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Sedico

Sedico, (Belluno) Tempo di lettura: circa 15 minuti
Sedico (Sédego in veneto) è un comune italiano di 10.049 abitanti della provincia di Belluno in Veneto. I suoi abitanti sono chiamati sedicensi.Il capoluogo é situato a 10 chilometri a sud-ovest di Belluno, nella parte centrale della Valbelluna, tra le Prealpi venete e il fiume Piave. Il territorio comunale è in gran parte compreso dal 1990 nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Geografia fisicaTerritorioIl comune di Sedico si estende tra il fiume Piave a Sud, il torrente Cordevole ad Ovest (torrente che al confine con il comune di Santa Giustina si immette nel Piave), i Monti del Sole ed il Gruppo dello Schiara a Nord, ed il torrente Gresal ad Est.Il 65% della superficie (59,79 km²), che corrisponde alla parte settentrionale del comune, è compreso dal 1990 nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Nel comune di Sedico si trova la più alta cima del Parco, il Monte Schiara, che con i suoi 2.565 metri s.l.m. domina tutta la Val Belluna (altitudine massima del comune).La conformazione del territorio comunale è per la maggior parte collinosa per la presenza di numerosi colli e declivi che interessano quasi tutte le zone, tanto a monte quanto a valle. La zona meridionale del territorio comunale, che giace sul fondovalle della Val Belluna alla confluenza del Cordevole con il fiume Piave (275 m s.l.m, altitudine minima del comune), è caratterizzata da un'area pianeggiante dove si sono sviluppati i maggiori centri urbani (Sedico e Bribano).ClimaIl comune nelle zone abitate é caratterizzato da un clima prealpino, con inverni piuttosto rigidi ma non freddissimi (temperature che scendono molto raramente sotto i -15° C), primavere ed autunni piovosi ed estati temperate (media estiva di 20). Di seguito i dati con valori dal 1 gennaio 1994 al 31 dicembre 2013 registrati dalla stazione dell'Arpav sita a Sospirolo (comune adiacente a quello di Sedico).StoriaPreistoriaIl centinaio circa di manufatti litici in selce rinvenuti tra il 2002 e nel 2003 a Triva e dintorni, fa pensare che in quella zona tra il tardo Neolitico e l’Eneolitico (da 5.500 a 4.000 anni fa) sia esistito un insediamento, il più antico finora conosciuto del comune. Probabilmente si trattava di un villaggio di modeste dimensioni, abitato essenzialmente da un esiguo nucleo di agricoltori. Sempre nel 2003, il gruppo archeologico dell'agordino A.R.C.A. ha effettuato una prima campagna di scavo nel riparo sotto la roccia (probabilmente di antichi pastori), che era stata scoperta qualche anno prima in Val del Mus, una laterale della Val Pegolèra in comune di Sedico. Dai reperti ritrovati (essenzialmente cocci di vasi e una punta di freccia in selce) si fa risalire la frequentazione del sito all’Età del Bronzo. Basandosi sui rinvenimenti effettuati nella zona di Noal (vedi monumenti),gli archeologi tendono a dimostrare l'esistenza di un insediamento risalente all'incirca a tremila anni fa (1.200 a.C. circa). Si tratta di un castelliere, ossia di villaggio fortificato in altura, forse unico nel Veneto ancora integro. È situato sulla sommità del colle "dei Mirabei", in luogo dominante la pianura e facilmente difendibile: lo testimoniano le complesse strutture murarie sovrapposte a secco, ancora ben visibili. Epoca romanaIn epoca romana il territorio del comune, abitato certamente in alcune sue parti, era oltretutto attraversato da importanti vie di comunicazione, come la strada Feltre-Belluno che passava sull'asse sull'asse Bribano-Triva-S. Fermo (l’archeologo Alessio De Bon considerò, nel 1938, che fosse parte della Via Claudia Augusta). Altre strade minori romane attraversavano le frazioni del comune di Sedico: in una di esse, nei pressi di