Comune

Crognaleto

Crognaleto, (Teramo)
Crognaleto è un comune sparso italiano di 1.525 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo.Il nome deriva dal termine dialettale crognale, per corniolo. Il centro omonimo è sito a 1.105 m di quota, ma la sede municipale si trova nella frazione di Nerito.Geografia fisicaIl territorio comunale, sito sulle pendici dei Monti della Laga, si estende sui due versanti della Valle del Vomano. Fa parte della Comunità Montana Gran Sasso e ricade all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.StoriaInsediamenti sono attestati in epoca pre-romana e romana ma gran parte degli attuali centri abitati sembra avere origini medioevali. Il territorio lungo la valle del Vomano era interessato dal passaggio di quella che pare fosse la Via CeciliaL'attuale comune fu istituito nel 1813, durante l'occupazione napoleonica. Crognaleto, in precedenza facente parte del comune o "università" di Roseto, insieme al territorio che diventerà comune di Cortino, fu dichiarato comune autonomo, raccogliendo come frazioni numerosi centri abitati che in precedenza costituivano per lo più essi stessi delle universitas dotate di una loro autonomia.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Monumenti e luoghi di interesseArchitetture religioseChiesa di Santa Caterina (XVI secolo).Chiesa della Madonna della Tibia, fuori dall'abitato, e costruita come ex voto da Bernardo Paolini (di Amatrice). Avendo egli perduto la strada, scivolò accidentalmente in un burrone rischiando la morte. Rimase stupefatto di essersi rotto solamente una tibia.La chiesa attuale, più vasta della precedente, fu edificata poco lontano dalla precedente nel 1617. In origine era affiancata da una casa per pellegrini, ora in rovina.Feste tradizionaliFuoco di Natale nella frazione di Nerito: vengono accesi circa 10-20 tonnellate di legna, che bruciano dalla notte del 24 dicembre fino alla mattina del 6 gennaio.Fiera della Pastorizia: all'inizio dell'estate a Rocca Roseto nella frazione di San Giorgio.CulturaGastronomiaLa ventricina di Crognaleto è un insaccato costituito da grasso suino mescolato con una bassa percentuale di spalla o altra carne magra, tritati e conditi con spezie e peperoncino e insaccati nello stomaco o nella vescica dell'animale. Dopo la maturazione, preferibilmente con leggera affumicatura, e la stagionatura, si mangia spalmato sul pane. L'uso è inoltre di conservare le salsicce dentro la ventricina, in modo da valorizzare entrambi i sapori.Geografia antropicaFrazioniAiello, Alvi, Aprati, Cervaro, Cesacastina, Figliola, Frattoli, Macchia Vomano, Nerito, Piano Vomano, Poggio Umbricchio, San Giorgio, Santa Croce, Senarica, Tottea, Valle VaccaroAielloChiesa dei Santi Silvestro e Rocco (1539-1581, eretta durante la diffusione della peste dopo il 1528 e ampliata nel 1631 grazie alla costruzione di un corpo di fabbrica destinato al culto di S. Carlo Borromeo, fondato dalla famiglia Valeriani indi passata ai Fragassi). Assunse anche il titolo di San silvestro dopo l'abbandono e la rovina dell'antica prepositura omonima posta a sud ovest dell'abitato.Case dal XVI secolo.AlviPiccola frazione di Crognaleto situata a 1005 m s.l.m. ricostruita dopo la frana che la colpì nel 1909.Chiesa di Santa Maria Apparens (1300).Chiesa di Santa Maria (nota dal 1324, ricostruita nel 1933).CervaroChiesa di Sant'Andrea (originaria del XIV secolo, ampliata nel 1639, restaurata nel 1735 e nel XIX secolo), con soffitto dipinto settecentesco.Palazzo Cortellini-Nardi-Forcina (XVI secolo).Di interesse anche i resti di antichi mulini nella valle del torrente Zincano. Il mulino D'Egidio si trova nel torrente Laga.CesacastinaFrazione di Crognaleto. Annidata sul fianco di una pendice a 1150 metri di altezza con alle spalle le vette dei Monti della Laga (Monte Gorzano) e con splendida vista sulla catena del Gran Sasso. Il tessuto edilizio è prevalentemente ottocentesco e moderno; edifici più antichi anche del XVI secolo, sono in località del Colle e Combrello (Colle Morello). Le case sono costruite in pietra e in località del Colle sono particolarmente ricche di motti e versetti sacri incisi sugli architravi di porte e finestre, spesso accompagnati dal monogramma dei gesuiti.La chiesa è dedicata ai SS Pietro e Paolo, l'unica nella montagna teramana che conservò il patronato laico, cioè il diritto dei residenti ad eleggere il proprio parroco. All'interno si presenta