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Edificio di culto

Cattedrale di San Nicolò

Via Papa Giovanni XXIII, 3, Noto, (Siracusa) Tempo di lettura: meno di 1 minuto

La Cattedrale di San Nicolò è il luogo di culto cattolico più importante della città di Noto, sede vescovile della diocesi. Posta sulla sommità di un'ampia scalinata, sul lato nord di Piazza Municipio, dedicata al Santo Vescovo di Mira. La sua costruzione iniziò nel 1694 e fu completata nel 1703. Nel corso dei secoli, tuttavia, sia la facciata che l'interno hanno subito numerosi rimaneggiamenti, fino all'aspetto attuale, con la cupola eretta nel  XIX secolo,  opera di Cassone. L'interno, a tre navate, custodisce numerose opere d'arte, alcune delle quali provenienti da Noto Antica, tra le quali l'urna argentea contenente le spoglie di San Corrado Confalonieri. Il disastroso crollo del 1996, ha causato la perdita dell'intero apparato iconografico originario. Nel 2000 hanno avuto inizio i lavori di ricostruzione e restauro, eseguiti da maestranze locali, addestrate nell'utilizzo della pietra calcarea e delle tecnologie antiche: la nuova copertura è stata ricostruita come in origine, con capriate in legno e coppi siciliani. A conclusione di questo lungo e complesso lavoro, la Chiesa è stata riaperta al culto nel 2007. Nel 2011 sono stati inaugurati il grande affresco della cupola, raffigurante "La Pentecoste", opera del pittore russo Oleg Supereko; le vetrate, realizzate da Francesco Mori, il nuovo altare, la croce e l'ambone in bronzo argentato dello scultore Giuseppe Ducrot. La facciata in pietra calcarea tenera a torri laterali, esempio di stile tardo barocco, si erge sulla sommità di una scenografica scalinata composta da tre rampe risalenti al Settecento, ed è coronata da quattro statue tardo settecentesche. L'interno, a croce latina con tre navate, ha subito numerosi rimaneggiamenti. Quasi completamente disadorno fino alla metà del secolo scorso, fu affrescato da Nicola Arduino e Armando Baldinelli. In seguito al crollo del 1996, la perdita dell'apparato iconografico ne ha restituito l'originario candore. Nell'abside sono posti due troni vescovili scolpiti e dorati (XVIII-XIX), un coro ligneo, e l'altare maggiore in marmo policromo, sormontato dal trittico del maestro Arduino. Nelle navate laterali è possibile ammirare le opere preesistenti, restaurate, che sono scampate al crollo.

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