Comune

Amatrice

Amatrice, (Rieti) Tempo di lettura: circa 10 minuti
Amatrice (l'Amatrìci in dialetto sabino) è un comune italiano di 2.646 abitanti, della provincia di Rieti nel Lazio. Fino al 1927 faceva parte della provincia dell'Aquila, in Abruzzo e, dal 1265 al 1861, per circa 600 anni, è stato parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e della provincia Abruzzo Ultra II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L'Aquila. Fa parte della Comunità Montana "Velino" ed è sede del polo agroalimentare del Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga. Geografia fisica Territorio Amatrice è situata al centro di una conca verdeggiante, incastonata a sua volta in un'area al confine di ben 4 regioni: Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, in una zona strategica di passaggio tra versante adriatico e quello tirrenico, nell'alto bacino idrografico del fiume Tronto. II suo territorio si articola in un altopiano centrale con un'altitudine compresa tra i 900 e i 1000 metri, ospitante il lago di Scandarello, un bacino artificiale ottenuto mediante lo sbarramento del rio Scandarello nel 1924, e circondato da rilievi che sul lato orientale superano i 2400 metri, in corrispondenza della dorsale principale dei Monti della Laga. Nel comune di Amatrice è inclusa la cima del Monte Gorzano (2458 m), la vetta più alta del Lazio, mentre sulla stessa linea spartiacque si ergono anche le cime di Pizzo di Moscio, Cima Lepri e Pizzo di Sevo tutte sopra i 2400 m di quota. A differenza degli altri gruppi appenninici, la catena della Laga non è costituita di calcari, bensì di rocce poco permeabili, quali arenarie e marne, che rendono molto limitata l'infiltrazione delle acque piovane nel sottosuolo. Ciò permette l'esistenza di un gran numero di sorgenti perenni, distribuite sin quasi sulle vette, che alimentano la circolazione superficiale. Questo territorio, quindi, a differenza delle altre montagne dell'Appennino centrale, si presenta verdeggiante e ricco d'acqua durante tutto l'anno. Salendo dalla conca verso le cime, si abbandonano i coltivi e i boschi prevalentemente formati di cerro, castagno e pioppo, per entrare poi nelle caratteristiche faggete di montagna. Il bosco si spinge così sino a circa 1800 metri di quota, per lasciare quindi lo spazio alla prateria d'altitudine che, all'inizio dell'estate, subisce l'effetto del fenomeno della fioritura. In questo contesto assumono particolare rilievo i numerosi fossi che scendono verso valle con un continuo susseguirsi di salti di roccia. Questi, nella fascia d'altitudine compresa tra 1300 metri e 1600 metri di altitudine, formano cascate con dislivelli anche di 70 - 80 metri che, spettacolari in primavera per la portata d'acqua dovuta al disgelo, assumono toni suggestivi in inverno per l'abbondante ghiaccio che le riveste. Dal 1991 il territorio amatriciano è incluso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga cui la cittadina dedica un piccolo parco turistico-fotografico con annessa l'intera planimetria-altimetria 3D. Clima Classificazione climatica: zona F, 3048 GR/G Storia Reperti archeologici dimostrano che la Conca di Amatrice fu abitata dall'uomo sin dall'età preistorica. La vicinanza al tracciato dell'antica via Salaria favorì lo sviluppo di insediamenti nel territorio amatriciano già in epoca preromana. All'epoca romana risalgono i resti di edifici e tombe rinvenute in diverse zone del territorio, noto per gli scrittori romani come Summa Villarum, termine con il quale si identificava per esteso tutta l'area attualmente occupata dal comune di Amatrice. Nel 568 i Longobardi invasero l'Italia e costituirono il Ducato di Spoleto suddividendolo in Comitati e Gastaldati e il territorio dell'odierna Amatrice passò sotto il Comitato di Ascoli. Nel Regesto di Farfa sono ricordati, per il periodo che va dalla metà dell'VIII secolo agli inizi del XII, i nomi di molte località e villaggi dell'attuale comune e, tra essi, nel 1012, anche quello di Matrice, edificata sullo sperone roccioso che sovrasta la confluenza tra il fiume Tronto e il Castellano, ricordato ancora nel 1037 nel diploma con cui l'imperatore Corrado II conferma al vescovo di Ascoli i suoi possedimenti. Solo intorno al 1265, al tempo del re Manfredi di Sicilia, Amatrice entra a far parte definitivamente del Regno di Napoli. La città non volle sottostare al dominio angioino