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Mascali

Mascali, (Catania) Tempo di lettura: circa 9 minuti
Màscali è un comune italiano di 13.864 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.L'attuale centro urbano, sorto negli anni trenta del '900, alcuni anni dopo la distruzione del precedente abitato, a seguito dell'eruzione lavica del 1928, è attraversato dalla Strada Statale 114 in posizione centrale rispetto a Giarre e Fiumefreddo di Sicilia, circa 30 km a nord da Catania.StoriaDalle origini al MedioevoIl toponimo è di origine incerta, ma sembra derivare dal greco bizantino Μασχάλη, che potrebbe significare "ascella" o, più opportunamente (come sostenuto da Antonino Alibrandi), "ramoso", "boscoso"(riferendosi ai fitti boschi che, un tempo, coprivano per intero il versante orientale dell'Etna e, particolarmente,fino agli inizi dell'età moderna, il territorio di Mascali) (vd. Bosco d'Aci). Non si conosce con precisione a quando risalga il primo abitato, certo è che papa Gregorio Magno in una sua epistola al vescovo di Taormina, nell'anno 593 d.C., alludendo ad un antico monastero, probabilmente ubicato nei pressi dell'attuale paese di Vena, citò Mascali scrivendo: "...Quod est super Maschalas..." (Che è sopra Mascali).Assoggettata dagli Arabi in epoca poco posteriore al 900, Mascali fu conquistata da Ruggero I il Normanno nel 1082; così il suo vasto e fertile territorio - delimitato a sud dall'attuale torrente Mangano, a nord dal torrente delle Forche, ad est e ad ovest rispettivamente dal mare e dal vulcano - divenuto feudo nel XII secolo e in un primo tempo assegnato alla diocesi di Troina, passò nel 1124 al potere temporale della diocesi di Catania, a seguito di una donazione del futuro re Ruggero II al vescovo di Catania Maurizio, mentre la giurisdizione ecclesiastica veniva invece riservata all'arcivescovo archimandrita di Messina, mediante una bolla pontificia di papa Eugenio III del 1151.Il viaggiatore arabo Al-Edrisi nella sua massima opera geografica conosciuta come "Libro di Ruggero" redatto nel 1154, descrive Mascali come un villaggio adagiato su di un colle, lodandone la fertilità dei terreni e l'abbondanza d'acqua. Egli cita inoltre la presenza di una località costiera denominata "Qurtil Masqalah", ricadente pressappoco nel territorio delle odierne frazioni marittime di S. Anna o Fondachello.Durante il XIV secolo, Mascali fu protagonista della lunga guerra angioino-aragonese soffrendo nel 1357 un lungo assedio ad opera dei Calatabianesi alleati dei francesi, con la successiva messa a ferro e fuoco della città a causa della sua fedeltà alla Corona d'Aragona.Età modernaNel 1543, il vescovo di Catania Niccolò Maria Caracciolo ottenne da Carlo V il "mero e misto imperio", ossia la giurisdizione civile e criminale sul territorio, istituendo così ufficialmente la Contea di Mascali, di cui i suoi successori continuarono ad essere proprietari per circa due secoli, assumendo il titolo di "Comites Mascalarum" (Conti di Mascali). È chiaro però che la nuda proprietà di terreni boschivi, incolti e talora paludosi a poco sarebbe valsa alla diocesi etnea se non ad inutili dispendi economici. Fu così che l'abile vescovo Caracciolo pensò bene di convocare in assemblea il 5 ottobre 1558 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli gli abitanti di Mascali, per offrire loro in enfiteusi (cioè dietro pagamento di un canone periodico in denaro o in natura) ma a infimi censi le terre della contea. Questa data segnò dunque l'inizio del progressivo disboscamento e popolamento del territorio che ben presto, avendo attratto gli investimenti in massima parte di acesi e messinesi oltre a parecchia manodopera contadina, dal mare alla montagna si riempì di lussureggianti vigneti e di nuovi piccoli e sparsi centri urbani dipendenti dal centro di Mascali economicamente e giuridicamente.Per tutto il XVI secolo ed oltre, a causa della sua collocazione su un'altura che la rendeva ben visibile dal mare, Mascali rimase però spesso vittima, come la maggior parte delle città costiere, degli attacchi dei pirati turchi che infestavano il Mar