Comune

Breno

Breno, (Brescia)
Breno (Bré in dialetto camuno) è un comune italiano di 5 027 abitanti, della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.Il suo territorio è attraversato dalla strada statale 42 del Tonale e della Mendola lungo tre gallerie e possiede una delle principali stazioni ferroviarie della linea Brescia-Iseo-Edolo.Il territorio di Breno confina con diversi comuni: a est quello di Bagolino, Condino e Daone, a nord quello di Niardo, Braone, Ceto e Losine, ad ovest quello di Malegno e ancora Losine, ed a sud quello di Bienno e Prestine.Il paese è un importante centro amministrativo con la sede della Comunità Montana di Valle Camonica e del BIM della Valle Camonica.Geografia fisicaTerritorioL'abitato di Breno sorge in una forra naturale dalla direzione nord-sud, tra la collina del Castello ed il Corno Cerreto. Il professore Fedele ritiene che la forra fosse stata anticamente l'alveo dell'Oglio, che oggi scorre invece più a est, di là del colle del Castello.ClimaI dati provenienti dalla stazione meteorologica di Breno indicano, in base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -1,0 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +20,5 °C.StoriaIn cima al colle del Castello è stata ritrovata un'abitazione risalente al neolitico.In località Spinera, presso il fiume Oglio, è presente il santuario di Minerva del I secolo, andato bruciato nel V secolo.Nel medioevo viene ricordato che presso il castello di Breno vi fossero due torri: una guelfa, appartenente alla famiglia Ronchi, l'altra ghibellina, della famiglia Alberzoni.Nel XII secolo è riportata una lotta tra Breno e Niardo per il possesso del monte Stabio.In data compresa tra il 1206 ed il 1230 la contrada di Onera venne seppellita da un'esondazione del fiume Oglio.Nel 1304 Fra' Dolcino, supportato dal Signori di Breno, entra in Val Camonica tramite il Passo Crocedomini e raggiunge la pianura bresciana per incontrare Matteo Visconti.Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno.Il 28 gennaio 1350 il vescovo di Brescia Bernardo Tricardo investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Pescarzo, Cerveno e Corteno Bertolino e Giacomo Alberzoni di Breno.Il 15 maggio 1365 il vescovo di Brescia Enrico da Sessa investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Vione, Vezza, Sonico, Malonno, Berzo Demo, Astrio, Ossimo e Losine Giovanni e Gerardo del fu Pasino Federici di Mù.Il 31 dicembre 1397 avviene la pace di Breno tra gli schieramenti guelfi e ghibellini. I rappresentanti della comunità di Breno si schierarono sia sulla sponda ghibellina (Betino di Giovanni e Clarino Marone Ronchi) che su quella guelfa (Francescino di Pasolino Ronchi).Il 14 agosto 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno e Borno Andriolo Ronchi di Breno.Durante l'età veneziana in Valle Camonica Breno era sede della Comunità di Valle Camonica.Nel 1591 viene stabilito il monte di pietà per impulso della signora Barbara Leoni Alberzoni.Nel 1629 si spica una montagna et dirupando cade con grandissima ruina, fracassando il cimiterio della chiesa et poi una mano di case et fienili, con la morte di moltissime persone.Nel 1630, durante la peste, viene fondato un lazzaretto in contrada Valmorina.Agli inizi del Seicento operava in paese l'Accademia, una istituzione scolastica di livello superiore.Con l'arrivo della rivoluzione francese nel 1797 fu a capo del Cantone della Montagna (comuni di: Anfurro, Angolo, Artogne, Berzo, Berzo Demo, Bienno, Borno, Braone, Breno, Capo di Ponte, Ceto, Cerveno, Cevo, Cedegolo, Cimbergo, Cividate, Cemmo, Corteno, Cortenedolo, Darfo, Demo, Do e Ono, Edolo, Esine, Erbanno, Gorzone, Grevo, Gianico, Incudine, Lozio, Loveno, Losine, Mazzunno, Malegno, Malonno, Monno, Mù, Nadro, Niardo, Osimo, Paisco, Paspardo, Pisogne, Pezzo, Ponte