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Quattro borghi insieme per il primo itinerario slow d'Italia

Scritto da Redazione , 03/12/19

Quattro borghi insieme per definire il primo itinerario slow d'Italia: Asolo in rete con Greve in Chianti, Orvieto e Pollica. Ambiente e cultura in primo piano, un periodo di permanenza adeguato, rigorosamente in bassa stagione: questi i tratti distintivi del progetto pilota internazionale di CittaSlow International.

CittaSlow: il primo itinerario slow d'Italia

I punti forza del progetto pilota internazionale di CittaSlow International, che vede nascere il quadrilatero del turismo lento sono: numeri contenuti, ambiente e cultura in primo piano, un periodo di permanenza adeguato e rigorosamente in bassa stagione. L'opposto del turismo di massa: alta stagione e visite mordi e fuggi.

Capofila del primo itinerario slow d'Italia, il pittoresco borgo collinare di Asolo (Treviso), seguito dalla capitale del Chianti fiorentino, Greve in Chianti (Firenze); la città della Rupe, Orvieto (Terni) e la piccola polis, Pollica (Salerno).

Una sperimentazione a livello internazionale nata in seno all’annuale assemblea CittaSlow Italia (che riunisce 84 città italiane) che, in un’ottica di turismo sostenibile, si concretizza in un itinerario inedito, il primo in Italia, che guarda all'ambiente e alla cultura come possibilità per lo sviluppo dei territori locali, puntando alla valorizzazione dei borghi, allo sviluppo sostenibile e alla residenzialità.

Alla scoperta dei borghi CittaSlow Italia

Il turismo nelle piccole città privilegia i periodi meno affollati (fuori stagione), puntando sulla dimensione internazionale (requisito fondamentale la vicinanza di un aeroporto).

Gli spostamenti avvengono in pullman e ogni città propone una propria guida specializzata, che oltre alle bellezze artistiche e naturalistiche offre ai visitatori la scoperta dell'artigianato e le piccole produzioni locali.

Il pacchetto, ideato e promosso dai quattro comuni, prevede una permanenza di 20 giorni, quattro per ciascuna località: l’arrivo è previsto a Venezia, città dalla quale si raggiunge Asolo e prosegue poi per gli altri tre borghi, con partenza finale da Napoli, nell'ottica di agevolare gli spostamenti internazionali.

Quattro perle da scoprire non solo dal punto di vista storico e culturale, ma anche paesaggistico ed enogastronomico.

Asolo e il Medioevo veneto

Cittadina medievale in posizione collinare, tra la pianura e il Monte Grappa, Asolo è parte del circuito "I tra "I Borghi più Belli d’Italia", amata oggi come in passato da viaggiatori e intellettuali di tutto il mondo.

Uno spettacolo le sue testimonianze storiche e il paesaggio con la sua biodiversità, che si traduce in prodotti tipici pregiati come l’Asolo Prosecco Superiore DOCG e l’olio extravergine d’oliva (Asolo fa parte delle Città del Vino e delle Città dell’Olio).

Greve in Chianti, la capitale del Chianti fiorentino 

Nata ai margini delle importanti reti di comunicazione che facevano capo alla Via Volterrana e alla Via Francigena. Da sempre il cuore della città è rappresentato dalla piazza, conosciuta per secoli come il “Mercatale a Greve”.

Nel 2012 è stato istituito il Bio-Distretto di Greve in Chianti: un’area geografica naturalmente vocata al biologico dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni si occupano della gestione sostenibile delle risorse, partendo dal modello biologico di produzione e consumo.

Orvieto e la sua rupe

La Rupe, gigante di pietra, si erge tra le colline di Orvieto su un paesaggio modellato dall’uomo, nel quale si coltivano prevalentemente viti e ulivi.

Snodo di comunicazione tra le città etrusche, la rete delle strade che la collegano al territorio lambiscono l’area di uno dei più importanti santuari: il Fanum Voltumnae. Nel Medioevo la Rupe fu occupata da nuovi edifici: palazzi pubblici e privati, torri, chiese e conventi e nel 1290 fu posta la prima pietra del Duomo di Orvieto, che ancora oggi custodisce il lino del miracolo di Bolsena.

La Rupe, nelle sue viscere, conserva un gioiello architettonico prodotto dal genio dell’ingegneria cinquecentesca: il Pozzo di San Patrizio. Tufo e acqua, cibo e vino, legati dalla storia in un intreccio indissolubile.

Pollica, la piccola polis

Antico cenobio di monaci basiliani, Pollica fu feudo dei principi Capano e dei De Liguori, fino all’avvento della dominazione borbonica.

ll Castello dei Principi Capano svetta ancora oggi sul borgo, conferendogli un tratto inconfondibile. Restaurato e destinato a fini culturali, ospita al suo interno il Centro Studi della Dieta Mediterranea dedicato ad Angelo Vassallo, il celebre “sindaco pescatore” al cui costante lavoro si deve nel 2011 il riconoscimento dell’UNESCO di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. 

La promozione internazionale del primo itinerario slow d'Italia sarà in capo al coordinamento CittaSlow International, mentre a livello locale spetterà alle singole amministrazioni comunali.

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