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Civita Castellana

Civita Castellana, (Viterbo) Tempo di lettura: circa 9 minuti
Civita Castellana è un comune di 16.772 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio. Dista pochi chilometri dal capoluogo di provincia e circa 50 km da Roma. È famosa per essere stata nell'epoca preromana la capitale della popolazione dei falisci. Papa Gregorio V le attribuì il nome di civitas (città - cittadinanza), da cui "Civita". "Castellana" si riferisce al dominio che il luogo aveva sui castelli circostanti. Civita Castellana è nota anche con il nome di Massa Castellanaia. Alla National Gallery di Londra è conservato un dipinto raffigurante Civita Castellana, realizzato da Edouard Bertin (1797-1871). Il dipinto è parte della prestigiosa Gere Collection (vedi) Geografia fisica Territorio La città è situata su uno sperone tufaceo, tra le profonde gole di due affluenti del Treja, ai piedi dei monti Cimini, lungo la via Flaminia. Si trova in una zona originata dalle eruzioni del vulcano Vicano che hanno generato il tufo rosso, che caratterizza il territorio. In seguito all'innalzamento dell'area, l'azione erosiva delle acque ha dato origine alle profonde gole che sono uno dei caratteri più suggestivi del paesaggio. Clima Classificazione climatica: zona D, 1703 GR/G Storia Leggenda Secondo la leggenda fu il greco Halaesus o Aleso il fondatore di Falerii Veteres. Figlio di Agamennone, re di Micene, e della bella schiava di guerra Briseide, già profondamente amata da Achille ed a lui sottratta con forza per Agamennone, fuggì dopo l'uccisione del padre, approdò sulle coste tirreniche e risalì il Tevere sino a Falerii Veteres. Grandi scrittori del passato attribuiscono a lui le origini di questo territorio: Virgilio nell'Eneide, il suo commentatore postumo Servio Mario Onorato, ed altri ancora lasciano testimonianze di questo grande eroe greco. Falisci La storia trimillenaria di Civita Castellana inizia con quella dei Falisci, una popolazione che si collocava tra la civiltà degli etruschi e quella dei romani. Le prime tracce di questa civiltà provengono dagli scavi dell'antica Falerii Veteres, che aveva rapporti commerciali con tutto il bacino del Mediterraneo. La maggior parte dei ritrovamenti di grande valore si trovano nel Museo nazionale dell'Agro Falisco che raccoglie anche i reperti rinvenuti nell'area falisca ma anche in altri grandi musei come il Louvre di Parigi. Un popolo guerriero, quello dei Falisci, che si scontrò inevitabilmente con la vicina Roma. Sconfitti, i Falisci furono letteralmente cacciati dal sito fortificato di Falerii Veteres e costretti a fondare un'altra città su di una piana distante cinque chilometri La nuova città si chiamò Falerii Novi. Medioevo Dopo un periodo di abbandono, la città tornò ad essere abitata, in seguito alle guerre gotiche e alle invasioni longobarde, dando vita a uno sviluppo urbanistico che ancora oggi conserva il suo tessuto medioevale. Falerii Veteres divenne così Civita Castellana. Nel corso dei secoli successivi Civita sarà il luogo dove papi come Clemente III e Adriano IV troveranno rifugio in situazioni di estremo pericolo. Sul finire del secolo XII fu signoria di Giovanni dei Papareschi Senatore di Roma e durante il periodo del Basso Medioevo ci furono lotte tra due famiglie: i Di Vico e i Savelli, fino a quando, nel 1426, la Santa Sede non riaffermò la propria giurisdizione. Rinascimento Da quel momento la città seguì le sorti dello Stato della Chiesa e molti furono i papi che nel corso degli anni la visitarono e vi soggiornarono. Tra questi Alessandro VI, Giulio II, Pio VI. Fu sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia che iniziarono i lavori nel forte Sangallo. Era l'anno 1494. L'evento più importante del XVI secolo invece, fu l'attacco che i Lanzichenecchi sferrarono a Civita Castellana nel 1527. Questi per ben