Comune

Poggio Sannita

Poggio Sannita, (Isernia)
Poggio Sannita (Caccavòn in poggese) è un comune italiano di 736 abitanti della provincia di Isernia in Molise.Geografia fisicaTerritorioIl paese è situato sopra un promontorio roccioso delimitato dai fiumi Verrino e Sente, affluenti del Trigno entrambi a carattere torrentizio, in particolare il secondo, che è completamente prosciugato nel periodo estivo.EtimologiaIl comune presenta la particolarità di aver cambiato nome nel febbraio 1921 su proposta del Consiglio comunale, passando dall'antica denominazione di Caccavone, a quella attuale di Poggio Sannita, nome derivante dalla posizione del paese posto appunto su un poggio, e dall'antica civiltà sannita che in passato popolava la zona. Il precedente nome si riferiva probabilmente al fatto che in antichità la località era sede della produzione del caccavo, una sorta di grande paiolo o pentola di rame usato dai contadini per la coagulazione del latte; tale strumento comunque rimane tuttora presente nello stemma del comune.GeografiaIl paese è situato su un declino collinare di 705 m d'altezza che sovrasta la valle del Verrino a Sud-Est, e quella del Sente a Nord-Ovest, quest'ultima, confine naturale con l'Abruzzo. Il suo territorio è compreso tra i 300 e i 767 metri s.l.m. con un'escursione altimetrica totale di 467 m. Il comune, posto nel cuore della comunità montana, fa parte della zona altimetrica della montagna interna.Classificazione climatica: E.Classificazione sismica: media.TopografiaLa topografia attuale del paese è il risultato di uno sviluppo da Sud-Ovest a Nord-Est. La parte più antica del centro abitato si trova nella parte meridionale della città e da qui le abitazioni si sono sviluppate verso Nord-Est. La forma del paese segue quella del declino collinare su cui è cresciuto e quindi il centro urbano risulta essere di forma allungata appunto da Sud-Ovest a Nord-Est. Le zone di più recente edificazione si trovano dunque nella parte più settentrionale del paese e tuttora vi è l'edificazione di nuove abitazioni (poche unità) nonostante lo spopolamento del paese. Nella zona più bassa e settentrionale del paese è situata la cosiddetta zona P.I.P. dove trovano sede gli stabilimenti industriali (attualmente un'industria del settore manifatturiero e un oleificio).Durata media del giornoFrazioniDi seguito è riportato l'elenco delle frazioni del comune a partire dalla più popolosa:SenteValle del PorcoSan CataldoRimanciQuarto IICastel di CroceCarapelleseScalzavaccaQuarto IStoriaEpoca Sannitica, Romana e Alto MedievaleLa storia del paese ha origine nell'età preromana quando era popolato da pastori Caraceni, una sottopopolazione dei Sanniti. Essi probabilmente popolavano le attuali alture del paese in modo saltuario. Sembra che facessero capo ad una confederazione, come era caratteristica delle popolazioni sannitiche, e che facevano riferimento ad un santuario situato a "Bovianus Vetus" o "Caracenum" presso l'attuale Pietrabbondante. Si confermano infatti i ritrovamenti di resti in lingua osca sulle alture della zona. In epoca romana fu sede di accampamenti militari e ville agricole, come testimonia il ritrovamento di una spada presumibilmente risalente alle guerre romano-sannite del II secolo a.C. L'origine dell'abitato di Caccavone sembra comunque da ricondursi all'alto medioevo, al tempo delle invasioni saracene che tra l'860 e il 900 d.C. sconvolsero anche il Molise. Diverse incursioni saracene portarono rovina e devastazione ad Isernia, Venafro e Bojano. In tale contesto gli abitanti della borgata Casale si arroccarono sulla roccia detta "Borgo Castello". Nel 953 il paese ancora piccolo fu dato in feudo ai principi beneventani Pandolfo e Landolfo probabilmente di stirpe longobarda. Accanto al Castello, che era l'abitato del colle più elevato e residenza dei feudatari, sorse una chiesa; successivamente si sviluppò il rione Rinsacca e poi il rione Porta (porta del Castello). Acquisito l'aspetto di borgo fortificato, il paese si trovò circondato da grosse mura e potenti mura rocciose; due erano gli accessi al borgo: Porta Maddalena nel luogo che i