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Bonito

Bonito, (Avellino) Tempo di lettura: circa 4 minuti
Bonito (Bunìte in campano) è un comune italiano di 2.553 abitanti della provincia di AvellinoBonito è gemellato con Neuillé-Pont-Pierre (F)Come raggiungere BonitoUbicata sul versante sinistro della bassa valle del fiume Ufita, alle pendici sud-orientali del monte Calvario e al confine con la provincia di Benevento, dista 5 chilometri dalla strada statale n. 90 delle Puglie, arteria di grande comunicazione che collega la periferia nord-orientale della provincia a Foggia, in Puglia; i caselli di Grottaminarda e Benevento dell’autostrada Napoli-Canosa di Puglia (A16) distano rispettivamente 12 e 15 chilometri e lo scalo ferroviario di riferimento, sulla linea Caserta-Benevento-Foggia, 14. L’aeroporto internazionale, le strutture portuali di riferimento e il porto commerciale di Napoli, il più importante del basso Tirreno, sono posti, nell’ordine, a 100, 108 e 94 chilometri di distanza. Ricade nella sfera di attrazione delle strutture burocratico-amministrative di Ariano Irpino e Avellino; a quest’ultima e a Benevento ci si rivolge inoltre per gli scambi commerciali e per le esigenze legate ai servizi. TerritorioLa città si estende su 18,6 km² e ha una densità di popolazione pari a 144 abitanti/km².Comune collinare, sorto nel Medioevo in un territorio noto anticamente per la sua fertilità; l’economia locale è di stampo essenzialmente rurale. Quasi la metà dei bonitesi, che presentano un indice di vecchiaia compreso nei valori medi, risiede nel capoluogo comunale, posto su uno sperone roccioso; il resto della comunità si distribuisce invece nelle località di Grieci e Morroni, in un buon numero di aggregati urbani elementari e in numerose case sparse sui fondi. L’abitato è circondato da rilievi collinari dai profili dolci, rivestiti da distese di seminativi e da filari di viti che si succedono a perdita d’occhio; ricco di acque superficiali, il territorio comunale ospita inoltre vasti pascoli e una rigogliosa vegetazione riparia (pioppi, salici e ontani). Tra la sabbia e il pietrisco degli isolotti che affiorano tra le acque del fiume Ufita nidificavano in massa, fino a qualche anno fa, diverse specie di uccelli limicoli, volatili diffusi normalmente nelle aree costiere e lungo le rive dei fiumi. Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, figura una banda d’oro accompagnata da sei mezzi gigli, disposti tre al di sopra e tre al di sotto della banda Economia L’agricoltura, specializzata nella produzione di grano, uva e olive, costituisce a tutt’oggi la principale fonte di reddito e di occupazione locale, nonostante la diminuzione fisiologica e irreversibile verificatasi negli ultimi decenni. Il settore secondario si compone di imprese a carattere artigianale, attive nei comparti delle confezioni, del legno, delle calzature, dei prodotti alimentari e della lavorazione dei metalli. Il commercio è rappresentato da una rete di distribuzione commisurata alle esigenze della comunità mentre tra i servizi privati figurano alcune agenzie assicurative. Sede degli ordinari uffici municipali e postali e di una stazione dei carabinieri, ospita le scuole dell’obbligo e una biblioteca comunale; l’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione ma non di soggiorno mentre le strutture sanitarie, più articolate, annoverano un ufficio sanitario, un punto di vaccinazione e la farmacia. Fondi comunitari Nella nuova Programmazione 2007-2013 della politica di coesione economica e sociale dell'Unione Europea il comune rientra nell'Obiettivo "Convergenza" (che succede al precedente Obiettivo 1 della programmazione 2000-2006). A partire dal 1º gennaio 2007 nelle aree rientranti in tale obiettivo l'impiego dei "fondi strutturali" europei punta ad accelerare il processo di convergenza degli Stati membri e delle regioni in ritardo di sviluppo migliorando le condizioni di crescita e di occupazione. I settori prioritari