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Comune

Castelleone

Castelleone, (Cremona) Tempo di lettura: circa 10 minuti
Castelleone [kastɛlle'one] (Castigliòn in dialetto castelleonese) è un comune di 9 593 abitanti della provincia di Cremona. È distante 26 km dal capoluogo. Nei suoi oltre 800 anni di storia è stata molte volte al centro delle contese tra Cremona da una parte e Milano e Crema dall'altra. Il 4 ottobre 2011, su autorizzazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (DPR 28 aprile 2011), a Castelleone è stato conferito il titolo di città. Geografia fisica Castelleone si trova nella Pianura Padana, a 66 m s.l.m.. Idrografia Castelleone è attraversata dal canale Serio Morto, che divide la città in due parti: il Centro Storico e il quartiere Borgo Serio, detto, in dialetto, Bàs de Sère, perché ad altitudine inferiore rispetto al resto del paese. Il letto del Serio Morto era probabilmente quello del Serio, ma quest'ultimo fiume ha poi deviato il suo corso. In origine Castelleone si trovava sul Lago Gerundo, che, ormai ridotto a palude, fu bonificato nel XIII secolo dai monaci cistercensi. Clima Classificazione climatica: zona E, 2389 GR/G Storia Preistoria ed Antichità Nella preistoria in zona c’erano già insediamenti umani. Si trovano reperti mesolitici e neolitici nel locale Museo Civico. Non c’è nessun centro abitato qui nell’epoca romana; soltanto una strada che passa in zona San Latino e che portava da Cremona a Mediolanum (Milano). Medioevo Nel 967 d. C. un documento attesta che qui si trova una corte, Brixianorum (Bressanoro), chiamata così perché sulla strada per Brescia, e al suo interno, al posto dell’attuale chiesa di S. Maria in Bressanoro, sorge una Pieve, intitolata a San Lorenzo. C'erano altre due corti a Castelleone: Fepenica e Castel Manzano. Più tardi verrà edificato un castello, Castel Manfredi di proprietà del Vescovo di Cremona. Suo terrapieno era un dosso, tuttora, in parte, esistente. Nel 1186, Federico I Barbarossa scende in Italia e distrugge Castel Manfredi lasciando intatta solamente una torre: la torre Isso, chiamata dai castelleonesi “Torrazzo”. Due anni dopo, il 18 aprile 1188, il Vescovo di Cremona Sicardo posa la prima pietra di un nuovo castello: Castrum Leonis, Castelleone. Il 1º maggio dello stesso anno, quando la nuova chiesa era abbastanza costruita da potervi dire messa, Sicardo la celebra solennemente e i santi di quel giorno, Santi Filippo e Giacomo, diventano i patroni della nuova città. Il vescovo cremonese mette una porta, Porta Isso, nell’attuale piazza Borgo Isso con il Torrazzo a difesa mentre nella zona detta Borgo Serio Porta Serio, protetta da una torre distrutta nel XIX secolo. L’ingresso della chiesa era posto sull’attuale piazza del Comune, dove si affacciava anche la sede del Palazzo Comunale. Il cardo era la Contrada Leona (Via Roma), decumano l’attuale via Garibaldi e l’odierna via Fondulo. S’incontravano nella piazza. Castelleone era un castello a difesa di Cremona, un avamposto verso Crema. Il 2 giugno 1213, nei campi delle Bodesine, poco fuori dall’abitato, gli eserciti di Castelleone e Cremona sfidarono Crema e Milano. Castelleone rischiava di essere conquistata da Milano e nella mattinata le cose non andavano bene. Si racconta che nel pomeriggio apparsero i Santi Pietro e Marcellino (i patroni di Cremona celebrati in quel giorno) e che distrussero l’esercito nemico. Questa battaglia passò alla Storia con il nome di Battaglia delle Bodesine. Sta di fatto che Castelleone riportò un’importante vittoria militare e che il Carroccio milanese, che era stato conquistato, prima di essere portato a Cremona, entrò trionfalmente nel Castello. Per accogliere i feriti della