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Comune

Agnone

Agnone, (Isernia) Tempo di lettura: circa 9 minuti
Agnone (Agnéunë in dialetto locale) è un comune italiano di 5.152 abitanti in provincia di Isernia in Molise. Fino al 1811, per circa 600 anni, Agnone e il suo circondario sono sempre stati parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e dell'Abruzzo Citeriore, nel distretto di Lanciano. Antica città sannita, è sede di quello che si presume sia il più antico stabilimento al mondo per la fabbricazione delle campane (Pontificia Fonderia di Campane Marinelli), fondato intorno all'anno Mille e tra i pochi che possano fregiarsi dell'onore di utilizzare i suoi prodotti lo stemma pontificio. Geografia Clima Storia La tradizione vuole che Agnone sia sorta sulle rovine della città sannitica Aquilonia distrutta dai Romani durante la conquista del Sannio: nella zona sono stati recuperati diversi reperti archeologici, come la stele funeraria di Vibia Bonitas, attualmente conservata al Teatro Italo Argentino, nel centro storico della cittadina. Importante centro durante la dominazione longobarda, andò poi decadendo nei secoli immediatamente precedenti il 1000, mentre la Valle del Verrino e le alture circostanti divennero luogo di eremi, piccoli monasteri e piccole colonie agricole. Nel 1139 la potentissima famiglia dei Borrello, Conti di Pietrabbondante e capitani di ventura di Venezia, portarono sul luogo un notevole numero di soldati e artigiani veneziani, probabilmente provenienti dalle colonie dalmate della "Serenissima" (una più recente ipotesi dello scrittore veneziano Alvise Zorzi propone la provenienza di questo gruppo dalle colonie veneziane della Puglia, ma il riscontro rimane impossibile per assenza di documenti e la questione resta dubbia). Appare però evidente la fondazione veneziana del paese vero e proprio - sorto sul colle arcuato di fronte al Monte Caraceno - a causa dei chiari segni di cultura veneziana ancor oggi osservabili nel quartiere originario, quello della Ripa, altrimenti detto "borgo veneziano". L'importanza di Agnone andò crescendo nel periodo angioino e anche in quello aragonese, al punto che durante il regno borbonico delle Due Sicilie, la città fu tra le 56 città regie, direttamente dipendenti dal Re, libere da qualunque altra soggezione di tipo feudale, dotate di alto tribunale, con diritto di comminare pene capitali. Appartenente da sempre all'Abruzzo Citeriore, quando il Re Giuseppe Bonaparte (fratello di Napoleone) decise di creare la Regione Molise(1806), Agnone fu lasciata nell'Abruzzo. Ma durante il regno di Gioacchino Murat, i maggiorenti del luogo chiesero e ottennero il passaggio al Molise, fondando la richiesta sulla difficoltà geografica dei collegamenti abruzzesi, e sperando di assurgere a un ruolo di dominio nella nuova, piccola regione (1811). La prima delusione colse gli Agnonesi subito dopo questo passaggio, giacché i tre distretti in cui il Molise fu diviso, ebbero come centri e capoluoghi Larino, Campobasso e Isernia, escludendo Agnone da ogni ruolo di preminenza amministrativa. L'Italia unita, del resto, riunificando l'Abruzzo e il Molise in un'unica regione, rese di fatto superato questo problema. Fiorente per ampiezza dell'agro e per numero e volume di imprese artigiane, Agnone poté sviluppare, nel corso dell'800, un alto numero di menti colte: medici, filosofi, giuristi, teologi, da cui le venne il nome onorifico di "Atene del Sannio". La rivoluzione dei prezzi legata al primo sviluppo dell'industria italiana di fine Ottocento, tuttavia, intaccò quest'equilibrio, dando il via al fenomeno dell'emigrazione. Nonostante ciò, Agnone si distinse per spirito di iniziativa economica e culturale. Ad esempio, in pieno spirito positivista, grazie all'azione di alcuni spiriti illuminati tra cui il dr. Giuseppe Maria d'Onofrio, Agnone riuscì nell'impresa di essere elettrificata ben prima di Roma. Difatti risale al 1905 l'inaugurazione della centrale