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Comune

Legnano

Legnano, (Milano) Tempo di lettura: circa 37 minuti
Legnano (IPA: [leɲˈɲano], Legnàn o Lignàn in dialetto legnanese) è una città italiana di 60.313 abitanti della provincia di Milano in Lombardia, a circa 20 chilometri a nord-ovest dal capoluogo lombardo. Situata nell'Alto Milanese ed attraversata dal fiume Olona, è la tredicesima città più popolosa della Lombardia. Le origini dell'abitato sono rintracciabili nel III millennio a.C., periodo al quale risalgono i più antichi reperti trovati nel territorio del comune. Già in epoche remote, infatti, le colline che costeggiano l'Olona si dimostravano luoghi abitabili. Grazie ad una storica battaglia, Legnano è l'unica città, oltre a Roma, ad essere citata nell'inno nazionale. Ogni anno i legnanesi ricordano questa battaglia con il palio delle Contrade. Geografia fisica Territorio Legnano è situata lungo il corso della valle Olona, a sud delle Prealpi Varesine. Il suolo è principalmente composto da ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla. Un tempo era coperto da un sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte groana. A causa della presenza di strati argillosi sedimentati in corrispondenza di antichi alvei dell'Olona, il terreno fatica ad assorbire l'acqua piovana. Il territorio ha una superficie di 17,72 km² ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 192 m ed i 227 m s.l.m.. Secondo la classificazione sismica la città è in zona 4 (sismicità irrilevante), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003. Clima Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G. Situata nell'alta pianura padana, Legnano ha un clima di tipo continentale con inverni freddi con molte giornate di gelo. La nebbia è principalmente diffusa lungo il tratto terminale dell'Olona, dove il terreno è altimetricamente più basso rispetto all'abitato. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le temperature, in tale periodo, possono superare i 30 °C e l'umidità superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause delle precipitazioni atmosferiche. Legnano, come del resto gran parte della pianura padana, soffre di scarsa ventilazione. L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno. Le piogge stanno diventando via via meno frequenti, così come il fenomeno della nebbia. I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i +28 °C. Le precipitazioni medie annue sono superiori ai 1000 mm e presentano un picco primaverile ed autunnale, con un minimo relativo invernale. Idrografia Legnano è attraversata dal fiume Olona, che taglia in due parti quasi uguali il territorio comunale. Per la stragrande maggioranza è incanalato in argini in cemento o pietra, costruiti per minimizzare le esondazioni. Un tempo una cospicua parte dell'alveo era ricoperta da una struttura in cemento (per la maggior parte in corrispondenza delle aree degli ex cotonifici Cantoni e Dell'Acqua). L'Olona, prima della costruzione di argini e canali scolmatori, è stato un fiume che ha flagellato con frequenti esondazioni le aree che attraversa. Grazie alla costruzione di questi ultimi, gli allagamenti sono diventati eventi rari. L'ultima esondazione che ha fatto danni ingenti alla città si è verificata il 13 settembre 1995, mentre l'ultima in ordine cronologico è avvenuta nel luglio 2014. Nel passato esistevano deviazioni del corso del fiume: naturali, come l'Olonella, ed artificiali, come i canali e le rogge scavate dai contadini. Questi ultimi erano necessari per raggiungere i terreni più lontani dall'Olona. L'estrazione delle acque dal fiume e più in genere le attività connesse allo sfruttamento dell'Olona furono regolate durante i secoli da contratti e regolamenti. È stato uno dei fiumi più inquinati d'Italia, anche se la qualità delle acque sta gradualmente migliorando. In seguito al miglioramento dello stato d'inquinamento delle acque si è provveduto a scoprire il fiume. Storia Preistoria ed epoca romana Fin dai tempi più antichi gli abitanti di Legnano vissero sui margini della valle scavata dall'Olona. Questi terreni, più alti rispetto al corso del fiume, non erano infatti allagati dalle regolari piene del corso d'acqua. Di conseguenza, i più rilevanti ritrovamenti archeologici, dalla preistoria fino alla dominazione romana, sono stati scoperti lungo i margini della valle dell'Olona, e si riferiscono ad inumazioni. I più antichi suppellettili trovati a Legnano sono dei frammenti di un vaso riconducibili alla cultura di Remedello. Venuti alla luce tra il 1926 ed il 1928 nei pressi del confine tra Castellanza e Legnano, risalgono ad un periodo compreso tra il 3400 a.C. ed il 2200 a. C.. Da un sito archeologico vicino alla Strada Statale del Sempione sono stati ritrovati dei bronzi risalenti alla dominazione celtica, databili tra il IV ed il I secolo a.C. (la cosiddetta cultura di La Tène). I più importanti ritrovamenti di epoca romana furono scoperti nel 1925 in una necropoli nella zona est della città. Si trattava di monete, piatti, coppe, bicchieri, balsamari, specchi, utensili in ferro. Altre tombe risalenti allo stesso periodo sono state trovate nel 1985 vicino al centro storico e nel 1991 durante i restauri della chiesa di Sant'Ambrogio. In un altro scavo archeologico sono stati portati alla luce oggetti di tarda età romana. Il corredo era formato da ciottoli, coltelli, rasoi e fibbie. Tutti questi oggetti sono esposti nel museo civico Sutermeister di Legnano. Il Medioevo Nel Medioevo Legnano era divisa in due parti, l'abitato principale, che era ubicato sulla riva destra dell'Olona e che corrisponde al centro della città (la cosiddetta Contrada Granda, in dialetto legnanese) ed un borgo più piccolo, Legnanello, sulla riva sinistra del fiume (da cui è derivato il nome della contrada di Legnarello). L'abitato principale si sviluppò con una pianta con forma allungata lungo un'importante strada, che ne costituiva l'asse principale attraversandolo da nord a sud. Proveniente dalla valle dell'Olona, questa via di comunicazione attraversava Castellanza, Legnano, l'odierno quartiere Costa di San Giorgio e proseguiva verso Milano. Nei punti in cui questa strada entrava e usciva da Legnano si trovavano due porte, di cui una, detta «porta di sotto», è stata demolita nel 1818. Era situata in corso Magenta, poco più avanti dell'ingresso di Palazzo Leone da Perego. Verosimilmente sul lato contrapposto, a nord, si trovava un'equivalente «porta di sopra» di cui, però, non ci sono giunte testimonianze, dato che fu probabilmente abbattuta in tempi più remoti. Il primo documento pervenuto sulla storia di Legnano riguarda il quartiere di Legnanello (o Legnarello). Si riferisce ad una permuta di terreni situati nella piccola frazione ed è datato 23 ottobre 789. All'interno di questa testimonianza scritta si può leggere: "[...] curtem proprietatis nostre in Leunianello [...]". Sembra che il rione esistesse già nel 687, quando ebbe inizio la celebrazione religiosa della benedizione delle candele (la "Candelora"), introdotta da Papa Sergio I, che si officiava ogni 2 febbraio. Nel medioevo Legnano fu teatro dell'omonima battaglia: in diverse campagne militari, prima del celebre scontro, l'imperatore tedesco Federico I (detto "il Barbarossa") ambiva ad affermare il suo dominio sui Comuni dell'Italia settentrionale. Questi ultimi superarono le rivalità interne unendosi nella Lega Lombarda, presieduta da Papa Alessandro III. Il 29 maggio 1176 l'esercito dell'imperatore Federico Barbarossa fu sconfitto nella famosa battaglia, combattuta nei dintorni di Legnano, ad opera delle truppe della Lega Lombarda. L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costume dell'epoca per le vie della città, cui segue il palio delle Contrade. Per questo evento storico l'esercito italiano ha dedicato alla città sei unità militari, la 58ª divisione, il 67º ed il 68º reggimenti fanteria, il 27º ed il 58º reggimento artiglieria e il Reggimento