Comune

Santi Cosma e Damiano

Santi Cosma e Damiano, (Latina)
Santi Cosma e Damiano è un comune italiano di 6.917 abitanti della provincia di Latina nel Lazio, dal 2002 medaglia d'oro al valore civile.Geografia fisicaTerritorioIl Comune fa parte della Comunità Montana Zona XVII dei Monti Aurunci; è collocato in parte su una delle pendici collinari dei monti e in parte nella pianura del Garigliano, nella zona Sud -Est della Provincia di Latina; confina ad Est con la Provincia di Frosinone ed è separato da Minturno dal fiume Ausente e dalla Campania dal fiume Garigliano.ClimaClassificazione climatica: zona C, 1315 GR/GStoriaLe prime notizie storiche su Santi Cosma e Damiano vengono dal Codex diplomaticus cajetanus, in particolare da una stipula dell'anno 830 dove viene citato un certo Negrutius filius de Gentile de Casale, e dal testamento del 954 di Docibile II duca di Gaeta dove è menzionata una vinea de Casale presso la terra posita in Ventosa e la terram ... Santum Cosmate.I Casali di Santi Cosma e Damiano crescono come villaggio autonomo adiacente alle fortificazioni del Castrum Forte, punto di vedetta a guardia della foce del Garigliano dal X secolo; come conseguenza di ciò, oggi i centri storici dei due comuni Santi Cosma e Damiano e Castelforte formano un unico agglomerato urbano. Gli insediamenti si iniziarono a sviluppare sulle cime delle colline e soltanto dopo la Seconda guerra mondiale nella valle del Garigliano sottostante.Esistono in tutto il territorio di Santi Cosma e Damiano una grande quantità di vestigia antiche, ma non si hanno molti dati storici esatti sui primi insediamenti nel territorio. È noto che le sorgenti termali del Veseris, oggi Suio, frazione di Castelforte, erano già conosciute ed utilizzate nell'antichità preromana. È nota anche la presenza di ville rurali romane e di porticcioli e scafe sul fiume.L'antico popolo che abitava la valle dal Monte Circeo al Monte Massico era il popolo degli Ausoni, detti anche Aurunci. Alcuni storici considerano il territorio di Santi Cosma e Damiano in epoca preromana appartenente alla città di Vescia; indicano poi come campo della battaglia del Veseris, episodio chiave della Guerra Latina, la zona tra le attuali contrade di San Lorenzo e Taverna Cinquanta. Tale battaglia vide opposti i Romani e la lega degli Aurunci nel IV secolo a.C. ed è descritta da Tito Livio negli Annales.Cicerone transita su queste terra e ci dà notizia del pons tiretius che assieme ad altri permetteva di varcare il Garigliano. Tale ponte fu distrutto dai Goti e nel medioevo fu sostituito da un porto; ricostruito in legno in periodo aragonese, nel 1636 fu sostituito da una scafa.Devastazioni barbariche le subì anche il casale Ceracoli, uno dei più antichi sul territorio comunale: si ha notizia della sua distruzione ad opera degli Ungari nel 937. Lo stesso casale fu distrutto dai Turchi nel 1552.Il territorio nel Medioevo è appartenuto anche alla Terra di San Benedetto, cioè era sotto l’influenza dell’abbazia di Montecassino. Le origini degli insediamenti sull’altura sono da mettere in relazione al questo centro politico-culturale: prima dell'anno 830, i benedettini realizzano una cella, piccolo monastero agricolo, a Ventosa.Tra l’881 ed il 915, i Saraceni si erano stabiliti nella pianura del Garigliano sulla riva destra con un campo trincerato. Nella località tuttora chiamata Vattaglia (voce dialettale di battaglia), si ebbe nell’agosto 915 la dura battaglia tra i Saraceni e le truppe della lega cristiana guidata dal papa Giovanni X alla quale avevano aderito Niccolò Picingli, i fratelli Landolfo I ed Atenolfo II di Benevento, Guaimario II di