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Comune

Sammichele di Bari

Sammichele di Bari, (Bari) Tempo di lettura: circa 13 minuti
Sammichele di Bari (Casale — /caˈsa:lə/ in dialetto barese, fino al 1863 chiamata San Michele) è un comune italiano di 6.695 abitanti della provincia di Bari, in Puglia. È noto per il suo prodotto tipico, la zampina e per il suo carnevale. Stemma comunale D'azzurro, alla figura alata di S. Michele vestito d'azzurro, ammantato di rosso ed elmato, brandente nella destra la spada e sostenente nella sinistra una bilancia, che calpesta il dragone rivoltato di verde avviluppato dalle fiamme al naturale sopra il terrazzo del medesimo R.D. del 26 marzo 1935 Riconoscimento del gonfalone con D.C.G del 26 marzo 1935 Geografia fisica Sammichele sorge nella zona centrale della Terra di Bari, a 27 chilometri a sud del capoluogo sulla direzione per Taranto, in posizione baricentrica rispetto alle cittadine di Casamassima a 8 km a nord, Turi a 7 km a est, Gioia del Colle a 10 km a sud e Acquaviva delle Fonti a 9 km a ovest, a ridosso dei primi gradini dell'Altopiano delle Murge e a una quota media di 280 m s.l.m. Territorio Avente una morfologia generalmente pianeggiante, leggermente ondulata e di quota ascendente in direzione sud, è di natura carsica, con terre rosse e rocce calcaree formatesi nel Cretaceo che hanno dato luogo a grotte e doline; è costeggiato a est dalla Lama San Giorgio, che qui è denominata Lama di Jumo. L'area extraurbana è quasi interamente occupata da campi coltivati e masserie che praticano allevamenti zootecnici. I pochi tratti non coltivati sono occupati da macchia mediterranea e steppa mediterranea, quasi esclusivamente nell'alveo della Lama, aree purtroppo interessate da fenomeni di degrado, dovuti in particolare all'invecchiamento del ceduo, all'incuria e abbandono della selvicoltura con conseguenti fenomeni di incendi estivi, ad un uso irrazionale della risorsa bosco (l'uso di tale risorsa è peraltro antico, dimostrato dalla presenza di tracce, all'interno di essa, di alcune carbonaie) nonché alla presenza del depuratore della fognatura comunale. Clima Il clima di Sammichele, con caratteristiche tipiche delle aree interne e collinari della regione mediterranea, è mediterraneo del sottotipo Csa secondo la classificazione di Köppen. Gli inverni sono freschi e piovosi, le estati sono calde e asciutte. La temperatura annuale media è di 14,2 °C; la temperatura media di gennaio è di circa 6,7 °C; la temperatura media di luglio è di 22,8 °C, con picchi estivi che possono raggiungere e superare i 40 °C durante le ondate di scirocco e libeccio provenienti dal Nordafrica. La piovosità annua si aggira attorno ai 628 mm di pioggia. La neve cade di solito a gennaio e febbraio durante le ondate di aria fredda proveniente dai Balcani e/o Nord Europa, quando le temperature minime possono scendere sotto lo zero. Classificazione climatica di Sammichele di Bari:Zona climatica: D Gradi giorno: 1735 Storia Preistoria e età classica Frassineto e il Pentimone In un territorio abitato fin dal Neolitico, e in seguito prima dagli Iapigi e poi dai Peuceti, lungo la Lama e nei pressi della località chiamata Frassineto, l'insediamento originario ebbe una certa importanza grazie alla sua posizione strategica sulla confluenza di due importanti strade, una in direzione nord-sud (vetus via Tarenti) che dal vicino grosso centro peuceta di Monte Sannace, nei pressi dell'odierna Gioia del Colle, passando per Azetium (Rutigliano), prosegue verso la costa poco a sud di Barium (Bari), l'altra in direzione est-ovest che da Silvium (Gravina di Puglia), per il Canale di Pirro, conduceva a Gnatia (Egnazia). Poco più a nord, sempre nei pressi del letto della Lama di Jumo, nelle vicinanze di un grosso monolite chiamato in dialetto Pentimone ovvero "Pentima - pietra - grande", vi sono tracce di un altro insediamento coevo a quello di Monte Sannace. La presenza a Sammichele di due menhir, uno alto circa due metri, l'altro poco più di un metro, posti lungo la vecchia strada per Taranto, nonché ritrovamenti di cocci (frammenti di manufatti in terracotta di varie epoche) nei pressi del Pentimone, è testimonianza di questi insediamenti. Medioevo Da molti documenti del Codice Diplomatico Barese risulta che nel XII secolo esisteva un Casale Frassineto di proprietà del potente barone Thomas De Fraxeneto, abitato poi fino alla fine del XV secolo. Mappe del XVII secolo ne riportavano ancora l'ubicazione tra i territori di Monte Sannace, Turi e Putignano. Tutte le ricerche fatte nel corso degli anni, però, non hanno restituito reperti di grossa rilevanza archeologica risalenti a quel periodo. L'abbazia di Sant'Angelo in Frassineto Le prime notizie dell'abbazia di Sant'Angelo in Frassineto risalgono al 1158 e si rilevano dal Codice Diplomatico Normanno di Aversa in cui si racconta di una controversia tra l'abate Guidalmone e il Catapano Biagio di Modugno. È accertato che nel secolo XVII l'abbazia era ancora viva e vitale, mentre non si conoscono le cause che l'hanno portata all'abbandono. Il XVI secolo La zona delle Quattro Miglia e la torre Centuriona La zona delle Quattro Miglia (così era chiamato il territorio, a causa della posizione baricentrica tra i quattro comuni limitrofi), zona di boschi e selvaggina, secondo quanto si legge nell'Apprezzo di Gioja del 1612 del Tabulario Virgilio de Marino, era terra di confine contesa tra il Barone di Casamassima - il quale esigeva il terraggio, ovvero la metà dei prodotti dei campi - e quello di Gioia - il quale esigeva la fida. Era dominata da una torre, probabilmente costruita nei primi anni del Quattrocento, che nel 1504 diventò di proprietà di Heronimo o Geronimo Centurione, banchiere genovese esercitante a Bari, che probabilmente la acquistò dagli Acquaviva D'Aragona, signori di Conversano, per debiti non pagati. Nei pressi della torre vi era una cappella intitolata a Maria Maddalena, che il Centurione fece ristrutturare e riaprire al culto. A testimonianza di ciò fece scolpire una lapide raffigurante il suo stemma nobiliare, sotto il quale si legge: Heronimo Centurione signore di tutto questo territorio (e del) palazzo chiamato La Centuriona vuole che si celebri una messa in questa cappella di Santa Maria Maddalena ogni giorno festivo. La Piissima protegge la Centuriona MDIV Il XVII secolo Michele Vaaz, Casa Vaaz e Casal San Michele L'attuale abitato fu fondato nel Seicento dal nobile mercante portoghese di origine ebrea don Miguel Vaaz de Andrade, che, per meriti acquisiti agli occhi del Viceré di Napoli, ottenne il titolo di Conte di Mola e il 20 dicembre 1609 acquistò dal Fisco il feudo di Casamassima con l'annesso territorio che fu del Centurione. Nel 1615 egli fece costruire attorno al Castello Centurione 87 case, chiamate in sammichelino vignali (caratteristiche casette monolocali in pietra con volta a botte e imbiancate a calce, ornate da una vite a pergola sull'uscio con funzione di offrire ombra nei giorni estivi), che fece abitare da una comunità di Serbi accompagnata dal sacerdote ortodosso Damiano De Damianis, fatta arrivare con la sua flotta di galeoni. Il 6 luglio 1615 a Napoli presso il notaio Gian Vincenzo De Troianis fu stipulato il contratto di fondazione del nuovo paese, che prese il nome di Casa Vaaz. Nel 1617, però, i Serbi furono rimandati