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Gravina in Puglia

Gravina in Puglia, (Bari) Tempo di lettura: circa 25 minuti
Gravina in Puglia (IPA: [ɡraviˈnainˈpuʎʎa], Gravìne o Gravòine in dialetto gravinese, [gra'vi:nɘ] o [gra'voi:nɘ], fino al 1863 chiamata Gravina) è un comune italiano di 44.185 abitanti della provincia di Bari, in Puglia. Ospita la sede del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.Il toponimo "Gravina" proviene dalle gravine: spaccature della crosta terrestre simili a canyon. Sul motto riportato sul gonfalone cittadino vi è scritto “Grana dat et vina" (trad. "offre grano e vino"), attribuito alla città da Federico II di Svevia, il quale amava questa città tanto da definirla "giardino di delizie". Egli, infatti, fece realizzare in loco un castello, del quale restano oggi soltanto i ruderi, che aveva la funzione di ospitare lui ed i suoi uomini, prima e dopo le battute di caccia svolte nel territorio murgiano.Geografia fisicaTerritorioIl comune di Gravina è situato nei contrafforti, tra il pre-appennino lucano e l'altopiano delle Murge. A sud confina con la Basilicata. Ha un'estensione territoriale di 384,74 km2, che ne fanno il 21° comune italiano per estensione territoriale.Dal punto di vista orografico, è situata tra il pre-Appennino lucano e la Murgia nelle zone terminali, con altitudine media di 360 m. Parte della città si estende sulle sponde di un crepaccio profondo, molto simile ai canyon, scavato nella roccia calcarea da un fiumiciattolo, il torrente Gravina, affluente del Bradano, da cui prendono il nome le famose gravine della Murgia, in un territorio caratterizzato dalla presenza di numerose cavità carsiche, come il profondo Pulicchio di Gravina.La vegetazione comprende numerosissime specie (pseudo steppe mediterranea - sulla Murgia) a cui si contrappongono interminabili uliveti e vigneti, ma anche la coltivazione del grano duro è tra le peculiarità del territorio.Il Bosco comunale Difesa Grande con i suoi 2.000 ettari è uno dei più importanti complessi boscati dell'intera Puglia. Situato a 6 km dal centro abitato di Gravina, nel medio bacino idrografico del fiume Bradano.ClimaIl clima è tipicamente mediterraneo: gli inverni sono relativamente miti, con temperature che solitamente non scendono mai sotto gli zero gradi centigradi; le estati sono, invece, calde e secche.StoriaGrazie alla posizione strategica dei vari abitati, Gravina può vantare una storia antichissima. Il suo territorio risulta essere stato abitato già dal Paleolitico antico, data l'alta presenza di acque nel torrente della Gravina, mentre i resti più consistenti risalgono al Neolitico, sin dal 5950 a.C. (Casa S. Paolo e Ciccotto).Gli insediamenti più antichi sono stati individuati nelle contrade di Botromagno, S.Paolo, Vagnari, S.Stefano e S.Staso (paleocristiano). I toponimi Sidis (Σίδις), Sìlbion (Σιλβìον), Sidìon, Silvium, Petramagna o Botromagno (nome della collina dove si è sviluppato l'antico abitato) e i nomi degli antichi indigeni, quali Sidini, Silvini, attestano che la città subì la colonizzazione peuceta, prima, e greca, poi. In seguito, la conquista romana, come confermato anche dagli evidenti scavi archeologici, le necropoli e i relativi corredi funerari.Prima influenzata dai Greci, poi occupata da Roma, fu facile preda dei visigoti di Alarico e dei vandali di Genserico nel V secolo a.C. Distrutto il centro abitato, uno sulla pianura di Botromagno e l'altro sul ciglio del burrone, la popolazione si trasferì nel sottostante burrone, dove alle grotte preesistenti aggiunsero altre abitazioni.All'epoca di Alessandro il Molosso, divenne polis con diritto di coniare monete (Sidinon) e dopo la terza guerra sannitica (305 a.C.) divenne municipium romano, toccato dal tracciato della via Appia.Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, seguì le vicende dell'intera Italia, passata attraverso l'effimero dominio dell'erulo Odoacre, il regno goto e, infine, all'inizio del V secolo, la riconquista dell'Impero ad opera di Giustiniano. Durante lo stesso secolo fu inglobata nel dominio dei nuovi invasori Longobardi, sino all'avvento dei Normanni. Intorno al 1006 fu contea con Accardo, padre di Umfrido. Questi nel 1091 ricostituì la diocesi e consentì la costruzione della cattedrale presso il castello, sul ciglio della "Gravina" tra i rioni, Piaggio e Fondovito.Le famiglie degli Aleramici e dei De Say la elevarono a Marchesato; Federico II di Svevia, con Gilberto d'Aigle, la mise a capo del Giustizierato di Terra di Bari, ponendola in primo piano tra le città di Puglia per le sue ricchezze e bellezze naturali. Infatti, la sua contea comprendeva gli attuali territori dei comuni di: Altamura, Ruvo, Bitetto e Grumo.Dal 1267 al 1380 fu feudo degli Angioini ora d'Angiò, ora d'Ungheria. In questo stesso periodo, Gravina divenne città demaniale e feudale. Conobbe il Cristianesimo nel I secolo d.C. e fu evangelizzata da Basiliani, Benedettini, Francescani, Domenicani. Nel XIII secolo giunsero i monaci degli ordini cavallereschi: Templari e Cavalieri Gerosolomitani, che furono possessori di case e territori di grandi estensione. Nel XIV secolo divennero feudatari gli Orsini di Roma. Successivamente si avvicendarono i discendenti delle case Del Balzo e Anguillara, di Taranto e Solofra. Francesco Orsini, prefetto di Roma, elevò il feudo di Gravina in Puglia a ducato.Gli Orsini furono signori dal 1380 al 1816. In questo lungo arco di tempo la città subì le prepotenze feudali, dell'alto clero e dell'oligarchia locale. La città è molto nota in quanto nel 1649 vi nacque Pietro Francesco Orsini. La situazione si aggravò durante il periodo borbonico, quando aumentarono angherie e violazioni di elementari diritti umani, tanto che Gravina contò molti rivoluzionari e patrioti dal 1789 sino all'Unità d'Italia, con una "vendita" carbonara. Protagonista delle vicende storiche di fine Ottocento ed inizio Novecento, contribuì moltissimo all'Unità d'Italia con patrioti e martiri delle guerre d'indipendenza e della prima guerra mondiale. Infatti, nella villa comunale, è stato dedicato loro un monumento dei caduti. La città fu in parte danneggiata dai bombardamenti degli aerei tedeschi durante il secondo conflitto mondiale. Ancora oggi nella città di Gravina prende luogo la Fiera San Giorgio, che si ripete ogni anno dal 1294, in coincidenza con il Giorno della liberazione (25 aprile)Monumenti e luoghi di interesseArchitetture religioseBasilica Cattedrale S.Maria Assunta (piazza Benedetto XIII): è il duomo e la chiesa principale della città, costruita all'inizio dell'XI secolo.Chiesa rupestre della Madonna della Stella.Chiesa del Sepolcreto, detta anche chiesa di S.Maria degli Angeli.Chiesa rupestre di San Basilio.Chiesa rupestre di Sant'Andrea.San Michele delle Grotte, risalente al VIII - IX sec.Chiesa di Santa Maria del Suffragio.Chiesa Madonna delle Grazie (XVI sec.) detta anche dell'Aquila.Chiesa di San Sebastiano, eretta nel 1474.Chiesa di S. Maria delle Domenicane (XVI sec.).Chiesa di Santa Teresa (XIV sec.).Chiesa di S. Agostino (XVI sec.).Chiesa di S. Sofia (XVI sec.).Chiesa di S. Francesco (XV sec.).Chiesa di S. Nicola (XVIII sec.).Chiesa di S. Domenico (XVII sec.).Chiesa di Santa Lucia (XVI sec.).Chiesa di Santa Cecilia (XVI sec.).Chiesa dell'Annunciazione (XVI sec.).Chiesa Lamia dei Morti, soccorpo della Cattedrale (XV sec.).Chiesa di San Giorgio (XIII sec.).Chiesa di San Giovanni Battista (XV sec.).Chiesa di San Bartolomeo.Chiesa Mater Gratiae.Chiesa di S. Donato della Selva.Chiesa di S. Felice (XVI sec.).Chiesa del Gesù (XVI sec.).Cripta di S. Marco.Cripta di San Vito Vecchio.Cripta Tota .Cripta di Santa Maria della Neve.Cripta di Santo Stefano.Cripta del Padre Eterno.Architetture civiliCastello federiciano: Sorto sulla sommità di una piccola collina che domina l'intera cittadina e la maggior parte del territorio circostante, il castello venne fatto edificare attorno al 1231 dall'imperatore Federico II di Svevia. Il castello, a pianta rettangolare con 4 torri, constava