Comune

Avigliano

Avigliano, (Potenza)
Avigliano è un comune italiano di 11.721 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.GeografiaAvigliano sorge a 800 m s.l.m. (anche se nel suo territorio si raggiungono i 1.239 m s.l.m.) nella parte nord-occidentale della provincia.Nel territorio si trovano diverse montagne:Monte Caruso: 1239 mMonte Carmine: 1228 mMt. S.Angelo: 1121 mMt. Alto: 938 mConfina con i comuni di: Ruoti (6 km), Filiano (19 km), Potenza (20 km), Pietragalla (21 km), Bella (27 km), Atella (29 km) e Forenza (34 km). Dista come già detto 20 km da Potenza e 115 km dall'altro capoluogo di provincia lucano, Matera.ClimaLa temperatura media annua è di 12 °C; la temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di 3.3 °C e quella del mese più caldo (luglio) è di 21.4 °C. La temperatura minima assoluta è stata di -17 °C e la massima di 38 °C.La precipitazione media annua è pari a 844 mm, con punte di 1192 mm (precipitazione massima annua) e 679 mm (precipitazione minima annua). Il numero di giorni piovosi in un anno è di 92.StoriaToponimoIl toponimo deriverebbere da avis locum ("luogo dell'uccello"), una denominazione che sarebbe stata data da alcuni marinai orientali, oppure da locum avellani ("luogo dei noccioli").Nel territorio si è ipotizzata la presenza di un fondo tra la fine dell'età repubblicana e gli inizi di quella imperiale; sotto Traiano è menzionato un fundus Avillanus o Avilius, mentre successivamente una lapide funeraria dedicata ad una Villiana ha fatto supporre che l'abitato prendesse il nome da questa famiglia.MedioevoI primi reperti archeologici e documenti che testimoniano con certezza l'esistenza di Avigliano risalgono agli inizi dell'alto medioevo.Il primo documento nel quale la città è citata risale al 13 novembre 1127, sotto il dominio normanno. Il 18 luglio 1137 a Lagopesole, frazione di Avigliano, si tenne il quinto concilio di Melfi, nel corso del quale il papa Innocenzo II annullò la scomunica ai monaci di Montecassino, sostenitori dell'antipapa Anacleto II. Durante il concilio trovò qui ospitalità anche l'imperatore Lotario III, le cui milizie si erano unite a quelle del pontefice per sedare una rivolta a Bari.Nel secolo successivo, Federico II di Svevia decise di erigere un castello a Lagopesole, da destinare a soggiorno estivo e alla caccia con il falcone. Nel 1290 vi venne costruito il primo convento dei padri domenicani (1290) in Basilicata.Cinquecento e SeicentoAvigliano era legata fin dal XIV secolo al feudo di Melfi, dominato dalla famiglia Caracciolo. Nel secolo XVI fu costituita in università e i poteri dei feudatari furono limitati con una convenzione stipulata nel 1579. Nel 1612 il feudo di Avigliano passò ai Doria.Nel 1694 si verificò una carestia a seguito di una lunga siccità; nel terremoto dell'8 settembre ad Avigliano furono distrutte una ventina di abitazioni e danneggiati gravemente il palazzo baronale e la chiesa madre, ma non si contarono vittime. La popolazione fece voto di erigere una cappella votiva alla Madonna del Carmine che l'aveva salvata da maggiori danni. Due anni dopo, infatti, il capitolo ecclesiastico di Avigliano dette inizio alla costruzione della cappella sulla Montagnola, che assunse la denominazione di Monte Carmine.Settecento e OttocentoNel 1799 nobili, popolani e religiosi appoggiarono la Repubblica napoletana e l'albero della libertà vi fu piantato il 19 gennaio, prima ancora dell'ingresso delle truppe francesi a Napoli.Gli aviglianesi ai moti del 1820 e del 1848, e successivamente a quelli unitari del 1860. Dopo lo sbarco di Garibaldi in Sicilia, nel maggio del 1860 fu costituito a Corleto il Comitato rivoluzionario lucano. I 124 comuni della Basilicata vennero suddivisi in 10 sub-centri insurrezionali. Ad Avigliano le truppe cittadine furono comandate dal sacerdote Nicola Mancusi. Con la cosiddetta insurrezione lucana la regione fu liberata dai Borboni prima ancora dell'arrivo di Garibaldi: Mancusi riunì in seguito una