Comune

Cannole

Cannole, (Lecce)
Cannole (pronunciare Cànnole; Cànnule in dialetto salentino) è un comune italiano di 1.743 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.Sorge nella parte centro-orientale del Salento, a 3 km dall'oasi protetta dei laghi Alimini. Dal 2009 aderisce all'Associazione Borghi Autentici d'Italia. All'inizio del XIX secolo, insieme a Sogliano Cavour, Cursi, Cutrofiano ed agli odierni comuni della Grecìa Salentina, formava parte dei Decatría Choría (τα Δεκατρία Χωρία), cioè dei tredici paesi di Terra d'Otranto che conservavano la lingua e le tradizioni greche. In griko il nome è Cànnula.Geografia fisicaTerritorioIl territorio del comune di Cannole, che si estende per 20,02 km² a pochi chilometri dalla costa adriatica, è compreso fra i 28 e i 106 m s.l.m., con un'escursione altimetrica di 78 metri. Il centro urbano è situato su un altopiano a 96 m s.l.m. e dista 34,7 km dal capoluogo provinciale, 9 km da Otranto e 31 km da Gallipoli.Confina a nord con il comune di Carpignano Salentino, a est con il comune di Otranto, a sud con il comune di Palmariggi, a ovest con i comuni di Bagnolo del Salento e Castrignano de' Greci.Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003ClimaDal punto di vista meteorologico Cannole rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana.Classificazione climatica di Cannole:Zona climatica: CGradi giorno: 1231StoriaLa presenza umana nel territorio è documentata sin dal Paleolitico superiore, periodo a cui risalgono i reperti realizzati in selce e ritrovati sulla Serra di Montevergine tra Cannole e Palmariggi. Nella zona denominata Santu Lasi è accertata l'esistenza di villaggi di capanne realizzate da gruppi neolitici di agricoltori-allevatori che si insediarono sul pianoro, sfruttando l'ottima visibilità per difendersi da eventuali attacchi ad opera di altre comunità preistoriche. In questa zona sono stati rinvenuti frammenti di ceramica risalenti al neolitico e all'età del Bronzo ed esiste ancora il menhir di Santu Lasi. Altri menhir esistevano all'interno del centro abitato, l'ultimo dei quali (menhir Osanna) fu distrutto nei primi anni del XX secolo. Due menhir (Anfiano I e Anfiano II) sono situati nell'omonima contrada.La nascita del primo nucleo abitativo potrebbe essere collocata in epoca alto-medioevale, quando, in seguito all'invasione araba del Salento intorno all'885, i Saraceni per motivi strategici schierarono le loro truppe in una zona abbondante di canneti. Qui sarebbe sorto il casale di Canola che successivamente si sviluppò con la presenza di comunità basiliane. Tradizionalmente si ritiene invece che l'origine del borgo risalga al XII secolo, quando cioè il normanno Guglielmo il Malo distrusse molti villaggi della Terra d'Otranto; le popolazioni per sfuggire a tale furia si rifugiarono nei canneti dove fondarono l'attuale abitato.Il feudo di Cannole fece parte del Principato di Taranto sino al XIII secolo. Fu poi infeudata a varie famiglie nobiliari e nel 1583 passò sotto il controllo dei baroni Personé, che lo mantennero per quasi un secolo. Nel 1747 fu dato in feudo ai marchesi Granafei che ne conservarono la proprietà fino al 1806, anno di eversione del regime feudale. I Granafei contribuirono alla riqualificazione urbana del paese e all'incremento della popolazione residente. Dall'Ottocento e sino alla metà del XX secolo le vicende storiche di Cannole furono legate alla famiglia Villani, dalla quale proviene il medico-chirurgo Giuseppe Villani. Nei primi decenni del Novecento il suo territorio fu favorito dalle opere di bonifica.SimboliProfilo araldico dello stemma:Profilo araldico del gonfalone:Monumenti e luoghi d'interesseArchitetture religioseChiesa Matrice della Madre di DioLa chiesa matrice della Madre di Dio fu edificata a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Originariamente presentava uno sviluppo longitudinale con navata unica, trasformata in croce latina nel 1757 con la realizzazione del transetto. La facciata, con finestra e portale posti in asse, è coronata da un fastigio a