Destinazioni - Comune

Cervino

Luogo: Cervino (Caserta)
Il Cervino (in francese, Cervin; in tedesco, Matterhorn) è una montagna delle Alpi alta 4478 m s.l.m., la quinta vetta dell'intera catena. È situato nelle Alpi Occidentali, sul confine tra Italia e Svizzera, lungo la sezione alpina delle Alpi Pennine. Il monte si erge isolato dal resto delle altre vette circostanti e sovrasta i paesi di Breuil-Cervinia in Italia e di Zermatt in Svizzera. È caratterizzato dalla particolare forma piramidale molto pronunciata ed ha segnato in modo significativo la storia dell'alpinismo. Toponimo Il toponimo in italiano deriva dal francese "Cervin", che deriva dal latino "Mons silvanus", cioè Monte boscoso. In effetti, nei secoli passati, in ragione del clima più mite che rendeva tra l'altro possibile la traversata dei colli alpini durante la maggior parte dell'anno, questo monte era ricoperto da foreste. Questo "Optimus" climatico fu la ragione dell'importanza della Valle d'Aosta in epoca romana e della fondazione di Augusta Prætoria Salassorum (l'odierna Aosta). Seguendo il processo di corruzione della voce latina, da "Silvanus" si è arrivati a "Servin" (pron. "servèn"), in francese. Horace-Bénédict de Saussure, che fu tra i primi cartografi del Regno di Sardegna, però, sbagliò nella trascrizione, registrando il toponimo "Cervin", che in francese si pronuncia allo stesso modo. Il toponimo italiano è derivato di conseguenza, sottolineando un errato riferimento al cervo. In Valtournenche, il Cervino è chiamato in patois valtournain semplicemente "Gran Becca", cioè "grande montagna". Il toponimo in tedesco, "Matterhorn", deriva da "Matt", che nel tedesco alemanno e in svizzero tedesco indica un prato (cfr. anche il dialetto titsch di Gressoney-Saint-Jean, "Wisso Mattò" = ted. "Weissmatten" = it. "prati bianchi"); e da "Horn", cioè "corno", come viene chiamata la maggior parte delle vette del Vallese e della Valle del Lys (in francese, Tête; in italiano, Corno). Di conseguenza, la Mattertal è la "valle dei prati", e Zermatt è "il prato" ("Zer" è l'articolo determinativo maschile in lingua walser). Caratteristiche Presenta quattro pareti principali orientate secondo i punti cardinali: la parete nord guarda Zermatt in Svizzera, la parete est guarda il ghiacciaio del Gorner, la parete sud sovrasta Breuil-Cervinia in Italia e la parete ovest è rivolta verso la Dent d'Hérens. Queste pareti sono delimitate da altrettante creste: la cresta sud-ovest detta Cresta del Leone o Arête du lion; la cresta nord-ovest detta Cresta di Zmutt; la cresta nord-est detta Cresta dell'Hörnli e la cresta sud-est detta Cresta di Furggen. La vetta è costituita da due cime distinte collegate da un sottile filo di cresta. La cima più alta viene chiamata cima svizzera; quella più bassa (di soli due metri) cima italiana. La frontiera italo-svizzera segue invece la cresta stessa, coincidente con la linea di displuvio, sicché la frontiera passa su entrambe le cime, come sancito dalla Convenzione del 24 luglio 1941 tra la Confederazione Svizzera e il Regno d'Italia. Tale convenzione sancisce il principio della linea di displuvio come confine naturale e indica in maniera specifica in quali tratti si abbandona tale criterio. Il Cervino non ne fa parte. Le due cime sono quindi condivise tra i due stati. Geologia La parte inferiore del Cervino è costituita da gabbro, mentre la parte centrale è costituita prevalentemente da ortogneiss, una roccia metamorfica di alto grado formatasi per via della collisione fra placche provenienti dall'Europa e dall'Africa. Questa collisione, avvenuta probabilmente intorno a 100 milioni di anni fa, ha