatore di ruolo attaccante. Infrastrutture e trasporti Dal 1914 al 1936 la città era collegata a Montevarchi mediante la tranvia Valdarnese, una linea a trazione elettrica gestita dalla Società per la trazione elettrica del Valdarno superiore (STV). Tale infrastruttura svolse un ruolo essenziale nello sviluppo industriale della zona, arrivando a trasportare più di 1.300.000 viaggiatori l'anno. Il capolinea originario della tranvia, abbandonato nel 1934, era ubicato davanti alla stazione ferroviaria, posta lungo la linea Firenze-Roma. Amministrazione Gemellaggi San Giovanni Valdarno è gemellato con: Gerico Corning Slusk Srebrenica Sport Calcio La principale società calcistica di San Giovanni Valdarno è la A.C. Sangiovannese 1927, che milita attualmente in Eccellenza, poiché non è riuscita a iscriversi né alla Lega Pro Seconda Divisione, né alla Serie D per la stagione 2011-2012 per inadempienze finanziarie. Recentemente aveva anche raggiunto il suo massimo traguardo, con la qualificazione ai playoff nella Serie C1 2005-2006. Ha cambiato anche denominazione, ripartendo come Associazione Sportiva Dilettantistica San Giovanni Valdarno, avendo abbandonato il calcio professionistico dopo 26 partecipazioni totali (di cui 10 consecutive) in più di ottant'anni di storia. San Giovanni Valdarno annovera inoltre nel panorama arbitrale italiano l'assistente internazionale (dal 2012) Lorenzo Manganelli. Nel calcio a 5 invece , la Futsal Sangiovannese milita nel campionato nazionale di serie B con la formazione Under 21 che nella stagione 2013-2014 si è posizionata tra le prime 16 squadre di Italia. Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Bibliografia Simonetta Berbeglia, L'“uomo murato” in San Lorenzo nei racconti dei viaggiatori stranieri, Memorie Valdarnesi, 2007. Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su San Giovanni Valdarno Collegamenti esterni Il sito istituzionale dell'Assessorato alla Cultura del Comune di San Giovanni Valdarno

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