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Novoli, (Lecce) Tempo di lettura: circa 13 minuti

Nòvoli (Nòule in dialetto salentino) è un comune italiano di 8.146 abitanti della provincia di Lecce in Puglia. Situato nel Salento, nella parte settentrionale della provincia di Lecce, dista 11 km dal capoluogo e 22 km dal mare Ionio. Il comune è inserito nel parco del Negroamaro e comprende anche parte della frazione di Villa Convento. Geografia fisica Territorio Il territorio del comune di Novoli, che si estende su una superficie di 17,8 km², presenta una morfologia pianeggiante ed è compreso tra i 26 m s.l.m. (altezza minima) e i 55 m s.l.m. (altezza massima). Ricade nella Valle della Cupa, una vasta depressione carsica che si estende intorno al capoluogo salentino e caratterizzata da terreni fertili e abbondanza di acqua facilmente reperibile grazie alla falda poco profonda. L'agro novolese è quasi complessivamente coltivato a vigneti con i quali si producono eccellenti vini, primo fra tutti il Negroamaro. Il territorio comunale confina a nord con i comuni di Campi Salentina e Trepuzzi, a est con il comune di Lecce, a sud con i comuni di Arnesano e Carmiano, a est con il comune di Veglie. procuratevi un foio Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 Clima La stazione meteorologica di riferimento è quella di Lecce Galatina. Il clima di Novoli è quello tipico mediterraneo ma con punte continentali. I dati meteorologici dimostrano che gli inverni non sono molto freddi; tuttavia nei mesi di gennaio e febbraio non mancano gli episodi di freddo intenso con gelate notturne. Le estati sono calde, afose e siccitose. Le precipitazioni, concentrate soprattutto nel periodo invernale e autunnale, si attestano sull'ordine di 639 mm di pioggia annuali. Classificazione climatica di Novoli:Zona climatica: C Gradi giorno: 1091 Storia Secondo il filologo Rohlfs l'etimologia del nome deriverebbe dal latino Novulum-Novale (campo da arare). Pare che questo nome venisse usato da paesani e forestieri visto che il nome esatto del feudo era Santa Maria de Novis. Non sono ancora chiare neanche le origini. Il villaggio sarebbe sorto intorno a tre antichissime chiese (S. Salvatore, S. Giovanni e S. Maria Madre di Dio) grazie agli abitanti del casale di Porziano che si trasferirono da una zona paludosa poco distante, e diedero al paese il nome di Santa Maria Nove. Le testimonianze più antiche della presenza dell'uomo sono quelle rinvenute nelle grotte di Cardamone (ossa fossili risalenti al Pleistocene superiore e selci scheggiate neolitiche) e in contrada Pietragrossa (menhir dell'età del bronzo). Al periodo magno-greco risalgono due tombe del VI secolo a.C. con relativo corredo. Tracce dell'epoca bizantina sono i resti dell'affresco presente nella chiesa dell'Immacolata che rappresenta la Madonna in trono con il Bambino con accanto la scritta in greco "Madre di Dio" databile al XV secolo. Dal 1520 in comproprietà e poi dal 1532 in proprietà esclusiva il feudo passò sotto la casata dei Mattei e conobbe un periodo di splendore. La famiglia fece edificare il palazzo baronale e numerose chiese, fra le quali la Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, la Chiesa di Sant'Antonio abate e la Chiesa di San Salvatore con una caratteristica forma ottagonale. Successivamente, dopo i Mattei, il feudo passò sotto il controllo dei Carignani fino al 1806 con l'abolizione della feudalità. Simboli Descrizione araldica dello stemma: Fino all'Unità d'Italia lo stemma aveva un soggetto completamente diverso: la Madonna di Costantinopoli con Gesù Bambino in grembo. La devozione mariana spiegherebbe anche l'origine del nome del paese, Santa Maria De Novis. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre di Sant'Andrea Apostolo La chiesa madre di Sant'Andrea Apostolo fu eretta verso la metà del XVI secoloper trasferire la Parrocchia di S. Maria de Novis dall'antica chiesa della Mater Dei, divenuta troppo piccola. Presenta una facciata in carparo divisa in due ordini da una trabeazione. Gli ordini, raccordati da volute che sorreggono le statue di due angeli, sono caratterizzati da sobrie linee architettoniche; l'ordine inferiore, movimentato da quattro alte lesene con capitelli ionici, ospita un ampio portale barocco inquadrato da due colonne doriche e sormontato dalla statua della Madonna col Bambino. L'interno, a croce latina, accoglie