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Parchi Nazionali

Parco Nazionale della Sila

Spezzano della Sila, (Cosenza) Tempo di lettura: circa 2 minuti

Il Parco Nazionale della Sila, "Riserva della Biosfera UNESCO", si estende per una superficie di 73.695 Km quadrati, su un territorio che abbraccia tutte e tre le aree silane (Sila Greca, Grande e Piccola) e tre delle cinque province calabresi, Catanzaro, Cosenza e Crotone. Il Parco esiste dal 1997, ma è stato istituito in modo definto, a seguito di lunghe battaglie civili e legali per la tutela del patrimonio ambientale silano, solo nel 2002. Il simbolo del Parco è il lupo silano, specie autoctona protetta. Il Parco ospita tre dei sei bacini artificiali presenti sull'altopiano (Lago Ampolliino, Lago Arvo e Lago Ariamacina) e presenta una superficie boschiva molto ampia, costituita principalmente da faggete e pinete del tipico Laricio. Ampie vallate si aprono lungo le dorsali, dove è praticata la pastorizia, con forme di transumanza e alpeggio che resistono tutt'oggi, e l'agricoltura, legata soprattutto alla coltivazione della "Patata della Sila I.G.P". Dal punto di vista geologico, si tratta di un massiccio formato da due gruppi di litologie: rocce magmatiche e rocce metamorfiche, che occupano l'area centrale granitica, attorno alla quale si estendono colline calcaree del Terziarie e del Quaternario. I principali corsi d'acqua che attraversano l'area sono il fiume Crati e il fiume Neto, i più lunghi e importanti della Calabria. La presenza di alcuni mammiferi, soprattutto di grandi dimensioni, è stata influenzata dall'uomo, che ne ha modificato l'habitat e compromesso la sopravvivenza: il cervo, estinto all'inizio secolo scorso, è stato reintrodotto negli ultimi anni, e così anche il lupo. Il patrimonio floreale è simile all'ambiente appenninico e alpino. Dal punto di vista storico-archeologico, il Parco conserva evidenze antropiche antichissime: Nel 2004, gli scavi condotti dalla Soprintendenza hanno messo in luce un vasto insediamento preistorico (3.800 a.C.) nei pressi di Camigliatello Silano. I Bruzi cercarono di colonizzare questo territorio, ma senza riuscire a insediarsi nelle aree più interne dell'altopiano. Solo nel 1189 l'abate Gioacchino da Fiore risalì le pendici occidentali e fondò la grande Abbazia di Corazzo. Dal monastero si generò, nel 1500, la cittadina di San Giovanni in Fiore. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento molte aree del Parco sono soggette a importanti disboscamenti per via della realizzazione della ferroviaria "transilana" e dei bacini artificiali. Oggi, il parco ospita molte aziende agro-pastorali che producono e diffondono le tipicità del territorio: allevamenti bovini di razza Podolica, "Caciocavallo Silano D.O.P.", ecc. Numerose anche le botteghe artigianali: l'arte tessile dei Comuni di Longobucco e San Giovanni in Fiore. I centri storici che ricadono interamente nel Parco Nazionale sono Longobucco, Magisano e Zagarise; tra i centri più rilevanti, vanno menzionati Taverna (Museo di Mattia Preti), Rossano (Chiesa di San Marco e Cattedrale di Maria Santissima Achiropita), San Giovanni in Fiore (Abbazia Florense del XII secolo), Spezzano della Sila (Convento Francescano).

Info:

Il Parco della Sila offre numerosi campeggi attrezzati e la possibilità di praticare: escursioni in mountain bike, trekking su percorsi CAI, escursioni a cavallo, sci di fondo e discesa presso i centri attrezzati di Carlomagno, Lorica e Camigliatello Silano, orienteering, vela e canoa presso il Lago Arvo e Ampollino, torrentismo e canyoning, tiro con l'arco e bird-watching.

Tra i servizi, sono presenti "fattorie aperte" e il "trenino del Parco".