e anzi, più volte, si ribellò apertamente, aspirando all'indipendenza e parteggiando per la parte ascolana. Nel 1271 e nel 1274 Carlo I d'Angiò inviò degli eserciti per debellare la resistenza degli amatriciani e ridurre la città all'obbedienza. Contemporaneamente si assiste alla scomparsa dei baroni e alla formazione, con a capo Amatrice, della Universitas, cioè del comune in territorio liberamente organizzato, relativamente autonomo dal potere centrale, che si governa tramite un parlamento. In questo periodo Amatrice assomma sotto la sua giurisdizione tutti i castelli appartenenti al comitato di Rieti, sulla sinistra del Tronto, e quelli del territorio sommatino: L'influenza della città si estende su un territorio che va da Campotosto sino ai confini di Cittareale, ma anche su molti castelli e villaggi sul versante teramano. Amatrice partecipò alle crociate e da questo trarrebbe origine la croce che brilla sullo stemma comunale. Nei secoli XIV e XV Amatrice è in continua lotta con le città e i castelli circostanti, per questioni di confine e di prestigio. Sono rimasti famosi i conflitti con Norcia, Arquata e L'Aquila. Tradizionale alleata di Amatrice fu la città di Ascoli. Gli amatriciani presero parte, a fianco delle milizie comandate da Braccio Fortebraccio da Montone, al lungo assedio dell'Aquila e alla battaglia finale del giugno 1424, che segnò la sconfitta di Braccio morto sul campo. Amatrice, durante i conflitti tra angioini e aragonesi per il possesso del Regno di Napoli, sostenne tenacemente i secondi, anche durante la guerra. Il sovrano aragonese Ferdinando, sedata la rivolta dei Baroni nel 1485, nell'anno seguente ricompensò Amatrice, concedendole il privilegio di battere moneta con il motto Fidelis Amatrix. Tuttavia nel febbraio 1529, dopo un'eroica resistenza, venne riconquistata e messa a ferro e fuoco da Filiberto di Chalon, generale di Carlo V. Per punire la ribellione, Carlo V diede lo Stato di Amatrice in feudo ad un suo capitano, Alessandro Vitelli. Successivamente, pur facendo parte sempre del Regno di Napoli, Amatrice, tra il 1582 e il 1692, passò sotto il dominio di un ramo degli Orsini e in seguito ai Medici di Firenze, che la conservarono fino al 1737. Infine nel 1759 il feudo entrò a far parte dei domini personali del re di Napoli. Nel 1639 Amatrice e le ville summatine furono gravemente danneggiate dal terribile terremoto dei giorni i giorni 7, 14 e 17 ottobre. Cadde buona parte del palazzo degli Orsini, come pure la maggior parte delle case e delle chiese. Successivi terremoti si verificarono nel 1672, 1703 (terremoto dell'Aquila), e 1730. Sul finire del XVIII secolo e per tutto il secolo successivo, il territorio amatriciano, come buona parte dello Stato Pontificio e del Regno di Napoli, fu fortemente interessato dal fenomeno del brigantaggio a sfondo politico e sociale. In epoca Napoleonica, con la proclamazione della Repubblica Napoletana (23 gennaio 1799), il generale Championnet con un decreto del 9 febbraio 1799, divise il territorio in 11 Dipartimenti. Amatrice costituiva uno dei 16 Cantoni del Dipartimento della Pescara, con capoluogo L'Aquila. Nell'ottobre 1826 ci fu una violenta alluvione del fiume Tronto in cui perirono numerosi abitanti di San Lorenzo. Negli ultimi decenni che precedettero l'unità d'Italia, molti amatriciani presero parte attiva ai vari moti rivoluzionari (1814, 1820, 1831, 1848, 1860); tra tutti spicca la figura dell'insigne patriota Pier Silvestro Leopardi. Con l'unità d'Italia Amatrice fu inserita nell'Abruzzo aquilano (Abruzzo Ulteriore), e solo nel 1927, con la creazione della provincia di Rieti, la città entrò a far parte dell'alto Lazio. Monumenti e luoghi d'interesse Centro storico Nel tessuto urbano spiccano la snella Torre civica risalente al XIII secolo e le severe torri campanarie della chiesa di Sant'Agostino, caratterizzata da un bellissimo portale tardo gotico e dalla presenza di pregevoli affreschi quali l’Annunciazione e la Madonna con Bambino e Angeli, e della chiesa Sant'Emidio, risalenti al quattrocento. Degne di nota sono pure la chiesa di San Francesco della seconda metà del Trecento caratterizzata da un portale gotico di marmo e contenente nell'abside affreschi del XV secolo, e quella di Santa Maria di Porta Ferrata. Architetture religiose nelle frazioni La gotica chiesa di San Martino, che si trova nella frazione di San