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Valentano

Valentano, (Viterbo) Tempo di lettura: circa 9 minuti
Valentano è un comune italiano di 2.897 abitanti della provincia di Viterbo. Il paese, dalla tipica architettura medievale con edifici tufacei, dista dal capoluogo circa 33 km.Geografia fisicaTerritorioValentano, collocato a 538 m s.l.m. a Sud-Ovest del Lago di Bolsena e contornato dalle vette degli Appennini, il Monte Amiata e i Monti Cimini, sorge su di un colle della catena dei Volsini, a piedi del Monte Starnina. Il suo territorio, di 43 km² circa, ha tutte le caratteristiche di un luogo "alto, ventoso e freddo", dall'aria "soavissima, buona e delicata", tanto decantata fin dai secoli passati.Nel territorio comunale si trova il lago di Mezzano.ClimaClassificazione climatica: zona E, 2375 GR/GFitoclimatologiaSeconda la Carta Fitoclimatologica del Lazio, la zona ricade all'interno della regione mesaxerica (sottoregione ipomesaxerica) nella 6ª unità fitoclimatica, con termotipo collinare inferiore/superiore e ombrotipo subumido superiore/umido inferiore.La vegetazione forestale prevalente è data essenzialmente da cerreti, querceti misti e castagneti. Potenzialità per faggeti termofili e lembi di bosco misto con sclerofile e caducifoglie su affioramenti litoidi.Alberi guida (bosco): Quercus cerris, Q. petraea, Q. pubescens, Carpinus betulus, Castanea sativa, Acer campestre, A. monspessulanum, Tilia plathyphyllos, Sorbus terminalis, S. domestica, Corylus avellanea, Mespilus germanica, Prunus avium, Arbutus unedo.Arbusti guida (mantello e cespuglietti): Cytisus scoparius, Cornus sanguinea, C. mas, Coronilla emerus, Prunus spinosa, Rosa arvensis, Lonicera caprifolium, Crataegus monogyna, Colutea arborescens.Il lotto boschivo, secondo la classificazione del Pavari (1916), di ampio uso nel settore forestale, fa parte della zona fitoclimatica del Castanetum, sotto-zona calda di 2º tipo con siccità estiva.StoriaToponimoSono state fatte molte ipotesi sull'origine del toponimo, alcune delle quali legate all'identificazione dell'antica città etrusca di Verentum. Un'altra ipotesi è che Leone IX decise di far costruire due castelli intorno al Lago di Bolsena: uno in Val di Lago e l'altro in una valle ricca di alberi di Ontano, che veniva appunto chiamata Valle Ontana. Un'altra ipotesi piuttosto plausibile deriverebbe da un certo Valente, possidente signore che in antichità doveva risiedere in questa zona. Il suffisso -ano significa spesso "proprietà di", da cui Valente-ano, proprietà di Valente.Periodo preistoricoIl territorio di Valentano è stato sicuramente abitato fin dalla preistoria. I più importanti ritrovamenti sono quelli dei villaggi palafitticoli dell'età del bronzo posti nel Lago di Mezzano, che costituiscono una conferma all'interpretazione degli storici, che vi hanno individuato il Lacus Statoniensis dei Romani descritto da Seneca nelle Naturales Quaestiones e da Plinio il Vecchio nel trattato Naturalis Historia. I reperti recuperati nelle campagne archeologiche dal 1973 a oggi hanno rivelato un popolo laborioso, incline all'allevamento del bestiame, alla coltivazione, creatore di utensili domestici e da lavoro in legno, in pietra, in bronzo e in ceramica. Altre testimonianze preistoriche sono state individuate in molte parti del territorio comunale, come Vallone, Monte Saliette, Poggi del Mulino e Monte Starnina.Periodo etrusco-romanoLe presenze etrusche nel territorio di Valentano sono testimoniate in alcuni luoghi come Spinetto, Vallone, Santa Lucia e il più importante tra questi è il Monte Becco, situato nei pressi del Lago di Mezzano. In ogni caso si rinvengono solo poche tracce della presenza etrusca, anche se la tradizione vorrebbe che il paese derivi da "Verentum", una città mai identificata. Si conservano invece cospicui resti