pregevoli altari in pietra leccese e tele ad olio di diversi pittori salentini. In posizione arretrata rispetto alla facciata, si erge il campanile a pianta quadrata a tre piani costruito nel XVIII secolo. Chiesa della Madonna del Pane La chiesa della Madonna del Pane risale agli inizi del XVII secolo e fu edificata per meglio conservare l'immagine bizantina della Madonna posizionata su un muretto. La chiesa, originariamente dedicata alla Madonna di Costantinopoli, presenta tre navate con volta a stella e custodisce l'antica immagine della Vergine sull'altare maggiore. Degli anni Trenta del Novecento è la statua della Madonna del Pane; il simulacro venne realizzato dal cartapestaio Luigi Guacci dopo che l'antica statua fu distrutta nel 1929 da un incendio. Il culto per la Madonna del Pane comparve per la prima volta nel Settecento, in seguito a un evento miracoloso, e si diffuse maggiormente nel corso dell'Ottocento culminando con l'intitolazione della chiesa nel 1853. Chiesa di Sant'Antonio Abate La chiesa di Sant'Antonio Abate, interamente realizzata in conci di calcarenite (tufo), risale alla prima metà del XVII secolo. L'edificio subì numerosi interventi di ampliamento e restauro; gli ultimi risalgono al 1885 e ne hanno determinato l'attuale fisionomia. La facciata della chiesa, preceduta da una scalinata con annesso piazzale, presenta uno stile neoclassico scandito da quattro paraste con capitelli dorici sovrastate da un timpano triangolare nel mezzo del quale è presente un orologio. Sul lato sinistro, in posizione arretrata rispetto alla facciata, vi è un alto campanile che riprende le linee architettoniche del prospetto. L'interno, al quale si accede da un portale riparato da un piccolo tamburo in legno al di sopra del quale è posto l'organo e la cantoria, è costituito da una navata centrale e da due navate laterali con tre altari per parte. Gli altari, tutti in marmo, sono dedicati a San Luigi, alla Madonna di Pompei, al SS. Crocifisso (sul lato destro), ai Santi Medici, a Santa Lucia e alla Madonna Addolorata (sul lato sinistro). Le due navate si prolungano in due cappelle dedicate a Sant'Antonio Abate e al SS. Sacramento. La navata centrale è illuminata da sei finestroni con vetri policromi martellati, sostenuti da telai in ferro. Sul transetto risponde una cupola circolare con otto finestroni nel tiburio e otto finestrini nella lanterna, che danno luce all'edificio si procura un foio. Chiesa dell'Immacolata La chiesa dell'Immacolata, già della Mater Dei, è la prima chiesa di Novoli e di conseguenza fu anche la prima sede parrocchiale. Presenta un semplice prospetto a capanna terminante con una croce. Il portale d'ingresso, inquadrato da una cornice con architrave, è sormontato da due mensole che sorreggono un piccolo rosone. L'interno, ad unica navata con volta a crociera, è dotato di un'abside semicircolare separata dall'aula da una balaustra in marmo bicromo. L'abside, caratterizzata da due nicchie ospitanti due statue, accoglie l'importante affresco bizantineggiante della Vergine Odigitria rinvenuto nel 1865. L'immagine, databile ai primi decenni del XIV secolo, rappresenta la Madonna col Bambino con ai lati i monogrammi in lingua greca MP e OY ai lati del volto di Maria, e IC e XC a destra del Bambino. Resti di un altro affresco bizantino raffigurano la Vergine e un angelo e dovevano probabilmente raffigurare la scena dell'Annunciazione. Recenti studi hanno espresso una nuova teoria d'interpretazione, basata sullo studio delle figure dal punto di vista iconografico e teologico. Secondo tale teoria, sostenuta dallo storico locale Antonio Politi, l'affresco raffigurerebbe la "Madonna del Risorto" in dialetto locale "della Cutùra". La venerazione della Vergine sotto questo titolo, è comune ad altre località salentine dove era praticato il culto greco-bizantino. Sulle pareti del presbiterio sono distribuiti altri quattro affreschi datati 1618. La chiesa era dotata di coemeterium sotterraneo, ossia di un sepolcro nel quale erano seppelliti i corpi di alcuni monaci. Chiesa di San Salvatore La chiesa di San Salvatore, venne edificata negli anni Trenta del XVI secolo per volere del gesuita Bernardino Realinosu un'antica struttura bizantina dedicata alla Madonna Allattante, il cui affresco, scoperto nel 1999 da Elvino Politi dietro l'altare maggiore della chiesa, data la presenza di un primo insediamento cultuale all'inizio del X sec. Il tempio ha un'insolita pianta ottagonale; sul portale d'ingresso, sormontato da una croce, è presente la scritta latina "Hoc sacellum/Salvatori et Maria/Gratiarum [...]