due volte cercarono di impossessarsene, avendone compreso l'importanza strategica. La città però riuscì a resistere. Fu in tale occasione che l'archivio cittadino venne bruciato. I secoli XVII e XVIII furono secoli di pace e così ci si preoccupò di realizzare alcune opere pubbliche. Nel 1589 venne realizzato ponte Felice, nel 1609 la variante della via Flaminia, nel 1709 il ponte Clementino; il collegamento tra la Cassia e la Flaminia voluto da papa Pio VI risale invece al 1787. Epoca moderna Le idee della rivoluzione francese ben presto si diffusero in tutta Europa, Italia compresa. L'espansionismo territoriale francese che ne seguì giunse anche a Civita Castellana tanto che, nel dicembre del 1798, le truppe francesi, guidate dal generale MacDonald e facenti parte dell'armata del generale Championnet, sconfissero le truppe napoletane guidate dal generale Mack. L'anno seguente gli Aretini si unirono agli altri nemici dei francesi ed attaccarono Civita Castellana. I francesi ben presto si riappropriarono della città e la controllarono fino al 1815. Nel 1860 i garibaldini, diretti a Mentana, si fermarono a Civita. Il 12 settembre del 1870 vi sostò lo stesso Vittorio Emanuele II, diretto verso Roma con il suo esercito, che liberò la città dal secolare potere della Chiesa, annettendola a quello che poi sarebbe divenuto il Regno d'Italia. È nel secolo XIX che a Civita Castellana inizia una svolta economica ad opera di Giuseppe Trevisan, un imprenditore veneto che vi impianta le prime fabbriche di ceramica. Quella della ceramica è una vocazione antica, dovuta anche alla facile reperibilità dell'argilla presente nel luogo. Col passare degli anni, accanto al settore artistico si sviluppa anche quello industriale, che avrà il suo apice nel secondo dopoguerra. I settori di produzione sono i sanitari, seguono le stoviglierie. Nasce il distretto industriale che comprende anche i paesi limitrofi. Monumenti e luoghi di interesse Civita Castellana conserva un notevole patrimonio artistico e archeologico, infatti Falerii Veteres risulta essere uno dei principali siti delle età del ferro e del bronzo. È ricca di aree templari, di necropoli e di santuari. Architetture religiose Il Duomo, costruito dai Cosmati con facciata del XII secolo e portico a grande arco centrale del 1210 (arricchito da mosaici policromi dei marmorari romani Cosmati) e con una grande cripta dei secoli VII e VIII; La chiesa S. Maria del Carmine già Santa Maria dell'Arco del 1100 con campanile a bifore a 3 navate con colonne e capitelli diversi fra loro e monastero delle Clarisse di San Damiano con chiostro Chiesa di San Francesco ex San Pietro XIII secolo con tavola di Antoniazzo Romano del XV secolo e pala d'altare del 1531.Chiostro con affreschi L'Abbazia di S. Maria in Faleri; (sita nel territorio di Fabrica di Roma in frazione Faleri) del 1200 cistercense con 5 absidi Chiesa di San Gregorio XIII secolo a 3 navate con resti di affreschi quattrocenteschi e campanile con monofora e bifora Chiesa di Sant'Antonio Abate con affreschi rinascimentali Chiesa e convento di Santa Susanna del XIII secolo con portico verso la frazione di Borghetto Chiesa di Santa Maria delle Piagge di origine medievale, conserva una Madonna con bambino festeggiata la Domenica in Albis nei pressi di Porta Lanciana Chiesa della Madonna delle rose del XVI secolo su preesistenze altomedievali tra via ponte ternano e Largo Roma Chiesa di San Benedetto di fronte la ex chiesa di San Giovanni Decollato con campaniletto a bifora oggi fioraio Edicola Madonna delle nevi del 1718 con affresco del XVII secolo a piazza dei martiri delle fosse ardeatine Edicola con San Giorgio e il drago XII secolo a via corsica, 30 Affresco di Madonna con Bambino di fine '600 a via Garibaldi, 4 Ex chiesa di San Giorgio oggi museo della ceramica Ex Chiesa di Santa Chiara già delle monache con elegante rosone in facciata in