Comune

Dueville

Dueville, (Vicenza)
Dueville (si legge [dwε'ville], Dovì'e in veneto, [do'vie]) è un comune italiano di 13.888 abitanti della provincia di Vicenza.Il comune è situato lungo la Statale Marosticana Schiavonesca, che unisce Vicenza a Bassano ed è diviso in tre frazioni: Povolaro, la più grande, situata a sud est del territorio comunale; Passo di Riva, a nord est; Vivaro, a sudovest.Le Sante patrone del capoluogo sono Santa Maria e Santa Fosca, ma la festa principale è la fiera di Sant'Anna, il mercoledì successivo la festa della santa che è il 26 luglio.Geografia fisicaTerritorioIl comune di Dueville si trova a nord-est della città di Vicenza, a dieci chilometri sulla statale marosticana, che da Vicenza porta a Marostica. Il territorio ha tre frazioni: Povolaro, la più grande a sud-est; Passo di Riva a nord-est; Vivaro, la più piccola, a sud-ovest. Il comune confina coi comuni di Montecchio Precalcino, Villaverla, Caldogno, Vicenza, Monticello Conte Otto e Sandrigo. A nord-est, passando a sud di Passo di Riva, il territorio è attraversato dall'autostrada A31 Valdastico. Il territorio è totalmente pianeggiante. A ovest è presente la cosiddetta area del "Bosco di Dueville" ricca di sorgenti naturali, le risorgive, e dove vi sono le sorgenti del fiume Bacchiglioncello, che tra Vivaro e Cresole, unendosi col Leogra-Timonchio, forma il fiume Bacchiglione. Gli altri corsi d'acqua del territorio, di carattere torrentizio, sono l'Astico a nord-est, dove segna il confine col comune di Sandrigo, e l'Astichello che nasce unendosi da molte canalette a Montecchio Precalcino e tagliando il territorio duevillese da nord a sud, fino al comune di Monticello Conte Otto.Le frazioniPovolaro [povolaro], in veneto Povołaro [povoɰaro]: è la più grande e popolosa, conta circa 3500 abitanti. Si trova a sudest del comune, in corrispondenza col passaggio della Statale Marosticana Schiavonesca. A sud del paese vi è una grande zona industriale, la più grande del comune. Oltre la zona industriale, a sud, vi sono le località "Chiuppese", "Pilastroni" e "Trescalini". Il patrono del paese è San Sebastiano. Nella frazione sono presenti: alcuni bar e pizzerie, due supermercati, un ipermercato , una scuola materna e una elementare. Sotto il profilo storico si trovano diversi edifici d'interesse: il Villino Rossi, Villa Carletti e Villa Patrizia.Passo di Riva [passo di riva], in veneto Paso de Riva [paso de riva] o [pasoeriva]: è la seconda frazione per numero di abitanti; si trova a nordest, sempre in corrispondenza della Statale Marosticana. In questo sito sorge l'ecocentro comunale. La chiesa, di recente costruzione, è intitolata a Santa Maria del Rosario.Vivaro [vivaro], in veneto Vivaro [vivaro]: è la frazione più piccola, che però si sviluppa in un vasto territorio, a causa dell'intercalare di case a campi. Qui si trovano Villa da Porto-Pedrotti e Villa da Porto-Casarotto. Spostandosi a nordovest del paese si raggiunge il cosiddetto "Bosco di Dueville". A nord del paese sorge l'antica cartiera di Vivaro .Altre localitàNei pressi di Dueville:Bosco di DuevilleSegaVillanovaReondaGrumelloSant'AnnaCa' BassaMarascareCorvoSanta FoscaCarlesseBarconNei pressi di Povolaro:ChiuppesePilastroniTrescaliniRozzolaAstichelliAstico AnticoLe vegreMolinettoNei pressi di Passo di Riva:FornaciNei pressi di VivaroVilla MilanaCasoniBusecaStoriaToponimiL'origine del nome "Dueville" è tuttora sconosciuta, ma probabilmente si riferisce all'unione di due villaggi che si trovavano nel territorio (uno autoctono e uno longobardo), dando vita ad un paese più grande, o alla presenza di molte ville nel territorio circostante. Un'altra discussa etimologia vuole che il nome derivi dal latino Villa de duabus villis ossia Casa di campagna da due case di campagna, poiché il territorio poteva essere inteso come punto d'incontro fra due centuriazioni romane (Thiene e Marostica).La frazione Povolaro deve il nome alla presenza dei pioppi, "Povoła" in Lingua Veneta.Il