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Comune

Ascoli Piceno

Ascoli Piceno Tempo di lettura: circa 38 minuti
Ascoli Piceno (Asculum Picenum in latino; Ašculë in dialetto ascolano) è un comune italiano di 50.079 abitanti, capoluogo della omonima provincia nelle Marche, il quarto in regione per popolazione dopo Ancona, Pesaro e Fano. L'area metropolitana della città, individuata con la metodologia del Functional Urban Regions, conta 105.664 abitanti (dati Istat luglio 2010), includendo il comune stesso e tutti quei comuni con un flusso di pendolarismo superiore al 10% (Acquasanta Terme, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Montegallo, Offida, Palmiano, Roccafluvione, Spinetoli, Venarotta e Valle Castellana). Il suo centro storico costruito quasi interamente in travertino è tra i più ammirati della regione e del centro Italia, in virtù della sua ricchezza artistica e architettonica. Conserva diverse torri gentilizie e campanarie e per questo è chiamata la Città delle cento torri. In esso si trova la rinascimentale Piazza del Popolo, considerata tra le più belle piazze d'Italia. Ascoli Piceno è sede vescovile. L'area industriale si sviluppa principalmente nella media e bassa vallata del fiume Tronto. Geografia fisica La città si trova nella parte meridionale della regione Marche e dista 28 km dal mare Adriatico. Il suo centro urbano sorge ad un'altitudine di 154 m s.l.m., nella zona di confluenza tra il fiume Tronto ed il torrente Castellano, circondato per tre lati da montagne, tra cui vi sono la montagna dell'Ascensione, il colle San Marco e la montagna dei Fiori. Il suo territorio è contornato da due aree naturali protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord-ovest. Ascoli Piceno ha un'exclave (Piana della Forcella) compresa tra il comune di Acquasanta Terme, quello di Roccafluvione e un'exclave di quest'ultimo (Forcella). Fiumi e torrenti Fiume Tronto Torrente Castellano Torrente Chiaro Monti Colle San Marco Monte Ascensione Montagna dei Fiori Monte Vettore Collina del Sacro Cuore - Modesta altura che si distingue nel panorama della zona nord della città. La collina spicca e domina sul quartiere di Campo Parignano ed ha assunto questa denominazione a seguito della presenza del monumento dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Sull'area del poggio, dislocate lungo la via Monte Ascensione, strada che conduce alla sommità del rilievo, vi sono anche quattordici opere scultoree in travertino, realizzate dall'artista Antonio Mancini, dedicate alla passione di Cristo e raffiguranti i temi delle stazioni della Via Crucis. Clima Il clima della città di Ascoli è di tipo subappenninico, trovandosi a ridosso di importanti catene montuose. Gli inverni sono umidi e freschi, e quando le correnti balcaniche giungono fin sul medio Adriatico, in città si assiste a precipitazioni nevose ed un forte abbassamento della temperatura.Talvolta, le nevicate possono risultare piuttosto intense e persistenti, esaltate dal fenomeno dello stau appenninico. Tra le ondate di gelo più intense negli ultimi 20 anni, con accumuli nevosi importanti, spesso superiori al mezzo metro di manto bianco al suolo, si rammentano quelle di gennaio 1993, dicembre 1996, gennaio 1999, gennaio e febbraio 2005, dicembre 2007, oltre alle copiosissime nevicate del 2012. Sono frequenti gelate notturne e anche il fenomeno della nebbia non è raro, soprattutto lungo la Vallata del Tronto. Le estati risultano calde e con precipitazioni poco frequenti per lo più dovute ad improvvisi e a volte violenti temporali pomeridiani. Nella conca ascolana nei giorni più caldi si possono raggiungere temperature di 37°- 38°, ma generalmente le serate estive sono stemperate da fresche brezze che dall'appennino si incanalano nella vallata e rinfrescano decisamente le temperature notturne. La temperatura media del mese di gennaio si attesta sui 5°- 6° mentre quella di luglio sui 24°- 25°. Storia Le origini della città sono avvolte nel mistero, ma è abbastanza sicuro che vi fosse la presenza umana già dall'età della pietra e che la zona fosse abitata già nell'epoca neolitica da popolazioni italiche. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte, durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum. I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni che fondarono Ascoli diversi secoli prima della fondazione di Roma, di cui in età romana divenne il centro principale anche grazie alla sua posizione sulla via Salaria, che collegava le saline alla foce del Tevere a quelle della costa adriatica. Nel 299 a.C. si alleò con i Romani contro gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata a Roma. Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell'89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Nell'88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia, e solo nell'80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel 49 a.C. la designò capitale della regione dandole l'appellativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la capitale della quinta regione italica, più tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino, come altre città, con la caduta dell'impero romano. Nell'alto Medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo I (578). Dopo l'assedio del 578 a.C., la città entrò a far parte del Ducato di Spoleto sotto il dominio longobardo, finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca. Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini. Nel 1183 si costituisce in Libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva. Importanti famiglie nobiliari ascolane medievali, coinvolte direttamente nelle vicissitudini politiche della città, furono quelle dei Guiderocchi e dei Saladini. Durante la conquista di Ladislao I - re di Napoli, la città meritò di essere governata dal famoso condottiere d'Italia Conte da Carrara, appartenente alla nobile famiglia padovana dei Carraresi, al quale il sovrano partenopeo concesse il titolo di Viceré dell'Abruzzo e Principe di Ascoli per sé e per i suoi figli che gli successero, Ardizzone e Obizzo, quando lo seppellirono in pompa magna nel Duomo della città, come vuole il Bascetta. Le lotte finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa. Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili. Venne annessa alla prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia di cui seguirà d'ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l'occupazione tedesca, che sono valse alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività partigiana (2001). Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell'Unità d'Italia. Nel 2004, però, la provincia di Fermo è stata di nuovo deliberata, ed istituita nel 2009. Simboli Il simbolo che compare sullo stemma comunale della città di Ascoli si compone di porta a due fornici sovrastata dalla galleria merlata tra due torri. Gli autori locali si sono diversamente espressi sul significato della rappresentazione contenuta nel campo dello scudo. Alcuni hanno considerato l'accostamento di questi elementi architettonici riferibile ad una delle porte cittadine che si apriva nelle mura di cinta urbane medievali, altri hanno scritto che la composizione raffigurerebbe l'antico cassero che sorgeva dove si trova la Fortezza Pia, altri ancora hanno sostenuto che la struttura costituirebbe la sintesi della simbologia delle costruzioni più caratteristiche della città, quindi ponti, torri gentilizie e campanili. Toponimo Nel corso del tempo la città fu identificata con il nome greco-romano di Asculon ed Asclos, Strabone la chiamò Asclon (Ἃσκλον); la Tavola Peutingeriana la citò come Asclo Piceno; Paolo Diacono solo Asculus. Ad Ascoli il termine Picenum fu accostato già da Giulio Cesare che la chiamò Asculum Picenum sia per distinguerla dalla città dell'Apulia, Asculum Apulum ora Ascoli Satriano, e sia per riconoscere la sua posizione di