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Sperlonga

Sperlonga, (Latina) Tempo di lettura: circa 7 minuti

Sperlonga (Špëlònghë, IPA: /ʃp'lɔŋgə/ in dialetto locale) è un comune italiano di 3.270 abitanti della provincia di Latina nel Lazio meridionale. Fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia. Geografia fisica Territorio Sperlonga sorge su uno sperone di roccia, la parte finale dei Monti Aurunci, che si protende nel Mar Tirreno confluendo nel Monte di San Magno. Il territorio circostante è, perlopiù, pianeggiante. la spiaggia di fine e dorata sabbia bianca, si alterna a vari speroni di roccia che si gettano in mare, formando calette meravigliose e spesso, raggiungibili solo in barca. Queste formazioni rocciose sono presenti a Sud della cittadina, in direzione del promontorio di Gaeta. Clima Classificazione climatica: zona C, 1175 GR/G Storia Nel territorio si trovano tracce di frequentazione a partire dal paleolitico superiore. Secondo la tradizione presso Sperlonga sorgeva la città di Amyclae (in greco Αμύκλαι), fondata dagli Spartani. In età romana sorsero nel territorio numerose ville, la più celebre è quella appartenente all'imperatore Tiberio, comprendente una grotta naturale modificata e decorata con sculture del ciclo dell'eroe omerico Ulisse. Le ville erano inoltre centri di produzione per l'industria della pesca (vasche per l'allevamento). I ruderi della villa imperiale furono adoperati come rifugio nel VI secolo, ma il paese si sviluppò intorno ad un castello sul promontorio di San Magno (65 m s.l.m.), uno sperone dei monti Aurunci, a difesa dalle incursioni via mare dei Saraceni, prendendo il nome dalle numerose cavità naturali della zona (speluncae). Il nome del castrum Speloncae appare in un documento del X secolo: il castello comprendeva una piccola chiesa dedicata a san Pietro, patrono dei pescatori. Intorno al castello si sviluppò progressivamente il paese per cerchi concentrici. Nell'XI secolo l'abitato fu cinto da mura, di cui resta traccia di due porte: "Portella" o "Porta Carrese" e "Porta Marina", che portano lo stemma della famiglia Caetani. Sperlonga restò un piccolo paese di pescatori, continuamente minacciato dalle incursioni dei pirati che arrivarono a rapire (come ricordano i murales del paese) i suoi abitanti per ridurli in schiavitù. Malgrado la costruzione per la difesa della costa di una serie di torri di avvistamento, la città venne distrutta nel 1534 da un attacco del pirata saraceno Khair Ad-Dìn, detto il Barbarossa. Una seconda distruzione ad opera dei Turchi si ebbe nel 1622. Con la ricostruzione del XVIII e XIX secolo la cittadina assunse la forma attuale (cosiddetta "a testuggine") e vennero erette chiese e palazzi signorili. Appartenente da secoli al Regno di Napoli e poi al Regno delle Due Sicilie, era compreso nella antica Provincia di Terra di Lavoro nell'ambito del Distretto di Gaeta. Anche dopo la sconfitta militare di Francesco II di Borbone e la successiva annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna, poi rinominato Regno d'Italia dal 1861, continuò a far parte della suddetta Provincia. Nel 1927, volendo il regime fascista creare le Regioni e ridimensionare per motivi politici la Provincia di Terra di Lavoro, ne scorporò il territorio del Comune di Sperlonga e lo inserì nella Provincia di Roma appartenente alla Regione Lazio e non alla neonata provincia di Caserta (già grossa parte delle Terra di lavoro) appartenente alla Regione Campania. Dal 1934 fu assegnata alla neocostituita Provincia di Latina (che all'epoca si chiamava Littoria). Lo sviluppo, basato soprattutto sul turismo si ebbe dopo l'apertura della via litoranea tra Terracina e Gaeta, inaugurata il 9 febbraio 1958, quando, infranto il secolare isolamento, il paese uscì gradualmente dall'estrema povertà che lo caratterizzava. Forte impulso venne rappresentato anche dalla scoperta delle sculture della villa di Tiberio (1957) e dall'arrivo di un turista d'eccezione, l'attore Raf Vallone, tra i primi forestieri a innamorarsi del posto. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Maria; la chiesa di Santa Maria di Sperlonga è menzionata come esistente già nel 1135. A due navate, con matronei, subì successivamente modifiche e rifacimenti. Conserva una tela con la "Madonna Assunta" sull'altare maggiore ed una statua lignea di San Leone Magno, nella cappella del Presepe, che gli fu dedicata al momento della sua consacrazione come patrono del paese (dagli inizi del XVIII secolo). La cappella di San Domenico conserva un altare settecentesco e volta affrescata. Chiesa parrocchiale della Madonna Assunta in Cielo,consacrata ufficialmente il 15 agosto 1964. Qui si venera San Leone Magno, protettore di Sperlonga e San Rocco, Compatrono. La piccola cappella di San Rocco, del XV secolo. Architetture civili Palazzo Sabella. che ospitò nel 1379 l'antipapa Clemente VII, in fuga da Anagni dopo la sconfitta di Marino. La facciata venne rifatta nel XVI secolo. Architetture militari Torri di avvistamento La "Torre centrale", detta localmente Torre Maggiore, apparteneva al sistema di torri di avvistamento impiantato nel XVI secolo: ne sopravvive solo una porzione nell'attuale centro del paese. La "Torre Truglia", edificata nel 1532 su una precedente torre romana, si trova sulla punta del promontorio su cui sorge il paese. Dopo la distruzione del Barbarossa venne ricostruita nel 1611 e di nuovo distrutta nel 1623. Tra il 1870 e il 1969 fu utilizzata come sede per la Guardia di Finanza, mentre successivamente divenne sede del "Centro educazione dell'ambiente marino" del Parco naturale regionale "Riviera d'Ulisse". Al sistema difensivo appartenevano anche la "Torre del Nibbio", inclusa in un castello baronale prospiciente la piazzetta centrale del paese, e la "Torre di Capovento", a 3 km a sud del paese, anch'essa costruita nel 1532 e utilizzata come dogana dal 1820. Siti archeologici La villa dell'imperatore romano Tiberio deriva dall'ingrandimento di una precedente villa tardo-repubblicana, con ambienti disposti intorno ad un portico. Una grotta naturale, già nota agli archeologi dal 1908, venne sistemata come sala da pranzo estiva, con giochi d'acqua e straordinari gruppi scultorei del ciclo di Ulisse (tra cui il colossale Gruppo di Polifemo), rinvenuti in frammenti nel 1957 e attualmente conservati nel Museo archeologico nazionale di Sperlonga. Aree naturali Parco Regionale Riviera di Ulisse Monumento Naturale Promontorio Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento - Punta Cetarola SIC Lago Lungo IT6040012 SIC Duna di Capratica IT6040021 SIC/ZPS Costa rocciosa tra Sperlonga e Gaeta IT6040022 Società Evoluzione demografica della cittadina Abitanti censiti Lingue e dialetti Bunnì, bunnè, tènte ènne chèmpe sta préta tent'ènne puozze campè tu "Quent' enn te'? Te' n'enn. N'enn te'? Tent'te'" Sperlonga entrò a far parte del Lazio nel 1927. Fino a quella data, e a partire dall'Unità d'Italia, la cittadina era compresa nella Provincia di Terra di Lavoro (poi, dopo il suo ridimensionamento diventata Provincia di Caserta) e più anticamente nel Regno di Napoli. Dal punto di vista linguistico sono tuttora rimaste delle marcate caratteristiche fonetiche che ricordano questa secolare situazione amministrativa di appartenenza al Regno di Napoli. Tali caratteristiche fonetiche fanno includere il dialetto sperlongano tra quelli meridionali, anche se la parlata sperlongana, come le altre della zona costiera o dei suoi pressi, è abbastanza diversa da altri dialetti della zona più interna. Il dialetto è caratterizzato dalla metafonesi napoletana tipica di gran parte di quest'area, cioè dal conguaglio in e di tutte le vocali finali. A Sperlonga, però, vi sono alterazioni anche delle vocali interne, che fanno somigliare la sua parlata, nel complesso, ai dialetti pugliesi e anche a quelli molisani. Ciò e forse dovuto all'importazione di pescatori dalla Puglia o anche dalla presenza dei Principi di San Severo (i Di Sangro) che hanno amministrato il comune sperlongano. Il fenomeno in questione si verifica anche in vari dialetti dei comuni vicini. Alcuni esempi lessicali confermano l'impressione suddetta: ad es. tu chèmpe, per dire " tu campi", oppure ruffiène (ruffiano/i), mulignèna (melanzana), acché (qui,) allè (la), dùmméne (domani) ecc. Molti altri elementi, anche verbali, riconducono ai dialetti campani in generale, come ad es. i possessivi suje (suo) soja (sua), o anche nùje (noi), je agge state (io sono stato), ncoppa (su). Vi è qualche elemento in accordo con l'area linguisticamente "mediana" del Lazio, come l'articolo gliù (il), doppo, (dopo), la tripartizione accussì-assussì-allussi (in questo modo, in codesto modo, in quel modo) tipica di tutto il Lazio meridionale e