nome della frazione Passo di Riva si riferisce al vicino torrente Astico, in quanto per andare verso nord era necessario guadarlo, cioè "passare la riva".Epoca preromanaNella preistoria tutto l'alto vicentino era coperto di foreste, percorse da fiumi e da torrenti. Nel territorio di Dueville, a valle della zona delle risorgive, si aprivano vaste paludi verso est e sud, probabilmente disabitate e malsane, mentre la parte a nord era percorsa in parte dai ghiaioni dell'Astico. Vista la conformazione del territorio si può supporre che il territorio di Dueville fosse percorso da bande nomadi, nonostante non sono mai state rinvenute testimonianze archeologiche anteriori all'epoca romana.In una prima fase il territorio a sud del vicentino venne occupato dagli Euganei, poi dagli Etruschi. Solo più tardi arrivarono i Veneti, popolo indoeuropeo di provenienza nordica, forse baltica, che si insediò anche nel territorio pedemontano, portatore di una civiltà evoluta. Infatti essi solevano percorrere piste naturali come i fiumi, e queste includevano le valli del Leogra, dell'Astico e del Brenta a Vicenza. Su tale direttrice nacque probabilmente l'abitato di Dueville; ad oggi non esistono, tuttavia, testimonianze sicure.Nel 90 a. C. il territorio fu conquistato dai romani e annesso nella provincia della Gallia Cisalpina.Epoca romanaSituato una decina di chilometri a nord della città romana di Vincentia, Dueville era solcata da varie strade, la cui più importante era la via dell'Astagus, che attraversava tutto il territorio comunale da sud a nord: essa era un'importante arteria commerciale da cui confluivano le merci provenienti da nord verso Vincentia.Vista l'importanza della posizione strategica del territorio di Dueville in epoca romana, in esso sono stati trovate alcune testimonianze archeologiche: nel 1783 furono rinvenuti tre sepolcri romani formati da quadroni in cotto con iscrizioni latine; otto anni dopo, un altro sepolcro fu scoperto presso la località Sant'Anna (Ca' Scudella), mentre a Vivaro fu rinvenuto un cippo allungato con la scritta Via Priv. P. C. Attiliorum. Tuttavia, i due più importanti siti del territorio si trovano l'uno fra Povolaro e Vivaro, l'altro in via Sant'Anna e via Corvo: sono stati trovati manufatti, resti di mura, monete..In taluni documenti del 1300 è riportata l'esistenza di una fortificazione romana: si presume che essa potesse essere ubicata fra in via Grumello (forse da grumus, rialzamento del terreno) o via Reonda (forse da rotunda); quest'ultima rappresenta una conformazione circolare che può ricordare una fortificazione o una torre.Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, nel 476 d. C., e dopo le vicissitudini legate ai regni romano-barbarici, il territorio fu conquistato dai Bizantini con la Guerra greco-gotica, ma fu subito perso per la discesa dei Longobardi nel nord Italia.Alto medioevoLa fama archeologica di Dueville, nonostante l'importanza del territorio già in epoca romana, è tuttavia legato all'epoca longobarda. La zona settentrionale del capoluogo divenne infatti in questa epoca il cimitero del paese che si trovava più a nord, probabilmente verso Montecchio Precalcino ed era parte del Ducato di Vicenza.A Dueville, infatti sono stati ritrovati i resti di più necropoli. Nel 1911 furono ritrovate 15 tombe, in cui furono rinvenuti 12 coltelli, 4 spade, 8 scramasax, 2 cuspidi da lancia, 1 umbone, 4 armille, 1 anello d'oro, 2 vasi di ceramica e una prestigiosa crocetta d'oro. Non era il primo caso di ritrovamenti del genere in questa zona, anche nel vicino comune di Montecchio Precalcino ci furono dei ritrovamenti simili che testimoniano la forte presenza di questo popolo nella zona. Nel 1954 sono stati effettuati gli scavi di altre 4 tombe in località Belvedere e 4 tombe in via IV Novembre. Tutte le tombe si trovavano a circa 60 cm di profondità. Notevole il ritrovamento della crocetta d'oro, ora esposta la museo di S.Corona a Vicenza.Recentemente sono state