della civiltà romana, come strade (diverticolo della Via Clodia), ville rustiche e, da segnalare, un maestoso tronco marmoreo di Giove finito nel museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.Alto MedioevoIl primo manoscritto con un riferimento al paese nella sua denominazione attuale, è dell'813 (Regesto di Farfa) mentre "Balentanu" appare in altri documenti dell'Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata, a partire dall'844. Si registra la presenza del castello diruto di Mezzano nell'827 e del villaggio di Villa delle Fontane nell'839. Qui sorse poi una sede Templare con la sua Chiesa dedicata a Santa Maria del Tempio.Il Rinascimento - La famiglia FarneseDal 1354 il paese è posto sotto la signoria dei Farnese, che hanno lasciato molte tracce indelebili, monumenti insigni come la Rocca con il Castello e le numerose Chiese. La famiglia Farnese si stabilì definitivamente a Valentano dopo che il Cardinale Albornoz concesse loro la Rocca, che fu trasformata velocemente da castello difensivo a dimora residenziale. I Farnese avevano una nomina rinomata nel borgo e, a distanza di secoli, il popolo Valentanese li ricorda ancora per i lavori urbanistici effettuati nel primo ventennio del XVI.Fra i personaggi rilevanti che hanno abitato a Valentano, vanno ricordati Alessandro Farnese, poi divenuto papa Paolo III e sua sorella Giulia, detta "la bella", Angelo Farnese, Pier Luigi Farnese. Vi nacquero il "gran Cardinale" Alessandro, i duchi Ottavio e Orazio, il cardinal Ranuccio e Vittoria duchessa di Urbino. Nel 1537, Paolo III costituì per Pier Luigi e i suoi eredi il ducato di Castro e Ronciglione e, quindi dal 1545, quello di Parma e Piacenza.Le numerose vertenze che videro in campo i Farnese e la Camera Apostolica si conclusero con la guerra di Castro del 1649, con la distruzione della città di Castro, capitale del ducato, Valentano divenne il centro amministrativo del Castrense e vi venne trasferito l'archivio storico. La diocesi fu trasferita ad Acquapendente.Lo Stato PontificioGli avvenimenti dei secoli seguenti registrano l'abbandono del paese da parte dei Farnese e, nel 1731 la Rocca Farnese fu trasformata in un monastero di clausura fino al 1930. È rimasta la suggestiva "scala santa", affrescata con scene della Passione che hanno ricoperto gli affreschi d'epoca farnesiana. I Valentanesi sono presenti nell'Associazione Castrense del 1848 e quindi nella Lega dei Comuni di Castro che si opponeva al potere temporale dei papi e auspicava, nello spirito risorgimentale del tempo, l'unione dell'Italia tutta. Sede di una guarnigione di Zuavi pontifici, il paese registrò l'arrivo e gli scontri con i garibaldini nel 1867. Ma ormai il 1870 era alle porte e mentre si festeggiava la presa di Roma gli Zuavi incendiavano, nella piazza principale del paese, quasi tutte le carte dell'archivio storico del Comune di cui rimangono comunque preziose e insostituibili testimonianze, unitamente alle carte amministrative della distrutta città di Castro.Storia modernaFin dalla fine del XIX secolo il paese registrò una forte emigrazione verso le Americhe e furono molti i soldati che parteciparono alla prima guerra mondiale con molti caduti. La seconda guerra mondiale, invece, attraversò questo territorio nel giugno 1944 causando, con i caduti al fronte, molte vittime civili alla cui memoria, nel giugno 2004, è stata apposta una targa commemorativa in via Trento e Trieste, nello stesso luogo del "Portonaccio" di Palazzo Vitozzi, ove cadde il colpo di artiglieria che causò la morte di sette civili.Monumenti e luoghi d'interesseArchitetture religioseChiesa Collegiata di San Giovanni Apostolo ed EvangelistaCostruzione del XII sec. è collocata a Piazza della Vittoria, vicino alla Rocca Farnese.Chiesa di Santa MariaCostruita intorno al XV sec. è posta a metà