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Castelbuono

Castelbuono, (Palermo) Tempo di lettura: circa 17 minuti
Castelbuono (Castiddubbonu in siciliano) è un comune italiano di 9.240 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.L'abitato sorge a circa 423 m s.l.m., sulle pendici del colle Milocca, tra i centri di Pollina a nord, San Mauro ad est, Geraci Siculo a sud-est, il massiccio delle Madonie a sud ed Isnello e Gibilmanna ad ovest. Fa parte del Parco delle Madonie.StoriaEtà anticaLe prime tracce di insediamento risalgono all'epoca neolitica (utensili di uso domestico ed armi di pietra levigata), e sono probabilmente attribuibili a popolazioni di stirpe sicana, cacciate dalla costa per l'incalzare di altri popoli, tra i quali i Siculi. I primi insediamenti, quindi, si fanno risalire al III millennio a.C.All'epoca della colonizzazione greca, risale la figura poetica del pastore Dafni, nato sulle Madonie fra le delizie del Ninpharum Locus, nel boschetto di Lauro irrorato dalle fresche acque sorgive. Etimologicamente a Lauro si fa corrispondere Dafni. Inoltre reperti archeologici (soprattutto materiale fittile nelle tombe) della civiltà greco-romana sono stati rinvenuti nella necropoli di Bergi.Età medioevaleAll'epoca della dominazione bizantina e successivamente arabo-normanna, in Sicilia è documentato il "casale d'Ypsigro", citato come "zona fresca in media altitudine". Documentano, inoltre, tali dominazioni i vari ruderi di fabbricati in contrada San Guglielmo (forse il castello del Kadì), le tracce di necropoli, la tradizione che la Vecchia Matrice fosse originariamente una moschea, infine l'abside della chiesa di Santa Venera e il portale dell'ex-abbazia di Sant'Anastasia. La zona di Castelbuono sembra coincidere con la località di Riqqat Basili ("campi di Basilio") che nel XII secolo al-Idrisi pone "9 miglia a nord di Geraci", definendoli "rinomati per l'abbondanza e per l'eccellente qualità dei loro prodotti".Castelbuono, oggi sorge sull'antico casale bizantino di Ypsigro (edificato sul colle San Pietro). Il toponimo di Ypsigro era ben noto agli storici e geografi del passato, che inizialmente lo collocavano sui Nebrodi. Solo con un documento del 1105 si rinviene l'esatta collocazione. In tale atto scritto - redatto fra l'abate benedettino Ambrosio di Lipari ed il nobile geracese Ugo di Creone - viene descritta la permuta di una frazione di terreno la cui collocazione ha ad oggetto i luoghi adiacenti al colle di San Pietro.Alla fine del Duecento, un gruppo di geracesi si trasferì dalla vicina Fisauli ad Ypsigro, probabilmente per la mitezza del clima.La zona si trovava ad ovest dell'attuale castello. A tale epoca risale la prima migrazione di geracesi verso la conca divenuta poi l'attuale Castelbuono.Il primo documento nel quale si riscontra il nome di Castelbuono risale al 1329. Trattasi di un atto notarile nel quale il conte Francesco Ventimiglia dichiara al vescovo di Cefalù che egli detiene il bosco e le terre di S. Maria di Bisanzio in territorio Castri Boni. Quanto alla esatta fondazione del castello e, conseguentemente del paese, questa è testimoniata dalla lapide che si trova sull'arco di ingresso del maniero, nella cui incisione in latino, si traduce quanto segue: l'anno del verbo incarnato 1316, regnando il gloriosissimo Federico, re di Sicilia, noi, Francesco conte di Ventimiglia, di Ischia maggiore e Geraci e signore delle due Petralie, abbiamo incominciato ad edificare questo castello belvedere Ypsigro nel nome di Cristo.La fondazione, pertanto, non risale al 1269, quando ivi si trasferì la popolazione di Fisauli ma, al 1316. Al 1269, risale esclusivamente la costruzione di un fondaco sul colle San Pietro, con scopo di avvistamento (prima idea di roccaforte).L'abitato sorto presso il fondaco, nel 1282, contava circa trecento abitanti