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Bannio Anzino

Bannio Anzino, (Verbano-Cusio-Ossola) Tempo di lettura: circa 4 minuti
Bannio Anzino (Banj e Anzin in piemontese) è un comune italiano di 543 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola.Le frazioniBannioNon tutti sono a conoscenza del fatto che Bannio ed Anzino sono due paesi distinti. La denominazione Bannio Anzino è attribuita al comune dopo l'unione dei due precedenti esistenti fino al 1929. Oggi capoluogo del comune è il paese di Bannio. Anzino e Pontegrande ne costituiscono le frazioni principali, alle quali si uniscono quelle più piccole di Parcineto, di Fontane, di Soi e di Piedi Baranca. Diamo qui notizie del paese di Bannio. Anzino è citato in un paragrafo successivo.Anticamente e per molti secoli Bannio, capoluogo del comune ha rappresentato la capitale amministrativa dell'intera Valle Anzasca. Storicamente il paese esisteva già nel I secolo avanti Cristo come testimoniano la scoperta di una necropoli celtica. I reperti rinvenuti negli scavi di queste antiche sepolture portano a ritenere di un già avanzato processo di romanizzazione di questi antiche popolazioni galliche, con frequenti scambi con gli stessi romani. Indice di quest'ultimo, di una vivacità economica e culturale dimostratasi anche in epoca cristiana: la Chiesa di San Bartolomeo in Bannio fu certamente una delle prime a staccarsi, già nel X secolo, da San Vincenzo di Pieve Vergonte, chiesa originaria di tutta l'Ossola inferiore e diventando centro propulsivo della cristianità della valle Anzasca.Le chiese e i monumenti in BannioLa chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, primiceria della valle e le cui più antiche notizie risalgono al X secolo, al centro dell'abitato di Bannio, testimonia la trasformazione del tempio preesistente, in stile lombardo avvenuta nel 1644, pochi anni dopo l'ultimazione dell'elegante campanile, monumento nazionale e datato 1592.La struttura originale dell'edificio prevedeva infatti il canonico orientamento a levante dell'abside. Invece nel Seicento su tale lato venne eretta l'attuale facciata, aggiungendo il coro su quello di ponente, con ulteriori modifiche attribuibili al tardo Settecento.Di notevole fattura è L'altare maggiore, in legno scolpito e laminato in oro, mentre un vero tesoro è conservato in una cappella laterale della chiesa: si tratta di un grande crocefisso in bronzo espressione dell'arte fiamminga del Cinquecento.Al di fuori dell'abitato di Bannio, alla fine di un percorso segnato dalle cappelle della Via Crucis si trova il santuario della Madonna della Neve, eretto tra il 1618 ed il 1622. Questo luogo è legato all'attività della Milizia Tradizionale la cui festa si celebra il 5 agosto.Nella località di S.Bernardo a Bannio si trova il piccolo Oratorio di San Bernardo, risalente al XVII secolo.Per la tutela e conservazione dei monumenti è stata istituita nel 2005 una Conservatoria diretta dallo storico dell'arte dott. Adriano Antonioletti Boratto, specialista in iconografia e storia dell'arte applicata all'agiografia, guida volontaria da alcuni anni della Basilica di Santa Croce a Firenze, coordinatore del progetto editoriale Biblia Pauperum per l'Opera di Santa Croce a Firenze, collaboratore degli Archivi Storici dell'Abbazia Territoriale di San Maurizio di Agauno (Vallese - Svizzera) e editore.AnzinoSi trova sulla sponda opposta del torrente Olocchia e gode di una certa notorietà per la devozione a Sant'Antonio da Padova, legata ad un quadro di pregevole fattura, situato nell'omonimo santuario, nata dopo l'arrivo del quadro. Il santuario coincide con la chiesa parrocchiale eretta nel 1640 dedicata a San Bernardo da Mentone.Il Santuario di Sant'Antonio da PadovaAnzino è paese d'origine di importanti personaggi; per ricordarne due su tutti citiamo Ludovico Quaroni, architetto romano del Novecento, la famiglia del quale ha origine nel paese anzaschino. Assieme a lui Pietro Maria Quaroni, ambasciatore d'Italia in vari paesi e poi presidente RAI. Il secondo da ricordare è il medico personale di due papi. Un tempo comune autonomo, Anzino venne unito a Bannio nel 1929.Feste e ricorrenzeUltima domenica di gennaio: festa dell'Arrivo del Quadro Miracoloso ad Anzino "Domenica del