Mas, sono stati rinvenuti qualche anno fa i resti di una torre di guardia con reperti romani (borchie militari di bronzo a margherita risalenti al I-III sec. d.C.). Infine, riguardo i toponimi, ne sono di sicura origine romana parecchi,: quelli in "ico" ed "igo" (come Sedico) sono i più antichi e riprendono l’uso celtico della terminazione dei nomi propri, per indicare i possessori dei terreni; quelli in "ano" (come Bribàno, Longàno, Libàno) si riferiscono alla colonizzazione romana. MedioevoIl periodo medievale vide Sedico con i suoi castelli al centro di contese in particolare con i Trevigiani. Vi è un episodio significativo e riportato dalle cronache del tempo: nell'aprile 1196, i Feltrini e i Bellunesi (guidati dal vescovo), giunsero al castello di Mirabello (auttale Mirabei di Noal) e, dopo averlo occupato, si occuparono di quello di Landredo (attuale Landris) dove caddero molti soldati trevigiani e ben quaranta vennero fatti prigionieri. Ogni paese inoltre in generale aveva il suo signorotto, che viveva in una specie di casa-fortezza provvista di torre; di queste, restano poche testimonianze (a Barp, Cugnàch, Villiago e nel centro di Sedico), difficilmente riconoscibili per aver subito delle radicali trasformazioni dopo l’ordine di Venezia del 1421 di abbattere ogni torre nella provincia. Le famiglie nobiliari prendevano il nome dal luogo dove risiedevano; così vi erano i da Libàno, i da Pasa, i Barpi, ecc. Lungo la via che portava dalla pianura padana alla Germania (lungo l'asse Treviso-passo San Boldo-Sedico-Agordo- passo Valparola-Bressanone-Innsbruck), nel tratto compreso tra Roe Alte e La Muda sorsero nel XI e XII secolo ben cinque ospizi, di cui uno in comune di Sospirolo (a San Gottardo) e quattro in quello di Sedico (a Candàten, Agre, San Vigilio di Roe, Perón). A partire dal Basso Medioevo anche gli abitanti del comune di Sedico si organizzarono in Regole, che garantivano un governo della cosa pubblica e della vita comunitaria del territorio delle frazioni. Compito della Regola era quello di provvedere alla viabilità, alla sistemazione degli argini dei torrenti, all’assegnazione di legname, dei pascoli, dei territori da sfalciare e, inoltre, provvedere ai principali bisogni della Chiesa. Il territorio del comune, fino all’arrivo di Napoleone, risulterà diviso nettamente in due, con la Parte Alta appartenente al Pedemonte e quella Bassa alla Pieve di Sedico. Età modernaDurante l'epoca moderna, la dominazione della Repubblica di Venezia attraversò quasi quattro secoli di storia, dal 1404 fino alla sia caduta del 1797. È in quest'epoca che si svilupparono numerose segherie (nella zona dei Meli) che lavoravano i tronchi che discendevano dall'Agordino mediante fluitazione lungo il Cordevole. Nella Parte Alta del comune era importante l'industria delle mole, estratte nella zona tra Libano e Tisoi (comune di Belluno) e che venivano esportate in tutta Europa. Eta contemporaneaCon l’arrivo di Napoleone, Sedico entrò a far parte del Regno Italico, poi nel 1812 passò all’Austria ed infine nel 1866 venne annessa al Regno d’Italia. La storia più recente del comune parla, a partire della seconda metà del XIX secolo e della famigerata tassa sul macinato, come per tutto il Bellunese ed il Veneto, di ondate di emigrazione verso le Americhe (Stati Uniti, Argentina e Brasile) negli anni '80 e '90 dell'Ottocento e ancora agli inizi del Novecento. In vent’anni, tra il 1876 e il 1896, partirono 809 persone di tutte le età quando il comune contava poco più di 4.000 abitanti. Particolare è l'esistenza in Brasile di città e paesi fondati da Bellunesi, che durante la dittatura brasiliana di Getúlio Vargas cambiarono di nome (per esempio Nova Belluno in Siderópolis). Vi sono quindi numerosi discendenti bellunesi provenienti anche dal