Comune

Codogno

Codogno, (Lodi)

Dov’è Codogno? Tutte le informazioni sul comune in provincia di Lodi, in Lombardia. Il paese, di piccole dimensioni, accoglie però diverse attrazioni e punti di interesse.

Il comune di Codogno si trova nella regione della Lombardia, in provincia di Lodi. Si tratta del centro principale della pianura del Basso Lodigiano ed è anche la seconda città più popolata della provincia. Questa città, tuttavia, ospita alcuni luoghi d’interesse che meritano una visita.

Codogno, tra storia e curiosità

Codogno è la seconda città più popolata della provincia di Lodi. L'insediamento si fa risalire alla penetrazione romana nella Gallia Cisalpina. Il nome Codogno, antica Cothoneum, deriverebbe infatti da quello del Console Aurelio Cotta, vincitore dei Galli Insubri che popolavano quelle terre. Tuttavia non se ne ha la certezza, perchè la prima testimonianza dell'esistenza di Codogno la si ha solamente nel 997, quando il centro abitato viene citato in un diploma dell'Imperatore Ottone III. Il nome Codogno potrebbe anche essere tratto dal pomo cydonio, o melo cotogno, frutto tipico del luogo.

Dopo la giurisdizione dei vescovi di Lodi, Codogno viene ceduta nel 1441 da Filippo Maria Visconti alla famiglia Fagnani e nel 1450 ai Trivulzio. All'epoca, Codogno aveva forte tensione autonomistica, tant'è che i codognesi si slegarono dalla realtà del territorio dei Trivulzio e chiesero di essere considerati piacentini. Così, con un atto ratificato il 21 aprile 1492, i codognesi divennero cittadini piacentini e vollero la lupa piacentina nel proprio stemma, legata con una catena d'oro all'albero di mele cotogne. 

L'inizio del XVI secolo fu caratterizzato dalle battaglie fra Francia e Spagna per l'occupazione dell'Italia e dalla peste del 1516 che arrestarono lo sviluppo del borgo. In seguito alle guerre la città venne fortificata. È in questo periodo che viene costruita a Codogno la parrocchiale di San Biagio. Codogno continuò a progredire fino alla fine dell'Ottocento.

Considerando come confini dell'area milanese quelli della vecchia Provincia di Milano, Codogno era il quarto comune del territorio per numero di abitanti nei censimenti del 1861, 1871 e 1881, dietro a Milano, Monza e Lodi.

Cosa vedere a Codogno

Artisticamente, Codogno presenta edifici di grande interesse, sorti insieme allo sviluppo economico e agricolo. Oggi sono diverse le principali attrazioni di Codogno, ma sicuramente non potete perdervi queste:

  • la chiesa parrocchiale di San Biagio (costruita nel 1511), il più importante edificio religioso, con l'organo Serassi costruito tra il XVIII e il XIX secolo;
  • la chiesa di Santa Maria delle Grazie, consacrata nel 1626 e costruita su progetto dell'architetto Marco Antonio Barattieri;
  • la chiesa dei Santi Teodoro e Paradiso, detta del Cristo, progetto delle stesso architetto Barattieri;
  • le due nuove parrocchie di Santa Francesca Cabrini e di San Giovanni Bosco, costruite tra gli anni Ottanta e Novanta;
  • ll santuario della Beata Vergine di Caravaggio;
  • i palazzi Trivulzio e Lamberti;
  • il cimitero monumentale di Codogno;
  • le numerose ville in stile liberty e neomedievale, tra cui la villa Biancardi.

Da non perdere a Codogno

Museo Cabriniano di Codogno

Il Museo Cabriniano di Codogno si trova in alcuni locali della prima Casa istituita da Madre Francesca Cabrini. Il percorso espositivo fa rivivere gli ambienti in cui viveva Madre Cabrini, salendo le medesime scale e attraversare i luoghi dove originariamente vi erano le celle delle sette suore e la camera della Santa.

Sempre qui, poi, si trova una serie di dipinti realizzati nel 1950 dall’artista Aldo Cogni, in arte “Cabri”, che riassumono i momenti importanti della vita della Santa.

Raccolta d’Arte “C. Lamberti”

Sempre a Codogno si trova la raccolta d’Arte a cui si accede dal portone di Palazzo Lamberti. Salendo lo scalone di rappresentanza si trova già una riproduzione della Venere di Milo. Nelle sale al piano nobile si possono notare eleganti affreschi e arredamenti.

Tra i tesori più importanti della raccolta ci sono due acquerelli dello “scapigliato” Tranquillo Cremona: Le curiose e Ripassando la lezione. Tuttavia, all’interno delle 8 sale espositive sono presenti anche i dipinti a olio di soggetto storico e gli acquerelli di costume di Angelo Pietrasanta.

Vi sono anche i disegni umoristici di Alessandro Bertamini, oltre alle opere degli artisti amici di Carlo Lamberti, Giorgio Belloni, Paolo Troubetzkoy, Piero Belloni Betti, Arturo Tosi e, naturalmente, Giuseppe Novello.

Castello Trecchi

Poco distante, poi, troviamo il Castello Trecchi, risalente al XV secolo, situato a Maleo. Qui, periodicamente, vengono organizzate mostre ed eventi, come matrimoni e incontri. Il palazzo è costruito a blocco squadrato con due fronti, una verso il parco e una verso il cortile.

La fronte verso il parco è preceduta da un’ampia scalinata in pietra; quella verso il cortile presenta una loggia a tre fornici su colonne in granito. L’interno è diviso in vari piani. Sotto il livello del cortile si sviluppa un piano interrato con la ghiacciaia.

Piano terra e primo piano sono separati da un mezzanino per la servitù e, inoltre, vi è un piano di sottotetto. Il piano terra e il primo piano hanno aspetto monumentale. Il piano terra è composta dalla loggia di ingresso, ora chiusa da vetrate, che dà accesso sui lati brevi alla cappella e allo scalone, e sul lato lungo al salone centrale che si apre con una monumentale porta, sul parco.

Da questo salone si raggiungono poi, le stanze dell’appartamento settentrionale, ovvero: la Sala dell’Olimpo, la Camera delle Deità marine e il Camerino di Apollo, ancora oggi affrescate.

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