poggesi chiamano "'mbuorzie", e Porta Castello che è l'attuale arco della chiesa di Santa Vittoria. Il borgo si è ingrandito lungo la strada circolare che cingeva tutto il borgo stesso e chiamata "Torna", formando una serie di abitati, chiamati rione Conicella, che contornavano il borgo più antico del Castello e della Chiesa. Il paese rimase limitato in tale zona fino al 1600 circa.Epoca FeudaleIl feudo di Caccavone presentava nelle sue proprietà terriere piccoli monasteri, chiesette rurali e secondo la tradizione un monastero benedettino sul colle di San Cataldo, con varie badìe secondarie sui colli vicini, come testimoniano alcuni ritrovamenti di tombe e sepolcri. Sembra improbabile la presenza di San Cataldo sul territorio, a cui probabilmente fu solo dedicato il monastero, visto che le ultime datazioni riconducono il suo episcopato al periodo longobardo del 682 d.C. Nel 740 d.C. i principi beneventani Pandolfo e Landolfo concedono il feudo di Caccavone al principe Radoisio figlio del conte Berardo.Intorno al 1160 compare menzionato nel "Catalogus Baronum" normanno tra i baroni del Regno di Napoli,vale a dire i feudatari che dovevano mettere a disposizione del sovrano militi e servizi ,in caso di guerre o crociate in Terra Santa, un certo Raul De Petra investito da Ugone figlio di Atto, feudatario di Caccavone.In epoca angioina, nel 1269 venne fatto Barone di Caccavone un certo Paolo de Giga, soldato, investito direttamente da Carlo I d'Angiò. Stefano di Agnone fu il suo successore che quindi unificò i due castelli di Caccavone e Agnone. Nel 1291 a quest'ultimo successe Rolando Gisulfo che mantenne ancora l'unità dei due castelli.Dal Basso medioevo all'ultimo feudatarioAttualmente si hanno diverse attestazioni che confermano l'esistenza del territorio di Caccavone; il primo documento risale al 740 d.C. circa, grazie al quale i principi longobardi Landolfo e Pandolfo concedono il territorio al Conte Randoisio. Il feudo di Caccavone viene acquistato dal barone di Vastogirardi Vincenzo Petra o de Petra, discendente del feudatario di epoca normanna Raul de Petra, nel 1645, in seguito passa a suo figlio il primo duca di Vastogirardi, Carlo I Petra che possedeva un palazzo anche a Castel di Sangro detto del leone; egli era regio Consigliere di Santa Chiara, Prefetto del Regio Erario, Reggente del Collaterale e cavaliere di Calatrava. In seguito il feudo di Caccavone viene ereditato da Nicola Petra, nipote di Carlo, secondo duca di Vastogirardi che diviene anche primo marchese di Caccavone,con regio diploma del 24 novembre 1723.Nicola farà restaurare la chiesa di Santa Vittoria nel 1725 dopo che era stata danneggiata dal terremoto del 1720. Dal duca Nicola il feudo di Caccavone passerà al figlio Giuseppe Maria Petra che restaura il palazzo ducale nel 1761 e amplia la chiesa di Santa Vittoria a cui era molto devoto nel 1762. L'ultimo feudatario di Caccavone fu Carlo II Petra, quinto duca di Vastogirardi e quarto marchese di Caccavone, che succedette al padre Vincenzo nel 1806, anno stesso in cui il Re di Napoli Gioacchino Murat, abolì i diritti feudali, mantenendone però i titoli. Carlo II Petra fu fautore della repubblica partenopea del 1799 e subisce l'esilio nel 1816, all'epoca della restaurazione di Ferdinando I.Dall'epoca Moderna a quella ContemporaneaL'esistenza dell'"Università" (municipio o comune) di Caccavone è provata dal 1704, anno di una disputa territoriale con Agnone. Tale contrasto non fu l'ultimo infatti, Caccavone si oppose legalmente contro le dominazioni delle Università di Civitanova e Schiavi di Abruzzo su alcuni territori abitati da caccavonesi. Nel 1819 poi la frazione di Castelverrino si distaccò dal paese diventando autonoma (l'attuale comune di Castelverrino). Una data storica per il paese è il Giovedì Santo del 17 aprile 1862 quando 42 militi e il sindaco Pasquale Antinucci si batterono contro un folto gruppo di briganti capeggiati da Luigi Alonsi detto "Chiavone"; nello scontro persero la vita 10 militi e il sindaco, in una storica e brutale battaglia che si svolse a Salcito. Nel 1912 e 1913 il comune approva le delibere per la