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Vittuone

Vittuone, (Milano)
Vittuone (Vitüòn o Vitìòn o anche Vütìòn in dialetto milanese) è un comune italiano di 9.077 abitanti (al 31/05/2011) della provincia di Milano, in Lombardia.Geografia fisicaTerritorioIl territorio comunale ha forma allungata e confina ad ovest e a sud-ovest con Corbetta, a sud con Cisliano, a est ed a nord-est con Sedriano e infine a nord con Arluno.Vittuone dista circa 20 chilometri ad ovest dal capoluogo lombardo.Geologia e idrografiaMorfologicamente, il territorio di Vittuone è caratterizzato dall'ambiente pianeggiante tipico della pianura padana, prevalentemente adatto a boschi o coltivazioni. L'altitudine è compresa tra i 135 e i 151 m s.m.l.Uno degli aspetti più significativi dell'idrografia di Vittuone come delle zone limitrofe all'abitato sono le risorgive, che un tempo avevano ampia rilevanza economica per l'agricoltura e oggi costituiscono una delle attrazioni principali del Parco Agricolo Sud Milano. Tra i fontanili più rilevanti ricordiamo il fontanile Saretta (luogo presso il quale è stata rinvenuta la salma di Mike Bongiorno dopo il suo trafugamento) ed il Tre Teste.È parte del Parco Agricolo Sud Milano (superficie a parco ha 284,46)SismologiaDal punto di vista sismico Vittuone presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4 (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.ClimaIl clima di Vittuone è quello caratteristico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che risentono di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.StoriaEpoca romanaVittuone era un villaggio già esistente in epoca romana e forse di probabili origini gallico - celtiche. Le prime scoperte testimonianti un primordiale insediamento romano risalgono al 1868 quando il Nobile Giovanni Venini ritrovò nel parco della sua villa di campagna sita in centro al paese alcune ceneri ed ossa provenienti da urna cinerarie, accompagnate da cimeli in bronzo. Nel 1902, presso la cascina Resta vennero ritrovate monete che portavano effigi del I e del II secolo d.C. e un vaso antropomorfo (1907). Per tale motivo questi ritrovamenti possono far supporre che Vittuone fu un castrum di rinforzo alle legioni del Ticino o più facilmente un pagus (villaggio minore) della vicina Corbetta.MedioevoNel primo periodo medioevale l'inesistenza di una ricca documentazione ufficiale non consente di tracciare un quadro storico sintetico ben preciso. Il borgo già nel medioevo aveva una certa importanza, in quanto Goffredo da Bussero, già alla fine del XIII secolo, cita la chiesa di San Martino a Vittuono, e dall'archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano si sa che questa possedette dei beni nel comune, nel periodo compreso tra il 1347 e il 1486. Dati certi si hanno nel 1311 quando un vittuonese fu rettore a Milano e partecipò con Marco Visconti, altri rettori e trecento uomini a cavallo all'attacco della casa dell'arcivescovo Cassono della Torre per intimargli l'esilio. Da una cronaca del Besta intitolata "Fior dei Fiori" apprendiamo che tra i capitani delle porte della città di Milano vi erano alcuni uomini d'arme scelti tra la nobiltà campagnola: per la porta Ticinese fu Giovanni da Vittuone.Età modernaNel XVI secolo il nucleo di Vittuone era particolarmente compatto ed articolato essenzialmente attorno a pochi corti, gravitanti a loro volta attorno alle ville principali. Al posto dell'attuale chiesa si trovava l'oratorio intitolato ai santi Nazario e Celso con retrostante giardino, mentre la chiesa sorgeva fuori dal paese, lungo la strada che portava a Novara (demolita negli anni 1975 circa). Presso di questa si trovava un cimitero visitato da san Carlo Borromeo in occasione della sua visita al paese dell'8 aprile del 1570.Durante