appartenenza alla regione del Picenum Suburbicarium. Durante il periodo delle invasioni gote e longobarde vi fu un imbarbarimento della lingua ed Asculum divenne solo Esculum senza l'aggiunta di Picenum. Intorno all'anno 1000 la denominazione della città sui documenti e sugli statuti dell'epoca fu Esculo che in seguito si trasformò in Asculo ed intorno al 1700 divenne Ascoli. Ascoli Le radici del nome Ascoli non sono prive di dubbi legati alla sua etimologia, Giuseppe Marinelli scrive che la nascita dell'insediamento risalirebbe a 1600 anni prima della fondazione di Roma, quando nel territorio vi fu la presenza di genti, non originarie del luogo, che vissero nell'area cittadina dedicandosi alla caccia ed alla pastorizia delle quali non sono sopravvissuti segni che consentano di profilare la loro cultura di appartenenza. Partendo da queste considerazioni è alquanto arduo ed incerto delineare congetture che risolvano con certezza una fondata etimologia della denominazione. Umberto Laffi definisce il toponimo di origine illirica ed ipotizza che la denominazione dell'insediamento umano dell'età Neo-eneolitica assunse in latino la forma di Asclum o Asculum. Gaetano De Minicis e Giuseppe Colucci riportano l'ipotesi del canonico Alessio Simmaco Mazzocchi che attribuisce la derivazione del nome della città alla parola ebraica Escol (escol bortus), traducibile come grappolo d'uva. Da questa interpretazione si dedurrebbe che l'area fu ricca e lodata per la presenza di piante di vite. Il Colucci, sull'origine del toponimo, aggiunge un'altra possibile interpretazione e sostiene che il popolo degli Opici, noti anche come Ausoni, arrivò nella valle del Tronto e fondò la città dandole il nome di Aescolo da Esculus o Aesculus, ossia l'eschio, una varietà dell'ippocastano, aesculus hippocastanum, pianta largamente presente nel territorio. Giuseppe Marinelli riferisce che l'etimologia potrebbe essere ricondotta ad "AS", radice egeo-anatolica che esprime i concetti di “luogo di dimora" ed "insediamento urbano”. Dalle fonti classiche, ed in particolare da una leggenda anteriore all'anno 1000 a.C., si apprende la storia del re Aesis, riportata da Silio Italico, poeta latino, il quale attribuisce il termine Ascoli alla derivazione dalla radice "as" dal nome del re, detto anche Esio re dei Pelasgi. Secondo questa tradizione Aesis fu colui che condusse la popolazione pre-ellenica nella risalita della costa adriatica approdando alla foce del fiume Tronto. I Pelasgi, dopo aver percorso la valle verso l'entroterra, si stanziarono sul colle Pelasgico o monte Pelasgo, l'attuale colle dell'Annunziata, dove eressero un recinto sacro e si fusero con gli abitanti del territorio dando inizio ad un primo insediamento urbano. La leggenda e le affermazioni di Silio Italico non trovano, al momento, conforto nei riscontri archeologici del territorio. La teoria etimologica trova ed assume rilevanza in quanto aiuta a spiegare anche altri toponimi legati al Picenum come Aso e Jesi, anch'essi riconducibili dalla radice "as", tipica e diffusa nel linguaggio egeo-anatolico. Esiste anche un'altra leggenda che confermerebbe l'origine e la provenienza greca del popolo dei Piceni. Questa narra dell'acheo Diomede, federato della guerra contro Troia, qui giunto posteriormente all'invasione dorica, che, dopo essere approdato sulle coste della Puglia, si stabilì lungo le coste adriatiche. Piceno L'origine del nome Piceno è attribuito dalla tradizione italica ricordata da Strabone, Plinio, Festo e Paolo Diacono, nella sua Historia Langobardorum, all'appellativo Picenum, termine che trova la sua derivazione da picus. La narrazione racconta della migrazione di gruppi di Sabini avvenute durante le celebrazioni primaverili del ver sacrum. Questo popolo, tra l'VIII ed il VI secolo a.C., si spostò dalle regioni di provenienza osco-umbre, verso altri territori per cercare pascoli estivi e, in questo viaggio, sarebbe stato condotto da un picchio verde o da re Pico, un sovrano del Lazio. Sino all'avvento del Regno d'Italia, il Comune era indicato con il solo nome "Ascoli". L'aggiunta della specificazione "Piceno" è avvenuta ufficialmente per effetto del regio decreto 9 novembre 1862 n. 978 che ha autorizzato il Comune di Ascoli ad assumere la denominazione "Ascoli-Piceno", in conformità alla deliberazione del consiglio comunale del 28 luglio 1862. Onorificenze Il 12 aprile 2001, la città di Ascoli Piceno è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Monumenti e luoghi di interesse Ascoli Piceno è una delle città monumentali d'Italia: il suo centro storico è costruito in travertino, una roccia sedimentaria calcarea estratta dalle cave del territorio, ed ha come fulcro la rinascimentale piazza del Popolo dove si trovano alcuni degli edifici più importanti tra i quali il palazzo dei Capitani, lo storico Caffè Meletti e la chiesa di San Francesco. Altro fulcro cittadino è lo spazio urbano di piazza Arringo, la piazza più antica di Ascoli, dove si elevano il medioevale battistero di San Giovanni, la cattedrale di Sant'Emidio, che racchiude al suo interno la cripta dedicata anch'essa al santo patrono. Vi sono inoltre il palazzo Vescovile, il palazzo dell'Arengo, sede della pinacoteca civica e di alcuni uffici comunali. Non solo le piazze, ma anche le strade ed i vicoli di impronta schiettamente medievale contribuiscono a caratterizzare il centro storico come via Pretoriana, via di Solestà, via delle Stelle, via Soderini, via del Trivio, antico cardo e corso Mazzini, decumanus maximus, che attraversa da ovest ad est il centro urbano. Tra i monumenti sono da ricordare: il ponte Romano di Solestà, uno dei pochi in Italia, visitabili anche al suo interno, le rovine del teatro romano, le grotte dell'Annunziata, ciclopica costruzione del periodo romano, la Fortezza Pia ed il Forte Malatesta, il palazzetto Longobardo con la torre degli Ercolani, una delle torri superstiti tra le circa duecento che compaiono nelle cronache medioevali, per il quale Ascoli ha il soprannome di Città delle cento torri. Meritevoli di essere citati sono anche i tempietti dedicati al patrono quali: Sant'Emidio alle Grotte e Sant'Emidio Rosso ed inoltre la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio dalla caratteristica facciata suddivisa in riquadri. Nelle vicinanze della città si trova la rocca di Castel Trosino, antichissimo insediamento longobardo a strapiombo sul torrente Castellano, in cui alla fine del XIX secolo fu rinvenuta una delle più ricche necropoli d'Italia, i cui preziosi reperti sono ora sparsi in diversi musei in tutto il mondo. Percorrendo da Ascoli la Salaria in direzione Roma, s'incontra il monumentale albero del Piccioni menzionato per la prima volta in un documento del 1109 e legato, tra storia e leggenda, alla vita cittadina e alle vicissitudini del brigantaggio antiunitario. Architetture religiose Chiese Cattedrale di Sant'Emidio - Duomo della città, dedicato al santo patrono, sorge sul luogo di un edificio pubblico romano ed è il risultato di molteplici vicende costruttive che vanno sostanzialmente dall'XI secolo al XVI secolo. Si mostra su piazza Arringo con la facciata di Cola dell'Amatrice ed ospita al suo interno la cripta di sant'Emidio ed un pregevole polittico di Carlo Crivelli. Cripta di Sant'Emidio – Accoglie, nello spazio sotterraneo del duomo di Ascoli, i resti del patrono ascolano e dei suoi discepoli custoditi all'interno del sarcofago di epoca romana, dell'età di Marco Aurelio. Fu costruita nell'XI secolo per ospitare le reliquie del santo qui trasportate, dalle catacombe di Campo Parignano, dall'allora vescovo Bernardo II. Battistero di San Giovanni - Semplice ed austero nella sua forma di architettura sacra di gusto romanico è costruito interamente in travertino ed annoverato tra i monumenti nazionali italiani. Al suo interno vi sono una vasca circolare, del V secolo, per il battesimo ad immersione ed un fonte battesimale su colonna tortile. Chiesa di San Francesco - Questa chiesa è considerata una delle migliori opere italiane di architettura francescana, nonché l'edificio religioso francescano più rappresentativo della regione Marche. Si eleva al centro di un complesso monumentale cui si aggiungono anche due chiostri. È caratterizzata da un gruppo absidale di raro modello architettonico. Tempietto di Sant'Emidio Rosso - Il piccolo edificio religioso nasce come ampliamento del capitello votivo voluto dai primi cristiani ascolani. Ha custodito per secoli la “Cona de Santo Migno”: pietra utilizzata per la decapitazione del santo, ancora oggi, conservata nel tempietto al di sotto dell'altare. Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte – Questo tempio è uno dei monumenti più importanti della città e ben rappresenta l'arte barocca delle Marche. Progettato da Giuseppe Giosafatti ed ispirato allo stile di Pietro da Cortona e di Gian Lorenzo Bernini fu eretto come ex voto in onore del patrono di Ascoli per aver preservato la città dai danni del sisma del 1703. Chiesa di San Gregorio Magno - Costruita per trasformare in luogo di culto cristiano un tempio romano pagano, edificato tra l'Età tardo Repubblicana, I secolo a.C., e la prima Età Augustea, I secolo d.C. Chiesa di San Tommaso Apostolo - Chiesa romanica costruita verso il 1064, insieme alla Collegiata dei Canonici Lateranensi dell'Ordine di Sant'Agostino, per iniziativa del vescovo Bernardo II. Sorge al lato dell'omonima piazza che custodisce i resti dell'anfiteatro romano. Chiesa di San Vittore - Segue i canoni dello stile romanico. Il suo fianco destro, in origine decorato da affreschi, era costeggiato da un'antica strada che raggiungeva il Forte Malatesta e il Ponte di Cecco. Chiesa di Santa Maria delle Donne - Edificata all'inizio del XIII secolo al di fuori delle mura cittadine oltre porta Romana, nella piana di san Panfilo, e costruita attaccata allo scomparso convento delle suore di clausura. Chiesa del Cuore Immacolato di Maria - Realizzata negli anni cinquanta, è stata istituita come parrocchia dal vescovo monsignor Marcello Morgante nell'anno 1955. Al suo interno custodisce un prezioso crocifisso ligneo, del 1636, intagliato dal francescano Innocenzo da Petralia. Lo storico Giuseppe Fabiani racconta della grande devozione del religioso che lo aveva lavorato solo nei giorni di venerdì, a digiuno ed in ginocchio. Chiesa della Madonna del Ponte - Caratteristica per la sua forma cilindrica e per le modestissime dimensioni, è considerata una tra le più piccole chiese della città. Edificata nell'anno 1689 testimonia l'antica consuetudine di costruire edicole votive in prossimità dei passaggi e degli ingressi alle città. Santuario di San Serafino da Montegranaro - Dal 1570 il luogo venne affidato ai Frati Minori Cappuccini e dopo circa venti anni arrivò nel convento fra Serafino da Montegranaro che vi rimase fino al momento della morte, avvenuta il 12 ottobre 1604. Chiesa di San Giuliano - Edificata all'inizio dell'anno 1000 è stata elevata in conci travertino seguendo i canoni dello stile romanico. L'Andreantonelli la ricorda come la IX parrocchia ascolana. Chiese sconsacrate Chiesa di San Pietro in Castello - Costruita in stile romanico si eleva su una piccola rupe che fronteggia il ponte Romano di Solestà ed è considerata da Giambattista Carducci l'“antico sacro monumento ascolano”. L'attuale edificio religioso è stato ricostruito sullo spazio delle due precedenti chiese: la prima dell'VIII secolo, voluta dal vescovo longobardo Auclere, e la seconda edificata nell'anno 1142. Chiesa di San Salvatore di Sotto - Edificio di stile romanico, dedicato a Dio Salvatore e Principe della Pace, si ipotizza che sia stato costruito sull'area di un tempio romano pagano dedicato a Marte. Sorge poco lontano dal ponte di Cecco, sulla sommità di un poggio che la tradizione ascolana identifica col nome di Colle di Marte, alle pendici di colle San Marco. Dopo lo stato di semi-rudere in cui si trovava, ha di recente subito un restauro comprensivo della ricostruzione dell'abside romanico e del rifacimento dell'interno, degli archi trasversali e della copertura. Chiesa di Santa Maria del Lago - Chiesa poligonale voluta da fra Cola da Tursi, eremita che visse in città nel XVI secolo, che si eleva accorpata all'interno del complesso della fortezza malatestiana. Chiesa di Sant'Ilario - Eretta di fronte al tempietto di Sant'Emidio alle Grotte prima dell'anno 1000 utilizzando materiali di epoca romana provenienti da altre costruzioni. Fu residenza della Congregazione dei monaci camaldolesi di Santa Croce di Fonte Avellana dal XII secolo. Fu adibita a casa rurale dopo il 1860, recentemente è stato effettuato un parziale ripristino dell'interno. Chiesa di San Martino Vescovo - Dedicata a san Martino di Tours fu costruita nella zona centrale della città tra i secoli XI e XII. I vari restauri conservativi ne hanno ingentilito l'aspetto arricchendolo di forme di architettura gotica. Chiesa di San Francesco di Paola - L'edificio religioso fu eretto nel XIX secolo in stile neoclassico seguendo il progetto redatto dal virtebese Tommaso Giusti e rivisto dell'architetto ascolano Ignazio Cantalamessa. La posa della prima pietra della fabbrica avvenne alla presenza del vescovo Gregorio Zelli Iacobuzzi il giorno 15 giugno 1845. I lavori di costruzione si conclusero il 3 dicembre 1849 e la chiesa fu consacrata il 7 aprile 1850. L'interno si sviluppa dalla pianta a croce greca a colonnati e soffitto a cassettoni. Il prospetto è caratterizzato dal pronao a sei colonne di ordine ionico sovrastate dal timpano triangolare. Campanile in asse con l'abside. La chiesa è stata restaurata, tra il 1989 ed il 1991, per iniziativa della locale Cassa di Risparmio di Ascoli, che, dopo averne acquistato la proprietà, ha destinato il suo ambiente ad auditorium e sala convegni. Chiostri Chiostro Maggiore di San Francesco – Fu costruito nell'anno 1565, per munificenza del signore ascolano Vincenzo Cataldi. La sua struttura è preceduta da un portico del 1300. Il suo spazio si apre in un'ariosa area quadrangolare ed appartiene al complesso della chiesa di San Francesco. Sul muro del porticato si trova una lapide ovale che ricorda le figure dei papi Niccolò IV e Sisto V, entrambi usciti dal convento della città. Chiostro Minore di San Francesco – Costruzione che risale al XIV secolo, ora cortile interno di un edificio, apparteneva anch'esso al complesso della chiesa di San Francesco. Eremi Eremo di San Marco – Costruito nella zona del colle San Marco, l'eremo si trova in una posizione del tutto particolare a ridosso di una parete rocciosa. Edificato in pietra concia presenta un doppio ordine di bifore (5 in tutto), mentre alla sua sinistra si erge la torre campanaria. Le prime documentazioni risalgono all'inizio del XIII secolo, quando vi si stabilirono i monaci cistercensi. Statue Monumento al Sacro Cuore – Il monumento religioso dedicato al Redentore, collocato nella parte più alta della collina del Sacro Cuore, è stato inaugurato il 18 maggio dell'anno 1954, giorno in cui si celebra la ricorrenza del Sacro Cuore e data in cui per gli ascolani ricorreva anche il decimo anniversario della ritirata dei soldati tedeschi dalla città. L'opera rappresenta il Cristo, rivolto verso Ascoli, con le braccia aperte in segno di benevola protezione. La statua è stata realizzata come testimonianza per sciogliere il voto religioso che i cittadini avevano rivolto a Gesù affinché durante gli anni della seconda guerra mondiale la città fosse preservata da danni e distruzioni. La scultura è stata ricavata da massi di travertino provenienti dal vicino borgo di Castel Trosino. È alta complessivamente 12 metri, dei quali: 7 m. di basamento e 5 m. di statua, ottenuta dalla sovrapposizione di tre blocchi di pietra. La figura dell'effigie del Cristo è stata eseguita dello scultore ascolano Antonio Mancini. Il