restituzione della contrada Scalzavacca da parte del comune di Civitanova e della contrada Carapellese da parte di quello di Schiavi di Abruzzo. Nel 1914 il Consiglio Provinciale del Molise giudicò lecita la richiesta di Caccavone sulle proprietà della contrada Carapellese, classificando come erronea la ripartizione avvenuta nel 1810 ma delegando l'aspra questione al Prefetto; questi avviò subito le procedure che verranno però sospese per l'inizio della Prima guerra mondiale. A testimonianza del fatto che Carapellese è legata alla storia di Caccavone e non a quella dei paesi a cui attualmente appartiene, è il fatto che i possessori degli appezzamenti di terreno e i cognomi degli abitanti di queste zone, sono poggesi e tali essi stessi si considerano.Evoluzione demograficaAbitanti censiti Il paese vive da molti decenni un continuo spopolamento dovuto all'emigrazione e al basso tasso di natalità. Nel censimento del 1991 la popolazione ammontava 1.217 abitanti che dieci anni dopo avevano subito una diminuzione del 22,76% arrivando a 940, lo spopolamento è dovuto allo scarso numero delle nascite contro un elevato numero di morti (per via di una popolazione molto anziana). Il ritmo di decrescita della popolazione rimane costante come in molti paesi nelle stesse condizioni ed attualmente la popolazione del paese è scesa a 845 unità di cui 392 maschi e 453 femmine divisi in 423 famiglie costituite in media da 2 componenti. Nel 2007 sono nati 3 maschi e 5 femmine, mentre sono morti 5 maschi e 10 femmine per un saldo naturale negativo di 7 unità.Composizione della popolazione poggeseAl 2005 la popolazione del paese era così ripartita:Luoghi di interessePalazzo DucaleIl Palazzo Ducale è l'edificio storico più importante di Poggio Sannita; fu edificato nel XV secolo come residenza dei Duchi di Caccavone e fu abitato fino agli inizi dell'Ottocento dalla famiglia Petra o de Petra, duchi di Vastogirardi e marchesi di Caccavone dopo un restauro avvenuto nel 1761 ad opera di Giuseppe Maria Petra XVIII secolo. È chiamato dai poggesi "Palazzo Reale" perché si narra che una Regina di stirpe borbonica, del Regno delle due Sicilie vi abbia soggiornato, per breve tempo, in occasione di una visita nella zona. Dopo il restauro da parte dell'amministrazione comunale con l'utilizzo di pietra locale e facciata a vista, fu riaperto al pubblico nel 1994; dal quarto piano della facciata esposta a Nord-Ovest si può apprezzare una vista dominante la zona che va dalla valle del Verrino fino al paese Capracotta. Attualmente è sede della biblioteca comunale, di una delle sale convegni della provincia d'Isernia (con una capienza per 200 persone), di una mostra fotografica permanente, e dell'ufficio della protezione civile.Chiesa di Santa VittoriaLa chiesa di Santa Vittoria è la chiesa principale di Poggio Sannita, posta nel cuore dell'antico borgo medievale e dedicata da sempre proprio a santa Vittoria molto venerata nel paese. Il culto per questa santa, vergine e martire, di origini reatine si diffuse intorno al V-VI secolo dalla sabina verso la marsica, quindi nell'area sannitica, e precocemente doveva esservi qualche edificio di culto consacrato a questa santa. La chiesa attuale non è quella originaria medioevale, di cui conosciamo l'esistenza grazie alle carte topografiche del borgo antico. Fu costruita probabilmente nel primo medioevo all'epoca dell'edificazione del Palazzo Ducale. Fu distrutta dal violento terremoto che sconvolse la diocesi di Trivento nel 1720 e nel 1725 fu ricostruita in breve tempo, per volontà del duca di Vastogirardi e marchese di Caccavone Nicola Petra, e riconsacrata il 13 settembre dello stesso anno dal vescovo diocesano Alfonso Mariconda; infine fu ampliata ad opera del duca Giuseppe Maria Petra, figlio di Nicola, nel 1762. La chiesa si presenta a tre navate asimmetriche, a croce latina, poggianti su un basamento di roccia. Il piano attuale della chiesa è sopraelevato, e soggiace su un terrapieno, che nel corso degli ulteriori rifacimenti intervenuti, ha coperto l'ossario sottostante, in cui presumibilmente venivano sepolti i duchi di Caccavone e parenti