tutto il Settecento, Vittuone si arricchi di edifici e strutture prevalentemente adibiti ad uso agricolo: da segnalare la visita dell'allora Duchessa di Milano, Maria Teresa d'Asburgo nel 1737. All'epoca napoleonica risale invece l'impianto dell'attuale cimitero, costruito sulla base dell'Editto di Saint-Cloud e allorquando il comune era stato temporaneamente fuso con Sedriano. Alla restaurazione austriaca si deve invece la costruzione di nuove strade di collegamento con il vercellese e la realizzazione della nuova tratta ferroviaria che segnerà profondamente la futura economia del paese.OttocentoDurante l'Ottocento il paese non progredì in grandezza rispetto al passato, ad eccezione di due importanti realizzazioni: la costruzione della cascina S.Carlo appartenuta ai Resta e la costruzione nel 1848 dell'attuale chiesa parrocchiale su progetto dell'architetto Giacomo Moraglia al posto del vecchio oratorio. La precedente chiesa parrocchiale, infatti, si trovava in prossimità del cimitero, presso la Cascina Parrocchiale (o Garascia oggi demolita) cioè in una zona piuttosto periferica del paese e per questo motivo venne portata più in centro. Verso la fine del XIX secolo viene costruito l'attuale asilo comunale intitolato al nobile Giovanni Venini, suo fondatore.NovecentoIl Novecento segna la rinascita economica di Vittuone con l'apertura delle prime grandi industrie, nate dalla presenza dei numerosi lavoratori grazie alla vicinanza della tratta ferroviaria Milano-Torino. Al 1937 risale la costruzione della scuola elementare del paese, ancora oggi attiva. Gli interventi urbanistici del secondo dopoguerra hanno cancellato alcuni retaggi urbanistici del passato, come ad esempio un complesso di abitazioni ottocentesche affacciate sulla piazza principale della città. Dopo una parentesi durante la quale si è cercato di porre freno alle speculazioni edilizie negli ultimi 10 anni si è ripreso a costruire massivamente; circa l' 80% delle aree non coperte da vincoli sono oggi edificate, e ci si avvia ad costruire sul cosiddetto "bosco del bacin" un'area boschiva di 220.000 metri quadrati posta nella parte nord orientale del paese.SimboliLo stemma di Vittuone è la risultante di quelli delle singole casate che in Vittuone hanno lasciato la loro impronta. Nel 1920 il comune realizzò il suo emblema che venne concesso con Regio Decreto l'8 aprile 1939 e trascritto nei registri della Consulta Araldica il 7 marzo 1940. In esso comparivano i simboli di quelle che furono considerate le principali famiglie; la ruota venne ripresa dallo stemma dei Conti Resta, il castello sormontato dalla colomba venne desunto da quello della famiglia Annoni, le fasce trasversali oro e rosso dallo stemma dei Venini, mentre il cavallo rappresenta la famiglia Destrerio. Di fatto questa non fu certo una famiglia nobile e si meritarono una posizione nell'emblema di Vittuone grazie a lasciti di poco conto, mentre nello stemma comunale non ritroviamo accenno alcuno alla famiglia Salazar, di origine spagnola, che grande importanza ha invece rivestito nei secoli passati nella vita del paese, e la famiglia Arrigoni che ebbero beni in Vittuone.Curiosità storiche Le fasce trasversali oro e rosse in realtà non compaiono affatto nell'arma della famiglia che ebbe beni in Vittuone, ma vennero presi dall'arma di una omonima famiglia con la quale i Venini condividevano l'origine.Monumenti e luoghi di interesseArchitetture religioseChiesa parrocchiale dell'Annunciazione di Maria VergineLa chiesa parrocchiale, intitolata all'Annunciazione di Maria Vergine, venne costruita nel 1848, su progetto dell'architetto Giacomo Moraglia, in sostituzione della vecchia chiesa di Santa Maria che sorgeva fuori dal paese accanto alla cascina parrocchiale e che era troppo piccola per le esigenze