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Pontelandolfo

Pontelandolfo, (Benevento) Tempo di lettura: circa 6 minuti
Pontelandolfo è un comune italiano di 2.375 abitanti della provincia di Benevento in Campania.Geografia fisicaPontelandolfo è sito tra i monti "Calvello" (1018m) a NW, e "Sauco" (562m) a SE, che separano la valle del Tammaro da quella del Lenta, sul pendio di uno sprone a cavaliere della confluenza del Lenta ed il "Lenticella".Fa parte della Comunità montana del TiternoDista 35 km da Benevento e circa 120 da Napoli.Cenni storiciStando ad alcuni ritrovamenti di mattoni, embrici e monete d'età romana, un primo insediamento abitato nacque nella località chiamata oggi "Sorgenza".Alla fine del primo millennio dopo Cristo, dopo le incursioni saracene, si ha notizia di un nuovo centro abitato chiamato "Casale di Santa Todora".È comunque intorno al 980 d.C. che nacque l'attuale abitato che prese il nome di Pontis Landulphi dal principe longobardo Landolfo che probabilmente vi edificò un ponte sul torrente Lenta per accedere al suo castello.Subì due assedi nel 1138 e nel 1462, il primo ad opera di Ruggiero il Normanno e il secondo su iniziativa di Ferdinando I d'Aragona.Pontelandolfo subì numerosi danni a causa dei vari terremoti che colpirono il Sannio ed in particolare dal sisma del 1456 e da quello del 1688.Nel 1466 divenne possedimento dei conti di Cerreto Carafa.La cittadina è gemellata con la città di Waterbury, nello stato del Connecticut negli Stati Uniti. La località è una delle molte mete degli emigranti del piccolo paese sannita che, nel corso del XIX e XX secolo, hanno attraversato l'Oceano Atlantico distribuendosi fra Canada, USA e America Latina. A Waterbury gli emigranti e i loro discendenti hanno fondato una associazione: il Pontelandolfo Community Club, dove si riuniscono circondati da strutture erette in modo da somigliare a elementi caratteristici del paese d'origine come l'antica torre che sovrasta la piazza principale del borgo.Massacro di Pontelandolfo e CasalduniPontelandolfo è noto per essere stato, insieme a Casalduni e a Campolattaro, il 14 agosto 1861, teatro di un eccidio, perpetrato dall'Esercito italiano come ritorsione per il massacro , dopo che si erano arresi, di 1 ufficiale, 40 soldati e 4 carabinieri effettuato da circa duecento briganti capeggiati dal cerretese Cosimo Giordano. Per vendetta, il colonnello dell'esercito Pier Eleonoro Negri, al comando di un battaglione di 500 bersaglieri, massacrò un numero stimato di oltre 400 inermi cittadini e distrusse il paese incendiandolo: molte donne furono stuprate prima di esser assassinate e non furono forniti dati ufficiali sul numero totale delle vittime della repressione. Una forte revisione al ribasso del numero degli uccisi, ridotti a 13 morti, viene sostenuta dal ricercatore Davide Fernando Panella sulla base della lettura dei registri parrocchiali della chiesa della Santissima Annunziata ove sarebbero annotati dal canonico Pietro Biondi e dal canonico Michelangelo Caterini (firmatario degli atti di morte) i nomi dei morti, le modalità della loro morte e il luogo del seppellimento: 12 persone (undici uomini e due donne) sarebbero morte durante il giorno stesso della strage (dieci direttamente uccisi e due nel rogo delle case) e una tredicesima mori' il giorno seguente .Alla strage il gruppo musicale degli Stormy Six ha dedicato una canzone che si chiama proprio Pontelandolfo.Monumenti e luoghi di interesseLa Torre e il CastelloDell'antico Castello medievale di Pontelandolfo resta solo la possente Torre, alta oltre venti metri e avente un diametro di quattordici metri ed uno spessore delle mura del basamento di 4,5 metri.Una struttura fortificata esisteva già nel 1134 ma fu solo dopo i passaggi nella zona degli eserciti di Carlo I d'Angiò nel 1266 e di Luigi d'Ungheria nel 1348 che i feudatari, capita l'importanza strategica del luogo, costruirono la torre che risalirebbe a non prima della metà del XIV secolo.Il castello venne distrutto a seguito del terremoto del 5 giugno 1688. Rimase in piedi solo la torre che attualmente è di proprietà privata.Architetture religioseChiesa Parrocchiale del SS. Salvatore: caratterizzata dalla facciata in pietra locale, risale al XVII secolo ma è stata oggetto di diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. L'interno, a tre navate, conserva pregevoli altari settecenteschi.Cappella Santa Maria degli Angeli (XIX secolo).Tempio dell'Annunziata: edificato nel XV secolo sulle mura di cinta del Castello, è caratterizzato da un campanile sormontato da una edicola barocca.Cappella San Rocco: costruita "fuori le mura" dopo la peste del 1656, è stata oggetto di un rifacimento nel 1785. La facciata presenta un porticato dal quale si accede al luogo sacro che custodisce interessanti sculture lignee.Edicola di San Donato: conserva pregevoli maioliche cerretesi del XVIII secolo ed è stata edificata nel luogo dove sorgeva una chiesetta demolita nel 1962.MonumentiMonumento in onore delle vittime di Bridgeport in località San Donato;Monumento in onore dei Sanniti Pentri;Monumento ai Caduti.Aree naturali e fontaneLago Spino: sito a nord-est del monte Calvello, nasce ai confini fra i comuni di Pontelandolfo e Morcone. Il lago, che ha una superficie di 1 km², è sito in una località suggestiva ed è raggiungibile tramite una comoda strada.Fontana di piazza Roma: sita nel centro storico, ha una curiosa forma a battistero ed è dotata di otto bocche di acqua. È chiamata anche fontana "Teglia" per l'antica presenza di un gigantesco tiglio.Fontana ponte nuovo: costruita nel 1764 è situata nell'omonima località, lungo la strada statale n. 87.Torrente Lente: visitabile dalla contrada Cerquelle in località Vreccola, si accede attraverso una comoda strada e per niente ripida. Non si può andare a piedi solo con la macchina fino ad un vecchio mulino.