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Calice al Cornoviglio

Calice al Cornoviglio, (La Spezia)
Càlice al Cornoviglio (Calice in ligure) è un comune italiano di 1.144 abitanti della provincia della Spezia in Liguria. La sede comunale è ubicata presso la frazione di Castello di Calice.Geografia fisicaTerritorioIl territorio di Calice al Cornoviglio è totalmente montano, solcato da strette vallate percorse da torrenti e trasversali alla val di Vara. Il capoluogo comunale sorge su un'altura a circa 400 m s.l.m.Nel suo territorio comunale, facente parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra, si trovano le vette del monte Cornoviglio (1.162 m) e del monte Coppigliolo (1.139 m); proprio dalle pendici di quest'ultimo nasce il torrente Usurana che, dopo un percorso di circa dieci chilometri, dove attraversa le frazioni di Terruggiara e Ferdana passando anche sotto al colle dominato dal capoluogo, confluisce nel fiume Vara presso la località di Martinello.Il secondo corso d'acqua del territorio è il torrente Rì, che ha origine da diversi rami sorgentiferi tra la sella dei Carzacchi e il monte Castellaro di Novegigola (MS). Sfocia nel fiume Vara di fronte all'abitato di Piana Battolla (frazione di Follo), dopo aver segnato il confine fra Calice al Cornoviglio e il comune massese di Podenzana.L'ente comunale è costituito dalle sette frazioni di Borseda, Bruscarolo, Castello di Calice (sede comunale), Madrignano, Santa Maria e Usurana per un totale di 33,75 km2. Tuttavia lo statuto comunale, oltreché ad affermare ufficialmente la propria identità storica con il territorio della Lunigiana, riconosce come "frazioni" anche quei nuclei abitati (località e borgate) dislocati lungo la valle del torrente Usurana e lungo il versante di Madrignano. Vengono citate quindi i borghi di Debeduse, Villagrossa, Molunghi, Campi, Nasso, Terruggiara, Filettino, Ferdana-Novegina, Usurana-Pantanelli, Pianaccia-Martinello, Piano di Madrignano, Pegui, Tranci, Valdonica, Provvedasco e Castello di Madrignano.Confina a nord con i comuni di Rocchetta di Vara e Mulazzo, a sud con Follo, ad ovest con Rocchetta di Vara e Beverino e ad est con Mulazzo, Tresana e Podenzana. Dista circa 23 km a nord della Spezia e 95 km ad est di Genova.ClimaStoriaLe notizie più antiche riguardanti il borgo di Calice al Cornoviglio risalgono agli inizi dell'XI secolo quando il complesso fu proprietà dei vescovi di Luni e poi dei Malaspina, come attesta un documento del 1033 con il quale il marchese Adalberto destinò al Borgo San Donnino (l'attuale Fidenza, nel parmense) alcune proprietà, tra cui Calese.Sotto la Repubblica di Genova divenne un'importante postazione contro gli attacchi dei Milanesi che, tuttavia, riuscirono a distaccare Madrignano da Calice, togliendolo ai Fieschi. Dopo la congiura di Gianluigi Fieschi del 1547 Calice passò sotto il dominio dei Doria, per tornare per breve tempo nelle mani dei Malaspina (1710). Questo continuo mutare di padroni precedette la definitiva concessione, nel 1772, dei Malaspina a Leopoldo II, sovrano del Granducato di Toscana.Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte, all'interno del Primo Impero francese, venne inserito dal 13 giugno 1805 al 1814 nel Dipartimento degli Appennini. Rientrato nei confini del Regno d'Italia, il territorio, dal 1859 al 1923, fu eletto a capoluogo dell'omonimo mandamento del circondario di Massa facente parte della provincia di Massa e Carrara; assunse l'attuale denominazione nel 1863. Con l'istituzione nel 1923 della provincia della Spezia passò sotto questo ente amministrativo.Subisce infine gli ultimi aggiustamenti e assestamenti del territorio comunale proprio nel 1923 con la cessione della frazione di Veppo al comune di Rocchetta di Vara.Dall'ottobre 1943 al giorno della Liberazione, Calice al Cornoviglio fu centro nevralgico delle attività partigiane nella val di Vara. Il 19 giugno 1944, il castello di Calice, presidio della Guardia Nazionale Repubblicana, fu attaccato in forze da un gruppo di partigiani giellisti al comando di Daniele Bucchioni detto "Dani", insieme ad alcuni partigiani del maggiore inglese Gordon Lett. L'attacco fallì, ma dopo pochi giorni i fascisti si ritirano da Calice.Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana della Media e Bassa Val di Vara e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008, in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana Val di Vara, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010 e in vigore dal 1º maggio 2011.Il 25 ottobre 2011 una violenta perturbazione ha colpito il levante ligure (bassa e media val di Vara, val di Magra e Cinque Terre) e la Lunigiana (provincia di Massa e Carrara) con esondazioni, danni, vittime e dispersi in diverse località del territorio ligure e toscano. Tra i comuni più colpiti c'è anche Calice al Cornoviglio e frazioni dove le precipitazioni intense hanno provocato danni alle abitazioni, alle attività commerciali e ai collegamenti stradali.SimboliLo stemma è stato concesso con il decreto datato al 3 dicembre 1937, mentre il gonfalone è stato concesso con il Reale decreto datato al 15 aprile 1940.OnorificenzeCalice al Cornoviglio è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.Monumenti e luoghi d'interesseArchitetture religioseChiesa parrocchiale di Nostra Signora di Loreto nella frazione capoluogo di Calice Castello; la sua costruzione avvenne nel 1638.Chiesa di San Giovanni Evangelista nella frazione di Borseda. Risalente al XVII secolo, secondo le fonti storiche la sua edificazione fu voluta dalla marchesa Placida Doria.Oratorio di San Pietro nella borgata di Debeduse, presso un castagneto.Oratorio di Nostra Signora del Carmine del XVI secolo nella borgata di Forno.Chiesa parrocchiale dei Santi Margherita e Nicola nella frazione di Madrignano.Oratorio di San Giuseppe nella borgata di Martinello.Oratorio di Santa Maria Annunziata nella borgata di Molunghi. La sua costruzione potrebbe essere risalente agli inizi del XVII secolo. Il terremoto del 1920, che colpì principalmente la zona di Fivizzano, distrusse l'edificio che fu riedificato poco dopo dall'ultima discendente della famiglia lunense Paita, Donna Armida Pirero Paita.Oratorio di San Giovanni Battista nella borgata di Nasso di Sotto. Già nel XVII secolo ospitante un convento, conserva al suo interno una tela del locale pittore David Beghè ritraente la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni e Pietro. L'altare maggiore in marmo conserva un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione di scuola scultorea genovese del XVIII secolo.Oratorio di Novegina. Eretto nella frazione di Novegina la struttura è risalente ai primi anni del XVIII secolo. Di particolare pregio è un bassorilievo in marmo sopra l'architrave del portale raffigurante Maria Ausiliatrice. Nella stessa frazione si trovano i resti di un antico ospitale per i pellegrini diretti a Santiago di Compostela.Chiesa parrocchiale di Santa Maria nella frazione omonima; gli stucchi e le decorazioni pittoriche interne sono opera del pittore Zeffiro Righi e di David Beghè.Oratorio di Maria Ausiliatrice nella borgata di Terruggiara.Oratorio di Sant'Anna nella borgata di Tranci.Oratorio di Nostra Signora del Carmine nella borgata di Valdonica.Oratorio dei Santi Antonio e Bartolomeo del XIV secolo nella borgata di Vicchieda.Chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano nella borgata di Villagrossa. Si presenta con una struttura in pietra a