basamento, disegnato dall'architetto Vincenzo Pilotti, è stato realizzato dalla locale cooperativa CALTEM. Nel corso del tempo il monumento è stato colpito e lesionato due volte dalla caduta di fulmini. Il primo lo investì nell'anno 1965 e procurò danni leggeri, successivamente sistemati sul posto con opera di restauro dallo stesso esecutore. Il secondo vi cadde il 15 agosto 1990 e, compromettendone la stabilità, rese necessaria la rimozione della statua. Il monumento è stato sottoposto ad un importante e costoso restauro conservativo che ne ha permesso la ricollocazione nella sua sede. Architetture civili Palazzi Palazzo del Governo detto anche palazzo san Filippo, è considerato tra gli edifici di maggiori dimensioni della città. La sua facciata occupa l'intero lato est di piazza Fausto Simonetti ed ospita al suo interno la sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale. Palazzo dell'Arengo - Palazzo che risale alla fine del XII secolo costituito dall'accorpamento del palazzo del Comune e dall'Arringo. All'interno ha sede la pinacoteca cittadina ed alcuni uffici comunali, tra cui quello del Sindaco. Palazzo dei Capitani del Popolo - Affacciato su piazza del Popolo si distingue per la sua elegante torre merlata medioevale a fianco dello storico caffè Meletti. Costruito fra il XIII ed il XIV secolo con l'unione di tre piccoli edifici separati da due rue. Palazzo Malaspina - Uno degli edifici monumentali della città di Ascoli. Elegante costruzione della seconda metà del Cinquecento, ottenuta con la fusione di edifici trecenteschi con tracce di una torre gentilizia presenti e visibili sul fianco (in via dei Malaspina). L'architettura del palazzo è attribuita da Baldassare Orsini a Cola dell'Amatrice. La facciata è animata da due portali a bugnato che riportano gli stemmi delle famiglie Malaspina e Guiderocchi, anticamente legate. Il prospetto, cadenzato da un triplice ordine di finestre, è caratterizzato da un originale loggiato in alto, sostenuto da fusti privi di capitelli e imitanti tronchi d'albero con i rami mozzi. Nel cortile vi è una caratteristica fontana cinquecentesca, molto ornata. Le sale del piano nobile ospitavano la civica Galleria d'Arte Grafica moderna, ora Galleria d'Arte contemporanea, trasferita nel Complesso di Sant'Agostino. Palazzo Malaspina resta ad oggi uno dei più importanti palazzi privati della regione, ancora abitato dalla famiglia Malaspina. Palazzo Bonaparte - Completamente diverso da tutti i palazzi gentilizi coevi della città rappresenta uno dei migliori esempi dell'architettura rinascimentale ascolana. Le sue mura esterne sono riccamente intessute da pietre intagliate che adornano sia le porte d'ingresso che tutte le finestre. Palazzetto Longobardo - Contiguo alla Torre degli Ercolani che ne è parte integrante, è un pregevole esempio di casa gentilizia con torre annessa. Il complesso risale al XIII secolo. Rappresenta un rarissimo esempio di edilizia residenziale del Medioevo perfettamente conservato. Caffè Meletti - Annoverato nell'elenco dei 150 caffè storici italiani è da sempre considerato il ritrovo dei personaggi più illustri della città, punto di incontro di cultura e di vita mondana. Si affaccia direttamente su piazza del Popolo preceduto da un portico con arcate e soffitto affrescato. La vita del Caffè iniziò il 18 maggio 1907, giorno della sua inaugurazione. Torri Ascoli medioevale aveva circa duecento torri gentilizie, prima che Federico II nel 1242 ne facesse distruggere novanta. Oggi se ne possono rintracciare una cinquantina, anche se molte sono state ridimensionate ed inglobate nelle abitazioni e due trasformate in campanili di chiese. Torre degli Ercolani - Fu costruita nel XIII secolo contestualmente al Palazzetto Longobardo, seguendo i canoni delle torri gentilizie. All'epoca la torre gentilizia urbana era intesa come una trasposizione del castello entro la cerchia delle mura civiche: conciliava funzioni di stoccaggio e di difesa a beneficio delle consorterie che ne promuovevano la costruzione, ma era soprattutto uno strumento di imposizione visiva. Torre di San Venanzio - È la torre campanaria dell'omonima chiesa di San Venanzio, riadattata dopo essere stata torre gentilizia. L'esile costruzione vanta di aver conservato la doppia cornice di conci di travertino lungo il perimetro superiore. Torri gemelle - Furono costruite nel XII secolo con i tipici conci di travertino. Ubicate una a fianco all'altra in via delle Torri nelle vicinanze della chiesa di Sant'Agostino sono tra i più bei esempi di torri gentilizie ascolane. Entrambi misurano 25 metri di altezza. Teatri Teatro Ventidio Basso - Opera realizzata da Ireneo Aleandri di Sanseverino tra il 1840 ed il 1846. Si mostra con la facciata neoclassica, in travertino, arricchita da un colonnato centrale in ordine ionico. La struttura si compone di una sala ovale con quattro ordini di palchi, suddivisi in 23 palchetti ciascuno ed il loggione a galleria, per una capienza totale di 842 spettatori. Teatro dei Filarmonici – Inaugurato nel 1832, fu realizzato con i fondi reperiti dalla Società Filodrammatica che si costituì nel 1827. Ha una capienza di circa 400 posti distribuiti tra la platea, i due ordini di palchi ed il loggione. Il Teatro è attualmente chiuso per restauro. Teatro romano - Nel luglio del 2010, dopo un periodo di restauro, il Teatro romano è tornato ad ospitare eventi teatrali nei periodi estivi. Gli spettacoli allestiti rientrano nell'ambito del circuito dei Teatri antichi uniti. Auditorium San Francesco di Paola – È costituito dall'unione di due edifici religiosi: la chiesa di San Francesco di Paola, del 1848, e quella di San Giovanni ad templum, del XII-XIII secolo. I due spazi furono acquistati e restaurati dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. L'auditorium fu inaugurato nel 1992. Auditorium Silvano Montevecchi – Strutturato a forma di ventaglio ha una capienza di circa 450 posti a sedere e presenta ai due lati due piccole tribune. Inaugurato nel 2014, viene utilizzato in particolar modo per eventi culturali di tipo musicale. Fontane Fonte di Sant'Emidio – Opera del XVII secolo, incorniciata da una loggia esterna suddivisa in cinque arcate sormontata da una balaustra di colonnine. Il luogo lega la sua storia alla tradizione di uno dei prodigi di sant'Emidio che non avendo a disposizione l'acqua necessaria per battezzare tutti i nuovi fedeli se la procurò battendo un sasso in questo luogo da cui fece sgorgare la sorgente che alimenta questa fonte. Fonte dei Cani - Nata col nome Fonte dei leoni è stata costruita nell'anno 1823 su disegno di Ignazio Cantalamessa. Attualmente è detta dei cani sebbene le sculture collocate sul fronte rappresentino due piccole leonesse, probabilmente recuperate dalla chiesa di Sant'Agostino e databili intorno al XIII secolo. Col trascrrere del tempo l'originaria denominazione è stata trasformata poiché la vasca della fonte si trova ad una modesta altezza rispetto al piano stradale, caratteristica che facilita ed agevola i cani per abbeverarsi. Fontane di Porta Maggiore - Nei pressi di Porta Maggiore si trovano le due monumentali fontane realizzate, in occasione dell'arrivo ad Ascoli dell'Acquedotto del Pescara, dall'architetto Vincenzo Pilotti e dallo scultore Antonio Mancini. La composizione delle tre vasche che raccolgono il contenimento dell'acqua è sovrastata dalle figure di due statue, una femminile che reca in mano una conca e rappresenta l'Attesa, l'altra maschile ritratta nell'atto di bere personifica l'Arsura. Porte cittadine La città di Ascoli aveva il centro abitato racchiuso all'interno della cinta muraria che delimitava l'area urbana dalla campagna. Le mura erano aperte da sette varchi che indirizzavano il traffico nei punti segnati dalle porte urbane. La posizione dell'incasato ascolano, raccolto tra i solchi dei fiumi Tronto e Castellano, determinò l'esigenza di costruire un ponte in corrispondenza