dei fedeli.Il luogo prescelto per la nuova struttura si trovava invece in pieno centro cittadino, sull'area dell'antico oratorio dei Santi Nazaro e Celso, benedetto il 7 novembre 1490. Il patronato dello stabile era della famiglia De Capitani, per poi passare ai Cantoni ed infine nel 1732 al conte Giuseppe Resta. L'oratorio, ci dicono le cronache, era molto decadente e si decise pertanto di demolire tale struttura e di costruirvi appunto sopra il nuovo tempio avendo il Resta ceduto il patronato dello stabile alla parrocchia, a condizione però che nella nuova chiesa da costruirsi vi fosse una cappella dedicata ai due santi. I lavori iniziarono nel 1847 e la nuova chiesa venne benedetta già nell'autunno del 1848. Nello stesso anni fu avviata l'edificazione del campanile. Nel 1860 arrivarono le campane, sostituite nel 1949 con sei nuove tonalità in Si bemolle; nel 1891 vennero effettuate la tinteggiatura, gli abbellimenti e le decorazioni.Chiesa della Sacra FamigliaLa chiesa della Sacra Famiglia venne costruita a Vittuone tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento come cappella dell'omonimo oratorio. La struttura, di ridotte dimensioni, ha la particolarità di essere compresa all'interno del complesso dell'oratorio stesso, ma di avere il retro gittante su Via C. Battisti, da dove l'accesso è consentito al complesso attraverso un piccolo cancello (oggi perlopiù chiuso). La chiesa ha una struttura ad un'unica navata con tetto a capriate, sovrastato da un piccolo campanile in mattoni a vista terminante a cuspide. Alla chiesa è associata come protettrice anche la Madonna di Lourdes alla quale, di fianco alla chiesa, è stata dedicato un piccolo giardino sacro costituito da una grotta e da un laghetto artificiale con pesci.Cappella della Madonna del SalvatoreEretta per commemorare un'epidemia di colera abbattutasi sul paese, venne riedificata alla fine del XVII secolo. La struttura, attualmente, si presenta molto semplice, con facciata e tetto a capanna rifinita con lesenature che evidenziano i tratti portanti e decorano al tempo stesso il frontale della cappelletta. Il portale è in legno, completato da una pesante grata di ferro di protezione, ai lati della quale si trovano due piccole finestrelle che, secondo la tradizione post-conciliare voluta da San Carlo Borromeo, dovevano consentire anche ai fedeli non comunicati di assistere ai divini offici. Sui fianchi della chiesa, si trovano due piccole finestrelle, poste in corrispondenza dell'altare, che consentono di dare luce all'interno della chiesa. Rilevante è l'abside della cappella, che è visibile dall'esterno in una struttura semicirolare decorata con lesene ad arco che ne evidenziano le linee aggraziate. All'interno si trovano alcune tracce di affreschi risalenti al XVII secolo. Un tempo la chiesa era posta fuori dal centro abitato, lontano anche dalle ultime case del paese, mentre oggi, con l'espansione del comune, la chiesa si trova non solo inglobata nel complesso cittadino, ma può essere ammirata dalla vicina ex Strada Statale 11 e dal trafficatissimo svincolo che conduce ad Arluno.Cappella di Santa Maria del LazzarettoEretta nel XVII secolo ed utilizzata durante la peste del 1630 come ricovero fuori paese dei malati contagiosi e ancora oggi si trova in un'area periferica del paese, immersa nel verde del Parco Agricolo Sud di Milano.La cappella con la tipica struttura a capanna, con portale in legno e grata di ferro, completato sui fianchi da due finestrelle quadrangolari poste quasi a terra.Sulla facciata si trova un affresco raffigurante San Carlo Borromeo che comunica un appestato prima che questi salga in cielo al cospetto di Dio, assistito in questo da altri santi tra cui si può riconoscere, sulla destra, San Rocco (patrono degli appestati). L'opera