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Comune

Minturno

Minturno, (Latina) Tempo di lettura: circa 10 minuti
Minturno è un comune italiano di 19.472 abitanti della provincia di Latina nel Lazio. Geografia fisica Territorio Il comune di Minturno è adagiato sulle propaggini costiere e meridionali dei Monti Aurunci. Le sue spiagge sono bagnate dal mar Tirreno e si spingono a sud sino alla foce del Garigliano. La parte principale dell'abitato oggi si estende con continuità dalla collina della medievale Traetto (oggi Minturno) fino alle località costiere di Scauri e di Marina. Lungo il confine comunale con Santi Cosma e Damiano scorre il fiume Ausente. Il comune è situato lungo la tratta ferroviaria Roma-Formia-Napoli e vanta un proprio scalo (Stazione di Minturno-Scauri). L'antica città di Minturnae era collocata sulla sponda destra del Garigliano. Clima Storia Minturno La città di Minturno (41.242066,13.768132) sorgeva lungo il percorso della via Appia, presso il fiume Garigliano. Le sue origini risalgono ad un centro ausone, appartenente alla Pentapoli Aurunca. Un culto particolare vigeva per la ninfa Marica (divinità) - “la dea dell’acqua che brilla sotto la luce del sole”, ma anche la dea “che distrugge, infuria, consuma, inaridisce” - in onore della quale era stato eretto, verso la fine del sec. VI a.C., un tempio in tufo, che fu poi riattato in muratura alla fine del I secolo dai Romani. Sconfitto il popolo aurunco nel 340 a.C., i romani presero possesso del territorio. Fu rifondata come colonia romana e al suo ager apparteneva l'area tra i Monti Aurunci e il Tirreno, comprendente una zona residenziale sulla costa dell'odierna Scauri (già Pirae), con estese villae maritimae, e una zona agricola e produttiva, lungo il fiume e sulle colline, dove si trovavano diverse villae rusticae o fattorie. Come detto presso la foce del Garigliano sorgeva il bosco sacro della dea Marica. Nelle paludi dell'antico Minturno trovò rifugio, nell’88 a.C., il console Gaio Mario, tallonato dagli uomini del rivale Silla. I magistrati locali ordinarono la sua uccisione per mano di uno schiavo cimbro. Il condottiero riuscì a sfuggire alla morte, dopo aver intimorito il germanico. La città venne distrutta probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590. Traetto Dopo la distruzione di Minturnae, gli abitanti si rifugiarono sul colle vicino, fondando il centro di "Traetto" o "Traietto". Il toponimo deriva dalla scafa che univa le due sponde del Garigliano. Nell'VIII secolo venne fondato il Patrimonium Traiectum, cioè la città divenne centro di un latifondo gestito da un diacono dipendente direttamente dal Papa. Sotto il potere pontificio, Traetto fu cinta da mura, ma venne distrutta, nell'883, da Saraceni venuti per lo più dalla Sicilia musulmana e che si stabilirono nella piana del Garigliano. Essi vennero poi scacciati nel 915 dalla lega voluta da Papa Giovanni X. Passata sotto il controllo di Gaeta, la città fu di nuovo distrutta dagli Ungari. In seguito ebbe propri feudatari e, alla fine del X secolo, fu donata all'Abbazia di Montecassino. Nel 1061 l'Abate Desiderio concesse agli abitanti le chartae libertatis, (carte di franchigia). Dopo essere stata conquistata dai Normanni di Sicilia, nel XII secolo appartenne alla famiglia normanna dell'Aquila (de l'Aigle) imparentata con la famiglia reale d'Altavilla, e dal 1299 per matrimonio ai Caetani quando divennero titolari della contea di Fondi, di cui Traetto faceva parte. Nel 1497 fu donata da Federico d'Aragona re di Napoli a Prospero Colonna dopo la confisca per ribellione del filo-francese Onorato Gaetani dell'Aquila, I duca di Traetto dal 1493, e a lui confermata per aver combattuto nel 1503 da parte francese nella battaglia del Garigliano, con