colonna di 700 armati di Avigliano, unendosi alle truppe provenienti dal Sud e accompagnò il generale fino a Napoli.Con il fenomeno del brigantaggio, nelle campagne e nei boschi di Lagopesole, frazione di Avigliano, ne sorsero i primi e più importanti nuclei, comandati da Carmine Crocco di Rionero in Vulture e da Giuseppe Nicola Summa, più noto come Ninco Nanco, di origine aviglianese. Tuttavia ad Avigliano i contadini e gli artigiani si riunirono ai borghesi respingendo nel 1861 la banda di Crocco dall'ingresso nel paese. Nei mesi successivi, dopo aver subito alcune sconfitte, il 19 novembre 1861 Crocco, con le bande falcidiate dalle perdite subite, dalle malattie, dal freddo, e dalle diserzioni, decise di attaccare Avigliano malgrado la dichiarata contrarietà di José Borjès. Giunti nella cittadina con la popolazione in armi e pronta a difendersi, le formazioni comandate da Crocco attaccarono ma non riuscirono a superarne le difese. Considerate le perdite subite e la manifesta impossibilità di ottenere il successo, Crocco fece suonare la ritirata rifugiandosi ancora una volta a Lagopesole. il Consiglio Provinciale della Basilicata dell’11 gennaio 1862, nel considerare eroica la resistenza di Avigliano dichiarò: “Benemeriti della Patria…anche i cittadini di Avigliano…che con tanto coraggio e tanto patriottismo seppero difendere le mura dei padri loro.” Avigliano fu inoltre toccato dal fenomeno dell'emigrazione: nel solo periodo 1884-1913 furono in 9.000 a lasciare il paese per raggiungere gli Stati Uniti in cerca di fortuna.NovecentoDurante la prima guerra mondiale i soldati aviglianesi furono inviati a combattere sul Carso.Nel 1926 venne inaugurato nella piazza principale un monumento dedicato a Emanuele Gianturco, giurista e politico nato ad Avigliano. Con il contributo degli aviglianesi emigrati negli Stati Uniti, il 25 maggio 1930 fu inaugurato inoltre un monumento ai Caduti del Mezzogiorno e, nel corso della stessa cerimonia anche la linea ferroviaria tra Avigliano città e Avigliano scalo, costruita dalla Società mediterranea per le linee ferrate calabro-lucane e che permetteva il collegamento di Avigliano alla linea ferroviaria Potenza-Foggia, e a quella verso Bari. Nel 1935, con la realizzazione del tronco autonomo Avigliano scalo - Potenza inferiore, la linea ferroviaria ebbe un collegamento diretto con la città di Potenza. Sempre nel 1935 furono edificati il Riformatorio giudiziario, dipendente dal Ministero di grazia e giustizia, e l'edificio scolastico elementare che in seguito fu intitolato a Silvio Spaventa Filippi.Avigliano divenne luogo di confino per molti ebrei e internati politici di fede antifascista.StemmaLo Statuto comunale della Città di Avigliano, all'art.3,, afferma cheIl medesimo articolo afferma cheLuoghi d'interesseArchitetture religioseChieseBasilica Pontificia di Santa Maria del CarmineCostruita in età medievale e ristrutturata più volte nel coso dei tempi sino al XIX secolo e completata nel 1854.. Composta da tre navate al suo interno vi sono numerose statue in legno policromato del XVIII e preziosi come la croce processionale, datata 1880. Contiene una piccola biblioteca con "Vita del Beato Luigi Gonzaga" del 1609..Chiesa di Santa Maria degli AngeliEdificata nel 1615, ristrutturata più volte e completata nel 1786.. Vi sono statue di San Francesco, Santa Maria degli Angeli e Sant'Antonio, composta da due navate, conserva numerosi altari in legno policromato e dorati del XVII secolo. Al suo interno vi sono numerosi dipinti di autori importanti dell'epoca come quelli di Pietro Antonio Ferro, di Girolamo Cenatiempo e Filippo Ceppaluni. Completano il tutto diverse sculture il legno policromato del XVII e XVIII secolo, e l'organo a canne.. Infine, di enorme pregio sono i portali del monastero. Anticamente vi era anche un vasto parco nelle vicinanze.Santuario di Santa Maria del CarmineEdificato in onore della santa per aver salvato la città da un temibile terremoto nel 1696, ristrutturato