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La leggenda del Ponte del Diavolo

Scritto da Eliana Iorfida, 13/05/19

Un nome inquietante indica molti degli antichi ponti italiani, da Nord a Sud, tramutandoli in luoghi esoterici di passaggio e dando origine alla ricorrente leggenda del Ponte del Diavolo. A ben guardare, la definizione di Ponte del Diavolo, talvolta declinata al plurale (Ponte dei Diavoli), si applica a decine di ponti in Europa e nel mondo, sia di origine naturale che artificiale, più o meno antichi, tutti accomuniati da una storia satanica: la leggenda del Ponte del Diavolo.

La leggenda del Ponte del Diavolo: i 6 ponti più belli d'Italia

Il nome "Ponte del Diavolo" è stato accostato, nel corso della storia, a numerosi monumenti antichi, manufatti costruiti in Paesi diversi per ragioni diverse, eppure tutti accomunati da una presenza inquietante: qualla del diavolo e delle arcaiche leggende che lo vedono protagonsta a vario titolo, come fondatore del ponte o viandante travestito.

Al di là della leggenda del Ponte del Diavolo, il nome sembra derivare dal fatto che la struttura di alcuni di questi ponti fosse talmente complessa e ardita che la loro stessa realizzazione è sembrata opera del diavolo o ha comportato una serie di incidenti che hanno coinvolto le manovalanze, dando adito a una delle leggende più diffuse d'Italia.

Ponte della Maddalena (o del Diavolo) in un'incisione del XVI secolo.

La leggenda del Ponte del Diavolo da Nord a Sud 

1. Ponte del Diavolo (o della Maddalena) a Borgo a Mozzano 

Il Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, noto più comunemente come Ponte della Maddalena, attraversa il fiume Serchio disegnando una campata davvero spettacolare.

Proprio per via della sua forma particolare, dell'arco alto e ampio, che quasi si stenta a credere possa essere opera umana, questo gioiello dell'ingegneria antica ha dato origine alla comune leggenda del Ponte del Diavolo e a molti racconti collaterali. 

La costruzione di un collegamento tra le sponde del Serchio si deve alla contessa Matilde di Canossa, tra l'XI e il XII secolo, ma le leggende popolari lo attribuiscono direttamente al diavolo, il quale viene poi truffato: pare infatti che il capo muratore, stufo dei ritardi dovuti alle piene, evocò Satana, che si prestò di finirlo in una sola notte in cambio della prima anima che lo avesse attraversato. Gabbato dall'attraversamento di un cane, il diavolo si dissolse nell'acqua senza più farsi vedere. Qualcuno sostiene che sul fondo del Serchio è ancora oggi possibile vedere il povero cane pietrificato.

2. La leggenda del Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli

Il Ponte del Diavolo è il simbolo stesso della città di Cividale del Friuli, in provincia di Udine. Costruito in pietra a partire dal 1442, appare ripartito in due arcate e il suo pilone centrale poggia su un masso naturale collocato nel letto del fiume Natisone, lungo una gola davvero suggestiva.

La presenza del masso genera nella struttura una particolare asimmetria che, a sua volta, ha contribuito ad alimentare la leggenda del Ponte del Diavolo, assieme alle tormentate vicissitudini costruttive.

Si dice, infatti, che per costruire il ponte i cividalesi si fossero rivolti al diavolo che, come nel caso già citato, propose il fatidico scambio, salvo restare anche qui beffato mediante lo stesso stratagemma. Secondo un'altra versione, il grosso masso sul letto del fiume, chiamato popolarmente la "fuiazze", sarebbe stato portato dalla madre del diavolo.

3. Il Ponte del Diavolo a Civita

Il paese di Civita, uno dei "Borghi più belli d'Italia", in provincia di Cosenza, sorge incastonato nello scenario paesaggistico della Riserva Naturale delle Gole del Raganello, un luogo già di per sé incantato, ed è celebre per il suo Ponte del Diavolo.

La sua costruzione risale alla metà dell'anno Mille, anche se alcuni studiosi la reputano ancor più antica. Proprio per via del punto impervio nel quale si colloca, la fantasia popolare tende ad attribuirlo alla forza del diavolo, unico essere capace di realizzare un'opera simile in un punto così pericoloso.