di ogni porta cittadina ad eccezione delle due che si trovavano nella parte ovest direttamente sul piano stradale. (Porta Gemina e Porta Corbara) Porta Gemina - È considerata fra le più vetuste ed importanti porte cittadine ascolane, attraverso i suoi fornici si immetteva la via Salaria all'interno della città provenendo da Roma. Con la sua monumentalità è architettonicamente classificabile come una tipica costruzione romana del I secolo a.C. Porta Corbara – Si apriva all'altezza del piano stradale, nella zona ovest della città, lateralmente al Cassero (Fortezza Pia). Porta Solestà - Fu costruita nell'anno 1230, all'inizio del ponte Romano, per volere di Fidemilio da Mogliano utilizzando probabilmente materiali di risulta di una preesistente porta romana. Mostra al di spora del fornice lo stemma del comune di Ascoli. Porta Tufilla - Eretta tra il 1552 ed il 1555, come testimonia l'epigrafe della linea marcapiano: “PAULO IIII PONT MAX MDLV”, dall'architetto Camillo Merli, sulle fondamenta di una più antica. Porta Maggiore – Varco del lato est della città che mediante ponte Maggiore congiungeva il territorio urbano con l'altra sponda del Castellano. Demolita con l'Unità d'Italia, era stata realizzata nell'anno 1587 come monumentale arco onorario in travertino, per il quale lavorò lo scalpellino Antonio Giosafatti: esordio ascolano della dinastia artistica dei Giosafatti. Porta Cartara – La porta ebbe come primo nome Santo Spirito. Conduceva in città con l'attraversamento del ponte di San Nicola in Ponticello, costruito sul Castellano nella seconda metà dell'XI secolo. Successivamente all'edificazione della cartiera, voluta da papa Giulio II nel 1512, fu rinominata Cartara. Era detta anche Molinara perché molto vicina a un mulino azionato dal fiume. Porta Torricella - Era collegata all'altra sponda del Castellano da un ponte non più esistente. Del varco rimane il profilo, ormai murato, visibile sul muraglione di sostegno del Lungo Castellano Sisto V. Ponti Ponte Romano di Solestà - Costruito durante l'età augustea è noto come uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana poiché ha conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive. Visitabile all'interno attraverso un corridoio d'ispezione. Ponte di Cecco - Ponte di epoca romana, dell'età repubblicana. Nella tradizione popolare si attribuisce la sua realizzazione al diavolo che, su ordine di Cecco d'Ascoli, poeta ed astrologo ascolano, lo avrebbe realizzato in una sola notte. Ponte del Gran Caso - Ponte di epoca romana, prende il nome dall'omonimo torrente Gran Caso. Costituito da un'arcata, faceva parte dell'antica Via Salaria. Ponte Maggiore - Le sue arcate attraversano il torrente Castellano collegando il centro storico al quartiere di porta Maggiore. Fu fatto saltare dai guastatori tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Lo ricostruì, nell'anno 1946, l'ingegnere Giuseppe Viccei. Ponte Tufillo - Si trova nelle vicinanze di porta Tufilla. La sua prima costruzione si fa risalire al tempo del vescovo ascolano Alberico, nell'anno 1097 e, secondo questa datazione, sarebbe stato il ponte medioevale più antico di Ascoli. Ponte Nuovo - Fu progettato e costruito negli anni tra il 1909 ed il 1911 da Umberto Pierpaoli, architetto, ed Enrico Cesari, ingegnere. Dal suo parapetto di destra si scorge il punto di confluenza di due dei tre corsi d'acqua che attraversano la città: il fiume Tronto ed il torrente Castellano. Parti decorative di edifici Edicola di Lazzaro Morelli - Costruita addossata ad un'abside della parete esterna della chiesa di San Francesco, nel 1639, su richiesta del Governatore ascolano Gerolamo Codebò e dedicata alla Madonna di Reggio. Loggia dei Mercanti - Opera cinquecentesca che si aggiunge alla preesistente facciata gotica della chiesa di San Francesco. Commissionata dalla ricca "Corporazione della Lana" si compone di cinque arcate, poggianti su colonne corinzie e termina con un cornicione merlato. Porta della Musa - Questa porta è l'ingresso laterale della cattedrale di Ascoli ed è così poeticamente chiamata dal distico che si legge scalpellato sulla pietra immurata nel suo fianco. Situata tra la IV e la V lesena è un'opera tardo rinascimentale di difficile attribuzione. Alcuni ipotizzano Carlo Crivelli, altri Giuliano da Maiano ed altri ancora Lazzaro di Francesco, ma, quasi sicuramente, è opera di un capace, valente ed ignoto lapicida locale. Portale barocco - Si mostra con un prospetto consistente in un imponente portone, fiancheggiato da due semicolonne ioniche con bugne a fascia, e una sopraelevazione in muratura da cui si affaccia un balcone con ai lati due cariatidi. L'opera è stata realizzata da Giuseppe Giosafatti, nel XVII secolo, per il palazzo del canonico Candido Malaspina che sorgeva sul lato occidentale di piazza Arringo. L'edificio di proprietà del canonico è stato demolito per aprire via XX settembre e raccordarla alla piazza. Attualmente si trova al civico n. 26 di Corso Vittorio Emanuele nella città di Ascoli, dove ha sede la Camera di Commercio. Architetture militari Fortezze Forte Malatesta - Costruzione fortificata edificata nei pressi del ponte di Cecco, passo obbligato per chi accedeva nella città dalla zona est. Sorge vicino alle sponde del torrente Castellano, l'attuale fortezza interamente è stata ricostruita sui resti di una precedente rocca per volere del Signore di Rimini Galeotto Malatesta verso la metà del Trecento. Riaperta al pubblico nel 2010 dopo circa dieci anni di restauro, ospita un polo museale polifunzionale. Fortezza Pia - Antica costruzione militare fortificata che si eleva nella zona più alta della città, deve il suo nome a papa Pio IV che, nel 1560, volle farla ricostruire. Altro Piazze Piazza del Popolo - Di stile rinascimentale è considerata una delle più note piazze d'Italia. Si apre all'incrocio del cardo e del decumano dell'impianto stradale cittadino. Il suo spazio è circoscritto dalle facciate di palazzo dei Capitani, del Caffè Meletti e dalle leggere e gentili forme gotiche della chiesa di San Francesco, tutto il resto del perimetro è delimitato da palazzetti con portici e logge. Piazza Arringo – Questa è la piazza monumentale più antica della città, si ritiene che fosse la sede dell'antico forum e si apre sull'antico percorso della consolare Salaria che attraversava Ascoli. Fu centro propulsore di importanti accadimenti della vita sociale ascolana. Qui predicarono san Francesco d'Assisi, nel 1215, e san Giacomo della Marca, nel 1446. Nell'anno 1335 vi furono redatti gli Statuti del Popolo che sostituirono gli Statuti del Comune. Piazza Ventidio Basso - Ampio spazio irregolare che si apre nel centro storico, già dall'epoca romana e fino al XVII secolo fu il maggiore fulcro commerciale della città. Da questa piazza, ogni anno, si avvia il corteo storico del torneo cavalleresco della Quintana. Strade Via delle Stelle – Questa strada è il vecchio camminamento che si snodava al di fuori delle mura cittadine. Intraprendere questo percorso, che inizia nei pressi di porta Romana e giunge fino al ponte Romano di Solestà equivale ad un'immersione a ritroso nel tempo e fruire della possibilità di ammirare un panorama quasi intatto della città ai tempi dell'Età comunale. Via Salaria - È l'antica strada percorsa dai Romani, chiamata così perché veniva percorsa da Roma fino al mare Adriatico per prendere il sale. Siti archeologici Teatro romano - Addossato alle pendici del colle dell'Annunziata, è stato rinvenuto durante gli scavi condotti nell'anno 1932, e successivi del 1951 e del 1959. Presenta l'emiciclo delle gradinate esposto verso nord, la sua costruzione risalirebbe al I secolo a.C. con successivi restauri ed ampliamenti nella prima metà del I e II secolo dopo Cristo. Grotte dell'Annunziata - Costruzioni monumentali realizzate tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C., all'epoca in cui l'antica Asculum era divenuta