vista. All'interno sono conservate due statue in marmo raffiguranti Sant'Antonio da Padova e San Sebastiano.Oratorio di Santa Lucia nella frazione di Usurana.Architetture militariIl castello dei Doria-Malaspina è situato all'interno del borgo di Calice e domina la valle del torrente Usurana controllando gli accessi che dalla val di Vara risalgono verso l'interno. Ha una struttura a pianta trapezoidale, dovuta alle ristrutturazioni subite, e si presenta come un corpo quadrangolare con due torri angolari: a destra un torrione rotondo, a sinistra un corpo cilindrico più basso. Il castello è stato molto rimaneggiato e modificato dalle strutture operate nel corso dei secoli: oggi appare come un palazzo signorile, che conserva solo in parte le caratteristiche architettoniche del complesso fortificato con funzioni di difesa.Nella frazione di Madrignano si trovano tuttora le rovine di un fortilizio che i Genovesi fecero distruggere nel 1416; domina le case del borgo arroccate intorno alla chiesa dei Santi Margherita e Nicola. Il castello, ricostruito dai Malaspina, fu definitivamente diroccato durante la guerra di successione spagnola, nel 1706, ad opera delle truppe gallo-ispaniche che avevano occupato il feudo di Madrignano con l'appoggio dei Doria, signori di Calice e Veppo. Attualmente il sito è in fase di restauro.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Etnie e minoranze straniereSecondo i dati Istat al 31 dicembre 2011 i cittadini stranieri residenti a Calice al Cornoviglio sono 65, pari al 5,68% della popolazione comunale.Qualità della vitaNel 2009 il Comune di Calice al Cornoviglio ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.CulturaIstruzioneMuseiPinacoteca "David Beghè". Inaugurata il 7 luglio 1992 quale prima pinacoteca aperta in tutta la provincia spezzina, si trova all'interno del castello Doria-Malaspina di Calice; si compone di 28 opere ad olio dell'artista David Beghè.Piccolo Museo "Pietro Rosa", aperto nella seconda metà degli anni novanta del XX secolo all'interno del castello di Calice.Museo dell'apicoltura. Aperto al pubblico dal settembre 2000 (il primo in Liguria) e allestito al piano inferiore del locale castello di Calice, espone una vasta raccolta di arnie e altri attrezzi da lavoro utilizzati dai produttori per le varie fasi della raccolta e produzione del miele.Museo della galassia. Realizzato da Umberto Bonini, a cui il museo è intitolato, si trova nelle campagne intorno al borgo medievale di Madrignano.Museo della civiltà contadina.Museo delle statue stele.EventiFesta patronale della Madonna di Loreto, il 10 dicembre, nel capoluogo.Festa del castagno, la seconda e terza domenica di ottobre, nel capoluogo.Festa patronale di Sant'Antonio Abate a Santa Maria il 17 gennaioFesta patronale di san Sebastiano, il 20 gennaio, a Villagrossa.Festa patronale di Sant'Antonio al Montà il 13 giugno, a Villagrossa.Festa patronale di San Luigi a Castello di Calice il 21 giugno o sabato successivo.Festa patronale di San Giovanni Battista a Nasso il 24 giugno.Festa patronale di San Pietro a Debeduse prima domenica di luglioFesta patronale di Nostra Signora del Carmine a Valdonica il 16 luglioSagra di santa Margherita, la seconda e quarta domenica di luglio, a Castello di Madrignano.Festa patronale di Santa Margherita a Castello di Madrignano il 20 luglio.Festa patronale di San Giacomo a Novegina il 25 luglio (sabato o domenica successiva).Festa patronale di Sant'Anna a Tranci il 26 luglioSagra del miele, ad agosto, a Santa Maria.Festa Solenne dell'Assunta a Santa Maria il 14 e 15 agosto (è preceduta 8 giorni prima dalle celebrazioni itineranti della Madonna Pellegrina)Festa patronale di sant'Agostino, il 28 agosto, a Novegina.Persone legate a Calice al CornoviglioDavid