e agli inizi del XIV secolo possedeva già tre chiese e costituiva un centro di una certa importanza.Da tale periodo si fa risalire il dominio della famiglia Ventimiglia sulla contea di Ypsigro, protrattosi fino al XX secolo. Nel 1860 si registra, infatti, l'estinzione della linea maschile diretta e del titolo ma non dell'asse ereditario.La famiglia Ventimiglia, da cui vennero importanti guerrieri e diplomatici e il cui dominio si estendeva su vari paesi delle Madonie, imparentata con l'imperatore Federico II, proveniva dalla Contea del Maro in Liguria, e arrivò in Sicilia a metà del XIII secolo con Enrico II conte di Ventimiglia e del Maro, figlio del conte Filippo I.Con Enrico Ventimiglia ha inizio il ramo siciliano del casato. Egli, infatti, sposò la contessa Isabella discendente del duca Serlo II d'Altavilla, il quale - secondo un'incerta tradizione - sembra abbia governato la contea di Geraci. Con tale matrimonio Enrico divenne conte di Geraci.Nel 1269 Enrico riceve dal vescovo di Lipari il collem sancti Petri de Ypsigro (colle di San Pietro), permutandolo con altri terreni adiacenti a Geraci (seconda permuta del sito).Nel 1316 il nipote di Enrico, Francesco I, ottiene dal Papa di poter istituire un cenobio francescano sul colle di Ypsigro, ereditato dal nonno. Da lì a poco ebbe inizio la costruzione del castello riutilizzando una struttura precedente (vecchio fondaco costruito sul colle di San Pietro), secondo il modello del maschio (torrione centrale) cui si affianca la residenza del signore.Alla morte di Francesco Ventimiglia, avvenuta nel 1338, la contea di Geraci e Castelbuono venne confiscata da Pietro d'Aragona, passando nel dominio regio, fino alla restituzione ai figli Emanuele e Francesco II Ventimiglia nel 1354.Nel 1454, Giovanni I Ventimiglia decise di trasferire la sua “corte” a Castelbuono; tale avvenimento, nella specie, contribuì alla rinascita culturale ed economica dell'abitato. Dalla situazione anzi rappresentata, peraltro, derivò una inevitabile conseguenza: lo spostamento della sacra Reliquia del teschio di Sant'Anna, dono del Duca di Lorena, la quale, fino ad allora, risultava venerata nel castello di Geraci. Tale reliquia, nella specie, rinvenuta durante il periodo delle crociate, era stata precedentemente trasferita in Sicilia, probabilmente dal conte Enrico II di Ventimiglia.Nel 1595 Giovanni III Ventimiglia e Ventimiglia (figlio di Maria Ventimiglia di Ciminna), ottenne il titolo di principe di Castelbuono, e il paese divenne contemporaneamente "capitale dello Stato di Geraci". Il principe, in qualità di Principe dell'Accademia della Stella organizzò il plotone d'onore dei "Cavalieri della Stella", giovani che si addestravano nell'esercizio delle armi e dell'equitazione. Il campo d'addestramento, recinto da mura, corrispondeva alla spianata orientale del castello, chiamato poi il Piano del Marchese. Notevole fu lo sviluppo religioso, culturale ed artistico grazie a questo personaggio, il quale chiamò a Castelbuono i padri Cappuccini e i padri Domenicani (ai quali venne affidata l'istruzione pubblica) per cui furono eretti i conventi con le chiese annesse. Egli iniziò anche la costruzione della Matrice Nuova nel 1602 e nel 1614 fece trasportare la fontana di Venere Ciprea nel corso principale.Nel 1632 "la terra" ottenne lo status di "città". In quest'epoca possedeva i tratti d'una città giardino realizzata secondo modelli probabilmente ispirati a Francesco Maurolico. Nella nuova trama urbana, per tutta la seconda metà del secolo, s'incastrarono chiese, conventi e fontane, mentre la Nuova Matrice si aprirà al culto nel 1701. Particolarmente vivace fu la vita culturale: i Serpotta lavorarono alla cappella di Sant'Anna, il castello viene ristrutturato e i Ventimiglia dotarono la città di un teatro. Molto attive furono alcune accademie letterarie