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Cansano

Cansano, (L'Aquila) Tempo di lettura: circa 6 minuti
Cansano è un comune italiano di 268 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Peligna. Sorto come feudo e torre d'avvistamento nell'Alto Medioevo, si è esteso prevalentemente tra XIX e XX secolo, a seguito del sisma del 1706. È noto per la scoperta archeologica del villaggio romano di Ocriticum, ora parco archeologico.GeografiaIl pittoresco paesino di Cansano è situato a 12 km da Sulmona, su un colle in prossimità della Valle Peligna, a 835 m sul livello del mare.Il paese si inserisce in un paesaggio naturale pressoché intatto: da Cansano si può raggiungere molto facilmente il Parco Nazionale della Majella e, in particolar modo, il Bosco di Sant'Antonio e Passo San Leonardo. La posizione inoltre favorisce gli spostamenti anche verso i centri turistici più attivi della zona: Pescocostanzo, Campo di Giove, Pacentro e Sulmona.Il paese presenta un clima di montagna, con estati calde ed asciutte ed inverni rigidi e ricchi di precipitazioni. Tuttavia, nel corso del tempo ci sono state variazioni nel clima, che ora è poco più umido in estate e meno nevoso d'inverno.Evoluzione demograficaAbitanti censiti Il calo demograficoDal secondo dopoguerra ai giorni nostri: le ragioni del caloNel grafico è possibile notare quanto la popolazione di Cansano, considerata dall'inizio del XX secolo a oggi, sia diminuita, arrivando dai circa 2000 a poco più di 250 unità censite nel 2001. Fra le ragioni del calo, l’azione mortifera delle due guerre mondiali e il generale processo di svuotamento delle campagne in favore delle città, avvenuto fra la fine del XIX secolo e la seconda metà del Novecento, mediante movimenti migratori nazionali e internazionali e frutto del passaggio da un’economia rurale a una di stampo capitalistico. L’emigrazione costituisce pertanto la principale causa del brusco calo demografico. Ricordiamo poi il divario fra il ridotto tasso di natalità e quello ben più alto di mortalità, nonché la mancanza di iniziative o strutture capaci di avviare e mantenere un processo di sviluppo economico stabile ed equo in tutti i mesi dell’anno. Le attività ricettive presenti e le strutture turistiche (il Centro di Documentazione “Ocriticum”, l’ufficio informazioni del Parco nazionale della Maiella) stentano a dare avvio a un costante afflusso turistico, di per sé poco avviato in tutta l’area peligna in favore del vicino Alto Sangro. Le attività pubbliche si concentrano esclusivamente nei mesi estivi, in coincidenza col picco dell’afflusso turistico. Le politiche urbanistiche della seconda metà del Novecento, inoltre, hanno contribuito a privare il paese della forma estetica originale, per quanto l’atmosfera del centro storico abbandonato e della natura integra del territorio mantengano ugualmente il proprio carattere suggestivo. Cansano, in definitiva, non pare godere, almeno al momento, delle premesse necessarie per un nuovo processo di incremento demografico e anzi è ancora vessato dalle conseguenze del forte svuotamento degli ultimi decenni.Luoghi di interesseArcheologia: OcriticumIl Parco Archeologico Naturalistico Ocriticum è indubbiamente il luogo di maggior interesse storico di Cansano. Collocato appena fuori dal paese, in zona Tavuto - Pantano, il parco è stato inaugurato assieme all'omonimo centro di documentazione, che si trova in paese, il 10 gennaio 2004. I primi scavi, effettuati nel 1992, hanno portato alla luce i resti di un antico centro romano, abbastanza importante soprattutto in ambito religioso. L'area archeologica comprende due templi, consacrati l'uno a Giove e l'altro ad Ercole, il primo romano ed il secondo italico, ed