di tre piani, di cui oggi restano soltanto parte dei muri perimetrali e del basamento. Curiosa la presenza, sotto il piano di calpestìo, di un enorme vano privo di ingresso con volta a botte e con graffiti sulle pareti. Passò di proprietà ai Baroni Pomarici Santomasi che lo donarono al Comune nel 1917.Palazzo de Gemmis Pellicciari: settecentesco palazzo edificato dai nobili Pellicciari, oggi appartenente ai Baroni de Gemmis di Castel Foce. È un ampio elegante palazzo nobiliare ad archi che presenta a nord e a sud due torri. È sovrastato da una veranda coperta.Complesso di case Pellicciari.Palazzo Pomarici Santomasi.Architetture militariBastione medievale.AltroAra funeraria.Siti archeologiciComplesso delle Sette Camere.Area archeologica Padre - EternoSocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Etnie e minoranze straniereSecondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.343 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Albania 538 1,21%Lingue e dialettiDialetto gravineseIl dialetto gravinese (/gra'və:nə'sə/) è un dialetto parlato principalmente a Gravina in Puglia e Poggiorsini, con influenze maggiori ad Altamura e, in minor modo, ad Irsina.CulturaGravina SotterraneaLa cittadina è nota anche per la cosiddetta “Gravina sotterranea”, ovvero un piccolo mondo sotterraneo che è venuto alla luce grazie ad un appassionato di speleologia, che per anni ha studiato e scoperto, unitamente a volontari, diversi tesori sotterranei; esempi sono: cisterne, cunicoli e cantine.IstruzioneBibliotecheBiblioteca della Fondazione Ettore Pomarici SantomasiBiblioteca FinyaScuoleA Gravina vi sono otto scuole dell'infanzia e altrettante scuole primarie, quattro scuole secondarie di 1º grado:Nunzio Ingannamorte;Ettore Pomarici Santomasi;Benedetto XIII;Domenico Eustachio Montemurroe tre istituti superiori di istruzione e formazione: il Liceo scientifico Giuseppe Tarantino (con indirizzi classico, tecnologico, linguistico, scienze applicate e musicale), l'Istituto tecnico commerciale Vittorio Bachelet e l'Istituto professionale industria e artigianato Galileo Galilei.MuseiGravina si avvale di quattro musei:Museo della Fondazione Ettore Pomarici SantomasiMuseo Laboratorio della Civiltà Contadina e degli Antichi MestieriMuseo Capitolare di Arte SacraMuseo Civico ArcheologicoMediaCinemaNel 1967 è stato girato il film C'era una volta... di Francesco Rosi con Sofia Loren, Omar Sharif. Girato in parte nelle terre della masseria Pellicciari tra Gravina e Irsina.Nel 1975 è stato girato Qui comincia l'avventura di Carlo Di Palma con Monica Vitti e Claudia Cardinale (alcune scene, come la stireria dove lavora la Cardinale, sono state girate nel rione Giulianello, quartiere periferico di Gravina.Nel 2007 la RAI ha girato parte della fictionin due puntate su papa Paolo VI a trent'anni dalla morte. Le riprese sono state effettuate nel chiostro di San Sebastiano.Nel 2008 è stato girato a Gravina il film tedesco Indovina chi sposa mia figlia (Maria! Non gli piace!) con Lino Banfi, storia di un oriundo italiano in Germania che torna in Italia per organizzare le nozze della propria figlia con un uomo tedesco.Nel 2009 è stata girata gran parte della fictiondi Raiuno Pane e libertà, che racconta la vita del sindacalista e politico e sindacalista Giuseppe Di Vittorio, interpretato da Pierfrancesco Favino.Nel 2010 è stato girato Appartamento ad Atene Tratto dal romanzo omonimo di Glenway Wascott, con Laura Morante.Nel 2011 è stato girato Genesi con Alberto Rubini e Roberto Herlitzka. Regia della gravinese Donatella Altieri, con la partecipazione di Francesco Bruno.CucinaL'agroalimentare gravinese offre pietanze che rappresentano unicità e salubrità nel genere culinario. Cenni storiografici indicano Gravina come città del grano e del vino ("Grana Dat et Vina": "offre grano e vino") come scritto nello stemma araldico cittadino.Nei manoscritti presenti presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, lo scrittore Domenico Nardone citava l'agro di Gravina