Comune di Sedico: per esempio il cognome Pavei, tipicamente sedicense, è molto diffuso nello stato di Santa Catarina (Gianni De Vecchi, storico locale, numera in più 2000 i discendenti diretti). La memoria di queste emigrazioni si sta recuperando grazie a gemellaggi tra comuni bellunesi e brasiliani iniziati a partire dagli anni Ottanta-Novanta. Per il momento Sedico non ha ancora stretto patti d'amicizia con alcuna città brasiliana. Nella Prima Guerra Mondiale il territorio del Comune è "retrovia". Basti citare le baracche che fra Landris e Seghe di Villa erano adibite alla lavorazione di corde per i militari, o il parco macchine dell'esercito in Villa Miari. A Villa Patt si insedia il Comando della 4ª Armata e a Bribano, nelle scuole Elementari, c'è l'ospedale. Dopo la disfatta di Caporetto, Sedico venne a trovarsi in zona austriaca fino alla fine del conflitto.Dopo il Biennio rosso, anche a Sedico il fascismo prese il sopravvento. Tra lunedì 6 e martedì 7 novembre 1922 il municipio fu occupato da squadristi che costrinsero l’amministrazione socialista guidata dal sindaco Luigi Cavallini, liberamente eletta nelle elezioni 1920, a dimettersi. Durante l'epoca fascista, nonostante la dittatura e la crisi economica post '29, sorgono in paese alcune istituzioni come la casa di riposo, la scuola di Libano, gli asili Bribano e Sedico e la ferrovia Bribano - Agordo. Durante la Seconda Guerra Mondiale dopo l'8 settembre 1943 la provincia di Belluno, insieme all'Alto Adige ed il Trentino, fu occupata da parte dei nazisti nella Operationszone Alpenvorland - Zona di operazioni delle Prealpi, appendice del Terzo Reich, sotto il comando del Gauleiter Franz Hofer. Numerose furono le bande di partigiani che si scontrarono con l'esercito tedesco e con il "Corpo di Sicurezza Bellunese" (CSB) e che in comune di Sedico spesso trovarono rifugio nelle montagne come la Pala Alta. Da ricordare inoltre che Bribano fu in larga parte bombardata dagli aerei alleati che cercavano di distruggere il ponte sul Cordevole per tagliare la ritirata all'esercito tedesco.Il DopoguerraDal Dopoguerra fino ai giorni d'oggi, Sedico ha conosciuto un continuo incremento demografico, dovuto alla sua posizione privilegiata adiacente al Comune di Belluno, alla presenza della Luxottica e di piccole e medie industrie, ed di numerosi servizi che attirano l'emigrazione interna dai comuni di montagna della provincia.SimboliStemma del comuneDue lame di sega in campo azzurro. Esse sono simbolo delle numerose segherie che in epoca veneziana e nell'Ottocento si trovano essenzialmente in zona i Meli, che lavoravano i tronchi che discendevano lungo il Cordevole dall'Agordino mediante fluitazione.Monumenti e luoghi d'interesseArchitetture religioseArcipretale di Santa Maria Annunziata (Sedico) - Inaugurata nel 1939, contiene una Madonna col Bambino su tavola di Tiziano – Francesco Vecellio datata 1505Chiesetta di San Pietro in Corona (Sedico) - fondazione assai antica, forse di epoca longobarda (anteriore all'800 d.C.), la tradizione vuole che sia la prima chiesa cristiana edificata nella zonaChiesa di San Nicolò (Bribanet) - edificata nel 1502, è stata dichiarata monumento nazionale. Ospita una pala con trittico di Giovanni Agostino da Lodi .Chiesetta di San Giorgio - eretta prima dell'anno Mille a circa 1300 m s.l.m. sulle pendici del Monte PeronArchitetture civiliVilla Crotta (Poiane) - Fu costruita tra il XVI e il XVII secolo per il mercante lombardo Francesco Crotta, concessionario di tutte le miniere della Val Imperina. Si tratta di un complesso costituito da un oratorio e da un volume ad "L", a sua volta formato da due distinti corpi di fabbrica, quello del corpo padronale a tre livelli e quello più basso degli annessi rustici.Villa De Manzoni ai Patt (Sedico) - progettata