via Ferretti oggi ospedale dei cronici Ex Chiesa del SS Sacramento delle clarisse francescane oggi asilo e scuola elementare privata di fronte la Chiesa del Carmine nel centro storico si possono notare altre due ex chiese oggi abitazioni private Architetture civili Il Forte Sangallo, dove all'interno si può visitare il Museo nazionale dell'Agro Falisco, inaugurato nel 1977, che raccoglie al suo interno materiali provenienti dall'antica Falerii Veteres e dalle zone limitrofe. Il Forte San Gallo venne fatto costruire da Alessandro VI Borgia su un precedente edificio di età medioevale. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Vecchio e portato a termine dal nipote, Antonio da Sangallo il Giovane, sotto il pontificato di papa Giulio II. Il mastio ottagonale, il pozzo del cortile maggiore e il portone di accesso alla fortezza, risalgono a quel periodo. Interventi di restauro e di abbellimento ci furono con i pontefici successivi. Il forte fu non solo una architettura militare, ma anche una dimora papale; questo fino all'Ottocento. Costituiscono invece eccezione alcuni reperti risalenti all'VIII - XII secolo, provenienti da cantine e pozzi cittadini. Altri provengono dall'area del Santuario di Giunone Curite (prima metà del VI secolo a.C.), mentre ai primi anni del V se a.C. appartengono i materiali del Tempio di Mercurio e di altri due templi situati sul Colle del Vignale.Il nuovo museo si è arricchito di nuove opere donate da privati e ceramiche artistiche dell'istituto statale d'Arte. Palazzo Onorati 1745 Palazzo Petroni-Trocchi del 1544 opera del fratello del Sangallo con due portali a bugnato e stemmi e dove vi alloggiarono personaggi illustri Palazzo Baroni con affreschi degli Zuccari Palazzo Montalto XVI secolo con affreschi Palazzo comunale XVI secolo Palazzo Morelli del 1740 Porta di Giove; (sita nel territorio di Fabrica di Roma in frazione Faleri) Porta Borgiana sulla strada per Castel Sant'Elia Via del Rivellino con porta medievale; Centro storico medievale con case e torri; Fontana dei Draghi 1585 Meridiane e Palazzi con bifore; Ponte Clementino XVIII Ponte Felice; Castello di Borghetto dove vi era la chiesa medievale di San Leonardo Monumento alla Vittoria di Silvio Canevari; Monumento ai caduti del mare; Monumento ai ceramisti; Monumento ai caduti in Africa; Ex fabbrica Marcantoni, oggi divenuta Piazza Marcantoni. Siti archeologici Area archeologica di Vignale; La necropoli della via Amerina; (insieme ai Comuni confinanti Fabrica di Roma, Castel S.Elia e Nepi) Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Lingue e dialetti Il dialetto di questa città è detto civitonico, una variante dei dialetti italiani mediani affine alle parlate circumvicine e più in generale ai dialetti umbri, anche se con notevoli influssi romaneschi negli ultimi decenni. Presente anche una marginale componente di leccese dovuta all'emigrazione avvenuta dal dopoguerra sino a metà degli anni '70. Mentre al tempo dei falisci era diffusa la lingua falisca, un idioma simile al latino che durò fino alla conquista della città da parte dei romani, che la sostituirono con la lingua latina. Cultura Istruzione Biblioteche La Biblioteca Comunale Enrico Minio è stata insignita anche del Premio di Qualità da parte della Regione Lazio e dispone di alcune sezioni specializzate: ceramica, etruscologia, emigrazione italiana all'estero, linguistica e una sezione dedicata alla storia e cultura salentina, nonché molti volumi di letteratura classica straniera in lingua originale. Musei Il museo della ceramica, che trovava collocazione all'interno del Palazzo Petroni Andosilla si è recentemente trasferito all'interno dell'istituto scolastico d'Arte di via Gramsci dove è stata recuperata l'antica chiesa di San Giorgio che è attualmente sede del museo. Esso sorse nel 1996 con lo scopo di esporre al pubblico opere ceramiche di vari periodi, prevalentemente