cui iniziò il dominio spagnolo in Italia meridionale. I Colonna tennero Traetto fino al 1570 anno della morte di Isabella figlia di Vespasiano e nipote di Prospero. Successivamente passò a Vespasiano Gonzaga Colonna duca sovrano di Sabbioneta, figlio di Isabella Colonna e per eredità ai Carafa di Stigliano del ramo della Stadera con Anna ultima di questo ramo per passare finalmente a Nicola de Guzman (+1689) figlio di Anna, alla morte del quale, privo di eredi, avvenne la devoluzione dei loro feudi alla Corona. Dal 1690 al 1806, anno in cui fu abolito il sistema feudale, la città fu tenuta dai Conti Carafa di Traetto del ramo della Spina. Durante l'occupazione napoleonica, nel giorno di Pasqua del 1799, fu assalita ed espugnata dalle truppe franco-polacche, nell'ambito delle ritorsioni verso le città che fiancheggiavano Fra' Diavolo: morirono 349 traettesi, nonché molti abitanti dei paesi limitrofi. Il 13 luglio 1879 Traetto riprese l'antico nome di Minturno. Onorificenze Medaglia d'Oro al Merito Civile (conferita con DPR il 3 agosto 1998). Toponimo Il nome Minturnae, secondo alcuni studiosi, si fa risalire a Minòtauros (Minotauro), dio cretese, e quindi ricondotto alla dominazione dei Greci sul Mediterraneo e sull’Italia meridionale. Secondo alcuni, invece, il nome Minturno nella radice (mant-, ment-, mint-) e nel suffisso (-rno) rileva una indubbia origine tirrenica o preariana (G. Tommasino, Aurunci Patres). Prendendo riferimento da "Volturno" si potrebbe supporre una composizione "min + turn" cioè "min(?) + presso fiume". Anche storici locali hanno cercato di ricostruire l’etimo di Minturno: si suppone che il nome sia etrusco e che derivi da Mintur (sole bruciante) oppure che Minturno sarebbe la contrazione dell’ebreo Menath-ur (pars ignis) identico al Minotauro di Creta, isola vulcanica per eccellenza (A. De Santis, Saggi di Toponomastica Minturnese e della regione Aurunca). Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose "Chiesa di San Pietro"(XI-XII secolo). "Chiesa di San Francesco", costruita verso il 1363 dalla famiglia Caetani. Sulla parete destra si può ammirare l'affresco della Madonna delle Grazie, Protettrice di Minturno. "Chiesa dell'Annunziata" (XIV secolo), con affreschi dell'epoca. Nell’abside è dipinta una "Crocifissione", realizzata nel 1333, forse dagli allievi di Giotto. Fu a più riprese danneggiata: dai pirati turchi nel 1552, dalle truppe napoleoniche nel 1799 e da un incendio nel 1888. Fu riaperta al culto nel 1931 come tempio votivo dei minturnesi caduti nella Prima Guerra Mondiale, dopo il restauro commissionato dal concittadino Pietro Fedele, storico e Ministro della Pubblica Istruzione nel 1925-28. Architetture civili "Ponte pensile" sul Garigliano, con tiraggi a catene di ferro, il primo realizzato in Italia, restaurato alcuni anni fa. Commissionato dai Borbone, fu progettato dall'ingegnere Luigi Giura ed inaugurato nel 1832 dal Re Ferdinando II. Resti del muro perimetrale della Cartiera di Scauri, sulla via Appia, nei pressi della Chiesa Parrocchiale dell'Immacolata. Fornitrice del Regno di Napoli, la fabbrica venne citata dallo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe nella monografia dedicata al pittore di corte Jacob Philipp Hackert. Lo stabilimento scaurese produsse fogli pregiati per la calcografia e la stamperia reale. Architetture militari "Castello Baronale" (IX secolo circa), dove soggiornarono, tra gli altri, San Tommaso d'Aquino, Isabella Colonna e Giulia Gonzaga. Torri costiere. A Scauri, nell'Area Protetta che fa parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse, si trovano la "Torre dei Molini" (XIV secolo), eretta a difesa delle macine un tempo mosse dal Rio Capodacqua, e la "Torre Quadrata" o "dei Cavallari", sul "Monte d'Oro" (XVI secolo). Siti archeologici Rovine della città romana di Minturnae (presso la frazione di Marina). Il Comprensorio archeologico racchiude, oggi, gran parte dei resti della città-porto. Spicca il maestoso Teatro Romano, costruito verso il I secolo d.C. Diviso nei tre settori caratteristici (scaena, orchestra, cavea), accoglieva oltre 4 000 spettatori. Ogni estate, l’antica struttura ospita una prestigiosa Stagione di spettacoli, inaugurata nell’agosto del 1960 dall’attrice Emma Gramatica, protagonista de “Le troiane” di Euripide. All'interno dell’area sono visibili un tratto originale della via Appia (Decumanus Maximus), costruito in blocchi di lava basaltica; i resti del Foro Repubblicano (II secolo a.C.), del Capitolium (dedicato a Giove, Giunone e Minerva), del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae, del complesso termale (II secolo d.C.). Negli spazi sottostanti alla càvea è situato il Museo che accoglie statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi, monete (ripescate nel vicino fiume) e numerosi reperti, rinvenuti nel secolo scorso a Minturnae, nel centro urbano di Scauri e nella zona di Castelforte. Testimonianze provenienti da Minturnae sono custodite, tuttora, presso i Musei Archeologici di Zagabria (Croazia) , Philadelphia (USA) e quello di Napoli. Il moderno tracciato dell’Appia si interseca con numerose ed imponenti arcate dell’Acquedotto Romano, un tempo lungo circa 11 chilometri. Verso la foce del Garigliano si trovano, poi, le rovine di un antico luogo sacro, il Tempio della ninfa Marica, divinità delle acque. La città di Minturnae possedeva anche un anfiteatro non ancora portato alla luce. Archeologicamente Minturnae sarebbe ancora più interessante se il maresciallo Laval Nugent, comandante dell'esercito borbonico, non l'avesse privata intorno al 1820, di preziose sculture (ben 158 reperti). Così, a seguito di tale intervento, molte opere sono approdate all'estero. Rovine dell'antica Pirae (Πίραι in greco antico) a Scauri vecchia. Sono visibili un tratto delle "Mura Megalitiche" (V-IV secolo a.C.) ed una porta urbana (forse VII-VI secolo a.C.), con un criptoportico coperto con volta a botte. Tali testimonianze sono racchiuse in proprietà private, ma sono inserite nell’Area Protetta di Gianola-Monte di Scauri, che fa parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse. Resti della villa del console romano Marco Emilio Scauro, a Scauri vecchia. Da segnalare una porta a doppio arco, che immette in un corridoio, decorato da pitture parietali riferibili al III stile pompeiano, e sette arcate cieche o fornici (II-I secolo a.C.). Aree naturali Parco regionale di Gianola e del Monte di Scauri Parco regionale Riviera di Ulisse Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Lingue e dialetti Il dialetto minturnese deriva dalla lingua napoletana ed è influenzato dalla sua variante standard soprattutto a livello prosodico. Il dialetto prevede, quindi, vari elementi lessicali e morfologici campani, ma mescolati ad elementi del Dialetto ciociaro e, in forma minoritaria, del Romanesco. La linea melodica e la cadenza, comunque, si discostano in maniera notevole da quella degli altri comuni, oggi laziali, che facevano parte del Regno di Napoli stesso, soprattutto per quanto concerne quelli situati nella zona costiera e nei suoi pressi. Esso viene definito, anche dai parlanti, un napoletano modificato dalla parlata ciociara-abruzzese: vi si riscontra infatti la presenza della metafonesi detta "sabina-ciociara". Gaetano Tamborrino Orsini scriveva le sue poesie nel dialetto minturnese. Tradizioni e folclore Sagra delle Regne La Sagra delle Regne è una manifestazione religiosa dedicata alla Madonna delle Grazie che si svolge ogni anno a Minturno