Comune

Apricale

Apricale, (Imperia)
Apricale (Brigar o Avrigà in ligure) è un comune italiano di 624 abitanti della provincia di Imperia in Liguria.Il comune fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia e insignito della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano.Geografia fisicaIl borgo medievale è situato nell'entroterra di Bordighera, nella valle del Merdanzo, affluente del Nervia, a 13 km dalla costa della Riviera di Ponente. Sullo sfondo è visibile il monte Bignone (1.299 metri). Dista dal capoluogo circa 52 km.StoriaL'origine del borgo sembrerebbe risalire all'età del bronzo, grazie ai ritrovamenti di tumoli sepolcrali in località Pian del Re (nel dialetto locale Cian deu Re). Ufficialmente il borgo venne fondato intorno al X secolo dai conti provenienti da Ventimiglia, passando poi nel 1276 ai Doria, signori di Dolceacqua.Nel 1267 comparvero i primi statuti, tra i più antichi della Liguria, legati all'indipendenza per la costituzione in Libero Comune. Nel 1573 la famiglia Grimaldi di Monaco distrusse il locale castello, precedentemente eretto dai Doria, scatenando lotte e guerre interne.Subì l'invasione francese nel 1794 di Napoleone Bonaparte e la conseguente annessione nella Repubblica Ligure (1797) e poi nel Primo Impero francese dal 1805. Alla caduta di quest'ultimo, nel 1815, fu inglobato nel Regno di Sardegna, come stabilito dal Congresso di Vienna, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010 e in vigore dal 1º maggio 2011.Gli statutiImportanti per la medievale comunità apricalese furono gli storici statuti comunali del 1267, considerati i più antichi della Liguria, i quali regolarizzarono la vita degli abitanti del borgo con regole e fondamenta ben precise. Ogni aspetto è minuziosamente contemplato, spaziando dalla regolarizzazione delle principali attività di sostentamento, al pagamento delle tasse e dei tributi e ovviamente nelle scelte di condanna per i reati più gravosi.Proprio sul tema della giustizia si applicarono svariati e talvolta trucidi regolamenti punitivi, dalla sepoltura dell'assassino (ancora vivo) con la vittima, alla decapitazione delle donne adultere fino all'amputazione di un piede o della mano per i ladri di bestiame. I furti dovevano essere prevenuti dalle due guardie campestri - costrette a dormire tutti i giorni d'estate e due notti in inverno nelle ore notturne nei campi - e obbligate loro stesse al risarcimento materiale a seguito del mancato arresto dei presunti ladri dopo otto giorni dal furto.Gli statuti ricorsero inoltre al "giudizio di Dio" sempre in materia di giustizia: il procuratore di danni o furti a terzi poteva essere dichiarato innocente se riusciva a camminare - per un breve tratto - con un ferro rovente in mano senza ustionarsi.SimboliLa presenza di un veliero nello stemma comunale, alquanto curiosa per un arroccato borgo medievale dell'entroterra, è da ricercare nella storica collaborazione tra il paese e i cantieri navali della costa; dai boschi di Apricale provenivano infatti i legnami per la costruzione delle navi per la flotta marittima della Repubblica di Genova.Monumenti e luoghi d'interesseArchitetture religioseChiesa parrocchiale della Purificazione di Maria Vergine. La chiesa, eretta intorno al XII secolo, è stata più volte rimaneggiata e ingrandita. Nel 1760 un restauro ha trasformato l'edificio in stile barocco. La facciata neoromanica è stata rifatta nel 1935. Il campanile della chiesa è stato ottenuto dall'antica torre quadrata del castello della Lucertola nella cui sommità è stata fissata una bicicletta rivolta verso l'alto. La singolare e curiosa installazione altro non è che un'opera artistica contemporanea del 2000 di Sergio Bianco: La forza della non gravità.Chiesa di Santa Maria degli Angeli, sita ai piedi del paese, ospita affreschi risalenti al Quattrocento.Chiesa di Sant'Antonio. Risalente al XIII secolo fu edificata nei pressi del locale cimitero sui resti di un antico tempio di epoca romanica.Oratorio di San Bartolomeo cui all'interno è conservato un polittico in legno del 1544.Ruderi della chiesa di San Pietro in Ento, la prima parrocchiale del territorio e risalente all'XI o XII secolo.Cappella di San Vincenzo Ferrer. Risalente al XVI secolo, ma rivista in forme barocche, è situata lungo la strada provinciale per Perinaldo a circa un chilometro dal centro di Apricale. Conserva in una nicchia della facciata la statua