battaglia, a Castelleone fu costruito un ospedale, che si ritiene essere il primo della Lombardia. Nel 1354 Castelleone venne conquistata dal Ducato di Milano, ma tra il 1420 e il 1424 fu affidata al Marchese Cabrino Fondulo. Furono anni bellissimi per Castelleone, che diventò come una piccola signoria perché Fondulo attirava, nel suo immenso palazzo (che teneva un quarto di Castelleone), artisti e mercanti. Nel 1424, per aver dato troppi poteri a Castelleone, Fondulo fu imprigionato e l'anno seguente decapitato a Milano. Dopo qualche decennio fu concesso a Castelleone il titolo di Terra Separata da ogni altra città, dovendo ubbidienza solamente a Milano. In questo periodo fu costruita la magnifica chiesa di S. Maria in Bressanoro. Età Moderna Tra il 1499 e il 1509 Castelleone fu sotto il dominio Veneziano. Abbiamo ancora gli Statuti della Magnifica Comunità di Castelleone che furono redatti in questo periodo, caratterizzato da un ottimo governo, ma poco dopo ecco i Francesi. Decenni bui questi, poche luci: la ricostruzione della Chiesa Parrocchiale, e, dopo le apparizioni di Maria a Domenica Zanenga, venne edificato il Santuario della Beata Vergine della Misericordia. Nel Cinquecento, come il resto dei domini milanesi, anche Castelleone fu presa dagli spagnoli. Furono le famiglie D’Avalos e Rosales a governare Castelleone, e nel loro periodo di governo appare una figura: Bernardino Realino da Carpi, che fu nominato potestà del borgo. Realino comandò a Castelleone ottimamente. Fece anche redigere gli atti comunali non solo in latino, ma anche in volgare, in modo che questi potessero essere letti da tutto il popolo. Abbandonata la vita politica, Bernardino Realino si fece gesuita e nel 1947 la Chiesa lo proclamò Santo. Possiamo ammirare nella Chiesa Parrocchiale un dipinto che lo raffigura sopra una nuvola che sovrasta Castelleone. Alfonso d'Avalos, marchese di Castelleone e di altre terre, a causa di un favore diplomatico che gli fece Ludovico Ariosto, lo insignì della pensione di 100 scudi annuali, da riscuotersi presso i dazi doganali castelleonesi. I Rosales vendettero il feudo castelleonese ai Venturelli, anch’essi di origine spagnola, che mantennero il controllo fino all’avvento degli Austriaci, che durante il loro periodo di governo cacciarono gran parte dei religiosi che si trovavano nei conventi castelleonesi. Ancora oggi vivono in Castelleone di discendenti dei Venturelli, e la loro residenza è edificata nel giardino del palazzo ducale, che fu anche di Cabrino Fondulo. Età contemporanea Nel 1859 Castelleone fu annessa al Regno di Sardegna. Due soldati francesi feriti nella Battaglia di Solferino, furono portati a Castelleone. Aggravatasi la loro situazione, morirono entrambi, e le loro esequie si svolsero con gran pompa in quel di Castelleone. Nel 1860 sono due i castelleonesi che si arruolano tra i Mille: Carlo Coelli ed Antonio Barnabò. Quest'ultimo cadde a soli 17 anni nella Battaglia del Volturno. Nel 1861 Castelleone divenne Comune del neonato Regno d'Italia. Apparteneva alla provincia di Cremona, circondario di Cremona, mandamento di Soresina. Agli inizi del Novecento, anche a Castelleone, iniziano le discussioni politiche tra Socialisti e Cattolici, magistralmente descritte da Virgilio Brocchi ne Le campane dell'Isola Sonante. Anche alcuni castelleonesi combattono nella Seconda guerra mondiale, uno dei caduti castelleonesi, morto per le ferite riportate in combattimento, è Giulio Riboli, a cui viene data una Medaglia d'oro al valore militare. Il 25 aprile 1945, i partigiani castelleonesi si recano nella vicina Ripalta Arpina, dove fanno scorta di munizioni, quindi entrano dal Viale Santuario, occupano il Municipio e la caserma dei