risalirebbe al XVII secolo, ma data la sua posizione conobbe diversi rifacimenti, tra cui uno datato al 1891 ad opera di Rodolfo Gambini (maestro e ispiratore di Paolo Bellegotti, famoso pittore arlunese che realizzò alcuni decori della Collegiata di San Vittore a Corbetta). Malgrado questi accorgimenti, oggi si è persa buona parte degli affreschi presenti esternamente alla struttura.La cappella è divenuta recentemente un forte luogo di devozione popolare ed è giunta alla curiosità dei media grazie al ritrovamento in loco della salma di Mike Bongiorno, trafugata in precedenza.Cappella dei CadutiLa cappella commemorativa dei caduti delle guerre mondiali, si trova nei pressi del cimitero di Vittuone, a ridosso della cinta, gittante sul viale alberato che conduce all'ingresso principale del camposanto. La struttura, costruita originariamente come cappella per la famiglia Resta, venne in seguito donata alla parrocchia, che nel 1928 l'adibì alla commemorazione dei defunti caduti in guerra, venendo completata dopo il 1945 con l'aggiunta delle lapidi in commemorazione dei soldati della Seconda guerra mondiale. La struttura si presenta di piccole dimensioni, con portale ad arco, decorato con due colonne a lesena, architravate e decorate in stile neoclassico. Eclettico è il frontone, che riecheggia di stile greco con l'aggiunta di conchiglie e valve agli estremi del timpano. La cappella è, come si è detto, accessibile dalla strada, senza dover entrare nel camposanto, ma è per la maggior parte dell'anno chiusa al pubblico.Cappella di San Luigi GonzagaLa cappella (o eremo) di San Luigi Gonzaga è il luogo di raccoglimento e preghiera dell'oratorio omonimo nel complesso del quale si trova inserita. Essa si trova nel cortile interno di Villa Annoni-Cicogna-Rossi e sorge probabilmente dove un tempo si trovava l'area rurale e delle scuderie. La struttura interna è semplice, ad un'unica navata, sovrastata da un bellissimo soffitto cassettonato seicentesco originale. Costituita negli anni '70, la cappella è stata recentemente restaurata con l'aggiunta di un affresco all'altare.Oratorio di San Francesco (demolito)Anticamente esisteva a Vittuone anche un oratorio privato dedicato a San Francesco d'Assisi ed inserito all'interno del complesso di Villa Resta. Esso risaliva nelle sue forme al Settecento come il contesto architettonico in cui era inserito e sorgeva nell'ala laterale destra della villa e, per la sua posizione, era utilizzato prevalentemente come cappella privata dalla famiglia Resta, anche se godeva di un accesso pubblico che poteva essere utilizzato dai massari alle dipendenze degli aristocratici.Quando la famiglia Moroni subentrò alla famiglia Resta, diede l'oratorio in uso alla parrocchia ma ne mantenne di fatti la proprietà e la libertà di deciderne le sorti. La cappella venne demolita negli anni '50 del Novecento in quanto la struttura era ormai cadente ed insicura anche per l'officiatura della messa. Da questo oratorio vennero però recuperate le due acquasantiere che oggi si trovano nella chiesa parrocchiale di Vittuone, oltre alle due campane che si trovavano sul piccolo campanile della cappella che sono andate ad aggiungersi al complesso campanario della parrocchia.Architetture civiliVilla Resta MariVilla Resta venne eretta nel XVIII secolo su progetto di Francesco Maria Richini per conto del conte Carlo Resta che la utilizzò come casa di villeggiatura. Vittuone ospitava la famiglia Resta già dal 1643 quando il cavalier Aurelio Resta aveva acquistato ingenti proprietà e vi aveva preso una residenza.Nel 1737 la villa ospitò Maria Teresa d'Asburgo durante una sua visita nelle terre lombarde. Ai beni dei Resta, per matrimonio all'inizio dell'Ottocento, si aggiunsero anche quelli dei marchesi Olevano Confalonieri