della via principale del paese (Corso Giacomo Matteotti). Al suo interno è custodito un importante affresco della Madonna della Rosa.Chiesa di Santa CroceSituata fuori dalle antiche mura cittadine.Chiesa della Madonna del MonteSorge sulla sommità del Montenero, fu restaurata nel 1986.Santuario della Madonna della SaluteConsacrato con il nome "Santa Maria della Salute" fu fondato da Francesco Portici verso il 1470.Chiesa dell'Annunziata a Villa FontaneSita in località Villa Fontane, questa chiesa fu edificata intorno al 1930. L'edificio appartenne originariamente ai Templari, perciò ai Cavalieri di Malta.Ex Chiesa di Sancta Maria ad TemplumEx Chiesa dell'EschioEx Chiesa della Madonna della Pietà o dell'OspedaleArchitetture civiliPalazzo Comunale (Municipio)Di architettura Rinascimentale all'interno del portico di esso sono situati gli stemmi di Martino V Colonna e della famiglia Farnese.Porta MagentaSu disegno del Vignola, viene più comunemente chiamata "La porta del Mascherone" a causa della faccia con la lingua di fuori scolpita sulla sua sommità.Palazzo monumentale dei VitozziSituato lungo Via Trento e Trieste, si presenta strutturato con finestre incorniciate in pietra vulcanica, sulla facciata vi è lo stemma della famiglia e sugli architravi è inciso il nome di colui che lo costruì: il sacerdote Joannes Vitotius.Palazzo CrucianiDove nacque il matematico Paolo Ruffini, si trova in Via Carlo Alberto.Terrazza panoramica di San MartinoAree naturaliLago di MezzanoAppartiene al sito di importanza comunitaria (SIC) "Lago di Mezzano - IT6010012"SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Tradizioni e folcloreSono molte le tradizioni secolari, tuttora vive e sentite dalla comunità e dai numerosi villeggianti e ospiti che ormai hanno scelto questo paese come loro soggiorno.Venerdì Santo: Suggestiva processione per le vie del paese con la rappresentazione della Via Crucis.Lunedì dell'Angelo: Festa dell'Annunziata a Villa Fontane, ove vengono svolti caratteristici giochi popolari.luglio/agosto: feste in piazza, manifestazioni culturali, musicali e teatrali, mercatini farnesiani; sagra dei prodotti tipici locali con manifestazione Ceniamo Insieme a cura della Pro Loco e feste popolari in onore del compatrono San Giustino (periodo susseguente al Ferragosto); corse di cavalli e rievocazione del Palio del Ducato di Castro.CulturaIstruzioneScuoleScuola Materna StataleScuola Elementare Statale - Istituto Comprensivo "Paolo Ruffini"Scuola Media StataleMuseiMuseo della preistoria della Tuscia e della Rocca FarneseProdotti tipiciPatata dell'alto viterbeseCece del solco drittoPersone legate a ValentanoPaolo Ruffini, insigne matematico, nacque a Valentano il 22 settembre 1765.Mastro Titta, boja di Roma, al secolo Giambattista Bugatti. Nella sua carriera, iniziata il 22 marzo 1796, arriverà a 516 il totale tra suppliziati e uccisi; a Valentano si ricorda la sua prima esecuzione a Poggio delle Forche, oggi via del Poggio. Mastro Titta racconta la sua prima esecuzione valentanese: «Il 28 marzo 1797, mazzolai e squartai in Valentano Marco Rossi, che aveva ucciso suo zio e suo cugino per vendicarsi della non equa ripartizione fatta di una comune eredità». Valentano vide all'opera Mastro Titta ancora il 30 settembre 1854, per la decollazione di Angelo Racchetti di Gradoli.Rosario Scipio, poeta e scrittore, nato a Valentano nel 1910.Giovanni D'Ascenzi, vescovo, nato a Valentano nel 1920.EventiFiera del cedro: Istituita nel 1461 da Pier Luigi Farnese, è una fiera dedicata ai prodotti locali e a tutti i generi di merci. Viene svolta la terza domenica di maggio e il lunedì successivo.Festa del Solco dritto della Madonna dell'Assunta - 14/15 agosto: Riguarda un rituale propiziatorio in cui la popolazione affida a colui che è il "Signore della festa" l'onere di scegliere