sollevato la catena montuosa delle Alpi, formando numerose vette. La particolare forma del Cervino è stata successivamente provocata dall'erosione: 4 circhi glaciali si sono formati lasciando un picco piramidale al centro. Altri esempi di questa evoluzione geologica sono l'Ama Dablam, nelle Himalaya o il Cimon della Pala, nelle Dolomiti. La cresta è formata da scisti cristallini. Meteo A causa della sua collocazione sullo spartiacque principale alpino ed alla sua notevole altezza il Cervino è esposto a variazioni meteorologiche repentine. In particolare nella parte sottovento si forma sovente la caratteristica nube a bandiera. Ascensioni Primi tentativi Per lungo tempo il Cervino fu considerato inviolabile per l'arditezza delle sue pareti. Nel 1800 molti alpinisti si avvicinarono alla montagna senza riuscire a vincerla. I primi tentativi registrati risalgono agli anni 1858-1859. L'abate Amé Gorret, accompagnato da diverse guide di Valtournenche (Jean-Antoine Carrel, Jean-Jacques Carrel, Victor Carrel, Gabriel Maquignaz) effettuò diversi tentativi dal versante italiano, arrivando ad un'altezza massima di circa 3.850 m (12.650 piedi). Il 1860 vide due tentativi: in luglio, tre alpinisti britannici (Alfred, Charles e Sandbach Parker), senza guide, tentarono la salita dal versante di Zermatt, fermandosi ad una quota stimata di circa 3.500 m in agosto, Hakwins e Tyndall, accompagnati dalle guide J.J. Bennen e Jean-Jacques Carrel, salirono dal versante italiano, fermandosi a circa 3.900 m Nel 1861 ci furono tre tentativi. A luglio, vi fu un nuovo tentativo dei Parker, che si fermarono a quota 3.570 m circa; il 29 agosto, Jean-Jacques e Jean-Antoine Carrel effettuarono un tentativo dalla "cresta del Gallo" (fr. Arête du coq), sul versante italiano, fermandosi poco sopra i 4.000 m; ed il 29 e 30 agosto il primo tentativo da parte di Edward Whymper, accompagnato da una guida dell'Oberland: salendo dal versante italiano, per quella che in seguito diventò la via normale italiana, arrivò ad un'altezza di circa 3.850 m Il 1862 si aprì con un tentativo invernale, in gennaio, effettuato da T.S. Kennedy; salito dal versante svizzero, Kennedy si fermò a circa 3.300 m di quota. Nell'estate del medesimo anno, Whymper, effettuò ben cinque tentativi, tutti a luglio. Nei primi due tentativi fu accompagnato da R.J.S. Macdonald, mentre negli altri tre fu solo con le guide, ed addirittura il terzo tentativo fu effettuato in solitaria. Le guide che accompagnarono questi tentativi furono: Johann zum Taugwalder e Johann Kronig (primo tentativo), Jean-Antoine Carrel (secondo e quarto tentativo), Pession (secondo tentativo), Luc Meynet (quarto e quinto tentativo). In tutti e cinque i casi, gli alpinisti salirono dal versante italiano; la massima quota raggiunta fu di 4.100 m nel quinto tentativo. Pochi giorni dopo questo tentativo, ve ne fu un altro da parte di John Tyndall, accompagnato dalle guide J.J. Bennen ed Anton Walter, e da César e Jean-Antoine Carrel in funzione di portatori. Nel 1863 vi fu un solo tentativo, da parte di Whymper, che con César e Jean-Antoine Carrel, Luc Meynet e due portatori salì dal versante italiano fino ad una quota di 4.050 m circa. Il 1864 passò senza ulteriori tentativi. Nell'inverno 1864-65 Whymper studiò la geomorfologia del Cervino, concludendone che il versante più facile da salire sarebbe stato quello svizzero. Impostò quindi la sua campagna estiva su questo presupposto. Insieme alle guide Michel Croz, Christian Almer e Franz Biener, ed al portatore Luc Meynet, Whymper effettuò un primo tentativo il 21 giugno per il versante sud-est, ma dovettero fermarsi a circa 