alla loro patria perché non rispettarono la clausola del contratto secondo la quale essi si dovevano impegnare a osservare i riti cattolici (i bambini, fatti battezzare a Casamassima col rito cattolico, venivano ribattezzati in casa col rito ortodosso). Nel 1619 il paese fu ripopolato con famiglie di boscaioli e contadini provenienti dai paesi limitrofi, fu eletto sindaco Leonardo Netti e il 24 aprile 1619 fu stipulato un nuovo contratto di fondazione del paese, già ribattezzato Casale San Michele, tra Vaaz e la comunità, secondo il quale il Conte si impegnò a costruire altre 13 case, portandone il numero complessivo a 100, e chi avesse voluto edificarne altre avrebbe dovuto corrispondergli una cifra di 5 carlini l'anno per il costo del suolo, per sempre. Dai Vaaz ai De Ponte ai Caracciolo Alla morte di Michele Vaaz gli successe il nipote Simone, che però, a causa dei forti debiti, perse il feudo a favore di Antonio De Ponte, Consigliere e Presidente della Regia Camera della Sommaria. A testimonianza di ciò, posò sul portone d'ingresso del castello il blasone del suo casato e una lapide commemorativa in cui si legge: Ad egli successe il figlio Giacomo. Il possesso del feudo rimase ai De Ponte dal 1667 al 1794. Nel 1779 Giacomo De Ponte morì senza figli e il feudo di Casamassima, assieme a Casale San Michele, passò alla sorella Maria Giuseppa, che sposò il Duca Nicola Caracciolo di Vietri; alla sua morte il feudo fu ereditato dal figlio Domenico che assunse il titolo di Duca di Vietri, Casamassima e Casal San Michele. Il XIX secolo Nei primi anni dell'Ottocento, con l'eversione della feudalità, avvenuta per effetto delle leggi napoleoniche, i Caracciolo persero la maggior parte dei loro territori, continuando però a essere i proprietari di quella che era stata la torre Centuriona, ormai chiamata Castello Caracciolo. Il Casale di San Michele ebbe un forte sviluppo grazie alla costruzione della strada consolare Bari-Taranto, tale che la popolazione raggiunse presto i 3000 abitanti, nuove abitazioni furono realizzate al di fuori del vecchio borgo, lungo le direzioni Casamassima-Gioia (Nord-Sud) e Turi-Acquaviva (Est-Ovest), e furono realizzate importanti opere pubbliche. Nel 1810 la Carboneria ebbe una "vendita" anche nel Casale, intitolata "La Costanza" e fondata dal sacerdote Vito Carmine Lagravinese. Nel 1831 furono iniziati i lavori della nuova Chiesa, che venne inaugurata il 26 novembre 1873 e intitolata a Santa Maria del Carmine. Dal 1812 iniziò la documentazione ufficiale del Comune. Intorno al 1840 gli impiegati comunali iniziarono a prendere l'abitudine di scrivere sugli atti ufficiali prima Sanmichele e poi Sammichele. Con l'Unità d'Italia il Comune assunse definitivamente il nome di Sammichele di Bari. Nel 1877 fu costruita la torre con l'orologio sulla porta del vecchio borgo. Sulla sommità presenta un campanile a vela con due campane che scandiscono le ore e i quarti d'ora; al centro, al di sotto del quadrante, vi è raffigurata l'iscrizione Il XX secolo Nel corso del Novecento, furono inaugurate la linea telefonica (1901), quella elettrica (1924) e la prima fontana pubblica dell'Acquedotto Pugliese. Nel 1951 nacque la Cassa Rurale e Artigiana di Sammichele di Bari, in seguito Banca di Credito Cooperativo di Sammichele di Bari, che nel 2001 si fuse con quella di Alberobello per formare il BCC di Alberobello e Sammichele di Bari. Nel 1971 l'Amministrazione Comunale acquistò il Castello dai Caracciolo; nel 1968, su impulso del professor Vito Donato Bianco, nacque il Museo della Civiltà Contadina "Dino Bianco" che, nel 1974, con delibera dell'Amministrazione Comunale, fu ospitato nelle sale del Castello. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa della Maddalena Costruita tra il 1615 ed il 1632 sul sito di un'antica cappella medioevale ha una pianta a tre navate, divise in tre campate di cui le laterali con volte a vela e la centrale con volta a botte. Al primo pilastro viene a risalto l'acquasantiera scolpita in pietra; sempre davanti a quest'ultimo è collocato un antico battistero arrecante la data "1620 SM". Partendo dalla navata sinistra si ergono due altari, uno contenente la statua lignea di San Michele Arcangelo risalente al XVII secolo, mentre il secondo contenente la statua dell'Addolorata ed ai lati sono collocate due statue in pietra dipinta rappresentanti la Madonna e San Giuseppe. L'altare maggiore è in pietra con ricco paliotto; dietro di esso si eleva un vasto postergale di legno dipinto, mentre nello spazio centrale è raffigurata su tela la Madonna con Bambino tra le bracci. A sinistra del presbiterio è rappresentata una natività del Gesù; a destra vi è un grande affresco raffigurante la natività di Maria con Sant'Anna nel letto e le levatrici che accudiscono la Santa Bambina: queste ed altre opere tutte risalenti al 1600 sono di autore ignoto. Chiesa Matrice di Santa Maria del Carmine Di stile neoclassico, viene costruita tra il 1844 ed il 1871. La facciata con paramento di conci in pietra levigati a corsi regolari è divisa orizzontalmente in due ordini da una trabeazione. Il portale è sormontato da un timpano curvilineo contenente nella lunetta un affresco della Madonna del Carmine. Su entrambi i lati posteriori incorporati per metà nel corpo di fabbrica della chiesa, si ergono due campanili: quello di sinistra fu completato nel 1888 e si eleva isolato dall'altezza della chiesa di un piano; quello di destra invece risulta incompleto e avrebbe contenuto l'orologio pubblico. L'interno della chiesa è a croce romana con copertura in volta a botte e abbellite da decorazioni in stucco dorato. Le 3 navate sono suddivise da 2 ordini di colonne con capitelli ionici. Chiesa di S. Francesco da Paola La chiesa risalente al XIX secolo, sotto il nome di S.Francesco da Paola, è a cupola con un solo altare, ai cui lati sono posti la segrestia e l'obitorio. Alle spalle della chiesa ci sono le bocche di 15 sepolcri con intorno i gentilizi, di cui due utilizzati per l'epidemia di colera del 1865-66.Il cimitero è stato usato fino al 1910, quando venne costruito il nuovo cimitero, per inumazione. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente nel comune era di 131 persone, 64 maschi e 67 femmine, ovvero circa il 2% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi per nazionalità: Lingue e dialetti Il dialetto sammichelino o casalino (Casaline /casaˈli:nə/) è un dialetto parlato nel comune di Sammichele di Bari appartenente al gruppo dell'Apulo-barese. Col passare del tempo, l'italianizzazione ne ha segnato una graduale evoluzione, facendo cadere in disuso termini arcaici. Cultura Istruzione L'Istituto Comprensivo di Sammichele di Bari comprende due scuole dell'infanzia, due primarie e una secondaria di primo grado. La biblioteca comunale, istituita nel 1966, ha un patrimonio di circa 6000 volumi ed è allestita nei locali dell'ex dopolavoro. La biblioteca parrocchiale, istituita nel 1998 raccoglie volumi, libri e pubblicazioni di proprietà parrocchiale. Il Museo della Civiltà Contadina "Dino Bianco", allestito negli ambienti del Castello Caracciolo, è uno dei più grandi musei demo-etno-antropologici d'Italia, e conserva circa 8000 oggetti che testimoniano la vita degli uomini della Civiltà Contadina, civiltà millenaria fondata sull'agricoltura, l'allevamento e i mestieri