e realizzata nell'Ottocento dall'architetto Giuseppe Jappelli e decorata dal pittore Giovanni De Min (grande e celebratissimo affresco La lotta delle Spartane,1836-37), si trova in zona panoramica a sud-ovest del capoluogo. È contornata da rustici e alla villa vi si accede attraverso una strada alberata.Villa Miari (Cugnach) - datata del 1464, gran parte degli elementi architettonici e strutturali le danno un'impronta seicentesca. All'interno ci sono affreschi dell'Ottocento appartenenti ad Ippolito Caffi raffiguranti una "Veduta di Costantinopoli", una "Veduta di Atene con l'Acropoli", una "Veduta di città sul mare con mulino a vento" e un "Paesaggio egiziano con sfinge e carovana".Villa Miari-Bentivoglio (Landris) - edificio del '700, si affaccia sulla piazzetta del paese. All'interno conserva affreschi attribuiti a Girolamo Moech.Villa Miari-Giacomini (Landris) - ha una storia antica che affonda le proprie radici nel Quattrocento, ma negli anni Venti fu rifatta in alcune sue partiVilla Rudio (Landris) - edificio seicentesco, domina il piccolo abitato di Landris. Vi si accede tramite un'ampia scalinata. Una delle sale al piano nobile è decorata con pitture di soggetto mitologico e storico: sul soffitto si può ammirare un "Genio alato", alle pareti scene con "Il convito di Nabucodonosor", "Aurora e Venere" e "Didone sul rogo".Villa Zuppani (Pasa) - notevole complesso d'origine cinquecentesco, presenta un grande timpano che allunga la facciata verso l'alto.Rifugio Bianchet - sorge a 1250 m. s.l.m. nella parte superiore della Val Vescovà, con vista sulla parete NO dello Schiara.Ex ospizio di Candaten - il primo documento scritto che ne attesta l'esistenza é datato 1208, anno in cui Pilone Nosadani ne fa vendita ai canonici di Belluno. La località era una tappa importante lungo il percorso che risaliva il Cordevole verso il Passo San Pellegrino e la Germania.Siti archeologiciComplesso archeologico di Noal (vicino a Sedico) - zona strategica in quanto in posizione sopraelevata, alla confluenza della Val Belluna con la Valle del Cordevole. Studi e scoperte dimostrano l'esistenza di insediamenti paleoveneti risalenti all'incirca a 3000 anni fa. Come afferma la Sovraintendenza Archeologica per il Veneto infatti, in questa zona era presente un villaggio fortificato (o castelliere) tra la fine dell'età del bronzo recente e gli inizi del bronzo finale (XII-XI secolo a.C.). Il carattere difensivo del castelliere protostorico dopo un lungo periodo di abbandono viene confermato anche per l'età medievale. Dopo un lungo periodo di abbandono, il sito dei Mirabei di Noal riacquisterà la sua funzione strategica e difensiva in età Medievale (VIII-XII secolo d.C.), quando sulla sommità di due rilievi dell'età del ferro saranno erette strutture difensive con basamento in materiali lapidei legati con malta ed elevato in strutture di legno.Aree naturaliIl Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi comprende nella parte nord del territorio comunale i Monti del Sole (circa metà in Comune di Sedico) e il Gruppo dello Schiara con la caratteristica Gusèla. Le vette più importanti e caratteristiche del comune sono:Monte Schiara (2.565 m .s.l.m.), la cui cima si raggiunge classicamente attraverso le vie ferrate Zacchi e Berti.Monte Talvena (2.542 m .s.l.m.)Cima del Burel (2.281 m. s.l.m.), conosciuta in ambito alpinistico per le numerose vie alpinistiche tracciate a partire dal 1967Monte Alto (2.069 m. s.l.m.)Monte Durone (2.002 m. s.l.m.)Pala Alta (1933 m s.l.m.)Monte Peron (1.486 m s.l.m.), la cui croce è visibile dal fondovalle.All'interno del Parco, la zona di Candaten, al lato del Cordevole, é inoltre attrezzata con area picnic e un'area sosta camper.