3.300 m di quota per il pericolo di caduta pietre. La prima ascensione Dopo aver congedato Michel Croz, impegnato con un altro cliente, Whymper si dispose ad effettuare un nuovo tentativo con Jean-Antoine Carrel. Questi però si era impegnato con il Club Alpino Italiano per effettuare un tentativo tutto italiano, fortemente voluto da Quintino Sella. Una squadra italiana, formata da César e Jean-Antoine Carrel, Jean-Joseph Maquignaz ed una quarta guida, partì per la vetta l'11 luglio seguendo la via italiana. Ritornato a Zermatt, Whymper vi trovò un gruppo di compatrioti: Lord Francis Douglas, D. Hadow, ed il reverendo Charles Hudson, accompagnati da tre guide: Peter Taugwalder padre e figlio, e Michel Croz, che, essendo stato rilasciato dal suo precedente cliente, si era unito ai tre britannici. I sette formarono una cordata unica, che il 13 luglio 1865 attaccò la salita per quella che è oggi la via normale svizzera. Dopo aver pernottato all'aperto, i sette ripartirono il mattino dopo, ed arrivarono in vetta alle 13.40 del 14 luglio. Dalla vetta, videro la squadra italiana guidata da Carrel, che si trovava alcune centinaia di metri più in basso; visti i britannici in vetta, gli italiani si ritirarono. La discesa fu funestata da un gravissimo incidente. I sette erano tutti legati insieme, con Michel Croz in testa, seguito da Hadow, Hudson, Douglas, Taugwalder padre, Whymper e Taugwalder figlio. Su un passaggio non particolarmente difficile Hadow scivolò e cadde addosso a Croz, che perse l'equilibrio; i due caddero per il precipizio sul versante svizzero, trascinando prima Hudson, poi Douglas. A questo punto, la corda tra Douglas e Taugwalder padre si spezzò, ed i tre superstiti videro i quattro compagni precipitare per oltre 1000 metri verso il sottostante ghiacciaio del Matterhorn. I due Taugwalder e Whymper riuscirono a rientrare in serata a Zermatt, dove diedero la triste notizia. Il 16 luglio una squadra di ricerca trovò le salme dei caduti, tranne quella di Lord Douglas; le salme furono recuperate il 19 luglio. Fu la prima grande tragedia dell'alpinismo moderno ed ebbe notevole eco nell'opinione pubblica. La prima salita italiana Jean-Antoine Carrel, disceso dopo aver visto la squadra di Whymper sulla cima, ed ignaro dell'incidente occorso, ripartì per la vetta dal versante italiano il 16 luglio, insieme a Jean-Baptiste Bich, Jean-Augustin Meynet ed all'abbé Gorret. Il 17 luglio Carrel e Bich riuscirono ad arrivare in vetta, seguendo una variante di quella che oggi è la via normale italiana. Dopo aver pernottato ancora in quota, i quattro tornarono a Cervinia il 18 luglio, e qui vennero a conoscenza dell'incidente occorso ai rivali britannici. Record di velocità il record di salita e discesa da Breuil-Cervinia è stato stabilito il 21 agosto 2013 da Kilian Jornet Burgada in 2 ore, 52 minuti e 2 secondi. Jornet ha impiegato 1 ora, 56 minuti e 15 secondi per la salita e circa 55 minuti per la discesa. Jornet ha abbassato di 22 minuti il precedente record di Bruno Brunod: il 17 agosto 1995 Brunod aveva impiegato 3 ore e 14 minuti. Prima di Brunod il record era appartenuto a Valerio Bertoglio con il tempo di 4 ore, 16 minuti e 26 secondi, stabilito il 10 agosto 1990. il record di salita della parete nord seguendo la via Schmid per tutta la sua lunghezza (dalla base della parete sino in vetta) rimane ancor oggi quello di Christophe Profit (25 luglio 1985) che ha impiegato 4 ore durante il concatenamento delle tre pareti nord (G. Jorasses, Eiger e Cervino). Ueli Steck il 13 gennaio 2009 in 1 ora e 56 minuti scala la parete Nord sino alla spalla della cresta dell'Hornli (quota 4200 