Salerno, Gregorio IV di Napoli e suo figlio Giovanni II, Giovanni I di Gaeta e suo figlio Docibile I e l’imperatore Costantino IX Monomaco tramite lo stratega Niccolò Picingli. Oltre alla località Vattaglia, Saracinisco e Vellota, sussistono cognomi e diverse voci dialettali che, ancora oggi dopo un millennio, ricordano l’occupazione saracena del territorio.Dopo la battaglia il territorio entra a far parte del Ducato di Gaeta. Nel 1023 viene fondata la Contea di Suio di proprietà del conte Ugo. Nel 1078, a seguito di successive donazioni parziali, la contea viene acquisita da Montecassino. Nei secoli successivi Montecassino e Gaeta perdono l'autonomia, il territorio entra nell'orbita normanna nel 1140 e seguirà nei secoli le vicende del nuovo regno.Dobbiamo aspettare secoli per rilevare eventi storici significativi che coinvolsero direttamente la popolazione locale, eventi che ancora oggi vivono nei racconti popolari. Dopo la proclamazione della repubblica Romana (15 febbraio 1798) le truppe napoleoniche del Gen. Rey occuparono Napoli e vi proclamarono la Repubblica Partenopea: la popolazione della Terra di Lavoro, fedele al re borbonico e alla Chiesa, insorge contro quelli che ritiene invasori. "I Casali" si schierano con due compagnie di volontari nelle truppe a massa comandate dall'itrano Michele Pezza, detto Fra' Diavolo. Tra le azioni di disturbo attuate da queste truppe contadine c'è la distruzione di un ponte provvisorio che le truppe napoleoniche avevano costruito strategicamente sul Garigliano nei pressi di Santi Cosma e Damiano. Castelforte, assediata per ritorsione dalle truppe franco-polacche del generale Dombrowski, fu espugnata nel giorno di Pasqua del 1799. A questi scontri partecipò anche la popolazione di Santi Cosma e Damiano e di Ventosa. Si racconta che a Ventosa la popolazione per difendersi dall’avanzare delle truppe si difese a colpi di pietre. Ai caduti negli scontri vanno aggiunti i vecchi e i bambini inermi uccisi all’interno delle loro case; il parroco fu giustiziato venendo gettato dal campanile e le storiche statue lignee dei santi nella chiesa patronale furono sfregiate.Santi Cosma e Damiano doveva ancora tragicamente trovare un posto nella storia nel 1943-44, durante la risalita delle truppe alleate verso Roma. Trovandosi sulla Linea Gustav, per oltre nove mesi il territorio fu sottoposto a bombardamenti che cancellarono gran parte dell’abitato. Gli abitanti furono sottoposti a vessazioni dagli occupanti tedeschi e poi sfollati; i pochi rimasti furono tormentati dal passaggio delle truppe marocchine. Il Comune di Santi Cosma e Damiano è stato insignito dal Presidente della Repubblica della Medaglia d’Oro al Valor Civile perché centinaia di sancosmesi sono morti sotto i bomabrdamenti alleati o per le mine tedesche, per gli stenti e, a combattimenti conclusi, per gli scoppi di residuati bellici.La storia di Santi Cosma e Damiano e quella di Castelforte sono necessariamente legate, ma tra la gente dei due comuni, soprattutto in passato, c’è stato un complesso rapporto di fratellanza e ostilità legata a questioni territoriali. Documenti storici del 1623 affermano l'indipendenza dei Casali dalla confinante università di Castelforte, attestando che già a quell'epoca esistevano contenziosi territoriali tra le due località.OnorificenzeToponimoIl toponimo deriva dal nome dei due Santi Cosma e Damiano, fratelli e medici, decapitati nei pressi di Antiochia sotto l'impero di Diocleziano. La tradizione popolare vuole che i due Santi siano transitati per queste terre nel loro viaggio verso Roma e che abbiano sostato in una grotta presso la quale fu costruita una cappella in loro onore, divenuta nei secoli l’attuale chiesa patronale. L'abitato del nucleo storico era chiamato in passato Casali di Santi Cosma e Damiano, o più spesso semplicemente I Casali, nome che contrassegnava piccoli nuclei rurali. Nei documenti storici, spesso al posto di Cosma ricorre la dizione Cosmo o Cosimo.