e Torquato Tasso fu per un periodo tra gli artisti di corte. Negli ultimi decenni del Settecento la città era divenuta centro di interesse per alcune casate nobiliari delle Madonie, mentre la popolazione subiva il gravoso dispotismo del principe.L'ultimo del ramo principale dei Ventimiglia di Geraci, fu Giovanni Luigi VIII, il quale, in seguito ad un'epidemia di colera si autoinvestì del titolo di abate di Santa Maria del Parto. Lo stesso morì nel 1860. E i titoli passarono a Carlo Antonio II Ventimiglia dei Principi di Grammonte.Età contemporaneaNel 1812, la costituzione siciliana abolisce i privilegi feudali; ciò, tuttavia, non comporta il venir meno della nobiltà locale. Si registra, invero, in tale periodo, la presenza di attive casate.In particolare, tra queste, si ricordano: i Guerrieri, i Collotti ed i Galbo. Tali famiglie, nella specie, contribuirono allo sviluppo culturale, nonché,economico del paese, mediante l'esportazione della manna nella vicina città di Palermo. Prodotto, quest'ultimo, ad oggi utilizzato nelle Madonie sia in campo gastronomico che omeopatico.Sempre in tale periodo, si segnala la presenza di alcune famiglie borghesi, i cui appartenenti, diedero numerosi contributi in termini di ricerca medico-scientifica, tra questi, occorre far riferimento alla figura di Francesco Minà Palumbo.Tra il 1828 e il 1820, diverse scosse sismiche danneggiarono il castello, e la Matrice Nuova perse i campanili e la cupola. Nel castello fu demolito l'ultimo piano e, ingrandita la cappella, si crearono l'ingresso attuale e la sacrestia.La città partecipò alle rivolte contro i Borboni nel 1848 e nel 1860, ricevendo elogi da Giuseppe Garibaldi. Aderì alla rivolta sociale dei fasci siciliani nel 1893, durante la quale subì lo stato d'assedio.Un importante personaggio nella Castelbuono risorgimentale fu il barone Francesco Maria Guerrieri Failla, poeta e patriota, nato a Castelbuono il 21 febbraio 1831 e morto ivi il 29 agosto 1900. Compì i suoi studi a Palermo, prima nel Collegio dei Nobili, e successivamente nell'Ateneo Palermitano. Quando il moto del 4 aprile 1860 (moto della Gancia) fallì, il 18 aprile 1860 Francesco Maria Guerrieri scrisse un proclama: "Italiani di Castelbuono l'alba della rigenerazione è giunta... uno è il principio, uno il fine, sottrarci tutti all'infame gioco dei tiranni" e innalza il vessillo tricolore sul campanile della chiesa di S. Antonio Abate.Dopo il 900 ha inizio la storia contemporanea di Castelbuono. Anche nella cittadina scende l'incubo del primo conflitto bellico. Complessivamente il tributo di Castelbuono fu il seguente: 163 morti, 411 feriti oltre i dispersi in campo ed i morti in prigionia.La situazione non muta con la seconda guerra mondiale, preceduta dalle vicende del fascismo. A Castelbuono, inneggia la propaganda fascista: adunanze di balilla, piccole italiane e figli della lupa. Si ascolta Radio Londra ed il paese subisce i bombardamenti. Celebre fu quello che investì la Matrice Vecchia, ad angolo con la discesa del Collegio.A tale periodo, risale anche la fugace visita di Mussolini a Castelbuono. L'evento era atteso per le ore 15 del 6 maggio 1924. Grandi preparativi furono allestiti, con le scolaresche e le autorità. Alle 18, dopo tre ore di attesa, lo stesso si presentò a bordo della sua Alfa Romeo, non scese dall'auto, e si limitò a stringere velocemente la mano al Sindaco, ripartendo di gran fretta. In molti si chiesero il perché di tanta celerità. L'ipotesi più accreditata fa riferimento ai 552 "solisti", vale a dire si castelbuonesi che, nelle elezioni del mese precedente, avevano votato la lista socialista del Sole.Alcuni anni più tardi, dopo la caduta del fascismo, il 18 settembre del 1943, il capitano Kelly insedia il primo consiglio comunale, viene nominato Sindaco Gioacchino Failla. Si contano i morti della