rinvenute altre vaste necropoli a volte estese oltre il territorio comunale o in territori di proprietà privata. Nel 1993, furono scoperti altri due lotti, ancora allo studio, nella cosiddetta Area Ronzani (Via Matteotti), contenente più di 200 sepolture: si tratta quindi di una necropoli molto estesa, fra le più importanti d'Italia per quanto riguarda l'epoca longobarda. Si presume che in quest'area, possano rinvenirsi in futuro altre vaste necropoli. Quest'area contiene tombe generalmente di gente povera, mettendo in evidenza episodi di vita quotidiana, ma non mancano fibule d'argento, scramasax (spade), pugnali ed altro materiale riferibile ai guerrieri oppure anche anelli; vi sono inoltre sepolture di bambini. Ogni tomba conteneva un pettine d'osso, dei coltelli e, nelle tombe femminili, dei bracciali di bronzo. Un'importante sito contiene una tomba con un muretto di sostegno di ciottoli al cui interno è stata rinvenuta la sepoltura di un animale (probilmente un cavallo): da come si evince dal sito studiato, essa era stata probabilmente già saccheggiata in epoca medievale.La presenza longobarda nel territorio è testimoniata anche da vari toponimi di tale origine, come S. Fosca, S. Maria Etiopissa e S. Michele. Si deve inoltre sottolineare che il sito archeologico longobardo di Dueville testimonia la modalità d'insediamento nel Nord Italia della popolazione longobarda: infatti il villaggio longobardo era situato a poche centinaia di metri da quello dei più antichi abitanti (forse da qui il nome del paese). Altro importante sito risalente all'epoca longobarda (o forse addirittura precedente) è l'abbazia benedettina di Santa Maria Etiopissa, situata in località Pilastroni. La chiesetta ancora oggi esistente fu donata dai nobili Da Vivaro ai monaci dell'Abbazia di Pomposa e ciò favori la costruzione di un monastero benedettino attiguo, i cui monaci si occupavano, durante l'Alto Medioevo, della bonifica del territorio e della conversione dei Barbari.Alla caduta dei longobardi il territorio di Vicenza divenne parte del Sacro Romano Impero. Fu devastato dagli Ungari, trovando stabilità sotto la dinastia degli Ottoni, divenendo una signoria vescovile.Basso medioevoNel XII secolo fu fondato il comune di Vicenza (secondo gli storici nel 1147) e il territorio di Dueville divenne parte del suo contado. Dopo le vicissitudini che la città di Vicenza dovette soffrire nei secoli XIII e XIV, il territorio divenne per breve tempo parte del Ducato di Milano e fu in questo periodo che giunsero a Vicenza i membri della famiglia che di più avrebbe influenzato Dueville: i Monza. Essi, originari di Milano, si stabilirono nella città Berica, avviando lucrosi commerci con raggio d'azione fino a Venezia; nel 1396 Alberto Monza ottenne la cittadinanza della Serenissima, che nel 1402 annetté a sé il territorio vicentino. Questa famiglia borghese era composta da mercanti (soprattutto di lane e tessuti), notai, proprietari terrieri, bancari, investitori; alcuni di essi giunsero a essere membri del Gran Consiglio di Vicenza; i Monza divennero quindi una fra le dieci più importanti famiglie della città.I Monza acquistarono quindi il territorio di Dueville: risiedevano a Vicenza, ma utilizzavano il loro possedimento fondiario per costruirvi tenute signorili di svago, oppure industrie agricole.Età modernaA Dueville i Monza potevano esercitare un potere quasi assoluto e divennero i signori incontrastati del territorio. Poche altre famiglie a Vicenza potevano esercitare un potere simile, come i Bissari a Costabissara, i Traverso a Alonte e i Pisani a Bagnolo. Essi esercitavano dei poteri di origine feudale: l'amministrazione della giustizia fino a cinque lire, la facoltà di redigere estimi, l'amministrazione fiscale, l'elezione dei rappresentanti della comunità, i diritti di caccia e pesca e le decime.Nel cinquecento la popolazione locale tentò di togliere ai signori alcuni di questi privilegi, ma senza risultati: solo nel secolo