idroelettrica del Verrino, gestita dalla omonima societò elettrica, che precedette di ben 8 anni la prima centrale elettrica di Roma, la centrale Montemartini. Durante il Regime fascista, Agnone fu sede di confino per numerosi oppositori del regime, tra cui don Raimondo Viale, protagonista de "Il prete giusto" di Nuto Revelli. Dal 1940, ad Agnone sorse un campo di concentramento per famiglie di zingari rom rastrellate in tutta Italia. Il prefetto locale a tale scopo, scelse e ottenne dal vescovo dell'epoca la concessione del convento di S. Bernardino. L'ultima crescita demografica, Agnone la ebbe negli anni quaranta, per poi subire una continua diminuzione dagli anni cinquanta ad oggi. Parallelamente - e paradossalmente - la cittadina vedeva i segni sicuri di un notevole sviluppo socio-economico, quali la nascita del locale Ospedale Civile e della ASL, e quella delle scuole superiori, tra cui il Liceo Scientifico (primo del Molise), l'Istituto Tecnico Industriale(Leonida Marinelli), L'Istituto Professionale, tuttora presenti. È poi da menzionare - nel primo dopoguerra - la nascita del Teatro Italo Argentino (fondato grazie agli apporti degli agnonesi d'Argentina) che fu a lungo uno dei più ampi dell'Abruzzo-Molise, e attualmente (marzo 2008) è tornato ad esserlo per la chiusura di alcuni grandi teatri delle due regioni. Gli ultimi decenni hanno visto Agnone sviluppare una cultura turistica moderna e articolata, con la diffusione degli sport equestri, la creazione di numerosi centri di agriturismo, la costruzione di piscine, l'ospitalità di eventi di spettacolo e di studio (questi ultimi legati al mondo delle scienze mediche, della religione, e soprattutto alle notevoli ricchezze archeologiche e paleontologiche del circondario). Parte degli abitanti vorrebbe ricongiungere Agnone, dopo anni di appartenenza al Molise, all'Abruzzo, anche a causa del presunto disinteresse della regione verso l'Alto Molise. Onorificenze Tradizioni Il 24 dicembre ad Agnone si svolge la 'Ndocciata', il più grande rito di fuoco che si conosca: è una sfilata di migliaia di enormi fiaccole costruite artigianalmente. Dal 2000 tale evento si svolge stabilmente anche il giorno dell'Immacolata Concezione. Nel 1996 essa fu portata a Roma al cospetto di Giovanni Paolo II. Questa tradizione, che probabilmente nell'antichità era connessa ai riti della rinascita della luce, oltre che ad Agnone si è conservata - in misura minore - anche a Santo Stefano di Sante Marie (L'Aquila) ed ha assunto una diversa valenza legandosi alla festività del Natale. Tre giorni significativi sono quelli riguardanti la Fiera delle Arti e Mestieri Antichi, a cura dell'Associazione Culturale Kerres: ogni anno, subito dopo ferragosto, per tre giorni una vasta area del centro storico ospita artigiani al lavoro nelle antiche botteghe di matrice veneziana. Si possono ammirare orafi, ramai, conciatori, artigiani del ferro battuto, tombolo e ricamo e altri ancora alle prese con i loro antichi mestieri che mostrano e spiegano alle migliaia di turisti le fasi e la magia delle loro lavorazioni artigianali. Inoltre troviamo lavorazioni artigianali di confetti, dolciumi vari e prodotti caseari lavorati in loco. Il tutto allietato da trampolieri, giocolieri, sputafuoco e gruppi di musica popolare: uno dei momenti di maggior successo è la rievocazione dell'Antica Serenata Agnonese. Ovviamente è possibile gustare gli ottimi prodotti della gastronomia locale nei vari punti ristoro dislocati all'interno della manifestazione, nei quali è possibile cenare con pochi euro. La fonderia Marinelli Agnone è famosa in tutta Italia e in Europa per la presenza dell'antichissima Fonderia Marinelli, che ancora oggi è in perfetta funzione e in piena attività. Le sue origni risalgono al Medioevo, e la fonderia è ricordata per la fabbricazione di campane per edifici di alto rilievo quali la Cattedrale della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei e dell'Abbazia di Montecassino. Le prime