come uno dei terreni più fertili della provincia che offre in ogni genere di prodotti abbondanza ed eccellenza.Qui di seguito una lista delle prelibatezze note:Cardoncello (cardungìdde): è un fungo che cresce nella murgia gravinese. Lo si può aggiungere a sughi per accompagnare primi con pasta fatta in casa; ottimo come contorno per carni o anche da mangiare da solo in sott'olio o al forno, gratinato.Pallone;Fallone;Verdeca (verdèche): particolare vino bianco prodotto esclusivamente in agro gravinese, con un retrogusto dolce-frizzante. Ha ricevuto anche la DOP;Sasanello gravinese (sasanìdde): biscotto friabile preparato con vino cotto, semola (o farina di grano duro), chiodi di garofano, ammoniaca (per la lievitazione), aromi naturali (quali bucce d'arancia).Tarallo (peccelatìdde o taradde): specialità esclusiva dell'agro gravinese;Focaccia di San Giuseppe: (rucchèle o fecàzze de San Geséppe), viene preparato con l'impasto della focaccia intanto olio extravergine d'oliva e ripieno con acciughe sotto sale, cipolla lunga, uva sultanina. Assieme ad altre pietanze come i calzoni alla ricotta dolce e il pollo ripieno dolce rappresentano il sapore agro-dolce della cucina gravinese nella propria autenticità.Lampascioni (vambascìule): lo si ritrova esclusivamente nella murgia gravinese. È un ottimo contorno se conservato in Olio Extra Vergine di Oliva, può essere cotto a mo' di minestra.Soppressata;pizzintella;Ventresca (vendrésche)Calzoni (calzùne): preparati in maniera simile ai ravioli con ripieno di ricotta zucchero cannella e scorza di limone grattugiato. Vengono serviti come primo piatto con sugo di ragù o semplice, solitamente durante il banchetto domenicale.Calariello (calarìdde): è un commisto di verdure e carne di agnello, che viene fatto rosolare in olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino e una cipolla con una spruzzata di vino bianco. Successivamente vengono aggiunte le verdure murgiane a scelta: senape, cime di rape, bietole selvatiche, finocchietto selvatico, cicoria ed un gambo di sedano.Fungeva da piatto unico per i pastori della Murgia, che oltre ad agnello utilizzavano verdure, funghi ed erbe spontanee.Pane cotto (ppène cùtte): è un misto di verdure e pane raffermo. Vengono fatte bollire le verdure quali: bietole, cime di rape e cicorie. In seguito aggiungere un uovo per ogni banchettante e pane raffermo. Tolta l'acqua in eccesso viene aggiunto aglio fritto in olio extravergine di oliva e peperoncino.Composta di peperoni dolci (cumbòste): è una conserva ottenuta da peperoncini dolci tagliati a pezzettini piccoli, che dopo l'asciugatura sotto pressa vengono conservati in vasi di vetro in abbondante olio extra-vergine di oliva, aglio, seme di finocchio. Vengono serviti come contorno o come companatico.Marro ed Involtino (màrre/ 'nvoltéine): Il primo si differenzia dal secondo solo quanto a dimensione, essendo il primo un involtino gigante. È un involtino di animelle di capretto alla brace condito con sale e pepe cotto a fuoco lento alla brace.EventiSs. Crocifisso: si svolge l'ultima domenica di maggio o la prima domenica di giugno.Sant'Antonio da Padova: si svolge il 13 giugno presso la chiesa di S. Francesco.San Giuseppe: cade il 19 marzo. Per vecchia consuetudine, all'esterno del comune, presso la zona Paip, si accendono i falò.Santa Lucia: si svolge il 13 dicembre, e solo in tale occasione viene aperta la chiesa, sita nel vecchio rione Piaggio.San Michele Arcangelo e San Filippo Neri: festa del patrono e del compatrono della città. Si svolge il 28, 29 e 30 settembre. Il 29 settembre, giorno del patrono, si svolge una processione che esce dalla cappella cosiddetta di Bruno, sita sul Corso Aldo Moro, per poi procedere verso la piazza comunale, e infine alla chiesa di Sant'Agostino, dove viene pubblicata la statua del patrono.San Michele delle Grotte: si svolge l'8 maggio.Settimana Santa: celebrata tramite la processione del legno sacro.Madonna della Grazia (in dialetto Madònne de le Gràzie): preceduta da una novena, si