/Dicatum". L'interno, caratterizzato da una copertura con "volta a ombrello" che rimanda alla soluzione adottata nell'abside della Basilica di Santa Croce a Lecce, custodisce un elaborato altare lapideo del 1702, opera dello scultore leccese Giuseppe Cino. La caratteristica volta della chiesa fa ipotizzare che l'edificio venne realizzato dalla scuola dell'architetto-scultore leccese Gabriele Riccardi. Chiesa e Convento dei Padri Passionisti La chiesa e il Convento dei Padri Passionisti furono costruiti per ospitare la comunità passionista, voluta a Novoli dall'arciprete Oronzo De Matteis nella seconda metà del XIX secolo. La prima pietra per l'edificazione del convento fu posta nel dicembre del 1887 e alcuni anni dopo furono avviati i lavori per la costruzione della chiesa dedicata al "Cuore Immacolato di Maria". La chiesa presenta uno stile neogotico, particolarmente esaltato nella facciata dominata dal portale inquadrato da un protiro, dalle guglie e dal finestrone circolare ornato di membrature ed intrecci di archi polilobati. L'interno è ad un'unica navata con tre arcate per lato ospitanti altari in marmo policromo. Ha subito numerosi interventi nel corso degli anni che ne hanno modificato l'aspetto, in particolare quello dell'abside. Altre chiese Chiesa della Vergine del Buon Consiglio - 1842. Chiesa di San Biagio - ricostruita nel 1883 su una struttura del 1645. Chiesa di San Giuseppe già di Santo Stefano - ampliata nel 1885 su una struttura degli inizi del XVII secolo. Cappella di San Vito - edificata nel 1660 per volontà di Francesco A. Mazzotta. L'altare maggiore conserva la tela raffigurante San Vito tra Sant'Eligio e San Francesco da Paola. Architetture civili Palazzo Baronale Edificato agli inizi del XVI secolo dai baroni Mattei, l'edificio divenne sede di una ricca biblioteca ad opera di Alessandro Mattei II, noto come "grande umanista e mecenate", il quale ospitò nel Palazzo Baronale il filosofo e medico di Leverano Girolamo Marciano, che si servì della Biblioteca del Conte ("ricchissima di tanti libri che non ha pari nella provincia") per completare la sua "Descrizione di Terra d'Otranto". Verso la metà del Seicento il palazzo fu ampliato e modificato, mentre le ultime trasformazioni furono volute dall'ultimo dei discendenti del Casato Mattei (il pronipote Alessandro III) che fece costruire nel 1700 una passeggiata scoperta nel cortile e la fontana opera di Giuseppe Cino (tuttora visibile all'interno del palazzo, al piano superiore). All'interno del castello, infine, sono rimasti agli angoli di una sala, alcuni stemmi di famiglie che vi hanno soggiornato: Della Torre, Pepoli, Malvezzi. Il quarto è andato perduto. Teatro comunale Nella prima metà dell'Ottocento Novoli coltivò grande interesse e passione per il teatro; fu edificato così il teatro comunale che nacque come teatro popolare. L'edificio fu costruito a ridosso del palazzo comunale e fu inaugurato nel 1891 dalla compagnia Almirante. Finiti i lavori il teatro di Novoli rappresentava il primo ed unico esempio nel Salento di edificio ad emiciclo con ordini di due palchi in legno, un palcoscenico con 4 camerini per gli attori; inoltre aveva pareti e soffitto riccamente decorati da artisti del tempo. Siti archeologici Menhir Pietragrossa Secondo il Palumbo il menhir (65 x 34 cm) ha dato il nome alla contrada dove è collocato. Si eleva a 110 cm in altezza e presenta una superficie notevolmente corrosa. Un foro passante di 4 cm di diametro è visibile sul lato S. Altro Colonna dell'Osanna - Si tratta di una colonna votiva realizzata in marmo nel 1692. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2009 a Novoli risultano residenti 121 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono: Romania - 34 Senegal - 21 Albania - 15 Polonia - 13 Cina - 10 Guinea - 9 Lingue e dialetti Il dialetto parlato a Novoli è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli. Religione Novoli appartiene all'Arcidiocesi di Lecce. Fa parte della vicaria di Monteroni di Lecce ed è sede dell'omonima unità pastorale formata dalle quattro parrocchie del paese (Sant'Andrea Apostolo, Sant'Antonio Abate, Maria Santissima del Pane, Maria Santissima del Buon Consiglio) e dalla parrocchia di Villa Convento (Santa Maria delle Grazie). Cultura Istruzione Biblioteche Biblioteca e Mediateca Comunale Bibliotheca Minima - nata nel 1985, conta un patrimonio librario di oltre 36mila tra volumi ed opuscoli, 17 periodici correnti, 2 quotidiani locali, 1 pergamena (del XV secolo), 1 incunabolo (edizione del XV secolo), 6 cinquecentine, circa 25 edizioni rare, 8 microfilm e una decina di manoscritti di pregio. Scuole Hanno sede a Novoli quattro scuole dell'infanzia, di cui due private paritarie; due scuole primarie, di cui una privata paritaria; una scuola secondaria di primo grado. Eventi Sant'Antonio abate e la Notte della Fòcara I festeggiamenti risalgono intorno all'anno mille, in epoca bizantina. Il culto per i Santi orientali fu probabilmente importato dai monaci orientali in fuga dalla lotta iconoclastica. Questo è testimoniato anche dall'affresco posto nella Chiesa dell'Immacolata, la più antica, che raffigura la Madonna di Costantinopoli. Sant'Antonio abate divenne protettore della città nel 1644 su volontà del popolo che nel frattempo edificò, con le proprie offerte, una nuova chiesa in onore del santo. I festeggiamenti in onore di Sant'Antonio abate iniziano il 6 gennaio con una solenne cerimonia e terminano il 18 gennaio con la cosiddetta"Festa dei Paesani". Simbolo della festa e di Novoli è la Fòcara, un enorme falò di tralci di vite che può raggiungere i 25 metri di altezza, unica nel suo genere in Italia e forse una delle più grandi in Europa. La fòcara viene accesa con un magnifico spettacolo di fuochi d'artificio la sera del 16 gennaio dopo la processione per le vie del paese. L'evento con il passare degli anni ha attratto l'intero Salento e non solo. L'edizione 2008 è stata trasmessa in diretta da 5 televisioni regionali tra le quali Telenorba e da Puglia Channel, inoltre si stima che gli spettatori presenti a Novoli erano circa 80.000.Intorno alla focara sono nate decine e decine di iniziative che riguardano l'arte, la cultura, l'enogastronomia, presentazioni di libri e proiezioni video, rassegne di fuochi pirotecnici, artistiche esposizioni di luminarie; tanto da fare della " Notte del Fuoco" l'evento clou dell'inverno salentino. Inoltre durante i tre giorni di festeggiamenti si tengono numerosi convegni, iniziative e soprattutto concerti che richiamano l'intero Salento a Novoli grazie anche ai treni speciali che raggiungono il paese dall'intero sud d'Italia, immancabili le centinaia di bancarelle e gli artisti di strada che si esibiscono nelle piazze attraendo tanta gente. L'evento è stato seguito anche dalla National Geographic che ne ha fatto un documentario. La "fòcara" rimanda al fuoco, al quale Sant'Antonio abate è inscindibilmente legato, secondo riti e tradizioni antichissime. Il 17 gennaio è "il giorno dei numeri unici novolesi", i giornali umoristici locali, "Le Fasciddre te la Fòcara" e Sant'Antonio e" L'Artieri", i quali sono giunti rispettivamente alla 41ª e alla 27ª edizione e costituiscono le fonti di importanti informazioni sul culto, sulle tradizioni, sul folklore e sulla devozione verso il "santo del fuoco". Il 18 gennaio invece è la cosiddetta festa te li paesani, giorno in cui i novolesi, liberi dalla massa di visitatori e pellegrini, si godono gli ultimi momenti della festa. In tale occasione ricorre anche la celebre "sagra te lu puercu" che risale ai tempi in cui un maiale, scelto tra quelli allevati dai popolani e chiamato familiarmente "Lu Ntùnieggiu", veniva lasciato libero di scorrazzare per le vie del paese e addirittura ben accolto nelle case. L'origine della "fòcara" è da far risalire intorno al secolo XV, quando ci fu una presenza veneziana a Novoli che esercitava il commercio sulla produzione locale di vino, olio e bambagia e gestiva di un centro di allevamento di cavalli. Di anno in anno i costruttori della "fòcara" si impegnano a variarne la forma, dotandola a volte di un varco centrale, "la galleria", che poi è attraversata dal Santo in processione. Nella "fòcara" novolese convergono antichissimi comportamenti rituali popolari e sicuramente è un rimando di arcaici riti propiziatori pagani. Era consuetudine prendere i tizzoni della focara, che alimentavano le "bracera" (braciere), e ancora oggi si raccolgono le ceneri che vengono sparse per i campi. Di grande importanza sono anche la processione e la benedizione degli animali, di cui il Santo è protettore. Summer