grande guerra: 88 i deceduti.L'anno successivo si costituisce la Repubblica di Salò, viene chiamato a farne parte, come sottosegretario al Ministero della Cultura Popolare, il castelbuonese Alfredo Cucco.Nel 1946 si tengono le prime elezioni comunali post-belliche, le prime a suffragio universale. Vincerà le elezioni, la nuova formazione politica "della democrazia repubblicana", Filippo Bonomo viene eletto Sindaco. Come vice-sindaco viene eletta, invece, una donna, fatto abbastanza sorprendente per l'epoca. Si trattava di Nicla La Grua.Monumenti e luoghi d'interesseIl castello dei VentimigliaIn seguito al restauro del 1997 sono emerse le strutture di un edificio precedente al castello dei Ventimiglia, voluto nel 1316 dal conte Francesco I Ventimiglia. L'edificio attuale è il risultato di numerosi rifacimenti, che rendono difficile la ricostruzione del suo originario aspetto. A semplice pianta quadrangolare, mostra all'esterno un misto di stili che in quel periodo influenzavano tutta l'architettura siciliana. Il volume a cubo richiama lo stile arabo; le torri angolari quadrate riecheggiano quello normanno; la torre rotonda si rifà invece alle costruzioni militari sveve. Nel terremoto degli inizi del XIX secolo scomparvero i merli, della forma ghibellina, a coda di rondine, ed inoltre mura di cinta, torri ed archi, oggi andati in rovina. Alcune strutture difensive del XIII secolo e alcuni ambienti del XIV secolo sono invece rimasti intatti.All'interno le ricche sale hanno i soffitti a cassettoni scolpiti e decorati, e finestre e portali di stile gotico (soffitto ligneo quattrocentesco della “Sala Magna” decorato e poggiante su mensole scolpite). Al XV secolo risalgono inoltre le prime ristrutturazioni, in conseguenza del trasferimento al castello della reliquia di Sant'Anna, poi proclamata patrona della città.La primitiva cappella di Corte fu più tardi trasformata in magazzino e quindi in teatro. Nell'attuale Cappella Palatina si conserva l'urna del 1521 della reliquia, a forma di busto e ornata di rilievi, con scene della vita di sant'Anna e san Gioacchino e la nascita di Maria. Nei due altari laterali si osservano due tele, una "Discesa di Cristo", copia di un'opera del Rubens, e l'"Estasi di San Liborio", opera del pittore castelbuonese Mariano Galbo (XIX secolo).L'interno è interamente rivestito di stucchi, opera dei fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta ordinati da Francesco Rodrigo Ventimiglia. Vi sono raffigurate figure umane virili, putti, angeli, elementi floreali sacri e mitologici, con una varietà di stile che va dal quello più arcaico pesante di Giuseppe, a quello più agile e realistico di Giacomo. L'apparato figurativo si compone di quattro allegorie che ben si adattano alla Santa: la Presentazione di Maria al Tempio; sposalizio di Giuseppe con Maria; allegoria del Paganesimo e del Cristianesimo. Negli stalli del coro sono presenti i mezzibusti dei Signori Ventimiglia e i personaggi dell'Antico Testamento.Nel 1920 il castello, che intanto era venuto in possesso del barone Fraccia, passò al comune di Castelbuono. Adesso è sede del Museo civico.Architetture religioseChiesa di Maria Santissima Assunta, matrice vecchiaChiesa della Natività di Maria, matrice nuovaChiesa di San FrancescoChiesa di Sant'Antonino MartireChiesa di Santa Maria degli AngeliOratorio del RosarioChiesa di San NicolaChiesa e badia di Santa VeneraChiesa dell'ItriaChiesa dell'AnnunziataChiesa di San VincenzoChiesa di Sant'AgostinoChiesa della Santissima TrinitàChiesa del Monte CalvarioChiesa della Madonna della CatenaChiesa della Madonna del PalmentoChiesa di Santa Lucia di CampagnaChiesa di San Giovanni fuori le muraChiesa di San NicasioChiesa della Santuzza (Madonna delle grazie)Cappella della Santa CroceEx chiesa del CrocifissoEx chiesa di San GiuseppeEx chiesa del monteEx eremitaggio della Madonna del partoChiese campestri minoriFontana della Venere CipreaAl centro della "terra vecchia", oggi il corso principale, è la fontana della Venere Ciprea (XV secolo), che decorava l'ingresso dell'antica Ypsigro. Ricostruita nel 1614 nel centro cittadino, in alto si trova l'arcaica statua di Andromeda, al centro Venere con Cupido e in basso pannelli di arte greca che raffigurano Diana al bagno. Le statue furono ritrovate durante il dissodamento delle terre del giardino ventimigliano; una lapide ricorda il ritrovamento.