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Itinerari

La Via Francigena, dalla Tuscia alla Val d’Orcia

Scritto da Eliana Iorfida, 30/03/16

Eccoci giunti alla seconda tappa dell’itinerario ViaggiArt lungo la Via Francigena, storica alternativa italiana a Santiago di Compostela nell’Anno Nazionale dei Cammini.

L’ultima volta ci siamo salutati all’altezza di Capua, in Campania, al culmine di un’intensa settimana di trekking che dal Gargano ci ha fatto scoprire i territori meravigliosi attraversati dalla cosiddetta “Francigena del Sud”, con la promessa di rincontrarci nel centro Italia e proseguire il viaggio lento sulle orme di Sigerico.

L’incanto della Tuscia

Partiamo, dunque, dall’incantevole gioiello medievale di Piazza San Lorenzo, a Viterbo, sulla quale si affacciano gli edifici principali della città e ci incamminiamo verso Montefiascone, deviando inevitabilmente per la suggestivaCivita di Bagnoregio, arroccata come un borgo fiabesco senza tempo.

Sempre nel viterbese, superato il Lago di Bolsena, tra vigneti e noccioleti, ci addentriamo nel territorio di Acquapendente per ammirare il Chiostro di San Francesco, oggi Pinacoteca, uno tra i migliori esempi di architettura romanica lungo la Via Francigena.

 

Val d’Orcia, paesaggio dell’anima

Oltrepassata la Tuscia, l’App ci conduce verso la Val d’Orcia, in provincia di Siena, alla scoperta di alcuni tra i borghi e i paesaggi più belli dell’Italia centrale. Il percorso che si srotola sotto i nostri piedi è un piacevole alternarsi di country lanes, strade bianche, antichi ritagli dismessi della Cassia, tratti sterrati ed erbosi.

Il confine medievale tra Chiesa e Stato era la terra infestata dai briganti del celebre Ghino di Tacco, che aveva il suo covo a Radicofani. Oggi il borgo, adagiato attorno alla Torre della Rocca, domina dall’altro uno tra i panorami più belli d’Italia, alle porte meridionali di Siena: filari di cipressi che fiancheggiano strade e delimitano campi di grano a perdita d’occhio.

A San Quirico d’Orciail paesaggio, antico legame tra uomo e natura, si fa arte e diventa Patrimonio UNESCO! È qui che si imboccano le Terre di Siena, dove la strada si fa poesia e quiete dell’anima. Il borgo antichissimo di San Quirico ci accoglie con le sue pievi storiche e tutti i gioielli che si incastonano nel Parco Artistico Naturale Culturale della Val d’Orcia.

Nei pressi di Buoncovento, sulle orme dei pellegrini medievali costeggiamo grange (granai) e casolari che un tempo erano proprietà monastiche, garanzia di ospitalità.

Prima di varcare le porte di Siena, Il nostro cammino lungo questo tratto di Francigena si conclude con una vista che ci riempie l’anima di meraviglia: la distesa grigio-azzurra delle Crete Senesi, il territorio solcato da calanchi e attraversato dalle cosiddette “biancane” che è patria del pregiato tartufo bianco.

Manca solo una tappa a compimento del lungo e affascinante percorso che dal profondo sud dell’Italia ci condurrà al confine francese. Prossimo tratto: “Francigena del Nord”! Il viatico di oggi?

 

“La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi”.

(Bruce Chatwin)

 

*Nota: per chi ha voglia di provarci, segnalo che l’itinerario è percorribile in una settimana programmando 5/6 ore quotidiane di cammino.

 

Eliana Iorfida

 

PhCredits

Comune

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