in occasione del Giubileo del 2000..Chiesa di San VitoEdificata nel XVII secolo al suo interno si ritrova un quadro datato 1640 del Bresciano raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Vito e Lorenzo.Chiesa della Santissima AnnunziataComposta da tre navate, all'interno sono conservati numerosi dipinti del XVIII e XIX secolo e sculture settecentesche.Chiesa di Santa Maria de Cornu Bonu, chiamata anche chiesa di Santa Maria delle GrazieSi conosce della sua esistenza dall'anno 1164, ristrutturata più volte nel corso dei tempi al suo interno si conservano alcune sculture settecentesche e la statua della Madonna delle Grazie, acquistata nel 1938.Cappella di San BiagioCappella antecedente al 1666, anche se la data di edificazione rimane sconosciuta,. Ristrutturata nel 1840 da Giulio Corbo e poi nel 1984.Chiesa di Santa LuciaEdificata nel 1566 dalla confraternita di Sant'Antonio di Vienna, il suo interno è stato abbellito grazie al lavoro di Giovanni Todisco.Cappella del CalvarioCostruita nel 1904, si raggiunge camminando in un sentiero in cui sono state poste le quattordici stazioni della "via Crucis", tutte in marmo. In seguito alla seconda guerra mondiale si aggiunse un arazzo russo raffigurante l'ultima cena.Chiesa della Santissima TrinitàEdificata nel 1743 da Matteo Vaccaro il cui stemma di famiglia ancora si osserva all'interno della chiesa..Ex cappella di San RoccoEdificata nel 1711, grazie ai lavori del 1787 e del 1855 e quelle del secolo successivo assunse le forme attuali. Inizialmente chiesa, in seguito divenne un oratorio. Attualmente è sede dell'Azione Cattolica parrocchiale.Chiesa di San Giovanni (non più esistente)Si trovava in corso Giuseppe Garibaldi ed era caratterizzata dal portale in bugnato del XVI secolo.Monasteri e conventiMonastero dei Frati Minori RiformatiEdificato grazie all'autorizzazione pervenuta nel 1615 con una bolla pontificia, venne costruito presso la collina Impiso. Nel XIX secolo divenne famoso grazi al lavoro svolto dal monsignor Luigi Filippi..Convento dei Padri DomenicaniEdificato grazie a Zenobia Scaglione vedova di Giuseppe Caracciolo, signore di Avigliano e Ruoti per evitare i lunghi spostamenti dei dominicani, nel 1605 iniziarono i lavori. Restaurato nel 1815 divenne un orfanotrofio provinciale fino al 1990..Convento delle Monache di San GiuseppeNato grazie alle richieste del sacerdote don Leonardo Coviello lasciate tramite testamento, venne completata nel 1704 venne aperto nel mese di giugno dell'anno 1705. Dal 1920 il numero di suore presenti era diventato esiguo e si arrivò alla chiusura nel 1926, e abbattuto nel 1966, al suo posto si trova una scuola materna.PalazziTorre di Taccone: ultima testimonianza della fortificazione che racchiudeva il primo nucleo abitato, di questa torre del XIV secolo rimane solo la base, mentre della muraglia, demolita agli inizi del Novecento, non resta traccia.Palazzo Doria: costruito nel XVII secolo ed ampliato nel 1734, la facciata principale, rimasta inalterata, si affaccia sulla piazza Emanuele Gianturco. Gli altri lati dell'edificio sono stati invece rimaneggiati, compreso quello di accesso, che tuttavia conserva portali seicenteschi. Il portale centrale, a piano terra, conserva una cornice architravata in pietra lavorata con motivi floreali.Palazzo Palomba: possiede una torre con l'orologio che domina la piazza, e conserva la facciata settecentesca. All'interno è oggi ospitata la casa di riposo fondata nel 1898.La famiglia Palomba fu tra le protagoniste dell'esperienza rivoluzionaria del 1799 aviglianese. Francesco Paolo, studente di giurisprudenza a Napoli innalzò il tricolore a Castel Sant'Elmo, come ricorda una targa posta all'interno della fortezza, venendo poi ucciso negli scontri susseguenti; Nicola, sacerdote, fu commissario della Repubblica per la difesa di Altamura contro le truppe del cardinale Fabrizio Ruffo e al ritorno dei Borbone fu decapitato in Piazza del Mercato a Napoli. In seguito il palazzo passò per