svolge l'8 settembre, concludendosi portando in processione la statua di Maria con in braccio Gesù, entrambi incoronati da Papa Giovanni Paolo II in Piazza S.Pietro a Roma.Murgia Film Festival: Rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi e mediometraggi.Raduno internazionale del folcloreRaduno internazionale dei Cortei Storici MedioevaliFiera di San GiorgioLa Fiera Regionale di San Giorgio è un'importante kermesse che si svolge di solito nella quarta settimana di aprile nel nuovo quartiere fieristico in via Spinazzola. Vi è un documento che attesta il ripristino della fiera, concesso da Carlo d'Angiò risalente al 1294. Pertanto si intuisce che la nascita della fiera di S.Giorgio deve risalire ad una data precedente a quella del ripristino e di conseguenza la suddetta fiera è da definirsi come la prima nata su scala mondiale. Questa fiera dà la possibilità ad operatori nel settore dell'agricoltura, artigianato, enogastronomia e, da pochi anni, anche tecnologia di esporre i propri prodotti ad un pubblico che ogni anno va sempre aumentando. Gli operatori, negli ultimi anni, arrivano, oltre che dalla Puglia e dalla Basilicata, anche dalle altre regioni del Centro Sud e alcune addirittura dal Nord Italia. In questi giorni, l'intera città rivive i fasti di questa fiera.In concomitanza con la secolare fiera, l'associazione "Conte Giovanni di Montfort" rievoca la I edizione della fiera, con una sfilata di figuranti con abiti dell'epoca e la lettura del Regio Editto con la quale si sanciva l'apertura della stessa fiera.Nonostante un'imponente struttura, che la porta all'interno delle fiere regionali pugliesi con gli oltre 25 000 m² di area espositiva, non esiste ancora oggi una governance che dia un indirizzo alla gestione delle varie manifestazioni fieristiche. L'organizzazione è stata lasciata a dipendenti comunali prima, ad alcuni consiglieri poi che hanno fatto assumere un assetto di mostra mercato più che una fiera di vera espressione economica, vetrina del territorio murgiano.Persone legate a GravinaDomenico da Gravina (Gravina, 1310 circa - 1350), notaio e cronista.Francesco Guarini (Solofra, 1611 - Gravina, 1651), pittore.Federico Meninni (Gravina, 1636- Napoli, 1703), poeta.Ferrante Maddalena (Gravina, 1676 - Napoli, 1752), politico e letterato.Benedetto XIII, al secolo Vincenzo Maria Orsini (Gravina, 1650 - Roma, 1730), papa della Chiesa cattolica dal 1724.Salvatore Fighera (Gravina, 1771 - Napoli, 1836), compositore.Arcangelo Scacchi (Gravina, 1810 - Napoli, 1893), geologo.Giuseppe Tarantino (Gravina, 1857 - Gravina in Puglia, 1950), filosofo.Giuseppe Lopriore (Gravina in Puglia, 1865 - Resina, 1925), botanicoCanio Musacchio (Gravina in Puglia, 1866 - Gravina in Puglia, 1909), sindacalista.Filippo d'Agostino (Gravina in Puglia, 1883 - Hartheim, 1944), politico e giornalista, medaglia d'argento al valor militare.Roberto De Robertis (Gravina in Puglia, 1910 – Bari, 1978), pittore.Nunzio Ingannamorte (Gravina in Puglia, 1913 - Roma, 1943), militare, medaglia d'oro al valor militare.Giovanni Castellaneta (Gravina in Puglia, 1942), diplomatico e dirigente aziendale.Francesco Schittulli (Gravina in Puglia, 1946), oncologo, presidente della provincia di Bari.Nico Cirasola (Gravina in Puglia, 1951), regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico.Laura Marchetti (Bari, 1957), antropologa, sottosegretario all'ambiente nel Governo Prodi II.Pino Rinaldi (Gravina in Puglia, 1957), fumettista italiano.EconomiaLe attività produttive gravinesi sono da sempre state vocate all'agricoltura e ai suoi derivati. La capacità imprenditoriale non è stata nella maggior parte dei casi capace di andare nella direzione di una trasformazione totale della materia prima che non è riuscita a creare alto valore aggiunto, se non quello relativo alla mera manodopera. Oggi, tuttavia, in generale, l'agricoltura risulta soffrire molto nella catena della produzione, rilegata al primo passaggio debole della catena. Pertanto, non è quasi più capace