di Legno, Prestine, Piano, Pontagna, Rogno, Sciano, Saviore, Sonico, Santicolo, Sellero, Temù, Terzano, Vezza, Villa e Vione). Nell'assetto definitivo della Repubblica Cisalpina, Breno fu inclusa nel Dipartimento del Mella come capoluogo del distretto XI di Breno (1798-1801; comuni: Malegno; Lozio; Cividate; Bienno; Prestine; Berzo inferiore; Esine; Borno; Ossimo; Losine; Niardo) e infine nel Dipartimento del Serio (1801-1815), distretto IV di Breno, cantone I di Breno (1805-1815; comuni: Anfurro, Angolo con Mazzunno**, Artogne, Berzo Inferiore, Bienno con Prestine, Breno, Borno, Braone, Cemmo e Capo di Ponte, Cerveno, Ceto e Nadro, Cividate, Darfo, Erbanno, Esine, Gianico, Gorzone e Sciano, Losine, Lozio, Malegno, Niardo, Ono, Piano, Ossimo, Cimbergo con Paspardo*, Pisogne Rogno Terzano).Sotto il Regno Italico fu incluso, col decreto dell'8 giugno 1805, nel distretto IV del dipartimento del Serio, assieme a Anfurro, Angolo con Mazzunno, Artogne, Berzo Inferiore, Bienno con Prestine, Borno, Braone, Cemmo e Capo di Ponte, Cerveno, Ceto e Nadro, Cividate, Darfo, Erbanno, Esine, Gianico, Gorzone e Sciano, Losine, Lozio, Malegno, Niardo, Ono, Piano, Ossimo, Cimbergo con Paspardo, Pisogne Rogno Terzano.Nel Regno Lombardo-Veneto (1815-1859) Breno fece parte della provincia di Bergamo quale sede del distretto XVII di Breno (comuni: Anfurro, Angolo, Mazzunno, Artogne, Berzo Inferiore, Bienno e Prestine***, Breno, Borno, Braone, Capo di Ponte e Cemmo, Cerveno, Ceto con Nadro, Cimbergo, Cividate, Darfo, Erbanno con Angone, Esine, Gianico, Gorzone con Sciano, Losine, Lozio, Malegno, Niardo, Ono, Piano con Beata, Solato e Vissone, Ossimo, Paspardo, Pisogne, Rogno****, Terzano.* Cimbergo e Paspardo separati il 12 ottobre 1816** Angolo e Mazzuno separati il 15 ottobre 1817*** Bienno e Prestine separati il 1º agosto 1818**** Nel 1838 Rogno fu aggregato al distretto di LovereUna lapide presso la casa Vielmi ricorda:Nel Regno d'Italia Breno divenne capoluogo dell'omonimo circondario nella provincia di Brescia.Oggi Breno è sede della Comunità Montana di Valle Camonica.Lo stemma della provincia di Brescia rappresenta l'insieme di cinque blasoni: quello di Brescia al centro, quello del comune di Chiari, di Breno, di Verolanuova e di Salò.Antichi OriginariBreno, sede amministrativa della Valle Camonica, annoverava tra le famiglie della Vicinia numerosi nobili originari del paese.Questi sono i nomi degli Antichi Originari di Breno:RonchiAlberzoniBazoliCattaneoGuizzardiFalocchiClariniPagnonciniLeoni-GaluzziTassiFeudatari localiFamiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:SimboloLo stemma di Breno si compone dei colori Azzurro, Verde e di due simboli, l'Aquila e il Cervo. Esso deriva dal vessisso della storica Comunità di Valle Camonica che aveva sede amministrativa a Breno.Ricorrenze15 agosto: Ferragosto Brenese, con fiera medievale e fuochi d'artificio che illuminano il castelloMonumenti e luoghi d'interesseArchitetture religioseParrocchiale di San Salvatore (Duomo), di struttura seicentesca posizionata al centro del paese, con affreschi di Antonio Guadagnini. Gli altari sono in marmo occhialino di Ono San Pietro.Chiesa di Sant'Antonio, conserva notevoli opere artistiche: tra di esse va innanzi tutto menzionato l'importante ciclo di affreschi realizzato dal Romanino.Chiesa di Santa Maria al Ponte (o della Minerva), del '500; addossato alla struttura vi è il tempietto della Minerva.Chiesetta di San Carlo, del XVII secolo, con notevole serie di ex voto.Chiesa di San Maurizio, antica parrocchiale.Cappella di Sant'Apollonia, lungo la strada che porta a San Valentino.Chiesa di San Valentino, costruzione quattrocentesca, interni forse di Giovanni Pietro da Cemmo.Architetture civiliCase-torri, in via Mazzini, le mura di Casa Domenighini e Pezzotti-Gobbetti (via Cappellini).Architetture militariIl Castello di Breno sorge sopra una collina abitata già nella preistoria, fu il principale baluardo per il controllo della Valle Camonica fino al XVII secolo.