un sacello delle divinità femminili Cerere e Venere. Inoltre, nell'area sono presenti anche le rimanenze di un centro abitato e di un impianto per la produzione della calce. Si è risaliti al nome Ocriticum mediante una stele funeraria ritrovata nei pressi della zona templare, su cui leggiamo SEX(TO) PACCIO ARGYNNO CULTORES IOVIS OCRITICANI P(OSUERUNT) ("i sacerdoti ocriticani di Giove posero a Sesto Paccio Arginno").Numerosi gli ex voto rinvenuti, conservati presso il Museo Archeologico di Chieti e presso il Centro di documentazione Ocriticum. Quest'ultimo, collocato in Piazza XX settembre, accoglie inoltre un'importante mostra permanente sull'emigrazione ed è stato sede di diverse mostre temporanee, tra cui quelle fotografiche Il Volo (2005), Anima(2007), A gnè nu spierchie 2009, di Giovanni Guadagnoli, quella pittorica di Marco Di Paolo (2006) e l'installazione di Antonio Marchetti sul tema dell'emigrazione (2009). La sala convegni del Centro di Documentazione ospita, inoltre, conferenze, proiezioni, corsi di formazione, presentazioni di vario tema e genere.Il castello e le chieseDa Piazza XX settembre, in cui è possibile osservare il monumento ai caduti e la recentissima chiesa di San Rocco, si può scendere lungo via Umberto I fino al cortile interno del Castrum Cansani, il castello medievale, a cui si accedeva tramite Porta da Capo (oggi scomparsa) e di cui è possibile ancora osservare la struttura del mastio. Le ale del castello nel corso del tempo hanno subito numerosi rimaneggiamenti, poiché, non più funzionali dal '700, sono divenute abitazioni di alcuni abitanti del paese. Tra costoro si ricorda Chiara Villani, autrice di raffinate decorazioni pittoriche che ricoprono le pareti interne della sua abitazione: angeli, motivi floreali e ghirigori d'ogni genere, realizzati con la tecnica del punto a croce, rivestono le pareti bianchissime, che sembrano lenzuola ricamate. Del castello rimaneva il torrione, crollato poi col sisma del 1933. Nei pressi del castello si trova la chiesa di San Salvatore, denominata dai Cansanesi Chiesa Madre, poiché la più importante del paese fino a pochi anni fa, oltre che la più antica: edificata immediatamente dopo il castello, subì gravi danni per il terremoto del 1706 e fu dunque ricostruita - come recita un'iscrizione sulla facciata - a planta, ossia di sana pianta, nel 1739; recentemente sottoposta ad un restauro, della chiesa preesistente non resta nulla salvo il Battistero Quattrocentesco. Un'altra chiesa particolarmente importante per gli abitanti è quella di San Nicola di Bari, in cui la messa si celebra due volte l'anno: il 6 dicembre, in occasione della festività di San Nicola stesso, ed il 26 giugno, quando la statua del santo viene portata in processione. In entrambe le occasioni c'è la consegna del pane benedetto, rito molto diffuso in Abruzzo. Allo stesso modo, la settecentesca chiesa rurale di San Donato, situata vicino al cimitero del paese, sulla strada per Pescocostanzo, viene aperta solo il giorno della processione del santo, a metà agosto. Numerose le chiese ormai scomparse o sconsacrate; ad esempio, in via Umberto I si trova la vecchia chiesa di San Rocco, ora ristrutturata e adibita a museo. Sono ancora visibili, poi, i resti della tardo-cinquecentesca chiesa della Madonna della Neve, situata nella parte vecchia del paese. La chiesa, di piccole dimensioni, ora quasi completamente crollata (restano solo i muri perimetrali) ed invasa dalla vegetazione, accoglieva un'interessante Madonna col Bambino del Quattrocento, conservata oggi presso la chiesa di San Rocco, che veniva portata in processione il 5 agosto.Scorci caratteristiciOggi si è perso questo culto con il graduale abbandono delle