Martino, conserva una Via Crucis dell'illustratore francese Dubercelle. Il santuario dell'Icona Passatora o chiesa di Santa Maria delle Grazie (ovvero, immagine posta sulla strada di passaggio) si trova in località Ferrazza; deve il suo nome all'immagine votiva della Madonna delle Grazie. Contiene numerosi affreschi del tardo Quattrocento e del primissimo Cinquecento realizzati in massima parte dallo stesso artista che ha affrescato la chiesa di Sant'Agostino e dal pittore amatriciano Dionisio Cappelli. Il santuario della Madonna di Filetta, di impianto romanico, che si trova nella Frazione di Filetta. La venerata Immagine di Maria Santissima di Filetta, compatrona di Amatrice, è invece custodita nella chiesa di San Francesco. Il Santuario della Madonna delle Grazie, del XV secolo, nella Frazione Varoni. Eretto Santuario Diocesano, vi si venera l'immagine della Madonna delle Grazie. La chiesa di Sant'Antonio, che si trova nella Frazione di Cornillo Nuovo. Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, cappella che si trova all'interno del Convento delle Suore Benedettine della Carità in frazione Scai. Aree naturali Ad Amatrice è presente il "Parco in Miniatura", un giardino della conoscenza, dove sono riprodotti in scala i monumenti, gli animali e l'intero territorio del "Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga". Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Tradizioni e folclore Ad Amatrice a marzo si tengono il Palio dei Somari e la Corsa degli Asini; ogni asino prende il nome di un sindaco, secondo una tradizione che rimanda alla cultura popolare; all'ultimo asino che arriva viene assegnato il Campanaccio del Palio. Si assiste anche alla sfilata di 500 figuranti in costume e all'elezione della "Dama delle Dame". Cultura Istruzione Musei Museo Civico di arte sacra "Nicola Filotesio" ospitato nella chiesa di Sant'Emidio. Museo permanente arte contemporanea ospitato presso la "Ex Scuola Elemantare" di Preta. Cucina Amatriciana Amatrice è famosa per il sugo all'amatriciana, che ha reso impropriamente celebre la cucina romana nel mondo, con il quale si condiscono spaghetti, vermicelli o bucatini. Originariamente il sugo veniva preparato dai pastori con gli ingredienti a loro disposizione sulle montagne quando seguivano al pascolo le loro greggi. Gli ingredienti erano: guanciale a cubetti o fettine sottilissime, pecorino e spaghetti, piatto che veniva tradizionalmente chiamato "unto e cacio". Successivamente la ricetta fu ingentilita con l'aggiunta di pomodoro e pochissimo olio d'oliva. La diffusione su scala nazionale si ebbe nell'Ottocento quando molti amatriciani emigrarono a Roma a causa della crisi della pastorizia e trovarono occupazione nel campo della ristorazione facendo conoscere il piatto tipico dei loro avi: l'"amatriciana". Il primo storico ristorante amatriciano fu inaugurato a Roma nel 1860 da Luigi Sagnotti con il nome de Il Passetto, così chiamato poiché attraverso il ristorante si poteva passare dal vicolo del passetto a piazza Navona. Alla conoscenza su scala nazionale della ricetta dell'"amatriciana" contribuì anche l'attore Aldo Fabrizi che ne parlò spesso durante le sue trasmissioni radiofoniche e televisive. Ancora oggi nei menù dei ristoranti si trovano le due ricette: la tradizionale detta comunemente anche gricia e quella con la salsa di pomodoro. In molti ristoranti si trova una ricetta errata che fa uso di pancetta (al posto del guanciale), cipolla e olio d'oliva. Amatrice tuttavia deve la sua gloria gastronomica ad una tradizione antica; tanto profonda era questa tradizione, che Amatrice divenne la città dei cuochi dei Papi. Elemento fondante della sua scuola erano e sono le qualità degli ingredienti primari: la carne di primissimo livello, grazie ai pascoli abbondanti dei Monti della Laga, i formaggi conseguenti e l'acqua, di cui è ricco il territorio amatriciano. Gnocchi ricci Gli Gnocchi ricci sono un'altra specialità tipica di Amatrice, ma molto meno nota rispetto l'amatriciana. Sono gnocchi realizzati con acqua, farina e uova, a cui viene dato il caratteristico riccio schiacciandoli con le dita. Tipici della cittadina e poco conosciuti nelle frazioni, sono stati tramandati di generazione in generazione e vengono considerati il piatto più antico della gastronomia amatriciana. Persone legate ad Amatrice Dionisio Cappelli, pittore italiano, nato ad Amatrice verso