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Tradizioni e folcloreGli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Breno è Maia càrte (mangia carte) oppure Pèla pàsser.Esistono nel folklore della Val Camonica alcuni proverbi in dialetto camuno riguardanti Breno:Cumudàla sa de sùra de Bré. Sistemarla al di sopra di Breno: con questo modo di dire si intendeva, un tempo, di risolvere una questione senza fare ricorso al tribunale di Breno.Geografia antropicaBreno è il principale centro amministrativo della Valle Camonica. L'economia locale è fondata essenzialmente sui servizi: Scuole, Tribunale (sezione distaccata del Tribunale di Brescia), fino a pochi anni fa l'Ospedale (ora trasferito nella vicina Esine).FrazioniLe frazioni del comune di Breno sono:AstrioPescarzoMezzarroCulturaMuseiMuseo CamunoSantuario di MinervaPersone legate a BrenoLuigi Binelli Mantelli, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana, dal 31 gennaio 2013 Capo di Stato Maggiore della Difesa.Maffeo Giovanni Ducoli, vescovoLoris Fortuna, politicoGuglielmo Ghislandi, politicoNini Giacomelli, paroliere e scrittriceEttore Masina, giornalista, scrittore e politicoRomolo Putelli, sacerdote e storicoEconomiaIndustriaÈ presente sul territorio del comune l'acciaieria Carlo Tassara e piccole attività artigianali e di trasformazione dei prodotti locali.TurismoIl Castello di BrenoLa chiesa di Sant'AntonioInfrastrutture e trasportiStradeIl territorio comunale è attraversato dalla Strada statale 42 del Tonale e della Mendola in tre gallerie, a oriente dell'abitato. Dal paese diparte la Strada statale 345 delle Tre Valli che porta fino al Passo di Crocedomini.FerrovieLa stazione di Breno è una delle principali della Valle Camonica si trova nella parte nord dell'abitato. È una fermata della linea Brescia-Iseo-Edolo.AmministrazioneAltri entiA Breno vi è la sede della Comunità Montana di Valle Camonica, de BIM di vallecamonica e dei principali Enti pubblici (Agenzia dell'entrate, Inps, Inail, Camera di commercio, Agenzia del territorio, Asl.SportLa squadra di calcio del paese è stata l'A.S.D. Breno, attiva dal 1946 al 2012.Vinse la Coppa Italia Dilettanti nella stagione 1989-1990; nelle sue fila militò Evaristo Beccalossi.Galleria fotograficaNoteBibliografiaBruno Passamani (a cura di), Arte in Val Camonica - vol 5, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 2004.Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, ISBN 88-343-0333-4.Romolo Putelli, Intorno al castello di Breno: storia di Valle Camonica, Lago d'Iseo e vicinanze da Federico Barbarossa a S. Carlo Borromeo, Brescia, La Nuova Cartografica [1915], 1989.Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, a cura di Oliviero Franzoni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998.Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980.ErtaniQueirazza Giuliano Gasca, Giovan Battista Pellegrini (a cura di), Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996.Voci correlateChiesa di Sant'Antonio (Breno)Castello di BrenoVal GrignaComunità Montana di Valle CamonicaAltri progetti Wikiquote contiene citazioni di o su Breno Wikinotizie contiene notizie di attualità su Breno Commons contiene immagini o altri file su Breno Wikivoyage contiene informazioni turistiche su BrenoCollegamenti esterniFotografie storiche - IntercamFotografie storiche - Lombardia Beni Culturali

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