via ereditaria agli Stolfi. A fine Ottocento venne ceduto al comune.Palazzo Sponsa: la parte inalterata del palazzo seicentesco si affaccia su corso Garibaldi e conserva due balconate.Palazzo Salinas: conserva la fattura settecentesca, con un portale d'ingresso in bugnato. La facciata è stata rimaneggiata. Il portale immette in un cortile dove una scalinata conduce nelle stanze del palazzo.Palazzo Masi: attiguo al Palazzo Salinas, conserva la struttura settecentesca. All'interno vi è un cortile con un pozzo per l'acqua; l'esterno presenta balconate e finestre ornate da cornici architravate, e un portale d'ingresso sormontato dallo stemma in pietra della famiglia.Palazzo Corbo di Sopra: struttura settecentesca, su due piani, domina la piazza principale, con balconcini in ferro battuto, e decorazioni a stucchi e le lesene della facciata in stile barocchetto.Palazzo Corbo di Basso: situato nel quartiere "dietro le Rocche", domina la vallata con una sorta di torrione quadrangolare. Costruito a partire dal XIV secolo, quando la famiglia arrivò in Avigliano da Sulmona ove apparteneva al patriziato cittadino, il palazzo subì costanti rimaneggiamenti assumendo il suo aspetto attuale probabilmente nel XVII secolo. Conserva un bel portale in pietra. Ha subito un rifacimento moderno che ne ha completamente mutato le suddivisioni interne ed è ora adibito a case popolari.Palazzo Sarnelli: edificio tardoseicentesco, realizzato per volontà di Nicola Sarnelli nella seconda metà del Seicento, recentemente ricostruito, conserva un portale d'ingresso e, all'interno, un ballatoio. La famiglia Sarnelli diede il suo nome ad una delle frazioni del comune; lasciata Avigliano dopo il terremoto del 1694, si stabilì definitivamente a Napoli acquisendo la baronia di Ciorani; vi appartenne il beato Gennaro Maria Sarnelli e Vincenzo Maria Sarnelli, vescovo di Castellammare di Stabia nel 1879 e cardinale di Napoli nel 1897.Palazzo Labella: struttura ottocentesca, formata da vari piani, presenta ringhiere e un portale d'ingresso.Palazzo Gagliardi: la facciata conserva la fattura settecentesca con portali in pietra ed un cornicione. L'accesso avviene attraverso un portale in bugnato, sormontato dallo stemma della famiglia, che immette in un giardino pensile chiuso da arcate.Convento dei padri domenicani: costruito nel 1605, fu soppresso nel 1809 e trasformato prima in Collegio reale nel 1852, poi in Orfanotrofio provinciale, chiuso nel 1990. Attualmente ospita gli uffici comunali e conserva la fattura seicentesca con balconate sostenute da gattoni.MonumentiMonumento a Emanuele Gianturco: statua in bronzo realizzata dallo scultore Gaetano Chiaromonte nel 1926, collocata nella cinquecentesca piazza intitolata al giurista aviglianese.Monumento ai caduti della prima guerra mondiale: statua realizzata nel 1929 dallo scultore Carmine Filipponi, si trova nella villa comunale costruita contestualmente al monumento.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Fino al 1951 faceva parte del comune di Avigliano anche Filiano.Dialetto aviglianeseNei comuni di Avigliano e di Filiano ed in alcune frazioni di Ruoti e di Bella (San Cataldo, Serra di Pepe e Spinosa), di Pietragalla (San Giorgio, San Nicola), di Atella (Sant'Ilario) si parla un dialetto locale denominato "aviglianese", appartenente al gruppo dei dialetti italiani meridionali.È presente nella pronuncia un suono di consonante occlusiva retroflessa sonora: ḏḏ ɖ, si pronuncia come d mettendo però la lingua fra i denti e il palato. Nell'aviglianese solitamente ha grado doppio (esempio: cavaḏḏe per cavallo).Altre caratteristiche di pronuncia:la «e» in finale di parola viene soppressa foneticamente, e non forma alcuna sillaba con la lettera preceduta;se la «e» in finale di parola è accentata si pronuncia;nel modo infinito del verbo, le vocali presenti risultano essere quasi sempre accentate;nella particella pronominale «ci», la consonante «c» si trasforma in «n»;le parole al singolare che