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Blera

Blera, (Viterbo) Tempo di lettura: circa 5 minuti
Blera (Bieda in dialetto blerano) è un comune italiano di 3.402 abitanti in provincia di Viterbo, nel Lazio.Geografia fisicail territorio si eleva su 260 metri di altezza. Il paese si trova su una piccolo rilievo.TerritorioClimaClassificazione climatica: zona D, 1900 GR/GStoriaLe origini di Blera sono databili intorno all'VIII-VII secolo a.C., come dimostrano le numerose necropoli site intorno all'abitato. Sebbene sul pianoro della città siano stati rinvenuti resti attribuibili ad un importante insediamento della tarda età del bronzo, l'abitato storico non sembra prosperare in diretta continuità con quello. Infatti solo dopo un periodo di apparente abbandono del territorio (X-IX secolo a.C., periodo iniziale del Primo Ferro, in cui la maggior parte della popolazione concorre a formare i centri protourbani costieri), è documentata la nuova e prolungata fase di occupazione dello sperone di roccia tufacea alla confluenza dei torrenti Biedano e Rio Canale. Il nome latino Blera, citato da diverse fonti dell'epoca (Strabone, Plinio il Vecchio, Tolomeo, Tabula Peutingeriana), si conserva fino al Medioevo quando troviamo Bleda, quindi Bieda, fino al 1952, allorché la città riassume il nome originario.Il periodo più importante del paese è certamente quello etrusco, nell'epoca arcaica (VII-V secolo a.C.), quando, sotto l'influenza di Tarquinia e poi di Cerveteri, raggiunge quella floridezza, che viene dimostrata dalle vaste necropoli che lo circondano. In quell'epoca Blera si trovava in corrispondenza di un crocevia di itinerari che collegavano Cerveteri e Tarquinia ad altre città dell'interno, come Norchia, Tuscania, Castel d'Asso, Volsinii (Orvieto), Veio. L'importanza di Blera continuò anche durante l'età Repubblicana ed Imperiale Romana, quando era attraversata dall'antica via Clodia, strada consolare che percorreva la Tuscia collegando Roma a Cosa. Di questa via, oltre a diversi tratti incassati nel tufo restano i due ponti (del Diavolo e della Rocca) rispettivamente del I e II secolo a.C. In epoca imperiale Blera fu elevata al rango di Municipio ed ebbe quindi suoi propri magistrati. Di quel periodo sono diversi mausolei e numerosi resti di ville rustiche disseminati nella campagna circostante. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente inizia anche la decadenza della città.Blera fu tra le prime diocesi ed ebbe propri vescovi dal 457 al 1093, quando venne unita alla diocesi di Toscanella (odierna Tuscania); nel 1192 fu unita a quella di Viterbo. La tradizione indica in San Vivenzio (odierno protettore del paese) il primo vescovo. A Blera visse anche, tra il IV e V secolo San Sensia Martire.A Blera è nato papa Sabiniano I (604-606); per qualche tempo si è ritenuto di Blera anche Papa Pasquale II (1099-1118), di Bleda in Romagna (si veda la permanenza del toponimo urbano di Piazza dei Papi).Nel 772 subì la prima distruzione, dopo un assedio, da Re Desiderio, per risposta a Papa Adriano I che aveva richiesto la restituzione dei territori occupati dai Longobardi. Dal XIII al XV secolo appartenne alla famiglia Di Vico. Nel 1247, per rappresaglia contro questa famiglia, l'esercito di Federico II di Svevia, comandato da Alessandro Calvelli, nel quadro delle lotte tra guelfi e ghibellini, la distrugge. Dopo l'estinzione dell'ultimo membro di questa famiglia Blera viene data in feudo, nel 1400, da Bonifacio IX ai conti Francesco e Nicola Anguillara. Dopo la deposizione dei loro successori, per dissidi con papa Paolo II, nel 1465, la città rimarrà sotto la reggenza della Santa Sede fino al 1516; del 1515 è il primo degli Statuti Comunali rimasti. Nel 1516 il papa Leone X la dona, come feudo, a Don Lorenzo Anguillara di Ceri e sotto questa famiglia rimarrà fino al 1572, anno della morte senza eredi del figlio di Lorenzo, Don Lelio. Da allora fino al 1870 sarà governata dalla Camera Apostolica.Con l'avvento del Romanticismo e la rivalutazione delle civiltà antiche, il paese viene descritto in diverse pubblicazioni sugli Etruschi, di cui la più famosa resta quella di George Dennis, The cities and cemeteries of Etruria. Nel 1914 è meta di una missione archeologica tedesca, che pubblica un approfondito studio sulla città, quindi a cavallo degli anni cinquanta e sessanta l'Istituto Svedese di Studi Classici, anche con la partecipazione diretta del re di Svezia, Gustavo VI Adolfo, inizia uno studio sistematico che porterà alla valorizzazione del villaggio protostorico ed etrusco di San Giovenale e di quello di Luni sul Mignone.SimboliPer la comunità blerana la figura di San Vivenzio è talmente importante da essere raffigurata in abiti pontificali in uno scudo, al centro del gonfalone comunale. Il gonfalone è rappresentato da un drappo di colore bianco, riccamente ornato di ricami in argento e caricato dello stemma comunale, con l'iscrizione centrata in argento: Comune di Blera. Le parti ed i cordoni sono argentei. Lo stemma ha