Consigli di viaggio - Tradizioni

La leggenda della Fantastica di San Fili, il paese delle magare

Scritto da Valeria Bonacci, 31/10/18

A pochi chilometri dalla Città dei Bruzi, in direzione Paola, prima di dirigerci verso il mare per visitare la città del Santo Patrono di Calabria, facciamo tappa a San Fili, piccolo borgo medievale meglio conosciuto come il “Paese delle Magare”.

Miti e leggende calabresi: San Fili paese delle magare 

Di leggende calabresi ne esistono diverse, storie di Calabria tramandate oralmente e raccontate al focolare, avvolti dal profumo semplice e inebriante di una fetta di pane arrostita. Storie che vengono ricordate da sagre o feste, come le “Notti delle Magare”

Sono racconti tradizionali che hanno antiche radici ma labile memoria, come quelli che San Fili custodisce ancora per l’amorevole dedizione di qualche appassionato. Così siamo andati a visitare questo curioso borgo in compagnia dello studioso di storia popolare Pietro Perri.

Il comune di San Fili viene conosciuto come paese delle Magare, creature identificate nella maggior parte del Sud Italia come streghe. In realtà non sono delle fattucchiere: a San Fili le magare erano quelle donne che oggi chiameremmo naturopate o erboriste. Con la differenza che oltre alla conoscenza di erbe e rimedi naturali, dal canto loro hanno saggezza popolare, una forte religiosità e un fascino suggestionante. 

paese di san fili

 

San Fili: la Fantastica 

Entrando nel paese restiamo affascinati dalla presenza di numerose chiese, di bambini che giocano ancora per strada e di viuzze strette. Ammaliati dalla leggenda della Fantastica scopriamo storie di spiriti, magare e lupi mannari: un piccolo pezzo di Calabria che non ha nulla da invidiare alla leggenda di Jack o’Lantern o alla Scozia shakespeariana del Macbeth. 

La storia più affascinante di questo borgo è quella della Fantastica, una sorta di entità protettrice del paese di Sancti Felicis. Raccontare fiabe e leggende terrorizzanti era un metodo arcaico per farsi obbedire dai propri figli. A San Fili questa storia era quella della Fantastica - creatura misteriosa che spaventava i bambini - narrata ai più piccoli per non farli allontanare dal centro abitato quando giocavano. 

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Da Conflenti a San Fili: origini di una dea   

Non si sa precisamente se la leggenda fu ereditata da Conflenti e poi trasposta a San Fili o viceversa.  Nel piccolo comune del monte Reventino, a Conflenti, esiste infatti una contrada chiamata proprio San Fili: qui si narra di una casa infestata da spettri chiamati “Fantastiche”, entità fantasmatiche protettrici del vecchio edificio abbandonato. 

A San Fili la Fantastica appare invece nei trivi che conducono fuori dal centro abitato. Si manifesta come una figura materna vestita in abito da sposa e man mano che si avvicina cambia sembianze diventando una creatura spettrale. Una figura che sembra avere analogie con Ecate, divinità delle strade e dei crocicchi le cui statue proteggono i viandanti, dea greca degli incantesimi e degli spettri. 

La moderna piazza Francesco Cesario - dove s’incontrano la strada per bivio Bucita, la vecchia strada che porta a Paola, conosciuta come “Crucetta”, e via Manca  - si narra sia uno dei tre punti in cui la Fantastica si manifesta. La balconata della piazza affaccia infatti su un dirupo detto “Zumpu da a’ Fantastica”.

fantastica di san fili

 

Il borgo magico di San Fili

Si ipotizza che la Fantastica fosse una donna in cerca del proprio figlio sperduto. Perso il senno dalla disperazione, la donna indossò l’abito da sposa e corse in strada fermando tutti i bambini nella speranza di ritrovare il suo. Ecco perché si crede che questa creatura sinistra interagisca con i bambini. 

Alcuni la identificano invece con il nome di Stella, giovane donna fucilata perché complice di brigantaggio. Stella pareva avesse offerto da bere e da mangiare ad alcuni briganti, probabilmente perché imparentata con uno di loro.  

Nelle leggende sanfilesi non è l’unica creatura che abita il paese: si narra ad esempio di un lupo mannaro, anche se fu un mito presto sfatato. Ad arricchire la magia e il fascino sinistro di questo borgo sono le numerose chiese concentrate tutte nel centro storico: alcune sono abbandonate, altre sconsacrate e adibite ad abitazioni e una è stata invece trasformata in un piccolo teatro ad oggi attivo, il Teatro Gambaro. 

Crediti foto Immagine PCA 

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