dell'Abruzzo. Vi sono fenomeni particolari, come il cambio di genere tra singolare e plurale: ad es., abbiamo la parola gl'achiuovo (il chiodo), che al plurale diviene l'achiorve. A differenza dei dialetti campani veri e propri, non è presente la trasformazione di p in ch, infatti abbiamo ad es. piègne per dire "piangere" (nel napoletano è chiàgnere), o anche più che rimane come in italiano. È presente in alcuni casi la modifica di f in sc, anche questa tipica delle parlate campane (es. sciùscià = soffiare). Feste tradizionali e religiose La festa patronale a Sperlonga si svolge nel giorni che precedono e seguono la prima domenica di settembre, in onore di San Leone e San Rocco, nella chiesa della Madonna Assunta. Le due importanti processioni percorrono quasi tutto il territorio di Sperlonga, sia la città alta che quella bassa in quanto la Parrocchia dell'Assunta è l'unica in tutto il Comune. Caratteristica la processione di San Rocco che giunge di sera fino al mare, dove vengono sparati dei fuochi pirotecnici , poi la statua ritorna nel Centro Storico passando per la Cappella a Lui dedicata e per i vicoli e le scale di Sperlonga. Allietano le serate concerti e diversi spettacoli pirotecnici. Cultura. Istruzione La cittadina è dotata di un Istituto Comprensivo, il Michelangelo Buonarroti, che incorpora una Scuola per l'Infanzia (Scuola Materna), Scuola Primaria (Scuola Elementare) e Scuola Secondaria (Scuola Media). Per le scuole superiori ci si deve necessariamente rivolgere ai paesi vicini quali Fondi o Itri Musei Museo archeologico nazionale di Sperlonga Economia Agricoltura Anche se l'agricoltura non è mai riuscita a far decollare l'economia del paese, si coltivano intensivamente pomodori San Marzano in serra ed altre coltivazioni quali il sedano bianco. Pesca Nel porto turistico, è attiva una flottiglia di barche da pesca di piccolo cabotaggio. Turismo L'apertura delle via Litoranea Flacca, opera di ardita innovazione tecnologica realizzata dal Prof. G. Maresca progettata su incarico della Cassa del Mezzogiorno, che corre da Terracina a Gaeta nel 1958, ha aumentato notevolmente il flusso turistico di Sperlonga ma già il ritrovamento, nel 1957 ad opera del Prof. Giulio Iacopi, di reperti archeologici e la campagna di scavi della Grotta di Tiberio, già nota dal 1908, furono da stimolo per un'affluenza sempre più copiosa sia di studiosi che di turisti. I molti alberghi e le altre strutture (complessivamente 39), donano una grande ricettività che, unita alla ristrutturazione delle case del centro storico da parte di turisti che nel tempo ne sono diventati proprietari, fanno aumentare in maniera notevole, la popolazione di Sperlonga durante il periodo estivo. Anche la Darsena, progettata dall'Ing. Francesco Piergianni e realizzata nel 1972 a cura dell'Impresa Mario Leone di Fondi, ha dato sviluppo al turismo nautico. Nel mese di giugno del 2013 sono stati ultimati i lavori di ampliamento e riqualificazione del porto turistico, che dispone ora di 185 posti barca dotati di servizi. Infrastrutture e trasporti Ferrovie È raggiungibile tramite la linea ferroviaria Roma-Napoli con fermata presso la stazione di Fondi-Sperlonga, la più vicina alla cittadina costiera, e situata a Fondi con la quale è collegata da un servizio di bus di linea. Strade È lambita per tutta la sua estensione, dalla SR213 Flacca. Amministrazione Nel 1927 passa dalla provincia di Caserta in Campania alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1934 passa dalla provincia di Roma, alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca. Altre informazioni amministrative Fa parte della Comunità montana degli Aurunci e Ausoni e del Parco regionale Riviera di Ulisse Galleria immagini Note Bibliografia Giulio Scalfati, Splonga Sperlonga, Caramanica Editore, 1997 (ISBN 88-86261-43-8) Vincenzo Guglietta, Sperlonga – storia e leggenda, a cura della Pro-Loco di Sperlonga, 1999 Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Sperlonga Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Sperlonga Articolo su Wikinotizie: Camorra sul litorale laziale. Arrestato un pregiudicato a Sperlonga Collegamenti esterni Sperlonga sul sito BorghItalia Il museo archeologico di Sperlonga e la grotta di Tiberio Sperlonga per il 15esimo anno consecutivo è “Bandiera blu” 2012 www.alteravoce.it [1] [2]

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