del santo.Cappella di San Martino. Forse già antica pieve romanica le prime informazioni sulla cappella risalgono al XVI secolo. Conserva tracce di affreschi cinquecenteschi nel catino dell'abside.Cappella di San Rocco. Edificata lungo la mulattiera per Pigna, nella zona settentrionale del borgo apricalese, è citata in un atto testamentario del 1576.Cappella di Moudena, situato lungo la mulattiera per la regione di Moudena.Architetture militariCastello della Lucertola. Edificato su uno sperone di roccia dai Conti di Ventimiglia nel X secolo, si affaccia dominando la piazza principale di Apricale così come l'attigua chiesa della Purificazione di Maria Vergine. La proprietà sul castello - così come la dominazione del borgo - passò dalla famiglia genovese Doria (subendo nel 1523 l'assedio del vescovo Agostino Grimaldi per la morte del fratello) ai Savoia e infine alla famiglia locale Cassini che trasformarono l'edificio da postazione difensiva a residenza privata. Divenuto proprietà del Comune di Apricale, dopo un accurato restauro, è sede annuale di eventi culturali e manifestazioni.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Etnie e minoranze straniereSecondo i dati Istat al 31 dicembre 2011 i cittadini stranieri residenti ad Apricale sono 109, pari al 17,47% della popolazione comunale.Qualità della vitaIl 29 maggio e 4 luglio 2002 il comune di Apricale ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norme ISO 14001 e ISO 9001 e un attestato OHSAS 18001 per la sicurezza.CulturaIn centro al paese, lungo una stretta via medievale, ha sede la biblioteca comunale, mentre all'interno del castello si trova il Museo della storia di Apricale che conserva documenti e reperti storicitra cui i celebri Statuti apricalesi del 1267.EventiOgni anno vengono organizzate mostre fotografiche, scultoree e pittoriche all'interno del castello della Lucertola. L'antistante piazza, cuore del borgo apricalese, è teatro di diversi eventi locali quali la "festa dell'olio nuovo", la "festa della primavera", la festa di san Valentino nel mese di febbraio e la "sagra della pansarola" (frittelle dolci) la seconda domenica di settembre.Persone legate ad ApricaleCristina Anna Bellomo (1861-1904), contessa di Apricale. La sua vita romanzesca e tragica è evocata nel castello della Lucertola. Abbandonata dopo il matrimonio da Battista Pisano, prestò servizio dal conte Charles de La Tour che si invaghì di lei e la portò a Parigi, iniziandola ai salotti mondani e lasciandole, alla sua morte, una fortuna. Bellissima e molto corteggiata si recò in Russia con la nipote Maria alla corte degli Zar, qui conobbe Sergej Aleksandrovič Romanov, fratello dello Zar, che se ne innamorò. Inviate in estremo oriente dal governo russo come spie, Maria e Cristina furono scoperte e imprigionate. Maria, morì di tubercolosi, mentre Cristina riuscì a tornare ad Apricale con l'intenzione di divorziare dal marito per sposare il Granduca. Pisano, colto da un raptus di gelosia, la uccise prima di suicidarsi impiccandosi alla croce del cimitero di Bajardo.Emanuele Luzzati (Genova, 1921 - Genova, 2007), scenografo, animatore e illustratore, il 14 settembre del 2003 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria.EconomiaSi basa principalmente sull'agricoltura e sul turismo. In questo borgo si produce un pregiato olio di oliva, di origine taggiasca, e dalla viticoltura il vino di uva Rossese.Infrastrutture e trasportiStradeApricale è situata lungo la strada provinciale 64 la quale collega Vallecrosia con Castel Vittorio.AmministrazioneGalleria fotograficaNote^ a b ISTAT data warehouse^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano^ I dati storici sono stati confrontati con il sito del Comune di Apricale^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane^ Fonte dal libro Villaggi di pietra di Enzo Bernardini^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.^ Fonte dal sito del Comune di Apricale - Certificazioni^ Dopo le dimissioni di sette consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 9 settembre 2010 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 24 settembre 2010Voci correlateComunità Montana IntemeliaCastello della LucertolaAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su ApricaleCollegamenti esterniApricale in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Apricale")

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