la seconda domenica di Luglio, la sagra ha origini molto antiche che risalgono all'epoca romana. Inizialmente la festa religiosa non aveva connotazioni cristiane ed era dedicata agli Dei pagani della terra affinché benedicessero i raccolti e il lavoro dei campi. Nel medioevo assunse l'attuale connotazione religiosa, senza tuttavia modificare l'importanza del grano durante la manifestazione. Il termine regne deriva dal latino gremia, ovvero fasci di spighe. Infatti il grano rappresenta l'elemento principale al centro dei festeggiamenti, utilizzato per vari riti tra cui quello dei "mitituri" durante il quale viene battuto e distribuito il grano ai presenti. Il Carnevale a Scauri, sfilata di carri allegorici e di gruppi di animazione sul Lungomare (martedì grasso); Un salto nel Medioevo, a Minturno (1ºsettimana di maggio) Via Crucis nel suggestivo scenario dei resti dell'antica città di Minturnae (sera della Domenica delle Palme) Passio Christi a Pulcherini (Venerdì Santo) Festa della Pacchiana a Marina (metà luglio); Festa di San Nicandro Martire a Tremensuoli (seconda domenica d'agosto); Festa di Maria SS. delle Grazie (1º settembre); Festa di Maria Bambina a Santa Maria Infante (1ª settimana di settembre); Festa della Natività di Maria a Scauri (8 settembre); Mostra del Presepe, dell'Artigianato e dell'Antiquariato "Natale al Castello" (prima decade di dicembre); Presepe vivente nel borgo (periodo natalizio). Cultura Persone legate a Minturno Marco Emilio Scauro, princeps senatus e console romano, possedeva una villa a Scauri; Caio Mario, generale e politico romano, fu catturato e rilasciato dai Minturnesi; Plotino, filosofi dell'antichità, morto a Minturno nel 270; Antonio Sebastiani Minturno, vescovo e poeta, nato a Minturno nel 1500; Pietro Fedele, storico e senatore, nato a Minturno nel 1873; Domenico Tambolleo, sacerdote missionario e poeta,nato a Minturno nel 1884; Angelo De Santis, storico e bibliotecario, nato a Minturno nel 1889; Gaetano Tamborrino Orsini, generale dei carabinieri, nato a Minturno nel 1921; Sergio Duilio Fanali, capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, morto a Scauri nel 1987; Severino Saltarelli, Attore di cinema e teatro. Eventi Festival del Sud Pontino, Incontri con il Folklore Internazionale (prima metà di agosto); Arrivederci a Scauri - Festa del Mare, corteo di barche aux flambeaux, gare sportive, spettacoli musicali, fuochi d'artificio e Premio "Marco Emilio Scauro " ai turisti veterani (penultimo week-end di agosto); Visioni Corte - Rassegna Internazionale del Cortometraggio Indipendente a Minturno (ottobre); Fiera di Santa Lucia (13 dicembre); Geografia antropica Frazioni Scauri Il maggiore centro abitato del comune è Scauri, località turistica che conta, d'inverno, 7.259 abitanti e che raggiunge, d'estate, circa 50-60 000 presenze. Marina di Minturno È una frazione balneare, nel suo territorio ricadono i resti della città antica di Minturnae, in prossimità del fiume Garigliano. Il sito di Monte d’Argento, Mons Garelianus, occupato fin dall’epoca protostorica, ospitò, nel periodo romano, un sacello dedicato a Silvano. Nelle età altomedievale e medievale, sull’altura, si impiantò un castrum (castello), sede di una delle contee in cui fu diviso il Ducato gaetano. L’insediamento fortificato si articolò intorno ad un edificio di culto a pianta basilicale che la tradizione collega alla sepoltura di Santa Reparata, martire orientale associabile all’altro culto locale, quello di Sant’Albina. La Parrocchia della località balneare è dedicata a San Biagio e ospita la Fraternità di San Bonifacio. Molto sentita è la ricorrenza della Madonna del Carmine, in programma il 16 luglio. Nella frazione si svolgeva la Festa della Pacchiana, omaggio al costume tipico