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Tradizioni e folcloreUna delle tradizioni più antiche e sentite di Castelbuono è quella di offrire al pubblico, nel periodo di carnevale, rappresentazioni teatrali a carattere satirico che hanno come bersaglio personaggi, luoghi, eventi, fatti di rilevanza locale avvenuti nell'ultimo anno. A Castelbuono queste rappresentazioni vengono definite "maschere", nel linguaggio di ogni giorno, mentre ognuna delle serate in cui vengono rappresentate in pubblico viene definita "veglione". Gli autori/attori, rigorosamente locali, a sottolineare l'estrazione paesana di questa tradizione, riuniti in "gruppi mascherati", già a partire dal periodo natalizio si impegnano nella scrittura dei copioni e nella progettazione delle coreografie e delle trovate sceniche.A Castelbuono il carnevale, da sempre, si è identificato con il veglione, che oltre all'avvenimento principale, costituito dalla rappresentazione delle maschere, ospita serate danzanti aperte a tutti i cittadini. Il veglione ha avuto come sede dapprima il vecchio Teatro comunale, quindi il Cine Teatro Le Fontanelle e infine il Cinema Astra, che lo ospita ad oggi (2010).Anche se non si possiedono fonti scritte, la tradizione orale ha tramandato che, in origine, le maschere erano delle rappresentazioni a carattere prevalentemente coreografico. Più tardi, nei primi anni del XIX secolo, si rintracciano forme di parodia, fatte soprattutto attraverso realizzazioni in cartapesta dei numerosissimi artigiani che vi si dedicavano. Nel secondo dopoguerra, la maschera si è spostata verso forme cantato-recitative, sia attraverso bozzetti in rima, che con improvvisazioni di personaggi analoghi a quelli della commedia dell'arte. A partire dagli anni settanta, la maschera, pur continuando ad attingere a fatti e personaggi del paese, si è evoluta attraverso i contributi specifici di alcuni gruppi mascherati.Congregazioni religioseA Castelbuono sono attive diverse congregazioni religiose sia maschili che femminili. Le congregazioni maschili hanno una tradizione secolare e rappresentavano, anticamente, le corporazioni dei mestieri o lo status sociale a cui si apparteneva. Queste ultime partecipano alle manifestazioni religiose più importanti che si susseguono durante l'anno a Castelbuono, in primis per la processione che si svolge durante i festeggiamenti in onore della Patrona Sant'Anna, e quella per il Corpus Domini a cui partecipano, obbligatoriamente, tutti i confrati residenti nel paese.Attualmente esistono 18 congregazioni maschili, che sfilano durante le processioni in ordine di fondazione o rifondazione, da quelle più recenti via via sino a quelle più antiche. Esse sono:Le congregazioni femminili sono:Maria SS Immacolata, fondata nel 1874;SS Crocifisso, fondata nella metà del XIX secolo;Maria SS Del Carmelo, fondata agli inizi del XX secolo;Madonna di Pompei, fondata agli inizi del XX secolo;Madonna delle Grazie, fondata agli inizi del XX secolo;Addolorata dei civili, fondata nel 1902;Addolorata del popolo, fondata nel 1906;Patrarca San Giuseppe, fondata nel 1908 circa;Madonna del Rosario, fondata nel 1910;Sacro Cuore di Gesù, fondata nel 1916;Santa Teresa, fondata nel 1930 circa;Maria Ausiliatrice, fondata nel 1938;Santa Rita, fondata nel 1938.San