la fine del XV secolo; Nicola Filotesio, pittore e architetto, nato ad Amatrice nel 1480; San Giuseppe da Leonessa, religioso e santo Leonessa, morto ad Amatrice nel 1612; Antonio Nibby, archeologo, nato ad Amatrice nel 1792; Piersilvestro Leopardi, patriota e politico, nato ad Amatrice nel 1797; Don Giovanni Minozzi, fondatore dell'Opera Nazionale per il Mezzogiorno d'Italia, nato ad Amatrice nel 1884; Domenico D'Angelo, maggiore dell'esercito ed eroe della seconda guerra mondiale, nato ad Amatrice nel 1899; Alfredo Muzi, partigiano ed eroe della seconda guerra mondiale, nato ad Amatrice nel 1902; Alessandro Sagnotti, Ufficiale dell'esercito italiano e dirigente generale dello Stato, nato a Roma nel 1913 ma originario della frazione Pasciano di Amatrice Elio Augusto Di Carlo, medico, storico, naturalista e ornitologo, nato ad Amatrice nel 1918; Eventi Ogni anno, nell'ultimo fine settimana di agosto, si tiene la "sagra degli spaghetti all'amatriciana", una festa gastronomica nata come attrazione turistica e senza nessun ascendente tradizionale. Geografia antropica Frazioni Aleggia, Bagnolo, Capricchia, Casale, Casale Bucci, Casale Nadalucci, Casalene, Casale Nibbi, Casali della Meta, Cascello, Castel Trione, Collalto, Collecreta, Collegentilesco, Collemagrone, Collemoresco, Collepagliuca, Colletroio, Colli, Conche, Configno, Cornelle di Sopra, Cornelle di Sotto, Cornillo Nuovo, Cornillo Vecchio, Cossara, Cossito, Crognale, Domo, Faizzone, Ferrazza, Filetta, Fiumatello, Francucciano, Forcelle, Moletano, Musicchio, Nommisci, Osteria della Meta, Pasciano, Patàrico, Petrana, Pinaco Arafranca, Poggio Castellano, Poggio Vitellino, Prato, Preta, Rio, Retrosi, Roccapassa, Rocchetta, Saletta, San Benedetto, San Capone, San Giorgio, San Lorenzo a Pinaco, San Martino, Santa Giusta, Sant'Angelo, San Tomasso,Saletta, Scai, Sommati, Torrita, Torritella, Varoni, Villa San Cipriano, Villa San Lorenzo a Flaviano, Voceto. Infrastrutture e trasporti Strade È raggiungibile tramite la "SS4 Salaria" da Roma, proseguendo per Rieti ed Antrodoco; oppure dalle Marche provenendo da Ascoli Piceno. Dall'Abruzzo è raggiungibile attraverso il confinante comune di Campotosto o da quello di Montereale, a sua volta collegato all'Aquila ed all'autostrada A24 tramite la SS260 Picente che per un tratto è a scorrimento veloce; dall'Umbria la cittadina è raggiungibile transitando attraverso il comune laziale di Accumoli. Amministrazione Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Amatrice passò dalla provincia dell'Aquila a quella di Rieti. Gemellaggi Amatrice è gemellata con: Ostia Antica; Montorio al Vomano; Potenza. Rapporti di amicizia Ascoli Piceno, protocollo d'intesa del 2010. Altre informazioni amministrative Amatrice fa parte della Comunità montana del Velino. Sport La squadra di calcio locale, l'ASD Amatrice gioca il campionato di Terza Categoria, ma non in Lazio, ma nelle Marche, vista la vicinanza tra il paese e la Provincia di Ascoli Piceno. L'ASD Amatrice è anche una squadra di calcio a 5 amatriciana che gioca sempre nella provincia ascolana nel campionato di Serie D. Note Bibliografia Vincenzo Lazari: Zecche e monete degli Abruzzi: Amatrice, Venezia, 1858. Voci correlate Provincia di Rieti Circondario di Cittaducale Monti della Laga Amatriciana Gnocchi ricci Guanciale amatriciano Amatrice-Configno Altri progetti Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Amatrice» Commons contiene immagini o altri file su Amatrice Collegamenti esterni Amatrice Turismo - Comune di Amatrice Assessorato al turismo Sito storico su Amatrice (dal 1997), informazioni turistiche, storia, arte, ambiente, cucina, folclore, notizie Sito di turismo e notizie su amatrice Sito della corsa internazionale su strada Amatrice-Configno Amatrice Terra e Cielo - Foto e Video dei monumenti e chiese del comune Il Libro Amatrice Tesori D'Arte di Don Luigi Aquilini Consultabile il libro Maria SS. di Filetta - Fede, storia e tradizione (Sac. Alfonso Persico) WEBCAM su Corso Umberto I - Amatrice. WEBCAM sulla Conca Amatriciana, con vista sul Lago Scandarello e i Monti della Laga. WEBCAM con uno scorcio di Pizzo di Sevo e Cima Lepri Lagagransasso.it - Informazioni, itinerari, mappe e foto per scoprire le bellezze di questi luoghi. Sito sugli spaghetti all'Amatriciana Codifica degli spaghetti alla matriciana

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