della nobiltà. Di pregevole fattura sono i dipinti delle Anime Purganti, dell'ultima cena e di sant'Antonio abate; vi si trova il reliquiario con un'urna contenente un osso del braccio di san Prospero martire, patrono di Poggio Sannita, portato nel 1743 dal cardinale Vincenzo Petra, arcivescovo di Damasco, prefetto della Congregazione di propaganda fide, datario della Sacra Penitenzieria, che lo aveva estratto dal corpo del martire nelle catacombe di san Calepodio a Roma, col permesso di papa Clemente XII. Importante e storico, l'organo risalente al 1769, il pulpito, l'altare maggiore, l'acquasantiera e la statua di san Prospero del 1764.Chiesa di San RoccoÈ la seconda chiesa per importanza del paese, ed è dedicata a san Rocco, anch'esso molto venerato a Poggio Sannita, insieme a santa Vittoria, san Cataldo e sant'Antonio abate. Particolarmente belle sono le decorazioni dell'altare dedicato appunto a san Rocco in stile tardo barocco. La struttura della chiesa risale al tardo seicento.Chiesa di Santa LuciaPiccola cappella extra moenia dell'ultimo secolo, fino agli anni 70' chiesa privata, poi donata alla parrocchia.Chiesa della Madonna delle GrazieChiesa situata fuori il paese, ed edificata intorno al 1590; per 5 anni ebbe la funzione di chiesa principale a causa del crollo della chiesa di Santa Vittoria per un terremoto che sconvolse in quell'anno la diocesi di Trivento. Probabilmente conserva una cripta oggi nascosta (come era usanza del tempo) ed è meta del pellegrinaggio del 25 marzo, per l'Annunciazione del Signore.Piazza XVII AprileLa piazza principale, ubicata al centro del paese, è il luogo di ritrovo più frequentato di Poggio Sannita. Vi si trova una fontana decentrata verso Nord e da qui, volgendo lo sguardo verso Sud si può apprezzare una splendida vista panoramica dei dintorni del paese. Prende il nome dalla triste data della morte di 10 cittadini poggesi (tra cui il sindaco) avvenuta nel 1862 per combattere il brigantaggio nel Sud.Monumento ai cadutiA pochi passi dalla piazza principale, si trova il monumento ai caduti che riporta su una lastra di pietra i nomi dei cittadini poggesi morti in guerra; davanti a questa si trova un cannone originale austriaco risalente al periodo bellico.Belvedere "Colle Calvario"Il Colle Calvario è sede della villa comunale nonché punto più alto del paese. È un luogo di ritrovo per i giovani e anche da qui si può scorgere la valle del Verrino che arriva sino a Capracotta.Belvedere "Ara Giagnagnera"Situato all'estremità sud-est del paese, il panorama del belvedere va dalla vicina Agnone (a nord-nord-ovest), a Castelverrino (a sud-sud-ovest) sino ad arrivare alle stesse campagne poggesi poste a nord-est per una visuale di quasi 360°.Area attrezzata di Quarto IIOasi naturale immersa nel verde della valle del Verrino attrezzata per campeggio e camper.CulturaEventiFeste religiose25 marzo, Madonna delle Grazie; messa, processione e fuochi pirotecnici.1ª domenica di giugno, santa Lucia; messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.2 luglio, festa della Madonna delle Grazie; messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.16 agosto, san Rocco molto venerato dai poggesi; messa e giochi popolari.17 agosto, san Cataldo; messa, processione, fuochi pirotecnici esposizione di prodotti tipici e grande festa nella contrada omonima.21 agosto, san Prospero patrono; messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.22 agosto, san Rocco; messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.13 settembre, dedicazione della chiesa madre.Ultimo sabato di settembre, san Domenico molto venerato dai poggesi; SS messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.Ultima domenica di settembre, Madonna delle Grazie; messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.23 dicembre, santa Vittoria molto venerata dai poggesi; messa.MostreAl terzo piano del Palazzo Ducale è presente una mostra fotografica permanente dal tema: "Poggio Sannita: i luoghi e le persone" con molte foto d'epoca e recenti sul paese.SportLo sport poggese è incentrato principalmente sul calcio ed il tennis. Attualmente