la seguente blasonatura: "d'argento alla figura di San Vivenzio Protettore, in abiti pontificali, tenente nella destra il pastorale, e nella sinistra una chiesa".OnorificenzeSocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Tradizione e folcloreMarzo-AprileGiovedì santo: rappresentazione dell'ultima cena;Venerdì santo: rappresentazione della passione di Gesù Cristo;Lunedì di Pasqua: pellegrinaggio alla grotta di San Vivenzio.MaggioSeconda domenica: pellegrinaggio alla grotta di San Vivenzio;Giugno, luglio e agostoTerza domenica di giugno: festa di San Senzia (Compatrono) e Sagra Antichi Sapori de 'na vorta.Estate Blerana, varie feste e stand gastronomici;Agosto: Sagra dello stratto al tartufo e dello gnocco al castrato;Ultimo fine settimana di agosto (dal venerdì al lunedì): festeggiamenti in onore di Sant'Ermete (Compatrono della città e Patrono dell'Università agraria) e sagra del tartufo e dei prodotti biologici locali.SettembreSeconda domenica: festeggiamenti in onore della Madonna della Selva.NovembreFine settimana successivo all'11 novembre: «San Martino, ogni mosto diventa vino», cene nelle caratteristiche cantine scavate nel tufo del centro storico.Dicembre11 dicembre: festeggiamenti in onore di San Vivenzio (Patrono della Città).ReligioneLa parrocchia di Blera (antica Diocesi di Blera) appartiene alla diocesi di Viterbo, che è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla Regione ecclesiastica Lazio. È intitolata a Santa Maria Assunta in cielo e San Vivenzio.A Blera sono presenti alcuni Gruppi parrocchiali e tre confraternite:Confraternita del Gonfalone e di San Vivenzio (detta Confraternita della Bianca);Confraternita Pia Unione della passione di Gesù Cristo (detta Confraternita della Nera);Confraternita dell'Addolorata;Azione Cattolica;Unitalsi.In passato era presente anche una quarta confraternita dedicata al Santissimo Sacramento (detta La Rossa).IstruzioneScuoleScuola Materna StataleScuola Elementare Statale - Circolo didattico di CapranicaScuola Media Statale "Mario Giovanni Alberti"MuseiMuseo civico "Gustavo VI Adolfo di Svezia" - Il cavallo e l'uomo.BibliotecheBiblioteca Comunale "Domenico Mantovani".StampaLa TorrettaPersone legate a BleraVivenzio di Blera, vescovo, santo dalla Chiesa cattolica, è patrono della cittadina di Blera, morto a Blera nel 484;Papa Sabiniano, papa, nato a Blera nel V secolo;Renzo degli Anguillara, morto a Blera nel 1536;Giuseppe Alberti, medico e senatore socialista, nato a Blera nel 1902;Alina Deidda, cantante, seconda classificata al Festival di Sanremo 2003- Categoria Nuove Proposte;Angelo Peruzzi, ex calciatore e campione del mondo 2006, nato a Blera nel 1970;Alfredo Balloni, ciclistaInfrastrutture e trasportiFerrovieFino al 1961 il paese aveva anche due stazioni ferroviarie sulla ferrovia Orte-Capranica-Civitavecchia:la trafficata stazione di Blera.la stazione di Civitella Cesi.Dal 1961 al 1963, in seguito all'interruzione dovuta a una frana nel tratto verso Civitavecchia, la stazione di Blera fu capolinea dei treni regionali provenienti da Orte. Successivamente la linea fu dismessa tra Civitavecchia e CapranicaAttualmente, dopo gli imponenti lavori riguardanti sedime ferroviario, ponti e gallerie avvenuti fino ai primi anni '90, si parla di una possibile riapertura, che però per ora rimane sulla carta. La stazione ferroviaria attiva più vicina è a Vetralla (7 km) sulla linea FR3 Roma-Capranica-Viterbo.StradeBlera, tramite la Strada provinciale 41 Blerana, è collegata a Vetralla.MobilitàBlera è collegata, attraverso i bus COTRAL, a Roma Cornelia (una sola corsa), Roma Saxa Rubra, Viterbo, Barbarano Romano, Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Monte Romano, Tarquinia, Civitavecchia e Vetralla.AmministrazioneNel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Bieda passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo. Nel 1952 Bieda cambiò denominazione in Blera.Università Agraria di BleraL’Università agraria di Blera è un’antica Arte Agraria, già esistente nel 1894 (Legge istitutiva delle UA), che ad oggi gestisce terreni, terreni boschivi, seminativi e pascolivi per una superficie di 3.572.62.90 haAmministrazioni dell'Università Agraria di BleraSportCalcioL'unica squadra di calcio presente in paese è la squadra amatoriale 'Amatori Blera', vincitrice della Coppa Italia provinciale e della supercoppa, organizzata dalla federazione amatoriale A.F.I.A.C.A.Architetture religioseChiesa di Santa Maria Assunta in cielo e San Vivenzio;Chiesa di San Nicola di Bari (sconsacrata);Chiesa della Madonna del Suffragio;Chiesa della Madonna delle lacrime (Cappella del cimitero);Cappella di San Senzia;Chiesa della Madonna della Selva;Chiesa di San Vivenzio (Grotte di San Vivenzio).NoteVoci correlateDiocesi di BleraVivenzio di Blera (San Vivenzio)Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su BleraCollegamenti esterniScheda sul colombario romano della Necropoli della Lega sul sito Tesoridellazio.it

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