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Lingue e dialettiIl dialetto sancosimese rientra tra quelli "classici" dei Monti Aurunci, ovvero di quella parte del Lazio meridionale compresa nell'antico Regno di Napoli (la "Terra di Lavoro"), passata poi al Lazio nel 1927. La parlata sancosimese, perciò, va collocata tra i dialetti meridionali, ma è profondamente diversa da quella dei comuni vicini, soprattutto quelli della zona costiera.Tradizioni e folcloreUn importante elemento tradizionale è un accessorio, sia maschile che femminile, tipicamente laziale: le cioce, da cui il nome Ciociaria. Si tratta di calzature composte da ampie suole di cuoio che avvolgono il piede, fermate alla gamba con delle corregge. Il costume tradizionale femminile include una bianca tovaglia contornata di merletti sul capo, una camicia bianca pieghettata nelle maniche completata da un fazzoletto triangolare al collo, un corpetto nero che sostiene il seno, una gonna nera, un grembiule bianco e "glió pagno", cioè un panno rosso ripiegato a quadrato posto sui reni. Quello maschile dei pantaloni neri alle ginocchia completati da calze bianche, camicia bianca e marsina nera.A carnevale si tiene il Carnevale sancosimese, che si svolge la domenica di carnevale nel centro storico con distribuzione di salsicce, ed il Carnevale campagnolo, che si svolge il martedì grasso in frazione Campomaggiore con sfilata di carri allegorici; le Contrade, intese come circondari che costituiscono le Frazioni, si sfidano in questa occasione a chi realizza il carro più divertente. Il 20-21 agosto si svolge la Sagra del Melone in frazione Cerri Aprano.Si svolgono diverse manifestazioni legate alle festività dei Santi patroni delle varie frazioni:31 maggio: Festa di Santa Maria al Monte.25-26 luglio: Festa di Sant'Anna in frazione Campomaggiore.9-10-11 agosto: Festa di San Lorenzo.2ª domenica di settembre: Festa della Madonna del Riposo in frazione Ventosa.25-26-27 settembre: Festa di Santi Cosma e Damiano nel centro storico.2º sabato di novembre: Festa di San Martino in frazione Ventosa.CulturaCucinaLa cucina tradizionale sancosemese predilige sapori particolarmente intensi, ma semplici, come vuole l'origine contadina: tradizionalmente pane, pasta, salumi, formaggi, dolci e vino venivano prodotti in ogni casa dalle singole famiglie, quindi con una scelta accurata degli ingredienti.La laina è il primo esempio: è un impasto di farina di grano duro, acqua e sale, tradizionalmente senza tuorlo d'uova. L'impasto viene allargato a mo' di cerchio per ottenere una sfoglia che viene avvolta e poi tagliata avendo come risultato una sorta di fettuccine larghe e spesse, da condire con sugo ai legumi o con ragù. "Laine e cici" (ceci) e "Laina e fasuri" (fagioli) sono gli accostamenti più tradizionali. Il pane e la focaccia bianca, detta pizza, nella zona sono molto ricercati nella preparazione: utilizzando rigorosamente lievito naturale e forno a legna, sono soffici, compatti, non sciapi e mai friabili; sono la pietanza base contadina, fatti in modo da potersi sposare bene con i più svariati companatici. Il 14-15 agosto si tiene la Sagra della Fresa in frazione Grunuovo. La fresa è diversa dalla frisella per dimensione e impasto (lo stesso del pane locale), ma si prepara allo stesso modo. È un piatto unico veloce e vario, da preparare