Fest-Estate Novolese Si tratta della rassegna che chiude l'estate novolese. Si svolge tra l'ultima settimana d'agosto e la prima di settembre e dura circa quindici giorni. L'evento propone vari appuntamenti che vanno dai tornei sportivi (pallavolo, calcio, tennis, basket, burraco, danza, tiro con arco, karate) ai momenti di spettacolo (cabaret, danza, musica classica e contemporanea) e ai concerti live sia di band emergenti e sia di rinomati gruppi musicali. Stracittadina Novolese Gara podistica nazionale che si svolge solitamente gli ultimi giorni di ottobre. Un appuntamento tradizionale che va avanti da vent'anni, rinomato ed apprezzato dagli "addetti ai lavori" vista la grossa partecipazione di atleti e gruppi sportivi provenienti da ogni parte d'Italia. La manifestazione podistica è patrocinata da FIDAL e CONI, dai comuni di Novoli e Carmiano, della Regione Puglia e della Provincia di Lecce. Festa patronale Maria Ss. del Pane È la festa patronale dell'estate, in programma la terza domenica di luglio di ogni anno; anche i festeggiamenti in onore di Maria Ss.del Pane sono patrocinati dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Lecce e dell'Unione dei Comuni Nord Salento. Si tratta di una festa antica (nel 2007, infatti, si è festeggiato il terzo centenario del miracolo della SS. Madonna del Pane a Novoli) ed anche molto sentita dai novolesi, legati alla Vergine del Pane che salvò, secondo la leggenda, la comunità da una grave epidemia nel lontano 1707. Anche in quest'occasione si prepara un cartellone pieno zeppo di eventi: dallo spettacolo (cabaret e musical) alla musica live, senza dimenticare gli aspetti religiosi, quelli culturali, quelli folkloristici tipici della tradizione popolare (allestimenti di artistiche luminarie, raduni di concerti bandistici, degustazioni di prodotti tipici locali). Economia L'economia del paese si basa principalmente sulla produzione di vini pregiati e sul commercio del tessile. Presenti sono le industrie che operano nel settore della trasformazione delle uve e della lavorazione del legno. Infrastrutture e trasporti Strade I collegamenti stradali principali sono rappresentati da: Strada statale 694 Tangenziale Ovest di Lecce uscita per Novoli; Strada statale 7 ter Salentina. Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: SP 4 Campi Salentina-Novoli-Villa Convento-Lecce, SP 4a Novoli-Salice Salentino, SP 13 Novoli-Carmiano, SP 15 Veglie-Novoli-Trepuzzi. Ferrovie La cittadina è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Martina Franca-Lecce delle Ferrovie del Sud Est. È inoltre capolinea della linea Novoli-Gagliano del Capo. Sport Calcio La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Novoli Calcio che milita nel girone unico pugliese di Eccellenza. Il Novoli Calcio ha disputato nella sua lunga storia sette campionati semiprofessionistici di serie D, dalla stagione 1964/65 alla stagione 1970/71. Lo stadio Comunale Toto Cezzi nel 1966 ha ospitato un'amichevole storica tra l'AC Milan e l'AS Novoli davanti a più di 10.000 spettatori. Amministrazione Note ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2012. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 447. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. ^ Notizia tratta dai Cedolari delle Intestazioni Feudali, presso l'Archivio di Stato di Napoli. ^ Dai Cedolari delle Intestazioni Feudali dell'Archivio di Stato di Napoli. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. ^ Dati Istat Bibliografia L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto - Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994 (AA. VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008 Oronzo Mazzotta, Il culto di Sant'Antonio Abate a Novoli - Bibliotheca Minima, 2007 Antonio Politi, C'era una volta a Nòvoli - Parametro Editore, 2000 Voci correlate Gruppo di azione locale Valle della Cupa Salento Monumenti megalitici della provincia di Lecce Parco del Negroamaro Focara Arcidiocesi di Lecce Giuseppe Toma Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Novoli Collegamenti esterni Parrocchie "Maria SS. del Pane" e "Sant'Antonio Abate" Proloco Ilvillaggioweb.it - Blog d'informazione on line del Nord Salento Osservatorio Meteorologico Stazione Novoli La Notte del Fuoco - Portale dedicato ai festeggiamenti in onore della Festa patronale Sant' Antonio Abate

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