artigianali correlati. Media L'informazione locale conta sul mensile Il Territorio e sul bimestrale La Piazza, ed inoltre sulla testata online SammicheleWeb Cinema A Sammichele di Bari nel 1979 è stato girato il film La vedova del trullo, con la regia di Franco Bottari. Persone legate a Sammichele di Bari Apula Flava (1888 - 1921), poetessa. Luigi Gentile, ufficiale aeronautica, medaglia d'oro al valor militare. Luigi Larocca, politico e scrittore. Dino Bianco (1936 - 1990), docente, scrittore, assessore alla cultura, creatore del Museo della Civiltà Contadina e della Sagra della zampina. Giovanni Mastrangelo (1942 - 2004), politico, giornalista, scrittore e poeta italiano. Eventi Sagra della zampina L'ultimo sabato di settembre si tiene la Sagra della zampina, del bocconcino e del buon vino, ideata nel 1967 dall'allora assessore alla cultura, Dino Bianco, per celebrare i prodotti tipici locali, in particolar modo la zampina (vedi box a lato). Dal 2002, durante la manifestazione vengono ospitate rappresentanze delle sagre dei paesi limitrofi e si tengono concerti di musica leggera. Carnevale sammichelino Protagonisti indiscussi del carnevale sammichelino sono i festini, serate di ballo con compagnie di maschere organizzate perlopiù presso abitazioni private, regolamentate secondo un'antica e tradizionale disciplina, dal 17 gennaio al martedì grasso (vedi box a lato). I falò di san Giuseppe (I fanóve de San Geséppe /ˈi faˈno:və də ˈsan dʒəˈse:ppə/) Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, dopo la scuola gruppetti di bambini girano per le strade del paese portando un ramo di risulta della potatura del ciliegio ("u zippe" /ˈu ˈtsi:ppə/), ben ramificato, bussando porta a porta e chiedendo: "Cè 'nge mitte a San Geséppe?" (/ˈcənˌdʒə ˈmittə ˈa ˈsan dʒəˈse:ppə/ "Cosa ci metti a San Giuseppe?"). Il padrone di casa offre un frutto, un dolcetto o un piccolo dono che viene appeso a una delle ramificazioni d'u zippe. In serata tutti i rami colmi di doni vengono posati alla base di grossi cumuli di fascine ai quali viene dato fuoco creando dei falò attorno ai quali la gente si raduna gioiosamente chiacchierando e mangiando ceci tostati e bevendo del vino. Festività religiose Feste patronali in onore di san Michele Arcangelo e San Vito martire 8 maggio e 9 maggio. Dal 2009 per Decreto Arcivescovile le due feste sono state spostate alla seconda domenica e secondo lunedì di maggio.Fino a qualche tempo fa si festeggiava l'8 e il 9 maggio: questa data era relativa alla grazia che il santo concesse al paese e a tutti quelli limitrofi poiché, durante una grave siccità, la popolazione, come estrema ratio, decise di portare la sacra statua in processione. Si racconta che al momento dell'uscita sul sagrato della chiesa, dopo un violento tuono, cominciò a scendere una pioggia che durò per qualche giorno e che mise fine ai disagi causati dalla mancanza d'acqua. Per questo miracolo, il comune limitrofo, Acquaviva delle Fonti, regalò alla comunità di Sammichele una giornata per poter svolgere la fiera paesana. Processione della Madonna del Carmine Il 16 luglio viene portata in processione una statua della patrona dell'unica parrocchia di Sammichele. Festa di San Rocco Primi sabato e domenica di settembre. Festa tradizionalmente organizzata dai muratori e scalpellini di Sammichele che affidavano al santo la loro incolumità sul lavoro. Processione di San Michele della vendemmia Il 29 settembre. Economia La primaria risorsa economica di Sammichele di Bari è l'agricoltura. Vengono coltivate soprattutto olive, ciliegie, uva da tavola e da vino, mandorle. Il territorio di Sammichele è compreso nelle aree produttive della ciliegia