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Civita

Luogo: Civita (Cosenza)

Tra strapiombi, pareti rocciose e alte cime, spunta Civita, uno dei “Borghi più belli d’Italia” e Bandiera Arancione del Touring Club.

Civita è uno dei “paesaggi della pietra” ed è la culla della cultura arbëreshe. Il borgo infatti è stato fondato nel 1471 da una comunità albanese in fuga dalla propria terra: un grande migrazione che ha portato con sé anche cultura, tradizione e lingua creando una delle più importanti comunità arbëreshe (si contano 35 isole etno-linguistiche in Calabria).

L’identità del borgo è sicuramente segnata dai suoi caratteristici edifici: le Case Kodra e i loro comignoli; l’attribuzione di Kodra è un omaggio al pittore albanese Ibrahim Kodra e alle sue opere post-cubiste. La particolarità di queste case sta nelle loro sembianze umane: le finestre sembrano essere occhi, la canna del camino il naso e la porta la bocca. Facile capire perché il borgo sia soprannominato anche “il borgo parlante”. Su ogni edificio è poi presente un comignolo, uno diverso dall’altro e con la propria storia. 

Il Castello di Kruja che vediamo oggi è una riproduzione che al suo interno ospita una sala convegni e una pinacoteca. 

La Chiesa di Santa Maria Assunta con la sua torre campanaria si trova nella piazza principale del borgo, è in stile tardo barocco decorata con affreschi e mosaici; al suo interno si svolge ancora il rito greco bizantino. Per raggiungere la Mater Chiesa, situata al di fuori del centro storico, bisogna intraprendere una lunga camminata in mezzo ad alberi di ulivo; in quest’area è stato inoltre scoperto un’antichissima necropoli.

Ai piedi della Timpa del Demanio e sospeso sulle Gole del Raganello si trova il famoso Ponte del Diavolo; la realizzazione dello stesso è legata a tantissime leggende che ancora oggi vengono raccontate. Fu costruito per creare un collegamento con la catena montuosa del Pollino. 

Per comprendere al meglio questa cultura è consigliato visitare il Museo Etnico Arbëreshe, nato nel 1989 con l’obiettivo di mantenere viva e valorizzare l’identità di questa minoranza etnica. Al suo interno è possibile immergersi nella storia e tradizione della popolazione tra antichi attrezzi, strumenti, abiti d’epoca e libri.

La pasta fatta in casa è il fiore all’occhiello della cucina di Civita, ricordiamo la Dromësat, una pasta piccola cotta nel brodo di carne, e la Stridhëlat, pasta casereccia condita con fagioli e pomodori freschi.

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