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Etnie e minoranze straniereAl 1° gennaio 2013 il numero complessivo di residenti stranieri era di 623 persone (6,2% della popolazione totale) provenienti da:Romania - 132 residenti (pari al 21,2% della popolazione totale straniera)Albania - 112 (18%)Marocco - 72 (11,6%)Ucraina - 66 (10,6%)Cina - 45 (7,2%)Bosnia-Erzegovina - 35 (5,6%)Moldova - 24 (3,9%)Altri paesi - 137 (22%)Lingue e dialettiIl dialetto bellunese é ben praticato in tutto il comune a tal punto che la comunicazione orale (soprattutto informale) è spesso caratterizzata da una parlata che mescola alla sintassi (in italiano) numerosi termini del dialetto locale.Tradizioni e folcloreIl rolo, gioco quaresimale e pasquale tipico di Sedico e comuni limitrofi. Muniti di un uovo sodo colorato, bisogna farlo rotolare sulla pista di gioco (costituita da un asse di legno e da sabbia fina), per cercare di vincere le monete ivi sparse (toccandole con l'uovo) o colpire l'uovo degli altri concorrenti per guadagnare le loro monete vinte e altresì la possibilità di un nuovo lancio.Istituzioni, enti e associazioniIstituzioniVilla De Manzoni ai Patt è sede di rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di Belluno.EntiIl Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ha un comando presso Candaten affidato al Coordinamento territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato.AssociazioniAccanto alle numerose realtà presenti nel comune in differenti ambiti (sport, volontariato, scoutismo, motori, musica, danza, terza età, comitati sagre, protezione civile) é da citare la Proloco di Sedico, associazione di volontariato che conta oltre 200 soci.CulturaIstruzioneBibliotecheBiblioteca civica di Sedico, aperta nel 1982, contiene oltre 13.000 volumi e 150 film in formati diversi.ScuoleIn comune sono presenti tre scuole dell'Infanzia comunali (Sedico, Libano e Roe) ed una privata (Bribano), tre scuole elementari (Sedico, Libano e Bribano), una scuola secondaria di 1° grado (Sedico). Vi sono anche due scuole professionali, la Scuola del legno e la Scuola Edile C.F.P.M.E. (entrambe ubicate a Sedico).MuseiMuseo storico del 7º Reggimento Alpini, ospitato nella struttura di Villa De Manzoni ai PattTeatroI Sedegot - compagnia di teatro amatoriale sorta nel 1978, nell’ambito del CTG di SedicoMusicaCorpo Musicale Comunale di Sedico, fondato nel 1902 con il nome di Società FilarmonicaCoro San Giorgio, con sede a LibanoCoro Monti del Sole, nato nel 1971 CucinaIl Fagiolo di Lamon è un legume DOP e IGP caratteristico di tutta la Valbelluna. Anche se la zona di produzione della semente è limitata all’altopiano di Lamon e Sovramonte, la sua produzione riguarda molti comuni del Feltrino e del Bellunese, ivi compreso quello di Sedico.Il pastin, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, è una pietanza della Valbelluna a base di carne di suino tritata piuttosto grossolanamente. È servita tradizionalemente nelle sagre paesane, come quella dei Per di Bribano, insieme alla polenta o all'interno di un panino con il formaggio alla piastra.Il salame bellunese, preparato generalmente con carni miste di suino e bovino, insieme ad un'alta percentuale (tra il 20% e il 25%) di lardo di suino. Nel comune vi sono ancora gruppi di famiglie e/o amici che ogni anno, tra Natale e Capodanno, si ritrovano per confezionare dei salami artigianali casalinghi che saranno consumati tra marzo e luglio.Lo schiz, formaggio fresco realizzato dalla cagliata del latte bovino appena munto, generalmente cucinato alla piastra o in padella.Il Gresal, formaggio a pasta semicotta di latte bovino, si consuma fresco (30-50 giorni) o mezzano (70-90). La denominazione prende nome dall'omonimo torrente che scorre in prossimità della Latteria cooperativa di Sedico.EventiCarnevale di Sedico (evento invernale)Sagra dei Per (metà luglio), in