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti CulturaEventiIl 13 giugno si festeggia il patrono Sant'Antonio di Padova.La "Ruzzola del formaggio"Di singolare interesse è la "Ruzzola del formaggio", iniziativa che si tiene ogni anno nell'ambito delle festività di carnevale. Questo gioco consiste nel far "ruzzolare" una forma di formaggio lungo un percorso predeterminato del paese e che ormai è lo stesso da secoli.Secondo una leggenda questo gioco sarebbe originato quando, tempo addietro, un barone e un suo contadino si sfidarono giocando a carte. Il barone si giocò un terreno ricco di erba medica, adatto al pascolo. Alla fine vinse il contadino e il barone, uomo d'onore, tenne fede al debito di gioco e donò il terreno al contadino. Dopo pochi giorni il contadino andò dal barone per reclamare che le sue vacche pascolavano ancora sul terreno, dove mangiavano l'erba medica. Il contadino chiese di avere una parte del latte delle mucche ma il barone rispose negativamente, asserendo che l'erba medica era stata piantata quando era ancora egli il proprietario e quindi le vacche dovevano consumarla. Alla fine i due contendenti si ritrovarono in piazza dove si sfidarono con le ruzzole di formaggio, dando così origine al gioco.Secondo alcuni studiosi questo gioco fu portato nel XIV secolo da alcune persone del basso Lazio rifugiatesi a Pontelandolfo per sfuggire ad una pestilenza. Infatti delle testimonianze di questo gioco sono riscontrabili nel basso Lazio e in alcune località dell'Umbria.Museo della civiltà contadinaAllestito in un locale di via Municipio, presenta diversi reperti inerenti al mondo contadino e rustico nonché numerosi attrezzi per la filatura e la lavorazione della lana.Persone legate a PontelandolfoGiuseppe Fusco (1773-1839), patriota e docente di filosofia, il 2 ottobre 1799 fu condannato all'esilio per aver aderito alla Repubblica Napoletana.Pietro Paolo Fusco (1880-1918), medico e poeta, nel 1907 fondò il giornale "L'Eco del Sannio". Scrisse anche diversi trattati medici.Pietro Emilio Guasco (1633-?), avvocato, letterato, fece parte della Accademia degli Oziosi (Napoli). Divenne uno degli "eletti" della città e nel 1679 ottenne la carica di giudice perpetuo della Gran Corte della Vicaria.Giovanni Battista Gugliotti (1749-?), esercitò la professione legale in Roma. Assieme a suo figlio Zaccaria scrisse numerosi trattati di diritto e di fisica.Daniele Perugini (1803-1881), avvocato, presidente del Consiglio distrettuale di Campobasso e socio di varie società. Sostenitore dei Borbone, nel 1861 fu sottoposto due volte a carcere politico preventivo. Nel 1878 scrisse un libro che narrava la storia di Pontelandolfo.Dionigi Pasquale Perugini (1732-1758), medico, insegnò nell'Università di Napoli dove scrisse diversi trattati di medicina tra cui il "Trattato sui morbi delle donne".AmministrazioneNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ A. Iamalio, P. Federico, G. Ardia, La Regina del Sannio, Napoli, 1918, p. 226.^ ottobre 2010 - Il Nuovo Monitore Napoletano - Considerazioni sui fatti di Pontelandolfo e Casalduni^ Non esiste un rapporto ufficiale; l'unica cifra ufficiosa di 164 vittime fu riportata dal giornale "Il Popolo d'Italia". Cfr. Angelo Del Boca, Italiani, brava gente?, Neri Pozza, Vicenza, 2005, pag. 60^ Christopher Duggan, La forza del destino, Storia d'Italia dal 1796 a oggi, Edizioni Laterza, 2008.^ Pino Aprile, Terroni, Piemme edizioni, 2010.^ Giancristano Desiderio, L'altra verità su Pontelandolfo -I morti furono solo tredici - Lo studio di un ricercatore sannita fa luce sulla strage, Corriere del Mezzogiorno, 11 marzo 2014^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ Pontelandolfonews: La Ruzzola del formaggio. URL consultato il 12 luglio 2011.^ Palladino, p. 20.^ Palladino, p. 13.^ Zazo, p. 187.^ Zazo, p. 207.^ Zazo, p. 208.^ Zazo, p. 317.^ Zazo, p. 318.BibliografiaAA.VV., Nel territorio del Titerno c'è..., Cerreto Sannita, Comunità Montana del Titerno, 1997.AA.VV., Brigantaggio Meridionale e Circondario Cerretese 1799-1888, Il Giornale di Caserta.AA.VV., Brigantaggio sul Matese 1860-1880, Museo del Sannio, 1983.Gigi Di Fiore 1861. Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato, Grimaldi & C. editori, 1998Filippo Fiorillo, Quaderni di cultura storica n. 3 - Cosimo Giordano, La tipografica, 1982.Gabriele Palladino, La Ruzzola del Formaggio, Comune e Pro Loco di Pontelandolfo, 2001.Alfredo Zazo, Dizionario Bio-Bibliografico del Sannio, Napoli, Fausto Fiorentino, 1973.Collegamenti esterniComune di PontelandolfoIl sito della stazione meteo di PontelandolfoFotos

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