che ingrandirono il potenziale di ricchezza della famiglia che andò a rispecchiarsi in una nuova fase di evoluzione della villa. Morto senza eredi Giuseppe restanel 1872, questi nominò sue eredi le sorelle Camilla e Giulia. A quest'ultima, maritata Moroni, spettarono le proprietà di Vittuone con l'annessa villa. Il figlio di Giulia vendette poi la proprietà all'industriale Carlo Sormani che però acquistò solo l'ala padronale, lasciando ai Resta-Moroni le due ali laterali d'ingresso.La villa si distingue ancora per il maestoso portico a colonne binate e per lo scalone di rappresentanza che conduce ai piani superiori. La facciata è caratterizzata da un corpo centrale che si snoda in due ali laterali molto lunghe che formano la vicina piazza Resta. Grandioso è anche il parco sul retro, di ridotte dimensioni, ma di gusto barocco, alterato nel periodo del romanticismo in alcune sue forme e caratterizzato ancora oggi da una splendida fontana di notevole portata, dirimpetto alla quale si trovano i complessi che ospitavano una filanda, recentemente ristrutturati.Il cancello in ferro battuto che costituisce l'attuale ingresso della villa risale al XIX secolo, quando fu eretto in seguito allo smembramento e all'alienazione delle proprietà della famiglia Resta.L'edificio comprendeva anche una serie di complessi rurali e l'abitazione del massaro presso via Cavour, ove era presente un piccolo giardino in stile.La villa ospita oggi la direzione di un'azienda e viene aperta al pubblico in occasione di mostre e feste di paese.Villa VeniniRisalente al tardo '600 ha una presumibile origine conventuale (pare essere stata sede dell'ordine dei Benedettini). A conferma di ciò la splendida ringhiera in ferro battuto dello scalone di rappresentanza con elementi dell'araldica ecclesiastica: una spada, un cappello pretalizio ed una mazza priorale. L'aspetto attuale, seppur degradato, è frutto dei rifacimenti ottocenteschi, periodo in cui fu costruita la filanda in prolungamento dell'ala est dell'edificio.A lungo di proprietà della casata Salazar, trasferita della Spagna a Milano al seguito delle armate spagnole di Filippo II, la villa fu venduta nel 1827 alla famiglia Venini.La villa consta di 124 ambienti, fra abitazioni e rustici, fra i quali una grande corte rustica laterale al complesso, chiusa da un grande portone prospiciente la piazza antistante la villa, un arsenale ed una scuderia capace di dodici posti per cavalli. Tra gli ambienti più caratteristici si distingue una ghiacciaia rivestita di cotto, una lavanderia, dei granai e una classica serra per gli agrumi stagionali. Come azienda agricola, il complesso possedeva anche due grandi torchi da vino, l'uno posto nella cantina e l'altro in un locale al piano terreno, ed una filanda, il tutto ad uso esclusivo dei proprietari che in questo modo avviarono una fiorente attività.Entrando nel cortile d'onore si passa all'edificio padronale dove si possono ammirare splendide sale come una adibita al gioco del biliardo. Un grande atrio fungeva da tramite tra la corte ed il giardino e la lastricatura era realizzata in cotto, con una volta sostenuta da colonne di granito con capitelli.Qui si trova ancora oggi uno scalone affrescato che conduce al piano nobile, il quale terminava con una scaletta in legno che consentiva di raggiungere una torretta belvedere che aveva un tempo la funzione di piccionaia. Dall'atrio si accede quindi al giardino grande, cinto da muri, il quale ha sempre mantenuto la medesima dimensione ma senza presentare questo impianto romantico che risale all'Ottocento, terminante in un cancello di ferro battuto. La villa dispone anche di un piccolo oratorio realizzato, nei particolari della pavimentazione, della volta e dell'altare, interamente in cotto e legno. Il complesso conserva