la manifestazione sportiva di più grande richiamo è il torneo rionale, un quadrangolare di calcio che si tiene ogni estate e vede contrapposte 4 squadre rappresentanti appunto i rioni del paese ossia: Santa Vittoria o "Conicella", Santa Maria o "Piazza", San Rocco e Santa Lucia o "Mulino" detentrice del titolo. Le squadre sono formate dai residenti dei rispettivi rioni più i residenti fuori paese a cui non è attribuito un rione di appartenenza particolare. Il torneo si svolge come girone unico a punti in cui le prime due classificate, alla fine degli incontri, giocheranno la partita per il titolo.Calcio a 5Dalla stagione 2009/2010, il Poggio Sannita milita nel girone B della serie C2 di calcio a 5.Gli impianti sportiviL'impianto sportivo del paese è di recente realizzazione, ospita un campo di calcio fornito di spogliatoi e magazzino (attualmente non utilizzato dalla società del paese, l'A.S.D. Poggio Sannita, perché non iscritta all'ultimo campionato), un campo da tennis con tribune fornite di seggiolini singoli e un moderno campo da calcio a 5 in erba sintetica fornito di illuminazione e tribune.GastronomiaProdotti tipiciProdotti tipici del paese sono l'olio d'oliva, di altissima qualità e genuinità per la cui valorizzazione il comune ha aderito al consorzio "La città dell'olio"; il vino ( fino a poco tempo fa celebrato in una famosa "Sagra dell'Uva); il miele, prodotto artigianalmente da alcuni poggesi e negli ultimi anni notevole importanza sta avendo la raccolta del tartufo presente in qualità pregiata sul territorio poggese.Piatti tipiciI piatti tipici del paese sono rappresentati da: le sagne a pezzate (lasagne sciolte a pezzi), i cavati (gnocchetti), i cic lievt (pasta tipica lievitata), le pallotte cacio e ova (polpette di uova e formaggio) e i magliatiell (torcinelli di carne d'agnello) oltre ad insaccati vari di qualità.CuriositàFino a pochi anni fa nel paese era celebrata la caratteristica "Sagra dell'Uva", la festa non viene più celebrata anche per la diminuzione delle coltivazioni d'uva e del conseguente calo nella produzione di vino che comunque persiste anche se in modo artigianale.Personaggi illustriCosmo Maria De Horatiis, il più illustre medico chirurgo dell'Italia meridionale della prima metà dell'800. A lui è intitolata la ProLoco del paese.Don Vincenzo Petra,1662-1747, teologo autore di testi teologici, cardinale, arcivescovo di Damasco ,Prefetto di Propaganda Fide, avvocato della Sacra Rota,penitenziere maggiore del S.R.C.,segretario della congregazione del Concilio Tridentino,consultore del S. Uffizio.AmministrazioneNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.^ a b La Carapellese e la Scalzavacca sono oggetto di una disputa territoriale tra il comune di Poggio Sannita e quelli di Schiavi di Abruzzo e Civitanova del Sannio. Parte di queste contrade risultano infatti nel catasto di questi comuni ma l'Articolo 3 comma 4 dello Statuto del comune dice:"...L'ambito comunale comprende il territorio contestato delle contrade Scalzavacca e Carapellese, impropriamente risultante al catasto dei Comuni di Civitanova del Sannio e Schiavi d’Abruzzo." Questa inclusione nell'ambito comunale di territori legalmente di altri comuni è dovuta al fatto che gli abitanti di queste zone sono poggesi ed i territori stessi sono storicamente legati al comune di Poggio Sannita.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ a b Fonte IstatBibliografiaCaccavone di Filippo Moauro, 1908.Sito istituzionale del comune di Poggio Sannita.Ufficio Anagrafe del comune di Poggio Sannita.Na 'nze' de fantazia di Amedeo Moauro, 1992.IstatVoci correlateAgnoneCastelverrinoComunità montana Alto MoliseAssociazione nazionale città dell'olioSenteVerrinoAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su Poggio SannitaCollegamenti esterniIl sito dell'amministrazioneIl sito de "La Città dell'olio"Il sito della Comunità Montana dell'Alto MoliseLa pagina del comune su Comuni.itFoto satellitare del paese non aggiornataGalleria fotografica di foto artistiche del paeseIl sito di Poggio Sannita in francese

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