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Comune

Strongoli

Strongoli, (Crotone) Tempo di lettura: circa 7 minuti
Stròngoli (IPA: [sˈtronɡoli]) è un comune italiano di 6.486 abitanti della provincia di Crotone, in Calabria. Geografia Strongoli è un centro del Crotonese che sorge su di un colle a pochi chilometri dal Mar Ionio a circa 350 m s.l.m., lungo la cui costa si sviluppa la Marina per circa sette chilometri. Verso sud il Neto separa il suo territorio da quello di Crotone: la foce di questo fiume è stata dichiarata Parco Regionale come oasi di protezione di fauna e selvaggina, essendo importante scalo per la specie migratoria. Il paese abbraccia una superficie di 84,5 km², mentre il numero attuale dei suoi abitanti è 6.486. Il suo territorio, che confina con i comuni di Crotone, Rocca di Neto, Casabona, S. Nicola dell’Alto e Melissa, è abbastanza fertile e produttivo: l’agricoltura, infatti, costituisce la base della sua economia. Tra le colture primeggiano quelle mediterranee dei cereali, della vite e dell’ulivo. Sia il centro abitato sia la campagna sono ricchi di resti archeologici che ci documentano pienamente il contatto con la Grecità prima e con la Romanità dopo. Storia La tradizione letteraria mitologica vuole Filottete ecista di Petelia. Egli era “famoso arciere tessalo, figlio di Peante e di Demonassa e compagno di Eracle. Avendo mancato al giuramento fatto all’eroe di non rivelare il luogo dove avrebbe deposto il corpo di lui e le famose frecce avvelenate col sangue dell’Idra di Lerna, fu ferito ad un piede da una di queste frecce, e, dolorante per l’inguaribile piaga, fu abbandonato nell’isola di Lemno dai Greci che andavano a Troia. Nel decimo anno dell’assedio, avendo l’oracolo predetto che Troia non sarebbe stata vinta senza le frecce di Eracle, che erano in possesso di Filottete, Ulisse e Diomede andarono a prendere costui nell’isola dove languiva, e lo condussero a Troia. Ivi Filottete fu curato da Macaone, ispirato da Apollo, e, guarito, uccise Paride, con ciò agevolando la presa della città. Reduce da Troia, fu scacciato dalla sua patria, Melibea, in seguito ad una insurrezione, e venuto in Italia, nel Bruzio, vi fondò Petelia” (Cinti 1998). L’eroe tessalo, dunque, reduce dall’impresa bellica che i Greci condussero contro i Troiani, avrebbe colonizzato il litorale ionico che si estende dal fiume Neto al promontorio di Punta Alice. Sia Licofrone di Calcide sia lo Pseudo-Aristotele ci indicano i luoghi dell’Occidente che avrebbero conosciuto il Melibeo, quali Crimisa nei pressi del fiume Esaro e Macalla situata a 120 stadi da Crotone. Ma è Strabone, geografo di età augustea, a cui si uniscono Virgilio, Silio Italico, Servio e Solino, ad attribuire la fondazione mitica di Petelia a Filottete. Se la mitologia e le fonti letterarie rimandano alla fine del II millennio a.C., l’archeologia ci consente di documentare la vita nel territorio di Petelia anche in epoca più remota. Per quanto concerne l’età preistorica, sporadici sono i documenti della cultura materiale. Nel territorio sono stati rinvenuti schegge di ossidiana ed una punta di freccia di selce attribuibili al Neolitico Medio e frammenti di ceramica d’impasto della media età del Bronzo (XVI-XIV sec. a. C.). Maggiori sono i rinvenimenti inquadrabili nell’età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.) che ci fanno ipotizzare la presenza di comunità protourbane sul pianoro di Strongoli e sul tavolato delle Murgie. Il processo di colonizzazione storica, avviato nel Sud dell’Italia a partire dall’VIII sec. a.C. con la fondazione di Pitecusa nell’isola di Ischia (circa 770 a.C.) da parte degli Euboici, investe anche il territorio dell’attuale Calabria. È dall’Acaia nel Peloponneso che si dipartono i coloni che fondano lungo la costa ionica Crotone e Sibari intorno al 710 a.C., Metaponto nel 690-680 a.C. e Kaulonia nel 675-650 a.C. Il contatto con il mondo greco nel territorio di Strongoli è documentato da alcuni rinvenimenti di fattura ellenica. Infatti, dal pianoro di Murgie, presunta