lo splendido parco ancora caratterizzato da numerose varietà arboree secolari e una discreta presenza faunistica come picchi, cardellini e pavoni.Villa Annoni Cicogna RossiCostruita nel XVIII secolo, la villa Annoni Cicogna Rossi occupa ancora oggi l'ala occidentale di una corte che si affaccia sulla strada conducente ad Arluno. Essa venne fatta costruire dalla famiglia Annoni che ne rimase proprietaria sino all'anno 1900 quando, per legato testamentario, il conte Aldo nominò suo erede universale il cugino conte Gian Piero Cicogna. Questi, dopo la sua morte, lasciò erede delle sue proprietà in Vittuone la moglie, la quale procedette a vendere lo stabile a Vittorio Rossi, commerciante nato a Vittuone ma residente a Milano che sfruttò per breve tempo l'abitazione come propria residenza di villeggiatura. Alla morte del Rossi, la figlia Ada decise di frazionare il complesso della villa e l'ala padronale della residenza venne acquistata negli anni '50 del Novecento dall'allora parroco don Carlo Biaggi, che vi istituì l'oratorio maschile che ancora oggi vi ha sede.Il complesso, di modeste dimensioni, è ispirato nelle sue forme a Villa Resta, con la facciata verso il parco che ricalca fedelmente il progetto del Richini, al contrario di quella principale sulla via, uniformata alle case coloniche dell'area e di scarso stile. All'interno, interessante è il portico trabeato con soffitti a cassettoni decorati con motivi ornamentali che si affaccia sulla corte nobile, caratterizzata quest'ultima da un grazioso pozzo e da un'ammirevole balaustra in ferro battuto. Un tempo dotata di un ampio giardino andato perduto nel corso del Novecento, rimane a testimonianza della sua grandiosità il bellissimo cancello che delimitava la proprietà verso ovest.Altri monumentiLa CrocettaDetta popolarmente Crusèta, essa consiste in un monumento eretto con tutta probabilità nel XVII secolo a commemorare la fine della peste, in un'area un tempo periferica al paese e oggi molto centrale. La struttura si presenta come una colonna di granito di circa cinque metri di altezza, sormontata da una croce in ferro battuto, il tutto poggiante sopra un basamento (anch'esso di granito) di forma quadrangolare decorato con croci lobate scolpite. Si ha ragione di credere che in questo luogo (o meglio nella vicina via XXIV maggio) avesse sede anche una piccola chiesa, dedicata a San Pietro, dal momento che la colonna stessa viene anche detta "di San Pietro". Della chiesa non si sono però trovate tracce consistenti, dal momento che essa è stata abbattuta in epoche remote, forse anche prima della costruzione della Crocetta.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti EtnieNel 2007 risiedevano ad Vittuone 812 cittadini stranieri, ovvero il 10,5 % della popolazione totale.Lingue e dialettiNel Comune è relativamente diffuso il dialetto milanese, mentre è molto presente il dialetto corbettese che differisce dal primo in più punti. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il corbettese, nella variante vittuonese, è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti..ReligioneLa maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.Nel Comune è presente una parrocchia cattolica appartenente all'arcidiocesi di Milano.EconomiaSul territorio del comune di Vittuone sono presenti 125 attività industriali con 1.006 addetti pari al 41,43% della forza lavoro occupata, 126 attività di servizio con 518 addetti pari al 5,19% della forza lavoro occupata, altre 168 attività con 720 addetti pari al 21,33% della forza lavoro occupata e 16 attività amministrative con 625 addetti pari al 6,92% della forza lavoro occupata. Complessivamente risultano occupate 2.428 persone, pari al 32,26% del numero complessivo di abitanti del comune.Nel comune è abbastanza presente