onore di San Giacomo, è conosciuta in tutta la provinciaMostra mercato prodotti agricoli e lattiero caseari (fine settembre), giunta alla 35ª edizione nel 2014Persone legate a SedicoLuigi Zuppani (Sedico, 1750 - Belluno 1841), vescovo della diocesi di Belluno e Feltre dal 1819 al 1841Francesco Da Gioz (Sedico, 1896 - Peron di Sedico, 1945), partigiano e primo segretario provinciale del Partito Comunista Italiano clandestino. Impiccato dai nazifascisti nel febbraio del 1945, dopo esser stato torturato presso la sede del comando della polizia nazista a Belluno.Don Giacomo Viezzer (Peron di Sedico, 27 ottobre 1908 - Belluno, 16 aprile 1997), parroco di Cadola dal 1941 al 1978 e fondatore del CLN Belluno.Riccardo Lovat (Libano, 1928), cavaliere ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, ideatore e creatore della talpa meccanica TBM (Tunnel Boring Machine) che porta il nome LovatGeografia antropicaSuddivisioni storicheIl comune è storicamente suddiviso nella Parte Alta (frazioni di Mas, Peron, La Stanga, Casoni, Bolago, Libano e Barp) e la Parte Bassa (Roe, Sedico, Bribano e frazioni minori). Visivamente, sono ben separate geograficamente dalla stretta linea che le collega nella parte centrale del comune in zona Vignole.FrazioniBarp, Bolago, Boscon, Bribano, Carmegn, Casoni, Cugnach, Gresal, Landris, Libano, Longano, Maieran, Mas, Meli, Noal, Pasa, Peron, Poian, Prapavei, Roe Alte, Roe Basse, Roncada, Seghe di Villa, Sommaval, La Stanga, Triva, Vignole, Villa, Villiago.Altre località del territorioBribanet (a lato di Bribano), Campagnola (tra le Roe Alte e Landris), Candaten (tra Peron e La Stanga), Case Sparse (tra Bolago e Mas), i Comui (tra Sommaval e Peron), Suppiei (tra Vignole e le Roe Alte)EconomiaL’economia del comune è basata prevalentemente sull’industria, sull’artigianato e sul commercio.Secondo una studio del CCIAA Belluno, l'attività nel comune nel 2007 era così suddivisa:Agricoltura (12,1%) - Piccole attività agricole sono presenti in tutto il territorio comunale, soprattutto per la coltivazione di mais. È presente in località Villiago un'azienda Pilota e Dimostrativa dell'Azienda Regionale Veneto Agricoltura.Industria (17,3%) - Nel comune di Sedico hanno sede due dei maggiori stabilimenti del gruppo Luxottica, leader mondiale nel settore dell'occhialeria, con oltre mille dipendenti, oltre a differenti aziende site sull'asse Sedico-Bribano (come la Surfrigo nel campo della refigerazione). Nella lavorazione del legno Sedico è senza dubbio leader provinciale con una quarantina di aziende e circa trecento addetti nel settore.Costruzione (14,5%) - Sono presenti varie aziende edili di piccole e medie dimensioni.Terziario (49,2%) - L'offerta è concentrata soprattutto per la Parte Bassa nel centro di Sedico e di Bribano, per la Parte Alta a Mas..Servizi pubblici e altro (6,9%) - Oltre al comune, a Sedico vi è una sede del ULSS di Feltre e una casa di riposo.Turismo - Piuttosto marginale, le poche strutture ricettive e la presenza di turisti sono legate assenzialmente al Parco delle Dolomiti Bellunesi.Infrastrutture e trasportiStradeStrada statale 50 del Grappa e del Passo Rolle (SS 50), sull'asse Belluno-Feltre.Strada regionale 203 Agordina (SR 203), già strada statale 203 Agordina, collega Sedico con Agordo e l'Agordino.Strada regionale 204 (SR 204), che collega Mas a Belluno.Strada provinciale 635 del Passo di San Boldo (SP635), già strada statale 635 del Passo di San Boldo, collega Sedico con Trichiana e la Marca.FerrovieStazione di Sedico-Bribano, inaugurata il 10 novembre 1886, è servita dai treni regionali che collegano Padova a BellunoMobilità urbanaVarie linee extraurbane di corriere dell'azienda Dolomitibus servono il territorio comunale sulle tratte:Agordo-Mas-Sedico-FeltreBelluno-Mas-AgordoBelluno-Barp-MasBelluno-Sedico-FeltreMas-TrichianaTrenitalia