i più abili bifolchi per guidare l'aratro. La tiratura avviene all'alba del 14 agosto nella Piana di Valentano in cui il solco dritto dovrà percorrere 5 km circa. La tradizione vuole che più il solco è dritto più il raccolto sarà abbondante.PatroniSan Giovanni apostolo ed evangelistaSan Giustino martireSant'Agapito (in origine era il patrono della scomparsa città di Bisenzo, di fronte all'isola Bisentina)EconomiaTurismoI villeggianti sono molti, specialmente nei mesi estivi, proprio per questo suo essere un luogo collinare tra "lago e mare". E non a caso la Regione Lazio ha compreso Valentano fra i centri a prevalente economia turistica.Infrastrutture e trasportiStradeValentano, tramite la Strada Provinciale 47 Lamone , è collegata a Ischia di Castro.AmministrazioneNel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Valentano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.Gemellaggi Haltwhistle Saint-Méen-le-GrandAltre informazioni amministrativeFa parte della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale.Fa parte del Comitato Bacino Lago di Bolsena.SportCalcioLa principale squadra di calcio della città è S.S.D. Valentano che milita nel girone A laziale di Prima Categoria.CuriositàIl giorno di Sant'Agata (5 febbraio) del 1254 si infuocò una trave proveniente da Porta Magenta. Si racconta che tale trave si spense soltanto con l'acqua del Lago di Bolsena.Si racconta che quando il Vignola svolgeva i lavori per Porta Magenta, intorno a lui si riunirono un gruppo di curiosi che intralciavano i lavori. A lungo andare, stanco di quel continuo vociferare, decise di vendicarsi scolpendo una faccia con la lingua di fuori che simboleggia la "lingua lunga" del popolo Valentanese.Nel 1657, anno in cui scoppiò la peste nel Viterbese, soltanto il paese di Valentano rimase indenne. Si racconta che "l'uccellino della peste" si sia fermato ai confini del paese (precisamente fra il Santuario della Madonna della Salute e la Stradina). Qui la popolazione di Valentano ha eretto una piccola nicchia in cui è raffigurata la Madonna con il bambino in braccio e un uccellino sotto il suo piede.Pier Luigi Farnese fu assassinato da un'arma bianca, gettato dal balcone e lasciato in balia degli agenti atmosferici e degli animali per alcuni giorni. Quando a Valentano tira vento di Ponente, si racconta che l'anima di costui giri attorno alla Rocca Farnese e ululando si lamenta in cerca di pace.Nel 1868 la Torre del Castello Farnese era adibita come prigione, qui vi fu rinchiuso un soldato delle truppe Zuave al quale era consentito di suonare il proprio tamburello. Si racconta che nella notte si sentano i suoi passi e il tamburello che suona.Per un breve periodo di tempo, una parte della Rocca Farnese fu trasformato per ospitare il Monastero delle Suore Domenicane.NoteBibliografia essenzialeRomualdo Luzi, La tiratura del solco dritto nel Ferragosto verentano. Nota introduttiva di Alfonso M. di Nola, Roma, 1980.Bonafede Mancini, Romualdo Luzi, Valentano. Luoghi e tempi del sacro, Valentano, Gruppo Archeologico Verentum, 1995.Il Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano, Collana I musei del Lazio e il loro territorio/13, di Romualdo Luzi, Patrizia Petitti et al., Roma, De Rosa editore, 2004, ISBN 88-7369-069-6.Valentano democratica. I sindaci dal 1946 al 1997, L'ambiente locale / a cura del Comune di Valentano - Biblioteca - Servizi culturali, 1998.Voci correlateLago di BolsenaMonti VolsiniComunità Montana Alta Tuscia LazialeAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su ValentanoCollegamenti esternivalentano.org sito dedicato alla storia del territorio e delle sue tradizionisito della ProLoco Valentano dedicato al "Ceniamo Insieme"valentano.net, con due webcam e i dati della stazione meteo

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