d'intervento sono i seguenti: qualità degli investimenti in capitale fisico e umano, sviluppo dell'innovazione e della società basato sulla conoscenza, sull'adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, sulla tutela dell'ambiente, sull'efficienza amministrativa.RelazioniOltre a suscitare l’interesse erudito degli amanti dell’arte e dell’architettura con le bellezze del centro storico, è apprezzata per le attrattive naturalistiche dei suoi dintorni, ideali per salutari passeggiate all’aperto; è inoltre dotata di alcune sorgenti dalle acque minerali, come quella di Montagosto, fredda e solforosa, o quella Viaticale, acidula e ferruginosa. Il Patrono, San Bonito, si festeggia il 15 gennaio.ClimaMite e salubreEvoluzione demograficaAbitanti censiti A Bonito vivono 915 famiglie. Nel decennio 1991-2001, secondo i dati dei censimenti dell'ISTAT, la popolazione è diminuita del 6,5%.AmministrazioneSindaco e presidente del Consiglio ComunaleGiuseppe De Pasquale (Lista Progetto Comune Per Bonito)Consiglieri di maggioranzaLISTA Progetto Comune Per BonitoAntonio CovielloGiuseppe D’AmbrosioGiuseppe CotugnoLuigi Pagliuso Mario MarianoTommaso VazzaValerio Massimo MilettiConsiglieri di minoranzaLISTA Bonito Nel CuoreGiovanni Grieci (capogruppo di minoranza)Carmine BeatriceMaria Neve De RosaStoria e CulturaIn età romana faceva parte dei territori dell’antica Aeclanum, dai cui coloni veniva intensamente coltivata. Le prime notizie relative all’esistenza di un centro abitato risalgono al X secolo, quando venne edificato dai longobardi il CASTRUM BONETI, a scopo difensivo, nella zona di confine tra la contea di Ariano e il ducato di Benevento. Passata ai normanni nel secolo successivo, fu soggetta, in epoca angioina, alla famiglia locale dei Bonito; acquistata nel 1445 dagli Orsini, fu venduta nel 1648 ai Pisaniello: una leggenda narra che un componente di questa famiglia, durante la rivolta anti-spagnola di Masaniello del 1647, venne decapitato per aver rapito e tenuto prigioniera nel suo castello una fanciulla del luogo. Tornata tra le proprietà della famiglia Bonito nel 1674, venne seriamente danneggiata, nel 1688, da un terremoto che devastò l’Irpinia. Nel 1757, sotto i Borboni, fu annessa al demanio regio. Secondo le due teorie più accreditate il toponimo deriverebbe dal sostantivo latino BONETUM, ‘fortificazione a forma di berretto di prete’, o dal personale medievale BONITUS. Domina l’abitato il castello longobardo, più volte ristrutturato: a pianta quadrata, conserva quattro torri cilindriche e un ponte levatoio in legno. La seicentesca chiesa di Santa Maria della Valle custodisce antiche sculture di epoca romana mentre nell’oratorio della Buona Morte e nella chiesa di Sant’Antonio, entrambi del XVIII secolo, si possono ammirare rispettivamente una preziosa Annunciazione e raffinate sculture lignee dello stesso periodo.Luoghi da VisitareCappella Vincenzo CamusoChiesa di San Antonio e Convento FrancescanoChiesa di San DomenicoChiesa di San GiuseppeChiesa parrocchiale dell'AssuntaFregio DoricoMuseo della civiltà contadinaSan Crescenzo MartireSantuario Maria SS della neveTorre Normannahttp://www.comunedibonito.it/portale/turismo/punti-di-interesse/Personaggi legati a BonitoFederico Cassitto di Ravello, conte d'Ortenburg, scrittore, politico ed economista italianoLuigi Vincenzo Cassitto di Ravello, conte d'Ortenburg, teologo domenicanoGiovanni Antonio Cassitto di Ravello, conte d'Ortenburg, fiologo, archeologo, letteratoRaffaele Cassitto di Ravello, conte d'Ortenburg, prefetto e senatoreLuigi Cassitto di Ravello, conte d'Ortenburg, giornalista e poetaDionisio Cassitto di Ravello, conte d'Ortenburg, politico, economista, meteorologoAlfredo Covelli, politicoSalvatore Ferragamo, stilistaMichele D'Ambrosio, politico italiano.Crescenzo Buongiorno, musicistaNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 86.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.

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