Giglio";13 giugno: festa liturgica di Sant'Antonio da Padova;Domenica dopo il 13 giugno: festa dei Santi Antonio da Padova e Bernardo da Mentone (Patroni di Anzino).PontegrandePontegrande situata più a valle, presso il torrente Anza rappresenta, insieme al ponte da cui prende il nome, un passaggio obbligato per chi vuole arrivare fino a Bannio Anzino. Qui sorge la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, costruita nel 1670 alla cima di un enorme masso erratico.L'economiaL'economia del paese, un tempo basata soprattutto sull'agricoltura, si è orientata a partire dalla fine degli anni sessanta verso il turismo con la realizzazione degli impianti sciistici dell'alpe Provaccio e dell'alpe Rausa. Nel 1968 venne aperta la seggiovia biposto Bannio-Alpe Provaccio, realizzata dalla ditta Piemonte Funivie. Negli anni seguenti vennero costruiti dalle ditte Leitner e Marchisio tre skilift, denominati Baby Provaccio, Balmo-Provaccio e Provaccio-Alpe Loro. Negli anni ottanta, però, le quote relativamente basse e la concorrenza subita da altre stazioni della zona, (Macugnaga si trova ad una ventina di km), portarono i gestori in pesanti difficoltà economiche. Nel 1992 gli impianti vennero così abbandonati.Nel 2008 all'Alpe Soi è stata riaperta una piccola stazione sciistica, costituita da due tapis roulant. La stazione ha avuto, però, vita breve in quanto dopo un solo anno è stata chiusa.La Milizia TradizionaleLa sua funzione doveva essere all'inizio prettamente militare, corpo armato a difesa del territorio ossolano. Nasce agli inizi del Seicento (ma Bannio è sempre stato un centro militare fin dal I secolo d.C.): durante quest'epoca il governo spagnolo, in guerra con il Duca di Savoia aveva infatti istituito queste "Milizie delle terre".Ma tale funzione durò pochi anni. Nel 1622, in occasione dell'inaugurazione del santuario della Madonna della Neve, la milizia aveva mutato la sua funzione: da militare a decorativa delle funzioni religiose. Era divenuta la guardia d'onore della Madonna, anche se, per questo non doveva mutare il suo abbigliamento e le sue tradizioni: restava sempre una compagnia di uomini armati, con tanto di divisa, archibugi e alabarde.Grazie a tale nuova funzione la Milizia fu in grado di sopravvivere alla resa degli spagnoli, e alla dominazione austriaca, anche quando le terre ossolane entrarono a far parte, nel 1748, dello stato sabaudo.Solo l'avvento del periodo napoleonico porta, anche se per breve tempo, una ventata di novità in questo piccolo esercito: le uniformi spagnole vengono sostituite con le più colorate divise imperiali.La restaurazione del modello piemontese arriva anche presso questa piccola e isolata comunità e l'abbigliamento e l'armamento diventano quello severo del reggimento "Piemonte Reale".Da allora non è cambiato più nulla. Attualmente la Milizia di Bannio è composta da 60 uomini agli ordini di un colonnello e 8 ufficiali, ripete ogni anno i riti di un'antica tradizione. Durante il mese di luglio sia il colonnello che gli ufficiali vengono estratti a sorte, mentre per il 5 agosto viene prestato il picchetto d'onore, con tanto di scariche di fucili caricati a salve, in occasione della festa del santuario della Madonna della Neve.Di recente è stato pubblicato a cura di Adriano Antonioletti Boratto (conservatore della chiesa monumentale dei Santi Bartolomeo e Stefano protomartire di Bannio) il libro che con attenta disamina della tradizione e ricco apparato fotografico descrive minuziosamente il cerimoniale dei festeggiamenti in onore della Celeste Patrona la Beatissima Semprevergine Madonna della Neve che ogni anno dal 1629 viene festeggiata dalla Milizia il 5 agosto e la prima domenica di agosto. Il libro costa 15 euro e può essere acquistato durante la festa presso il banco della Milizia. Un guida imperdibile che aiuta a comprendere il nascere e lo svolgersi della manifestazione e rende partecipe colui che osserva degli intimi segreti e rapporti che vi sono nel tradizionale omaggio che tutti i banniesi rendono in quei giorni.AmministrazioneEvoluzione demograficaAbitanti censiti Note^ Scheda Comune - Comune di BANNIO ANZINO (VB).^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.

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