4. Il Ponte del Diavolo di Dronero (Ponte Vecchio)

Ponte Vecchio di Dronero, detto comunemente Ponte del Diavolo secondo l'antica leggenda popolare, è il ponte merlato simbolo della cittadina di Dronero, in Piemonte, più volte ripreso nei servizi fotografici e televisivi.

Costruito nel 1428 sul torrente Maira, per favorire l'accesso a Dronero e alla valle per chi arrivava dalla piana di Cuneo, prevedeva in origine un ponte levatoio sull'arcata minore, in direzione del paese, poi soppresso nel 1810. Il nome è legato ancora una volta all'opera del diavolo, per via delle difficoltà derivanti dalla sua costruzione.

5. Lanzo Torinese e la leggenda del Ponte del Diavolo

Il Ponte del Diavolo di Lanzo Torinese fu edificato nel 1378, con l'intento di collegare Lanzo e le sue valli con Torino, superando la Stura e permettendo così di evitare il passaggio da Balangero, Mathi e Villanova, ovvero senza attraversare i territori facenti parte del governatorato dai principi di Acaja, né da Corio, sotto il controllo dei marchesi del Monferrato, entrambi ostili ai Savoia.

In questo caso, la leggenda del Ponte del Diavolo deriva dall'intervento satanico dopo che per ben due volte la struttura era crollata. La variante locale dell'ira diabolica narra che Satana, sempre imbrogliato, abbia sbattuto violentemente le zampe contro le rocce circostanti, dando così origine alle caratteristiche "Marmitte dei Giganti".

La leggenda del Ponte del diavolo© - Illustration de JM Baccino

Il quotidiano "La Repubblica" colloca il Ponte del Diavolo di Lanzo Torinese tra i trenta ponti in assoluto più belli d'Italia. La struttura, con una luce di 37 metri, un'altezza di 16, lunghezza di 65 e larghezza minima di 2,27, costruito a schiena d'asino, è situato in una stretta gola con le pareti a precipizio scavata dalle acque della Stura in tempi preistorici (risalente, con tutta probabilità, al Terziario). Nel 1564, al ponte venne aggiunta una porta, che veniva chiusa allo scoppiare delle epidemie di peste per impedire il passaggio dei forestieri ed evitare così il contagio dell'intero borgo.

6. Il Ponte del Diavolo "coperto", a Pavia

Il Ponte Coperto, detto anche Ponte Vecchio e Ponte del Diavolo, è un monumentale punto di attraversamento sul fiume Ticino a Pavia, che collega il centro storico cittadino e il resto della città (riva sinistra) al pittoresco quartiere di Borgo Ticino (riva destra).

La struttura del ponte è davvero caratteristica: sorretto da cinque arcate, il Ponte del Diavolo è completamente coperto con due portali alle estremità e una piccola cappella religiosa al centro.

Secondo la leggenda che precede e fonda la costruzione del ponte, pare che la notte di Natale dell'anno 999 i numerosi pellegrini che desideravano recarsi alla messa di mezzanotte, in città, rimasero bloccati sulla riva a causa della fitta nebbia, senza poter traghettare. All'improvviso comparve un uomo vestito di rosso, che promise di costruire immediatamente un ponte in cambio dell'anima del primo passante. L'uomo fu riconosciuto come il diavolo solo dall'arcangelo Michele, accorso dalla vicina chiesa, che finse di accettare il patto, salvo poi far passare per primo un caprone. 

La leggenda del Ponte del Diavolo: stessa storia luoghi diversi

Una cosa è certa: i numerosi "Ponti del Diavolo" in giro per l'Italia evocano leggende di grande fascino, collegando sponde di luoghi incantevoli, dai piccoli borghi intatti nel tempo ai paesaggi naturalistici e alle città d'arte che conservano ancora oggi memoria della fatica dell'uomo, quando bastava poco a complicare il lavoro di costruzione di infrastrutture e monumenti in grado di domare la natura e garantire servizi quali, appunto, i collegamenti.

Il viaggio attraverso la leggenda del Ponte del Diavolo diventa così un itinerario alla scoperta di posti magici, dove storia, mito e natura si fondono in un'esperienza di turismo slow che ben si coniuga al trekking e alle passeggiate immerse nella bellezza.

Riproduzione riservata © Copyright Altrama Italia

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