di creare grande ricchezza da distribuire agli individui. La capacità artigianale gravinese è piuttosto ampia soprattutto se legata all'edilizia, al manifatturiero e all'agro-alimentare, ma resta intrapresa da imprese caratterizzate da ridotto numero di operatori e con fatturati tutto sommato modesti in confronto a parigrado in altre aree della regione.Il mobile imbottito resta una delle vocazioni dell'area, nonostante una crisi sostenuta è ancora capace di creare ancora qualche posto di lavoro, certo non agli stessi livelli dei primi anni 2000.Il turismo, nonostante l'ampia offerta paga l'incapacità di programmazione. Per tale assenza gli operatori procedono in ordine sparso, spesso improvvisando. Negli ultimi 2 anni (2012/2013) a Gravina sono state registrate circa 20.000 presenze con una forte presenza di stranieri..RedditoI dati sul reddito gravinese diffusi dalla CCIAA di Bari dell'anno 2010 sul reddito delle persone fisiche hanno mostrato un dato di € 14.512,00 per abitante, mentre i dati elaborati dal GAL Murgia Più, ed anche sulla base dei dati ANCITEL ed Osservatorio Banche Imprese, hanno mostrato un reddito per abitante (pil per capita nominale) gravinese indiscriminato non superiore ai 14.000 euro, pertanto la città di Gravina appare avere un reddito ben distante anche dalla media del reddito del sud Italia pari a 17.000 euro PIL per capita nominale, a fronte di poco più di 20.000 euro annui per l'intero Paese Italia. Attraverso questi dati è comprensibile che ci sia una grande sofferenza nello stimolo ai consumi soprattutto delle famiglie, molto sottodimensionate rispetto al reddito.Settore primarioIl vastissimo territorio di Gravina è solo in una modesta parte caratterizzato dal carsismo, mentre la frazione più significativa dell'agro gravinese si presta in maniera molto efficace all'agricoltura. Per lo più esso è destinato alla cerealicoltura. Estesi sono comunque i vigneti e gli oliveti. Questi ultimi hanno una caratterizzazione mista con le cultivar coratina, nostrana, ecc. In città sono presenti 9 frantoi di macinazione e trasformazione per la produzione dell'olio Extravergine di Oliva DOP Terra di Bari, qualità Castel Del Monte.Molto spinta la presenza di pastifici per la trasformazione sia del grano duro che di altri cereali. Aziende di produzione dei prodotti da forno come il tarallo all'uovo o il sasanello.Il territorio di Gravina, dà inoltre, nome alla Verdeca di Gravina, famoso vino bianco. Interessante, è inoltre il comparto della trasformazione del latte, con la presenza di numerose produzioni della tipicità autoctona al cui apice troviamo il formaggio Pallone.Settore secondarioÈ concentrato soprattutto nell'area artigianale P.I.P., molto vasta. Le attività principali sono il manifatturiero legato al mobile imbottito, alle forniture d'arredamento, la trasformazione dei prodotti alimentari nella fattispecie da vite, da latte e da cereali.Interessante è l'indotto dell'edilizia, che gravita attorno alle cave per l'estrazione della pietra calcarea gravinese: il tufo. Numerose sono le aziende che oparano nel comparto.Ad ogni modo, gli artigiani che gravitano attorno al settore dell'edilizia apportano un contributo importante al reddito cittadino, con ampia specializzazione nei vari settori: elettrico, idraulico, del parquet, e dell'impiantistica in genere.Il metalmeccanico e il siderurgico vedono la presenza di alcune aziende con fatturati superiori ai 30 milioni annui, con mercato transnazionale.ServiziLe attività nella ristorazione sono piuttosto sviluppate, le quali fanno di Gravina un'importante attrattore per il turismo eno-gastronomico e legato ai prodotti tipici della Murgia.Le attività bancarie e finanziarie gravitano soprattutto per la presenza di una realtà bancaria coopertativa che nata in loco, ha saputo darsi una struttura trans-regionale prima e nazionale poi. È presente, inoltre, a Gravina un'azione nel campo della tecnologia avanzata nei sistemi di comunicazione e geolocalizzazione che ha sviluppato un