ancora l'agricoltura con coltivazioni di cereali e foraggi per il bestiame, favoriti in particolare dalla presenza delle risorgive che consentono di irrigare adeguatamente il terreno. Una parte della popolazione è occupata nel settore della zootecnia, soprattutto bovina. La principale risorsa economica rimane ad ogni modo l'industria con la presenza di numerose officine metalmeccaniche, fabbriche di motori, di giocattoli e per la lavorazione delle materie plastiche, oltre a imprese edili e per la costruzione di mobili.Trasporti ed infrastruttureStradeVittuone è attraversata dalla ex strada statale 11 Padana Superiore, che collega Milano a Torino, affiancando numerose strade provinciali che si diramano anche nei centri vicini.Ferrovie e trasporto pubblicoVittuone è servita dalla fermata ferroviaria di Vittuone-Arluno, che si trova nel territorio comunale di Vittuone, a nord del centro abitato. La stazione, posta sulla linea Torino–Milano, è servita dai treni della linea S6 (Novara–Treviglio) del servizio ferroviario suburbano di Milano.Dal 1879 al 1957 Vittuone fu servita dalla tranvia interurbana a vapore Milano–Magenta, nota come "Gamba de legn", poi sostituita da un servizio di autobus tuttora attivo che collega la città ai principali centri urbani lungo la via tra Magenta e Milano. Fino al 2008 la linea (capolinea sia a Lotto sia a Molino Dorino) è stata gestita da ATM (ex linea 420 Milano-Magenta-Cuggiono) e successivamente passata a Movibus.AmministrazioneSindaci durante il Regno d'ItaliaSindaci durante la Repubblica ItalianaSportNella città sono presenti le sedi di associazioni sportive tra cui:Atletica '99C.S. Sportivo Vittuone (fondato nel 1946), con centro sportivo provvisto di 4 campi da calcioPolisportiva Oratoriana Vittuone, società calcistica con sede presso l'Oratorio S.LuigiA.S.BasketTiAmo VittuoneInoltre, sono presenti anche due campi da calcetto in erba sintetica con attiguo campo da tennis, coperto ed anch'esso in erba sintetica, campo da basket coperto nella sede della scuola (campo di allenamento della squadra di basket) ed infine, all'oratorio, emergono i nuovissimi campi da calcetto in sintetico, con anche campi da calcio da 11 e da 7, campo da basket e campo da pallavolo in cemento.Cronistoria recenteCulturaIstruzioneIl comune conta un asilo nido privato, tre scuole materne di cui una privata, due scuole elementari, una scuola media. Vi ha sede inoltre l'Istituto di Istruzione Superiore Statale "E. Alessandrini", comprendente il Liceo Scientifico-Tecnologico e l'Istituto Tecnico Industriale.TeatroLa Compagnia Teatrale Vittuonese, fondata nel 1973, è costituita da attori dilettanti che sono arrivati ad essere oltre 200 nel corso della storia del gruppo. Nei 40 anni di attività la Compagnia ha allestito 20 spettacoli con oltre 140 repliche. Dopo l'ingresso nella compagnia di Antonio Corno, il repertorio si è arricchito dalle traduzioni in dialetto vittuonese di alcune commedie di Carlo Goldoni. L'ultimo spettacolo rappresentato dalla Compagnia nel corso del 2013 è la commedia brillante "Arsenico e vecchi merletti".Personalità nate a VittuoneGiovanni da Vittuone, Capitano di Porta Ticinese (XIV secolo)Gabriele Lisca, pittore (XX secolo)Giovanni Venini, cavaliere del lavoro, archeologo e letterato (XIX secolo)Piero Bartezzaghi, enigmista (XX secolo)Persone legate a VittuoneRodolfo Gambini, pittore (XIX secolo)Giacomo Moraglia, architetto (XIX secolo)Carlo Annoni, parroco di Vittuone, storico e archeologo (XIX secolo)Giovanni Treccani, industriale e senatore del Regno d'Italia, fondatore del "Cotonificio Valle Ticino" e della famosa enciclopedia (XX secolo)Giulio Natta, premio nobel, soggiornò da sfollato alla cascina Marzorata (XX secolo)Alessio Rimoldi (4 luglio 1976), atleta vincitore della