Mediterraneo, tanto che restò più volte quasi del tutto disabitata. Le cronache del tempo ci indicano come nel 1524 i turchi riuscirono a depredare il paese e a rapire "circa octanta pirsuni infra homini donni e pichulilli" per rivenderli a Costantinopoli come schiavi. Durante uno di questi attacchi perse la vita lo stesso vescovo Caracciolo.Per proteggere dunque la città dalle incursioni turche furono innalzate alcune torri di avvistamento, ben sette secondo la leggenda, disseminate su tutto il territorio della contea.Il XVII secolo fu caratterizzato da un consistente aumento demografico, ravvisabile soprattutto nella crescita dei nuovi borghi della contea e determinato dalle donazioni enfiteutiche del vescovo conte Michelangelo Bonadies, che difese strenuamente il diritto alla gestione del territorio, contro le intromissioni da parte dei regnanti.Nel 1693 il terremoto del Val di Noto lasciò Mascali semidistrutta (ma i Mascalesi, caso unico fra le comunità della Sicilia Orientale,si salvarono quasi tutti, poiché, al momento della maggior scossa dell'11 gennaio, erano in processione, all'aperto,con le reliquie di San Leonardo); già in tale epoca si pensò di ricostruirla più a valle, ma il terreno acquitrinoso della piana sottostante ne scoraggiò l'insediamento. Ciò che fu spostato in pianura fu invece il tratto dell'antica via consolare valeria che fino ad allora aveva attraversato il centro abitato, fornendo così ai viandanti un percorso nettamente più agevole.Nel XVIII secolo la Sicilia, e dunque anche il territorio di Mascali, passò in mano borbonica. Questo segnò però la fine della vecchia e gloriosa contea di Mascali, che fu ceduta dai vescovi catanesi alla casa reale nel 1757. La città di Mascali, tagliata fuori dai traffici commerciali e ormai in posizione periferica iniziò così il suo lento ma inesorabile declino.A causa dell'eccessiva fiscalizzazione a cui i terreni erano sottoposti, sempre più insistenti si fecero inoltre le richieste di autonomia amministrativa da parte dei numerosi borghi sorti sul territorio della vecchia contea, primo fra tutti il "Quartiere delle Giarre", l'odierna Giarre, divenuto ben più grande e ricco della stessa Mascali e che ottenne la secessione nel 1815.Età contemporaneaData cruciale per la storia di Mascali è quella del 6 novembre del 1928, ricorrenza di San Leonardo, ancora oggi protettore della città, quando la lava dell'Etna, fuoriuscita da una bocca apertasi ad appena 1150 m di quota, incanalandosi nel torrente Pietrafucile che attraversava l'abitato, seppellì Mascali per intero lasciandone integra solo una piccola porzione periferica, l'odierna frazione di Sant'Antonino.La città nuovaUna delle più importanti imprese del regime in Sicilia fu certamente la ricostruzione della città di Mascali. Il Governo, su del Ministro ai Lavori Pubblici Giovanni Giuriati e dello stesso Mussolini, diede inizio ai lavori di ricostruzione immediatamente dopo la catastrofica calamità naturale. Fu deciso di spostare la nuova città più a valle, a ridosso della strada statale che collega Messina a Catania, a metà strada tra i Comuni di Giarre e Fiumefreddo di Sicilia. Il sistema urbanistico adottato individuò gli assi viari disposti in modo razionale, secondo uno schema ippodameo, ereditato dalla cultura dell'antica Roma, un vero e proprio "marchio di fabbrica" di tutte le città costruite durante il fascismo. Le prime opere finanziate furono l'acquedotto, il cimitero, la casa comunale, le scuole, la Chiesa. Congiuntamente fu predisposta la costruzione di un primo nucleo di abitazioni denominate "ricoveri stabili" (ancora oggi abitati come normali abitazioni civili) da destinare alle famiglie bisognose. Inoltre, per favorire la ripopolazione della città si provvide alla concessione di un lotto di terreno e di un contributo statale (dal 40 al 60%) per la ricostruzione delle case dei cittadini più abbienti. Solo per la costruzione delle opere pubbliche lo Stato impegnò la ragguardevole somma di 12 milioni di lire. Lo Stato fu sempre vigile sui criteri di costruzione dei privati, dando ad essi dei precisi obblighi da seguire, specialmente