Vincenzo Ferreri, fondata nel 2014.EventiDal 17 al 27 luglio: festa patronale di sant'Anna;13-14 settembre: festa del santissimo Crocifisso con processione del simulacro;Corpus Domini: tradizionale processione e decorazione del percorso processionale con le carte rizze;Settimana santa: solenni quarantore; processioni della Reposizione; Venerdì santo furriata i sepurcra e processione del Cristo morto;22 maggio: tradizionale festa di santa Rita con pioggia delle rose;3 maggio: processione della santa Croce.Natale: tradizionale novena lingua siciliana (lu viaggiu) cantata presso le edicole votive del paese e le chiese.CulturaMuseo civico e Museo naturalistico Francesco Minà PalumboIl Museo civico ha sale adibite a mostre temporanee e sezioni permanenti (archeologica, pinacoteca, arte sacra, urbanistica); espone una selezione degli arredi della cappella di Sant'Anna ed opere di arte moderna e contemporanea. Tra gli eventi artistici più significativi degli ultimi anni vi sono da menzionare certamente le mostre di arte contemporanea, in collaborazione con l'associazione "Fiumara d'Arte" di Antonio Presti, o le più recenti a cura di Luca Beatrice ("Album") ed Helga Marsala ("Minimo Radicale"). La valenza delle collezioni, la suggestione della cornice e, soprattutto, lo splendore del barocco della Cappella serpottiana, ne fanno oggi uno dei siti culturali più visitati di Sicilia.Nel Museo naturalistico Francesco Minà Palumbo, oltre all'ingente collezione naturalistica omonima, è presente una piccola sezione archeologica che documenta l'esistenza di alcuni insediamenti antichi neolitici e del passaggio di diverse culture. Il museo si sviluppa principalmente intorno a collezioni di minerali, fossili e all'erbario con la flora spontanea delle Madonie, le piante d'interesse agrario e patologico, uccelli e insetti, e infine una ricca biblioteca.StampaA Castelbuono vengono pubblicati tre quindicinali cartacei:Le Madonie, fondato nel 1922;L'obiettivo, fondato nel 1982;Suprauponti, fondato nel 2011.Sono aggiornati quotidianamente due blog di informazione cittadina:Castelbuono.Org, fondato nel 2006;Castelbuonolive.comEventiNella prima settimana di agosto ha luogo "Divino Festival" nato nel 2007, oggi diventato uno dei più importanti Galà Enogastronomici nel panorama italiano.Nella seconda settimana di agosto hanno luogo l'evento musicale dell'Ypsigrock festival, nato nel 1997, e la rassegna "Castelbuono Jazz Festival", nata anch'essa nel 1997.Persone legate a CastelbuonoEnrico II Ventimiglia (circa 1245-1300), uno dei protagonisti dei Vespri siciliani, che fece erigere il castello di CastelbuonoFrancesco Minà Palumbo (Castelbuono 1814-ivi 1899), naturalista, cui è dedicato il locale museo.Annetta Turrisi Colonna (Palermo 1820-Castelbuono 1848), poetessa e pittrice.Vincenzo Di Stefano (Castelbuono XIX secolo - ivi), militare, fu colui che sparò la cannonata che aprì la breccia di Porta Pia, durante la presa di Roma da parte del Regio Esercito nel 1870Luigi Failla Tedaldi (Castelbuono 7 novembre 1853 - Palermo 21 giugno 1933) EntomologoGuglielmo Gnoffi, (Polizzi Generosa 1256 circa - Castelbuono 16 aprile 1317) beato della Chiesa cattolica e compatrono di Castelbuono.Francesco Maria Guerrieri Failla (Castelbuono, 21 febbraio 1831 – Castelbuono, 29 agosto 1900), poeta e patriota.Lussorio Cau (1867 - 1961), ufficiale dei carabinieri insignito della Medaglia d'oro al valor militare, deceduto a CastelbuonoMichele Lupo Gentile (Castelbuono 1880 - Pisa 1959), è stato uno storico italiano.Gioacchino Failla (Castelbuono 19 luglio 1891 - Downers Grove Illinois 15 dicembre 1961) è stato un fisico italo-americano.Alfredo Cucco (Castelbuono, 26 gennaio 1893 - Palermo, 21 gennaio 1968) politico e medico.Michele Maria Tumminelli (Castelbuono, 11 gennaio 1894 - Milano, 30 luglio 1988) fu un educatore e