Macalla, provengono un aryballos corinzio sferico databile all’ultimo quarto del VII sec. a.C., che presenta sul corpo un uccello a corpo umano, ed un alabastron, anch’esso di fabbrica corinzia, databile al primo terzo del VI sec. a.C. con un grifone alato, animale fantastico tipico della ceramica greca di età orientalizzante. Durante l’età arcaica la vita a Murgie continua: a questo periodo, infatti, sono da attribuire materiali votivi che fanno ritenere il luogo sede di culti di tradizione greca. È da questa località che proviene il corpo di una statuetta di Nike in corsa con himation, databile all’ultimo quarto del VI sec. a.C. Dopo la distruzione di Sibari, avvenuta nel 510 a.C. ad opera di Crotone, il territorio di Strongoli è sotto l’influenza della città di Pitagora che giunge da Samo alla fine del VI sec. a.C. Per questa età si hanno solo rinvenimenti sporadici. Un tesoretto monetale, databile agli inizi del V sec. a.C. e rinventuto in località Serra Frasso, attesta i contatti con Kaulonia, Crotone, Metaponto, Taranto e Poseidonia. La dottrina del filosofo di Samo diventa nella Grecia d’Occidente un movimento di pensiero e si traduce in una esperienza politica e religiosa che ha lo scopo di trovare il cammino razionale che conduce alla salvezza mediante la purificazione spirituale. Al Pitagorismo è legata un’altra dottrina, l’Orfismo che trova molti proseliti in Magna Grecia ed anche a Petelia, ove nel 1836 in un sepolcro è stata rinvenuta una laminetta aurea con iscrizione greca, la quale era affissa con una catenella al cadavere del defunto. Questo il suo contenuto: “Sono figlio della terra e di Urano stellato, la mia stirpe è dunque celeste…ardo di sete e muoio: datemi, presto, la fredda acqua che scorre impetuosa dal lago di Mnemosine” (Maddoli 1996). La laminetta, che insieme a quelle che provengono da Thurii ed Hipponion sono convenzionalmente designate come “orfiche”, aveva la funzione di vademecum per il defunto nell’aldilà che poteva così ottenere mediante la sua condizione di mystes una situazione privilegiata di beatitudine ed evitare, dunque, i dolorosi cicli delle reincarnazioni. Nel frattempo le popolazioni italiche tendono sempre più ad espandersi a svantaggio delle colonie greche della costa: tra la metà e la fine del V sec. a.C. Capua, Cuma, Neapolis e Poseidonia in Campania sono conquistate dai Sanniti. In Calabria all’inizio del IV sec. a.C. si assiste all’avanzata dei Lucani, popolazione del ceppo sannitico, i quali eleggono Petelia loro metropoli. Successivamente con la conquista di Taranto (272 a.C.) ad opera dei Romani viene avviato il processo di romanizzazione nel Meridione ed inizia una nuova fase storica per la Calabria e, dunque, per Petelia. Per quanto concerne il III sec. a.C. lo storico Livio ricorda di questo centro nel Bruzio la fedeltà filoromana e la strenua resistenza durante il conflitto annibalico tra il 216 ed il 215 a.C. Se per l’età repubblicana (II-I sec. a.C.) scarse sono la testimonianze archeologiche, esse aumentano per l’età successiva: dal territorio di Strongoli, infatti, provengono vari documenti epigrafici della prima età imperiale. Per quanto concerne il I-II sec. d. C. nel Bruttium lo sfruttamento delle risorse del territorio si svolge grazie a piccoli gruppi insediativi, mentre la divisione in proprietà del territorio si concentra in latifondi ed in villae con a capo ciascuna il proprio dominus. Il territorio viene sfruttato nelle sue produzioni più naturali, tranne alcune culture specializzate come le viti aminee attorno a Petelia, di cui si parla nel testamento iscritto su una delle basi marmoree di Manio Megonio Leone. La tarda età imperiale vede nel territorio petelino la continuità di ville rustiche di età precedente, nuclei agricolo-residenziali che tendono a scomparire nel corso del VII sec. d. C. in seguito alle incursioni delle popolazioni barbariche. Stemma comunale Lo stemma comunale di Strongoli rappresenta cinque monti in fiamme, a simboleggiare i cinque cumuli ai quali i petelini diedero fuoco prima di cedere ad Annibale la