dopo l'emanazione delle nuove norme di sicurezza ed antisismiche volute dal legislatore. Il grosso dei lavori fu ultimato entro il 1937.Architettonicamente, Mascali esprime tutto lo sviluppo e l’inquietudine artistica di quegli anni, divisa a metà, tra edifici ispirati alle linee taglienti del futurismo e del razionalismo, ed edifici di stampo conservatore volgenti ancora ad uno stile ottocentesco. Gli edifici pubblici sono espressione della cosiddetta “architettura di Stato”, ovvero un razionalismo che fa da compromesso tra conservatorismo e modernità. Per l’urbanizzazione e la progettazione architettonica della città di Mascali, il regime si avvalse della consulenza di illustri architetti, tra i quali spicca Camillo Autore (allievo di Ernesto Basile), famoso per la risistemazione del lungomare di Reggio Calabria e la progettazione del monumento dedicato a Vittorio Emanuele III che troneggia sul sopracitato lungomare.La leggenda narra che la Piazza Duomo fu ultimata in fretta e furia in una sola notte, alla notizia che il Duce, il giorno dopo in visita ad Acireale, avesse espresso la volontà di visitare la nuova città. Il giorno dopo effettivamente il Duce passò da Mascali, ma solo per un rapida sosta alla stazione con saluto dalla scalinata della stessa.Monumenti e luoghi d'interesseMonumenti civiliMonumento ai cadutiL'attuale monumento ai caduti fu realizzato dallo scultore catanese Pietro Pappalardo per commemorare i mascalesi morti nella prima guerra mondiale e inaugurato nel 1940 a seguito di una lunga controversia giuridica risolta dal Tribunale Civile di Catania. Nel 1985 furono scolpiti sulle lapidi anche i nomi dei cittadini caduti nella seconda guerra mondiale e nelle guerre coloniali.Aree naturaliNel territorio comunale, poco distante dal più famoso Castagno dei Cento Cavalli, si trova il Castagno la Nave o Castagno Sant'Agata (in siciliano Castagnu 'a Navi o Arrusbigghiasonnu - risveglia sonno - forse per il cinguettio degli uccelli o forse per le fronde basse che destavano improvvisamente dal sonno qualche carrettiere passante), avente oltre mille anni di vita. Deve il suo nome probabilmente alla forma somigliante lo scafo di una nave. Questo castagno insieme a quello dei Cento Cavalli e ad altri cinque ormai scomparsi costituivano i "sette fratelli", gli esemplari più imponenti dei folti boschi che ricoprivano la zona. La circonferenza misura circa 23 m ed è alto 19 m, stante alcuni studi, sarebbe il secondo albero per antichità e grandezza in Italia.Interessante la visita nel costone di Ripa della Naca, dove si aprirono le bocche eruttive da cui sgorgò la lava che distrusse il paese.Nella zona costiera in prossimità del confine con il comune di Fiumefreddo si trova la Gurna, piccola zona umida residua di una più estesa area che fino al secolo scorso, prima delle bonifiche, si estendeva lungo la costa jonica, dal torrente Macchia alla foce dell'Alcantara. Quest'area palustre, alimentata dalle acque di risorgiva provenienti dal versante nord-orientale dell'Etna, costituisce un habitat utilizzato da diverse entità faunistiche che vi stazionano o che lo utilizzano come corridoio migratorio . Per la sua importanza ambientale, il sito, già individuato come SIC/ZPS ITA070003, è stato inserito nel 2005 nella rete ecologica Natura 2000 della Regione Siciliana. Tale rete ha lo scopo di assicurare la conservazione degli habitat, della fauna e della flora europee, al fine di attuare le direttive comunitarie 92/43/CEE “Habitat” e 79/409/CEE “Uccelli”.