colonia di diritto romano. Si tratta di una vasta opera di sostruzione costituita da una serie di camere coperte a volta. Era in funzione di un edificio monumentale che si affacciava sulla città dal pianoro del colle, con grande effetto scenografico. Si ipotizza che si trattasse di un tempio. Percorso archeologico interno a palazzo dei Capitani - Si tratta di un'area archeologica urbana musealizzata che si snoda all'interno di palazzo dei Capitani e mostra la stratigrafia di piani di pavimentazioni che coprono l'arco di tempo compreso tra l'epoca romana ed il Medioevo. Aree naturali Parco dell'Annunziata - Il parco estende la sua superficie nella zona più alta della città, sull'antico colle Pelasgico, ed è considerato il polmone verde di Ascoli. Il luogo, panoramico e strategico, ha storicamente accolto opere difensive fortificate. Qui si elevava l'antico cassero, distrutto in epoca piceno-sabina da Gneo Pompeo Strabone e ricostruito in epoca romana, ora accoglie i resti della Fortezza Pia e delle sostruzioni romane delle grotte dell'Annunziata. Ebbe come prima intitolazione Parco della Rimembranza, denominazione scelta per ricordare i 379 caduti ascolani del primo conflitto mondiale, in memoria dei quali gli alunni delle scuole elementari piantarono altrettanti alberi, ad ognuno dei quali fu apposto il nome di un caduto. Fu inaugurato il 5 luglio 1925, in occasione della commemorazione del decimo anniversario dell'entrata in guerra, alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia. L'area su cui si estende il parco era, fino ad allora, una zona con scarsa presenza di vegetazione, l'amministrazione comunale ascolana, stanziando la somma di 40.000 lire, ne affidò l'incarico di sistemazione all'ingegnere Paoletti che ne curò la progettazione realizzando la strada d'accesso, che si apre da via Pretoriana e, subito dopo, l'opera di piantumazione di circa 4000 essenze arboree tra alberi ed arbusti. Nell'anno 1927 fu costruita la scalinata dell'Annunziata che da via Dino Angelini arriva al parco. In tempi successivi fu realizzata la strada che conduce fino alla Fortezza Pia ed ebbe luogo la sistemazione del piazzale. Parco di Porta Romana “Ugo Tasselli” – Situato nel quartiere di Porta Romana ad ovest del centro storico nell'area dell'ex tirassegno, c’è il parco urbano intitolato a Ugo Tasselli, un giovane ascolano prematuramente scomparso. All’ingresso di viale Treviri è esposta una targa dedicata alla sua memoria. Inaugurato il 30 marzo 2014, di forma rettangolare, presenta verde attrezzato con area giochi per bambini, un campo da calciotto, un campo per calcio a 5 e polifunzionale, due campi da bocce, un’area per cani e una struttura con bar, spogliatoi e servizi. Giardino botanico “Benito Di Lorenzo” - Il giardino, inaugurato nell'anno 1988, si trova in viale della Repubblica nell'area dell'Istituto tecnico agrario statale “Celso Ulpiani”. Nato con scopi prevalentemente didattici ospita innumerevoli varietà di piante tra cui olivi di rara varietà. Giardini pubblici di corso Vittorio Emanuele II - La creazione dei Giardini pubblici risale al 1869 circa quando il Municipio incaricò una commissione di nove cittadini di studiare la sistemazione dell'ingresso della città a Porta Maggiore. II terreno si presentava collinoso, abbandonato pieno di sconcezze. Tale zona, rimasta inutilizzata, compresa tra Villa Vecchi (oggi Luciani), l'emiciclo dopo il ponte Maggiore, via delle Chiaviche e corso Vittorio Emanuele II. La commissione deliberò di farvi un pubblico giardino e apprestò un bozzetto che fu esposto nei locali della biblioteca affinché la pubblica opinione potesse liberamente pronunciarsi in merito al lavoro e suggerire le eventuali e opportune modificazioni o variazioni. Il progetto piacque e si notò fin dall'inizio l'effetto positivo prodotto "da uno spazio esposto ai venti del levante nella estate, rallegrato dal sole d'inverno e le salutari emanazioni delle piante che avrebbero giovato indubbiamente alla salute degli ascolani costretti a vivere tra rete umide e malsane." I lavori furono dati in appalto e diretti da Giulio Gabrielli, pittore e bibliotecario. Durante la loro esecuzione furono rinvenute grandi buche colmate con terra di scarico dove si raccolsero frammenti di epoca romana. Furono scoperti due cunicoli o grotti praticabili ma senza via d'uscita, lavorati irregolarmente e a quanto pare allo scopo di estrarvi pietra da costruzione. I Giardini pubblici furono inaugurati nel 1873 e già nel 1877 si parlava di ampliare i giardini con l'annessione dell'orto della parrocchia di San Vittore ma insorsero elette difficoltà e il progetto svanì. Nel 1879 vi fu costruito uno chalet, piccolo fabbricato comunale al centro dei giardini pubblici. Nel 1961 furono eseguiti nuovi lavori di sistemazione che comportarono la demolizione dello chalet ottocentesco e la collocazione della statua di re Vittorio Emanuele II trasferita da piazza Arringo. Nel 1998 sono state collocate altre due statue (“Porta della luce” e “Il picchio e l'aquila”) realizzate in occasione del concorso nazionale per opere di scultura in travertino ascolano. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Secondo l'ultimo censimento la popolazione è di circa 50 mila abitanti, ma bisogna considerare che l'elevato costo delle abitazioni ha spinto molti ascolani a trasferirsi nei comuni limitrofi che si trovano ormai a lambire i quartieri e le frazioni della città. Comuni che segnano aumenti significativi di popolazione e indici di vecchiaia molto più bassi. Va poi considerata la presenza di un numero consistente di persone abitanti all'interno del comune ma non residenti o difficilmente censibili, come gli stranieri non regolarizzati e gli studenti fuori sede che alloggiano in città. Tutto questo induce ragionevolmente a ritenere che la città di Ascoli Piceno sia a tutti gli effetti più popolosa rispetto ai dati ufficiali. Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2010 risultavano residenti 2.725 cittadini stranieri, pari al 5,3% della popolazione. Il gruppo etnico più numeroso è quello rumeno. Le nazionalità straniere principali presenti nella città sono: Romania, 652 Polonia, 375 Albania, 342 Repubblica di Macedonia, 229 Cina, 181 Filippine, 160 Marocco, 152 Ucraina, 124 Serbia, 73 Moldavia, 39 Istituzioni, enti e associazioni Casa circondariale - L'istituto è situato nella zona di Marino del Tronto ed è funzionante dal 1981. È caratterizzato principalmente da una separazione, sia strutturale che gestionale: la Sezione Giudiziaria, il Circondariale vero e proprio e la Sezione "Marino", Penale che ospita i detenuti sottoposti al regime previsto dall'articolo 41 bis (Ordinamento penitenziario), più noto come Regime di carcere duro. Forze armate - La città di Ascoli Piceno è sede dello storico 235º Reggimento Addestramento Volontari "Piceno". La caserma Clementi è l'unica in Italia dedicata alla formazione dei soli Volontari di truppa di **** femminile. Nel 2001 in piazza del Popolo vi è stato il primo giuramento nella storia della Repubblica italiana di donne soldato. Fino al 21 dicembre 2007 la città è stata anche sede del Comando Reclutamento e Forze di Completamento Esercito "Marche". Dal 1º gennaio 2008, nell'ambito della riorganizzazione degli Enti territoriali dell'Esercito, il nuovo Comando Militare Esercito "Marche" è stato trasferito ad Ancona. Da non dimenticare che è stata sede della Scuola A.U.C. (Allievi Ufficiali di Complemento) e all'epoca era chiamata anche la 2^ Modena (Accademia). Cultura Biblioteche Biblioteca comunale Giulio Gabrielli - Fondata nell'anno 1849, dopo aver avuto sede nel palazzo dell'Arengo, tranne nel periodo tra il 1910 ed il 1938 che fu ospitata nel palazzo dei Capitani del Popolo, è stata trasferita all'interno del Polo culturale di Sant'Agostino nel 1999. La biblioteca conta la presenza di circa 200.000 volumi tra cui, il più antico, è un codice