con una pianta a croce latina ed è adorna di altari barocchi in legno dipinti e dorati. L'Ospedale di S. Antonio Abate localmente detto dei tignosi che sorgeva nelle immediate vicinanze, fu ceduto in gestione mediante convenzione al Convento dei Francescani dell'Aquila ai primi anni del Cinquecento.FrattoliSi trova a 1115 m s.l.m. Nel 1297 è attestato l'abitato, che risulta sottoposto ad Amatrice. Successivamente rientra insieme alla vicine località nel comprensorio della Montagna di Roseto appartenente al ducato di Atri della famiglia Acquaviva. Tradizionalmente centro artigianale per l'intaglio del legno e per la scultura in pietra. Vi lavora Serafino Zilli, l'ultimo scalpellino della versante teramano della Laga.Chiesa di San Giovanni Battista (origini gotiche e portico seicentesco, detto "le logge").Chiesa della Madonna del Soccorso, in rovina.Chiesa di Sant'Antonio (restaurata nel XIX secolo).Chiesa della Madonna del Carmine.Macchia VomanoChiesa di San Silvestro (XVI secolo).NeritoSito a circa 850 m s.l.m. vi è la sede del Municipio. Vi si svolgono due caratteristici riti: il Fuoco di Natale, tenuto acceso dalla vigilia di Natale fino alla Befana; dell'Erede che si svolge il giovedì grasso, in cui viene accolto dalla comunità il primo figlio maschio delle nuove famiglie.Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo (XIX secolo).Piano VomanoSituato a circa 850 m s.l.m. Le prime costruzioni sembrano risalire al XIII secolo, mentre la formazione del centro abitato si deve forse all'abbandono del paese altomedioevale di Campanea (1526), in località Colle del Vento, che a sua volta sorgeva su un antico insediamento pre-romano, attestato da resti di mura megalitiche.Chiesa di San Nicola (originaria probabilmente del XIV secolo e ampliata nel 1774)."Quercia Mazzucche" (roverella secolare, di 8 m di circonferenza, caduta il 12/07/07)Poggio UmbricchioIl paese è abbarbicato su uno sperone di roccia a forte declivio, nel territorio dei Monti della Laga, sul versante sinistro del Vomano. Si raggiunge per mezzo di una strada in salita che si dirama dalla Statale 80 del Gran Sasso d'Italia (la vecchia strada L'Aquila-Teramo recentemente ribattezzata Strada maestra del Parco).Chiesa di Santa Maria Laurentana (con portale del 1570).San GiorgioSi trova a 1150 m s.l.m. e sviluppato su tre livelliChiesa di San GiorgioAntico abitato di Rocca Roseto, con castello in rovina.SenaricaSi trova su di uno sperone di roccia a picco sul tratto di gola del fiume Vomano, lungo la SS 80 del Gran Sasso d'Italia a 650 m di altitudine.Chiesa dei patroni Santi Proto e Giacinto con statue lignee del XVI secolo. Interessanti stipiti di portali, tutti in pietra arenaria grigia, tipica dei Monti della Laga, si possono ammirare ancora in alcune case che testimoniano anche la esenzione dai tributi "casa franca".Risale a questo periodo, forse, la mitica e ancora non accertata storicamente, alleanza con la Repubblica di Venezia.TotteaTottea si caratterizza per la pietra arenaria sulla quale il paese sorge. L'arenaria è utilizzata per farne sculture ed elementi architettonici. Sono rinomati gli scalpellini di queste zone, i quali da generazioni si tramandano l'arte nel realizzare camini, stipiti e altri ornamenti. Non a caso a Tottea sta nascendo un Ecomuseo e un Centro di documentazione, presso la sede della locale Pro Loco, dedicati alla lavorazione della pietra. Qui si svolge anche un concorso dedicato alla scultura in pietra. Vari artisti vi partecipano ogni anno lasciando al paese un crescente patrimonio artistico che va ad arricchire l'arredo urbano del paese. A Tottea e nel territorio limitrofo hanno sede numerose imprese edili di costruzione e di restauro le cui maestranze hanno prestato o prestano la loro opera in tutto il mondo.Cappella di Sant'Antonio, con statua del 1552.Valle VaccaroChiesa di Sant'Antonio (restaurata nel 1888).AmministrazioneNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Dato Istat all'1/1/2009.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.BibliografiaGiulio Di Nicola, Crognaleto, in La Gazzetta di Teramo, 7 settembre 1975, p. 1;Tottea, visioni d'epoca, Pro Loco di Tottea, Ricerche & Redazioni, Teramo, 2006;Fabio Petrella, Dove non arrivano i sentieri, Edizioni Palumbi, Teramo, 2012;Voci correlateIppovia del Gran SassoValle del VomanoSenaricaStrada maestra del ParcoAlvi

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