con a scelta pomodori, mozzarella di bufala, origano e quant'altro il gusto suggerisca.Ci sono poi dei piatti legati alle festività: pastiera di riso, anziché di grano come viene preparata nelle località limitrofe, è legata alla Pasqua; piccelatiegli, anche detti susci, prepaprati con farina, acqua, sale e spezie, poi arrotolati e fritti in abbondante olio, sono tipici del periodo natalizio; c'è chi usa accompagnarli con del vino di uva fragola. Sempre natalizie sono le frittelle con baccalà o verdure dette crespelle. Pietanze fondamentali sono direttamente i prodotti della terra, come il melone la cui sagra si svolge in estate ai Cerri.Geografia antropicaCentro storicoIl centro storico (Santi Cosma e Damiano e Ventosa) è costituito dagli antichi rioni: Boccasacchi, Ciorni, Cesaroni, Cupa, Cuparella, Olmi, Ciaia, Sellitti, che insieme al borgo di Ventosa, formavano i Casali.FrazioniIl Comune è composto da 4 frazioni: Cerri Aprano, Grunuovo, San Lorenzo e Ventosa.Agglomerati urbaniInoltre è suddiviso ulteriormente in numerosi agglomerati urbani: Campanili, Campomaggiore, Ceracoli, Cerri Aprano, Cisterna, Ferrara, Fontanelle, Grunuovo, Pantaniello, Parchetto, Perusi, Pilone, San Lorenzo, San Luca, Santi Cosma e Damiano, Stradone, Torraccio, Vattaglia, Ventosa, Veterinella, Vigne, Volpara.EconomiaImportante impulso all'economia è stato dato negli anni '60 con l'apertura di un impianto industriale di produzione di media grandezza. L'apertura nel 1997 dell'Ippodromo di Ss. Cosma e Damiano o del Garigliano ha portato occupazione e turismo. A questo contribuiscono le feste tradizionali e la possibilità di visitare i borghi storici e le Chiese, la quattrocentesca torre Ventosa e Palazzo Tibaldi (XVII sec.).AmministrazioneAltre informazioni amministrativeFa parte della XVII Comunità Montana dei Monti AurunciNoteBibliografiaGiuseppe Tommasino, Aurunci Patres, tipografia “Eugubina” 1942Giovanna Rita Bellini, Il comprensorio archeologico di Minturnae, Caramanica 2002Angelo Nicosia, Il Lazio meridionale tra antichità e medioevo, Caramanica 1995Aldo Di Biasio, Il passo del Garigliano nella storia d’Italia, CaramanicaAngelo De Santis, Saggi e ricerche di storia patria Vol. I, "Il Golfo" 1989Cosmo Damiano Pontecorvo, L’università dei Casali di Ss. Cosmo e Damiano, C.S.C. Andrea Mattei 1977Cosmo Damiano Pontecorvo, I Casali di Ss. Cosmo e Damiano e la Terra di Castelforte, "Il Golfo" 1985Renzo Di Bella, Suio, borgo medioevale, Grafiche Emmegi 2004Piera Casale, Gli anni della ricostruzione nel Sud Pontino, Elsa di Mambro editore 2004Erasmo Falso, Ventosa, antico paese del sud, D’Arco edizioni 2004Duilio Ruggiero, La Pasqua castelfortese del 1799, Caramanica 1999A cura di Gioacchino Giammaria, Castelli del Lazio meridionale, Laterza 1998Salvatore Riciniello Codice Diplomatico Gaetano Vol I, La Poligrafica 1987Alvise Schanzer, Per la conoscenza dei dialetti del Lazio sud-orientale: lo scadimento vocalico alla finale (primi risultati) , "Contributi di filologia dell’Italia mediana III" 1989Francesco Avolio, Il confine meridionale dello Stato Pontificio e lo spazio linguistico Campano, "Contributi di filologia dell’Italia mediana VI" 1992Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Santi Cosma e DamianoCollegamenti esterniIppodromo Ss. Cosma e Damianowww.santicosmaedamiano.eu, sito dedicato al paese di Santi Cosma e Damiano e al culto dei Santi Mediciwww.santicosmaedamianonline.it, sito dedicato al Comune ed ai suoi cittadini emigratiPagina della Pro-loco sul sito UNPLISito dedicato al Comune ed ai suoi cittadini emigratisito di informazione locale

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