m) seguendo la via Shmid sino al termine della rampa per poi deviare sulla sinistra e uscire sulla via normale svizzera. Concatenamenti Marco Barmasse, 1985 - Primo concatenamento delle quattro creste del Cervino in solitaria in 15 ore con prima solitaria degli strapiombi di Furggen. Partenza dal Bivacco Bossi e salita della cresta di Furggen per la via degli strapiombi. Discesa dalla cresta dell'Hornli. Attraversamento ai piedi della parete Nord e salita della cresta di Zmutt. Discesa per la via Italiana sino al rifugio Oriondé o Duca degli abruzzi quota 2802 m. Christophe Profit, 25 luglio 1985 - Primo concatenamento delle pareti nord del Cervino, dell'Eiger e delle Grandes Jorasses in 24 ore con trasferimenti in elicottero: il Cervino in 4 ore, l'Eiger in 6 ore 45 minuti e il Linceul alle Grandes Jorasses in 4 ore. Christophe Profit, 12 e 13 marzo 1987 - Primo concatenamento invernale delle pareti nord del Cervino, dell'Eiger e delle Grandes Jorasses con trasferimenti in elicottero in 42 ore: Sperone Croz sulle Grandes Jorasses, Via Heckmair sull'Eiger e Via Schmid sul Cervino. Hans Kammerlander insieme alla guida alpina svizzera Diego Wellig nel 1992 - salgono le quattro creste in 24 ore. La via italiana, la cresta del Leone, non viene percorsa dal rifugio Duca degli Abruzzi quota 2802 m ma, sia in salita che in discesa, dalla Capanna Carrel quota 3830 m. Vie alpinistiche La scalata del Cervino riserva ancora oggi un grande fascino, ma è riservata unicamente agli alpinisti esperti. Le due vie normali, anche se facilitate dalla posa di diverse corde fisse, ricalcano quelle delle prime ascensioni; quella che parte da Zermatt si sviluppa lungo la cresta nord-est (detta Cresta dell'Hörnli), quella che parte da Cervinia si sviluppa lungo la cresta sud-ovest (detta Cresta del Leone o Arête du lion). Un altro itinerario abbastanza frequentato, ma più impegnativo, è quello lungo la cresta di Zmutt. Cresta dell'Hörnli È la cresta nord-est e rappresenta la via normale svizzera e l'itinerario seguito dai primi salitori. Questa ascensione fu compiuta il 13 e 14 luglio 1865 da Edward Whymper, Lord Francis Douglas, Charles Hudson, Douglas Robert Hadow con le guide Michel Croz e Peter Taugwalder padre e figlio. La via ha un grado di difficoltà valutato in AD. Cresta del Leone (Arête du lion) La prima salita della cresta sud-ovest fu compiuta il 16 e 17 luglio 1865 da Jean-Antoine Carrel, Jean-Baptiste Bich, Amé Gorret e Jean-Augustin Meynet. La via rappresenta la via normale italiana e la difficoltà è valutata in D. La via parte dal Rifugio Duca degli Abruzzi (2.802 m), passa nei pressi della Croix Carrel, sale lungo la Cresta del Leone (fr. Arête du lion) e, superata la famosa Cheminée, arriva al Rifugio Jean-Antoine Carrel (3.830 m). Dal rifugio si supera la corda della sveglia, si arriva alla Grande corde, si sale sul Pic Tyndall (4.241 m), si scende brevemente verso Enjambée, si supera la Scala Jordan ed infine si arriva prima sulla vetta italiana e poi su quella svizzera del Cervino. Cresta di Zmutt La prima salita della cresta nord-ovest fu compiuta il 3 settembre 1879 da una spedizione inglese guidata da Albert Mummery, con le guide Alexander Burgener, Augustin Gentinetta e Johann Petrus. La difficoltà complessiva è valutata in D. Si tratta di una via impegnativa, che a causa dell'esposizione è difficile trovare in buone condizioni; per questo viene ripetuta solo poche volte ogni anno. La via parte normalmente dalla Schönbielhütte (2.694 m). Cresta del Furggen La prima salita della cresta sud-est fu compiuta il 4 settembre 1911 da Mario Piacenza, Jean-Joseph Carrel e Joseph