politico italiano.Antonio Mogavero Fina (Castelbuono 10 agosto 1911 - Palermo 29 settembre 1993) Storico di CastelbuonoMatteo La Grua (Castelbuono, 15 febbraio 1914 – Palermo, 15 gennaio 2012) sacerdote ed esorcista italiano.Vincenzo Maria Morici (Castelbuono 1917 - Palermo 2004), ingegnere.Vincenzo Carollo (Castelbuono, 8 dicembre 1920 - 7 febbraio 2013), senatore della Repubblica, presidente della Regione Siciliana e più volte sindaco di Castelbuono.Antonio Castelli (Castelbuono 14 settembre 1923 - Palermo 11 giugno 1988), scrittore.Gianni Minà (Torino, 7 maggio 1938), giornalista, scrittore e conduttore televisivo. Insignito della "cittadinanza onoraria" nel 2009 (il nonno Vincenzo, funzionario delle Ferrovie nato e vissuto a Castelbuono, si trasferì agli inizi degli anni Trenta nel capoluogo piemontese).Francesco Maria Raimondo (Castelbuono, 1944), botanico.Domenico Mogavero (Castelbuono, 31 marzo 1947) vescovo di Mazara del Vallo (TP)Marcello Fiasconaro (Città del Capo, 19 luglio 1949), è stato un atleta, primatista mondiale degli 800 dal 1973 al 1976. Insignito della "cittadinanza onoraria" nel 1997 (il padre, emigrato in Sudafrica, proveniva da Castelbuono).Giuseppe Oddo (Castelbuono, 1952) è un giornalista di ambito economico.Rosario Schicchi (Castelbuono, 13 novembre 1957), botanico.Mario Cicero (Castelbuono, 21 febbraio 1962), politico ed ex Sindaco di Castelbuono.Carmelo Abbate (Castelbuono 1971), giornalista e scrittore.Lirio Abbate (Castelbuono 1971), giornalista.Gioacchino Genchi (Castelbuono 22 agosto 1960), poliziotto e informatico.AmministrazioneIl 7 maggio 2012 viene eletto sindaco Antonio Tumminello con una lista civica di centrodestra.Gemellaggi SinaiaSportNegli anni novanta Castelbuono è stata centro del primo concorso ippico interregionale delle Madonie ("trofeo Giubbe Rosse").Il concorso ippico internazionale, i cui atleti risultavano tesserati con il CONI e l'A.N.T.E. fu un evento fortemente voluto dall'Ing. Vincenzo Maria Morici, già Vice-Presidente dell'A.N.T.E.A partire dal 1912, ogni anno a Castelbuono si corre il Giro podistico internazionale. Con più di 100 anni di vita, la gara è la corsa su strada più antica d'EuropaLa gara si svolge in concomitanza con i festeggiamenti della patrona del paese, la Madre Sant'Anna.La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Polisportiva Castelbuonese che milita nel girone B dell'Eccellenza Sicilia.Città europea dello sport 2014Castelbuono è stata ufficialmente proclamata Città europea dello Sport per l'anno 2014 dall'ACES (Associazione delle Capitali Europee dello Sport).Note^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.^ Géographie d'Édrisi traduite de l'arabe en français d'après deux manuscrits de la bibliothèque du Roi et accompagnée de notes par P. Amédée Jaubert, Tome second, Paris, Imprimerie Royale, 1840, p. 107.^ Antonio Mogavero Fina, Ypsigro delle Madonie e origine di Castelbuono, Castelbuono, Ed. le Madonie, 1975.^ Ancora oggi, gli anziani geracesi, chiamano i castelbuonesi "fisaulara", cioè discendenti dei loro compaesani di Fisauli. Mogavero Fina, opera citata.^ Mogavero Fina, L'antipatica questione del Castrum Belvidiri, Ed. le Madonie, 1992.^ Santoro, la contea dei Ventimiglia: il castello di Castelbuono, il Teatro del sole, Palermo, 1984.^ Salvino Leone, Castelbuono u paisi, Ed. le Madonie, 2008.^ I Ventimiglia, Arti Garfiche siciliane, Palermo, 1980; Castelbuono, sintesi storico artistica, Ed. le Madonie, 2002.^ Mogavero Fina, Castelbuono nel travaglio dei secoli, Ed. le Madonie, 1950. La chiesa di Santa Maria del Parto è l'attuale Romitaggio, oggi adibito ad attività di ristorazione, un tempo antica abbazia benedettina.