successivo i Monza persero alcuni privilegi, anche per via della politica della Repubblica di Venezia che favoriva i contrasti coi nobili da parte delle popolazioni locali, così da indebolirne il potere. I Monza risposero nel 1627 con l'assassinio del rappresentante del comune, Francesco Rizzolo; i colpevoli furono subito identificati e processati dai tribunali della Serenissima, che li condannarono a 10 anni di esilio a Zara. Il dominio della famiglia iniziò così a declinare. Nella seconda metà del '700, un ramo della famiglia si estinse causando una lunga disputa ereditaria. Tuttavia la famiglia conservò gran parte del suo prestigio: nel settecento furono costruite altre ville e furono completate opere di disboscamento e di modernizzazione del paese.Nel Seicento a Povolaro predominava la piccola e media proprietà, mentre a Vivaro era presente il grande latifondo, con famiglie nobili come gli stessi Monza, i Da Porto.Età contemporaneaAlla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 ad opera di Napoleone, il territorio fu ceduto come tutto il territorio della Serenissima all'Austria, col Trattato di Campoformio del 1798. La famiglia dei Monza passò quasi indenne anche il periodo di dominazione austriaca.Il territorio di Dueville rimase parte del Regno Lombardo-Veneto fino alla Terza guerra d'Indipendenza, nel 1866, quando fu annesso al Regno d'Italia. La famiglia Monza rimase ancora influente: Alessandro Monza fece parte più volte del Consiglio Comunale. La famiglia si estinse nel 1917, quando l'ultimo maschio morì combattendo durante la Prima Guerra Mondiale sul Monte Ortigara. In tale periodo furono costruite due importanti arterie della provincia passanti per Dueville, la strada Marosticana (poi SS 248) e la cessata tranvia Vicenza-Bassano.Nel 1911 il territorio del comune contava circa 5500 abitanti. Assunsero notevole importanza all'inizio del XX secolo le grandi industrie, come lo stabilimento Lanerossi nel cuore di Dueville, che impiegava 600 operai. Altre industrie di notevole importanza erano il Canapificio Roi (circa 35 operai), la fornace Tagliaferro (circa 50 operai), l'antica cartiera, due latterie sociali, sei mulini, una segheria, due officine meccaniche (in tutto circa 80 operai). Nel 1929 si conferma la presenza di piccole aziende nel territorio, come piccole aziende meccaniche, aziende della calce, mulini.La popolazione del territorio, in questo periodo era composta prevalentemente da contadini-operai, che lavoravano sia in fabbrica sia i loro campi.Dopo la Seconda Guerra Mondiale Dueville è diventato un comune della provincia di Vicenza di dimensioni medio-grandi, arrivando a contare quasi 14 000 abitanti nel censimento del 2011.Monumenti e luoghi d'interesseLuoghi sacriChiese parrochialiDueville costituisce un vicariato della diocesi di Vicenza; le chiese parrocchiali del territorio sono tutte di recente costruzione:La più antica è la chiesa di Povolaro, dedicata a San Sebastiano, riedificata fra il 1909 e il 1915, che conserva una pala di Tommasino.La chiesa di Vivaro, dedicata ai SS. Girolamo e Bernardino, fu consacrata nel 1944.La grande chiesa parrocchiale di Dueville è dedicata a Santa Maria e fu costruita tra il 1928 ed il 1955; da evidenziare gli interni monumentali e gli affreschi di Agostino Pegrassi: l'affresco absidale, che ha una dimensione di ben 263 metri quadri, fu dipinto nel 1945 e rappresenta l'apoteosi celeste e terrena della Madonna; notevole anche l'affresco rappresentante il Battesimo di Gesù, nella cappella del Battistero. Sul retro, all'interno dell'abside della precedente chiesa parrocchiale, è visitabile Evangelium, un eccezionale "presepio" con statue semoventi in scala 1:1, che non si limita alla sola Natività, ma percorre i momenti focali della Bibbia e l'intero arco della vita di Cristo.Ancor più recente la chiesa parrocchiale di Passo di Riva, la cui patrona è Santa Maria del Rosario.Abbazia benedettina di Santa Maria EtiopissaSituata lungo la Statale