locale, premiato come “il più bello d’Italia” nel 1930, in occasione delle nozze di Maria José ed Umberto di Savoia. Tufo Prende il nome dal costone tufaceo su cui sorge. Al centro dell'abitato è situata la Chiesa Parrocchiale di San Leonardo Abate (XVI secolo) che ha subìto, nel tempo, varie trasformazioni. L'edificio è a navata unica ed annovera un transetto ed un altare con marmi policromi, montato nella prima metà dell'Ottocento. La Festa in onore del Santo Patrono, san Leonardo, è il 6 novembre. A Tufo ha sede anche il gruppo Sbandieratori dei Casali, che nella prima settimana d'agosto organizza la manifestazione Rassegna Folklorica Tremensuoli Tremensuoli è una frazione collinare che domina il litorale di Scauri. Secondo una balorda etimologia popolare, tre Francesi (tre "monsieurs"), invitati dalla dolcezza e piacevolezza del luogo, costruirono sulla collina le prime abitazioni. Si pensa anche che il nome derivi da "tres montes" o "tres montoli", ossia paese circondato da tre colline o situato fra tre colline: Monte Rotondo, Monte Belvedere e il colle dove sorge Tremensuoli, sulla cui cima si trova Capo Trivio. La zona "Le grotte" prende il nome dai ruderi di una costruzione romana. Tremensuoli è menzionata in un atto del X secolo, inserito nel Codex diplomaticus cajetanus. Da segnalare la Chiesa Parrocchiale di San Nicandro Martire, risalente al XVI secolo: è a croce greca, con decorazioni a stucco e volte a botte lunettate, che sono state cancellate in un recente restauro. Vi si conservano statue lignee del XIX secolo che raffigurano i Patroni dell'antico borgo collinare: San Nicandro, festeggiato nel secondo fine settimana di agosto, e San Sebastiano. Un'altra Chiesa è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Un apposito sito riunisce notizie storiche, ricordi e novità sulla frazione. Santa Maria Infante Il centro collinare di Santa Maria Infante prende il nome dall'omonima Chiesa, la quale ha assunto varie denominazioni nel tempo (Santa Maria de Olifano, Santa Maria dello Lévano, Santa Maria dell’Elefante). L'edificio del XVII secolo fu ricostruito nel secondo dopoguerra, seguendo linee architettoniche moderne. Nella chiesa è conservata un quadro della Madonna delle Grazie con Santi, opera di Sebastiano Conca. La Festa di Maria Bambina si tiene nella prima settimana di settembre. Pulcherini La frazione di Pulcherini deriva il proprio nome dal "Casale Porcarinorum", segnalato anche come "Villa Polcareni" nel 1447. Annovera la Chiesa di San Giuseppe (XVIII secolo). La Festa in suo onore si svolge il 19 marzo. Dal 1967, nel borgo, il Venerdì Santo si svolge una suggestiva rievocazione della Passione di Cristo. Amministrazione Nel 1927 passa dalla provincia di Terra di Lavoro alla provincia di Roma, quindi nel 1934 alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca. Altre informazioni amministrative Fa parte del Parco regionale di Gianola e del Monte di Scauri, inserita nel Parco Regionale Riviera di Ulisse Fa parte della XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci Sport Calcio La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Città di MinturnoMarina che milita nel girone D laziale di Promozione. Note Voci correlate Linea Gustav. Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Minturno Collegamenti esterni Sito ufficiale del comune Minturnet - Blogzine su Minturno e frazioni Visioni Corte - Rassegna Internazionale del Cortometraggio Indipendente Portale turistico di Minturno Scauri Pro Loco Minturno Festival del Sud Pontino - Incontri con il Folklore Internazionale Minturno.net Sito ufficiale della Parrocchia Santa Maria Infante Sito della Collegiata di San Pietro Apostolo - Parrocchia di Minturno

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