Artiglieria a Cavallo. In seguito il nome della città è stato associato al 1º battaglione del 232º reggimento trasmissioni. Giuseppe Verdi ha lavorato all'opera La battaglia di Legnano, nel 1849. Fino al 1288 nella città visse Bonvesin de la Riva, il maggiore poeta e scrittore lombardo del XIII secolo, esponente più in vista del movimento poetico didattico del nord Italia. Il letterato descrisse Legnano così: «[...] Fra tutte le città della Lombardia è lodata come la rosa o il giglio fra i fiori, come il cedro nel Libano, come il leone fra i quadrupedi, come l'aquila fra gli uccelli, sì da apparire come il sole tra i corpi celesti, per la fertilità del suolo e la disponibilità dei beni occorrenti agli uomini [...]». A Legnano soggiornò anche Leone da Perego, vescovo di Milano dal 1241 al 1257. Visse nel palazzo omonimo, nel XXI secolo dedicato a museo. Qui morì il 14 ottobre 1257. In un primo momento fu sepolto nella chiesa di Sant'Ambrogio, poi la salma scomparve. Dal Quattrocento al Seicento Già nel medioevo Legnano non era considerato un villaggio, bensì un borgo, denominazione riservata ai paesi dotati di un mercato e di una fortificazione. Queste infrastrutture in genere sorgevano nei centri più popolosi e servivano anche i centri limitrofi. Nel 1549 la popolazione, decimata dalle epidemie di peste del 1529 e del 1540, era di 576 abitanti, distribuiti in 184 famiglie. Già in questi secoli l'agricoltura legnanese era molto variegata. Le principali colture erano cereali (miglio e frumento), la vite ed il gelso, che è alla base dell'allevamento dei bachi da seta. Oltre alla coltura di cereali, l'economia legnanese si basava anche sull'allevamento del bestiame e sull'artigianato. Durante il Rinascimento Legnano fu dominata da diverse famiglie nobiliari. Le principali furono i Lampugnani, i Vismara, i Visconti, i Crivelli, i Maino ed i Caimi. Nel corso del XV secolo Legnano si arricchì di molte abitazioni nobiliari, oltre al Castello di San Giorgio ed a Palazzo Leone da Perego. Una di esse si trovava a Legnarello tra la strada statale del Sempione (anticamente conosciuta come "strada magna") e l'Olona, all'altezza di largo Franco Tosi: si trattava di una casa ampia e circondata da giardino, con un ingresso sulla strada che scendeva al fiume. L'edificio originale, che apparteneva a Oldrado Lampugnani, è stato demolito nel 1927 per poter permette l'allargamento del Cotonificio Cantoni. Il comune lo fece poi ricostruire in corso Garibaldi destinandolo a museo civico della città. La costruzione dei conventi e della maggior parte delle chiese legnanesi risale invece alla Controriforma: le famiglie nobiliari dell'epoca facevano infatti a gara per accattivarsi il favore degli arcivescovi milanesi oppure per legare il proprio nome ad opere di beneficenza. Per quanto riguarda i conventi, nel borgo si trovavano due importanti monasteri: uno maschile, intitolato a Santa Maria degli Angeli, detto comunemente Sant'Angelo, ed uno femminile, intitolato a santa Chiara. Il Settecento e l'Ottocento L'elemento caratterizzante dei secoli XVIII e XIX fu la costruzione di molti mulini ad acqua lungo l'Olona. Nel periodo di massima espansione dell'attività molinatoria si potevano contare diciassette mulini che sfruttavano la forza motrice del fiume. Gli ultimi sette sono stati demoliti tra il XIX ed il XX secolo dalle grandi industrie cotoniere legnanesi per essere sostituiti da impianti più moderni, che sfruttavano la forza motrice del fiume con maggior efficienza. I bassi redditi che venivano forniti dall'economia agricola e d'allevamento stimolavano i contadini ad integrare l'impiego nei campi con altri lavori, ai quali partecipavano, durante la giornata, anche le donne. Alla sera i contadini legnanesi diventavano filatori e tessitori di seta, di lana e di cotone, oltre che tintori. Durante l'epoca napoleonica fu potenziata un'opera che risulterà decisiva, insieme alle attività artigianali sopraccennate, per la nascita delle industrie. Il governo migliorò infatti la strada del Sempione, già esistente, che collegava Milano con Parigi sul tragitto Rho - Legnano - Gallarate - Arona - Domodossola - Briga, attraversando le Alpi al passo del Sempione. Questa importante via di comunicazione contribuì notevolmente anche ad accrescere l'importanza strategica di Legnano, seconda stazione di posta da Milano. Nel XIX secolo l'Amministrazione comunale di Legnano era governata dai grandi proprietari terrieri e da esponenti della borghesia più abbiente. Era spesso costretta ad intervenire per dettare norme in materia di agricoltura, pascoli e tutela dei terreni, e per risolvere le accese dispute tra gli agricoltori ed i mugnai, specialmente nei periodi di magra dell'Olona. Nel 1821 il governo austriaco autorizzò per la prima volta la convocazione del Consiglio comunale. Il 16 giugno 1862, da un balcone di un edificio ora non più esistente (nel luogo ora si trova la sede centrale della Banca di Legnano), Giuseppe Garibaldi esortò i legnanesi alla costruzione di un monumento a ricordo della famosa battaglia del 29 maggio 1176. Il comune di Legnano, stimolato dal discorso dell'Eroe dei due Mondi, fece erigere una statua in onore alla battaglia, inizialmente realizzata dallo scultore Egidio Pozzi e poi sostituita nel 1900 dall'attuale monumento al Guerriero di Legnano, che è opera di Enrico Butti. Nel 1882 ci fu una disastrosa esondazione dell'Olona: per le coraggiose e filantropiche azioni dei suoi abitanti, come si può leggere nella motivazione dell'onorificenza, a Legnano fu conferita la Medaglia d'oro al valor civile. L'industrializzazione L'industrializzazione di Legnano è avvenuta tra il 1820 e il 1880. Le tradizioni di artigianato e di manifattura domestica, praticata per integrare il lavoro nei campi, ebbero un peso determinante per la nascita dell'industria nella città. Nella seconda metà del secolo si ebbe la seconda fase della rivoluzione industriale di Legnano, che portò alla nascita delle fabbriche tessili e di quelle meccaniche. Diverse filature nate nei primi decenni del XIX secolo si trasformarono in vere e proprie industrie. Alcune di esse diventarono tra i principali cotonifici lombardi. Le macchine utilizzate nell'industria tessile, sempre più efficienti e quindi sempre più complesse, comportavano la necessità di possedere l'attrezzatura per la manutenzione e la velocità nelle riparazioni. Di conseguenza, negli ultimi decenni del XIX secolo nacquero le prime industrie meccaniche di Legnano, che costruivano e riparavano macchinari tessili. Successivamente si raggiunse una produzione più ampia nel settore meccanico: nel 1876 Eugenio Cantoni assunse l'ingegnere Franco Tosi, appena rientrato da un periodo di tirocinio in Germania, quale direttore della sua azienda. Franco Tosi fondò poi, nel 1882, l'omonima industria meccanica. Tra le industrie legnanesi, la principale, per organizzazione e tecnologia, era il Cotonificio Cantoni, come risulta da un documento del 1876 conservato presso l'archivio del comune di Legnano. Tra le più grandi aziende operanti a Legnano tra il XIX ed il XX secolo ci furono, oltre a quelle appena citate, i cotonifici Bernocchi, Dell'Acqua, De Angeli-Frua, la Manifattura di Legnano, le aziende meccaniche Mario Pensotti ed Andrea Pensotti, e la FIAL dei fratelli Ghioldi, che produceva principalmente automobili. Questi industriali elargirono anche contributi per la costruzione dell'ospedale e degli istituti superiori legnanesi. Tra il 1885 ed il 1915 l'originaria economia agricola legnanese si trasformò definitivamente in un sistema industriale. Lo sviluppo industriale portò però ad una crisi agricola della zona, in quanto molti contadini abbandonarono l'attività nei campi per lavorare nelle fabbriche legnanesi. A cavallo dei due secoli ci fu pertanto un forte sviluppo industriale e commerciale di Legnano. Per questa espansione furono molto importanti le infrastrutture per il trasporto di persone e di merci. Accanto alla stazione