città. Secondo altri, i colli raffigurerebbero le cinque distruzioni subite. Intorno allo scudo è presente un nastro riportante la dicitura “URBS PETELIAE NUNC STRONGOLI”. Monumenti e luoghi d'interesse La Chiesa di Vergadoro si erge su una collinetta poco distante da marina di Strongoli. Secondo la leggende un gruppo di pescatori, scampati ad una terribile tempesta in mare trovarono nelle reti una tela raffigurante una signora con in braccio un bambino ed in mano una verga d'oro. Questo dipinto fu per i marinai un segno del cielo ed essi, in omaggio alla Vergine, eressero la Chiesetta dove collocare la miracolosa tela. Da quel giorno, ogni anno, nel mese di maggio, nella domenica coincidente con l'Ascensione del Signore, si festeggia la "Madonna di Vegadoro", protettrice dei marinai, dei campi e dei contadini. La tela originaria venne trafugata negli anni ottanta, oggi ne rimangono delle copie e fotografie. Il culto della Beata Vergine di Vergadoro è molto sentito dalla popolazione; la festa prende il via 10 giorni prima dell'Ascensione con una veglia di preghiera notturna, la cosiddetta "nottata", il giorno dopo la statua della Vergine viene portata in paese dove per giorni si celebra la novena della Madonna fino alla domenica, quando tutti insieme, a piedi, con un suggestivo pellegrinaggio di ben 8 chilometri, riaccompagnano la statua al santuario. Strongoli Marina La vocazione turistica del territorio si riscontra in particolare nella frazione di Strongoli Marina, distante circa 7 km dall'agglomerato urbano principale, che in inverno presenta una popolazione di circa 2000-3000 abitanti, mentre nel periodo estivo raggiunge circa 40000 abitanti. Evoluzione demografica Abitanti censiti Persone legate a Strongoli Biagio Miraglia, patriota e poeta. Papa Antero, papa dal 21 novembre 235 al 3 gennaio 236, giorno del suo martirio. Leonardo Vinci, compositore. Nicola, arcidiacono eletto vescovo di Umbriatico il 29 aprile 1374. Salvatore Gerardi, arcidiacono, eletto vescovo di Venosa nel 1387 dall'antipapa Clemente VII. Salvatore Gallo, giurista e storico, uomo di legge e cultura, storico eccellente ha riportato alla luce la storia di Strongoli e dei suoi personaggi illustri. I suoi saggi: Mirti del mio colle, Macalla e Petelia, Antero di Petelia, Biagio Miraglia, Vecchio Campanile, Roccu fatiga e Pizzicatu mancia hanno dato il via ad una ripresa della coscienza e conoscenza sociale e culturale. La piazza del Castello sarà a lui dedicata per i servigi sociali, come uomo di legge, e culturali come uomo di storia, resi alla comunità. Raimondo degli Ugotti, frate, eletto vescovo di Sant'Agata de' Goti il 23 luglio 1423, poi arcivescovo di Boiano il 18 dicembre 1430 e arcivescovo di Conza il 3 luglio 1439. Giovanni Stratiota, canonico della cattedrale e autore di un saggio su Strongoli e Petelia nel 1586. Pica Porzia, alla cui munificenza è dovuta l'istituzione del Convento degli Agostiniani. Domenico Sabbatino, vescovo di Anglona-Tursi il 20 novembre 1702. Spartaco, nel quale le fonti riportano che il gladiatore Trace condusse nei pressi di Petelia (la moderna Strongoli) i resti della sua fazione di schiavi alla conclusione della terza guerra servile. Michele Romano, co-fondatore delle Autolinee Romano S.p.A. insieme con i suoi fratelli, e nominato Cavaliere di gran croce Ordine al merito della Repubblica italiana. Sport Lo Stadio Comunale di Strongoli, utilizzato per ospitare le partite casalinghe della Polisportiva Strongoli, è uno dei più ampi d'Italia misurando all'incirca 120 X 70 m. Note ^ Amministrative 2013 a Strongoli, i voti dei candidati lista per lista, ilcirotano.it. URL consultato il 03 ottobre 2014. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 23 marzo 2014. ^ [1] ^ GF Lerose ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Voci correlate Diocesi di Strongoli Francesco Campitelli Petelia Provincia di Crotone Macalla (città) Filottete Stazione di Strongoli Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Strongoli

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