Marosticana a sud del comune sul confine con quello di Vicenza, è un importantissimo sito legato alla presenza longobarda. Oggi in disuso, la chiesetta annessa ha origini forse antecedenti all'invasione barbarica e rimane forse il più antico edificio del territorio comunale. La chiesetta fu donata dai nobili Da Vivaro ai monaci dell'Abbazia di Pomposa e ciò favori la costruzione di un monastero benedettino attiguo, i cui monaci si occupavano, durante l'Alto Medioevo, della bonifica del territorio e della conversione dei Barbari. La costruzione reca i segni visibili degli innumerevoli interventi passati, attestati anche dalle decorazioni interne; la parete sud reca traccia di due grandi archi che avrebbero dovuto comunicare con una piccola navata; l'interno è costituito da una piccola aula rettangolare, chiusa da una piccola abside. Il campanile è incorporato nella navata, termina con una bifora e due archi a pieno centro; nell'altare è presente un pluteo con raffigurazioni di origini paleocristiane; nello specchio centrale sono raffigurati due pavoni mentre bevono. Il ciclo di affreschi contenuto è di epoca medievale e attribuito a Bartolomeo Montagna o alla sua scuola.Ville e residenze ruraliVilla da Porto-PedrottiVilla fatta costruire dalla famiglia Da Porto a Vivaro, splendida residenza tuttora di proprietà privata, che qualcuno ha attribuito addirittura alla mano di Palladio; le due ali laterali furono aggiunte da Antonio Caregaro Negrin nella seconda metà dell'Ottocento; la cappella gentilizia e dedicata a San Gaetano da Thiene.Villa Da Porto-CasarottoMaestosa residenza in località Pilastroni, commissionata dai Da Porto dal 1774 al 1776 su disegno di Ottone Calderari; rimasta in parte incompiuta, domina il paesaggio. Vicino si trova l'Oratorio Porto, sempre progettato da Calderari fra il 1774 e 1776, con un ricco corredo decorativo di statue e stucchi di Francesco Leoni, affreschi di Paolo Guidolini e pala d'altare di Giacomo Ciesa. Situata in località Pilastroni, si eleva al termine di uno scenografico viale rettilineo che si diparte dalla Statale Marosticana. La villa presenta unl'ampia scalinata che accede ad un maestoso pronao ionico; nel suo progetto originario, la villa avrebbe dovuto essere affiancata da due ali rientranti, che avrebbero dato una incredibile maestà all'edificio. A sinistra della Villa sorge un grande rustico della fine del Settecento, dominato al centro da un orologio.Villa MonzaSi trova nella piazza principale di Dueville ed è oggi sede del municipio; fu commissionata nel 1715 dai Monza su disegno di Francesco Muttoni; all'interno, tuttora coperti dall'intonaco, vasti affreschi di paternità ignota.Del 1715, costruita per volere dei fratelli Monza, viene attribuita all'architetto Francesco Muttoni. I tre piani della costruzione s'innalzano nel centro segnato da loggia ionica al pianterreno; finestre con elaborate cornici al piano nobile, terzo piano sormontato da frontone decorato di stemma gentilizio e statue acroteriali della scuola del Marinali. All'interno, sotto strati di calce, si nasconderebbero affreschi attribuibili, secondo alcuni, al Carpioni. L'iscrizione dell'architrave indica il nome dei primi proprietari e l'anno di compimento dell'edificio: Pavlvs et Carolvs Montia fratres mvtii filii anno salvtis MDCCXV. Nel prospetto verso la piazza, il settore centrale sovrasta verticalmente in modo lieve le due ali laterali e si evidenzia per l'addobbo plastico e l'animazione chiaroscurale, quale parte “nobile” e saliente della fabbrica. Esso consta di tre piani ed è concluso da frontone, ornato ai vertici da tre statue della scuola del Marinali. Rappresentano la Prosperità al centro, la Temperanza a sinistra e l'Abbondanza, a significare i valori del luogo, dei suoi Signori e di una virtuosa vita in villa. Oltre la breve gradinata, dal profilo mosso, si apre il portico, animato con effetto chiaroscurale da sei colonne ioniche: due singole, alle estremità, e due binate, al