appartenenti agli anni tra il '20 e il '60 del secolo scorso. All'interno del Museo sono esposti vasi, piatti, manufatti, piastrelle dipinte, che testimoniano la bravura dei più importanti maestri ceramisti locali. Museo nazionale dell'Agro Falisco Musica Nel mese di luglio, si svolge il Civita Festival, con concerti di Musica classica, Barocca, Jazz, Musica Moderna, Opera e Balletto con artisti di fama internazionale. Media Radio Punto Zero; Altolazionotizie.it Campo de' fiori; Gazzetta Falisca; Active Radio. Cucina Piatti tipici di Civita Castellana sono: Frittelloni; Pizza di Pasqua; Pizza con i Fiori di Zucca; Frappe; Scroccafusi; Ciambelle e San Bastiano; Rigatoni alla Mignolò; Maritozzi con la panna Persone legate a Civita Castellana Antipapa Clemente III, vescovo e antipapa, morto a Civita Castellana nel 1100; Domenico Mazzocchi, compositore, nato a Civita Castellana nel 1592; Virgilio Mazzocchi, compositore, nato a Civita Castellana nel 1597; Paolo Bonacelli, attore, nato a Civita Castellana nel 1939; Mauro Matteucci, fantino italiano vincitore del Palio di Siena, nato a Civita Castellana nel 1956; Alessandro Di Battista, politico, nato nel 1978 Letizia Marchetti, campionessa italiana di motociclismo, residente a Civita Castellana Eventi 17 gennaio - Fiera di Sant'Antonio abate Il Carnevale, che si apre il 17 gennaio di ogni anno con il trasporto del così chiamato o Puccio, in piazza Matteotti. Durante il periodo di carnevale ci sono numerose iniziative: la sagra dei frittelloni, il giovedì Grasso si può assistere alla nota sfilata allegorica dei bambini organizzata da tutte le scuole, e per concludere le sfilate dei carri allegorici, svolte le ultime due domeniche e il Martedì grasso, che si chiude con l'ultima sfilata di carri allegorici, il ballo in piazza Matteotti ed a notte inoltrata, il saluto al Carnevale con il falò del Puccio ed i fuochi d'artificio. 16 settembre - festa patronale dei santi martiri Marciano e Giovanni. Vengono effettuate intorno alla metà di settembre alcune rievocazioni storiche di antiche Feste medievali, con corse, giostre e sfilate in costume con dame e cavalieri. 1 novembre - Fiera (il giorno prima dei morti) Economia Ben il 70% della ceramica sanitaria nazionale proviene da Civita Castellana. Oggi, con la concorrenza dei paesi dell'Est, del Medio Oriente e, soprattutto, della Cina, il distretto, specie nel settore delle stoviglierie, sta conoscendo una crisi profonda. Civita Castellana è anche un centro agricolo con produzione di tabacco e frumento e allevamento di bovini e ovini, la città possiede industrie estrattive (di tufo, travertino e argilla), industrie chimiche, meccaniche, della lavorazione del legno e, dalla fine del Settecento, delle ceramiche. Infrastrutture e strade Strade Civita Castellana è collegata tramite la Strada Provinciale 27 Faleriense a Fabrica di Roma, e tramite la strada provinciale 29 Cenciano a Corchiano. Amministrazione Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Civita Castellana passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo. Sport Althea Racing A.S.D. Junior Volley Civita Castellana Squadra di atletica leggera A.S.D. Alto Lazio Colavene A.S.D. Flaminia Civita Castellana Squadra ciclistica Flaminia Pallavolo Civita Castellana U.r.c.c Rugby Civita Castellana A.S.D. Civita Castellana Calcio Giovanile A.S.D. Deportivo Civitonico A.S.D. Futura Nuoto Civita Castellana A.S.D. Yama Arashi G.P. Judo Galleria fotografica Note Voci correlate Falerii Falisci Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Civita Castellana Collegamenti esterni Sito turistico su Civita Castellana Biblioteca comunale Sito Ufficiale del Carnevale di Civita Castellana Stazione meteorologica di Civita Castellana Civita Castellana in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Civita Castellana")

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