abitazioni della parte vecchia del paese, costituita da una lunga gradinata, che, dalla Chiesa Madre, attraversa un quartiere definito Partajova dai Cansanesi. Il termine probabilmente deriva dal nome latino della Porta di Giove, Porta Iovis (> Partajova), una volta presente, ma demolita perché pericolante dopo il terremoto del 1933. Il paese era ricco di fontane con abbeveratoi, di cui si conservano ancora, più o meno interamente, la fonte La Mandra, nell'omonima piazza, e quella detta de gliu Vuntnare, situata in via Intera. A tal proposito, nelle canzoni di Cansano è possibile trovare citazioni e riferimenti ad un'altra fontana, forse la più importante, ma oggi praticamente scomparsa: la Canala, fino agli anni 50 provvista di un mascherone in pietra, poi distrutto perché cementificato. Era situata alla base del colle su cui sorge Cansano, nei pressi dell'omonima grotta, spunto di miti e leggende popolari, e del corso d'acqua, chiamato anch'esso la Canala, ove le donne si recavano a lavare i panni e a lucidare pentole e conche.Il terremoto del 2009Il territorio di Cansano è sempre stato interessato da un'intensa attività sismica, come è possibile rilevare dalle testimonianze d'archivio e dall'analisi delle architetture. I principali sismi che hanno colpito l'area in età storica sono databili II secolo d.C., 1349, 1456, 1706 (questo l'evento di maggiore intensità, 6.6 di Magnitudo momento o Mw), 1933. Nel corso dello sciame sismico aquilano, un certo numero di scosse si è registrato pure nel distretto sismico di Sulmona e in particolar modo con epicentro a pochi chilometri da Cansano, in località Malepiana: le prime due si sono verificate il 17 marzo 2009, alle 2:12 e alle 2:26 (ora italiana), rispettivamente di 3.6 Ml e 2.5 Ml di intensità; la terza, la più forte, pari a 3.8 Ml, è stata avvertita dalla popolazione dell'area peligna alle 10:43 (ora italiana) del 29 marzo 2009; l'ultima scossa della sequenza è avvenuta il 22 aprile, alle 00:32 (ora italiana), ed è stata di intensità pari a 3.2 Ml. Pleonastico è aggiungere che l'evento principale e numerose scosse collaterali dello sciame sismico dell'Aquila sono stati avvertiti anche a Cansano, arrecando non pochi danni alle strutture.La microsequenza sismica di Cansano non pare correlata a quella aquilana, il che lascia supporre l'attivarsi di faglie in zona che prima non avevano rilasciato energia; ad ogni modo, non sono sorte poche questioni a livello burocratico nella classificazione dei danni (e dunque nell'elargizione dei fondi per la messa in sicurezza) arrecati dai sismi vari al paese, poiché quello di Cansano risulta, a suo modo, un terremoto a sé stante. Salvo alcuni edifici nel centro storico (alcuni dei quali abitati), risultati inagibili e talora immediatamente puntellati, non si registrano ad ogni modo danni di grande rilevanza né crolli. Forte, tuttavia, è stato il disagio e cospicuo il numero di sfollati a seguito delle scosse della primavera del 2009.Persone legate a CansanoNino Di Paolo, nato nel 1946 a Cansano, nominato Comandante Generale della Guardia di Finanza il 10 giugno 2010.AmministrazioneNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ Il Comandante in Seconda - Generale di Corpo d'Armata Nino Di Paolo. URL consultato il 10 giugno 2010.^ Nominato il nuovo Comandante Generale della Guardia di Finanza, 10 giugno 2010. URL consultato il 10 giugno 2010.Voci correlateOcriticumStazione di CansanoAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su CansanoCollegamenti esterniIl Parco ArcheologicoSito non istituzionaleSito non istituzionaleIl Museo dell'Emigrazione di Nino di Paolo - dal sito rivisondoliantiqua.it

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