Gaspard. Questa cresta è una delle più impegnative vie di salita al Cervino, con tratti di misto ghiaccio e roccia e passaggi di VI o di V+ a seconda dell'uscita designata. Viene complessivamente valutata TD. La via parte dal Bivacco Oreste Bossi (3.345 m). Nell'estate 2002 Patrick Gabarrou e Cesare Ravaschietto aprono la nuova via Padre Pio Prega per tutti sulla parete sud del Picco Muzio, una cima di 4.187 m che si trova lungo la cresta del Furggen. Sempre sulla parete sud del Picco Muzio, tra il 6 e il 9 aprile 2011, Hervé Barmasse apre in solitaria una nuova via. Parete nord Via Schmid: la prima salita fu realizzata il 31 luglio e 1º agosto 1931 dai fratelli Franz e Toni Schmid, quando allora era ritenuta impossibile. È la via dei primi conquistatori di una delle tre grandi pareti nord delle Alpi. Sale la grande ed evidente rampa che taglia la parete da sinistra a destra portando all'intaglio tra le due cime. La via ha uno sviluppo di 1250 metri e difficoltà TD+, con passaggi in roccia di IV e V e pendii di ghiaccio fino a 70°. È una classica via di misto delle Alpi ma con roccia friabile ed esposta alle valanghe all'uscita della rampa. Via Bonatti: la prima salita fu compiuta dal 18 al 22 febbraio 1965 in solitaria invernale da Walter Bonatti, 1200 m/ED+. I tre moschettieri: prima salita compiuta nel 1983 da Franc Knez. Sébastien Gay: prima salita realizzata nel luglio 2009 da Jean Troillet, Martial Dumas e Jean-Yves Fredrikse. La via sale tra la Schmid e la Bonatti, ha uno sviluppo di 600 metri e difficoltà ABO. La via è dedicata allo scomparso alpinista Sébastien Gay. Parete sud Cresta De Amicis: prima salita il 10-11 agosto 1906 di Ugo De Amicis e Arrigo Frusta, al Pic Tyndall. I due si fermarono però alla cravatta, una cengia posta sotto la parte terminale del picco. La prima salita integrale della cresta fu compiuta il 7-8 luglio 1933 da Amilcare Crétier, Antonio Gaspard e Basilio Ollietti. Via Benedetti-Carrel: prima salita il 15 ottobre 1931 di Louis Carrel, Enzo Benedetti e Maurice Bich. Si tratta della prima via sulla parete sud. Crestone Deffeyes-Carrel: prima salita l'11 settembre 1942 di Albert Deffeyes e Louis Carrel. Questa cresta divide la parete sud vera e propria dal Pic Tyndall. Via Casarotto-Grassi: prima salita il 29 settembre 1983 di Renato Casarotto e Gian Carlo Grassi, 1300 m/ED, la via sale al Pic Tyndall. Via Direttissima: prima salita il 13 dicembre 1983 di Marco Barmasse, Walter Cazzanelli e Vittorio De Tuoni. La via sale alla sinistra della via Benedetti-Carrel. Couloir Barmasse: prima salita il 13 marzo 2010 di Hervé Barmasse col padre Marco, 1200 m/ABO. Parete est La prima salita fu compiuta il 18 e 19 settembre 1932 da Enzo Benedetti e Giuseppe Mazzotti, con le guide Louis e Lucien Carrel, Maurice Bich e Antoine Gaspard. Parete ovest Via Penhall: prima salita il 3 settembre 1879 di William Penhall, Ferdinand Imseng e Louis Zurbriggen. Nella parte terminale la via si ricongiunge con la cresta di Zmutt. Via Carrel: prima salita il 20-22 agosto 1947 di Carlo Taddei e Louis Carrel. La via termina all'Enjambée, l'intaglio fra la Testa del Cervino e il Pic Tyndall. Diretta Ottin-Daguin: prima salita il 13 agosto 1962 di Renato Daguin e Giovanni Ottin. La via sale tra la via Carrel e la via Penhall e affronta la Testa del Cervino direttamente. Naso di Zmutt Via Gogna-Cerruti: prima salita il 14-17 luglio 1969 di Alessandro Gogna e Leo Cerruti. Piola-Steiner: via aperta il 29 luglio-1º agosto 1981 da Michel Piola e Pierre-Alain Steiner Aux amis disparus: via aperta il 5-6 luglio 1992 da Patrick Gabarrou e Lionel Daudet. Free Tibet: via aperta il 31 luglio-2 agosto 2001 da Patrick Gabarrou e Cesare Ravaschietto, Freedom: via aperta il 22-26 agosto 2001 da Robert Jasper e Rainer Treppte. Discese in sci Parete est 14 maggio 1975 - Prima discesa con gli sci di Toni Valeruz. Valeruz ripeterà la discesa il 26 maggio 1975 e il 30 maggio 1996. 