ferroviaria della linea ferroviaria Domodossola-Milano ed alla strada statale del Sempione fu costruita, lungo quest'ultima, la tranvia Milano-Gallarate, che collegava Legnano a Milano. Fu soppressa poi nella seconda metà del XX secolo. Durante l'industrializzazione di Legnano ci fu un largo impiego della manodopera infantile. Nel XIX secolo fu un fenomeno comune in molti paesi europei, in particolare in Inghilterra. Nei primi anni ottanta del XIX secolo furono organizzati nelle industrie legnanesi i primi scioperi e nacquero le prime società operaie. Il XX secolo Dall'inizio del secolo alla prima guerra mondiale Nel 1915, alla vigilia dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, Legnano aveva 28.757 abitanti. Dall'inizio del XX secolo ci fu un forte incremento demografico dovuto all'immigrazione, determinata dallo sviluppo dell'industria, che costituì un richiamo di operai e di impiegati del terziario. Durante il conflitto le industrie di Legnano convertirono i loro impianti anche per la produzione di forniture belliche. La Franco Tosi, in particolare, contribuì ad attrezzare i reparti di artiglieria dell'Esercito. Due calamità naturali, nel 1917, peggiorarono ulteriormente la situazione causata dalla guerra: l'epidemia di influenza spagnola, che falcidiò la popolazione, ed una devastante esondazione dell'Olona, che ruppe gli argini ed invase il centro abitato. Tra le due guerre mondiali Al termine della prima guerra mondiale, nel 1918, anche Legnano fu coinvolta da profonde tensioni sociali che sfociarono, a livello nazionale, nel biennio rosso prima e nel fascismo poi. I primi gruppi legnanesi che si ispiravano a quest'ultimo movimento politico si formarono a partire dal 1920. Già nei primi anni del primo dopoguerra l'industria legnanese riprese la forte crescita che l'aveva caratterizzata fino a prima dello scoppio del conflitto nonostante la trasformazione dell'economia italiana da liberale a corporativa. Accanto alla crescita delle industrie tessili e meccaniche, nel 1927 la società Emilio Bozzi rilevò l'attività di costruzione di biciclette dalla Franco Tosi, rilanciando la marca Legnano. Secondo un censimento del 1927, la popolazione era di circa 30 000 abitanti, con 677 esercizi industriali e artigianali. La forza lavorativa era composta da 9.926 addetti negli stabilimenti tessili, da 4.056 lavoratori nelle fabbriche meccaniche, da 1.762 impiegati nel commercio, credito, assicurazioni ed altri servizi e da 287 lavoratori nei trasporti e nelle comunicazioni. Questa costante crescita economica e il forte incremento demografico (Legnano passò, dal 1881 al 1924, da 8.098 a 29.117 abitanti) portarono l'elevazione del comune a città, che fu conferita tramite Regio Decreto il 15 agosto 1924 da Vittorio Emanuele III di Savoia. Durante il fascismo furono ideate, progettate ed eseguite molte opere pubbliche. La più importante che toccò Legnano fu il primo tratto dell'autostrada Milano-Laghi (fino a Gallarate). Venne inaugurata il 20 settembre 1923 alla presenza di Vittorio Emanuele III. Fu la seconda autostrada costruita nel mondo, e fu ideata dall'ingegnere varesino Piero Puricelli. Il rapporto tra Legnano e Benito Mussolini fu forte. Il primo contatto ci fu il 29 luglio 1901 quando il giovane maestro di Predappio spedì all'allora sindaco Antonio Bernocchi una domanda di assunzione. Fu respinta poiché il posto di maestro era già coperto. La prima visita di Benito Mussolini nella città è invece datata 1921. Visitò la città come esponente del Partito Nazionale Fascista. Tornò il 5 ottobre 1924 per la consegna del decreto di conferimento del titolo di "Città" e per l'inaugurazione delle scuole superiori Antonio Bernocchi. Visitò anche il cotonificio Bernocchi ed il cotonificio Dell'Acqua, in un periodo in cui le industrie tessili e meccaniche locali si stavano imponendo in campo nazionale. Benito Mussolini tornò nuovamente a Legnano il 4 ottobre 1934, quando parlò da un palco in piazza San Magno che era collocato su una turbina della Franco Tosi. Tenne un discorso ufficiale davanti ad una folla di alcune migliaia di persone. La salma del Duce, infine, attraversò nel 1945 la periferia di Legnano per giungere ad un convento di frati cappuccini a Cerro Maggiore, ai quali fu affidata momentaneamente in custodia per essere poi restituito alla moglie, Rachele Guidi. Nel maggio 1935 venne organizzato il primo Palio di Legnano per ricordare la vittoria dei comuni della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa nella celebre battaglia del 29 maggio 1176. La seconda guerra mondiale Nel 1940 l'Italia entrò nel secondo conflitto mondiale a fianco della Germania nazista, e le vicende della guerra si ripercossero, di conseguenza, anche su Legnano.Molti soldati legnanesi morivano sul campo di guerra e gli effetti delle privazioni si acutizzarono con il passare dei mesi e degli anni. Le industrie di Legnano furono convertite per la produzione bellica. La notte tra il 13 e il 14 agosto 1943 alcuni aerei sganciarono bombe, causando una decina di morti. La svolta decisiva della guerra fu l'armistizio dell'8 settembre 1943 tra l'Italia e gli alleati. Però, già il giorno successivo, cominciarono a girare per Legnano le autoblindo tedesche. Le industrie legnanesi, ora controllate dai nazisti, iniziarono a fornire al Terzo Reich, fino alla liberazione, i manufatti necessari per proseguire la guerra. Nell'ottobre del 1943 si costituirono a Legnano, e nei paesi vicini, le prime squadre armate composte da operai, studenti e soldati sbandati dopo l'8 settembre. Si formarono brigate partigiane "Carroccio", d'ispirazione cattolica, la "Garibaldi", di estrazione social-comunista, ed alcune brigate autonome, tra le quali la "Sicilia". Le "Carroccio" e "Garibaldi" operarono insieme alle compagini partigiane dell'Alta Italia in base alle disposizioni del Comitato di Liberazione Nazionale. In questo contesto avvenne uno dei più dolorosi avvenimenti della resistenza legnanese. Il 5 gennaio 1944 le SS operarono una rappresaglia alla Franco Tosi. Furono prelevati 63 operai. Dopo dei lunghi interrogatori, i tedeschi rimisero in libertà gli operai, eccetto sette, che furono trasferiti nei lager nazisti. Simili azioni furono eseguite negli stabilimenti della Metalmeccanica, della Manifattura di Legnano e della Società Industrie Elettriche. Durante la guerra nei lager nazisti morirono 11 lavoratori legnanesi. Nell'inverno del 1944 fu catturato dai fascisti uno degli istitutori delle brigate "Garibaldi", Mauro Venegoni. I fascisti chiesero a Venegoni di confessare i nomi dei partigiani della sua compagnia e, alla sua opposizione, fu torturato, accecato e ucciso a Cassano Magnago. Per questo episodio a Mauro Venegoni fu conferita la medaglia d'oro al valore militare e gli fu dedicata una via di Legnano. Dopo il 27 aprile 1945, giorno in cui Legnano fu definitivamente liberata dai nazi-fascisti, ci furono episodi di vendetta contro gli esponenti del regime appena crollato. Legnano è tra le città decorate dopo la guerra essendo stata insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante il secondo conflitto mondiale. Il secondo dopoguerra Dopo la guerra Legnano fu colpita, come il resto dell'Italia, dalla forte recessione economica conseguente al conflitto. Erano insufficienti gli alimenti fondamentali, il trasporto pubblico era limitato e le strade erano dissestate. Il 2 maggio 1945 si riunì, per la prima volta dopo la dittatura fascista, la Giunta comunale. I tempi per il ritorno alla democrazia e per la ricostruzione, dopo le distruzioni della guerra, furono lunghi e faticosi. Regolarizzatasi la vita politica nazionale, l'economia di Legnano tornò a crescere, riprendendo la forza del periodo precedente alla seconda guerra mondiale. Durante la forte crescita economica dell'Italia nel periodo del boom economico, Legnano conseguì, tra il 1951 e il 1961, il più alto indice di occupati nell'industria rispetto alla popolazione totale (65,2%), seconda dopo Sesto San Giovanni. L'età d'oro dell'industria legnanese iniziò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento, come ad esempio la Franco Tosi. Quest'ultima è l'unica grande industria legnanese ancora attiva. Si tentò quindi di puntare al settore terziario. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire la chiusura delle attività industriali. Iniziò allora una fase caratterizzata dalla nascita di piccole aziende. Tali processi continuano tuttora, facendo del Legnanese un'area notevolmente sviluppata ed industrializzata. Stemma, gonfalone e onorificenze Lo stemma del comune di Legnano è descritto così: L'origine di questo stemma è nettamente riconducibile ad uno stemma riprodotto a pagina 193 dello Stemmario Trivulziano. In questo antico volume si può leggere infatti che lo stemma di Legnano è molto somigliante a quello di Cremosano. Il soggetto ed i colori presenti nello stemma sono collegati ad una leggenda. In un periodo storico imprecisato, nell'odierna piazza San Magno, si ergeva un grosso cerro. Nel giorno del Santo patrono, il 5 novembre, un agricoltore si mise a contemplare l'albero ammirandone la capacità di sopportare il gelo e la neve. Il contadino espresse così il desiderio di poter resistere nella stessa maniera alle difficoltà della vita. In quel momento comparì San Magno, che si offrì di soddisfare il desiderio dell'uomo donandogli il vigore, la temerarietà e la potenza di un leone. Il Santo ordinò all'agricoltore di uccidere un coniglio e avanzare sul terreno, ammantato di neve, dove era stato versato il sangue dell'animale. Il contadino eseguì gli ordini e quindi San Magno esaudì il suo sogno trasformandolo in leone. Compiuto il prodigio, il Santo sparì improvvisamente senza accontentare l'agricoltore che chiedeva di ritornare uomo, castigando così la sua superbia. L'albero ed il leone, insieme al bianco della neve ed al rosso del sangue del coniglio, diventarono i simboli di Legnano, e furono inclusi nello stemma e nel gonfalone del comune. Il 15 agosto 1924 al comune è stato concesso il titolo di città. Legnano fa parte delle città decorate: Ricorrenze 29 maggio 1176: fu combattuta, nei pressi di Legnano, l'omonima battaglia; 27 aprile 1945: la città fu liberata dai nazi-fascisti. L'inno della città Me car Legnan ("Mia cara Legnano") è l'inno della città. È scritto in dialetto legnanese. Il testo e la musica sono di Ernesto Parini (1909-1993). Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Legnano possiede numerose chiese, dislocate su tutto il territorio. La chiesa principale della città è la basilica di San Magno: venne realizzata nei primi decenni del XVI secolo probabilmente da Giovanni Antonio Amadeo o da suoi seguaci grazie al patrocinio delle famiglie Lampugnani e Vismara. Vi è poi la chiesa di Sant'Ambrogio, la più antica della città: la prima citazione di una chiesa dedicata a Sant'Ambrogio a Legnano è infatti contenuta in un documento del 1389, scritto da Goffredo da Bussero. La seconda parrocchia sorta nella città, dopo quella di San Magno, è stata quella del Santissimo Redentore. Questa comunità religiosa si ritrova nell'omonima chiesa, che è stata inaugurata nel 1902 a Legnarello, quartiere della città. Prima che fosse costruito questo edificio religioso, la comunità religiosa del rione faceva riferimento alla piccola chiesa di Santa Maria della Purificazione. Di rilievo sono anche il Santuario della Madonna delle Grazie e la chiesa di San Bernardino. Vi sono inoltre la chiesa di Sant'Erasmo, la chiesa di San Martino, la chiesa Madonnina dei Ronchi e la chiesa dei Santi Magi. Oltre a quelle citate vi sono numerose chiese minori, che solitamente sono coordinate alle parrocchie di quelle maggiori. Conventi Il convento di Sant'Angelo fu costruito tra il 1468 ed il 1471 ed ospitava 27 frati francescani. Il nome originario del convento era "Santa Maria degli Angioli", in seguito modificato in convento di Sant'Angelo. Fu soppresso all'inizio del XIX secolo da Napoleone Bonaparte. Ad esso era connessa una chiesa, che venne costruita tra il 1668 ed 1689 in stile medioevale. Il tempio fu poi arricchito con opere in stile barocco. La chiesa fu abbattuta alla fine del XIX secolo. Successivamente il monastero fu arricchito da una scuola di filosofia, da una ricca biblioteca e da un refettorio. Nel 1896 il monastero di Sant'Angelo fu convertito in scuola elementare. Il plesso scolastico fu poi demolito e ricostruito nel 1967. La prima citazione documentata del convento degli Umiliati risale al 1398. Nel complesso fu edificato anche un piccolo ospedale che serviva come infermeria per i meno abbienti. Era conosciuto come Ospedale di Santa Maria ed è citato nel Liber Seminarii Mediolanensi, che è un documento che descrive la situazione religiosa della diocesi di Milano alla fine XV secolo . Ospitava da cinque ad otto religiosi della confraternita degli Umiliati. Annessa al monastero era stata costruita la chiesa di Santa Maria del Priorato. Il convento e gli edifici annessi furono demoliti nel 1953 per poter permettere la costruzione della Galleria di piazza San Magno. Cimiteri Le tracce più antiche di sepolture trovate a Legnano sono delle necropoli di epoca preistorica. I resti di un primo vero e proprio cimitero, inteso nel senso moderno del termine, sono però di epoca romana, e si tratta di inumazioni rinvenute nella periferia ovest della città. Con la costruzione dei primi edifici cristiani, si iniziò a seppellire i morti nei pressi dei templi. Più precisamente i nobili erano inumati all'interno del perimetro delle chiese, mentre defunti del popolo erano sepolti in fosse comuni al di fuori degli edifici. Nel medioevo i templi legnanesi che erano maggiormente interessati al fenomeno erano la chiesa di San Martino, la chiesa di Sant'Ambrogio e soprattutto la chiesa di San Salvatore, cioè l'edificio religioso che si trovava dove ora sorge la basilica di San Magno ed a cui la comunità legnanese faceva riferimento prima della costruzione della Basilica appena citata. Quest'ultimo camposanto era ubicato nell'odierna piazza San Magno, e continuò ad essere adoperato anche dopo la costruzione della Basilica. Successivamente fu realizzata una grande stanza sotterranea dove venivano inumati i defunti. Era conosciuto come "il foppone" e fu utilizzato fino al 1808. Infatti, dopo una disposizione dell'imperatore Giuseppe II emanata nel 1786 che vietava l'uso delle fosse comuni, la comunità legnanesi fu obbligata a dotarsi di un nuovo cimitero fuori dal centro abitato. Questo camposanto aveva una superficie iniziale di 3.000 m², successivamente aumentati a 5.500 m², e si trovava nell'area ora occupata dalle scuole Bonvesin della Riva, vicino al Santuario della Madonna delle Grazie. Tra il 1808 ed il 1898 accolse le spoglie di 21.896 legnanesi. A causa dell'incremento di popolazione di fine XIX secolo, l'Amministrazione comunale di Legnano decise di costruire un nuovo cimitero, poiché quello vecchio non poteva più essere ingrandito per via delle strade e delle abitazioni che sorgevano intorno. L'odierno Cimitero monumentale fu inaugurato il 24 luglio 1898, ed aveva una superficie di 18.942 m². Fu successivamente ampliato nel 1907 fino ad una superficie di 50.000 m². In esso riposano, tra le altre, le spoglie di Mauro Venegoni, un esponente della resistenza legnanese vittima dei nazi-fascisti, e Gianfranco Ferré, uno dei più famosi stilisti italiani. Legnano è anche dotata di un cimitero parco, di epoca più recente, che si trova alle porte della città. La sua costruzione fu decisa negli anni sessanta poiché il Cimitero monumentale era divenuto insufficiente per le esigenze della comunità. È stato inaugurato il 15 luglio 1979, ed ha una superficie di 60.000 m². Architetture civili Edifici storici e monumenti Il castello Visconteo è conosciuto come Castrum Sancti Georgi (Castello di San Giorgio) fin dal XIII secolo, e sorge su un'isola del fiume Olona. La fortificazione è sorta su un convento di Regolari Agostiniani e comprende una chiesetta dedicata a San Giorgio, la cui presenza è documentata fin dal 1231. Tra il 1261 e il 1273 i Torriani costruirono le due ali a destra e a sinistra della torre originaria, che furono inglobate successivamente nella fortificazione. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà dei Visconti fino al 1437, quando l'ultimo signore della dinastia che dominava Milano, Filippo Maria, lo assegnò in dono al fedele Oldrado Lampugnani. Nel 1445 Oldrado ottenne il permesso per la fortificazione dell'edificio con torri, mura, fossato e ponte levatoio. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà di varie famiglie nobiliari fino al 1973, quando è stato acquistato dal comune di Legnano. Dopo secoli di degrado ed incuria, è stato ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2005. La presenza di un castello a Legnano è collegata alla funzione strategica che ebbe la città del Carroccio dal Medioevo al XVI secolo. Legnano si trovava infatti lungo un'importante via di comunicazione che proveniva dalla valle Olona e che collegava Milano al nord ovest della Lombardia. La difesa di Legnano era importante perché una sua eventuale conquista poteva consentire ai nemici di Milano di accedere al contado milanese nord-occidentale e di puntare sul capoluogo meneghino. Fino al XIII secolo il bastione militare a difesa del contado era il castello dei Cotta, che sorgeva nella stessa area dove ora sono situati palazzo Leone da Perego e la Galleria INA. Il museo civico "Guido Sutermeister" è in corso Garibaldi, 225. Conserva, in particolare, materiale archeologico frutto del lavoro eseguito dall'ing. Guido Sutermeister tra il 1925 e il 1964. Le collezioni si sono poi arricchite con materiale giunto al Museo da scavi della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e da donazioni di privati. I reperti provano la presenza di una civiltà nella lungo le sponde dell'Olona fin dall'età del bronzo. L'edificio che ospita il museo, costruito nel 1928, si rifà ad una villa del XV secolo appartenuta ad una delle famiglie nobili di Legnano, i Lampugnani. Il palazzo originale si trovava tra la statale del Sempione e l'Olona, più o meno presso Largo Tosi, ed è stato demolito nel 1927. Il palazzo Leone da Perego è a pochi passi dalla Basilica dedicata a San Magno e possiede due entrate, una in via Magenta e l'altra in via Girardelli. È sorto sui resti di un precedente edificio medioevale. All'inizio del XIII secolo diventò nobile residenza estiva e conobbe un periodo di splendore che si protrarrà sino alla fine del XV secolo. Riedificato nel 1897, nel 1973 la parte conosciuta come palazzo Visconti fu trasformata prima in sala conferenze e successivamente in cinema. La restante parte, dopo essere stata adibita a scuola materna, è dal 2001 area espositiva e rappresenta uno dei cuori pulsanti della cultura legnanese. In piazza Monumento (vicino alla stazione ferroviaria) è situata la statua dedicata al Guerriero di Legnano, che è stata inaugurata nel 1900. L'iconografia del monumento è stata in seguito utilizzata come logo dalle biciclette Legnano, dalla squadra di calcio della città, dal Corpo Bandistico Legnanese e dal partito politico Lega Nord. Di grande interesse è anche la Torre Colombera, che è l'unica costruzione giunta sino a noi della Legnano quattrocentesca. Rilevante da un punto di vista storico ed artistico è anche palazzo Malinverni, che è la sede del municipio. Costruito tra il 1908 ed il 1909, coniuga allo stile medioevale a elementi liberty e neorinascimentali. Di notevole interesse storico è anche Palazzo Italia, che originariamente era destinato a Casa del Littorio e che venne costruito nel 1929 su progetto di Cesare Giulini. Dell'originario centro storico, sia nell'abitato principale che a Legnarello, rimangono molti vecchi cortili, ora ristrutturati per adattarli alla nuova funzione puramente abitativa. Durante i secoli sono stati demoliti diversi edifici storici, tra i quali la Casa dei Cavalieri Lampugnani e molte chiese (tra le quali la chiesa di San Salvatore, che fu sostituita dalla basilica di San Magno). Archeologia industriale Il Cotonificio Cantoni è stato uno stabilimento appartenente all'omonima azienda tessile italiana attiva fra il 1830 ed il 2004. Fu il primo cotonificio ad avere la ragione sociale di S.p.A. (1872). Il primo nucleo della futura azienda è stata una filatura aperta il 2 ottobre 1830 da Camillo Borgomanero. Nel 1855 la Cantoni fu la sola impresa della Lombardia a prendere parte all'Esposizione Universale di Parigi. L'opificio legnanese chiuse l'attività nel 1985. I padiglioni sono stati demoliti all'inizio del XXI secolo per la realizzazione di un parco pubblico, di un centro commerciale e di abitazioni. Le uniche parti conservate sono le facciate dei padiglioni per la lavorazione dei velluti, inaugurati nel 1931, che si affacciano su corso Sempione. Importanti dal punto di vista storico ed architettonico sono anche l'ex Cotonificio Bernocchi, la Manifattura di Legnano e la palazzina uffici della De Angeli-Frua. Di interesse è anche in nucleo originario delle Officine Meccaniche Franco Tosi, che è stato realizzato a inizio Novecento. Aree naturali In origine il Legnanese era caratterizzato dalla crescita spontanea soltanto di cespugli, data la bassa fertilità del terreno (in Lombardia questo tipo di habitat è conosciuto come groana). Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione ad opera dei contadini e alla costruzione di canali artificiali, è stato possibile rendere coltivabile il terreno. Un tempo, infatti, vaste aree erano coltivate e la flora delle zone boscose era composta prevalentemente da farnie, carpini, castagni, noccioli, platani, frassini, querce, pioppi, olmi, aceri ed ontani. Per l'allevamento dei bachi da seta fu introdotto il gelso anche se oggi, a causa di malattie che falcidiarono la pianta, la specie risulta praticamente scomparsa. Tra il XIX ed il XX secolo fu introdotta la robinia per consolidare le massicciate stradali e ferroviarie. Grazie alla sua rapida velocità di crescita, la pianta risolse anche il problema, soprattutto durante le guerre, della legna da ardere. Oggi questa pianta infestante caratterizza la natura legnanese. Nel comune le aree verdi più importanti sono il parco Alto Milanese, il Parco locale del bosco di Legnano (conosciuto anche come parco Castello o parco di Legnano), il parco dei Mulini, il parco bosco dei Ronchi ed il parco bosco Tosi. Il più grande fra questi è il Parco dei mulini, che occupa una superficie di 500 ettari distribuiti nei comuni di Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago e Nerviano. Nell'area interessata, lungo il fiume, sorgono ancora oggi sei mulini. Si tratta dei mulini Meraviglia (già Melzi Salazar), Cozzi, Cornaggia (lungo l'Olona, adiacente al Parco comunale del castello di Legnano), De Toffol, Montoli di San Vittore Olona, Galletto di Canegrate ed un altro a valle di Nerviano. L'unico ancora funzionante è il mulino Meraviglia a San Vittore Olona, che è anche il più antico tra quelli che sono giunti sino a noi, dato che sarebbe stato costruito nel XIV secolo. Parte integrante del Parco dei mulini è il Parco locale del bosco di Legnano o Parco Castello: nato negli anni settanta, è situato accanto al Castello di San Giorgio, al confine con i comuni di Canegrate e San Vittore Olona. Nel periodo della sua costituzione, i rimboschimenti non erano effettuati basandosi su criteri specifici di salvaguardia del paesaggio locale e dunque l'area protetta annovera perlopiù piante non autoctone; per questa ragione, il parco è ricco di conifere. A partire dal 1981 è stato creato all'interno del parco un sistema di laghetti e paludi di circa mezzo ettaro di superficie, che sono alimentati da acque di falda con lo scopo di fornire un ambiente favorevole alla vita di pesci e uccelli acquatici. Tra i pesci sono presenti lucci e carpe, oltre ad altre specie. Il Parco Alto Milanese è situato a nord del comune al confine con Castellanza e Busto Arsizio. È sorto per la salvaguardia degli aspetti naturali (flora e fauna) e lavorativi (agricoltura e allevamento) tipici della zona in questione. Ha anche funzione di polmone verde per la popolazione. Con i suoi 178 ettari, si tratta della più grande area verde del territorio comunale. Da segnalare anche il parco Bosco dei Ronchi, che si estende interamente all'interno dei confini cittadini per circa 26 ettari, al cui interno si trova anche il Parco ex-ILA. Istituito nel 1992, è situato nel quartiere Canazza, a est della città. Degno di nota è anche il Bosco 1993, che si trova all'angolo tra via Sabotino e via Massimo D'Azeglio. Tale area verde, che è stata creata 18 dicembre 1994 in conformità alla legge 113/92, ha la particolarità di avere un albero per ognuno dei 469 bambini nati nell'anno 1993. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Legnano con regolare permesso di soggiorno assommavano a 6287, cioè a circa il 10,6% della popolazione. Le dieci nazionalità più consistenti erano: Lingue e dialetti Nel comune è relativamente diffuso il dialetto legnanese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il legnanese è una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti, anche se i dati sull'effettiva influenza di questi sostrati sono pochi e di varia interpretazione. Un esempio di ciò è l'interpretazione da darsi alla conservazione delle antiche vocali finali latine (diverse da -a), cadute in milanese, ma non in altri dialetti confinanti, tra cui quelli liguri. Per questo, alcuni vorrebbero vedere in questa conservazione un tratto dovuto ad un "sostrato ligure". Il fatto che nel dialetto bustocco essa sia più avanzata che in legnanese deriverebbe invece da una maggiore influenza del vernacolo di Milano su quello di Legnano. Religione La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmane e ortodosse. Nel comune sono presenti 9 parrocchie cattoliche che appartengono all'Arcidiocesi di Milano. Quelle che hanno le più antiche chiese parrocchiali sono San Magno e Sant'Ambrogio. In quest'ultima si celebra una delle poche messe in rito ambrosiano antico. Vi è in città una piccola comunità protestante pentecostale. Istituzioni, enti e associazioni Nella città sono presenti le seguenti istituzioni pubbliche: Ufficio della Regione Lombardia; Ufficio della Provincia di Milano; Sede INPS; Sede INAIL; Caserma dell'Esercito Italiano. Strutture sanitarie Il 4 febbraio 2010 è stato inaugurato il nuovo ospedale, situato nella zona di via Novara, che ha sostituito il precedente nosocomio di corso Sempione. Associazioni Nel comune ha sede l'associazione culturale senza fini di lucro Famiglia Legnanese. Uno dei primi e più importanti scopi raggiunti dall'associazione fu quello di ripristinare, a partire dal mese di maggio del 1952, il Palio di Legnano. Infatti, la manifestazione, creata nel 1935, era stata interrotta dopo l'edizione del 1939 a causa degli eventi bellici. All'interno della Famiglia Legnanese operano anche gruppi ludici e culturali dotati di un buon grado di autonomia organizzativa, quali il gruppo folcloristico e dialettale "I Amìs", il gruppo di astronomia "Antares", il circolo fotografico, quello filatelico e quello scacchistico. Oltre alla Famiglia Legnanese, a Legnano sono presenti diverse associazioni di volontariato, ONLUS e organizzazioni di vario tipo. Qualità della vita e riconoscimenti Grazie all'efficienza della raccolta differenziata dei rifiuti, la città di Legnano è stata premiata dall'ANCI come "comune riciclone più grande non capoluogo 2011". Cultura Istruzione La più antica scuola pubblica a Legnano venne fondata presso la chiesa di Sant'Ambrogio nel 1570 per volere di Carlo Borromeo. Fino alla prima metà del XVIII secolo l'istruzione fu praticata da privati, principalmente religiosi, che la esercitavano su un'esigua minoranza di legnanesi senza dipendere dall'autorità comunale. Era comunque un'istruzione che forniva solamente i rudimenti del sapere, infatti chi avesse voluto approfondire le proprie conoscenze era obbligato a rivolgersi a centri più grandi di Legnano. La situazione iniziò a mutare nella seconda metà del XVIII secolo con un editto imperiale emanato durante la dominazione austriaca e datato 31 ottobre 1787, che imponeva l'apertura di scuole gratuite in Lombardia. A Legnano però esisteva già, prima di questo editto, una scuola gratuita sorta grazie ad un lascito testamentario del canonico Paolo Gerolamo Monti, datato 15 settembre 1749. Fu organizzata presso la Collegiata di San Magno, ma poteva accogliere solo poche decine di scolari legnanesi. Il primo intervento dell'Amministrazione comunale legnanese riguardo alla pubblica istruzione è dell'inizio del XIX secolo, quando il governo cittadino affidò a due maestri la gestione di due classi di scolari, una maschile ed una femminile. È però solamente dal 1832 che furono allestiti dei locali ad uso esclusivo della scuola; precedentemente infatti le lezioni si tenevano in ambienti di fortuna. In un documento del 1848 è riportato che il numero di studenti che frequentavano questa scuola, la cui ubicazione era in via Verdi: 470 per la classe maschile e 475 per quella femminile. Nel 1852 suddetta scuola fu trasferita nell'odierno corso Magenta. Di questi anni è la fondazione dell'istituto privato Barbara Melzi (1854), con l'allestimento della scuola materna e della scuola elementare. Di rilevanza storica è l'edificio che ospita questo istituto, appartenuto all'omonima famiglia nobiliare. Un forte impulso alla pubblica istruzione si ebbe con la promulgazione della legge Casati (1859), a seguito della quale il comune di Legnano affittò dal marchese Cornaggia uno stabile da adibire a sede scolastica permanente. Nel 1896 l'Amministrazione comunale di Legnano acquistò il convento di Sant'Angelo convertendolo in scuole elementari, le odierne Mazzini, riedificate poi nel 1967. Lo sviluppo più importante della pubblica istruzione a Legnano si ebbe però nel XX secolo, con la fondazione della stragrande maggioranza dei plessi scolastici che sono giunti sino a noi, cioè le scuole elementari, le scuole medie e gli istituti superiori. Del 1904 è la Scuola Tecnica comunale, diventata nel 1963 "Scuola media Franco Tosi". Della prima parte di questo secolo fu la fondazione di istituti tecnici e professionali che si rivolgevano alle future maestranze delle aziende locali. In questa epoca a Legnano era infatti presente la necessità di formare da un punto di vista professionale i futuri impiegati, tecnici e commerciali, e gli operai specializzati. Furono quindi fondati l'Istituto tecnico commerciale "Carlo Dell’Acqua" (1917-1918) e l'Istituto professionale "Antonio Bernocchi" (1917). A quest'ultimo si aggiunse, nel 1959, l'Istituto tecnico industriale, sempre intitolato a Bernocchi. Nel 1943 fu fondato il Liceo scientifico, seguito nel 1960 da quello classico con ginnasio. A Legnano sono presenti nel complesso 20 plessi scolastici statali. Più precisamente 4 istituti superiori, 5 medie inferiori, 8 elementari e 3 materne. Gli istituti privati invece sono in totale 16 così suddivisi: 9 materne, 2 elementari, 2 medie e 3 superiori. Musei La città gode anche di un centro museale, il museo civico Sutermeister e due spazi espositivi temporanei, il castello di San Giorgio e Palazzo Leone da Perego, che sono organizzati nel progetto S.A.Le. Quest'ultimo acronimo identifica infatti gli spazi espositivi della città. Media Radio Radio del legnanese ed emittente radiofonica ufficiale del Legnano Basket Knights è Radio Punto, che trasmette notizie ed informazioni di cronaca locale di Legnano e dell'hinterland. Ha sede a San Vittore Olona. Stampa Nel comune hanno una redazione locale il quotidiano nazionale Il Giorno e La Prealpina. Televisione Nel comune aveva sede la rete televisiva Antenna 3, una delle prime emittenti private locali sorte in Italia. È stata fondata il 3 novembre 1977 da Renzo Villa con