^ Antica famiglia nobiliare risalente al XVII secolo. Il barone Antonio Collotti fu sindaco di Castelbuono. Salvino Leone, Castelbuono: 'u paisi: storia ed arte, fatti e persone, cultura e tradizioni, Ed. le Madonie, 2008, pag. 247^ "Parole rivolte in Cefalù il 5 luglio 1862 ad una Commissione dell'Associazione unitaria di Castelbuono", in: Giuseppe Garibaldi, Scritti e discorsi politici e militari (vol. V dell'Edizione Nazionale degli Scritti di G. G.), Bologna, Cappelli, 1935, p.107-108.^ Esiste un necrologio a lui dedicato dal giornale "L'ora" dell'epoca.^ Oggi tale chiesa non è più presente, essendo stato eretto nello storico luogo una costruzione civile in cui esiste, tuttavia, una lapide commemorativa del centenario dell'Unità d'Italia che fa menzione dell'epico gesto.^ Francesco Lupo, la croce sul pane, Ed. le Madonie, 1997.^ Francesco Lupo, la croce sul pane, Ed. le Madonie, 1997^ Le accoglienze di Castelbuono a Mussolini, Ed. le Madonie, 25 maggio 1924^ Francesco Lupo, opera citata.^ Salvino Leone opera citata^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ Ottocento siciliano - Gli artisti: Annetta Turrisi Colonna^ Storia di Castelbuono^ Salvino Leone Castelbuono: 'u paisi: storia ed arte, fatti e persone, cultura e tradizioni Edizioni le Madonie, 2008, pag.35 - Periodico Le Madonie - 1/15 aprile 2008, nº 4, pagg. 5 e 6.^ V. Natale Tedesco, "La conversazione di Antonio Castelli", Roberto Cincotta (a cura di), Da un paese indicibile (Quaderni Leonardo Sciascia 4), La vita felice, 1999 - ISBN 88-7799-089-9, pp. 205 ss.^ Claudio Colombo, "Fiasconaro e un sogno di mezza estate: 'Basta Sudafrica, voglio tornare in Italia' ", Corriere della sera 19 luglio 1997. URL consultato l'11-10-2009.^ Periodici: Le Madonie - L'obiettivo - luglio 1993/1994/1995/1996.^ Così, per esempio la definisce normalmente la Gazzetta dello Sport: Taccuino in Gazzetta dello Sport, 29 luglio 2009. URL consultato il 2 ottobre 2009.).BibliografiaFrancesco Guerrieri Failla, Poesie patriottiche (1860-1900), Palermo, Vena & C., 1934.Salvino Leone Castelbuono: 'u paisi: storia ed arte, fatti e persone, cultura e tradizioni, Castelbuono, Ed. le Madonie, 2008.Antonio Mogavero Fina, Storia del patriottismo castelbuonese, Castelbuono, Le Madonie, 1961.Antonio Mogavero Fina, Ypsigro delle Madonie e origine di Castelbuono, Castelbuono, Ed. le Madonie, 1975.Antonio Mogavero Fina, L'antipatica questione del Castrum Belvidiri, Ed. le Madonie, 1992.Progetto Lires, collana nº 8 Ministero della Pubblica Istruzione dell'Università e della Ricerca- Direzione Generale della Sicilia - pagg. 17 e segg.Periodico Le Madonie 1-15 aprile 2004 pag. 5 - Periodico L'obiettivo 7 aprile 2004, pag. 6 (Periodico l'Obiettivo, 7 aprile 2004, pag. 7: "in esso è raccontata la storia dell'Ing. Vincenzo Maria Morici (figlio di Melchiorre, figura di rilievo nella Castelbuono del Novecento, nonché, marito della nipote del Barone Guerrieri: la nobildonna Giuseppina Buscemi Collotti Buscemi), al quale si devono molteplici interventi di ripianamento tecnico effettuati nella cittadina. Il marito di Giuseppina, il barone Michelangelo Collotti, venne eletto agli inizi del secolo (1812) nel Parlamento Siciliano. Questo episodio viene ritenuto come il primo atto di una presenza castelbuonese alla vita pubblica dell'isola. (Antonio Mogavero Fina, Storia del patriottismo castelbuonese, Castelbuono, Le Madonie, 1961.)Orazio Cancila, Castelbuono medievale e i Ventimiglia, PUNTO GRAFICA MEDITERRANEA S.R.L. - PALERMO, per conto dell'Associazione no profit “Mediterranea” marzo 2010Voci correlateFamiglia dei VentimigliaGiro podistico internazionale di CastelbuonoProvola delle MadonieStazione di CastelbuonoAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su CastelbuonoCollegamenti esterniCastelbuonoLive - Portale d'Informazione LocaleSito ufficiale del Giro Podistico InternazionaleCastelbuono.Org - fatti e opinioni del tutto castelbuonesi

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