6 giugno 1980 - Jean-Marc Boivin realizza una trilogia particolare: scende con gli sci la parete est per poi risalire in solitaria la parete nord per la via Schmid in 4h:10' nello stesso giorno. Si lancia quindi dalla cima in deltaplano. Su questa trilogia è stato girato il film Aventure au Cervin che ha vinto il Trento Filmfestival nel 1981. Rifugi Per favorire l'ascesa alla vetta e l'escursionismo di alta quota intorno al monte sorgono alcuni rifugi alpini: Rifugio Duca degli Abruzzi all'Oriondé (2.802 m) - lungo la via normale italiana (Cresta del Leone o Arête du lion) Rifugio Jean-Antoine Carrel (3.830 m) - lungo la via normale italiana, di solito preferito al Rifugio l'Oriondé per il pernottamento Hörnlihütte (3.260 m) - rifugio principale lungo la via normale svizzera (cresta dell'Hörnli) Solvayhütte (4.003 m) - bivacco di emergenza lungo la via normale svizzera Schönbielhütte (3.694 m) - nei pressi del Ghiacciaio di Zmutt, serve per le ascensioni lungo la cresta di Zmutt e la parete ovest Bivacco Oreste Bossi (3.345 m) - a monte del Colle del Breuil, ai piedi della cresta di Furggen In passato era presente anche il Bivacco Lonza (Lonza-Biwak), posto a 2.970 m sulla cresta di Zmutt. Di proprietà del Club Guide Alpine di Zermatt, il bivacco è stato distrutto da una valanga nel 2001 e non è più stato ricostruito. Percorsi escursionistici Per favorire la conoscenza della montagna è stato creato il percorso escursionistico del Tour del Cervino e della Grande Balconata del Cervino Il Cervino nelle opere culturali Cinema La grande conquista (Der Berg ruft), (1938), film tedesco di Luis Trenker sulla storia della prima ascensione al Cervino del 1865 La sfida del terzo uomo (Third Man on the Mountain), (1959), film americano di avventura Note Bibliografia (EN) Edward Whymper, Scrambles amongst the Alps in the years 1860-69 (PDF), 5a, Londra, Murray [1872], 1900. Alfonso Bernardi, Il Gran Cervino, Bologna, Nicola Zanichelli Editore, 1963. Gino Buscaini, Alpi Pennine, vol. II, Guida dei Monti d'Italia, Milano, Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano, 1970. Giovanni Zanetti, Arturo Squinobal, Marco Barmasse, Invernale alla ovest del Cervino in Rivista della Montagna, nº 32, giugno 1978, pp. 58-65. Lorenzo Barbiè, Dimensione quarto: Alpi occidentali. Le più belle arrampicate delle Alpi occidentali. Aggiornamento gennaio 1994, Vivalda, 1994, ISBN 978-88-7808-407-0. Giuseppe Mazzotti, Grandi imprese sul Cervino, CDA & Vivalda, 1999, ISBN 978-88-85504-67-7. Walter Bonatti, Montagne di una vita, Baldini Castoldi Dalai, 2005, ISBN 978-88-6073-207-1. Alessandro Gogna, Marco Milani (a cura di), Cervino, Monte Rosa, Priuli & Verlucca, 2006, ISBN 978-88-8068-324-7. (EN) Albert Frederick Mummery, My climbs in the Alps and Caucasus, Elibron Classics, 2006, ISBN 0-543-89043-0; ristampa dell'edizione del 1895, T. Fisher Unwin, Londra, e Charles Scribner's Sons, New York, disponibile online Enrico Camanni, Il Cervino è nudo, Liaison, 2008, ISBN 978-88-95586-07-6. Voci correlate Vette alpine superiori a 4000 metri Classiche pareti nord delle Alpi Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Cervino Collegamenti esterni (EN) Scheda del Cervino su summitpost.org (FR) Scheda del Cervino su camptocamp.org (EN, DE) Scheda del Cervino su 4000er.de
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