serve la stazione di Sedico-Bribano grazie ai treni regionali della tratta Padova-Montebelluna-Feltre-Belluno.AmministrazioneIl comune di Sedico è stato retto ininterrottamente per tutto il Dopoguerra da sindaci legati alla Democrazia Cristiana e nella Seconda Repubblica da liste civiche legate al centro-destra. Alla elezioni del 2014 l'attuale sindaco Stefano Deon con il 39,06% di preferenze ha invertito la tendenza nonostante fosse a capo di una lista civica di centro-sinistra (Progetto per Sedico).Altre informazioni amministrativeNel capoluogo di Sedico ha sede l'Unione montana Val Belluna, che comprende, oltre al Comune di Sedico, quelli di Lentiai, Mel, Trichiana, Limana e Sospirolo.SportLe principali attività sportive svolte nel comune sono legate essenzialemente al calcio maschile a 11 dilettantistico. La squadra più rappresentativa è l'Union San Giorgio Sedico (nata dalla fusione del 2013 delle squadre di Sedico e della San Giorgio di Libano) che milita attualmente nel campionato di Eccellenza Veneto (girone B).Tennis, atletica, ciclismo, calcio a 5, basket e pallavolo sono altri sport praticati nel comune grazie alla presenza di gruppi sportivi e strutture dedicate.Impianti sportiviPalazzetto dello Sport “PalaRicolt” di Sedico - Impianto polifunzionale, concepito per grandi eventi, con capienza di 2500 posti a sedereStadio comunale di SedicoPersonalità sportive legate a SedicoGabriele De Nard (1974), corridore specialista di corsa in montagna e di campestri. Campione d’Italia di cross 2013, oro a squadre agli Europei di cross del 1998. È sposato con la mezzofondista Federica Dal Rì.Note^ Dato Istat - Popolazione residente al 1° gennaio 2014.^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 724.^ Dato Istat al 21/12/2012.^ http://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/open-data/clima/principali-variabili-meteorologiche^ http://www.bellunesinelmondo.it/sedico-terra-di-emigranti/^ Libano di Sedico, Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, 2000 - 359 pages^ http://oratoriosannicolo.comune.sedico.bl.it^ Per le ville, Istituto Regionale delle Ville Venete [1]^ http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-demin_(Dizionario_Biografico)/^ Pagina del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi dedicata all'ex-ospizio [2]^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ Dati I.Stat^ http://www.provincia.belluno.it/nqcontent.cfm?a_id=1929^ Elenco associazioni del comune di Sedico [3]^ Portale Regione Veneto [4]^ Istituto comprensivo Sedico-Sospirolo^ http://www.ecomuseograndeguerra.it/veneto/musei_e_raccolte/museo.php?b37193f9b4b01371971243633c20a717^ Pagina ufficiale del coro^ http://www.fagiolodilamon.it/^ Web della Sagra dei Per [5]^ http://www.dolomitipark.it/doc_pdf/economia.attivita.pdf^ http://www.fidal.it/atleta/Gabriele-De-Nard/eKiRkpOmcWk%3DBibliografiaAA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.AA.VV., L' oratorio di San Nicolò a Bribanét di Sedico, 2009Elodia Bianchin Citton, Francesco Cozza, Gianni De Vecchi, Noal di Sedico (Belluno) da castelliere preromano a sito fortificato medievale, 2014Gianni De Vecchi, Parisina Maria Canzan, Libàno di Sedico. Notizie e immagini dei Canzan, 2000Gianni De Vecchi, Stefano Triches, Sedico, 2004Gianni De Vecchi, Segherie e fucine lungo il basso Cordevole in La via del fiume dalle Dolomiti a Venezia, 1993Voci correlateParco Nazionale delle Dolomiti BellunesiStazione di Sedico-BribanoLuxotticaGruppo dello SchiaraValbellunaPiaveCordevoleEmigrazione venetaAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su SedicoCollegamenti esterniIl Castelliere di NoalSedico sul sito della Provincia di Belluno [6]

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