campane ufficiali fuse dalla fonderia Marinelli risalgono al 1339, per opera del direttore Nicodemo Marinelli, detto "Campanarus". Nei due secoli successivi, quando l'Italia passò nelle mani degli aragonesi, i Marinelli continuarono a fondere campane per le varie chiese e campanili che venivano edificati in tutta la penisola. Nel 1924 il Papa Pio X conferì alla famiglia Marinelli l'onore di avvalersi dello Stemma Pontificio perché potessero rappresentarlo nel volto dell campane che continuavano a fondere copiosamente. I Marinelli all'inizio del Novecento furono molto richiamati dal molte chiese di tutta l'Italia perché i vecchi impianti delle campane per l'oscillazione erano ormai obsoleti oppure gravemente danneggiati. Quando nel 1944 gli occupanti tedeschi nazisti, da un anno in guerra civile con l'Italia, giunsero anche in Abruzzo e in Molise, la fonderia fu chiusa ed usata come quartier generale per le missioni di battaglia. Inoltre le campane che in quel periodo erano in fase di fusione furono distrutte dai nazisti e rifuse per creare dei cannoni da combattimento. Sconfitti i tedeschi dagli americani, nel 1949 la fonderia Marinelli rimase lo stesso famosa per il suo contributo, e il suo nome era ancora sulla bocca di tutti: luogo di riferimento per la fondazione di nuove campane. Nel Secondo dopoguerra italiano i Marinelli costruirono il concerto di campane per la Cattedrale di Montecassino, distrutta dai tedeschi, e così continuano a contribuire fino ad oggi, ogni qualvolta venga costruita una nuova chiesa, fondendo le campane necessarie per nuovi concerti. Luoghi di interesse Il Museo internazionale della campana sorge accanto all'antichissima Fonderia Pontificia Marinelli, che è l'azienda a conduzione familiare più antica d'Europa e seconda al mondo, fondata nell'anno 1000. Le Antiche Fonderie del Rame si trovano a pochi chilometri dal centro abitato, nella valle del Fiume Verrino: sono delle antiche fonderie a funzionamento idromeccanico nelle quali si producevano dei semilavorati in rame che venivano poi inviati alle oltre 180 botteghe di ramai agnonesi che, da tali semilavorati, producevano tine, caldai e vari oggetti in rame. La chiesa di San Marco Evangelista del XII secolo presenta un notevole portale rinascimentale. La chiesa di San Francesco è considerata monumento nazionale. Risalente al XIV secolo, ha un caratteristico portale gotico sormontato da un affascinante rosone. Da sottolineare la superba cupola a tamburo e l'originale campanile (con la parte finale in ferro battuto). All'interno della chiesa, con decorazioni di Ambrosio Piazza, si trovano ricchissimi altari e affreschi del molisano Paolo Gamba. Attiguo alla chiesa di San Francesco si trova l'ex convento dei Padri conventuali, con un magnifico chiostro (alle cui pareti si trovano affreschi rappresentanti la vita di San Francesco), oggi sede della Biblioteca comunale e della Mostra permanente del libro antico con volumi rarissimi, tra cui un'antica copia dell'Opera Omnia di Platone, risalenti al XVI secolo. La chiesa di Sant'Emidio risale al XIV secolo, con uno splendido portale gotico, conserva al suo interno capolavori d'arte di Giulio Monteverde, Giacomo Colombo, Giovanni e Amalia Dupré. Caratteristiche sono le statue lignee dei 12 apostoli, a grandezza naturale, attribuite a scuola napoletana del 1650. Adiacente alla chiesa troviamo la Biblioteca Emidiana, ricca di testi antichi dell'XI secolo. Per caratteristiche architettoniche e opere custodite sono da visitare anche le chiese di San Pietro, San Nicola, Sant'Antonio Abate (con annessa torre campanaria visitabile), San Biase (chiesa più antica di Agnone, dell'XI secolo), Sant'Amico, Santa Croce, la Trinità, L'Annunziata. Nel solo centro abitato si trovano tredici chiese, a testimonianza della forte influenza che esercitava nei secoli addietro il Vaticano in questo lembo dell'Alto Molise. Non meno interessante è l'architettura civile del paese: il centro storico è di chiaro stampo