benedettino del XII secolo ed una raccolta di corali miniate. Acquisì, dopo l'unità d'Italia, i fondi librari delle corporazioni religiose. Biblioteca ed Archivio Diocesano - Istituita nell'anno 1935, annovera al suo interno circa 50.000 volumi, tra i quali quelli della biblioteca capitolare ed i testi donati da Giuseppe Fabiani e Francesco Antonio Marcucci. Archivio di Stato Università La città di Ascoli Piceno è sede amministrativa e didattica della Scuola di Architettura e Design dell'UNICAM.: Scuola di Architettura e Design “E. Vittoria” (UNICAM) Scuola di Scienze e Tecnologie (UNICAM) Facoltà di Medicina e Chirurgia (UNIVPM) Istituto superiore di Scienze Religiose “Mater Gratiae” collegato alla Pontificia Università Lateranense Musei Pinacoteca civica - Conserva opere pittoriche su tela e su tavola realizzate dal XIV al XX secolo. Tra gli artisti più famosi presenti: Tiziano, Guido Reni, Carlo Crivelli, Pietro Alemanno e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Di notevole pregio anche il piviale di manifattura inglese, del XIII secolo, che il papa ascolano Niccolò IV donò alla cattedrale della città. Galleria d'arte contemporanea Osvaldo Licini - Ospitata presso il complesso del Polo di Sant'Agostino espone al suo interno la maggiore collezione pubblica mondiale del pittore Osvaldo Licini e comprende, inoltre, dipinti di Lucio Fontana, de Pisis, Sebastian Matta, Gino Severini, Tullio Pericoli ed altri. Museo della ceramica - Inaugurato nel 2007, conserva al suo interno ceramiche dell'antica tradizione ascolana, dal XIV secolo fino al XX secolo, oltre una sezione dedicata alle ceramiche italiane come Castelli, Deruta, Faenza, Montelupo Fiorentino ed altre. Museo dell'Alto Medioevo - Situato all'ultimo piano del Forte Malatesta, accoglie l'esposizione dei corredi in oro di due delle circa 260 tombe longobarde scoperte nel 1893 presso la necropoli di Castel Trosino. La Sala degli Ori di Castel Trosino, per l'importanza dei reperti è l’elemento principale dell’esposizione. Il museo è stato inaugurato nel 2014. Polo museale Forte Malatesta - Nell'interno dell'antica struttura, oltre al Museo dell'Alto Medioevo, trovano posto esposizioni temporanee. Musei della Cartiera papale - Complesso architettonico che ha sempre ospitato mulini ad acqua e che ben rappresenta un esempio di archeologia industriale. Si sviluppa su più livelli edificati in diversi periodi, attualmente utilizzato come spazio museale ospita il Museo della carta, la Sala delle macine, il Museo high-tech dell'acqua e il Museo di storia naturale "Antonio Orsini" che accoglie reperti di rocce, minerali fossili, erbari e conchiglie. Museo archeologico statale – Ospitato nei locali di Palazzo Panichi espone rinvenimenti del territorio ascolano e di tutto il Piceno in generale. È diviso in tre sezioni: preistoria, protostoria e romana. Museo diocesano - Inaugurato nell'anno 1961 dal vescovo Marcello Morgante raccoglie pregevoli opere di arte sacra. Museo-biblioteca "Francesco Antonio Marcucci" - Inaugurato nel 1994 ha sede nell'appartamento di monsignor Marcucci dove sono custoditi oggetti e memorie riguardanti la congregazione da lui stesso fondata, oltre la biblioteca e la cappellina. Media Cinema I film più importanti girati in questa città: I delfini di Francesco "Citto" Maselli, in bianco e nero, uscito nel 1960, con Sergio Fantoni, Claudia Cardinale e Tomas Milian, ricco di splendidi scorci della città, tra cui piazza del Popolo ed il Caffè Meletti; Alfredo Alfredo di Pietro Germi uscito nel 1972 che vedeva come protagonisti Stefania Sandrelli e l'attore americano Dustin Hoffman, lei nel ruolo di una farmacista, lui nel ruolo di un impiegato di banca della Intesa Sanpaolo. Le scene furono girate interamente in città, tranne alcune durante la fase finale del film; Peccato senza malizia, di Theo Campanelli uscito nel 1975. Il grande Blek, di Giuseppe Piccioni uscito nell'anno 1987. Morirai a mezzanotte, di Lamberto Bava, 1986 Cuori al verde di Giuseppe Piccioni, 1995 E adesso sesso di Carlo Vanzina, 2001 Il maestro degli errori, di Piero Maria Benfatti, finito di girare nel 2003, con Remo Girone e Tobias Moretti. Il film premiato al Festival del Cinema di Salerno nel 2005, è un kolossal storico che ricostruisce la vita di Francesco Stabili, meglio noto come Cecco d'Ascoli. Girato prevalentemente ad Ascoli con massiccio uso di comparse locali, il film uscì con successo all'estero (in particolare ottimi incassi nei cinema in Germania e ottimi ascolti in TV in Austria), ma non è mai uscito in Italia a causa di insolvenze finanziarie della produzione, che hanno costretto la magistratura al sequestro della pellicola. Kanthaswamy, 2009, colossal di produzione indiana e regia di Susi Ganesan con delle scene girate nel centro storico e nel Teatro Ventidio Basso Televisione Serie TV Sospetti di Luigi Perelli, 2000 Un caso di coscienza di Luigi Perelli, 2003 Festivalbar La città negli anni novanta è stata, grazie al patron Vittorio Salvetti prima, e al figlio Andrea dopo, tappa fissa del Festivalbar. Nella cornice di piazza del Popolo si sono svolte le edizioni del 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1999. Nel 1995, causa lavori di restauro all'arena di Verona, sede delle finalissime della manifestazione, la città di Ascoli ospitò le due serate delle finali presentate da Amadeus, Federica Panicucci e Laura Freddi. Spot pubblicitari Nel 1998, in una scena di uno spot pubblicitario per la FIAT, si notavano Fiat 500 girare intorno a piazza del Popolo con lo sfondo della chiesa di San Francesco. Nel 2012 piazza del Popolo è stata scelta come scenario per lo spot televisivo di Telecom - Impresa Semplice e per lo spot natalizio della Vodafone. Teatro Compagnia dei Folli - Gruppo teatrale italiano di strada e d'immagine fondato nel 1984 a Castel Trosino. Dopo molti anni di attività, nell'anno 2002, la Compagnia ha dato vita ad uno spazio teatrale nella città presso il Palafolli dove ha creato anche una scuola di teatro. Compagnia del Capannone – Costituita nell'anno 1987 perseguendo l'impegno di proporre commedie in dialetto ascolano, oltre a testi in lingua italiana. Tra le sue rappresentazioni la commedia Sparpagghiò la storia e la morte con musiche di Giovanni Allevi. Synergie Teatrali - Compagnia di prosa professionale costituitasi ad Ascoli Piceno. Cucina Il piatti che maggiormente rappresentano la cucina e la gastronomia locale sono le olive all'ascolana ed il Fritto all'ascolana ed entrambi devono il loro nome alla città. Le olive verdi tenere, dopo essere state denocciolate e riempite con un morbido composto a base di carne mista vengono impanate e fritte. Il fritto all'ascolana è una pietanza che si compone di costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta (cremini). Un'altra specialità territoriale, legata alla tradizione, è l'oliva in salamoia. Si tratta di olive verdi tenere ascolane che, dopo la raccolta, sono messe in salamoia con acqua, sale ed erbe selvatiche, tra cui il finocchietto, seguendo la ricetta di un monaco cellarius che, nel XVI secolo, si occupava della conservazione dei cibi nel convento dei Benedettini Olivetani della chiesa di Sant'Angelo Magno. La varietà dell'Oliva Ascolana del Piceno era già conosciuta e ricordata da Plinio e Marziale, fu apprezzata anche da Sisto V, dai compositori Gioacchino Rossini e Giacomo Puccini. La particolarità di questa pianta è di essere coltivabile, per il facile attecchimento, in poche zone del territorio ascolano che si distinguono per peculiari caratteristiche del terreno (humus). Il suo frutto, utilizzato per la preparazione delle olive ripiene, si distingue per avere un nocciolo piccolo ricoperto da un mesocarpo polposo e tenero. I dolci tipici ascolani sono legati per lo più ai periodi di festa. Un esempio è il frustingo, dolce natalizio realizzato con fichi secchi, noci, mandorle e canditi, molto simile nel gusto e nella