mezzo. Al piano nobile ci sono tre alte finestre fra cui spicca la centrale, a foro centinato, affiancata da pilastri obliqui sorreggenti una voluta. Riquadri decorativi prolungano lo scatto verticale, sopra le cimase e al secondo piano, dove una semplice finestra al centro fa da contrappunto al piano nobile. A sinistra del prospetto corre il porticato con arcate a pieno centro e bugne rustiche in cotto. Eleganti stucchi rococò, completano il portico centrale. Il settore centrale sporge debolmente sui laterali, ma assume rilevanza grazie al portale centinato, che s'imposta sulla breve gradinata, le tre finestre del piano nobile, sono fornite di balaustre aggettanti. La finestra centrale termina a foro centinato ed è ornata di cornici modanate. Tutto intorno alla villa vi erano zone riservate a parco con statue (le due rimaste si trovano ora nel portico), a peschiera e zone riservate a orto e campagna. L'attribuzione della fabbrica oscilla tra Giuseppe Marchi e Francesco Muttoni assai più probabile. Una lapide, affissa in una sala del consiglio il 12 maggio 1881, ricorda i dodici quadri raffiguranti i maggiori antenati della famiglia Monza, donati degli eredi di Alberto Monza. I dipinti sono tuttora visibili nella sala a piano nobile e nelle altre stanze dell'antica villa.L'edificio fu acquistato dal comune nel 1872 e ne diventò la sua sede ufficiale negli anni successivi fino ad oggi.Barchessa di Villa MonzaVasta barchessa fatta costruire nel seicento dai Monza, ora restaurata e sede dell'oratorio parrocchiale (ritornata tale dopo una pausa terminata nel 2005 causa restauri).Oratorio di Sant'AntonioEretto nel 1679 per volere di Antonio Monza, recentemente restaurato; si trova a poca distanza dalla Barchessa.Villino Monza-MaccàVillino del quattrocento è la più antica residenza signorile; oggi è sede della biblioteca; presenta una facciata di tipo veneziano, in stile tardogotico, ornata di affreschi.Villino RossiUn edificio del XVII secolo con portico e loggia, situato nella piazza di Povolaro. Recentemente restauratoera una dimora di campagna seicentesca, a metà strada tra la villa nobiliare e l'architettura spontanea rurale. Il corpo residenziale è caratterizzato da un portico costituito da cinque arcate a tutto sesto sorrette da colonne; al piano superiore si apre una loggia di sapore vagamente toscaneggiante, che ripete la scansione dell'ordine sottostante, sempre con colonne di analogo stile reggenti l'architrave su cui poggia il tetto. All'interno, restaurati, affreschi di mano locale. I corpi laterali sono di qualità nettamente inferiore, ma, specialmente nelle ex stalle, sicuramente interessanti per tipologia e dimensioni. Il complesso, dopo il restauro, oggi ospita, oltre a vari eventi, le numerose associazioni di Povolaro, tra le quali il famoso Complesso Bandistico Vincenzo Bellini.Villa "Patrizia" Fadinelli-BerdinDi stile neoclassico, la villa venne costruita lungo la Statale Marosticana a Povolaro dal nobile Bonaventura Fadinelli, Vicario del Vescovo di Vicenza, alla fine del '700. Ancor oggi la villa è racchiusa da gran parco, sul quale si apre la poderosa facciata, al centro della quale spicca la loggia pentapartita su colonne, sovrastante un porticato simmetrico ad archi.Villa Salvetti-CarlettiSi trova a Povolaro.Villa Colpi-SalvettiSi trova in centro a Povolaro ed è un villino dalle belle forme, da poco restaurato dal comune per ospitarvi una comunità di suore al servizio della locale scuola materna comunale. Caratteristica l'armoniosa trifora che si apre sul parco.Rustico RaminaRustico del Cinquecento a Dueville.ArcheologiaI già citati siti romani e, soprattutto, le necropoli longobarde contribuiscono a rendere Dueville un centro archeologico importante della Provincia di Vicenza.Archeologia industrialeDueville ha una lunghissima storia di attività artigianali e industriali, che ne differenziano l'identità rispetto ai comuni contermini. Prima di tutto la Cartiera di Vivaro di Dueville , sulla roggia Molina, su una relazione del 31 luglio 1901 relativa ad un contenzioso si dice " nell'anno 1595 a dì 18 agosto Iseppo Da Porto e Lunardo dimostrarono al Magistrato alli Beni Inculti della Repubblica di Venezia di possedere in Vivaro oltre ad altri usi quelli di una posta di Molino di due ruote, per macinare grano, indi cambiata nell'uso di cartiera e sega da legname".Si presume che la sega da legname fosse nell'edifico Molini Porti posto più a sud ( ex opificio Roi).Cartiera che rimane ancora visitabile (con qualche cautela), con i suoi macchinari in legno risalenti ai secoli trascorsi (come un maglio batticarta del 1700 e una macchina per produrre "Carta Paglia"). Il suo stato di conservazione è però assai precario, nonostante si tratti di un monumento unico nel suo genere, addirittura a livello mondiale.Inoltre nel territorio sorge una seconda e più antica cartiera risalente al 1400 ad opera dei Monza, situata lungo il Bacchiglioncello, nella località del "Bosco di Dueville": oggi non ha più tale funzione ma l'edificio originario e tuttora esistente, nonostante gli interventi architettonici che si sono susseguiti nei secoli.Un terzo edificio di notevole importanza è il Canapificio Roi, alimentato dalle acque della Roggia Molina.Giuseppe Roi acquistò nel 1868 dal Co Giuseppe Porto l'opificio di tre ruote, ( istromento notaio Dot. Nicoletti 16 aprile 1868 n. atto 1761 ) il quale lo tramutò in opificio per la lavorazione della canapa e lino mosso dalle acque della " Roza Molina" a mezzo di una ruota turbina.Passato poi in proprietà al CO Luigi Da Porto il quale con progetto Ingegnere Civile Antonio Borgo datato 30 settembre 1931, diede inizio all'installazione di una" Turbina Aspirante Ercole" per opificio lavorazione legname.Turbina tutt'ora presente nel sito di proprietà di Fabris Ignazio ( per acquisto delle proprietà fatto nel 1997 ) .Rimane ancora da recuperare anche la vasta fabbrica Lanerossi, dismessa da decenni, che rappresenta un patrimonio di archeologia industriale prezioso. Il vastissimo edificio è adiacente al centro di Dueville e rappresenta per l'amministrazione comunale una sfida sempre aperta in vista del suo recupero.Luoghi di interesse naturalisticoParco dell'acqua delle risorgive, di interesse europeo, che si estende anche ai comuni di Caldogno e Villaverla. L'acqua delle montagne vicine (alte oltre i 2000 metri) filtra attraverso le conoidi alluvionali della pedemontana per ritornare in superficie nelle terre a nord di Vicenza. La quantità d'acqua è talmente consistente da alimentare gli acquedotti di vasta parte del Veneto, anche se oggi tale ricchezza è compromessa dall'eccessivo emungimento e dall'inquinamento delle falde.Il Bosco: polmone verde che ricorda nel nome l'area boscata, anticamente estesa, oggi ridotta a pochi lacerti. Notevole comunque è la presenza delle alberate e di una flora e fauna ancora ricche. L'area è invitante per escursioni a cavallo e in bicicletta.Società, economia e attività dell'uomoGeografia antropicaL'ambiente dove si trova Dueville è fortemente segnato dall'attività umana. Gli abitati sono dispersi nel territorio ed il territorio agricolo è frammentato da numerose strade: il traffico rappresenta quindi un forte problema, intensificato dall'uscita dell'autostrada A31 e dalla presenza della Statale Marosticana. Complessivamente si calcola un traffico di oltre 70000 veicoli al giorno.EconomiaL'agricoltura, laddove è fonte primaria di reddito, è fortemente meccanizzata; importante il settore dell'allevamento dei bovini e la coltivazione di mais, soia, cereali. Importante in zona è la produzione di formaggi, tra i quali spiccano il Grana Padano e l'Asiago.L'industria e l'artigianato sono vivissimi: la zona è sicuramente tra le più ricche del Veneto e quindi dell'Italia intera. Non ci sono grandi impianti ma, secondo il modello del Nord-Est, tantissime piccole e medie aziende, dotate di grande flessibilità produttiva e di aggressività sul mercato. Le