mezza luna. Posteriormente si eleva la torre campanaria del XIX secolo e la torre dell'orologio costruita nel 1928. L'interno possiede una copertura con volta a spigolo interamente affrescata con dipinti del XVIII secolo. Nella navata sono ospitati gli altari della Madonna del Rosario, con tela del pittore leccese Giuseppe Verrio, e della Sacra Famiglia, risalenti rispettivamente al 1649 e al 1668. Nel transetto sono presenti i settecenteschi altari delle Anime del Purgatorio, del Crocefisso e di san Vincenzo Ferreri e l'altare di fine Cinquecento dedicato all'Immacolata. Quest'ultimo e l'altare delle Anime del Purgatorio accolgono due tele attribuite a Serafino Elmo. L'attuale altare maggiore in pietra leccese fu realizzato nel 1890 in seguito al restauro del presbiterio. È presente un fonte battesimale datato 1765.Chiesa della Madonna di CostantinopoliLa chiesa della Madonna di Costantinopoli fu riedificata nel 1936 su una preesistente cappella rupestre. L'ubicazione dell'edificio alle porte del paese, lungo la strada che conduce a Otranto, non è casuale, ed è legata a una vicenda che la tradizione colloca intorno al 1480. All'indomani del sacco di Otranto da parte dei Turchi, le truppe saracene iniziarono a saccheggiare i piccoli villaggi dell'entroterra. La leggenda narra che, giunti alle porte di Cannole apparve loro la Madonna di Costantinopoli a sbarrare il passo verso l'abitato. Colpito dalla manifestazione divina, il comandante turco si convertì sottomettendosi alla Vergine. L'edificio si presenta estremamente sobrio nelle linee architettoniche ed è realizzato in pietra leccese. All'interno è presente un altare con una moderna immagine della Vergine col Bambino che sostituisce l'antico affresco andato distrutto. In una teca è posta la statua in cartapesta della Madonna raffigurata con un turco in catene ai suoi piedi.Architetture civiliMasseria TorcitoIl complesso della masseria fu edificato, a più riprese, a partire dal XVII secolo, come indica l'epigrafe sul prospetto recante la data 1657. Il feudo, anticamente noto con il nome di Cerceto, compare nelle fonti per una distruzione perpetrata dai Saraceni nel IX secolo e per una concessione alla famiglia Castromediano, da parte di Carlo I d'Angiò nel 1274.Il nucleo più antico della masseria è l'edificio-torre, dotato di basamento a scarpa, contrafforti angolari, piombatoi e saettiere per la difesa. Il coronamento della struttura è caratterizzato da archetti e beccatelli. A partire dal XVIII secolo vennero aggiunti altri corpi di fabbrica, destinati soprattutto alle attività produttive. L'area intorno alla masseria è disseminata di testimonianze della lunga frequentazione del sito. È possibile ammirare una settecentesca chiesetta dedicata a san Vito, un frantoio ipogeo, una torre colombaia, diverse tombe scavate nel banco di roccia, neviere, cisterne, pozzi e fosse granarie. Il grande stradone d'accesso alla masseria conserva ancora le profonde carraie lasciate dal passaggio dei carri. La masseria sorge nel cuore di un parco naturale esteso per circa 203 ettari. Il complesso è di proprietà dell'Amministrazione provinciale di Lecce.Masseria AnfianoMasseria Anfiano è un antico complesso masserizio distante dal centro di Cannole circa 7 km. In origine era un piccolo casale medievale il cui nome deriva dai termini greci anfi (intorno-attorno) e ano (senza), ovvero luogo senza niente intorno, isolato.Abitato già in epoca romana come testimoniato dai resti di una villa romana risalente al III-IV secolo d.C., Anfiano divenne un importante centro agricolo in epoca bizantina. I basiliani introdussero nuove culture e metodi per l'agricoltura; inoltre diffusero il rito greco ortodosso costruendo una necropoli, una cripta e una laura. La struttura masserizia, risalente invece ai secoli XVIII e XIX, è costituita da una serie di piccoli edifici, indipendenti tra loro e provvisti di fogge, pozzi, stalle. Si conserva inoltre un frantoio ipogeo.Altre masserieSeggioIl Seggio, situato nella centralissima piazza San Vincenzo Ferreri, è un portico del XVIII