preparazione al celebre pane di pere zurighese. E poi i dolci tipici del periodo di Carnevale e Pasqua: le castagnole inzuppate nell'anisetta, liquore dolce all'anice prodotto nel Piceno, la cicerchiata, i ravioli con ripieno i castagne o di ricotta e la zuppa inglese detta “Pizza dolce”, farcita alle creme, che rappresenta il dessert tipico della tradizione picena. Infine i Piconi (Ravioli): sono fatti con pasta frolla all'esterno e dentro un impasto di ricotta fresca, cacao amaro e castagne (qualcuno aggiunge un goccio di rum). Semplici e cotti al forno, sono adatti alle colazioni primaverili. Ci sono ovviamente anche i piconi al formaggio, fatti con pecorino fresco e stagionato, consumati come antipasti per il pranzo di Pasqua. Per quanto riguarda gli alcolici, tutta la zona dell'ascolano è nota per la produzione del Rosso Piceno Superiore, del Falerio e del vino cotto, ottenuto dalla concentrazione del mosto mediante cottura. Eventi, tradizioni e folclore Torneo cavalleresco della Quintana e Festa patronale - La città è per molti versi legata alle tradizioni religiose e civili ed i principali avvenimenti cittadini ruotano intorno alla festività del patrono sant'Emidio che si celebra il 5 agosto che ha il suo culmine dopo la mezzanotte con i fuochi d'artificio. La prima domenica di agosto si tiene la solenne sfilata storica della Quintana cui partecipano oltre 1.500 figuranti in costume e le autorità cittadine, Sindaco compreso nel ruolo di Magnifico Messere. Al termine della sfilata si tiene il torneo cavalleresco della Quintana, basato su antichi statuti del XIV secolo e che si rinnova dal 1955 senza interruzioni. Da alcuni anni è stata anche inserita la manifestazione della Quintana in notturna, si svolge la sera del secondo sabato di luglio. Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno - Si svolge ogni anno, tra la fine di novembre ed i primi di dicembre, organizzato dall'Istituto Studi Medievali Cecco d'Ascoli. Si tratta di un premio letterario che viene assegnato ad una personalità nel campo della medievistica internazionale che si è contraddistinta per la pubblicazione di testi che contribuiscono all'indagine storica e al valore della ricerca storiografica. Tra i vincitori del premio si ricordano Elémire Zolla (1987), Ovidio Capitani (1989), Liliana Cavani (1991 per il film Francesco) e Pupi Avati (2008 per il film Magnificat del 1993). Nel 1987 la Giuria del Premio assegnò una menzione speciale allo storico francese Jacques Le Goff. Concorso Pianistico Internazionale Ferenc Liszt - dal 2009 la città ospita la finale del concorso dedicato al grande musicista ungherese Ferenc Liszt, conosciuto anche come Premio Liszt, volto alla ricerca e al sostegno di giovani talenti del pianismo lisztiano mondiale. Tramite la manifestazione Ascoli Piceno ha goduto della presenza in giuria della più unica che rara Martha Argerich (2009), del grande lisztiano Daniel Rivera, del M° Marcello Abbado (2010) e del M° Leonid Margarius (2011). Fritto misto all'Italiana - Tra fine aprile ed inizio maggio si svolge un'importante manifestazione gastronomica con la presenza di stands provenienti dalle regioni d'Italia e da molti paesi del mondo, che permette di degustare molti dei tipi di fritti italiani e non solo, tra cui la locale oliva fritta all'ascolana. Mercatino dell'Antiquariato - Si svolge nel centro storico ogni terza domenica del mese. Una delle rassegne più meritevoli del panorama mercati artigiani divenuto negli anni un punto di riferimento per migliaia di appassionati dell'arte antica. Migliaia le proposte, appartenenti ai settori merceologici dell'antiquariato; si possono trovare dai mobili agli argenti, dai gioielli ai dipinti, dai disegni alle stampe, dalle sculture agli oggetti d'arte, tutto di epoche comprese fra il Settecento e il Novecento; ma anche tappeti, tessuti e pizzi, ceramiche e manufatti d'arte. Ascoliva Festival – È il festival mondiale dell'originale oliva ripiena all'ascolana. La prima edizione si è svolta nella centralissima piazza Arringo dall'8 al 15 agosto 2013. L’evento di tipo gastronomico-culturale, intende valorizzare non solo la tipica oliva all’ascolana, ma anche i suoi altri importanti tesori enogastronomici e quelli culturali della città e di tutto il territorio piceno. Degustazioni, laboratori, dibattiti, eventi, spettacoli, itinerari culturali e altro accompagnano i giorni della manifestazione. Tenera Ascoli - Manifestazione che si svolge nel mese di novembre organizzata nell'ambito delle attività di Slow Food Marche. Protagonista assoluta è l'oliva della varietà Ascolana Tenera, ma è possibile degustare anche gli altri prodotti tipici del Piceno. Nell'evento si succedono ****, degustazioni, una colazione itinerante nel cuore del centro storico e un mercato con le migliori produzioni gastronomiche provenienti dalle varie aree del Piceno e gustosi appuntamenti a tavola. Ci sono i Laboratori del Gusto sull'oliva tenera, sull'eccellenza enologica del Piceno, sull'olio extravergine, il tartufo e l'anisetta. Carnevale di Ascoli - Il Carnevale di Ascoli è una manifestazione tradizionale, originale ed interessante per il suo carattere goliardico e popolare che coinvolge la partecipazione dei cittadini, mascherati sia in gruppi che in carri la domenica ed il martedì grasso. Persone legate ad Ascoli Piceno Geografia antropica Suddivisioni storiche La suddivisione storica di Ascoli Piceno è riportata nel testo degli Statuti Comunali del 1377. Al tempo la città era divisa in quattro quartieri che corrispondevano all'antico insediamento urbano: Sant'Emidio, Santa Maria Intervineas, San Venanzo, San Giacomo. Ogni quartiere era a sua volta ripartito in sei sestieri. Successivamente, una delibera consiliare del 14 settembre 1881 cambiò la denominazione precedentemente adottata e la trasformò nella seguente nomenclatura corrispondente: Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cecco D'Ascoli, Ventidio Basso. Avanti nel tempo i quartieri di Cecco d'Ascoli e Ventidio Basso furono rinominati rispettivamente Giuseppe Mazzini e Camillo Benso conte di Cavour. Nell'anno 1969, a causa dell'espansione urbana, si rese necessario un esame di revisione della toponomastica cittadina. Per tale studio fu incaricata una commissione che ritenne di adottare nuovamente le precedenti denominazioni. Il consiglio comunale ascolano l'approvò il giorno 16 giugno 1970, e da allora i 4 quartieri del centro storico riassunsero l'antico nome. Intorno ai 4 quartieri centrali vi sono 8 rioni: Borgo Solestà, Campo Parignano, Borgo Chiaro, Castagneti, Santi Filippo e Giacomo, Porta Maggiore Borgo Cartaro, Porta Romana. Suddivisioni amministrative Il territorio del comune di Ascoli Piceno è stato suddiviso dapprima in 11, poi fino al giugno dell'anno 2009, in nove circoscrizioni: 1º Centro storico 2º Circoscrizione Borgo Solestà 3º Campo Parignano 4º Porta Maggiore e Santi Filippo e Giacomo 5º Mozzano 6º Venagrande 7º Piagge 8º Monticelli 9º Villa Sant'Antonio Quartieri e zone della città Frazioni Bivio Giustimana, Campolungo, Caprignano, Carpineto, Casalena, Casamurana, Case Schiavi, Castel Trosino, Cavignano, Cervara, Colle, Colle San Marco, Colloto, Colonna, Colonnata, Coperso, Faiano, Fonte di Campo, Funti, Giustimana, Il Palazzo, Lago, Lisciano, Lisciano di Colloto, Montadamo, Monte di Rosara, Morignano, Mozzano, Oleificio Panichi, Palombare, Pedana, Piagge, Pianaccerro, Polesio, Ponte Pedana, Porchiano, Rosara, San Pietro, Santa Maria a Corte, Talvacchia, Taverna di mezzo, Trivigliano-Villa Pagani, Tozzano, Tronzano, Valle Fiorana, Valle Senzana, Valli, Vena piccola, Venagrande, Villa Sant'Antonio. Economia Industria Ascoli Piceno si industrializzò notevolmente grazie alle sovvenzioni statali provenienti dalla Cassa del Mezzogiorno. La città vanta una discreta zona industriale (zona Campolungo) con la presenza di alcu

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