Beghè (Calice al Cornoviglio, 1854-1933), pittore.Geografia antropicaBorghiIl capoluogo, chiamato dai locali Castello di Calice o semplicemente Il Castello (r Castélo in dialetto calicese) per distinguerlo dalla denominazione in senso lato di Calice per tutta la vallata, è diviso essenzialmente in due parti. Il borgo medievale, detto Borgofreddo, circonda lungo la metà meridionale del colle il castello e si diparte dalla centrale piazza del Leone, sede del comune, della chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Loreto e principale punto d'accesso al castello.Il borgo presenta alcune case padronali interessanti (come la casa Gasbarro) e offre suggestive vedute lungo la valle dell'Usurana. La zona di piazza Trento e Trieste, più recente, è attraversata dalla provinciale e ivi si concentrano gli esercizi commerciali ed i servizi del paese.Il comune di Calice al Cornoviglio vanta altri numerosi borghi ricchi di testimonianze dell'architettura rurale ligure-lunigianese. Oltre alle chiese e agli oratori risalenti, nella struttura attuale, ai secoli XV-XVII, si trovano interessanti esempi di criptoportici in particolare a Filettino, Tranci, Villagrossa, Ferdana e Usurana; ville storiche a Villagrossa (Rapallini), Campi, Tranci (palazzo Remedi), Castello di Madrignano e Pegui (Saccomani); esempi di case patrizie a Santa Maria, Borseda, Debeduse e Bruscarolo.EconomiaLa popolazione calicese non ha rinnegato le sue tradizioni rurali e l'economia locale si basa prevalentemente sull'agricoltura e sulla pastorizia. Questo elemento ha determinato una progressiva riduzione della popolazione residente. Negli ultimi anni si è invertita la tendenza, come in generale nel comprensorio della val di Vara.Infrastrutture e trasportiStradeIl centro di Calice al Cornoviglio (sede comunale di Castello di Calice) è attraversato principalmente dalla strada provinciale 8 che gli permette il collegamento stradale, a sud, con la provinciale 10 in località Martinello. Ulteriori collegamenti viari del territorio sono la provinciale 20 dei Piani di Madrignano e la provinciale 27, che collega la frazione calicese di Molunghi al centro di Parana nel comune di Mulazzo (MS).AmministrazioneNote^ a b Dato Istat al 31/12/2011^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.^ Fonte dal sito del Comune di Calice al Cornoviglio-Il territorio^ Fonte dallo Statuto Comunale di Calice al Cornoviglio^ a b c d Fonte dal sito turistico della Provincia della Spezia. URL consultato il 12 maggio 2011.^ Regio decreto-legge 15 marzo 1863, n. 1211^ Regio Decreto 2 settembre 1923, n. 1913^ Regio decreto-legge 2 settembre 1923, n. 1913^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane^ Fonte dal sito del quotidiano ligure de Il Secolo XIX. URL consultato il 26 ottobre 2011.^ Fonte dal sito del quotidiano la Repubblica Genova.it. URL consultato il 29 ottobre 2011.^ a b c d e Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.^ Recupero e riuso del castello di Madrignano dal sito istituzionale del comune^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2014.^ Fonte dal sito Comune di Calice al Cornoviglio-Certificazione ambientale^ Approfondimenti sul sito ufficiale della pinacoteca^ Approfondimenti sul sito del Turismo in provincia della Spezia^ Approfondimenti sul sito Terre di Lunigiana.com^ Approfondimenti sulla festa dal Sito del Comune di Calice al CornoviglioVoci correlateLiguriaProvincia della SpeziaVal di VaraParco naturale regionale di Montemarcello-MagraAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su Calice al CornoviglioCollegamenti esterniCalice al Cornoviglio in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Calice al Cornoviglio")

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