secolo adibito in passato a luogo di assemblea per pubblici parlamenti e banco di giustizia. All'interno, inoltre, venivano esposti avvisi e comunicazioni di interesse pubblico.Architetture militariCastelloEretto dagli Orsini del Balzo nel 1413, il castello subì tra il XVII e il XVIII secolo numerose modifiche che ne trasformarono l'aspetto in un palazzo signorile. Lateralmente sono ancora visibili i tratti propri dell'architettura militare. L'edificio, a pianta quadrangolare, è dotato di robuste mura perimetrali a base scarpata. Agli angoli, quattro garitte consentivano la difesa della struttura da tutti i lati. La facciata si presenta schematicamente suddivisa in tre parti, la centrale occupata da un austero portale bugnato sormontato da una lunga epigrafe. Nell'ampio cortile interno, la vera di un pozzo riporta incisa la data 1752. Le maggiori trasformazioni architettoniche si ebbero con il passaggio della proprietà dalla famiglia Personè ai Granafei nel 1747. I marchesi Granafei di Sternatia ampliarono infatti il palazzo con un'ala sul lato orientale e realizzarono un lussureggiante giardino dominato da una fontana di gusto settecentesco, sopra la quale spicca lo stemma nobiliare.Siti archeologiciMenhir Santu LasiIl menhir Santu Lasi sorge a circa 2 km dal centro urbano, in località Pirazzo, ai piedi della Serra di Montevergine. Si tratta di un grande esemplare la cui altezza è di circa 4,50 metri. Nel marzo 1995 è caduto rompendosi in quattro pezzi.Altri menhirMenhir Anfiano IMenhir Anfiano IIAltroColonna dell'OsannaSi tratta di una colonna votiva costruita interamente in pietra leccese e realizzata nel XVI secolo subito dopo le scorrerie dei Turchi nel Salento. Presenta un alto fusto terminante con un capitello corinzio sul quale è poggiata una croce.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Etnie e minoranze straniereAl 31 dicembre 2010 a Cannole risultano residenti 41 cittadini stranieri. La nazionalità principale è: Marocco - 36Lingue e dialettiIl dialetto parlato a Cannole è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.CulturaIstruzioneBibliotecheBiblioteca comunaleScuoleNel comune di Cannole hanno sede una Scuola dell'infanzia e una Scuola primaria facenti parte dell'Istituto Comprensivo Statale di Cursi.EventiFesta dell'Emigrante, dal 29 al 31 luglio (edizione n° 10 nel 2014)Festa patronale di san Vincenzo Ferreri, 2 e 3 agostoFiera della Madonna di Costantinopoli, lunedì di PasquaFesta della Municeddha, dal 10 al 13 agosto (edizione n° 30 nel 2014)Infrastrutture e trasportiCannole è attraversata dalla strada provinciale 39 Bagnolo del Salento-Serrano, frazione di Carpignano Salentino; è inoltre servita dalla strada provinciale 344 per Palmariggi e dalla strada provinciale 150, che la collega alla provinciale 48 Martano-Otranto.La stazione ferroviaria di Cannole è posta sulla linea locale Lecce-Otranto, aperta nel 1872 e dal 1933 gestita dalle Ferrovie del Sud Est.Galleria fotograficaNoteBibliografiaPro loco, Cannole, un paese, la sua storia, 1988Pro loco, Cannole, Pagine di Storia, 2002Leonardo Serrone, Cannole, origini e storia, 1963Salvatore Bellisario, Parole e silenzio, 2003(AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008I monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879I Menhirs in Terra d'Otranto, Roma, 1880Voci correlateMonumenti megalitici della provincia di LecceMasserie fortificate della provincia di LecceArcidiocesi di OtrantoAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su CannoleCollegamenti esterniSito sulla Masseria Torcito curato dalla Pro Loco di CannoleSito del Parco di TorcitoSito del Torcito Parco DanzaArchivio Digitale Alimini Archivio di documentazione fotografica e di recupero della memoria dei luoghi di AliminiSito associazione giovanile socio-culturale "LA TIRRICATA" - Cannole

Ci spiace, non abbiamo ancora inserito contenuti per questa destinazione.

Puoi contribuire segnalandoci un luogo da visitare, un evento oppure raccontarci una storia su Cannole. Per farlo scrivi una email a redazione@viaggiart.com