Carabinieri, arrestano i fascisti e dichiarano Castelleone libero. Pochi giorni dopo, una colonna tedesca in fuga passa da Castelleone. I partigiani sparano e uccidono il Capitano. Gli altri soldati si arrendono senza opporre resistenza ai partigiani, che catturano due cannoni che si possono ancora vedere in Castelleone a fianco del Monumento ai Caduti. Il 2 giugno 1946, Castelleone fa parte della Repubblica Italiana. Simboli Stemma Lo stemma del Comune di Castelleone rappresenta il toponimo: consiste infatti in un leone passante giallo che sostiene un castello a tre torri guelfo argento in campo blu. L'attuale stemma venne fatto approvare dal Governo nel 1958. Il vero stemma castelleonese è, però, ben diverso. Non esistono le righe bianche tra il castello e il leone, la fiera è fulva anziché gialla, e il castello, argenteo nella versione attuale, era rosso e aveva i merli ghibellini. Per questioni araldiche, i colori furono cambiati e il campo, anziché azzurro cielo, divenne blu cobalto. I veri colori castelleonesi sono quindi il rosso e l'azzurro, ma l'Ufficio araldico assegnò a Castelleone il giallo e il blu. Ricorrenze 18 aprile 1188: Prima Pietra. 1º maggio 1188: Fondazione. 11 maggio 1511: Apparizioni di Maria a Domenica Zanenga. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Santuario della Beata Vergine della Misericordia Il Santuario della Beata Vergine della Misericordia, eretto tra il 1513 e il 1516 da Agostino de Fondulis presenta forme rinascimentali, con il tiburio chiaramente ispirato dallo stile architettonico di Giovanni Antonio Amadeo. Venne costruito in onore delle apparizioni di Maria alla contadina Domenica Zanenga l'11 maggio 1511. Chiesa di Santa Maria in Bressanoro La chiesa di Santa Maria in Bressanoro, voluta nel XV secolo da Bianca Maria Visconti per la miracolosa guarigione della figlia, fu edificata dai castelleonesi sopra la preesistente pieve sotto la guida del francescano Amedeo da Silva, che vi fondò gli amadeiti. Nel suo interno si trovano affreschi del tardo Quattrocento che illustrano la vita di Gesù e culminano in una grande crocifissione. Resta aperto il problema di chi abbia potuto ideare un impianto tanto innovativo che richiama la croce greca ‘estroflessa‘ della chiesa di San Sebastiano di Mantova;. Chiesa Parrocchiale La chiesa parrocchiale, edificata nel 1551, presenta un esterno rinascimentale mentre l'interno è di gusto barocco. Fu costruita dopo la demolizione di quella risalente al 1188. È dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. Santuario della Beata Vergine del Presepe Il Santuario della Beata Vergine del Presepe sorge in pieno centro storico e fu edificato nella prima metà del XVIII secolo per proteggere una venerata immagine della natività un tempo posta sulla facciata dell'abitazione di un sacerdote. Chiesa della Santissima Trinità Chiesa seicentesca ma con stili rinascimentali, ha l'interno a navata unica con cappelle laterali. Chiesa di San Giuseppe Fu eretta nel 1692 con canoni classici. Conserva in un'ancona lignea una pregevole tela di Antonio Campi. Chiesa di San Rocco Piccolo edificio che conserva affreschi del XVIII secolo dedicata a San Carlo e alla Madonna del Carmelo Architetture civili Architetture militari La Torre Isso Nel centro storico si innalza la Torre Isso (sec. XI). È alta ca 45 m ed è il simbolo del paese. Fu risparmiata dal Barbarossa (apparteneva a Castel Manfredi) per volere di Alberto Trusso, un cremonese che aveva conosciuto l'imperatore. È comunemente detta dai castelleonesi Torrazzo. Fino a qualche decennio fa fu sede dell'acquedotto. Si racconta che al suo interno, un imperatore rinchiuse 200 guelfi cremonesi, e qui li fece uccidere. Arco del Voghera Sulla piazza si innalza un arco progettato dall'architetto cremonese Luigi Voghera; di fianco ad esso ci sono dei portici medievali. Luoghi naturali A Castelleone esiste il Parco del Serio Morto, che ha alcune parti di riserva integrale. In questo c'è anche il Bosco Didattico della Provincia di Cremona, che contiene molte specie di piante ed animali presenti nel territorio. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Cultura Istruzione A Castelleone sono presenti la Scuola dell'infanzia, la Scuola primaria, intitolata allo storico Romualdo Cappi, e la Scuola secondaria di primo grado. Il tutto è compreso, insieme ai plessi di Trigolo, Gombito, Fiesco e Ripalta Arpina, nell'Istituto Comprensivo Statale "Piero Sentati". Biblioteche A Castelleone è presente una biblioteca comunale, intitolata allo scrittore castelleonese Virgilio Brocchi, che è fornita di più di 40.000 volumi, ed effettua anche il prestito di CD e film. Musei Il museo civico di Castelleone conserva reperti trovati nel comune risalenti al Mesolitico, al Neolitico, all'Età del bronzo, all'Età del ferro, all'epoca romana, tra cui semplici oggetti, punte di lance e monete. Il museo possiede anche una collezione malacologica. Musica Bande, cori ed orchestre Castelleone è dotata di un corpo bandistico, dedicato a Giuseppe Verdi, diretto dal maestro Michele Lombardi, della Schola Cantorum "Ettore Rancati", diretta dal maestro Davide Massimo e dell'Orchestra "Valerio Boldi", diretta dal maestro Erik Lundberg. Musicisti Diversi musicisti si sono avvicendati alla guida della banda e della Schola e che sono stati organisti nella Parrocchiale. Tra questi ricordiamo Ettore Rancati, che tra l'altro compose un Pange Lingua, un Vexilla Regis e un Inno a Maria Vergine (ancora eseguiti nelle processioni a Castelleone), Cesare Borsieri, che dopo la Seconda guerra mondiale emigrò negli Stati Uniti, dove ebbe un discreto successo, e Valerio Boldi, liutaio e musicista del borgo. Organi e codici A Castelleone c'è un organo Serassi del 1836 custodito nel Santuario. A trasmissione meccanica, è composto da un manuale di 61 tasti. Più maestoso quello della Chiesa Parrocchiale. A trasmissione elettrica, ha due manuali da 61 tasti e una pedaliera da 28 pedali. È disposto su tre casse: due vicino all'altare (Grand'organo e Organo Espressivo) e una in controfacciata (Organo in Eco). Dietro alla consolle si trova un Graduale gregoriano risalente al 1643. Cucina Eventi 19 marzo: si accende un falò in onore di San Giuseppe; 11 maggio e seconda domenica di settembre: processione al Santuario della Beata Vergine della Misericordia; fine giugno: A Le Valli rievocazione storica in costume; 16 agosto: festeggiamenti nel quartiere Borgo Serio per San Rocco; 2a domenica di ottobre: sagra del paese; 12 dicembre: mercatino di Santa Lucia; 25 dicembre: a Le Valli presepio vivente; 2a domenica di ogni mese: mercatino dell'antiquariato. Persone legate a Castelleone Iacobus Zonus de Castroleone - Armiger Comitiue Sancti Marci Degateshis 1452 (Cavaliere della Repubblica Veneta, sepolto nella chiesa di Povegliano Veronese. Nabile Famiglia con Araldica scolpita sulla pietra tombale, dal 1300 legata al paese di Povegliano Veronese (Archivio Balladoro). Onorata Rodiani (?, 1403 - Castelleone 1453), pittrice; Bernardino Realino (Carpi, 1530 - Lecce, 1616), gesuita, santo, a Castelleone ricoprì la carica di pretore; Giulio Cesare Monteverdi (Cremona, 1573 - 1630), compositore, fratello di Claudio, visse a Castelleone tra il 1615 ed il 1622; Virgilio Brocchi (Orvinio, 1876 – Genova, 1961), scrittore; Francesco Arata (Castelleone, 1890 - 1956), pittore; Amos Edallo (Castelleone, 1908 - Crema, 1965), architetto, urbanista e scultore; Pierre