Ferrovia e del Primitivo di Gioia del Colle. Locali frantoi oleari provvedono alla molitura delle olive e alla produzione di olio d'oliva per uso familiare e/o commerciale. Nel territorio sono altresì presenti importanti aziende vivaistiche la cui produzione ha un'importanza tale da essere esportata sull'arco del bacino del Mediterraneo. Altra grande risorsa è il turismo enogastronomico, a cui molto importante è il contributo dato dalla zampina, preparata, cotta e degustata all'interno delle locali macellerie-rosticcerie, le quali attirano numerose comitive di avventori nelle serate di fine settimana. Il turismo scolastico ha una discreta presenza grazie al Museo Dino Bianco. Infrastrutture e trasporti Strade Il principale asse viario del Comune è la Strada statale 100 che collega Bari a Taranto. La viabilità locale è assicurata dalle strade provinciali SP58 Putignano-Sammichele, SP 132 Turi-Sammichele e SP125 Acquaviva-Sammichele. Ferrovie La stazione ferroviaria di Sammichele di Bari è posta lungo la linea Bari–Casamassima–Putignano gestita dalla società Ferrovie del Sud-Est Sport Polisportiva Sammichele, calcio a 5 Atletica Giovanile Sammichele, atletica leggera G. S. Atletico Sammichele di Bari, squadra di pallavolo militante nel campionato di serie C Sporting Club Sammichele, calcio a 11 Bocciofila Sammichele Note Bibliografia Luigi Larocca, Note storiche e sviluppo cronologico delle vicende religiose e civili di San Michele di Bari, Locorotondo, Arti grafiche Angelini & Pace, 1958. Don Vito Spinelli, Il Casale di "San Michele" - 400 anni di storia religiosa, Monopoli, Edizioni VIVERE IN, 2000. Filippo Boscia, Gianni Trizio e Lorenzo Netti, UN TERRITORIO UNA CULTURA: dalle origini a San Michele di Bari, Sammichele di Bari, SUMA Editore, 1985. Giacomo Spinelli, La reverenda fabbrica del Carmine, Sammichele di Bari, Suma Editore, 2001. Pietro Mazzeo, Storia di Sammichele di Bari, Bari, Editrice Tipografica, 2005. Giacomo Spinelli, Sammichele di Bari - Cenni storici, Sammichele di Bari, Almanacco a distribuzione gratuita a cura dell'Amministrazione Comunale, edito in occasione della festa patronale di San Michele Arcangelo, 2007. Pietro Mazzeo, Tracce di Sammichele di Bari tra 1100 e 1600, Bari, Editrice Tipografica, 2011. Giacomo Spinelli, La Centuriona - Una torre nel territorio delle Quattro Miglia, Sammichele di Bari, Ideal Stampa, 2013. Silvana Calabrese, Istantanee demografiche, familiari e sociali. Sammichele di Bari attraverso il Catasto onciario del 1752, Roma, Aracne Editrice, 2013, ISBN 978-88-548-6486-3. Una importante via istmica della Peucezia e la connessa ipotesi di identificazione dell'antica Lupatia Le dispute patrimoniali "in territorio Johe" dai Normanni alla fine del sec. XVIII Una visita episcopale a San Michele di Bari nel 1632 I Normanni di Puglia pt.3 CENTRI STORICI IN TERRA DI BARI architettura e struttura urbana nelle fonti documentarie e iconografiche di età moderna L'insediamento di una famiglia ebraica portoghese nella feudalità meridionale: i Vaaz a Mola di Bari (circa 1580-1806) San Michele e una colonia serba Voci correlate Geografia (Strabone) Lama (corso d'acqua) Carsismo Iapigi Peuceti Puglia Langobardia Apulia et Calabria Monte Sannace Contea di Puglia Elenco dei conti e duchi di Puglia e Calabria Roberto di Conversano Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Sammichele di Bari Collegamenti esterni Sammichele di Bari in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Sammichele di Bari") Centro studi Don Dialetto, Bari Dialetto e grammatica barese. Portale web del Seminario di studi Dialetto Barese

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