la collaborazione dell'amico Enzo Tortora. Dopo anni di crisi, il canale sta vivendo una "seconda giovinezza" riproponendo programmi di un tempo e vecchie registrazioni. Dal 2004 fa capo all'emittente televisiva Telelombardia; nei suoi vecchi studi la nuova dirigenza ha fatto confluire la propria redazione sportiva. Teatro Per quanto riguarda le infrastrutture, il Teatro Galleria è situato nella Galleria di Legnano, ovvero in un passaggio coperto inserito all'interno di un edificio che collega piazza San Magno con via XXV aprile. Edificata dall'INA, è stata costruita nel 1954 e ristrutturata nel 1991; sorge dove un tempo c'era un monastero, il convento degli Umiliati. Per quanto riguarda le compagnie teatrali, la città annovera "I Legnanesi", compagnia fondata da Felice Musazzi che recita commedie in dialetto lombardo occidentale nella variante legnanese. È l'esempio più celebre di teatro en travesti in Italia. Fondata a Legnano nel 1949, è tra le compagnie più note nel panorama teatrale dialettale europeo. Eventi Il Palio L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia di Legnano con una sfilata in costumi d'epoca medievale per le vie della città, a cui segue una gara ippica a cui partecipano le otto contrade. L'avvenimento, nato nel 1935, è conosciuto come Palio di Legnano. La contrada vincitrice del Palio ha diritto a conservare nella propria chiesa, fino all'anno successivo, la Croce di Ariberto da Intimiano, che è una scultura in gesso del 1935 opera dello scultore legnanese Gersam Turri che riproduce fedelmente la croce originale. Il centro delle attività e della vita associativa della contrada è il maniero. Qui sono conservati i costumi e gli ornamenti utilizzati per la sfilata del palio. Nella sfilata storica, più di un migliaio di figuranti in costume d'epoca passano per le vie della città fino a raggiungere il campo sportivo, sede della corsa ippica. Il corteo si chiude con il passaggio del Carroccio, dov'è posizionata la riproduzione della croce di Ariberto da Intimiano. Il palio si inserisce nel contesto del "Maggio Legnanese": una serie di eventi organizzati in città nel periodo del Palio. Tra essi, trova un posto di assoluto rilievo la manifestazione corale La Fabbrica del Canto, iniziativa nata nel 1992 dall'Associazione Musicale Jubilate. È ritenuta una delle maggiori manifestazioni non competitive d'Europa dedicate alla musica polifonica. Persone legate a Legnano Personalità storiche Giovanni Antonio Amadeo (1447 – 1522) scultore, ingegnere, architetto, intagliatore e ceramista. Autore di numerosissime opere, tra cui, la Basilica di San Magno, ha lavorato, tra l'altro, a Milano, Pavia, Crema, Bergamo, Brescia, Cremona, Saronno e Busto Arsizio. Ha contribuito al Duomo di Milano ed alla Certosa di Pavia Giovanni da Legnano, (1320 - 1383), giurista, diplomatico e docente universitario. Appartenente alla famiglia Oldrendi, fu il fondatore della famiglia Legnani. Fu il pupillo di Paolo da Liezaris e, grazie sua alla conoscenza del diritto canonico, fu il più strenuo difensore di Papa Urbano VI nei dibattiti, all'Università di Bologna, originati dallo Scisma d'Occidente. Leone da Perego (? - 1257), Arcivescovo di Milano. Fu il primo frate francescano nominato Arcivescovo di Milano. Resse l'Arcivescovado ambrosiano dal 1241 al 1257. Durante il suo arcivescovado visse per lungo tempo a Legnano. Bonvesin de la Riva (1240 circa - 1315 circa), poeta e scrittore. Frate laico appartenente al terzo ordine degli Umiliati, fu il maggiore letterato lombardo del XIII secolo e l'esponente più in vista della poesia didattica del Nord. Oldrado Lampugnani, (1400 - 1460), condottiero. Appartenente alla nobile famiglia aristocratica milanese dei Lampugnani fu segretario e generale di Filippo Maria Visconti. Insegnò diritto a Pavia e fu insignito del titolo nobiliare da Francesco Sforza, per i servizi resi. La famiglia Lampugnani era a all'epoca senza dubbio la più importante di Legnano. Fortificò il Castello. Bernardino Luini, (1481 - 1583), pittore. Ha dipinto opere per chiese lombarde e venete. Le sue opere sono conservate nei musei di tutto il mondo. Tra le più importanti, ricordiamo il vasto ciclo realizzato nella cappella Maggiore del Santuario di Saronno (1525). Roberto Visconti, (?-1361), arcivescovo. Originario di Pogliano Milanese, fu arcivescovo di Milano dal 1354 al 1361. Alcune fonti riportano che morì a Legnano. Giacinto Placido Zurla, (1769-1834), Cardinale. Papa Pio VII lo elevò al rango di Cardinale nel concistoro del 10 marzo 1823. Ercole Malatesta, (?-1591), figlio di Sigismondo II, entrò nella milizia a dodici anni, servì sotto le insegne delle bandiere imperiali e nel 1551 prese parte all'assedio di Mirandola e quindi all'assedio di Siena. Nel 1585 fu eletto governatore della fortezza di Legnano, ove morì. Personalità contemporanee Stefano Albertini (n. 1959), doppiatore. Ha dato la sua voce a molte pubblicità, documentari, film, serie televisive ma soprattutto a cartoni animati. Ettore Andenna, (n. 1946), conduttore televisivo. Fu uno dei conduttori più rappresentativi di Antenna 3. Per l'emittente legnanese condusse "Settimo Round", "Telemattina" e "La bustarella". Condusse la trasmissione Giochi senza frontiere per la RAI negli anni settanta e negli anni novanta. È stato anche conduttore delle ultime due edizioni dell'Eurofestival a cui ha partecipato l'Italia prima del ritorno nel 2011, ossia nel 1993 e 1997. È stato parlamentare europeo. Antonio Bernocchi, (1859 - 1930), imprenditore. Fondatore dell'omonimo cotonificio, fu sindaco di Legnano e nel 1929 fu nominato Senatore del Regno. Tra le più importanti onorificenze conferite va ricordata quella di “Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia”. Giacomo Biffi, (n. 1928), Cardinale. Ha retto la parrocchia dei Santi Martiri. È stato arcivescovo di Fidene dal 7 dicembre 1975 al 19 aprile 1984; di Bologna dal 19 aprile 1984 al 16 dicembre 2003. È arcivescovo emerito di quest'ultima città. Roberto Biscardini, (n. 1947). È stato Segretario regionale prima del PSI e poi dello SDI dal 1992 al 2004. Consigliere regionale della Lombardia dal 1983 al 2004, dal 1983 al 1985 Presidente della Commissione Istruzione e Cultura, dall'89 al '92 Assessore ai Trasporti e dal 1994 al 1995 Assessore ai Lavori Pubblici. Senatore dal 2004 al 2006, è stato membro della Commissione alla Difesa. Rodolfo Pietro Bollini, (n. 1923), politico. È stato Senatore della Repubblica del Partito Comunista Italiano dalla VI alla X Legislatura della Repubblica Italiana. Carlo Borsani, (1917-1945), militare decorato con medaglia d'oro al valor militare. Emilio Bozzi, imprenditore. Fu il fondatore dell'azienda Legnano, che produceva biciclette. Aldina Teresa Bossi, (n. 1936), attrice. Era nel cast di Tu la conosci Claudia?. Angelo Cameroni (1891 - 1961), allenatore di rugby e calciatore. Come calciatore, giocò la sua unica gara in Nazionale il 18 gennaio 1920 contro la Francia. Dopo il ritiro allenò la Nazionale di rugby a 15 dell'Italia assieme a Luigi Bricchi. Fu allenatore per un solo incontro. Carla Candiani, (n. 1916), attrice cinematografica. Dopo aver svolto provini per attrice cinematografica, ottenne una piccola parte nella pellicola Il feroce Saladino, diretta da Mario Bonnard. In seguito Raffaello Matarazzo gli offrì una parte significativa ne L'albergo degli assenti del 1938. Costanzo Cantoni, (1800 - 1877), imprenditore. Fondò l'omonimo cotonificio. Nel 1855 la Cantoni fu la sola impresa della Lombardia a prendere parte all'Esposizione Universale di Parigi. Eugenio Cantoni, (1820 - 1887), imprenditore. Succedette al padre Costanzo alla guida del Cotonificio Cantoni. Vinse una medaglia d'oro all'esposizione di Parigi del 1869, con un sistema di tintoria meccanico a ciclo continuo. Adriano Caprioli, (n. 1936), vescovo. È stato a lungo docente di teologia sistematica e spirituale e di liturgia, prima di ricoprire, dal 1979 al 1993, l'incarico di direttore dell'Istituto Superiore di Studi Religiosi e della Fondazione Ambrosiana Paolo VI di Villa Cagnola di Gazzada. Luigi Casero, (n. 1958), politico italiano esponente di Forza Italia e del Popolo della Libertà, sottosegretario all'Economia e alle Finanze nel Governo Berlusconi IV Marco Castellani, (n. 1978), bassista. Fa parte del gruppo rock milanese Le Vibrazioni. Ivan Catalano, (n. 1986), politico. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana per il Movimento 5 Stelle. Antonella Clerici, (n. 1962), conduttrice televisiva. È una tra le più attive conduttrici televisive delle reti RAI e Mediaset. Tra i più importanti programmi condotti ricordiamo Dribbling, Domenica Sprint, Uno mattina, La prova del cuoco, Affari tuoi, Il treno dei desideri, la 47ª edizione del Premio Regia Televisiva e la 55ª edizione del Festival di Sanremo, insieme a Paolo Bonolis e Federica Felini. Francesco Coco, (n. 1977), ex calciatore. Ha vinto due scudetti con il Milan, una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana con l'Inter. Gioacchino Colombo, (1903 - 1987), progettista. Lavorò per Ferrari, Alfa Romeo, Maserati e MV Agusta. Carlo Crespi, (1891 - 1982), Beato della Chiesa cattolica. Nato a Legnano, è stato beatificato dalla Chiesa Cattolica per aver vissuto 60 anni come missionario fra i Kivaros, un popolo dell'Ecuador. Matteo Darmian (n. 1989), calciatore. Nel 2009, con la Nazionale Under-20, ha partecipato ai Giochi del Mediterraneo, disputando 7 incontri, e il 25 marzo 2009 ha esordito nella Nazionale Under-21 guidata da Pierluigi Casiraghi Carlo Dell'Acqua (1848 - 1918), imprenditore. Fece espandere l'omonimo cotonificio. Eletto Consigliere comunale di Legnano e provinciale di Milano, fu anche membro del Consiglio della Camera di Commercio di Milano. Dal 1900 al 1918 fu Deputato per il collegio di Busto Arsizio – Legnano. Marco De Nicolo (n. 1976), tiratore. Ha vinto una medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo e una di bronzo ai campionati del mondo. Domenico Dolce (n. 1958), stilista. È uno dei due fondatori della casa di moda "Dolce & Gabbana". Il marchio nasce nel 1985, ed oggi è uno dei principali gruppi internazionali del settore dell'abbigliamento e dei beni di lusso. Gianfranco Ferré, (1944 - 2007), stilista. È stato uno degli esponenti più conosciuti del made in Italy. Nel 1989 assunse la direzione stilistica della maison francese Christian Dior. Finley, gruppo musicale hard-pop. Riccardo Formica, (1896-1975), antifascista e combattente nelle Brigate Internazionali. Impiegato presso il comune di Legnano dal 1922, è diventato segretario della locale sezione comunista. Giuseppe Frua, (1855 - 1937), imprenditore. Nel 1890 si associò alla tessitura "F.lli Banfi" di Legnano costituendo l'"Anonima Frua & Banfi". Nel 1896 divenne il capo degli stabilimenti De Angeli-Frua, società nata dall'unione delle fabbriche (cotonifici e stamperie) di Ernesto De Angeli e Giuseppe Frua. Giuseppe Frua fondò anche casse di assistenza per gli operai, colonie per i bambini e scuole professionali per la formazione di manodopera specializzata. Giovanni Fumarola, (n. 1964), allenatore ed ex giocatore di football americano. Nato a San Michele Salentino, dopo essersi trasferito a Legnano da ragazzo, gioca a Corbetta, Milano, Gallarate, Bollate, Rho e Gorla Minore e a Legnano, sempre nel ruolo di offensive lineman. Con i Frogs Legnano ha giocato cinque Superbowl Italiani, vincendone due (1994, 1995) e venendo sconfitto nel 1990, nel 1997 e nel 1998. Sempre con i Frogs Legnano ha preso parte a tre edizioni dell'Eurobowl (1990, 1995, 1996), perdendo la finalissima a Rimini contro i Manchester Spartans (1990), e venendo eliminato nelle altre due edizioni in semifinale. Mauro Gavinelli, (1952 - 2000), giornalista. Per molti anni è stato capo servizio del quotidiano La Prealpina nelle sedi di Legnano e Busto Arsizio, e collaboratore esterno di molte testate e riviste locali. Piero Giunni, (1912-2000), pittore. Dal 1964 ha dipinto quasi sempre in campagna, presso un mulino vicino a Legnano dove si dedica alla rappresentazione del paesaggio padano e alla natura morta. Danilo Goffi, (n. 1972), atleta. È arrivato secondo alla maratona dei Campionati europei di atletica leggera 1998. Carla Guidi, (n. 1920), cestista. Ha giocato l'Europeo 1950 con la Nazionale, e ha vinto due scudetti con la Comense Como. Oscar Lesca, (n. 1950), calciatore ed allenatore di calcio. Ha speso quasi tutta la carriera con la maglia del Legnano, collezionando 389 presenze in campionato e mettendo a segno anche 12 reti. È considerato come uno dei migliori giocatori dell'A.C. Legnano di tutti i tempi. Antonio Mancini, (n. 1939), pittore e scultore. Residente a Legnano, nel 1983, al "Premio Internazionale Porta dei Leoni" di Reggio Calabria, ha ricevuto il primo premio per la pittura. Giovanni Mari (1920-1987), imprenditore e presidente dell'A.C. Legnano. Ha presieduto la società di calcio dal 1952 al 1954 e dal 1979 al 1987. Gli è stato dedicato lo stadio della città. Augusto Marinoni (1911-1997), lessicografo, latinista e storico. È considerato uno dei maggiori studiosi di Leonardo da Vinci. Cinzia Massironi, (n. 1966), doppiatrice per i cartoni animati, film e videogiochi. Marina Massironi, (n. 1963), attrice, comica e doppiatrice. È nota anche per essere stata spalla di scena del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ha infatti un'importante carriera nel doppiaggio, nel cinema, in televisione, nel teatro e nella pubblicità. Ha ricevuto il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista per il film "Pane e tulipani", regia di Silvio Soldini. Gianni Mocchetti, (n. 1947), cantautore, chitarrista e bassista. Nel 1978 partecipa al Festivalbar con Cantilena; lo stesso brano viene anche presentato da Mocchetti al Cantagiro dello stesso anno. L'anno successivo partecipò al Festival di Sanremo 1979 con Talismano nero. Nel 1980 torna al Cantagiro con Un amore in garage. Franco Monaco, (n. 1951), politico e giornalista, più volte deputato e senatore. Felice Musazzi, (1921 - 1989), attore e autore teatrale. Fondatore de "I Legnanesi", è stato uno degli esponenti più importanti del teatro dialettale milanese e legnanese. Francesco Paolo Neglia (1874 - 1932), compositore, direttore d'orchestra e didatta. Fondò il Liceo Musicale "Verdi" di Legnano. Gian Emilio Piazza, (1914 - 1992), calciatore, di ruolo terzino destro. Ha disputato complessivamente 96 partite in Serie A con le maglie di Milan, Liguria e Venezia, con cui ha vinto la Coppa Italia 1940-1941. Max Pisu, (n. 1965), comico. Noto per una rilevante carriera televisiva, ha ricevuto numerosi premi per la sua attività di cabaret. Famoso è “Tarcisio”, il personaggio da lui interpretato in numerosi sketch televisivi. Ha partecipato ad attività teatrali, di doppiaggio ed a trasmissioni radiofoniche. Luigi Pogliana, (n. 1945), calciatore. Ha vinto una Coppa Italia con il Napoli (1975-76). Antonio Provasio (n. 1962), attore teatrale attivo in rappresentazioni in dialetto milanese e legnanese. È il capocomico della compagnia teatrale I Legnanesi, nei cui spettacoli interpreta il ruolo della "Teresa". Felice Riva, (n. 1935), imprenditore. Nel 1962, succedendo ad Andrea Rizzoli, divenne presidente del Milan, carica che mantenne fino al 1965. Sabrina Scampini, (n. 1976), giornalista. In televisione, ha preso parte ai programmi Verissimo, Tempi Moderni, Mattino Cinque, Quarto grado e Quinta colonna. Marco Simone, (n. 1969), ex calciatore e dirigente sportivo. Nato a Castellanza, ha vinto con il Milan 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 3 Supercoppe europee e 3 Supercoppe italiane. Con il Monaco ha conquistato un campionato francese. Al Paris Saint-Germain ha vinto una Coppa di Francia e una Coppa di Lega. Guido Sutermeister, (1884 – 1964), archeologo e ingegnere. Appassionato di archeologia, è stato animatore della ricerca archeologica nell'altomilanese.

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