Carniti (Castelleone, 1936), sindacalista e politico, nipote di Alda Merini; Angelica (Castelleone, 1947), cantante; Anna Identici (Castelleone, 1947), cantante; Gian Carlo Corada (Castelleone, 1951), politico italiano, ex sindaco di Cremona e presidente della Provincia di Cremona dal 1990 al 2004. Enzo Iacchetti (Castelleone, 1952), attore, comico e conduttore televisivo. Renato Villa (Castelleone, 1958), calciatore, allenatore. Geografia antropica Città Urbanistica Castelleone ha l'impostazione della città romana, con la Piazza del Comune al centro (sulla quale si affacciano il Municipio e la Chiesa Parrocchiale), e via Roma come cardo, via Garibaldi e via Fondulo come decumano. Tutte le vie del Centro Storico sono a reticolo. Suddivisioni Normalmente il centro abitato di Castelleone viene diviso in 4 zone: Via Solferino; Centro Storico; Borgo Serio; Santuario. Frazioni e dintorni Corte Madama Corte Madama è la frazione più grande di Castelleone, fu infatti, una volta, comune a sé. Ha ancora la sua autonomia a livello ecclesiastico, infatti Corte Madama ha la sua parrocchia, intitolata a San Martino Vescovo. Il toponimo ha origine nel fatto che il suo territorio fu feudo personale di Bianca Maria Visconti, da cui madama. Le Valli Le Valli è una frazione di Castelleone con circa 220 abitanti. Servita dalla chiesa di Santa Maria in Bressanoro, è prevalentemente composta da cascine è anche teatro di una sagra durante il mese di agosto. Pellegra Sebbene non sia la frazione più grande è probabilmente la più importante dal punto di vista economico soprattutto grazie ai numerosi allevamenti di bovini e suini. si sviluppa sui due lati della strada che conduce verso il comune di Soresina. Agli inizi di maggio si tiene la cosiddetta "Sagra di maggio" a cui accorrono numerose persone provenienti da diverse zone. Questa frazione è spesso ricordata dai versi di un poeta del luogo: "là dove col sorger del sole una nuova rugiada bagna la campagna dipinta d'amore" San Latino Questa frazione è divisa tra Castelleone e Gombito. Bella la chiesa ottocentesca. Altre frazioni sono: Guzzafame; Pradazzo; Valseresino Economia Infrastrutture e trasporti Strade Nel territorio del comune di Castelleone passa la Strada statale 415 Paullese che viene tuttavia anche chiamata Castelleonese. In questo modo da Castelleone si possono facilmente raggiungere Cremona, Crema e Milano. Ferrovie A Castelleone si trova una stazione ferroviaria composta da due binari passanti e gestita da RFI. Essa si trova sulla linea Ferrovia Treviglio-Cremona. Sindaco Pietro Enrico Fiori Nato a Castelleone (CR) il 22/09/1966 Data elezione: 25/05/2014 - Data nomina: 26/05/2014 Titolo di Studio: Laurea Categoria Professionale: Professori di Scuola Secondaria Superiore e Assimilati Partito: Lista Civica - Fare Castelleone Sport Note ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013. ^ Vedasi Beltramini, 2001, 51 n. 174 ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Bibliografia Don Clemente Fiammeni, Castelleonea, Cremona, 1630 Bartolomeo Chiappa, Memorie storiche del Santuario della B.V. della Misericordia di Castelleone, diocesi di Cremona, nuovamente raccolte ed illustrate, Piacenza, Gaetano del Maino, 1822. Rosetta Cugini, Storia di Castelleone, Edizioni Malfasi, Castelleone, 1973 Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Castelleone Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Castelleone Voci correlate Serio Morto Parco del Serio Morto Bosco Didattico della Provincia di Cremona Strada statale 415 Paullese Ferrovia Treviglio-Cremona Stazione di Castelleone Roggia Borromea Roggia Pallavicina Unione del Gerundo

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