medaglia d'oro ai Campionati Mondiali militari di Beirut del 2001EventiPrima o seconda domenica di maggio (se cade dopo il terzo giorno del mese): Festa della Santa Croce - fiera ed istituzioni cavalleresche dell'"Ordine della Santa Croce" ai benemeriti della parrocchiaTerza domenica di ottobre: Festa della Beata Vergine del Rosario.Da inizio giugno a fine agosto: Vittuone estate - manifestazione estiva di cultura e spettacolo che comprende concerti di musica, film all'aperto, balli e spettacoli.Ogni giovedì si tiene il mercato presso Piazza don Giovanni Sironi.Ad accompagnare celebrazioni pubbliche e processioni religiose, si affianca spesso il corpo bandistico "Giuseppe Verdi", costituito nel 1897.CuriositàLa Bogia dòraIl paese di Vittuone è divenuto famoso anche per il soprannome di Bogia dòra. La Bogia dòra (letteralmente Palla dorata) è una caratteristica peculiare del Campanile della Chiesa dell'Annunciazione, sovrastato da una grande sfera di rame ricoperta di lamine di oro massiccio, completata al vertice da una croce di bronzo dorato. Il progetto, che ricordava molto quello della sfera d'oro della cupola del Duomo di Firenze, fu molto apprezzato all'epoca della costruzione del campanile e divenne un segno di orgoglio per gli abitanti del paese.CercinoA partire dagli anni '50 del XX secolo si è diffuso in paese uno strettissimo legame con la città di Cercino (SO). Moltissimi vittuonesi hanno infatti acquistato case di villeggiatura a Cercino, in Valtellina, un modo per sentirsi "sempre a casa" anche in vacanza. Più volte nel corso degli anni sono stati organizzati scambi culturali tra i due paesi.Il ritrovamento della salma di Mike BongiornoVittuone è stato il luogo del ritrovamento della salma del celebre presentatore Mike Bongiorno dopo quasi un anno dalla sua sparizione, l'8 dicembre 2011.L'aria da VituonA Vittuone è stata dedicata una canzone in dialettoL'aria da VituonL'aria da Vituon l'è spèsa cumè la nebia che gh 'em dai nostar part e la duminiga quand ta ve a mèsa la ta pasa i pulmon da part a part. L'e fa da tanti ropp miscià sùinsema da udur da gent, da stall e da curtil cume al minestron ca fa la nona cun tutt i verdur dal mes d'april.Gh'è denter un tuchel da vila Resta un toch de Lasarètt cu'l funtanin i pass di tusanètt che quand l'è festa van in gir sota brasc al murusin.Un such da des ca sa cumprava in dal Ginela la crus dal Palo e un'ungia da Samal l'udur di castegn in la padela i girament in lett quand canta al gall. Dal parch dala Venini gh'è una foeuia par tùtt i matrimoni un gran de ris e dala gent gh'è dentar la gran voeuia da fa un quaicoss par vùtà i amis.Al nus dal Scell e i prà da la stasion che adess gh'in pù ma gh'eran ai me temp gh'è dentar anca un tòch da circulon e tut al laurà ch'hann fa i nòst gent.Da l'Uratori vecc una gasusa la strencia dal curaa al curtin di vacch di vecc gh'è dentar la fadiga e al caminà pian pian cumè da stràch. Ma suratùtt gh'è dent un tòch da coeur da quei ch'hann piangiù e ch'hann ridù da quei ca nàs, da quei che inveci moeur Bogia d'Ora cume ti ga n'è in gir pù.NoteBibliografiaSimonetta Olivares, Vittuone - Frammenti di storia, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone, 1997Massimo Salamone e Denise Villa, All'ombra del gelso, Comune di Vittuone, Vittuone, 2001Antonio Corno e Adelio Valneri, Vituon Bell Bell, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone 2000Teresio Fraviga e Antonio Corno, Fabbriche vittuonesi XX secolo, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone 2012Denise Villa - Sottoil campanile, un cortile e le sue storie - ed. la memoria del mondo - 2013 (Vittuone cap. 10)Voci correlateCorbettaAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su Vittuone

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