cominciano per "ca" diventano "cua" o "qua";le parole al plurale che cominciano per "ca" rimangono invariate.Feste religiose1º maggio e ultima domenica di maggio: festa in onore della Madonna delle Grazie14-15 giugno: festeggiamenti in onore di San Vito San Modesto Santa Crescenza Martiri15-16 luglio: festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine2ª domenica di settembre: festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine16 dicembre: processione di ringraziamento alla Madonna del CarmineNumerosissime sono le feste religiose nelle varie frazioni e contrade del territorio di Avigliano dalla festa del Sacro Cuore di Gesù a Possidente, della Madonna Incoronata a Stagliuozzo, della Madonna del Carmelo a Sant'Angelo, di San Rocco a Montalto, di San Filippo Neri a Piano del Conte, della Santissima Trinità a Lagopesole, a quella di Sant'Anna a Cacabotte-Badia e di San Paolo a Paoladoce e quella di San Giovanni Battista a Frusci. Altri santi venerati nelle contrade sono San Giuseppe il 19 marzo con i falò, San Vincenzo a Sarnelli, Santa Lucia, Sant'Antonio Abate, San Biagio, San Michele, San Nicola, San Cataldo.Feste, sagre e tradizioni popolari17 gennaio, Sant'Antonio abate festeggiato nella cappella di Santa Lucia.20 gennaio, si festeggia San Sebastiano, la cui statua si trova nella Chiesa madre.3 febbraio, si festeggia San Biagio; secondo la tradizione, i fedeli portano a benedire del pane che proteggerà dal mal di gola.19 marzo, si festeggia San Giuseppe nel convento delle Suore Betlemite; secondo la tradizione, si accendono i falò nei quartieri e si mangia la cucìa, composta da granoturco, grano e ceci.20 maggio, secondo la tradizione, all'Ascensione di Gesù si mangiano le tagliatelle, dette lahane, con il latte.10 giugno, si festeggia il Corpus Domini con la processione del Santissimo Sacramento e, secondo la tradizione, nei vari quartieri si allestiscono degli altarini.13 giugno, Sant'Antonio da Padova si festeggiava nell'antico convento dei Riformati, e nel piazzale antistante i fedeli mangiavano lu quauzone, focaccia ripiena di ricotta e uova.14 giugno, vigilia di San Vito, patrono della città, con il corteo storico della sfilata dei turchi con la nave15 giugno, si festeggia San Vito, patrono della città24 giugno, si festeggia San Giovanni nella nuova omonima chiesa.16 luglio, si festeggia la Madonna del Carmine, la cui statua, ricoperta d'oro e accompagnata dai cinti (altari di candele), sale in processione dalla Chiesa madre alla cappella del monte Carmine, dove resta fino alla seconda domenica di settembre.L'ultimo venerdì, sabato e domenica di agosto, Sagra del Baccalà e dei prodotti tipici aviglianesi.La seconda domenica di settembre, si festeggia il ritorno della Madonna del Carmine.CulturaBibliotecaNel 2007, per iniziativa della Società operaia di Mutuo Soccorso è stata inaugurata una biblioteca, intitolata a Tommaso Claps, ricca, soprattutto, di opere giuridiche, anche dei secoli scorsi.Pubblicazioni localiA pie' del Carmine di Tommaso Claps (1906): raccolta di "bozzetti e novelle basilicatesi", come recita il sottotitoloLa mia terra del sud di Emilio Gallicchio (1969): storia della città attraverso documenti, biografie di personaggi illustri, luoghi d'interesseAvigliano. Fra memoria e storia di Michele Ostuni (1993): raccolta di documenti, per la conoscenza della storia della cittàNel Belvedere di Francesco Galasso (1989): sul dialetto di Avigliano, con poesie, racconti e modi di dire tradotti e commentati, e un elenco dei soprannomi delle famiglie cittadineGlossario etimologico del dialetto aviglianese di Luigi Telesca (1992): dizionario aviglianese-italiano, con oltre 10000 vociI canti della tradizione aviglianese di Nazzareno Colangelo (2004): antologia di canti, sia popolari sia scritti da aviglianesi (su tutti Vincenzo Manfredi e Angelo Santarsiero)Canzoniere della gente aviglianese di Michele Ostuni 2004: raccolta di canti popolariIl 1799 ad Avigliano di Michele Ostuni 1999: cronaca degli avvenimenti svoltisi in AviglianoAvigliano nella Statistica murattiana del 1811 di Michele Ostuni (1995)Pubblicazioni in dialettoQuadretti aviglianesi di Domenico Manfredi, 1976Tutto in aviglianese di Giuseppe Viggiano, 1972Versi di Giovannina Viggiano, risalenti agli anni 1907-1967, pubblicati nel 1998La poesia dialettale del sacerdote Don Marco Sabia, di Emilio Gallicchio, 1974" Omaggio al poeta-sacerdote Don Marco Sabia - Poesie e scritti vari", di Michele Ostuni (2004)Gli ritti andìchi, di Michele Ostuni, 2005Fede,religiosità popolare e preghiere in Avigliano, di Michele Ostuni 1998Avigliano si racconta ai ragazzi, di Michele Ostuni (1996)Omaggio al poeta Michele De Carlo - Poesie scelte con l'aggiunta del Parnasuccio Aviglianese (inedito), di Michele Ostuni (2002)Glossario del dialetto aviglianese, di Michele Ostuni (2009)Gli annumati r'Avigliano ovvero I soprannomi aviglianesi, di Michele Ostuni (2010)Pubblicazioni periodicheAlmanacco aviglianese, edito a partire dal 1992 dal circolo giovanile ANSPI "Don Mimì Mecca"; calendario pubblicato in dialetto, ogni anno su un tema diverso, che raccoglie antiche fotografie, ricette di piatti tipici, modi di dire e tradizioni.Agenda aviglianese, in dialetto, promossa dall'associazione San Vito MartirePersone legate ad AviglianoEmanuele Gianturco, giurista e politicoTommaso Morlino, politicoSilvio Spaventa Filippi, giornalista, traduttore e scrittoreVincenzo Verrastro, politicoGiampaolo D'Andrea, politico e storicoGiulio Stolfi, giurista e poetaLuigi Filippi, arcivescovoNinco Nanco, briganteVirgilio Corbo, archeologoAntonio Santoro, marescialloRomualdo Coviello, politicoNicola Coviello, giuristaAssociazioniAssociazione culturale e ricreativa San Vito Martire - corteo storico di San VitoGruppo Folkloristico Aviglianese: spettacoli di canti e balli popolari.Orchestra a plettro intitolata a Domenico Manfredi che la fondò nel 1956.CICS (Centro Iniziative Culturali e Sportive): in circa vent'anni di attività ha organizzato numerosi convegni e pubblicato testi su varie tematiche.SportBasketPallacanestro AviglianoLa Pallacanestro Avigliano non è l'unica squadra di basket di Avigliano. Partecipava al campionato regionale under17 e under15. Dal 24 luglio 2012 è nata una nuova associazione di pallacanestro ad Avigliano il suo nome è MiniBasketSchool Avigliano il cui raggio d'azione è principalmente rivolto al Settore Mini Basket ossia (5-11 anni); partecipa ai campionati regionali Mini Basket.CalcioAvigliano CalcioLa principale squadra di calcio della città è l'Avigliano Calcio che attualmente milita in Prima Categoria. Il campo di gioco è il "Comunale" di Avigliano in erba sintetica, con una capienza di circa 1.200 posti, mentre il colore sociale è il granata.StoriaLa società di Avigliano nasce nel 1927 grazie alla fusione di svariate rappresentative di quartiere. Dopo aver militato per decenni nei campionati minori, al termine della stagione 1975-76 si classifica al primo posto in Prima Categoria lucana e viene ammessa alla Serie D, ma l'anno successivo retrocede dopo una stagione giocata allo Stadio Alfredo Viviani di Potenza. Il miglior piazzamento nella storia del club avviene nel campionato 1978-79: classificatasi seconda, la squadra perde lo spareggio giocato il 3 giugno 1979 contro L'Aquila Calcio per poter disputare l'anno seguente il campionato di Serie C2. L'anno successivo arriva terza, perdendo la possibilità di ottenere la promozione all'ultima giornata contro l'Associazione Calcio Martina.Nella stagione 1981-82 retrocede nel campionato regionale di Promozione dove rimane fino alla stagione 1990-91 quando ottiene la promozione alle ultime giornate. Nella stagione 1992-93 arriva al quinto posto e nel campionato 1993-94 retrocede in Eccellenza lucana, dove tuttora milita.Palmarès 4 Coppe Italia Regionali: 1965-66; 1967-68; 2005-06; 2006-07Miglior piazzamento in Serie D: 2º nella stagione 1978-79.

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