veneziano, infatti avventurandosi lungo le stradine del borgo antico ci si imbatte di frequente nelle caratteristiche botteghe veneziane e in piccole statue di pietra raffiguranti, per l'appunto, leoni veneziani. L'Antica Bottega Orafa sita in Corso Garibaldi testimonia un'antica migrazione di artigiani lagunari verso Agnone, avvenuta secoli addietro per opera della famiglia Borrello. Interessante è la piazza principale del centro storico, piazza Plebiscito, anticamente detta piazza del Tomolo, nella quale confluiscono sette strade che partono da altrettante altre zone del borgo antico e che ospita una caratteristica fontana marmorea risalente al 1881 (anno della costruzione del primo acquedotto urbano agnonese), restaurata, come tutta la Piazza, tra la fine del 2006 e i primi mesi del 2007. Come accennato, il Teatro Italo-Argentino fu costruito nel primo dopoguerra con i fondi degli agnonesi del Sudamerica. Esso funziona sia come teatro (l'unico in provincia d'Isernia), sia come cinema. Persone legate ad Agnone Ad Agnone si spense il teologo Pietro dell'Aquila, detto "Scotellus", (Tornimparte, 1275 circa - Agnone, 1361); Giovan Battista Di Menna, ex-frate cappuccino che, abbandonato il cattolicesimo diventa predicatore evangelico a Londra nel XIX secolo. San Francesco Caracciolo, presbitero e santo (Villa Santa Maria, 1563 - Agnone, 1608) Baldassarre Labanca, (Agnone 1829 - Roma 1913), studioso di storia della filosofia e delle religioni Raimondo Viale, presbitero Gino Alfani, politico Vito Gamberale, manager Rocco Sabelli, manager Alessandra Mastronardi, attrice Stefano Patriarca, pallavolista Libero Serafini, letterato, notaio, patriota Nicola D'Ottavio, calciatore Michele Orlando, geologo Sergio Sammartino, militare pluridecorato caduto in Russia nella seconda guerra mondiale Padre Matteo d'Agnone, frate francescano cappuccino. Evoluzione demografica Abitanti censiti Il paese, un tempo molto popolato, oggi ha dimezzato la sua popolazione a causa di una costante emigrazione sia all'estero che in altri centri italiani. Oggi la popolazione si attesta a poco più di 5.000 abitanti ma agli inizi del Novecento contava circa 11.000 abitanti. Amministrazione Sport Calcio La squadra di calcio è l'Olympia Agnonese, che milita in Serie D Girone F. Gioca le sue partite allo Stadio Comunale di Agnone. Il colore sociale è il granata. Altri sport La squadra di pallavolo è l'A.S. Pallavolo Agnone, militante in Serie B2, gioca le sue partite al Palazzetto dello Sport comunale. Nella storia dell'A.S. Pallavolo Agnone si ricordano campionati di alto livello, come la partecipazione nella Serie A2 italiana di pallavolo maschile 2002-2003, storica in quanto prima e unica squadra maschile molisana a centrare quest'obiettivo, culminata con il penultimo posto e la conseguente retrocessione. Nelle giovanili della società, si fa notare un giovane ragazzo del posto, che poi diventerà un giocatore professionista, Stefano Patriarca, attualmente militante come Centrale nelle fila della Power Volley Milano e della Nazionale di pallavolo maschile dell'Italia. note ^ Dato Istat ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012. ^ http://asciatopo.xoom.it/ammi_ch.html#322.00 ^ http://books.google.it/books?id=0nBmx9R77h8C&pg=PA25&lpg=PA25&dq=agnone+abruzzo+citeriore&source=bl&ots=bcSJSP-Mu3&sig=tFXbzrAa98zOoD7tlTbkksDwxGE&hl=it&sa=X&ei=nWYYVOODLtDlaPnRgagH&ved=0CFUQ6AEwCTgK#v=onepage&q=agnone%20abruzzo%20citeriore&f=false ^ http://www.nuovomonitorenapoletano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1161:il-1799-ad-agnone-molise&catid=64:articoli-sul-1799&Itemid=28 ^ InStoria - I campi di concentramento in Molise ^ Comuni che cambiano regione ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=199312 ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28-12-2012. Voci correlate Ferrovia Agnone-Pescolanciano Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Agnone

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