indotto con prospettive interessanti grazie alla sua posizione di leadership nazionale nel comparto specifico.Infrastrutture e trasportiStradeI collegamenti stradali principali sono rappresentati da:Autostrada A14 Bologna-Taranto dal casello di Trani e per l'Italia settentrionaleStrada statale 96 Barese da Bari e PotenzaStrada statale 97 delle Murge per Spinazzola, Minervino Murge e CanosaStrada statale 655 Bradanica da Foggia Aeroporto, Candela e CanosaSP 10 Gravina-PoggiorsiniSP 27 Tarantina: per Matera e Santeramo in ColleSP 52 Gravina-Dolcecanto-Le Canalecchie-PoggiorsiniSP 53 Gravina verso Matera: da e per Matera e Bosco Difesa GrandeSP 137 Gravina bivio Parisi: verso CoratoSP 159 Gravina San Giovanni innesto SS 96SP 201 Selva: verso MateraFerrovieI collegamenti ferroviari sono assicurati sia con Bari che con Potenza attraverso le FAL (ferrovie Appulo-Lucane).È anche servita da una stazione gestita dalLe Ferrovie dello Stato situata sulla linea Ferrovia Rocchetta Sant'Antonio-Gioia del ColleAmministrazioneGemellaggi San Giuliano Milanese, dal 2013SportLa principale attività sportiva della città è il calcio, rappresentato da numerose società:Football Club Gravina, antica realtà calcistica gravinese degli anni ottanta, nel luglio 2013 è ritornata alla ribalta dopo l'acquisto, da parte di una cordata di imprenditori locali, del titolo sportivo del Real Gioia. Disputerà il campionato di Promozione (calcio), inserita nel Girone B.Polisportiva Dilettantistica Gravina Calcio, militante nel girone B di Prima Categoria, giocando le partite interne al Campo Sportivo Comunale;Settore Giovanile: A.S.D. Silvium Gravina (ex Polisportiva), A.S.D Stelle Del Calcio e Scuola Calcio Milan partecipano ai Campionati Regionali di Categoria Allievi e Giovanissimi;Promotion Gravina, Olimpia Gravina e Terra dello SportPallavolo: Tree Gravina, partecipa al Campionato di Serie C Sez. Puglia;Basket: New Basket Gravina, con un passato anche in serie B;Calcio a 5: Tris Gravina, partecipa al Campionato di Serie C1;Le principali strutture sportive cittadine includono:Campo Sportivo Comunale in via Spinazzola, presso l'area fieristica.Campo Sportivo Grottesolagne, via Giuseppe Di Vittorio.Palestra Comunale di via Dante, nei pressi del quartiere fieristico.Note^ Dato Istat aggiornato a dicembre 2013^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 23 maggio 2013.^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.^ Fonte tabella: ilmeteo.it^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ Pallone di Gravina^ La Gazzetta del Mezzogiorno, 14 aprile 2011 pag. 26 "SPECIALE GRAVINA" a cura di M. Pizzillo^ Gravina Produttiva^ World Economic Outlook Database October 2010BibliografiaDomenico Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'unità italiana (455 - 1870).Calderoni Martini Gravina e l'antica Silvio Gravina 1920Ciancio Angela, Silbion. Una città tra greci e indigeni: La documentazione archeologica dal territorio di Gravina in Puglia dall'ottavo al quinto secolo a.C. Levante Editori, Bari, 1997. 282 p.: ill. + 4 tav.; 30 cm.Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi", Archeologia del paesaggio . Conoscenza del patrimonio storico archeologico e ambientale di Gravina ai fini dell'insegnamento scolastico. Matera. Modulex, 2000. Opera in tre volumi.Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi", Gravina e il Cinquecento. Edizioni a stampa e manoscritti del XVI secolo: Catalogo delle Edizioni del XVI secolo. Le Capitulazioni (1560) ed altri documenti (1559 - 1637). a cura di Mina Cacciapaglia e Nicola di Noia - Tobia Granieri. Taranto: Brizio, 2000.Small Alastair, Il contesto economico e sociale di Vagnari dal I sec. a.C. al V sec. d.C. : I risultati di due anni di ricerca. Altamura (Bari): Tipografia Castellano, 2001.Small Alastair, Il Grano dell'Apulia Gravina 2004S.P.Vinson Scavi a Casa S.Paolo Altamura 1980Ciancio A., La Peucezia in età romana: Il quadro archeologico e topografico. 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