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti ReligioneLa religione di gran lunga più professata è il cristianesimo nella confessione cattolica. La città fa parte della diocesi di Acireale e il culto più sentito è quello del patrono san Leonardo di Noblac, probabilmente portato in zona dai francesi secoli fa.CulturaLetteraturaLo scrittore Vitaliano Brancati trascorse qualche periodo della sua giovinezza in paese, poiché il padre ne fu Commissario Prefettizio a fine anni trenta. Nel romanzo Don Giovanni in Sicilia menziona Mascali per le feste da ballo che venivano organizzate presso la Casa del Comune, ove erano invitati esponenti della nobiltà e dell'ascendente borghesia catanese.Persone legate a MascaliLeonardo Grassi (Mascali, 1873 - Catania, 1961), filosofo e pedagogista.Franco Morgia (Mascali, 1952), compositore e cantautore.Geografia antropicaFrazioniIl territorio del comune di Mascali si estende dal mare all'alta montagna, ed è dunque caratterizzato da una grande varietà di climi, paesaggi e colture. Le svariate frazioni ricadenti al suo interno risentono dunque della loro posizione geografica. Dalle frazioni di Fondachello e Sant'Anna in riva al mare si passa a Carrabba ormai congiunta al centro di Mascali a seguito dell'espansione edilizia; Sant'Antonino, ciò che resta dell'antica Mascali, Nunziata, Santa Venera e Portosalvo si trovano a quote collinari, mentre le frazioni pedemontane sono Puntalazzo e Montargano.Il comune annovera inoltre un'exclave: la frazione di Tagliaborse, che si trova all'interno del territorio della confinante Giarre.EconomiaAgricoltura e allevamentoL'agricoltura è una voce rilevante per l'economia locale. Prodotti di particolare pregio sono il nerello mascalese, che concorre alla produzione dell'Etna DOC, e il fagiolino mascalese.Ogni anno, il primo giorno di novembre, si svolge a Mascali la secolare fiera del bestiame.TurismoIl turismo mascalese è principalmente estivo. Durante la bella stagione infatti le spiagge della frazione di Fondachello vengono invase da turisti, e nella piazza principale vengono organizzate interessanti manifestazioni.Infrastrutture e trasportiStradeIl paese sorge sulla Strada statale 114 Orientale Sicula, che permette facili comunicazioni con i principali centri della Sicilia orientale. La realizzazione di un apposito svincolo autostradale, per cui erano stati stanziati 18 milioni di euro nel 2011, è al momento sfumata a causa di problematiche burocratiche e di disattenzione da parte della classe politica locale.FerrovieMascali è attraversata dalla Ferrovia Messina-Siracusa: la locale stazione, ridotta a semplice fermata, è stata in parte riconvertita in caserma dei vigili urbani. Sono presenti inoltre due stazioni (Santa Venera e Nunziata) della Ferrovia Circumetnea.AmministrazioneIl 27 marzo 2013 il Consiglio dei Ministri ha sciolto il comune di Mascali per infiltrazioni mafiose.Altre informazioni amministrativeIl comune di Mascali fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale).GalleriaL'antica città di Mascali sepolta dalla lava nel 1928La città nuova ricostruita tra il 1928 e il 1937Note^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.^ AA.VV., Città di Mascali, Riposto, Edizioni La Rocca, 2012.^ Alberto Cardillo, Non solo mala politica, Mascali è anche storia, cultura e arte., settimanale "I Vespri", Catania, 26 ottobre 2013. URL consultato il 30 luglio 2014.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ Alberto Cardillo, Ecco come Mascali può tornare a volare alto, settimanale "I Vespri", Catania, 19 luglio 2014. URL consultato il 30 luglio 2014.^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 5 luglio 2011.BibliografiaAntonino Alibrandi, "Dei Castelli e delle Torri", Catania, 1988.Antonino Alibrandi, "Lungo il litorale: da Mascali all'Alcantara", in "Dal Simeto all'Alcantara", Catania, 1988.Francesco Fichera, Mascali la città sepolta, Giarre, 1988.Sebastiano Fresta, La Contea di Mascali, Giarre, 1988.AA. VV., La Contea di Mascali, Un lungo cammino per la riscoperta, a cura della Società Giarrese di Storia Patria e Cultura, Giarre, 1996.AA.VV., Città di Mascali, quaderno di studi, a cura dell'Associazione "Mascali 1928", Riposto, 2012.Voci correlateNerello mascaleseAltri progetti Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Mascali» Commons contiene immagini o altri file su MascaliCollegamenti esterniPortale di News e Cultura su MascaliEtnanatura.itProgetto di ricostruzione in 3D dell'antico abitato di Mascali prima dell'eruzione lavica del 1928L'eruzione dell'Etna del 1928: notizie ed immagini.Associazione culturale "Mascali1928": Storia e cultura di una città ai piedi dell'Etna.

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