imprese artigiane a Dueville sono circa 370.I principali settori dove operano le aziende più significative di Dueville sono: la metalmeccanica, l'abbigliamento, l'edilizia, la chimica, la tipolitografia, l'elettronica e le telecomunicazioni, l'oreficeria, i mobilifici, pelletterie, acquari, pompe idrauliche, mulini, fonderie per ghise speciali, scarpe, ceramiche, cinturini per orologi, impianti di aspirazione, stivali in gomma. Ci sono anche cooperative sociali per l'integrazione che si occupano a fini sociali di servizi. La provincia di Vicenza, una delle zone più ricche ed attive d'Europa, conta numerose aziende di medie dimensioni, in settori che vanno dalla meccanica all'abbigliamento, all'oreficeria, alla conceria ecc. La disoccupazione è a livelli bassissimi, quasi fisiologici, anche se la crisi attualmente in atto rischia di minare il quadro complessivo.Evoluzione demograficaAbitanti censiti AmministrazioneGemellaggiDueville è gemellata con: Calatayud, dal 1989 Schorndorf, dal 1998 Tulle, dal 2008Stemma del comuneNello stemma sono raffigurati due cavalieri romani con armi sono in posizione di pace: uno vestito di rosso che cavalca un cavallo bianco ed uno vestito di bianco che cavalca un cavallo rosso (in segno di cortesia si sono scambiate le cavalcature); le due figure avanzano su un prato verde con delle risorgive d'acqua, caratteristica del territorio di Dueville. Lo stemma è contornato da due rami ed a una corona: il ramo di quercia, simbolo di forza, è congiunto al ramo d'ulivo, simbolo di pace e fratellanza, mentre la corona merlata indica la costituzione dell'antico comune. La scritta C. Duilius M.F. Romae riportata nella bandiera non trova conferma nello stemma araldico: essa fa riferimento al rinvenimento di una tomba romana che portava tale scritta.Il significato complessivo dello stemma è discusso: i due cavalieri potrebbero indicare due ipotizzati centri originari (forse veneto-latini e i longobardi), infatti all'epoca della creazione dello stemma si pensava che il nome Dueville si riferisse appunto a due paesi uniti insieme; le due stelle potrebbero significare la presenza dei due nuclei abitati, che convivono in pace dopo un periodo tormentato di contrasti. Una seconda ipotesi prevede che i due cavalieri simboleggino la forza dell'amicizia, dell'unione e della convivenza in pace; I colori rosso e bianco sono i colori della provincia vicentina.Lo Stemma è stato riconosciuto con decreto ministeriale del 23 aprile 1931 ed il Gonfalone Comunale era stato approvato con decreto del 16 febbraio 1931.SindaciInfrastrutture e trasportiDueville è servita dalla strada statale SS 248 e dall'omonima uscita dell'Autostrada A31.La stazione ferroviaria è posta lungo la ferrovia Vicenza-Thiene-Schio ed è servita da treni regionali operati da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Veneto.La località è inoltre servita da alcuni autoservizi FTV.Persone legate a DuevilleRinaldo Arnaldi, partigiano, medaglia d'oro al valor militare e giusto tra le nazioni; a lui è dedicata una via ed il centro socio culturale annesso alla biblioteca civicaGuido Revoloni, partigiano, caduto il 27.05.1945, un mese dopo la fine della seconda guerra mondiale, mentre volontariamente partecipava ad azioni di bonifica dei terreni agricoli dalle bombe inesplose. A lui dedicata la via G. Revoloni.Lorenzo Piccoli, calciatoreLuigi Muraro, calciatoreBibliografiaDueville-Storia di una comunità a cura di Povoloro, testi e foto di AA.VV., Neri Pozza Editore, VicenzaSito del comune di Dueville http://www.comune.dueville.vi.it/Note^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 dicembre 2012.^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 255.^ cfr. nota 5^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.Voci correlateStazione di DuevilleAstichello (fiume)LongobardiProvincia di VicenzaAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su Dueville

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